lunedì 30 settembre 2019

Recensione: "La stanza della tessitrice" - Cristina Caboni

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Titolo: "La stanza della tessitrice"

Autrice: Cristina Caboni

Editore: Garzanti





Può un abito rappresentare i sogni di una persona, ridando speranza, sicurezza e serenità?
Può un abito far riemergere il passato e i segreti celati per anni?
Può legare due persone a distanza di anni?
Sì. L'importante è saper vedere oltre le sue cuciture e la superficie delle stoffe. Seguendo quel filo che intreccia, crea, elabora e unisce persone e destini. Un filo in grado, non solo di unire, ma di indicare la strada da percorrere per realizzare i propri sogni e il proprio destino.
Un filo che ci guiderà attraverso le pagine di questo romanzo meraviglioso, regalandoci emozioni, misteri e sorprese.

“(...) Chi ha il coraggio di superare le proprie paure è capace di tessere il filo della vita. Afferra il tuo, adesso, e compi il tuo destino, figlia del mio cuore...”
(citazione tratta dal testo)

Siamo a Bellagio, sul lago di Como e la nostra meta è un piccolo negozio di sartoria. Qui lavora Camilla Sampietro, la nostra protagonista. La ragazza ha abbandonato Milano per rifugiarsi in un luogo dove poter essere libera di creare, sentire e vivere. Un luogo dove poter riprendere in mano la propria vita, ritrovando pace e serenità, concedendosi quelle “seconde possibilità” che spesso ci neghiamo per paura e orgoglio.
Vivere a Bellagio le ha permesso di crescere, maturare e fare affidamento solo su se stessa e le proprie capacità ma, soprattutto, le ha permesso di capire cosa vuole dalla sua vita: creare una moda basata sulle emozioni e sui sogni delle persone, infondendo coraggio e serenità. Riadattando vecchi abiti, creando vestiti unici e personali, dando così una seconda possiblità agli abiti e alla vita in generale.

“I vestiti che smontava e ricuciva erano speciali: era come se un filo unisse le esistenze di chi aveva creato il tessuto e di chi aveva disegnato e cucito il vestito, che sarebbe stato ancora una volta scelto e accompdoato per una nuova vita, per un altro destino. Le bastava anche solo parlare di un abito del genere e subito sapeva come modificarlo e traaformarlo: negli occhi delle clienti leggeva ciò che custodivano nel cuore. Erano desideri e sogni insieme. Coglieva le loro emozioni e ne ricavava stoffe di luce e di gioia, che applicava ai modelli.”
(citazione tratta dal testo)

Per Camilla, la moda rappresenta un legame, una storia a cui ridare vita e freschezza, legando sogni e persone in un viaggio poetico tra passato e presente. Purtroppo la sua visione lavorativa non è sempre compresa, soprattutto, dalle persone che le sono accanto e l'hanno vista crescere, come Marianne la donna che l'ha adottata e proprietaria della casa di moda Leclerc. Le divergenze di opinione hanno creato una frattura tra le due donne ma non vi racconterò altro su di loro, perché rischierei di svelarvi troppo, ciò che posso dirvi è che il passato tornerà a bussare alla porta di Camilla per risolvere alcune questioni lasciate in sospeso e per aiutare Marianne a ritrovare sua sorella Adele. Una sorella mai conosciuta...un segreto che sua madre Caterina ha custodito per anni fino al giorno della sua morte.
Perché Caterina non ha mai detto nulla di Adele? Cosa le è accaduto? Dove si trova?
Per scoprire il resto della storia, vi consiglio di continuare la lettura lasciandovi conquistare dalla storia e dalle parole di Cristina Caboni. L'autrice vi accompagnerà in un viaggio poetico ed emozionante. Un viaggio temporale tra passato e presente, alla scoperta di storie, persone, tradizioni e paesi, partendo dalla Sardegna, per giungere in Francia e Italia, in un susseguirsi di colpi di scena che vi terranno incollati alle pagine del libro.

“(...) Lo segue col ditino, quel ricamo, e all'improvviso lo vede. È solo un filo, all'inizio, poi diventa una storia. Le parla del vento che spalanca le tende e del mare che accompagna i pescatori che gettano le reti al crepuscolo e el recuperano all'alba, le racconta dei camp di spighe e di prati imbiancati dai fiori. È di donne chine sui telai, che sanno comprendere e tessere i sogni.”
(citazione tratta dal testo)

La storia, gli abiti, i misteri, il senso di abbandono e la ricerca di amore sono i pilastri di questo romanzo, che danno vita e anima a una trama emozionante, piena di speranza e di amore.
Camilla e Caterina sono le protagoniste e voci narranti del romanzo. Due donne che seppure vissute in due epoche storiche diverse, hanno molto in comune, come ad esempio: la stessa visione della moda, una storia familiare triste e dolorosa, il senso di abbandono, di esclusione e la voglia di essere amate che hanno inciso profondamente sulla loro anima e i loro destini, portandole a vivere e crescere nonostante le avversità, il dolore e la sofferanza.
Due donne apparentemente fragili, ma determinate a inseguire e lottare per i propri sogni, cercando il proprio posto nel mondo, ritagliandosi un angolino di pace dove poter essere serene e felici.
Due protagoniste complesse e ben caratterizzate, soprattutto la parte psicologica. L'autrice le ha descritte perfettamente, delineando pregi e difetti, mostrando i loro limiti, rendendole, in questo modo, credibili e aderenti alla realtà.
Caterina è la figura più impalpabile ed effimera, e questa sua non presenza risulta essere più incisiva e determinante per la trama, rendendo la storia più intrigante e misteriosa.

“La vita poteva essere vissuta solo in un senso, andando avanti.”
(citazione tratta dal testo)

Il romanzo è ben scritto, poetico ed emozionante. La lettura è scorrevole e accattivante.
Le descrizioni sono attente, precise e curate in ogni dettaglio, permettendo al lettore di immergersi completamente nella storia, sentendo sulla propria pelle le emozioni che si intrecciano e si rincorrono nel romanzo. L'autrice è riuscita a mantenere il giusto equilibrio tra le parti descrittive e quelle introspettive delle due protagoniste, mantenendo la giusta dose di eleganza e sensibilità senza eccedere nel sentimentalismo. Le sue parole, apparentemente semplici, scivolano come seta nell'animo del lettore, regalando emozioni e abbracci avvolgenti.
Personalmente ho trovato i capitoli dedicati al presente e alla storia di Camilla meno incisivi e forti rispetto a quelli dedicati alla storia di Caterina.
Il finale è troppo frettoloso e meno curato nei dettagli rispetto al resto del romanzo, ma questo non toglie nulla alla bellezza del libro che ho amato profondamente, ricordandomi quanto sia importante ritrovare prima se stessi e poi la felicità.

“(...) Ricordati sempre che il tuo futuro è nelle tue mani.
(…)
È il cuore quello che conta davvero, afferra i sogni con l'ago e ricamali...”
(citazione tratta dal testo)

Inseguite i vostri sogni...cercate voi stessi e vivete ogni attimo della vostra vita, lottando per ciò che desiderate.
Buona lettura.



(Marianna Di Bella)

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