mercoledì 18 febbraio 2026

Recensione: "Non è vero che in campagna c'è silenzio" - Martina Salvai

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Titolo: Non è vero che in campagna c'è silenzio

Autrice: Martina Salvai

Editore: Golem Edizioni



Buongiorno!

È passato moltissimo tempo dalla pubblicazione dell'ultima recensione. Un tempo scandito da profonde riflessioni e da problemi di salute che hanno rallentato e poi bloccato la mia presenza qui sul blog. Uno spazio che per me rappresenta un angolo di pace e tranquillità in cui rifugiarmi, ma non questa volta e non in questa particolare situazione. Comunque, voltiamo pagina e veniamo al consueto appuntamento con la recensione del giorno, o come preferisco definirla: “la mia personale opinione”.

Prima di parlarvi di questo nuovo libro, però, devo premettere che, proprio a causa della mia situazione personale ho deciso di non accettare collaborazioni, se non per alcune eccezioni e in maniera sporadica. Quando l'autrice di questo romanzo mi ha contattata per una collaborazione, mi sono presa del tempo per leggere con calma e attenzione la mail e la trama del libro per avere un quadro completo e, il connubio amore per le investigazioni e una trama interessante, mi hanno convinta ad accettare.

Volete un piccolo anticipo?

Certo, vi aiuto volentieri, ma prima dobbiamo trasferirci in Campania, precisamente a Torre del Greco, una cittadina distante circa mezz'ora da Napoli.

È il 16 maggio 2022 e quella che sembra una normale mattina, si rivela, invece, un caso per la polizia locale perché nella pineta viene ritrovato il corpo senza vita di un uomo.

Chi è? Cosa gli è accaduto?

È difficile riuscire a sapere qualcosa perché i poliziotti sono intenti a circoscrivere la zona, reperire indizi e non rilasciano informazioni a noi “lettori curiosi”. Dobbiamo trovare, quindi, un'altra fonte e....un momento...eccola lì. La vedete la giovane donna che sta parlando con il poliziotto? Bene, perché lei è la protagonista del romanzo e la guida che ci condurrà all'interno di un mistero intricato e profondamente riflessivo.

Amanda Sifri è una scrittrice freelance e collabora con i giornali locali che le affidano articoli di cronaca e recensioni. Vive nel quartiere dove è stato ritrovato il cadavere, insieme al suo amico Pietro e ai due cani dai nomi particolari e divertenti: Ade e Scabbia.

La ragazza è intraprendente, riflessiva e pensa che occuparsi costantemente di cronaca l'abbia fatta diventare insensibile, invadente e pronta a fare qualsiasi cosa per un'esclusiva. Quindi non c'è da meravigliarsi se in questo momento sta cercando di parlare con la polizia, dopotutto, non capita tutti i giorni di ritrovarsi davanti casa un omicidio e un articolo pronto per diventare uno scoop.

Amanda conosce l'identità dell'uomo perché vive nel quartiere a poche case di distanza, in una villa che condivide con la madre malata di Alzheimer.

L'uomo è Leonardo Pardi, un noto avvocato di circa sessant'anni.

Perché qualcuno l'ha pugnalato, lasciandolo nella pineta? Cosa è accaduto?

È ciò che si domanda Amanda che inizia ad indagare, collaborando, inizialmente, con la poliziotta Mara Mennella.

Domanda dopo domanda, articolo dopo articolo ecco che la storia prende forma, catapultandoci all'interno di un'indagine e un romanzo intriganti e coinvolgenti.

Non posso svelarvi nulla riguardo l'identità dell'assassino, non sarebbe corretto nei vostri riguardi, però posso dirvi che, personalmente, ho apprezzato molto questo testo.

Iniziare la lettura di un libro, solitamente, rappresenta un viaggio verso l'ignoto, dove le uniche cose certe sono la data d'inizio, il nome dell'autore, il titolo, il numero delle pagine; informazioni che non ci aiutano a prevedere cosa e chi incontreremo durante la lettura; ma non sarà questo a fermarci, perché la curiosità e il piacere della scoperta saranno il motore che ci spingeranno a leggere e immergerci nella storia.

Quando ho iniziato la lettura di questo romanzo, sapevo di dover investigare insieme alla protagonista della storia, ciò che non mi aspettavo è che in poche pagine mi sarei ritrovata catapultata all'interno di una trama intrigante ma anche profondamente riflessiva. Ciò che coinvolge maggiormente non è tanto la costruzione dell'indagine, quanto: le tematiche affrontate, la personalità di Amanda e la sua capacità di analisi dell'animo umano che la porta ad avere uno sguardo e un esame profondo di se stessa e delle persone che la circondano.

Martina Salvai ha scritto un romanzo che non si ferma alle apparenze e a una semplice indagine, ma va oltre la superficie, sollevando il velo di ipocrisia dietro cui si copre il finto perbenismo, affrontando tematiche attuali e importanti come ad esempio: la violenza sulle donne, lo sfruttamento, la manipolazione dell'altro, le dinamiche di possesso e controllo, l'affermazione di sé e della propria identità.

L'autrice affronta ed elabora queste tematiche con sensibilità, intelligenza ed obiettività, evitando di cadere nella trappola della stereotipizzazione dei personaggi e degli argomenti.

