venerdì 30 novembre 2018

Recensione: "Gente del Sud" - Raffaello Mastrolonardo

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Titolo: "Gente del Sud"

Autore: Raffaello Mastrolonardo

Editore: TRE60



 

Esistono luoghi a cui siamo profondamente legati. Luoghi che ci rappresentano, custodi dei momenti più belli e intensi che abbiamo vissuto. Sono città, paesi, case, appartamenti etc. da cui spesso scappiamo perché sentiamo la nostra identità soffocare, tra regole morali e sociali che non sentiamo più come nostre. Cerchiamo affermazione, indipendenza, identità. Vogliamo allontanarci per diventare finalmente quello che sentiamo di dover essere: noi stessi. Partiamo. Pieni di speranza e fiducia, poniamo le basi della nostra nuova esistenza. Viviamo, felici di ciò che stiamo realizzando, inconsapevoli che prima o poi inizieremo a sentire un piccolo richiamo. Una voce esile ma decisa che diventerà ogni giorno sempre più forte e insistente: il richiamo delle nostre radici.
Torniamo, così, nei luoghi da cui siamo andati via. Ci guardiamo intorno, osservando con molta attenzione ciò che ci circonda, ed è allora che comprendiamo di essere finalmente a casa...di essere finalmente completi.
Per essere noi stessi non serve fuggire, cambiare città o casa, ma affrontare, comprendere e accettare il proprio passato e le proprie radici, perché solo così possiamo capire chi siamo e costruire il nostro futuro.

“Il passato resterà sempre qui ad aspettarti.”


Raffaello Parlante torna a Balsignano, in Puglia, per il funerale dello zio Nello, a cui era profondamente legato. L'uomo gironzola per la casa, osservando tutto con particolare attenzione. Ogni angolo, mobile e stanza gli ricorda il periodo della sua infanzia, vissuta tra la casa degli zii e quella dei nonni. I ricordi si rincorrono velocemente tra una stanza e l'altra, fino a quando il suo sguardo non si posa su un oggetto particolare: il vecchio album di famiglia.

“Mi balzò agli occhi, era sempre stato lì, dimenticato, dove nessuno ne se curava più da anni: un volume di pelle nera con i bordi definiti da una greca continua, l'album di famiglia, muto custode d'un passato che reclamava i suoi diritti.
Ora si mostrava a me.
Lo sollevai, era massiccio, impolverato. Iniziai a sfogliarlo.”


Raffaello sfoglia l'album e il romanzo prende vita, corpo e anima.
La storia inizia nel 1895 a Napoli, durante una nuova epidemia di colera. Il medico Romualdo Parlante ha scoperto dei nuovi focolai dell'epidemia e corre disperatamente tra i vicoli della città per raggiungere la sua dimora e mettere in salvo la sua famiglia. L'uomo obbliga la moglie Palma, incinta del quarto figlio, a partire immediatamente per la Puglia e tornare a Balsignano, il loro paese natio. Il ritorno a casa della donna e dei suoi tre figli, segna l'inizio di una lunga saga familiare.
Protagonista indiscussa del romanzo è la famiglia Parlante e i suoi tantissimi componenti. La storia si sofferma soprattutto su Cipriano, ultimogenito di Romualdo. L'uomo è leale, testardo, coraggioso, onesto, determinato, responsabile verso la famiglia e gli altri, qualità che lo aiuteranno a emergere, portando avanti le attività familiari e ad ottenere quel riscatto sociale e personale che tutti o quasi i suoi parenti hanno fortemente cercato, in modo particolare il nonno Bastiano, capostipite della famiglia Parlante.

(...) Rappresentava tutto ciò che non aveva potuto o voluto essere.”

“Gente del Sud” è un romanzo forte, intenso, emozionante e ammaliante. L'inizio è intimo e riservato e il lettore ha come la sensazione di doversi muovere in punta di piedi, rispettando il lutto e il momento privato di Raffaello, ma appena questi apre l'album di fotografie e il romanzo ha inizio, allora la narrazione cambia, diventa più incisiva e il lettore è letteralmente catapultato in un'altra epoca e in un'altra realtà sociale.
Il testo afferra il lettore e non lo lascia più, ammaliandolo con una narrazione scorrevole, avvincente e mai scontata. L'unione tra avvenimenti storici e vita dei protagonisti è perfetta, fluida, chiara, senza risultare pedante, al contrario è interessante e coinvolgente. In sole settecento pagine si ripercorrono cento anni di storia italiana, ricordando le mire colonialistiche nel Nord Africa, l'ascesa del fascismo, le due guerre mondiali, le difficile situazione dei lavoratori, in modo particolare dei braccianti agricoli, il boom economico, gli scontri sociali. La situazione di povertà, le emigrazioni, la vita sociale, le difficili condizioni delle donne, i matrimoni combinati ecc.

“La vita, come la giornata, iniziava presto e, di solito, non andava oltre i quarant'anni.”

Personalmente ho trovato molto bella e coinvolgente la parte dedicata alla prima guerra mondiale. Attraverso l'esperienza e gli stati d'animo di Cipriano, viviamo direttamente quella sensazione di rassegnazione e logoramento che milioni di soldati hanno subito e vissuto in trincea. Uomini spezzati da una lunga e interminabile attesa, dove il futuro non esiste e la morte è l'unica consolazione a una guerra fatta di attacchi, ritirate, attese per la conquista di pochi metri.
Migliaia di giovani vite spezzate in una guerra logorante e disumana.

