mercoledì 19 agosto 2020

Recensione: "Sotto il cielo di Parigi" - Marius Gabriel

 

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Titolo: "Sotto il cielo di Parigi"

Titolo Originale: "The Parisians'"

Autore: Marius Gabriel

Editore: Newton Compton Editori




Parigi, 1939


L'Europa è in grande subbuglio, la Francia è entrata in guerra e gli effetti si fanno sentire in tutta la città, preoccupata per le sorti dei suoi soldati e delle conseguenze politiche ed economiche che ne potrebbero derivare. Ma la fiducia e la speranza aleggiano ancora negli animi dei cittadini francesi, fino a quando qualcosa non li farà sprofondare nella disperazione e in anni segnati da fame, povertà e, cosa ben peggiore, dall'occupazione nemica. Sì, perché la Francia verrà occupata dall'esercito nazista che si aggirerà tra le sue splendide strade, insediandosi in musei, alberghi, palazzi per trasferire parte dell'esercito e delle alte sfere politiche ma, sopratutto, per controllare una parte dell'Europa, un posto strategico e d'eccezione per attaccare il suo cuore e il Regno Britannico.

All'ombra della Torre Eiffel e tra i viali della città, molti destini si scontreranno e incroceranno influenzando molte vite, ma il nostro sguardo e la nostra attenzione si fermeranno, questa volta, in un luogo particolare, ricco di fascino ed eleganza: l'Hotel Ritz.

In questo grande e meraviglioso albergo, conosceremo le protagoniste del romanzo e le forze nemiche, l'esercito usurpatore che segnerà in maniera indelebile le loro esistenze. Tra i personaggi principali troveremo la famosa stilista Coco Chanel che durante la Seconda Guerra Mondiale occupava una delle stanze; Aletty, un'attrice famosa di quegli anni, un personaggio anticonvenzionale che ha fatto della sua carriera un punto di forza. Una donna che per arrivare al successo si è data delle regole ferree e una disciplina seria, lottando strenuamente per emergere dalla povertà e dall'anonimato. Ma il collante tra queste due donne, e la figura che più segnerà il ritmo narrativo, sarà Olivia Olsen, una giovane ragazza americana di origine svedese, trasferitasi nella capitale parigina per inseguire il suo più grande sogno: diventare una pittrice.

Purtroppo i suoi sogni si scontreranno con la dura realtà, fatta di instabilità economica, poco lavoro, un affitto da pagare e i soldi che scarseggiano ogni giorno di più, fino a quando l'amore non busserà alla sua porta e la sua vita prenderà una svolta inaspettata destinandola a lavorare nel più grande e famoso albergo della città. Lo stesso albergo che verrà occupato dall'esercito tedesco, o meglio dalle più alte cariche politiche e militari. Così, tra amori, dolori, segreti, spionaggio e sofferenze il romanzo prende forma, narrandoci una storia ricca di suspense, intrecciando personaggi realmente esistiti con altri inventati, inseriti al centro di una cornice storica che tutti abbiamo studiato ma di cui, ancora oggi, scopriamo elementi e particolari poco noti.

Come si intrecceranno le loro vite?

Quale sarà il loro destino?

A voi dare una risposta sfogliando le pagine del libro, io posso dirvi che, sinceramente, mi aspettavo molto di più. La trama è interessate, il contesto storico e le figure delle tre donne sono gli elementi che mi hanno spinta a voler leggere il testo, ma qualcosa non mi ha convinta del tutto, lasciandomi quella sensazione di incompletezza, insoddisfazione ed esaustività che mi aspettavo.

Un'insoddisfazione su cui ho riflettuto molto e alla fine ho capito che emotivamente mi aveva lasciato bene poco, non attirandomi completamente. Mi aspettavo un maggior legame tra le tre donne, invece, se non per alcuni sporadici intrecci, non si instaura nulla di particolare tra di loro se non in maniera superficiale,, sembrano tre storie distinte che ogni tanto si incontrano, giusto il tempo di qualche evento o qualche pagina per poi tornare a dividersi e prendere il proprio corso di vita separato e distinto.