La sua scrittura è coinvolgente, diretta e introspettiva, in particolare per quanto riguarda la tematica dell'identità, dell'accettazione di sé che passa attraverso la comprensione, la conoscenza, il rispetto e l'ascolto di se stessi.

Conoscere e rispettare se stessi, vuol dire crescere e non aver timore di scegliere e dimostrare chi si è e chi si ama.

Ma l'amore non basta a ricominciare se sei stata costretta a una scelta dilaniante per sopravvivere.”

(citazione tratta dal libro)

L'autrice ci prende per mano e ci guida all'interno di tematiche profondamente riflessive e lo fa attraverso un'indagine che vede come protagonista una donna intraprendente, che ha imparato, durante l'infanzia, a tenere a bada i suoi desideri e ad accontentare gli altri, e oggi deve imparare ad ascoltare meglio se stessa.

Il personaggio di Amanda è ben costruito, in particolare la parte psicologica. È vera e non nasconde i suoi difetti che, in questo caso, diventano un punto di forza. È difficile non affezionarsi a lei e al suo passato. Un passato che impariamo a conoscere grazie a un espediente narrativo utilizzato dall'autrice, inserendolo tra un capitolo e un altro. In questo modo veniamo a conoscenza della sua infanzia e del suo rapporto strano e burrascoso con il padre, una figura che, sospetto debba ancora rivelare tanto di sé.

Forse in un altro romanzo e in una seconda avventura con Amanda Sifri e le sue indagini?

Non lo so, personalmente mi auguro di sì, perché sono convinta che la donna abbia ancora molto da dire e svelare.

In attesa di saperne di più, vi invito a leggere il libro e scoprire l'assassino di Leonardo Pardi.



Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio l'Autrice per la copia dell'ebook




giovedì 30 ottobre 2025

Recensione: "Tipi non comuni" - Tom Hanks

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 Titolo: Tipi non comuni

Titolo Originale: Uncommon Type

Autore: Tom Hanks

Editore: Bompiani



17 racconti.

17 storie diverse che tratteggiano gli Stati Uniti tra passato, presente e futuro. Storie che conducono il lettore in un altalenante passaggio tra realtà e finzione, ponendolo di fronte ad alcune tematiche interessanti e ad eventi attuali e fantasiosi. Storie diverse con un unico elemento in comune: la macchina da scrivere.

Questo immenso ed affascinante macchinario che, con il suo costante e a volte martellante ticchettio, ha scandito le vite di milioni di persone. Un strumento rivoluzionario che ha velocizzato la corrispondenza mondiale e dalla cui tastiera hanno preso vita e forma libri, racconti, lettere, documenti, contratti, trattati etc. che hanno segnato la cultura, l'economia e la politica mondiale. Uno strumento che è entrato di diritto nella storia e, soprattutto, nei nostri ricordi.

In questi racconti, la macchina da scrivere è sempre presente, ma è marginale ai fini della storia. Non ha un ruolo centrale o rilevante, viene semplicemente inserita come elemento narrativo senza lasciare nessuna impronta nella memoria del lettore.

Un semplice elemento di arredo inserito dall'autore che ama e colleziona macchine da scrivere.

17 racconti ognuno con un protagonista diverso. Un bambino che attende con trepidazione di trascorrere un fine settimana con la mamma; una donna disillusa; un immigrato bulgaro che cerca una nuova vita al di là dell'oceano, sognando di ritagliarsi il suo posto nel mondo e in una terra che seduce con il suo famoso “sogno americano”, ritrovandosi nella cacofonia e nelle luci di una città caotica e dispersiva. Oppure la storia di un ricco magnate americano che si innamora di una donna del passato mettendo a rischio la sua vita e, molti altri personaggi che popolano questo libro e prendono vita dalla penna di Tom Hanks.

Non posso raccontarvi molto altro riguardante le diverse storie, perché rischierei di anticiparvi troppo, svelandovi le trame e togliendovi il piacere della scoperta e della lettura. Ciò che posso fare è dirvi la mia modesta opinione, sinceramente mi aspettavo molto di più da questo libro.

I racconti non mi hanno entusiasmata o emozionata. Mi aspettavo una scrittura più incisiva, emozionante e con un'attenzione più specifica su alcune tematiche, invece, ho trovato le storie emotivamente asettiche e narrativamente poco interessanti. Per tutto il periodo della lettura ho sempre percepito la sensazione di stare leggendo dei riassunti di film americani già visti e rivisti. Ad esempio il racconto “Vigilia di Natale 1953” è basato sui ricordi traumatici di un soldato, reduce della Seconda Guerra Mondiale, durante lo sbarco in Normandia o la battaglia a Bastogne.

Cosa vi ricorda? 

La mia mente è andata subito al film “Salvate il Soldato Ryan” e la miniserie “Band of Brothers – Banda di fratelli”, solo che in questo caso l'autore ha fatto una sorta di riassunto, anzi direi un bignami di questi due meravigliosi prodotti cinematografici. Regalandoci un racconto striminzito, poco incisivo ed emotivamente freddo e asettico, Per me una profonda delusione.

Personalmente non ho apprezzato questo testo, ma questo non vuol dire che a voi non possa piacere, quindi vi auguro buona lettura e al prossimo libro.




Marianna Di Bella