“Qualcosa sarebbe accaduto di lì a breve e tutti stavano sospesi nel nulla a contare i minuti che non passavano, consapevoli che avrebbero potuto essere gli ultimi della loro vita. Non pensavano a ciò che stava per accadere, il futuro non esisteva: pensavano a casa, alle loro terre lontane, alle madri, alle moglie, ad amori perduti, al sudore della fatica sotto il sole cocente d'agosto, al veleno che avevano sputato per sfamare i figli e che pareva loro un Paradiso perduto rispetto a quell'inferno.
L'attesa. Nulla era più logorante dell'attesa. Qualcuno scriveva un'ultima lettera con la grafia stentata da seconda elementare, qualcuno per dare un ultimo addio, altri per continuare a mentire su quella vita e non far soffrire i propri cari più di quanto la lontananza e il tempo già non facessero. Qualcuno si era fatto scrivere un breve messaggio e lo stava ricopiando, vocale dopo consonante, parola dopo parola, come meglio poteva, volendo farlo arrivare a casa dalle sue mani ignoranti.”


Il testo ci ricorda che il destino tesse la trama delle nostre vite regalandoci momenti di felicità e serenità, accompagnati spesso da risvolti negativi e dolorosi. Nella vita tutto ha un corrispettivo, nulla ci viene regalato e occorre lottare per ottenere diritti, riconoscimenti, per cambiare la società e noi stessi.

“La vita, il destino tracciano trame complesse che il più delle volte si risolvono in vicende inaspettate.”

Raffaello Mastrolonardo ha ripercorso parte della sua storia familiare, modificando e unendo i due rami familiari, dando vita a un romanzo meraviglioso, intenso e potente.
Un romanzo pieno di vita e amore. Amore per la famiglia, per la vita, per la terra, per se stessi ecc.
Un romanzo che evidenzia la possibilità di scegliere la propria vita.
Un romanzo dove si respira la forza, il coraggio, la testardaggine di una famiglia e di un paese fiero, orgoglioso e meraviglioso.
Un romanzo che vi consiglio di leggere.
Buona lettura.


(Marianna Di Bella)


mercoledì 28 novembre 2018

Cover Reveal: "Intermezzo" - Elisa Mura

Buongiorno!!
Oggi vi svelerò la cover del nuovo romanzo di
Elisa Mura.
Pronti?
Buona lettura!!!






TRAMA:

Qual è la destinazione finale di un essere vivente è forse il quesito che maggiormente frulla nelle nostre teste. E se la morte fosse solo il tramite tra la vita e la rinascita? L’Intermezzo è proprio questo: è il luogo dove le anime attendono il momento in cui saranno pronte per la reincarnazione. Lo scopriranno presto Eva e Cameron, due poliziotti che dal loro primo incontro non riescono ad andare d'accordo e finiscono per denigrarsi a vicenda per la loro differenza di altezza ogni volta che sono obbligati a interagire. Lei è bassina, controllata, retta ed energica. Lui è molto alto, vizioso, impulsivo e contradditorio. Costretti a collaborare alla ricerca di uno spietato criminale che ha rapito due bambine, i due vengono uccisi nello stesso istante. Ma la loro missione non si è conclusa con la loro morte. L'Intermezzo è al collasso; per diversi motivi, le anime dei cosiddetti Vaganti si rifiutano e temono di abbandonare quel luogo e iniziare un nuovo percorso. Paura di ricominciare, soprattutto, o sono cuori spezzati che rimangono in attesa di un amore perduto da secoli. Superato lo shock iniziale di questa realtà, Eva e Cameron, in una corsa contro il tempo, dovranno portare a termine un ultimo compito prima di essere definitivamente liberi: riuscire a convincere questi Vaganti ad accettare finalmente la reincarnazione. Un thriller ironico surreale dai risvolti tragicomici, romantici, immaginari.

martedì 27 novembre 2018

Recensione: "Uomini che restano" - Sara Rattaro

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Titolo: "Uomini che restano"

Autrice: "Sara Rattaro"

Editore: Sperling & Kupfer






La vita, quando arriva, crea un frastuono incredibile.”

La vita è spesso imprevedibile, misteriosa e meravigliosa. Ci dona istanti bellissimi, emozionanti e pieni di amore, ma anche momenti di infelicità, amarezza e sofferenza. Ricordandoci che nulla dura in eterno e che dobbiamo godere di ogni singolo istante che ci viene donato. Lezioni e momenti, questi, che ci aiuteranno a comprendere meglio noi stessi e gli altri, fortificando il nostro carattere, la nostra anima, vivendo appieno ogni istante della nostra esistenza.

Una delle poche certezze che abbiamo è che questa vita arriverà alla fine. Quello che possiamo sperare è che nel frattempo sia accaduto qualcosa di veramente speciale.”