Ognuna di loro ha la sua personalità forte e al tempo stesso fragile, dovuta a esperienze di vita che le ha segnate profondamente nell'anima, lasciando cicatrici indelebili, che a me purtroppo, emotivamente parlando, ha lasciato bene poco e mi dispiace perché gl elementi per una bella storia c'erano tutti.

Le uniche parti che ho apprezzato nella trama, sono stati solo alcuni elementi storici. Peccato, ma questo non vuol dire che a voi non possa piacere il libro e non possa coinvolgervi al punto di amarlo. Quindi lascio a voi la decisione se leggerlo o meno, io posso solo augurarvi una buona lettura.


 (Marianna Di Bella)



Prodotto fornito dalla casa editrice Newton Compton Editori





mercoledì 12 agosto 2020

"March. La Trilogia" - John Lewis; Andrew Aydin; Nate Powell

 

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Titolo: "March. La Trilogia"

Autori: John Lewis;

                 Andrew Aydin

            Nate Powell

Editore: Mondadori



Cambiare vuol dire prendere coscienza di se stessi, dei propri limiti e lottare strenuamente per arrivare a raggiungere dei risultati. Nulla è facile, ci vogliono forza, coraggio, determinazione e la consapevolezza che i risultati si raggiungono solo con enormi sacrifici, compiendo piccoli passi in avanti e molti altri indietro; Lungo la strada molte saranno le difficoltà e le cadute, per questo occorre prendere coscienza degli ostacoli e rialzarsi ogni volta che si cade, perché si cambia solamente non arrendendosi e affrontando gli imprevisti.

Qualunque sia il tipo di cambiamento intrapreso, personale, storico, culturale, politico etc. non ci si deve arrendere mai, si deve continuare ad andare avanti con determinazione, fissando bene i propri obiettivi.

La storia è in continua evoluzione e tutti i diritti conquistati non sono arrivati a noi da un giorno all'altro, ci sono voluti secoli e anni ma, soprattutto, ci sono volute persone che con coraggio e costanza hanno creduto nei propri sogni e li hanno perseguiti anche a costo della propria vita. Persone che hanno dato, alle nuove generazioni, la possibilità di vivere e usufruire di quei diritti a loro negati, che noi diamo per scontati.

“March” è una graphic novel che affronta uno dei temi più complessi, scottanti e attuali che fanno parte, non solo della storia americana ma anche mondiale, influenzando il panorama internazionale: il razzismo e la segregazione razziale.

“March” è la la storia di John Lewis, uno dei leader del movimento dei diritti civili, delle lotte per la libertà degli afroamericani e deputato statunitense.

John Lewis nasce in Alabama e sin da giovane ha le idee chiare sul suo futuro: diventare un predicatore. A soli 16 anni tiene il suo primo sermone e il suo sguardo e i suoi valori sono sempre rivolti al sociale e alla giustizia, ispirandosi alla figura di Martin Luther King.

Grazie alla madre, si iscrive all'università, per poi studiare a Nashville, ed è in questa cittadina che la sua vita subirà una svolta e segnerà la strada che percorrerà per il resto della sua vita. L'incontro con Jim Lawson confermerà la sua filosofia morale, perseguendo la via dell'amore, della pace e della non violenza, cercando di sradicare mali come: il razzismo, la povertà e la guerra.

Un volta intrapresa la sua strada, il nostro protagonista non si fermerà più, neanche quando verrà insultato, picchiato, arrestato...continuerà a camminare senza indietreggiare mai, resistendo con forza e coraggio. Parteciperà attivamente ai vari movimenti per i diritti civili, raggiungendo cariche importanti ma, soprattutto, parteciperà a sit-in non violenti per abolire la segregazione nelle tavole calde e nei grandi magazzini, intraprenderà i “viaggi della libertà” negli stati del sud, segregazionisti e violenti. Parteciperà alle marce, tra cui le più note e famose, quelle di Washington nel 1963, nota in tutto il mondo per il famoso discorso di Martin Luther King “I have dream”, e di Selma, ritenuta la più violenta e pericolosa.

