lunedì 13 agosto 2018

Chiuso per ferie

Buonasera,
volevo informarvi che da oggi il blog e la pagina Facebook andranno in vacanza fino al 9 settembre 2018
(unica eccezione: alcuni post programmati nei giorni precendenti)
Per qualsiasi comunicazione, vi basterà scrivermi una mail o sul profilo Instagram, che rimarrà attivo.
Buone vacanze a tutti!!!

Marianna

sabato 11 agosto 2018

Recensione: "Un principe per Agla" - Diletta Nicastro



Titolo:
"Un principo per Agla"

Autrice:
Diletta Nicastro

Editore:
Il mondo di Mauro & Lisi



Nella vita ci sono momenti che vorremmo ricordare per sempre. A volte basta chiudere gli occhi, per ritrovare quegli attimi e rivivere le sensazioni che abbiamo provato e che ci hanno profondamente emozionati. Ricordi che custodiamo gelosamente nel nostro cuore per farli riaffiorare quando la nostalgia e la malinconia si fanno più forti.
Altre volte, invece, ci sono momenti che vorremmo dimenticare per sempre, cancellarli definitivamente dalla nostra memoria e dalla nostra anima, perché il dolore che ci hanno procurato è talmente atroce da piegarci in due e immobilizzarci. Dimenticare diventa il nostro obiettivo primario e così tentiamo qualsiasi cosa per distrarci e non pensare. Agla Zanin, ha deciso che allontanarsi da Roma, per capodanno, sia un modo per non pensare alla scomparsa della sua migliore amica Lisi. Si rifugia così, nella casa di Cortina, in un posto accogliente, tranquillo e familiare, dove i ricordi legati alla sua amica sono meno forti e intensi. Durante il suo breve soggiorno, Agla conoscerà Stelvio Airoldi e tra i due inizierà un legame intenso. Un legame che li porterà a conoscersi fin nel profondo di se stessi, in un periodo non proprio positivo per i due ragazzi.


«Non è facile, vero?»
(…)
(…)
«Non capisco…»
«Dimostrare allegria, gioia, divertimento.
Quando, invece, si ha il cuore a pezzi.»”


Agla ha 23 anni, gioca come opposto nella Roma Nord Volley e questo potrebbe essere l’anno decisivo per la promozione nella serie B1. Un sogno che potrebbe realizzarsi, perché la squadra ha tutte le carte in regola per potercela fare…lottando insieme e compatte.
Stelvio, invece, ha 28 anni ed è vice presidente della ditta di famiglia, ma alcuni gravi problemi economici rischiano di portare alla bancarotta la famiglia, perdendo definitivamente l’azienda.
Ma il destino ha in serbo alcune sorprese per i nostri due protagonisti e per tutti gli altri personaggi che animeranno e daranno vita a questo lungo e delicato romanzo, ma non aggiungerò altro perché lascerò a voi scoprire la trama.
Diletta Nicastro ha costruito una trama avvincente con molti colpi di scena che terranno i lettori incollati alle pagine del libro. Il ritmo di lettura si adegua agli avvenimenti che si succedono nella storia, pacati e tranquilli nei momenti di relax a Cortina o con gli amici, avvincenti ed emozionanti durante le partite di pallavolo, intensi e dolorosi quando la trama si accosta a momenti delicati della vita di alcuni personaggi.
La trama è ben costruita e al suo interno si alternano moltissime storie legate ai vari personaggi che si susseguono nella storia. La lettura è avvincente e mai noiosa, spesso ci sono passaggi narrativi veloci e sincopati, come se fossero degli scambi di battute, schiacciate e difesa a muro, in una partita di pallavolo.
L’autrice ha affrontato, nel romanzo, molteplici aspetti della vita dei diversi personaggi, come ad es. l’amore, l’amicizia, le critiche, il sacrificio, la sconfitta, le problematiche economiche ecc. ma soprattutto ci ricorda quanto sia importante il lavoro di squadra, perché da soli non serviamo e non arriviamo a nulla. Ci vuole spirito di condivisione, unione, sacrificio, passione per arrivare ad un obiettivo comune che renda tutti felici e aiuti a realizzare i propri sogni. E la pallavolo è lo sport che meglio di tutto spiega e dimostra quanto tutti siano importanti e nessuno è migliore dell’altro.
Pallavolo come metafora di vita.
Nella vita ci saranno momenti di sconforto e di crisi, ma ciò che dobbiamo ricordare è di guardarci intorno e fare affidamento agli amici e alle persone che abbiamo accanto per risollevarci e ritrovare la grinta e la voglia di lottare uniti e compatti.