Durante il nostro cammino, capiterà di incrociare altre strade, incontrando moltissime persone. Non tutte lasceranno un segno indelebile nella nostra vita, alcune ci sfioreranno impercettibilmente, altre passeranno così velocemente da non renderci conto della loro presenza, altre ancora percorreranno un tragitto di strada con noi regalandoci lezioni importanti. Con alcune, invece, i rapporti si intrecceranno in maniera indissolubile, in legami intensi e profondi.
Amicizie forti e indistruttibili, come quella di Fosca e Valeria. Due donne che vivono in città diverse e che non si conoscono. Due donne a cui la vita ha riservato momenti di sofferenza e un incontro casuale sulla terrazza di una palazzina. Una terrazza che guarda verso il mare. Quel mare infinito che porta con sé risposte a tantissime domande, espresse a volte inconsapevolmente. Una terrazza che si affaccia su una città forte e superba: Genova.
Fosca e Valeria si trovano su quella terrazza, luogo di silenzio, calma e pace. Ma anche rifugio per le loro anime tormentate e afflitte da problemi e sofferenze.
Fosca è nata a Genova ma si è trasferita a Milano con il marito Lorenzo. Una vita apparentemente tranquilla, dedicata al lavoro e alla vita di coppia, ma a Lorenzo questa vita inizia a diventare stretta...troppo stretta. 
Stretta al punto da decidere di lasciare la moglie perché non può continuare a mentire a se stesso, reprimendo la sua sessualità.

Io non voglio più essere qualcuno che non conosco.”

Lorenzo vuole riappropriarsi di se stesso, della sua vita, ma dirlo a Fosca non è facile, così come non è facile per lei accettarlo. La donna si sente umiliata, tradita, presa in giro da un uomo che credeva di amare. Le sembra di aver vissuto una vita falsa, costruita su ripieghi, seconde scelte e bugie. Decide, così, di allontanarsi da Milano per rifugiarsi tra le braccia della sua città natale. Mettere chilometri di distanza, per capire cosa le sta accadendo e curare le sue ferite. Torna a casa dei suoi genitori, su quella terrazza dove tante volte, in passato, si è rifugiata e trovare Valeria, la nuova vicina di casa. Anche lei sta affrontando un momento di grande sofferenza, ha un tumore e il compagno l'ha lasciata perché non riesce a prendersi cura di lei. Fugge vigliaccamente dalla moglie e dalle responsabilità.
Valeria è una donna ottimista, ironica, sincera, aperta alla vita, al mondo e agli altri. Con schiettezza e sincerità, aiuterà Fosca a vedere la sua storia con altri occhi e da angolazioni diverse, ma soprattutto affronterà la sua malattia con determinazione e forza.
Tra le due donne nascerà un'intesa profonda e un'amicizia fortissima che le aiuterà a guardare meglio se stesse e la vita. Perché nonostante le avversità e il dolore, è importante non chiudersi alla felicità, all'amore e a tutto ciò che la vita saprà ancora regalarci

Ci siamo guardate e siamo scoppiate a ridere. Ridevamo come se non ci fosse rimasto altro da fare, ridevamo perché la vita è così crudele da sembrare disegnata apposta, così assurda da diventare ridicola.”

Sara Rattaro ci regala, in questo nuovo libro, parole vere, intense e sincere. Ci ricorda che spesso per trovare le risposte ai nostri molteplici dubbi, ci basta tornare alle nostre radici, per ritrovare ciò che abbiamo perso e lasciato indietro durante la nostra esistenza. Ritrovare noi stessi tra le strade, i vicoli, gli angoli della nostra città, prendendo forza da quei posti che ci hanno visto nascere, crescere e vivere.

(...) Siamo la parte infinitesimale di un pianeta, ma è proprio questo concetto di insieme in cui siamo coinvolti che diventa importante per capire chi siamo, perché il luogo in cui nasci determinerà sempre chi diventerai e sapere da dove vieni è l'unico modo per poterti ritrovare.”

L'autrice affronta sempre temi attuali e moderni. Racconta la vita con sincerità, a volte in maniera diretta, senza edulcorarla o creando necessariamente il lieto fine. La straordinarietà di questa autrice è la sua capacità di narrare gli avvenimenti, anche i più dolorosi, con tatto e sensibilità. Creando un legame e un'empatia con il lettore, al punto da farlo sentire parte del romanzo, vivendo sulla propria pelle le emozioni e gli stati d'animo dei personaggi, descritti meravigliosamente bene.
Questo libro è commovente ed emozionante. Un viaggio intenso nell'anima degli esseri umani. Un viaggio in cui capita di perdersi, cadere, toccare il fondo e trovare la forza per riemergere dal buio nel quale si è sprofondati per riprendere a vivere. Un viaggio che ci ricorda che non tutte le persone sono in grado di rimanere accanto a un'altra, in momenti particolari della vita. Non tutti sono in grado di farlo, ma è pur vero che esistono altrettante persone che non scappano, rimangono per affrontare insieme il problema e l'ostacolo.


Si scappa per paura, per viltà o per punizione. Si ritorna per coraggio, malinconia o per restituire qualcosa che si era portato con sé.”

Lasciatevi avvolgere e cullare dalle parole dell'autrice e perdetevi tra le pagine di un romanzo intenso ed emozionante.
Buona lettura.




(Marianna Di Bella)

venerdì 23 novembre 2018

Recensione: "Le stanze dell'addio" - Yari Selvetella

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Titolo: "Le stanze dell'addio"

Autore: Yari Selvetella

Editore: Bompiani




Perdere qualcuno che si ama è una delle esperienze più dolorose e devastanti che possano capitare. Il dolore entra prepotentemente dentro di noi e come una deflagrazione esplode lasciandoci senza fiato. Inebetiti. Sconvolti.
Si accomoda nella nostra anima e rimane lì per mesi...anni...un coinquilino complicato, scomodo, difficile da mandare via.
Piangiamo, quando ci riusciamo, ci disperiamo e ripercorriamo, all'infinito, i momenti felici. Riviviamo il passato illudendoci di ritrovare quella sensazione di benessere e amore che abbiamo vissuto, alleviando momentaneamente la nostra sofferenza.
Elaborare il lutto non è facile, il dolore ha bisogno di tempo per scivolare via e lasciare spazio alla speranza e alla voglia di tornare a vivere. È un processo lungo che ognuno di noi affronta in maniera diversa, perché diverso è il nostro modo di reagire alla morte e alla perdita. Alcuni rifiutano totalmente la perdita della persona amata, rimanendo incastrati in uno spazio e tempo indefiniti.

