lunedì 24 dicembre 2018

Le Recensioni di Mirtilla: "Ollie e la Renna di Natale" - Nicola Killen

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Titolo: "Ollie e la Renna di Natale"

Autrice: Nicola Killen

Editore: Nord - Sud Edizioni



È la vigilia di Natale, la piccola Ollie sta dormendo, al calduccio, nel suo lettino. Nel cuore della notte, viene svegliata da uno strano suono. Chi sarà mai?
La nostra piccola amica è molto curiosa, prende la sua slitta ed esce di casa. La neve ha ricoperto tutto di bianco, rendendo il paesaggio meraviglioso. Ollie sale sulla sua slitta e, seguendo il suono, scende dalla collina fino ad arrivare in un bosco, dove trova un collare con campanellini d'argento. A chi appartiene? A una bellissima renna che sbuca fuori dagli alberi. Tra le due nasce un'amicizia speciale fatta di silenzi e gesti delicati. Un'amicizia forte ed intensa.
Ma...non posso svelarvi altro di questa piccola favola di Natale, ricca di buoni sentimenti e di valori importanti
Questo è un libro che scalda il cuore e l'anima con immagini delicate, tratteggiate con pochi ed essenziali colori. Sfumature di bianco e nero che evidenziano la bellezza del libro illustrato, dando risalto ai buoni sentimenti e alla magia del Natale.
Amore, amicizia e fantasia arricchiscono questo piccolo gioiellino che ricorda a tutti noi di guardare il mondo con meraviglia e stupore, e di continuare a credere nei propri sogni.
Un libro illustrato delicato e meraviglioso, da leggere seduti sotto l'albero insieme ai propri bambini con una tazza di cioccolata calda.
Tra una pagina e l'altra scostate le tende e guardate fuori, chissà che non vediate la piccola Ollie e la sua amica renna.
Buon Natale e buona lettura!!

Mirtilla



(Marianna Di Bella)

martedì 18 dicembre 2018

Le Recensioni di Mirtilla: "Il complotto dei Babbi Natale" - Ute Krause

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Titolo: "Il Complotto dei Babbi Natale"

Autore: Ute Krause

Editore: Babalibri


 
Attenzione!!
Sul giornale è apparsa una notizia sconvolgente: “Babbo Natale non esiste”!!!
Cosa? Non esiste?
Per favore, non scherziamo.
I bambini sono increduli e disperati. A chi spediranno le loro letterine? Chi porterà i regali?
Il momento più bello dell'anno è rovinato per sempre. 
Sogni e desideri infranti.
I bambini smettono di scrivere le letterine.
Ma...sì, c'è sempre un "ma" in ogni storia, anche in questa...perché Babbo Natale esiste!
Qualche burlone si è preso gioco dei sogni dei bambini e ha creato questa notizia.
I Babbi Natale esistono e vivono nella loro casetta al Polo Nord, ma non sanno come risolvere il problema se nessuno crede più in loro. Disperati e sconfortati decidono di lasciare tutto e partire per le vacanze. Sì, avete letto bene, andranno al mare a rilassarsi un po'.
Ben presto, però, si renderano conto che la magia del Natale alberga ancora nei cuori dei bimbi, soprattutto in Rupert, il quale partirà alla ricerca dei Babbi Natale per convincerli a tornare al Polo Nord e donare i regali ai bambini.
Riuscirà Rupert a trovarli? I Babbi Natale torneranno al lavoro?
Sono sicura di sì, perché la magia del Natale è unica e meravigliosa.
Questa storia divertente e profonda ci aiuterà a ricordare quanto sia importante credere in qualcosa di magico e straordinario. Insegnando ai nostri bambini valori importanti come la generosità, l'amore e l'altruismo.
Una favola da leggere insieme ai vostri bimbi, magari seduti sotto l'albero con una bella tazza di cioccolata calda.
Buona lettura!!


Mirtilla



(Marianna Di Bella)

sabato 15 dicembre 2018

I romanzi di Chiara Messina

Buongiorno!!!
Le nuove copertine dei romanzi 
di 
Chiara Messina



"Non sempre chi si ama è destinato a stare insieme. A volte il destino ci fa giocare le nostre carte migliori nel momento peggiore" (Angel)



TRAMA

Angel Miller , orfana da poco più di un anno di entrambi i genitori, non ha più uno scopo nella vita. Con l'anima a pezzi e il cuore infranto, una sera qualunque e quasi per caso, conosce Nick.
Nick è un dominatore, un uomo che l'aiuta ad uscire dal guscio di angoscia e malinconia nella quale Angel si era forzatamente rinchiusa. Divenuta pediatra e ricercatrice scientifica, Angel conduce una doppia vita: di giorno medico serio e dedito al proprio lavoro, e la sera dominatrice bellissima che ottiene tutto ciò che vuole senza troppi sforzi.
Tutto è in equilibrio, fino a quando non entra in gioco Dominic. Quest'uomo dalla rara bellezza e dal carattere arrogante sconvolge completamente il piccolo e perfetto mondo di Angel. Tutte le insicurezze, le paure, le bugie nascoste verranno a galla. Ma chi è Dominic? Cosa nasconde? La verità è che a volte l'apparenza inganna, nessuno è quel che sembra.
Due persone apparentemente diverse, ma profondamente simili, e un destino che in un modo o nell'altro li legherà per sempre.


" Lei è il mio scudo. Lei mi protegge. Lei è quello “stop” scritto ad un passo dal precipizio, perché alla fine, anche se non valgo niente, se non provo niente all’infuori dei momenti con Angel, non voglio morire del tutto." (Dominic)




TRAMA

Per ogni errore fatto, per ogni attimo lasciato andare  via c'è sempre una soluzione.
Ho sbagliato nella vita, Dio solo sa quanto.
Mi sono sporcato le mani di atti ignobili, ho strappato anime e divorato cuori. 
Ho toccato il fondo e non c'è modo di risalire.
Ma non cerco perdono, non cerco compassione.
Voglio solo una cosa, una donna da tutta la vita e non c'è niente e nessuno che possa fermarmi.








mercoledì 12 dicembre 2018

Le Recensioni di Mirtilla: "Dodici regali per Babbo Natale" - Mauri Kunnas

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Titolo: "Dodici regali per Babbo Natale"