(…)hai dovuto farti umile con chi umile non è. Anzi, che fa dell’arroganza e della strafottenza la sua arma e che potrebbe anche rivoltare contro di te le tue stesse parole. Ma tu non devi concentrarti su questo. Devi solo ricordarti di essere stato un punto di riferimento per la squadra…”


Giocate al meglio la vostra partita e buona lettura!!



(Marianna Di Bella)


Prodotto fornito da Il mondo di Mauro & Lisi

giovedì 9 agosto 2018

Recensione: "I Guardiani dell'Efterion" - Francesco Ambrosio

fantasy, i guardiani dell'efterion, spazio, universo, recensione, libro


Titolo:
"I Guardiani dell'Efterion"

Autore:
Francesco Ambrosio

Editore:
Bibliotheka Edizioni



Nel grande, immenso e sconfinato Universo, esiste un piccolo pianeta chiamato Efterion.
È un pianeta in continuo e lento movimento, la sua posizione non è mai la stessa, per questo risulta difficile identificare le sue esatte coordinate.
Efterion è un piccolo e significativo pianeta, perché è da esso che è stato generato l’intero Universo.
Ciò che attira maggiormente l’attenzione è la presenza di un grande Tronco, le cui radici si estendono per tutta la superficie del pianeta. Questo non è un semplice tronco, ma ha un’importanza vitale per tutte le creature dell’Universo, perché al suo interno sono custodite tutte le conoscenze, accessibili solo a esseri particolari, chiamati Entità, in grado di recepire e decifrare le informazioni. Informazioni vitali per riuscire a mantenere l’ordine e l’equilibrio nell’Universo.
Informazioni che devono essere difese da attacchi esterni, da eserciti sconosciuti, da forze del male potenti e ignote. A difesa del pianeta, ci sono i Testimoni, guerrieri provenienti da ogni parte dello spazio e addestrati nell’Accademia che si trova proprio sul pianeta.
Chi altro vive su questo piccolo e sconosciuto pianeta? Chi vuole distruggere la pace e la tranquillità, attaccando Efterion e il suo Tronco? Come è stato creato il pianeta? Chi è il suo creatore?
A rispondere a tutte queste domande ci penserà Francesco Ambrosio, che con la sua fantasia e capacità narrativa ha dato vita, anima e corpo a questo libro. Un libro che racchiude tutta la storia del pianeta Efterion, tra passato, presente e futuro in un intrecciarsi di situazioni, avvenimenti e imprevisti mirabolanti, e soprattutto misteriosi. Sì, perché il mistero avvolge completamente la trama e il lettore, lasciandolo spesso spaesato di fronte alla moltitudine di personaggi che si alternernano in un susseguirsi di battaglie e attacchi nemici, di cui spesso non si conoscono gli obiettivi o l’identità.
Le descrizioni sono precise e attente e i personaggi curati nei dettagli. La trama è complessa e articolata, molto spesso capita di perdere il filo che lega il tutto e i personaggi e gli avvenimenti che si susseguono sono talmente tanti e vari che si rischia di dimenticare qualcosa o di confonderli.
Personalmente l’ho trovato troppo lungo e impegnativo ma questo non vuol dire che non funzioni, al contrario, credo che Francesco Ambrosio abbia fatto un grande lavoro di costruzione della trama, di raccolta di idee e di creazione di personaggi, diversi fisicamente e psicologicamente. Ma soprattutto, ha saputo celare tra le pagine del romanzo, tematiche importanti come la libertà, la dignità dell’individuo, l’accettazione di sé e quanto la sofferenza a volte può rendere schiavi di se stessi.

Cercare la verità a volte è rischioso ma forse è il miglior modo per rendersi liberi…”

Se amate il fantasy, le storie ambientate nello spazio, le avventure misteriose e personaggi fantastici, allora questo è il libro che fa per voi.
Buona lettura!