“Questa è la stanza in cui si rimane prigionieri, come frutti sotto spirito conservati in un vaso scheggiato, questa in cui siamo, cullati e istupiditi dalla sofferenza. Si dorme più o meno, si gustano speranze tradite, latte inacidito, ci si stordisce bevendo aceto, si vaga e si domanda, si incrociano dati di analisi scadute e supposizioni sulla concatenazione di eventi che hanno condotto a un esito fin troppo noto e, in questa tiritera, si citano elementi a propria discolpa o a carico di medici e parenti, e in questo balbettio ci si perde per anni.
Il fatto curioso, ma neanche troppo, è che tutti, me compreso, siamo qui e siamo altrove.”


Il protagonista del romanzo è incastrato tra il qui e l'altrove.
È un uomo sopraffatto dal dolore per la perdita della moglie a causa di una grave malattia.
È un uomo che ha perso se stesso e la speranza.
Rifiuta la morte della compagna e si rifugia in un altrove dove spera di ritrovarla, iniziando una ricerca dolorosa tra i corridoi e le stanze dell'ospedale. Ciò che trova saranno solamente i ricordi della malattia e di un passato felice e sereno insieme ai loro tre figli.
Ritroverà se stesso?
Accetterà la morte della moglie?
Riuscirà a elaborare il lutto?
Yari Selvetella risponderà a ogni vostra domanda, ma per farlo dovrete proseguire nella lettura, perché l'autore non vi regalerà solo il piacere di un libro intenso e profondo. No. L'autore vi condurrà all'interno del romanzo, facendovi vivere e percorrere il lungo e travagliato percorso che il protagonista compirà all'interno della sua anima, sopraffatta dal dolore.
Un percorso che diventa un viaggio nella pische dell'uomo che stanza dopo stanza, corridoio dopo corridoio, analizza con estrema attenzione l'intensità del dolore e quanto può cambiare l'individuo. Il nostro protagonista nega la morte e ripercorre ogni singola stanza, compiendo gli stessi gesti come se fossero un rito a cui aggrapparsi per ritrovare la moglie e se stesso. Ma negare la morte vuol dire prolungare la ricerca, la sofferenza e smettere di vivere appieno la propria esistenza.

Se mi muovo, se faccio un passo, se corro, ritorno a me stesso e questa condizione è dolorosa come un solo dente malato in una bocca. Sono tutto botte, tutto tumefazione, tutto nervi scoperti, tutto mialgia, sono tute le -ie, tutte nella mia mente, perché tu non ci sei.”

Prima o poi arriva il momento di superare il lutto, spesso ce la facciamo da soli, altre volte arriva qualcuno a tirarci fuori dall'angolino in cui ci siamo rifugiati, e anche il nostro protagonista troverà colui che lo costringerà a guardare la realtà e a riappropriarsi della sua vita.

Ma ora è il momento di provare a ritornare, di essere una persona sola.
Così non è possibile. Tradisco non solo la mia vita, ma la sua, che era capace di non sprecarla, a qualsiasi costo, lei che ha insegnato soprattutto questo, a non arretrare, a non accomodare. Io devo andarmene, anzi dobbiamo tutti e due tornare al mondo.”


Il testo è intenso, bello, doloroso. Un pugno nello stomaco che ci lascia completamente senza fiato. È uno di quei romanzi che non può essere letto una sola volta, perché la bellezza e la profondità delle parole viene fuori piano piano, lettura dopo lettura.
La scrittura è complessa, articolata ed elegante e richiede una maggior attenzione, ma una volta superate le prime pagine, si viene completamente assorbiti dalla storia e investiti dalla bellezza del romanzo.
Yari Selvetella invoglia il lettore a ragionare su ogni passaggio del testo, riflettendo attentamente su alcune tematiche e su queste stanze che celano e custodiscono ricordi, passato, sofferenza, nostalgia etc. L'autore compie, inoltre, una profonda e attenta analisi psicologica del protagonista, riuscendo a descrivere la sofferenza, l'amore, la morte e il lutto senza ricorrere a frasi fatte o stereotipi.

Che amore inutile è l'amore che non protegge, l'amore che non cura e non difende, l'amore che non può, un amore crudele sento di portarmi addosso come l'amore di dio.”