Autore: Mauri Kunnas

Editore: Il Gioco di Leggere



Nel paese di Babbo Natale c'è grande fermento, tutti lavorano freneticamente per realizzare i giocattoli e rendere felici i bambini di tutto il mondo. Ogni gnomo e folletto è impegnato nel creare e incartare i regali e nell'organizzare una grande festa natalizia.
Come? Non sapete di cosa sto parlando? Non sapete nulla della festa?
Gli gnomi amano questo periodo e ogni anno organizzano una festa magica, meravigliosa e indimenticabile. 
Il piccolo gnomo Lillo è eccitato e preoccupato al tempo stesso, anche lui ama il Natale, ma è ancora indeciso su cosa regalare a Santa Claus. Vorrebbe donargli qualcosa di speciale e unico, ma non ha nessuna idea, così, inizia a pensare a qualcosa di bello e particolare.
Pensa...pensa ...pensa e...idea!
Il piccolo Lillo decide di rendere speciali i dodici giorni che mancano alla festa, realizzando dodici regali ricchi di sorprese. Inizia, così, la sua impresa che si trasformerà presto in avventure rocambolesche e divertenti, perché il nostro Lillo è generoso ma, soprattutto, distratto e imbranato.
Lillo si impegna, ce la mette tutta per rendere felice Babbo Natale ma tutto ciò che organizza si trasforma ben presto in situazioni comiche e disperate. Il suo impegno, la sua fatica, le sue peripezie faranno breccia nel cuore di Babbo Natale, rendendolo sempre allegro e sorridente, donandogli ogni giorno dolci ricordi da custodire, perché i regali più belli sono quelli fatti con il cuore.
Mauri Kunnas ha creato una storia divertente, allegra, comica ma soprattutto tenera e delicata che ci ricorda costantemente che i più bei regali non sono gli oggetti materiali, ma l'attenzione, l'impegno, l'amore che ognuno di noi dona agli altri.
Lasciatevi avvolgere dalla magia del Natale, donate amore e attenzione alle persone che amate, regalate sorrisi a chi non ne ha più e abbracciate forte i vostri bambini.

“Stringere tra le mie braccia un piccolo gnomo stanco è il più bel regalo di Natale che io possa avere.”

Buona lettura!!


Mirtilla



(Marianna Di Bella)

lunedì 10 dicembre 2018

Recensione: "La ragazza con la Leica" - Helena Janeczek

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Titolo: "La ragazza con la Leica"

Autrice: Helena Janeckzek

Editore: Guanda




Sono i primi giorni del mese di agosto, il caldo è una presenza costante e il sole scalda la pelle. I ragazzi sono pronti per andare in vacanza e godere di giorni liberi, allegri e indimenticabili. Giorni spensierati, pieni di vita...giorni da custodire nel diario dei ricordi. Ma non questa volta, in quest'anno e periodo storico che ha cambiato la storia mondiale. Un anno in cui i ragazzi non pensano al divertimento, all'allegria ma a liberare il proprio paese dal potere fascista. Siamo in Spagna, nel 1936, e il popolo sta lottando in una cruenta guerra civile per spodestare il fascismo dalle file politiche e governative. I giovani di tutte le nazioni, arrivano orgogliosi nel voler sostenere il popolo spagnolo, l'unico che per primo si è armato per lottare contro il fascismo.
Tra tutti questi giovani, si aggirano due fotografi intenti a scattare foto ai miliziani durante l'addestramento, prima di raggiungere le zone di guerra. I due fotografi sono André Friedmann e Gerda Pohorylle, noti in tutto il mondo come Robert Capa e Gerda Taro. Anche loro sono accorsi per sostenere il popolo spagnolo, raccontando gli avvenimenti attraverso le immagini, perché Gerda crede molto nell'importanza delle foto e del loro messaggio, per sostenere la causa spagnola.

Capite anche voi quanto la mia Leica sia utile alla causa, vero?”
(cit. tratta dal libro) 

Gerda Taro è la protagonista di questo splendido romanzo. Un romanzo che ci aiuterà a conoscere non solo una grande fotografa, ma anche una donna che ha avuto il coraggio di vivere intensamente la sua vita, consapevole di se stessa e delle sue idee politiche.
Nata a Stoccarda, fugge dalla Germania dopo essere stata arrestata per appartenenza a un'associazione sindacale fuorilegge. Raggiunge la Francia e qui la sua vita cambia radicalmente perché, non solo conosce e s'innamora di Robert Capa, ma scopre la passione per la fotografia.
Grazie a Capa impara ad usare la macchina fotografica Leica e crea con lui un sodalizio artistico e personale fino alla fine dei suoi brevi giorni di vita. La sua voglia di raccontare la guerra civile spagnola, affiancando i miliziani nella battaglia, l'ha portata a morire giovanissima, schiacciata da un carro armato, ponendo fine non solo alla sua vita, ma a quella luce che l'abbracciava sempre e alla sua visione della vita e del mondo.

...soltanto Gerda, l'unica che se n'era infischiata dei pericoli, delle considerazioni e di ogni cosa, tranne che di arrivare nel posto giusto al momento giusto, alla fine laggiù c'era andata e ci era rimasta.”
(cit. tratta dal libro) 

Helena Janeczek non ha scritto la solita e classica biografia, ma ha creato un romanzo in cui la vita di Gerda Taro, prende anima e corpo attraverso le voci e i ricordi di tre amici: Willy Chardack, Ruth Cerf e Georg Kuritzkes. Amici che hanno conosciuto la vera Gerda, una donna allegra, ostinata, agile, tenace, intrepida, volubile, ambiziosa, smaliziata, emancipata, realistica fino al cinismo, libera sotto ogni aspetto che non si è sottomessa neanche a Hitler.
Attraverso le voci di Ruth, Willy e Georg, la figura di Gerda prende vita, uscendo prepotentemente dalle pagine del libro, avvolgendo il lettore nella sua aura e forza.
Il testo non è di semplice lettura, la scrittura è raffinata, intensa e ci porta a scoprire non solo la vita di una donna dimenticata e poco conosciuta, ma anche la situazione politica ed economica dell'Europa in quei tragici anni che hanno visto cambiare il mondo.
Le correnti politiche, le lotte civili ci permettono di entrare nel cuore della realtà politica di quegli anni e nei pensieri dei personaggi, aiutandoci a comprendere la complessa figura di Gerda, delle motivazioni dietro le sue scelte, le sue rinunce, della sua fuga, della sua determinazione nel seguire i miliziani, ritraendo il tutto con immagini che raccontano la verità di quella guerra civile.

...avevano assorbito le idee estetiche del tempo insieme a quelle politiche e sociali, ed erano consapevoli che proprio lì, nell'arte, si era già realizzata una rivoluzione.”
(cit. tratta dal libro)

Ho apprezzato moltissimo il libro e mi ha dato modo di riflettere non solo sulla caducità del tempo, ma anche su una donna che ha influenzato e creato il personaggio di Robert Capa, credendo nel potere delle immagini e nel racconto degli eventi attraverso di esse.
Volete scoprire una donna dimenticata e per nulla scontata? Una donna che ha sempre seguito il suo istinto e le sue idee politiche? Allora armatevi di tempo, pazienza e qualche fotografia di Gerda Taro, perché solo così potrete comprendere la sua visione del mondo e la sua anima.