Attraverso le parole e le tavole di questo libro, assisteremo alla crescita personale e politica di John Lewis e, attraverso salti temporali, tra passato e presente, assisteremo a pagine di storia importanti e indimenticabili, come ad esempio il giuramento del presidente Barack Obama, che ha segnato una svolta epocale nella storia americana.

In questo testo non si parla solo della storia di John Lewis, ma di tutto il popolo afroamericano, presentandolo in un contesto storico, sociale e politico complesso e doloroso. Una popolazione che ha sempre lottato contro una maggioranza razzista, segregazionista e violenta che li voleva relegati ai gradini più bassi e infimi della società, privandoli di ogni diritto.

I passi intrapresi verso il cambiamento sono stati tanti e tutti accomunati da sofferenza e violenza. Attraverso le parole di John Lewis, impareremo molto sui movimenti per i diritti civili, su una parte di storia contemporanea che manca nei testi scolastici e che andrebbe studiata per comprendere e non commettere gli stessi errori, estirpando il seme dell'ignoranza e della violenza. Ricordandoci che si possono raggiungere i propri obiettivi senza ricorrere alla violenza e, soprattutto, che nulla si ottiene facilmente, ci vogliono determinazione e forza di volontà.

Questo testo nasce per volere di John Lewis, non solo per far conoscere la sua storia, ma anche quella degli afroamericani. Un testamento per le generazioni future perché non commettano gli stessi errori e imparino quanto sia importante lottare per se stessi e gli altri.

Un testamento di speranza. Una speranza, che al giorno d'oggi si va sempre più affievolendo.

Un testamento per non dimenticare.

La graphic novel è scritta e rappresentata in maniera eccellente da due artisti della parola e dell'immagine e contiene la trilogia completa, suddivisa in tre libri, ognuna legata da un evento che lascia il lettore con la suspense e la voglia di continuare la lettura.

Le tavole sono in bianco e nero e gli eventi di maggior pathos, violenza e riflessione, sono evidenziati da una profondità del nero che meglio evidenzia e marca il momento, l'intensità emotiva che, come pugni nello stomaco, colpiscono il lettore lasciandolo stordito ed esterrefatto di fronte all'estrema violenza dell'essere umano verso un altro essere umano, per di più inerme. Una violenza feroce che viene disegnata e caratterizzata da tratti che fanno sentire sulla pelle quel brivido di terrore, quel senso claustrofobico di oppressione, paura, violenza e dolore che hanno segnato quegli anni.

Narrato in prima persona, la voce di John Lewis prende vita e forza, pagina dopo pagina, evento dopo evento, ammaliandoci e trascinandoci in uno spazio temporale e storico importante. Vedremo, infatti sfilare personaggi illustri, come ad esempio John Fitzgerald Kennedy, Martin Luther King, Malcom x, Rosa Parks, Robert Kennedy etc. e assisteremo a molti eventi storici come la guerra in Vietnam, la marcia di Washington, di Selma etc.

Che lo spirito della storia sia la nostra guida.”

(citazione tratta dal testo)

Ho apprezzato e amato moltissimo questa graphic novel, e ritengo che oggi rappresenti il testamento di un uomo, recentemente scomparso, che ha sempre seguito i suoi valori morali raggiungendo obiettivi importanti. Un giusto tributo ad un uomo che ha fatto della sua vita un esempio da seguire e ricordare. Un esempio per le generazioni future e per il mondo intero che troppo spesso dimentica il passato, credendo che tutto sia dovuto. Insegnando loro che le più grandi vittorie si raggiungono cadendo e rialzandosi con maggior forza e determinazione, senza ricorrere alla violenza, ma solo con l'umanità e l'amore che ci contraddistinguono.