Buona lettura!!


mercoledì 21 novembre 2018

Le Recensioni di Mirtilla: "10 cose che posso fare per aiutare il mio pianeta" - Melanie Walsh

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Titolo: "10 cose che posso fare per aiutare il mio pianeta"

Autrice: Melanie Walsh

Editore: Editoriale Scienza

Età di lettura: da 3 anni




Come insegnare ai nostri bambini ad avere cura del pianeta in cui vivono?
Come insegnare il rispetto, la cura e la difesa della nostra amata Terra?
Semplice. Gli adulti devono essere i primi a dare il giusto esempio ai loro bambini e il modo più veloce e divertente è...giocando!
Giocando si divertono tutti, grandi e piccini. Come? Vi aiuterò io, una piccola tartaruga che per sopravvivere ha bisogno che gli umani imparino ad avere un comportamento corretto e rispettoso, evitando di gettare i rifiuti nei mari o a terra, perché noi poveri animali li confondiamo per cibo. Questo errore può essere fatale, perché spesso ci procura ferite gravi e difficili da curare.
Questo splendido pianeta è di tutti e dobbiamo amarlo e proteggerlo. Quindi, cari adulti prendete il libro, sedetevi con i vostri bambini e sfogliatelo, scoprendo 10 piccole cose che si possono fare per tenere pulita la Terra. Un esempio? Gettare i rifiuti negli appositi cassonetti, utilizzare i due lati del foglio per disegnare, evitando lo spreco inutile di carta riducendo, così, l'abbattimento dei poveri alberi, oppure creare giochi divertenti e istruttivi utilizzando scatole e altro materiale da riciclo. E...basta, vi ho detto anche troppo, sono una chiacchierona, però potete scoprire gli altri suggerimenti continuando a sfogliare il testo e provando a seguire i disegni e i consigli proposti.
Il libro è creato interamente con materiale riciclato, i disegni e le parole guidano il bambino a scoprire, passo dopo passo, cosa si può fare per difendere il pianeta.
Questo è un testo che consiglio a tutti, anche alle nostre care maestre che, ogni giorno, aiutano i nostri amati bambini ad essere dei futuri cittadini responsabili. Ma soprattutto, lo dedico a tutti quegli adulti sporcaccioni che si lamentano di tutto e di tutti e poi sono i primi a sporcare e inquinare il pianeta.
Buona lettura!!

Mirtilla


(Marianna Di Bella)

lunedì 19 novembre 2018

Recensione: "Andiamo a vedere il giorno" - Sara Rattaro

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Titolo: "Andiamo a vedere il giorno"

Autrice: Sara Rattaro

Editore: Sperling & Kupfer





Quanto è difficile prendere le decisioni giuste?
Quanto è difficile essere sempre responsabili, affidabili, forti e rispondere alle aspettative degli altri?
Quanto è difficile comportarsi sempre bene?
Tanto. Troppo.



La difficoltà maggiore per le persone forti e responsabili non è fare la cosa giusta, ma trovarsi relegati in un ruolo che non hanno scelto, costretti ad avere un comportamento sempre perfetto e irreprensibile. La bellezza dell'essere umano è data dal suo essere imperfetto, dall'avere pregi e difetti che lo rendono diverso e unico, dalla possibilità di sbagliare e rimediare. Invece, le sue qualità diventano delle prigioni da cui non si può evadere. Prigioni che diventano ogni giorno sempre più piccole e asfissianti, dove gli aguzzini sono coloro che si aspettano sempre quel determinato comportamento, perché gli sbagli non sono ammessi. Così la persona incriminata inizia un lungo processo contro se stessa, sentendosi sbagliata, disgustata dai suoi comportamenti, perdendo in questo modo la libertà di essere se stessa e il diritto di commettere degli errori.
Alice Mainardi è sempre stata una ragazza responsabile, forte, giudiziosa, testarda. Sorella affidabile, figlia e moglie perfetta ha sempre rappresentato il fulcro della famiglia, pronta a sostenere, comprendere, aiutare e dare consigli. Non ha mai creato problemi, nonostante le gravi difficoltà familiari: il tradimento del padre, la crisi matrimoniale dei suoi genitori e la sordità del fratello Matteo.
Ha lottato per tenere in piedi la famiglia. Ha lottato per sostenere e rendere indipendente il fratello.
Ha lottato per gli altri e mai per se stessa, spesso rinunciando a seguire il suo cuore. Ma arriva sempre il momento in cui la vita ci mette alla prova e questa volta Alice si lascerà andare a una passione travolgente che la porterà a tradire, mentire, a rompere con i suoi schemi, ritrovandosi in balia delle emozioni, senza punti fermi a cui aggrapparsi.

Avevo passato tutta la vita a essere come volevano gli altri.”

Commettere lo stesso errore del padre la farà sentire sbagliata, inadatta, sconfitta, disgustata da se stessa e l'unica soluzione a questo stato di malessere è fuggire, lontano da tutto e tutti. Prenota, così, un volo per Parigi e sorprendentemente sua madre, Sandra, è su quell'aereo, decisa a non lasciarla sola e accompagnarla in un viaggio che sarà di vitale importanza per le due donne. Un viaggio che le metterà a confronto l'una con l'altra, superando i silenzi e le cose non dette. Un viaggio interiore, tra debolezze, paure e sofferenze. Un viaggio dove il passato, l'amore, il perdono e la scoperta di sé saranno gli elementi principali che guideranno le due donne e i lettori all'interno di un romanzo intimo, emozionante e intenso.

Siamo due donne ferite in modo diverso: lei, portatrice sana di dolore; io, solo un ibrido di risonanza. Se puoi definire il dolore, è perché l'hai saputo affrontare.”


Sara Rattaro è riuscita, anche questa volta, a creare un romanzo pieno di sentimenti ed emozioni. Le sue storie non si discostano mai dalla vita reale, perché il suo stile è naturale, vero, concreto e non crea illusioni per attirare il lettore, al contrario, rappresenta l'essere umano nelle sue mille sfaccettature, con tutti i suoi pregi e difetti, rendendolo vero agli occhi di chi legge.
Le sue parole sono semplici e dirette. Sono carezze delicate e un abbraccio caldo e confortevole per l'anima. Sono piccoli sussurri di incoraggiamento di fronte agli imprevisti e alle sofferenze della vita.