Gerda la temeraria, l'imprevedibile, la volpe rubia, che non rinuncerebbe a qualsiasi morso di felicità si possa rubare al presente.”
(cit. tratta dal libro)

Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)

giovedì 6 dicembre 2018

Le Recensioni di Mirtilla: "Artù Caribù. Un Natale da salvare" - Magali Le Huche

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Titolo: "Artù Caribù. Un Natale da salvare"

Autrice: Magali Le Huche

Editore: Edizioni Clichy





Buongiorno! Risponde la segreteria telefonica di Babbo Natale. Ci duole informarvi che purtroppo a causa di problemi gravi....gravissimi, la lista degli ordini è chiusa e non possiamo accettare ulteriori richieste. Siamo profondamente mortificati. Grazie per aver chiamato.

Cosa? Cosa? Cosaaaaaaaaaaaaaaaaa?
Perché non si possono richiedere altri regali? Cosa sta accadendo al Polo Nord?
Babbo Natale è in ritardo sulla sua tabella di marcia. I giocattoli non sono pronti e se non riuscirà a risolvere la situazione, i bambini non avranno i loro doni sotto l'albero.
Un evento catastrofico!
Occorre trovare una soluzione, al più presto.
I folletti e le renne pensano da giorni a una possibile soluzione...pensano...pensano...pensano e finalmente hanno un'idea. Chiamare Artù Caribù!!
Come? Non conoscete Artù Caribù? È il supereroe di Valbuonvento. Ogni giorno si prodiga per aiutare i suoi abitanti e i suoi amici, chissà che non possa aiutare anche Babbo Natale.
Le renne e i folletti decidono, così, di partire e rapire Artù.
Il nostro supereroe accetterà di aiutare Babbo Natale?
I bambini avranno i loro doni sotto l'albero?
Per scoprirlo vi basterà aspettare fino a Natale e....scherzooooo!! Non è vero, vi basterà leggere il libro per scoprire come andrà a finire questa divertentissima e fantastica avventura.
Artù è ironico e spiritoso, così come le renne che sembrano un po' svampite ma con il dono di rallegrare la lettura facendovi sognare.
I disegni sono allegri e colorati, il testo è divertente e, cosa fondamentale, il libro racchiude al suo interno il vero spirito natalizio, grazie a valori importanti quali amicizia, altruismo e bontà.
Se state cercando un libro che riesca a donarvi momenti di serenità e allegria, insieme ad un pizzico di ironia questo è il libro adatto a voi.
Babbo Natale ha bisogno del vostro aiuto, siete pronti? Bene, allora vi auguro una buona lettura e salutatemi Artù Caribù.


Mirtilla 


(Marianna Di Bella)

martedì 4 dicembre 2018

Recensione: "La felicità del cactus" - Sarah Haywood

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Titolo: "La felicità del cactus"

Autrice: Sarah Haywood

Editore: Feltrinelli




Durante la nostra esistenza viviamo esperienze che ci segnano in maniera indelebile, influenzando il nostro carattere e il nostro modo di rapportarci agli altri e al mondo esterno. Ferite che difficilmente si rimargineranno, ricordi incancellabili di ciò che abbiamo provato e che mai dimenticheremo. Ferite che rimarranno lì, in fondo alla nostra anima come monito di ciò che non vogliamo più provare. Costruiamo, così, una bella corazza che ci protegga dagli altri e dalle emozioni che potrebbero prendere il sopravvento sulle nostre vite. Si diventa insensibili, distaccati, freddi di fronte agli eventi della vita; programmando tutto per evitare brutte sorprese e imprevisti. Ma la vita è più furba e intelligente di noi e non si lascia ingannare da questi piccoli stratagemmi. Ci lascia crogiolare nella nostra pseudo sicurezza e quando meno ce l'aspettiamo, eccola arrivare in maniera dirompente, travolgendo completamente la nostra esistenza, mettendoci di fronte a noi stessi e alle nostre emozioni.

Sentimenti che spazzano via la corazza che hai costruito per proteggerti e ti lasciano lì, nuda e vulnerabile...”
(cit. tratta dal libro)

Susan Green ha 45 anni, vive a Londra in un piccolo appartamento. È laureata in legge ma non ha mai intrapreso la carriera di avvocato, preferendo un tranquillo lavoro come impiegata statale. La sua vita è stabile, serena e solida. Gli imprevisti non sono contemplati nella sua esistenza, perché Susan è una donna che ha deciso da tempo di tenere tutto sotto controllo, in modo particolare le emozioni.

A Londra ho costruito la vita perfetta per me. Ho una casa che soddisfa le mie attuali esigenze, un lavoro adeguato alle mie capacità e facile accesso a stimoli culturali di ogni genere. A eccezione delle ore lavorative, ho pieno controllo su ogni aspetto della mia esistenza.”
(cit. tratta dal libro)

Susan è una donna diretta, ironica, pragmatica, indipendente, organizzata, non ama suscitare compassione negli altri, non ama il contatto fisico con le persone e le relazioni interpersonali troppo strette e intime. Negli anni ha costruito una corazza intorno alla sua persona, in modo tale da non essere toccata e ferita dagli altri. Il passato l'ha segnata profondamente, dovendo destreggiarsi, sin dall'infanzia, tra un padre alcolizzato, una madre che l'ha trascurata e un fratello con cui litiga in continuazione e che considera debole e smidollato.

...ero forte abbastanza e avevo già imparato da tempo a distaccarmi da ciò che mi accadeva intorno e a reprimere qualunque reazione emotiva.”
(cit. tratta dal libro)

Ma la vita di Susan sta per cambiare in maniera imprevedibile, prima la morte della madre e poi una gravidanza inaspettata segneranno il primo passo verso il cambiamento. Una piccola crepa in una corazza apparentemente impenetrabile, che la porteranno ad aprirsi al mondo, agli altri e a se stessa. L'aiuteranno a scoprire e comprendere la sua anima fragile e ferita. L'aiuteranno a...e no il resto lo scoprirete voi, continuando la lettura di questo romanzo, carino, divertente e sarcastico.
Sarah Haywood ha scritto un romanzo piacevole, in alcuni punti divertente ed emozionante ma che non mi ha completamente ammaliata. Leggendo i commenti entusiasti e la sinossi avevo riposto nel testo un'alta aspettativa, purtroppo delusa, perché sinceramente mi aspettavo molto di più. La trama e il finale sono prevedibili, il personaggio di Susan è ben costruito, soprattutto la parte psicologica, ma non riesce a creare empatia con il lettore, conquistandolo definitivamente, al contrario rimane sempre un muro freddo e distaccato tra i due.
Ciò che ho apprezzato del romanzo è il messaggio che vuole mandare ai lettori. Un messaggio e un insegnamento importanti che arriveranno gradualmente, colpendo il cuore del lettore con la sua bellezza e profondità, come il fiore del cactus, meraviglioso e imprevedibile, tale da affascinare chiunque lo guardi. Nessuno si aspetterebbe da una pianta piena di spine, un fiore bello e delicato, così come nel romanzo, il lettore non si aspetta la bellezza del messaggio, nascosto tra le pagine e il sarcasmo della protagonista: non permettere al dolore di rinchiudere noi stessi e le nostre emozioni dentro una corazza, dimenticando chi siamo e la nostra felicità.