Buona lettura


(Marianna Di Bella)



Prodotto fornito dalla casa editrice Mondadori



lunedì 10 agosto 2020

Recensione: "Siamo ancora qui" - Danielle SeeWalker

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Titolo: "Siamo ancora qui. 
Il passato e il presente dei nativi americani"

Autrice: Danielle SeeWalker

Fotografie di: Carlotta Cardana

Approfondimenti di: Lorena Carbonara

Editore: DOTS Edizioni



Nei secoli, i nativi americani hanno subito ogni tentativo di genocidio da parte dei "wasi'chu" (trad. "uomo bianco" in lingua nativa), dalla distruzione della loro identità culturale, linguistica, spirituale fino al tentativo di estinzione del popolo stesso; ma i nativi hanno resistito a ogni attacco, con forza e determinazione, per preservare quel poco che rimaneva della loro cultura, trasmettendola alle generazioni future. Hanno lottato per sopravvivere, raggiungendo, negli anni, traguardi inimmaginabili, basti pensare che oggi alcune nazioni sono riconosciute dal governo americano come nazioni sovrane, mentre le altre continuano, nel loro piccolo, a trasmettere alle nuove generazioni le tradizioni, gli usi e costumi, le lingue e la spiritualità del loro popolo, preservandole dall'oblio e dalle forze dominanti che ancora oggi cercano di distruggerle e annientarle.
Compito non semplice perché i problemi sociali, culturali, politici etc sono tantissimi e incidono molto sull'identità delle nazioni e dei singoli individui. I nativi, infatti, registrano il più alto tasso di suicidi, abuso di alcool e sostanze stupefacenti. Nelle riserve i livelli di povertà, disparità sociali ed econoomiche e l'alto tasso di incarcerazione incidono sulla popolazione e su ogni singola persona, in maniera profonda e traumatica. Per non parlare della mancanza di programmi scolastici che meglio aderiscono alla loro identità culturale, perché i piani educativi americani non si adattano e non rispecchiano la loro cultura, creando una frattura nell'identità di ogni singolo individuo. Questo voler imporre il modello culturale dominante, attraverso un'assimilazione forzata è un problema che risale sin dalla fine dell'Ottocento, quando vennero create le prime scuole residenziali volute dai missionari cristiani e dal Bureau of Indian Affairs (BIA), il cui obiettivo consisteva nel togliere i bambini indiani alle loro famiglie, cambiare il loro nome di nascita, estirpare qualsiasi segno della loro lingua e cultura per assimilarli al modello americano, ricorrendo spesso a violenze, punizioni e soprusi. Qualsiasi cosa veniva utilizzata per deformare e annientare la loro identità e quando i ragazzi tornavano nelle loro riserve, non si riconoscevano più in nessuna delle due identità acquisite: nativa e americana. Si ritrovavano a vivere in un limbo in cui non sapevano più chi fossero, cadendo in stati di depressione e ricorrendo spesso al consumo alcool e sostanze e nei casi estremi ai suicidi. Problemi che, ancora oggi, si ripercuotono sul popolo nativo e che nel tempo hanno lasciato cicatrici indelebili, soprattutto, nelle nuove generazioni che si lasciano sopraffare da questo senso di inadeguatezza, inferiorità e mancanza di identità, influenzandone il carattere e la loro vita. Fortunatamente non tutto è perduto, perché qualcosa sta cambiando. La settima generazione è più attiva delle precedenti, infatti, si sta mobilitando per cambiare le cose, per preservare non solo le proprie origini, identità etc. ma anche l'ambiente, l'ecosistema, la Madre Terra.
Sono molte le iniziative intraprese dalle nuove generazioni, che studiano e si laureano per dare il giusto contributo al proprio popolo e alla propria nazione di appartenenza, lottando contro i pregiudizi e gli stereotipi che si sono incollati alla loro figura, ricordando che ogni singola popolazione indigena è diversa l'una dall'altra per storia, tradizione, lingua e che non esiste un unico popolo, così come andrebbe revisionata la loro storia, per renderla più veritiera per poter costruire un futuro per le nuove generazioni. Un lavoro complesso che, fortunatamente, non si è mai fermato nei secoli, ma ha continuato a seguire la sua strada con costanza, forza e determinazione, attingendo spesso a quel coraggio che ha caratterizzato i loro antenati.
Tutto questo è esposto in maniera efficace e interessante in questo libro che percorre, non solo le strade delle riserve attraverso testimonianze e foto che danno incisività al testo, ma anche grazie a capitoli che affrontano tematiche importanti atte ad aiutare il lettore a comprendere meglio le lotte intraprese nei secoli. Capitoli dedicati al passato con la spiegazione dei trattati, delle guerre che hanno visto morire migliaia di nativi, le scuole residenziali, la vita nelle riserve, i nativi urbani, i movimenti per i diritti civili, le battaglie per la difesa dell'ambiente, la situazione delle donne etc.
Un libro utile per chi vuole avvicinarsi alla complessa storia dei nativi americani, aiutandoli ad avere una panoramica d'insieme su elementi e avvenimenti che potranno essere approfonditi, in seguito, con testi più specifici.
Ogni capitolo è accompagnato da foto e box informativi che evidenziano e spiegano in maniera più dettagliata alcuni temi affrontati nel capitolo, rendendo il quadro e le informazioni più complete.
Il libro, scritto da Danielle SeeWalker, è un viaggio che ci conduce all'interno delle riserve e nelle testimonianze dei nativi, narrando il tutto attraverso immagini e volgendo lo sguardo anche al passato, perché non si può comprendere il presente e costruire il futuro se non si conoscono le proprie origini.