(Marianna Di Bella) 


Prodotto fornito da Francesco Ambrosio

martedì 7 agosto 2018

Recensione: "La bambina della Via Mala" - Rosetta Spinelli

la bambina della via mala, recensione, romanzo,
 Titolo:
"La bambina della Via Mala"

Autrice:
Rosetta Spinelli

Editore:
Edizioni Leucotea



Anni Sessanta. In una fredda mattina d’inverno, in una piccola casetta sulle montagne, una bambina di appena undici anni sta uscendo con la mamma per dirigersi verso la stazione dei pulman. Le due donne devono raggiungere la città di Bergamo e presentarsi presso l’appartamento della signora Ada Franceschi, una vedova di poco più di sessant’anni. La bambina lavorerà per lei, aiutandola nei lavori domestici e tenendole compagnia durante le lunghe giornate.
La bambina si chiama Francesca Romelli, soprannominata Franchina, ed è la terza di quattro figli. Ha un carattere mansueto, positivo, abituata a ubbidire e a non ribellarsi perché convinta di non essere abbastanza intelligente. Ha sempre lavorato duramente in casa, facendo i lavori più pesanti, sotto le prese in giro della sorella più grande. Quando i genitori decidono che dovrà lavorare come domestica, lontana da casa, lei accetta ubbidiente, ma in cuor suo la paura è enorme e incontenibile.

Era una bambina bella e, anche se a volte lo sguardo le si incupiva, durava solo un attimo quel lampo di ribellione, poi l’abitudine ad ubbidire e a chinare la testa prendevano il sopravvento. Gli occhi, però, non ridevano mai.”

Il nuovo lavoro rappresenterà l’inizio della sua nuova vita fatta di scoperte, crescita e maturazione. Un lavoro a cui ne seguiranno altri, insieme ad altrettante esperienze, che la porteranno a vivere sempre più lontana dalla famiglia, da cui si sente allontanata, rifiutata e non amata.
Un giorno il destino le farà conoscere Adriano Fossardi, un uomo di cui si innamorerà follemente. Un uomo che nasconde un segreto, un qualcosa che non può svelare a nessuno, forse nemmeno a se stesso. Per scoprire cosa si cela dietro l’anima di quest’uomo, non dovrete far altro che aprire il libro e tuffarvi tra le sue pagine e tra le parole di Rosetta Spinelli.
Sin dalla prima pagina, l’autrice ci prende per mano accompagnandoci in un lungo viaggio interiore e temporale, affrontando tematiche serie e importanti, come ad es. la violenza, il lavoro minorile, i rapimenti, l’omosessualità, l’aids ecc., contestualizzandole al periodo storico che si sta vivendo in quel momento nel romanzo. Un periodo storico che copre un arco temporale di circa vent’anni, tra gli anni Sessanta e Ottanta. Anni che hanno rappresentato grandi cambiamenti culturali, sociali, economici e politici.
L’autrice riesce a farci vivere e attraversare questi anni in maniera delicata, affrontando alcune situazioni difficili e dolorose con garbo ed eleganza. La narrazione è fluida, per certi aspetti concisa ma che risulta essere perfetta per lo stile narrativo del romanzo. Le parole possono sembrare apparentemente semplici, ma la realtà e il dolore che si celano dietro di esse, sono dei pugni nello stomaco che lasciano il lettore dolorante e profondamente scosso.
I personaggi sono ben caratterizzati, in modo particolare i due protagonisti. Adriano, anima fragile e sensibile, alla ricerca di se stesso e della sua identità sessuale. Francesca, invece, è dolce, buona, delicata, per certi versi indifesa di fronte alla cattiveria delle persone, ma forte nei suoi sentimenti e ideali. Tutti e due hanno una crescita personale importante, soprattutto Francesca che si ritroverà ad essere una donna forte, matura e consapevole dell’amore che la circonda.
Un romanzo vero, intenso e doloroso.
Un romanzo fatto di silenzi e parole non dette, dove l’incomprensione diventa il motore che alimenta i rapporti sbagliati tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle, tra esseri umani.
Un romanzo dove l’amore è il protagonista assoluto. L’amore per la famiglia, per se stessi, per i figli. L’amore in ogni sua forma. Solo puro e semplice…Amore.
Affidatevi alle parole di Rosetta Spinelli e lasciatevi catturare dal romanzo e dalla storia di Francesca. 
Buona lettura!