All'improvviso il mondo mi sembra più grande e pieno di suoni e colori, molto più di quanto lo fosse appena pochi giorni fa. Ancora non sono certa di aver capito chi sono io in relazione a questo mondo nuovo, ma va bene così.”
(cit. tratta dal libro)

La bellezza della vita è nelle piccole cose, sta a noi scoprirle e viverle appieno.
Buona lettura.



(Marianna Di Bella)

sabato 1 dicembre 2018

Le Recensioni di Mirtilla: "L'autobus di Rosa" - Fabrizio Silei; Maurizio A. Quarello

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Titolo: "L'autobus di Rosa"

Autori: Fabrizio Silei - Maurizio A. Quarello

Editore: Orecchio Acerbo

Età di lettura: da 9 anni


 
Una giornata come tante nella città americana di Detroit. Alla stazione dei pullman, troviamo i nostri due protagonisti, nonno e nipote, appena arrivati in città dopo un lungo viaggio. Scopo del viaggio è visitare l'Henry Ford Museum. Una volta entrati, il nonno conduce il nipote Ben a vedere un vecchio autobus di linea. Fa salire il ragazzo e poi lo fa sedere in un posto ben preciso.
Ben è confuso, non capisce perché è costretto a stare su quel vecchio autobus, quando può girare per il museo e vedere le tantissime automobili presenti nell'edificio.
Ciò che il ragazzo non sa è che il posto che sta occupando, ha segnato il cambiamento nella lotta dei diritti civili degli afroamericani.
Quello è il posto occupato da Rosa Parks.
Chi è Rosa Parks? Shhhh fate silenzio e prestate attenzione, perché il nonno sta per raccontare la storia di questa donna forte e orgogliosa.
Nel 1955, negli Stati Uniti d'America, le discriminazioni razziali costringevano gli afroamericani a vivere e subire la prepotenza e l'odio dei bianchi. Sugli autobus, i sedili davanti erano riservati ai bianchi e gli afroamericani potevano sedersi negli altri posti a condizione che non ci fossero persone in piedi.
Il 1°dicembre 1955, su uno dei tanti autobus che girano in città, sale Rosa Parks, una donna di 42 anni dal portamento dignitoso, che dopo una giornata di lavoro lunga ed estenuante, decide di sedersi, riposarsi e non cedere il posto a nessuno. Il suo rifiuto sarà decisivo e potente tanto da spezzare la consuetudine del sedile riservato ai bianchi, scatenando proteste e scioperi. L'anno dopo, la Corte Costituzionale dichiarerà incostituzionale la segregazione razziale sui mezzi di trasporto.
Un NO decisivo e potente.
Un NO contro i soprusi e le prepotenze.

“Dunque non servono muscoli, non serve la forza.
Servono forse quegli occhi grandi e quel sorriso sereno.
Serve per vincere la paura e sapere di essere nel giusto.”


Il libro, realizzato con il sostegno di Amnesty International, ci ricorda un momento storico a cui tutti dovremmo guardare, prendendo esempio dal gesto di questa piccola e immensa donna, lottando ogni giorno per il rispetto e la difesa dei nostri diritti e per quelli degli altri. A volte basta un piccolo gesto per innescare un processo di cambiamento, una piccola voce fuori dal coro che gridi il suo “No” per porre fine al giogo e al sopruso dei prepotenti.
Il testo insegna ai ragazzi che per ribellarsi e lottare non serve ricorrere alla violenza ma, utilizzare forza, coraggio e determinazione per perseguire il bene, affidandosi ai propri valori e principi morali, nel rispetto dell'altro e di se stesso.
Rosa Parks non deve essere dimenticata, ma usata come esempio per le nuove generazioni, convinte di poter ottenere tutto semplicemente puntando i piedi e lamentandosi. I ragazzi devono imparare a non abbassare la testa, ma a lottare per ciò in cui credono, diventando i protagonisti attivi della loro vita e non spettatori passivi. Ma per farlo, devono avere come esempio persone forti, coraggiose, con valori importanti che hanno cambiato il mondo nel rispetto di se stessi e degli altri.
Consiglio lettura di questo testo a tutti, nessuno escluso, perché per affrontare meglio il presente, è importante ricordare i grandi cambiamenti del passato e porre, così, le basi per un futuro migliore

“Pensavamo fosse matta, e invece i matti eravamo noi, abituati ad abbassare la testa e a dire sempre di sì.
Per questo ti ho portato qui oggi, per ricordarti che c'è sempre un autobus che passa nella vita di ognuno di noi.
(…) Tu tieni gli occhi aperti: non perdere il tuo.”

Buona lettura!!

Mirtilla



(Marianna Di Bella)

venerdì 30 novembre 2018

Recensione: "Gente del Sud" - Raffaello Mastrolonardo

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Titolo: "Gente del Sud"

Autore: Raffaello Mastrolonardo

Editore: TRE60



 

Esistono luoghi a cui siamo profondamente legati. Luoghi che ci rappresentano, custodi dei momenti più belli e intensi che abbiamo vissuto. Sono città, paesi, case, appartamenti etc. da cui spesso scappiamo perché sentiamo la nostra identità soffocare, tra regole morali e sociali che non sentiamo più come nostre. Cerchiamo affermazione, indipendenza, identità. Vogliamo allontanarci per diventare finalmente quello che sentiamo di dover essere: noi stessi. Partiamo. Pieni di speranza e fiducia, poniamo le basi della nostra nuova esistenza. Viviamo, felici di ciò che stiamo realizzando, inconsapevoli che prima o poi inizieremo a sentire un piccolo richiamo. Una voce esile ma decisa che diventerà ogni giorno sempre più forte e insistente: il richiamo delle nostre radici.
Torniamo, così, nei luoghi da cui siamo andati via. Ci guardiamo intorno, osservando con molta attenzione ciò che ci circonda, ed è allora che comprendiamo di essere finalmente a casa...di essere finalmente completi.
Per essere noi stessi non serve fuggire, cambiare città o casa, ma affrontare, comprendere e accettare il proprio passato e le proprie radici, perché solo così possiamo capire chi siamo e costruire il nostro futuro.

“Il passato resterà sempre qui ad aspettarti.”


Raffaello Parlante torna a Balsignano, in Puglia, per il funerale dello zio Nello, a cui era profondamente legato. L'uomo gironzola per la casa, osservando tutto con particolare attenzione. Ogni angolo, mobile e stanza gli ricorda il periodo della sua infanzia, vissuta tra la casa degli zii e quella dei nonni. I ricordi si rincorrono velocemente tra una stanza e l'altra, fino a quando il suo sguardo non si posa su un oggetto particolare: il vecchio album di famiglia.