"Viviamo in un tempo e in un'epoca in cui non si può crescere senza sapere chi si è, non si può viviere senza identità. Quando conosci la tua cultura, la tua lingua e le tue tradizioni, nessuno può portartela via. Hanno cercato di ucciderci, hanno provato a cambiarci, ma stiamo ancora combattendo, siamo ancora qui."
(Danielle Ta'Sheena Finn, giudice tribale, hunkpapa lakota)

Ho sempre amato e studiato la cultura nativa americana, la sua complessita e lo studio di ogni singola nazione non mi ha mai spaventata, anzi mi ha sempre più incuriosita, spingendomi a proseguire nei miei sudi personali e ogni testo trovato e letto è sempre stato per me fonte inesauribile di informazioni da aggiungere a quelle che già conoscevo, e questo piccolo gioiellino mi ha regalato altre informazioni da custodire e studiare, come ad esempio: il recente attivismo ambientale e culturale, la problematica delle donne e delle misteriose scomparse nelle riserve che le vede protagoniste, insieme alla dettagliata spiegazione delle diverse competenze territoriali delle forze dell'ordine che si dovrebbero occupare dei casi, invece, delegano e relegano la responsabilità all'uno e l'altro in uno "scarica barile" inconcepibile.
Un libro scritto in maniera fluida e interessante, che vi suggerisco di leggere se volete iniziare ad approcciarvi alla conoscenza dei nativi americani. Partire dal generale per poi approfondire alcune tematiche ma, naturalmente, questo sta a voi decidere, perché io so già quale argomento affrontare e approfondire.
Buona lettura.




(Marianna Di Bella)


Prodotto fornito da Il Taccuino Ufficio Stampa


venerdì 7 agosto 2020

Recensione: "Cosa farebbe Frida Kahlo?" - Elizabeth Foley; Beth Coates

recensione, mini biografie, donne, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, identità

Titolo: "Cosa farebbe Frida Kahlo?"

Titolo Originale: "What Would Boudicca Do?"