(Marianna Di Bella) 


Prodotto fornito da Rosetta Spinelli

venerdì 3 agosto 2018

Recensione: "Virginia e l'Assassino" - Simone Pattavino

thriller, romanzo, romanzo di formazione, verità, recensione

Titolo:
"Virginia e l'Assassino"

Autore:
Simone Pattavino

Editore:
Bookabook



Virginia Innocenti ha 15 anni e vive con i genitori in una bella casa. È una studentessa con delle buone qualità e la sua giornata scorre tra scuola, compiti e visite ai nonni. Sembrerebbe una vita tranquilla, normale per un’adolescente della sua età, ma se andiamo oltre la superficie delle cose e ci fermiamo a osservare i suoi occhi, leggeremo un dolore profondo e intenso che attanaglia la sua anima e quella dei suoi genitori.
Una disgrazia ha segnato, in maniera atroce, il destino della sua famiglia. Arianna, la sorella maggiore, è scomparsa nel nulla da ben 5 anni. A niente sono valse le innumerevoli indagini e ricerche condotte dal commissariato di zona. La ragazza è sparita, senza lasciare alcuna traccia.
È stata rapita? Uccisa? È fuggita di sua spontanea volontà?
Molte sono le ipotesi, ma nessuna ha risposto in maniera concreta ai mille dubbi. La mamma è convinta che sia ancora viva e dopo tanti anni continua a cercarla, perché il ricordo di lei non si perda nei sentieri oscuri della memoria. Virginia e il papà, invece, sono convinti che sia morta, ma sono ben attenti a non dirlo alla madre già sopraffatta dal dolore.
Ciò che purtroppo è avvenuto durante questi cinque lunghissimi anni, è che ognuno di loro ha affrontato il dolore in maniera diversa e in perfetta solitudine. Virginia era molto piccola ai tempi della scomparsa, e si è sentita esclusa dall’amore e dalle attenzioni della madre. Così si è rinchiusa sempre di più nel suo piccolo mondo, trascorrendo la maggior parte del tempo nella sua stanza, la sua fortezza dal mondo esterno. Non ama parlare di sé, non ama stare al centro dell’attenzione, infatti, cerca sempre di passare inosservata, non si fida di nessuno e ha difficoltà ad esprimere i suoi pensieri e sentimenti più intimi e profondi.

Non esporti e non soffrirai, era il suo ingenuo comandamento.”

Non esporsi, non esprimere ciò che si ha dentro e soprattutto non vivere le esperienze e i momenti che si presentano, vuol dire non vivere la propria vita, ma al contrario sopravvivere a se stessi, per morire ogni giorno di più, fino a non provare più nulla. Anestetizzati al dolore e alla bellezza della vita e dei momenti magici che sa regalarci.
Capirlo è un percorso lungo e faticoso, per riuscirci occorre forza di volontà e voglia di cambiare e ad un certo punto della sua esistenza Virginia capirà che anche lei può essere felice, ritrovando l’amore per se stessa e per un ragazzo che l’aiuterà a uscire dal suo guscio. Un guscio che troppo spesso l’ha tenuta al riparo, ma che non le ha fatto apprezzare ciò che aveva intorno. Uscendo fuori, Virginia troverà anche la voglia e la forza per indagare sulla misteriosa scomparsa di sua sorella. Vuole assolutamente capire cosa le è accaduto, ridando pace e tranquillità alla sua famiglia. Purtroppo ciò che scoprirà sarà…e no! Basta! Il mio racconto finisce qui, perché da questo in punto in poi indagherete insieme a Simone Pattavino. Seguite le sue parole e la lunga e intricata trama che ha saputo creare intorno al mistero di Arianna. Osservate e soprattutto leggete tutto con molta attenzione, perché l’autore vi porterà tra i misteri intricati di una mente malata e tra i tormenti e le insicurezze di un’adolescente.
La trama è avvincente e scorrevole. I capitoli si alternano tra passato e presente, presentandoci la vita di Virginia e quella dell'assassino, in un intrecciarsi di informazioni e ambiguità che tengono desta e attiva la mente del lettore. Ogni capitolo regala indicazioni importanti da custodire e dubbi che stravolgono tutto ciò che il lettore aveva ipotizzato fino a quel momento. Portandolo, pagina dopo pagina, a svelare il mistero dietro la scomparsa di Arianna, con un finale inaspettato e impensato. Un finale che spiazzerà completamente il lettore.
La costruzione dei personaggi è curata e attenta, in modo particolare la parte psicologica, presentandoci tutte le contraddittorietà dell’essere umano e il male e il bene insito in ognuno di noi.
Questo non è solo un thriller, ma anche una storia di coraggio, giustizia, un romanzo di formazione che conquisterà molti lettori e gli amanti della verità.


Se la vita fosse fatta di se, avremmo solo possibilità ma nessuno ricordo.”


Accumulate ricordi, vivete intensamente ogni istante e cercate sempre la verità.
Buona lettura!