Le aspettative sono sempre legate all'incertezza. Se sapessimo dove mettere i piedi, non ci chiederemmo di continuo se siamo sulla strada giusta e se presto riceveremo la nostra ricompensa. La verità è che raramente sappiamo dove siamo diretti, quasi mai prevediamo quello che accadrà, ma a volte ci ritroviamo felici per qualcosa di inatteso. È la vita.”


Il libro è meraviglioso, poetico, incantevole. Un testo da leggere tutto d'un fiato, lasciandosi ammaliare e catturare dalla storia, dallo stile e dalla delicatezza dell'autrice.
Sono del parere che solo una persona con una grande sensibilità e un profondo rispetto per l'essere umano, può descriverlo nelle sue molteplici sfaccettature senza emettere giudizi.
Sara Rattaro entra in punta di piedi, nella vita dei lettori e dei suoi personaggi, narrando le vicende con tatto e delicatezza. Racconta senza giudicare e alternando le voci narranti permette a chi legge, di conoscere e comprendere i diversi punti di vista, i personaggi e i loro caratteri. Ricordando, che nella vita è importante ascoltare e comprendere, invece di puntare il dito e giudicare.

Se un giorno scopriste di essere traditi, cosa fareste? Intendo oltre la rabbia, il rancore e il vuoto - perché quelli non vengono risparmiati a nessuno – come reagireste?
Si possono rincollare i pezzi per un'ipotesi di vita almeno accettabile? Si può ricominciare come se nulla fosse, come se il potere del perdono non appartenesse solo a Dio? Si possono allontanare davvero sentimenti di vendetta e risoluzione?
Le verità è una sola. La vostra.”


Tutti possono sbagliare. Nessuno è perfetto. L'importante è non perdere se stessi, la capacità di amare e perdonare.
Buona lettura!!


(Marianna Di Bella)

giovedì 15 novembre 2018

Recensione: "La collezionista di storie perdute" - Ann Hood

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Titolo: "La collezionista di storie perdute"

Autrice: Ann Hood

Editore: Newton Compton Editori





Buongiorno!!
Oggi visiteremo un posto speciale, meraviglioso e magico per noi lettori. Viaggeremo fino a Providence, ridente cittadina degli Stati Uniti e ci dirigeremo verso Benefit Street, perché la nostra meta sarà la Biblioteca Athenaum.
Pronti?
Eccoci arrivati!
Entriamo in questo maestoso edificio e senza far troppo rumore, sediamoci tra le varie sedie poste in circolo che sembrano aspettare solo noi. Oggi si terrà il consueto incontro del gruppo di lettura, composto da dieci membri, legati dall'amore per i libri e dalla voglia di far parte di un progetto. La giornata è particolare, perché verranno presentati i nuovi membri, tra cui la nostra protagonista: Ava North
Ava è docente di francese presso l'università cittadina, è un tipo poco socievole, ruvida, sarcastica e sta attraversando un periodo difficile e doloroso. Dopo 25 anni di matrimonio, il marito Jim l'ha lasciata per un'altra donna. La nostra protagonista si sente umiliata, spossata, infelice, senza energie e il gruppo di lettura sembra rappresentare l'unico modo per superare il trauma, distraendola dal dolore e da se stessa. In effetti, il gruppo l'aiuterà a riflettere sulla sua famiglia e su un passato caratterizzato da due tragiche morti che l'hanno segnata profondamente, la morte della sorellina Lily e il suicidio della madre.
Nel mentre, la figlia minore di Ava, Maggie, è scappata a Parigi, abbandonando il corso che frequentava a Firenze, per inseguire un ragazzo di cui si è invaghita. La ragazza ha un passato turbolento alle spalle, segnato da un'adolescenza fatta di eccessi e alcool. A Parigi, purtroppo, si lascerà travolgere da droga e sesso, pensando di riempire, così, quel vuoto che sente dentro da troppo tempo.
Due donne profondamente sole e sofferenti che cercano se stesse e la forza per tornare a guardare il mondo con occhi diversi.
Leggere il romanzo ci permetterà di entrare nelle loro vite e nei loro pensieri aiutandoci, in questo modo, a comprendere la complessità dei loro caratteri. I capitoli del libro si alternano tra la storia di Ava e quella di Maggie, intervallati a volte da alcuni dedicati a personaggi che scoprirete durante la lettura e di cui non vi anticiperò nulla. I capitoli dedicati a Ava li ho trovati più introspettivi, interessanti e analizzano a fondo il suo dolore di donna tradita e figlia abbandonata.
Belle le parti riguardanti il gruppo di lettura, i libri letti e analizzati ogni mese. I libri diventano una terapia per la protagonista che si ritroverà a prendere coscienza di alcune problematiche mai affrontate o non prese in considerazione, come ad esempio rendersi conto che la sua famiglia non è così perfetta come lei ha sempre creduto.
Ciò che non ho apprezzato della sua storia è il poco interesse verso la figlia, perché con il passato turbolento della ragazza, mi sarei aspettata un'attenzione maggiore verso di lei. A volte, sembra concentrata troppo su stessa , il proprio dolore e la fine del matrimonio, per rendersi conto che almeno uno dei suoi figli ha bisogno di aiuto.
Dall'altra parte dell'Oceano, invece, c'è Maggie che si perde completamente e la cui storia non mi ha coinvolta per niente. Spesso, durante la lettura, ho avuto la tentazione di saltare i capitoli a lei dedicati. Le due storie sembrano scollegate per unirsi solo alla fine, con un finale che ho trovato troppo precipitoso e poco sviluppato.
Ciò che ho apprezzato, invece, è il percorso di crescita e consapevolezza di sé che avviene attraverso la lettura. Analizzando tematiche importanti e riflettendo seriamente sul passato, il presente, ponendo le basi per un futuro più sereno.
Ann Hood, ha creato un romanzo dove, non solo, pone le protagoniste in costante bilico tra andare avanti o arrendersi, ma darà loro, tutti gli elementi per intraprendere un intenso e doloroso percorso conoscitivo e di vita, conducendole a un finale che vi lascerò scoprire. La storia lascerà dubbi, perplessita e un sapore dolce e amaro, ma starà a voi leggere e giudicare.
Andare avanti o arrendersi?
Non smettete mai di camminare. Andate avanti, nonostante le ferite e le sofferenze. Affrontate i problemi, imparate a chiedere aiuto e vivete ogni attimo, perché la vita che avete a disposizione è unica e irripetibile.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)