Autrici: Elizabeth Foley - Beth Coates

Editore: Sonzogno



Può un libro contenere 50 mini biografie senza per questo risultare monotono o noioso?
Può attirare il lettore all'interno delle sue pagine, narrando storie e avvenimenti con ironia e un pizzico di sarcasmo?
Sì.
“Cosa farebbe Frida Kahlo?” ne è una dimostrazione, grazie al suo stile narrativo fluido e accattivante, alle piccole biografie e all'interesse che riesce a suscitare nel lettore.
Al suo interno, non troviamo solo 50 mini biografie, ma le storie di donne che hanno preso in mano le proprie vite, i propri destini e hanno cercato di cambiare se stesse, il mondo e la società che le circondava.
Vivere in altre epoche non è mai stato facile, in modo particolare, per le donne, che hanno dovuto sempre lottare contro il patriarcato, contro quello status sociale che le voleva relegare sempre e solo al ruolo mogli, madri e figlie servizievoli e senza alcun grillo per la testa.
Donne che non avevano diritto di votare, esprimere liberamente le proprie opinioni, ricevere un'educazione adeguata o scegliere, in maniera indipendente, il proprio compagno di vita.
Donne che non potevano essere libere sessualmente, imparando ad accettare e apprezzare il proprio corpo, costrette a viverlo come un tabù o qualcosa di cui non si poteva parlare con nessuno. Ma se guardiamo e analizziamo attentamente la società di oggi, ci renderemo conto che, purtroppo, alcuni passi fatti in avanti, si sono ridotti a molti indietreggiamenti, basti pensare al ritorno alla misoginia. Per questo motivo, Elizabeth Foley e Beth Coates hanno cercato di volgere uno sguardo verso il passato, per essere rassicurate sul fatto che le cose possono cambiare. Non a caso la storia è in continua evoluzione, sempre in via di cambiamento, anche se alcune situazioni tendono a tornare, ripresentandosi come prima, come ad esempio: realizzarsi nel lavoro, fare i conti con le proprie famiglie, dividersi tra lavoro e famiglia, tenere testa a uomini che vogliono sminuire il loro essere donne coraggiose, indipendenti e in grado di ragionare con la propria testa, portandole a odiare il proprio corpo che non è in linea con la figura che la società impone.
Le due autrici hanno cercato, così, figure femminili che hanno cambiato la società circostante, seguendo se stesse e i propri sogni.
50 figure femminili straordinariamente imperfette. Ognuna con i propri difetti, debolezze, fallimenti e paure.

“...comprese che la via del successo sta nel correre dei rischi, nell'accettare i propri limiti e nel realizzare che i difetti non sono necessariamente ostacoli all'essere meravigliose...”
(Citazione tratta dal testo)


50 donne che hanno distrutto gli stereotipi e seguito se stesse, dimostrando che la perfezione non esiste e che si può essere comunque straordinarie.
Esempi? Mi spiace non vi farò nomi perché vorrei che foste voi a scoprirli. Vi basterà aprire e sfogliare il libro per trovare tutto ciò che cercate.
Una lettura che si rivelerà ironica, frizzante, fluida e coinvolgente.
Una lettura che non vi lascerà indifferenti e vi aiuterà a ritrovare il coraggio e la determinazione attraverso esempi importanti e interessanti, trovando la figura femminile che meglio risponde alle vostre esigenze e necessità.

“...trovate la vostra voce, mantenetela con determinazione d'acciaio, e ricordatevi che anche le circostanze in cui vi trovate possono trasformarsi in materiale fertile o in opportunità.”
(Grazia Deledda)

Quindi non posso che augurarvi di raggiungere con forza e determinazione tutti i vostri obiettivi e...buona lettura!!