(Marianna Di Bella)

mercoledì 1 agosto 2018

Recensione: "La casa dei meravigliosi tramonti" - Heidi Swain

recensione, romanzo, sogni, cambiamenti

Titolo:
"La casa dei meravigliosi tramonti"

Autrice:
Heidi Swain

Editore:
Newton Compton Editori


Wynbridge è una piccola città del Regno Unito, caotica ma accogliente. Ricca di negozi caratteristici e un mercato pieno di bancarelle con merci varie e interessanti. La vita scorre tranquilla tra lavoro, incontri al pub e pettegolezzi che animano le discussioni degli abitanti. Niente rimane nascosto e celato a occhi e orecchie indiscrete; i segreti hanno vita breve, anzi brevissima.
Fuori dal centro abitato, troviamo Cuckoo Cottage, una graziosa e confortevole abitazione circondata da un bellissimo giardino, alberi da frutto e terreni incolti. Il cottage apparteneva a Gwen, una donna che ha passato la sua intera esistenza assaporando ogni minuto, vivendo al massimo ogni esperienza che le si presentava, divertendosi e viaggiando insieme alla sua migliore amica Flora, la nonna della nostra protagonista Charlotte.
Le due donne sono state determinanti per la crescita della ragazza, abbandonata dalla madre e cresciuta con i nonni materni. Charlotte è una ragazza riservata con una grande passione per il restauro e il reciclo. È ancora alla ricerca di se stessa, è insicura, ha paura di affrontare il suo destino, le manca il coraggio per afferrare i suoi sogni e viverli appieno. Ha paura di legarsi troppo alle persone, è diffidente verso il prossimo, tende a chiudersi a riccio e a non svelare troppo di sé.
Quando Gwen muore, la ragazza eredita il cottage e i terreni circostanti, un ultimo regalo che forse le permetterà di trovare finalmente la strada per capire cosa volere dalla vita e costruire, così, il suo futuro.

«Pensa in grande, Lottie!» (…) «coltiva la tua passione fino ai limiti delle tue possibilità!»”

Riuscirà Charlotte a capire quale sarà la sua strada? Riuscirà a fidarsi del prossimo e a fare nuove amicizie? Riuscirà a riconoscere i disonesti?
A voi scoprirlo, lasciandovi avvolgere dalle parole e dalle descrizioni di Heidi Swain. Leggere il suo libro è come trovarsi all’interno di un paesaggio rurale, dove la calma e la tranquillità regnano incontrastate. L’atmosfera è calda, avvolgente, familiare e le descrizioni dei personaggi e dei paesaggi sono semplici e reali, regalando al lettore la sensazione di far parte della scena e del romanzo stesso.
Il ritmo narrativo è tranquillo e pacato, tutto scorre in maniera lenta con alcuni colpi di scena e imprevisti che tengono desta l’attenzione del lettore.
I personaggi sono tutti interessanti e amichevoli, alcuni con dei punti oscuri da svelare ma non vi dirò di più. L’unica cosa che posso dirvi è la mia preferenza per uno dei personaggi: Edward. Un bambino di 10 anni che ama profondamente la natura e gli animali, si prende cura di ogni essere vivente ed è sempre disponibile ad aiutare gli altri con suggerimenti e indicazioni. Un ragazzino intelligente, estroverso, sempre attento agli altri; un personaggio che, pur non avendo un ruolo principale, riesce a catturare l’attenzione, l’affetto e l’ammirazione dei lettori.
Unico appunto: la discordanza di un lato del carattere di Charlotte. L’autrice la descrive come una persona che non si fida di nessuno e continua a farlo ripetere alla protagonista come una litania, solo che…be’ la ragazza ha la tendenza a svelare i suoi progetti e pensieri ai vicini di casa, al tuttofare ambiguo che per lei sono degli emeriti sconosciuti. Chi è diffidente non racconta tutto e subito a chi conosce da poco, aspetta sempre quel po’ di tempo che l’aiuti a capire chi ha davanti per poi con calma e pazienza affidare i suoi pensieri. Sinceramente è una discordanza che non ho apprezzato, ma questo non toglie nulla alla piacevolezza del romanzo e al clima caldo e familiare che riesce a regalare al lettore.

Nella vita, qualsiasi cambiamento si debba affrontare, è sempre bene imparare a camminare prima di cominciare a correre…”


Non abbiate paura di afferrare i vostri sogni, inseguiteli fino allo stremo delle vostre forze. Regalatevi la possibilità di essere felici e sereni…abbiate il coraggio di tentare e rischiare. Vivete!
Buona lettura!!


(Marianna Di Bella)