“Mi balzò agli occhi, era sempre stato lì, dimenticato, dove nessuno ne se curava più da anni: un volume di pelle nera con i bordi definiti da una greca continua, l'album di famiglia, muto custode d'un passato che reclamava i suoi diritti.
Ora si mostrava a me.
Lo sollevai, era massiccio, impolverato. Iniziai a sfogliarlo.”


Raffaello sfoglia l'album e il romanzo prende vita, corpo e anima.
La storia inizia nel 1895 a Napoli, durante una nuova epidemia di colera. Il medico Romualdo Parlante ha scoperto dei nuovi focolai dell'epidemia e corre disperatamente tra i vicoli della città per raggiungere la sua dimora e mettere in salvo la sua famiglia. L'uomo obbliga la moglie Palma, incinta del quarto figlio, a partire immediatamente per la Puglia e tornare a Balsignano, il loro paese natio. Il ritorno a casa della donna e dei suoi tre figli, segna l'inizio di una lunga saga familiare.
Protagonista indiscussa del romanzo è la famiglia Parlante e i suoi tantissimi componenti. La storia si sofferma soprattutto su Cipriano, ultimogenito di Romualdo. L'uomo è leale, testardo, coraggioso, onesto, determinato, responsabile verso la famiglia e gli altri, qualità che lo aiuteranno a emergere, portando avanti le attività familiari e ad ottenere quel riscatto sociale e personale che tutti o quasi i suoi parenti hanno fortemente cercato, in modo particolare il nonno Bastiano, capostipite della famiglia Parlante.

(...) Rappresentava tutto ciò che non aveva potuto o voluto essere.”

“Gente del Sud” è un romanzo forte, intenso, emozionante e ammaliante. L'inizio è intimo e riservato e il lettore ha come la sensazione di doversi muovere in punta di piedi, rispettando il lutto e il momento privato di Raffaello, ma appena questi apre l'album di fotografie e il romanzo ha inizio, allora la narrazione cambia, diventa più incisiva e il lettore è letteralmente catapultato in un'altra epoca e in un'altra realtà sociale.
Il testo afferra il lettore e non lo lascia più, ammaliandolo con una narrazione scorrevole, avvincente e mai scontata. L'unione tra avvenimenti storici e vita dei protagonisti è perfetta, fluida, chiara, senza risultare pedante, al contrario è interessante e coinvolgente. In sole settecento pagine si ripercorrono cento anni di storia italiana, ricordando le mire colonialistiche nel Nord Africa, l'ascesa del fascismo, le due guerre mondiali, le difficile situazione dei lavoratori, in modo particolare dei braccianti agricoli, il boom economico, gli scontri sociali. La situazione di povertà, le emigrazioni, la vita sociale, le difficili condizioni delle donne, i matrimoni combinati ecc.

“La vita, come la giornata, iniziava presto e, di solito, non andava oltre i quarant'anni.”

Personalmente ho trovato molto bella e coinvolgente la parte dedicata alla prima guerra mondiale. Attraverso l'esperienza e gli stati d'animo di Cipriano, viviamo direttamente quella sensazione di rassegnazione e logoramento che milioni di soldati hanno subito e vissuto in trincea. Uomini spezzati da una lunga e interminabile attesa, dove il futuro non esiste e la morte è l'unica consolazione a una guerra fatta di attacchi, ritirate, attese per la conquista di pochi metri.
Migliaia di giovani vite spezzate in una guerra logorante e disumana.

“Qualcosa sarebbe accaduto di lì a breve e tutti stavano sospesi nel nulla a contare i minuti che non passavano, consapevoli che avrebbero potuto essere gli ultimi della loro vita. Non pensavano a ciò che stava per accadere, il futuro non esisteva: pensavano a casa, alle loro terre lontane, alle madri, alle moglie, ad amori perduti, al sudore della fatica sotto il sole cocente d'agosto, al veleno che avevano sputato per sfamare i figli e che pareva loro un Paradiso perduto rispetto a quell'inferno.
L'attesa. Nulla era più logorante dell'attesa. Qualcuno scriveva un'ultima lettera con la grafia stentata da seconda elementare, qualcuno per dare un ultimo addio, altri per continuare a mentire su quella vita e non far soffrire i propri cari più di quanto la lontananza e il tempo già non facessero. Qualcuno si era fatto scrivere un breve messaggio e lo stava ricopiando, vocale dopo consonante, parola dopo parola, come meglio poteva, volendo farlo arrivare a casa dalle sue mani ignoranti.”


Il testo ci ricorda che il destino tesse la trama delle nostre vite regalandoci momenti di felicità e serenità, accompagnati spesso da risvolti negativi e dolorosi. Nella vita tutto ha un corrispettivo, nulla ci viene regalato e occorre lottare per ottenere diritti, riconoscimenti, per cambiare la società e noi stessi.

“La vita, il destino tracciano trame complesse che il più delle volte si risolvono in vicende inaspettate.”

Raffaello Mastrolonardo ha ripercorso parte della sua storia familiare, modificando e unendo i due rami familiari, dando vita a un romanzo meraviglioso, intenso e potente.
Un romanzo pieno di vita e amore. Amore per la famiglia, per la vita, per la terra, per se stessi ecc.
Un romanzo che evidenzia la possibilità di scegliere la propria vita.
Un romanzo dove si respira la forza, il coraggio, la testardaggine di una famiglia e di un paese fiero, orgoglioso e meraviglioso.
Un romanzo che vi consiglio di leggere.
Buona lettura.


(Marianna Di Bella)


mercoledì 28 novembre 2018

Cover Reveal: "Intermezzo" - Elisa Mura

Buongiorno!!
Oggi vi svelerò la cover del nuovo romanzo di
Elisa Mura.
Pronti?
Buona lettura!!!