(Marianna Di Bella)


Prodotto fornito dalla casa editrice Sonzogno

mercoledì 5 agosto 2020

Recensione: "Fuga da Parigi" - Stephen Harding

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Titolo: "Fuga da Parigi"

Titolo Originale: "Escape from Paris"

Autore: Stephen Harding

Editore: Newton Compton Editori




Francia, 14 luglio 1943

La mattina del 14 luglio 1943, la 4ª divisione cacciabombardieri americana, appoggiata dai caccia spitfire della Royal Air Force (RAF) inglesi, sorvola i cieli della Francia per colpire obiettivi strategici. Scopo e bersaglio della missione giornaliera è distruggere l'aeroporto commerciale, diventato la base militare della Luftwaffe a Le Bourget, poco fuori Parigi. Una missione delicata e pericolosa perché la contraerea tedesca è sempre più preparata nel colpire il cuore della formazione aerea degli alleati, studiandone posizioni e punti deboli, abbattendo senza pietà aerei e piloti.
Ogni pilota, mitragliere e militare alleato è vigile e attento, sa benissimo che ogni missione intrapresa potrebbe essere l'ultima della sua vita, così scruta l'orizzonte in maniera scrupolosa cercando ogni segno o elemento che possa avvistare e scoprire la contraerea tedesca. Nell'abitacolo il silenzio è il protagonista assoluto, solo i motori dei cacciabombardieri segnano lo scandire del tempo che passa. La tensione aleggia negli animi degli alleati, mentre si avvicinano sempre di più all'obiettivo, una calma apparente e artificiale, fino a quando ecco spuntare dietro le nuvole il nemico. I tedeschi hanno avvistato i loro aerei e sono pronti ad attaccare e distruggere, inizia così una battaglia aerea che segnerà i destini di molti uomini.
Il 14 luglio 1943, purtroppo, rappresenterà una perdita consistente per le forze alleate. Molti cacciabombardieri verranno abbattuti e con essi le vite degli aviatori che non riusciranno a salvarsi lasciando in tempo l'abitacolo.
Una giornata che segnerà il destino del sergente maggiore Joe Cornwel e della famiglia Morin.
Perché? Cosa lega la famiglia Morin e Joe Cornwell? Solo la guerra o qualcosa di più profondo e per certi versi pericoloso?
Un attimo di pazienza e scoprirete tutto.
Joe Cornwell ha solo 28 anni quando il suo aereo viene abbattuto. È un ragazzo sicuro, coerente, anticonformista, responsabile, fanatico dell'ordine e arruolatosi, non solo per spirito patriottico, ma anche per sfuggire alla sua vita...ciò che non sa è che quella guerra e quel momento difficile e traumatico, porterà nella sua vita l'amore. L'amore di Yvette Morin, una ragazza vivace, intelligente, estroversa, giudiziosa, laboriosa, di sani principi e con una forte etica morale. La ragazza è figlia di Geroges e Denise Morin, custodi de l'Hotel des Invalides. Una famiglia apparentemente normale, appartenente alla classe operaia che risponde a tutti i canoni di una tipica famiglia parigina dell'epoca. Una famiglia che nasconde un segreto potrebbe costare loro la vita e la reclusione nei campi di concentramento.
Georges, Denise e Yvette fanno parte della Resistenza francese che cerca in ogni modo, non solo di osteggiare l'esercito tedesco, ma di aiutare e riportare in Inghilterra, tutti i soldati inglesi e americani che si ritrovano sul suolo francese dopo che i loro aerei venivano abbattuti. Compito della famiglia Morin consiste nel nascondere i soldati alleati all'interno dell'Hotel des Invalides. Luogo che per secoli fu simbolo dell'eterno riposo per leader politici, militari etc. ma che durante il secondo conflitto mondiale era un museo di grandi reperti artistici; sede dell'organizzazione governativa che si occupava di soldati rimasti invalidi, inoltre, metà dell'edificio era occupato dall'esercito tedesco.
Un luogo pieno di nazisti che lo rendeva pericoloso e al tempo stesso anche il più sicuro. Un luogo entro cui nascondere, per un breve periodo, i piloti inglesi e americani che cercavano di sfuggire alla cattura, agli arresti e ai campi di prigionia tedeschi.