Copia omaggio fornita da Newton Compton Editori

mercoledì 14 novembre 2018

Le Recensioni di Mirtilla: "A che pensi?" - Laurent Moreau

le recensioni di mirtilla, libro illustrato, mdb
Titolo: "A che pensi?"

Autore: Laurent Moreau

Editore: Orecchio Acerbo

Età di lettura: da 4 anni




Quante volte ci siamo fermati a osservare le persone intorno a noi?
Quante volte ci siamo chiesti cosa stessero pensando in quel preciso momento?
Quante volte abbiamo immaginato vite, sogni e pensieri?
Tante. Troppe. Perché si sa, siamo curiosi ma soprattutto siamo attratti dal mistero e da ciò a cui non riusciamo a dare una risposta, così, spinti dalla curiosità, ci fermiamo a osservare attentamente ogni piccolo particolare, come ad es.: l'espressione del viso, la postura, il movimento ecc. ipotizzando pensieri, stati d'animo e storie.
Questo libro illustrato aiuta i nostri bambini a riflettere su tutto questo, insegnando loro ad andare oltre la superficie delle cose, osservando con attenzione l'Altro.
Ogni pagina è dedicata a un personaggio, rappresentato frontalmente o di profilo, e attraverso un piccolo testo e una finestra da aprire, il bambino può scoprire i pensieri e gli stati d'animo celati dietro espressioni apparentemente neutre.
Sono convinta che questo testo possa essere molto utile durante vari laboratori in cui si cerca di aiutare il bambino a entrare in contatto e relazione con se stesso, con gli altri e con i pensieri e le emozioni. Insegnando loro che tutti abbiamo pensieri, grandi, piccoli, dolci, dolorosi ecc.

Ognuno ha i suoi pensieri, pesanti o leggeri...”

Sfogliate l'albo illustrato insieme ai bambini, aprite le finestrelle e lasciatevi andare a pensieri ed emozioni.
Buona scoperta e buona lettura!!

Mirtilla


(Marianna Di Bella)

martedì 13 novembre 2018

Recensione: "Tra i segreti di Villa Aurelia" - Brunella Giovannini

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Titolo: "Tra i segreti di Villa Aurelia"

Autrice: Brunella Giovannini

Editore: Edizioni Leucotea



Incastonata tra le montagne dell'Alto Adige c'è una piccola e ridente cittadina. Qui vive Diana, la nostra protagonista, il suo palazzo si trova vicino al bosco e un senso di pace e tranquillità aleggia nell'aria, ma qualcosa la inquieta nel profondo. Una strana sensazione si è impossessata di lei e non sa bene da cosa possa dipendere. Un brutto presagio o sono solo cattivi pensieri?
La donna, originaria di Reggio Emilia, vive in Alto Adige da sei anni insieme ai suoi due figli: Cesare e Aurora. Il loro trasferimento, purtroppo, è stato doloroso e forzato da eventi inaspettati e pericolosi per la loro incolumità. La 'ndrangheta ha ucciso il marito di Diana e i suoi suoceri. Un attentato che ha colpito al cuore di questa famiglia, stravolgendone la vita e costringendoli a fuggire e vivere sotto copertura, lontana da qualsiasi contatto e conforto familiare.
Nel romanzo, Diana inizia a ripercorrere il proprio passato, da quando giovane insegnante lascia Reggio Emilia per andare a lavorare in Calabria, innamorandosi e sposandosi con Gaetano, il figlio del farmacista. Purtroppo la vita le giocherà un brutto scherzo, ritrovandosi vedova in giovane età e con due bambini piccoli da crescere e proteggere.
Tra un ricordo e l'altro, Brunella Giovannini ci svela una storia intensa, intrigante e misteriosa, perché tra le pagine del libro si cela, tra le altre cose, un mistero da svelare, legato a un vecchio baule e alcuni oggetti antichi. Per saperne di più non dovrete far altro che proseguire nella lettura, lasciandovi avvolgere dalla delicatezza narrativa dell'autrice che con sensibilità, eleganza e tatto riesce a raccontare tematiche serie e attuali, come ad es.: lo smaltimento illegale dei rifiuti, gli attentati, il terremoto,la vita sotto copertura ecc. passando da un avvenimento all'altro con delicatezza e attenzione. La sua scrittura è fluida, le parole sono semplici, dirette ed eleganti che sanno colpire al cuore del lettore, facendolo riflettere su alcune tematiche ma, soprattutto, sugli intrecci della vita.