TRAMA:

Qual è la destinazione finale di un essere vivente è forse il quesito che maggiormente frulla nelle nostre teste. E se la morte fosse solo il tramite tra la vita e la rinascita? L’Intermezzo è proprio questo: è il luogo dove le anime attendono il momento in cui saranno pronte per la reincarnazione. Lo scopriranno presto Eva e Cameron, due poliziotti che dal loro primo incontro non riescono ad andare d'accordo e finiscono per denigrarsi a vicenda per la loro differenza di altezza ogni volta che sono obbligati a interagire. Lei è bassina, controllata, retta ed energica. Lui è molto alto, vizioso, impulsivo e contradditorio. Costretti a collaborare alla ricerca di uno spietato criminale che ha rapito due bambine, i due vengono uccisi nello stesso istante. Ma la loro missione non si è conclusa con la loro morte. L'Intermezzo è al collasso; per diversi motivi, le anime dei cosiddetti Vaganti si rifiutano e temono di abbandonare quel luogo e iniziare un nuovo percorso. Paura di ricominciare, soprattutto, o sono cuori spezzati che rimangono in attesa di un amore perduto da secoli. Superato lo shock iniziale di questa realtà, Eva e Cameron, in una corsa contro il tempo, dovranno portare a termine un ultimo compito prima di essere definitivamente liberi: riuscire a convincere questi Vaganti ad accettare finalmente la reincarnazione. Un thriller ironico surreale dai risvolti tragicomici, romantici, immaginari.

martedì 27 novembre 2018

Recensione: "Uomini che restano" - Sara Rattaro

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Titolo: "Uomini che restano"

Autrice: "Sara Rattaro"

Editore: Sperling & Kupfer






La vita, quando arriva, crea un frastuono incredibile.”

La vita è spesso imprevedibile, misteriosa e meravigliosa. Ci dona istanti bellissimi, emozionanti e pieni di amore, ma anche momenti di infelicità, amarezza e sofferenza. Ricordandoci che nulla dura in eterno e che dobbiamo godere di ogni singolo istante che ci viene donato. Lezioni e momenti, questi, che ci aiuteranno a comprendere meglio noi stessi e gli altri, fortificando il nostro carattere, la nostra anima, vivendo appieno ogni istante della nostra esistenza.

Una delle poche certezze che abbiamo è che questa vita arriverà alla fine. Quello che possiamo sperare è che nel frattempo sia accaduto qualcosa di veramente speciale.”

Durante il nostro cammino, capiterà di incrociare altre strade, incontrando moltissime persone. Non tutte lasceranno un segno indelebile nella nostra vita, alcune ci sfioreranno impercettibilmente, altre passeranno così velocemente da non renderci conto della loro presenza, altre ancora percorreranno un tragitto di strada con noi regalandoci lezioni importanti. Con alcune, invece, i rapporti si intrecceranno in maniera indissolubile, in legami intensi e profondi.
Amicizie forti e indistruttibili, come quella di Fosca e Valeria. Due donne che vivono in città diverse e che non si conoscono. Due donne a cui la vita ha riservato momenti di sofferenza e un incontro casuale sulla terrazza di una palazzina. Una terrazza che guarda verso il mare. Quel mare infinito che porta con sé risposte a tantissime domande, espresse a volte inconsapevolmente. Una terrazza che si affaccia su una città forte e superba: Genova.
Fosca e Valeria si trovano su quella terrazza, luogo di silenzio, calma e pace. Ma anche rifugio per le loro anime tormentate e afflitte da problemi e sofferenze.
Fosca è nata a Genova ma si è trasferita a Milano con il marito Lorenzo. Una vita apparentemente tranquilla, dedicata al lavoro e alla vita di coppia, ma a Lorenzo questa vita inizia a diventare stretta...troppo stretta. 
Stretta al punto da decidere di lasciare la moglie perché non può continuare a mentire a se stesso, reprimendo la sua sessualità.

Io non voglio più essere qualcuno che non conosco.”

Lorenzo vuole riappropriarsi di se stesso, della sua vita, ma dirlo a Fosca non è facile, così come non è facile per lei accettarlo. La donna si sente umiliata, tradita, presa in giro da un uomo che credeva di amare. Le sembra di aver vissuto una vita falsa, costruita su ripieghi, seconde scelte e bugie. Decide, così, di allontanarsi da Milano per rifugiarsi tra le braccia della sua città natale. Mettere chilometri di distanza, per capire cosa le sta accadendo e curare le sue ferite. Torna a casa dei suoi genitori, su quella terrazza dove tante volte, in passato, si è rifugiata e trovare Valeria, la nuova vicina di casa. Anche lei sta affrontando un momento di grande sofferenza, ha un tumore e il compagno l'ha lasciata perché non riesce a prendersi cura di lei. Fugge vigliaccamente dalla moglie e dalle responsabilità.
Valeria è una donna ottimista, ironica, sincera, aperta alla vita, al mondo e agli altri. Con schiettezza e sincerità, aiuterà Fosca a vedere la sua storia con altri occhi e da angolazioni diverse, ma soprattutto affronterà la sua malattia con determinazione e forza.
Tra le due donne nascerà un'intesa profonda e un'amicizia fortissima che le aiuterà a guardare meglio se stesse e la vita. Perché nonostante le avversità e il dolore, è importante non chiudersi alla felicità, all'amore e a tutto ciò che la vita saprà ancora regalarci

Ci siamo guardate e siamo scoppiate a ridere. Ridevamo come se non ci fosse rimasto altro da fare, ridevamo perché la vita è così crudele da sembrare disegnata apposta, così assurda da diventare ridicola.”

Sara Rattaro ci regala, in questo nuovo libro, parole vere, intense e sincere. Ci ricorda che spesso per trovare le risposte ai nostri molteplici dubbi, ci basta tornare alle nostre radici, per ritrovare ciò che abbiamo perso e lasciato indietro durante la nostra esistenza. Ritrovare noi stessi tra le strade, i vicoli, gli angoli della nostra città, prendendo forza da quei posti che ci hanno visto nascere, crescere e vivere.

(...) Siamo la parte infinitesimale di un pianeta, ma è proprio questo concetto di insieme in cui siamo coinvolti che diventa importante per capire chi siamo, perché il luogo in cui nasci determinerà sempre chi diventerai e sapere da dove vieni è l'unico modo per poterti ritrovare.”

L'autrice affronta sempre temi attuali e moderni. Racconta la vita con sincerità, a volte in maniera diretta, senza edulcorarla o creando necessariamente il lieto fine. La straordinarietà di questa autrice è la sua capacità di narrare gli avvenimenti, anche i più dolorosi, con tatto e sensibilità. Creando un legame e un'empatia con il lettore, al punto da farlo sentire parte del romanzo, vivendo sulla propria pelle le emozioni e gli stati d'animo dei personaggi, descritti meravigliosamente bene.
Questo libro è commovente ed emozionante. Un viaggio intenso nell'anima degli esseri umani. Un viaggio in cui capita di perdersi, cadere, toccare il fondo e trovare la forza per riemergere dal buio nel quale si è sprofondati per riprendere a vivere. Un viaggio che ci ricorda che non tutte le persone sono in grado di rimanere accanto a un'altra, in momenti particolari della vita. Non tutti sono in grado di farlo, ma è pur vero che esistono altrettante persone che non scappano, rimangono per affrontare insieme il problema e l'ostacolo.


Si scappa per paura, per viltà o per punizione. Si ritorna per coraggio, malinconia o per restituire qualcosa che si era portato con sé.”

Lasciatevi avvolgere e cullare dalle parole dell'autrice e perdetevi tra le pagine di un romanzo intenso ed emozionante.
Buona lettura.