Un edificio che ha intrecciato le storie e i destini di molti uomini e che ha visto nascere e crescere un amore puro, vero e pulito. Un amore unico, indimenticabile, pericoloso, difficile da vivere e affrontare in un'epoca segnata da morte e disperazione.
L'amore tra Joe e Yvette non sarà il solo e unico protagonista del libro di Stephen Harding, perché la bellezza del testo è racchiusa in tutte le fonti storiche che catapulteranno il lettore in un momento preciso e in eventi poco noti e conosciuti. Avvenimenti che arricchiranno le nostre conoscenze storiche aprendo un ulteriore capitolo sulla Resistenza francese durante il secondo conflitto mondiale.
L'autore non si concentra solamente sulla storia d'amore, ma riesce a costruire, con equilibrio e profondità, la parte storica di alcuni episodi che danno un quadro completo delle storie che riprendono vita e respiro nel testo. Molti sono i personaggi che verranno presentati durante la narrazione, persone realmente esistite che ci aiuteranno a comprendere meglio alcuni passaggi e avvenimenti. Come ad esempio: la formazione dei bombardieri americani, il loro reclutamento e addestramento, il clima di fratellanza che si crea tra i soldati, esercitandosi giorno dopo giorno e condividendo missioni pericolose e spesso mortali. Conoscere questi particolari, insieme alle formazioni aeree e ai relativi combattimenti, ci permettono di capire meglio e in maniera più approfondita i piani d'attacco, la difficile situazione militare, la divisione in squadriglie etc. ma anche la fitta rete della Resistenza francese, i piani di fuga e la situazione politica della Francia durante l'occupazione tedesca.
Tutti gli episodi e avvenimenti risultano interessanti e coinvolgenti grazie alla struttura narrativa scelta dall'autore che riesce, non solo a coinvolgere il lettore, ma lo fa con semplicità e con un ritmo veloce, semplice e fortemente attrattivo. Si ha l'impressione di leggere un romanzo ma in realtà sono tutti fatti realmente accaduti che vengono spiegati e narrati in maniera interessante.
Ogni pagina del libro è una scoperta e contiene al suo interno un elemento da salvare, segnare e ricercare in altri testi per approfondire meglio l'avvenimento o il fatto storico. Ogni capitolo è corredato da note che aiutano il lettore ad analizzare alcuni personaggi ed eventi, arricchendo la sua conoscenza storica.
Tra un capitolo e l'altro, le storie di Joe e Yvette si alternano presentandoci due realtà diverse: francese e americana. Una costretta a vivere e sopravvivere sotto l'occupazione tedesca, l'altra presentata dal punto di vista dell'esercito alleato, giunto in suolo francese per liberare l'Europa dai nazisti. Due storie che si intrecciano tra i corridoi de l'Hotel des Invalides, regalando un quadro storico complesso e interessante, segnato da pericoli e dalla determinazione a liberarsi del giogo nazista e tornare ad essere liberi.
Cosa accade a Joe e Yvette sta a voi scoprirlo, ma non fermatevi solo alla storia d'amore, perché la bellezza del libro è in tutti i particolari storici che vengono fuori grazie allo studio di Stephen Harding, il quale attraverso fonti, documenti e interviste ci regala un testo storico interessante e indimenticabile, fatto di storie eroiche che meritano di essere riportate alla luce e ricordate perché il passato deve riemergere per permettere alle nuove generazioni di recuperare la memoria storica.
Solo recuperando il passato si può comprendere il presente, cercando di non commettere gli stessi errori.
Immergetevi tra le pagine di questo testo e lasciatevi trasportare dalla narrazione fluida e coinvolgente di Stephen Harding, intraprenderete un viaggio storico importante e che difficilmente dimenticherete.
Buona lettura.



(Marianna Di Bella)




Prodotto fornito dalla casa editrice Newton Compton Editori