(Marianna Di Bella)

venerdì 23 novembre 2018

Recensione: "Le stanze dell'addio" - Yari Selvetella

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Titolo: "Le stanze dell'addio"

Autore: Yari Selvetella

Editore: Bompiani




Perdere qualcuno che si ama è una delle esperienze più dolorose e devastanti che possano capitare. Il dolore entra prepotentemente dentro di noi e come una deflagrazione esplode lasciandoci senza fiato. Inebetiti. Sconvolti.
Si accomoda nella nostra anima e rimane lì per mesi...anni...un coinquilino complicato, scomodo, difficile da mandare via.
Piangiamo, quando ci riusciamo, ci disperiamo e ripercorriamo, all'infinito, i momenti felici. Riviviamo il passato illudendoci di ritrovare quella sensazione di benessere e amore che abbiamo vissuto, alleviando momentaneamente la nostra sofferenza.
Elaborare il lutto non è facile, il dolore ha bisogno di tempo per scivolare via e lasciare spazio alla speranza e alla voglia di tornare a vivere. È un processo lungo che ognuno di noi affronta in maniera diversa, perché diverso è il nostro modo di reagire alla morte e alla perdita. Alcuni rifiutano totalmente la perdita della persona amata, rimanendo incastrati in uno spazio e tempo indefiniti.

“Questa è la stanza in cui si rimane prigionieri, come frutti sotto spirito conservati in un vaso scheggiato, questa in cui siamo, cullati e istupiditi dalla sofferenza. Si dorme più o meno, si gustano speranze tradite, latte inacidito, ci si stordisce bevendo aceto, si vaga e si domanda, si incrociano dati di analisi scadute e supposizioni sulla concatenazione di eventi che hanno condotto a un esito fin troppo noto e, in questa tiritera, si citano elementi a propria discolpa o a carico di medici e parenti, e in questo balbettio ci si perde per anni.
Il fatto curioso, ma neanche troppo, è che tutti, me compreso, siamo qui e siamo altrove.”


Il protagonista del romanzo è incastrato tra il qui e l'altrove.
È un uomo sopraffatto dal dolore per la perdita della moglie a causa di una grave malattia.
È un uomo che ha perso se stesso e la speranza.
Rifiuta la morte della compagna e si rifugia in un altrove dove spera di ritrovarla, iniziando una ricerca dolorosa tra i corridoi e le stanze dell'ospedale. Ciò che trova saranno solamente i ricordi della malattia e di un passato felice e sereno insieme ai loro tre figli.
Ritroverà se stesso?
Accetterà la morte della moglie?
Riuscirà a elaborare il lutto?
Yari Selvetella risponderà a ogni vostra domanda, ma per farlo dovrete proseguire nella lettura, perché l'autore non vi regalerà solo il piacere di un libro intenso e profondo. No. L'autore vi condurrà all'interno del romanzo, facendovi vivere e percorrere il lungo e travagliato percorso che il protagonista compirà all'interno della sua anima, sopraffatta dal dolore.
Un percorso che diventa un viaggio nella pische dell'uomo che stanza dopo stanza, corridoio dopo corridoio, analizza con estrema attenzione l'intensità del dolore e quanto può cambiare l'individuo. Il nostro protagonista nega la morte e ripercorre ogni singola stanza, compiendo gli stessi gesti come se fossero un rito a cui aggrapparsi per ritrovare la moglie e se stesso. Ma negare la morte vuol dire prolungare la ricerca, la sofferenza e smettere di vivere appieno la propria esistenza.

Se mi muovo, se faccio un passo, se corro, ritorno a me stesso e questa condizione è dolorosa come un solo dente malato in una bocca. Sono tutto botte, tutto tumefazione, tutto nervi scoperti, tutto mialgia, sono tute le -ie, tutte nella mia mente, perché tu non ci sei.”

Prima o poi arriva il momento di superare il lutto, spesso ce la facciamo da soli, altre volte arriva qualcuno a tirarci fuori dall'angolino in cui ci siamo rifugiati, e anche il nostro protagonista troverà colui che lo costringerà a guardare la realtà e a riappropriarsi della sua vita.

Ma ora è il momento di provare a ritornare, di essere una persona sola.
Così non è possibile. Tradisco non solo la mia vita, ma la sua, che era capace di non sprecarla, a qualsiasi costo, lei che ha insegnato soprattutto questo, a non arretrare, a non accomodare. Io devo andarmene, anzi dobbiamo tutti e due tornare al mondo.”


Il testo è intenso, bello, doloroso. Un pugno nello stomaco che ci lascia completamente senza fiato. È uno di quei romanzi che non può essere letto una sola volta, perché la bellezza e la profondità delle parole viene fuori piano piano, lettura dopo lettura.
La scrittura è complessa, articolata ed elegante e richiede una maggior attenzione, ma una volta superate le prime pagine, si viene completamente assorbiti dalla storia e investiti dalla bellezza del romanzo.
Yari Selvetella invoglia il lettore a ragionare su ogni passaggio del testo, riflettendo attentamente su alcune tematiche e su queste stanze che celano e custodiscono ricordi, passato, sofferenza, nostalgia etc. L'autore compie, inoltre, una profonda e attenta analisi psicologica del protagonista, riuscendo a descrivere la sofferenza, l'amore, la morte e il lutto senza ricorrere a frasi fatte o stereotipi.

Che amore inutile è l'amore che non protegge, l'amore che non cura e non difende, l'amore che non può, un amore crudele sento di portarmi addosso come l'amore di dio.”

Buona lettura!!


mercoledì 21 novembre 2018

Le Recensioni di Mirtilla: "10 cose che posso fare per aiutare il mio pianeta" - Melanie Walsh

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Titolo: "10 cose che posso fare per aiutare il mio pianeta"

Autrice: Melanie Walsh

Editore: Editoriale Scienza

Età di lettura: da 3 anni




Come insegnare ai nostri bambini ad avere cura del pianeta in cui vivono?
Come insegnare il rispetto, la cura e la difesa della nostra amata Terra?
Semplice. Gli adulti devono essere i primi a dare il giusto esempio ai loro bambini e il modo più veloce e divertente è...giocando!
Giocando si divertono tutti, grandi e piccini. Come? Vi aiuterò io, una piccola tartaruga che per sopravvivere ha bisogno che gli umani imparino ad avere un comportamento corretto e rispettoso, evitando di gettare i rifiuti nei mari o a terra, perché noi poveri animali li confondiamo per cibo. Questo errore può essere fatale, perché spesso ci procura ferite gravi e difficili da curare.
Questo splendido pianeta è di tutti e dobbiamo amarlo e proteggerlo. Quindi, cari adulti prendete il libro, sedetevi con i vostri bambini e sfogliatelo, scoprendo 10 piccole cose che si possono fare per tenere pulita la Terra. Un esempio? Gettare i rifiuti negli appositi cassonetti, utilizzare i due lati del foglio per disegnare, evitando lo spreco inutile di carta riducendo, così, l'abbattimento dei poveri alberi, oppure creare giochi divertenti e istruttivi utilizzando scatole e altro materiale da riciclo. E...basta, vi ho detto anche troppo, sono una chiacchierona, però potete scoprire gli altri suggerimenti continuando a sfogliare il testo e provando a seguire i disegni e i consigli proposti.
Il libro è creato interamente con materiale riciclato, i disegni e le parole guidano il bambino a scoprire, passo dopo passo, cosa si può fare per difendere il pianeta.
Questo è un testo che consiglio a tutti, anche alle nostre care maestre che, ogni giorno, aiutano i nostri amati bambini ad essere dei futuri cittadini responsabili. Ma soprattutto, lo dedico a tutti quegli adulti sporcaccioni che si lamentano di tutto e di tutti e poi sono i primi a sporcare e inquinare il pianeta.
Buona lettura!!

Mirtilla


(Marianna Di Bella)

lunedì 19 novembre 2018

Recensione: "Andiamo a vedere il giorno" - Sara Rattaro

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Titolo: "Andiamo a vedere il giorno"

Autrice: Sara Rattaro

Editore: Sperling & Kupfer





Quanto è difficile prendere le decisioni giuste?
Quanto è difficile essere sempre responsabili, affidabili, forti e rispondere alle aspettative degli altri?
Quanto è difficile comportarsi sempre bene?
Tanto. Troppo.



La difficoltà maggiore per le persone forti e responsabili non è fare la cosa giusta, ma trovarsi relegati in un ruolo che non hanno scelto, costretti ad avere un comportamento sempre perfetto e irreprensibile. La bellezza dell'essere umano è data dal suo essere imperfetto, dall'avere pregi e difetti che lo rendono diverso e unico, dalla possibilità di sbagliare e rimediare. Invece, le sue qualità diventano delle prigioni da cui non si può evadere. Prigioni che diventano ogni giorno sempre più piccole e asfissianti, dove gli aguzzini sono coloro che si aspettano sempre quel determinato comportamento, perché gli sbagli non sono ammessi. Così la persona incriminata inizia un lungo processo contro se stessa, sentendosi sbagliata, disgustata dai suoi comportamenti, perdendo in questo modo la libertà di essere se stessa e il diritto di commettere degli errori.
Alice Mainardi è sempre stata una ragazza responsabile, forte, giudiziosa, testarda. Sorella affidabile, figlia e moglie perfetta ha sempre rappresentato il fulcro della famiglia, pronta a sostenere, comprendere, aiutare e dare consigli. Non ha mai creato problemi, nonostante le gravi difficoltà familiari: il tradimento del padre, la crisi matrimoniale dei suoi genitori e la sordità del fratello Matteo.
Ha lottato per tenere in piedi la famiglia. Ha lottato per sostenere e rendere indipendente il fratello.
Ha lottato per gli altri e mai per se stessa, spesso rinunciando a seguire il suo cuore. Ma arriva sempre il momento in cui la vita ci mette alla prova e questa volta Alice si lascerà andare a una passione travolgente che la porterà a tradire, mentire, a rompere con i suoi schemi, ritrovandosi in balia delle emozioni, senza punti fermi a cui aggrapparsi.

Avevo passato tutta la vita a essere come volevano gli altri.”

Commettere lo stesso errore del padre la farà sentire sbagliata, inadatta, sconfitta, disgustata da se stessa e l'unica soluzione a questo stato di malessere è fuggire, lontano da tutto e tutti. Prenota, così, un volo per Parigi e sorprendentemente sua madre, Sandra, è su quell'aereo, decisa a non lasciarla sola e accompagnarla in un viaggio che sarà di vitale importanza per le due donne. Un viaggio che le metterà a confronto l'una con l'altra, superando i silenzi e le cose non dette. Un viaggio interiore, tra debolezze, paure e sofferenze. Un viaggio dove il passato, l'amore, il perdono e la scoperta di sé saranno gli elementi principali che guideranno le due donne e i lettori all'interno di un romanzo intimo, emozionante e intenso.

Siamo due donne ferite in modo diverso: lei, portatrice sana di dolore; io, solo un ibrido di risonanza. Se puoi definire il dolore, è perché l'hai saputo affrontare.”


Sara Rattaro è riuscita, anche questa volta, a creare un romanzo pieno di sentimenti ed emozioni. Le sue storie non si discostano mai dalla vita reale, perché il suo stile è naturale, vero, concreto e non crea illusioni per attirare il lettore, al contrario, rappresenta l'essere umano nelle sue mille sfaccettature, con tutti i suoi pregi e difetti, rendendolo vero agli occhi di chi legge.
Le sue parole sono semplici e dirette. Sono carezze delicate e un abbraccio caldo e confortevole per l'anima. Sono piccoli sussurri di incoraggiamento di fronte agli imprevisti e alle sofferenze della vita.

Le aspettative sono sempre legate all'incertezza. Se sapessimo dove mettere i piedi, non ci chiederemmo di continuo se siamo sulla strada giusta e se presto riceveremo la nostra ricompensa. La verità è che raramente sappiamo dove siamo diretti, quasi mai prevediamo quello che accadrà, ma a volte ci ritroviamo felici per qualcosa di inatteso. È la vita.”


Il libro è meraviglioso, poetico, incantevole. Un testo da leggere tutto d'un fiato, lasciandosi ammaliare e catturare dalla storia, dallo stile e dalla delicatezza dell'autrice.
Sono del parere che solo una persona con una grande sensibilità e un profondo rispetto per l'essere umano, può descriverlo nelle sue molteplici sfaccettature senza emettere giudizi.
Sara Rattaro entra in punta di piedi, nella vita dei lettori e dei suoi personaggi, narrando le vicende con tatto e delicatezza. Racconta senza giudicare e alternando le voci narranti permette a chi legge, di conoscere e comprendere i diversi punti di vista, i personaggi e i loro caratteri. Ricordando, che nella vita è importante ascoltare e comprendere, invece di puntare il dito e giudicare.

Se un giorno scopriste di essere traditi, cosa fareste? Intendo oltre la rabbia, il rancore e il vuoto - perché quelli non vengono risparmiati a nessuno – come reagireste?
Si possono rincollare i pezzi per un'ipotesi di vita almeno accettabile? Si può ricominciare come se nulla fosse, come se il potere del perdono non appartenesse solo a Dio? Si possono allontanare davvero sentimenti di vendetta e risoluzione?
Le verità è una sola. La vostra.”


Tutti possono sbagliare. Nessuno è perfetto. L'importante è non perdere se stessi, la capacità di amare e perdonare.
Buona lettura!!


(Marianna Di Bella)