...il tempo non è altro che una oscillazione infinita di cicli, grandi onde di energia che palpitano nell'universo, capaci durante il loro percorso, di creare un ponte tra passato e futuro.”

È sempre un piacere leggere un libro di Brunella Giovannini, perché riesce a trasmettere serenità anche quando narra di avvenimenti intensi e dolorosi, regalando al lettore momenti di grande emozione e profonda riflessione. Questo è il secondo libro che leggo dell'autrice e anche questa volta è riuscita a catturarmi con il suo stile sereno e coinvolgente. La bellezza dei suoi romanzi è dato da quel filo di speranza che unisce i personaggi, la storia e le pagine del libro.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)



Copia omaggio fornita da Brunella Giovannini

giovedì 8 novembre 2018

Le Recensioni di Mirtilla: "Il ladro di sogni e altre storie" - Fabio Cruccu

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Titolo: "Il ladro di sogni e altre storie"

Autore: Fabio Cruccu

Editore: Bookabook



Ogni notte, un piccolo ladro si aggira tra i lettini dei bambini per rubare i loro sogni. Aiutato da un ragnetto meccanico, cattura i sogni e li imprigiona in un'ampolla per un obiettivo ben preciso. Un obiettivo che scoprirete seguendo il nostro protagonista tra le pagine di questo libro. Una piccola passeggiata che vi farà scoprire dieci racconti divertenti e fantastici, creati da Fabio Cruccu.
Il testo si compone di dieci racconti brevi dedicati a grandi e piccini. Dieci racconti che narrano di altrettanti mondi diversi, abitati da personaggi stravaganti, divertenti e bizzarri. Dieci racconti che magicamente attireranno il lettore tra le sue pagine, facendogli vivere avventure fantastiche, emozionanti e indimenticabili.
Le storie sono belle, istruttive e guidano i bambini verso la comprensione di alcuni temi importanti come ad es.: l'amore, l'amicizia, la speranza, l'importanza del riciclo, la forza dei legami familiari, l'adozione, la lotta contro i prepotenti e la discriminazione ecc.

Nel mondo non esiste mai nulla di assolutamente inutile...”

La scrittura è fluida e i racconti, seppur brevi, riescono ad essere completi ed equilibrati. Non annoiano i piccoli lettori, al contrario, mantengono sempre desta la loro attenzione con avvenimenti particolari, piccoli colpi di scena e azioni che danno movimento e vitalità alle storie.
I personaggi sono vari, divertenti, emozionanti e rappresentano diversi paesi nel mondo. Un modo per avvicinare ancora di più i bambini all'Altro, scoprendo attraverso la curiosità e il gioco, altri paesi, nazioni e culture.

Spesso quello che non conosciamo ci spaventa...”

Fabio Cruccu ha scritto un piccolo gioiellino da leggere e custodire. Attraverso la lettura e la fantasia aiuta i bambini a riflettere e comprendere alcune tematiche importanti e, al tempo stesso, dona agli adulti gli strumenti per affrontarli al meglio.
Questi dieci racconti rallegreranno le serate dei nostri bimbi e allieteranno i nostri cuori, regalandoci quella magia che solo le storie per bambini sanno donarci, riportando il sorriso sulle labbra e nei cuori.
Buona lettura e attenti al piccolo ladro di sogni!


Mirtilla


(Marianna Di Bella)


Copia omaggio fornita da Bookabook

martedì 6 novembre 2018

Recensione: "Gli eredi della Terra" - Giulia Ottoni

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Titolo: "Gli eredi della Terra"

Autrice: Giulia Ottoni

Editore: Gruppo Albatros Il Filo





Quanto è difficile essere se stessi?
Quanto è difficile accettare la propria natura?
Tanto, se si vive in una società che ci vuole tutti uguali e omologati, dove il diverso è visto come un'anomalia, un problema. Accettarsi diventa complicato e difficile, perché ciò che viene evidenziato sono solo i nostri difetti e non gli innumerevoli pregi che ci vedono unici e inimitabili. Ci sentiamo inadeguati agli altri, alla società che ci circonda e a noi stessi, così, iniziamo una battaglia interiore, una lotta estenuante in cui giorno dopo giorno, perdiamo parte della nostra anima e della nostra unicità.

...erano questi gli attimi in cui ognuno di noi forma la propria persona, decidendo così anche del proprio futuro.”

Cosa avviene, invece, quando, si vive in un'epoca passata in cui tutto ciò che non è conosciuto e noto, è visto e additato come manifestazione del demonio e quindi va eliminato in maniera definitiva? Accade che interviene l'Inquisizione che, nelle epoche passate, aveva il compito di: “...epurare il mondo da qualsiasi contaminazione blasfema e abominevole...”, in modo particolare, andava eliminato tutto ciò che riguardava la stregoneria e la magia.
In questo romanzo, le creature magiche sono in pericolo, costrette a nascondersi, celando la propria identità.
Lodovico e Titania, i nostri protagonisti, stanno cercando disperatamente di accettare la propria natura di creatura magica, evitando l'Inquisizione. Lui è un mago e lei una fata. Vivono in paesi e nazioni lontane, ma sono accomunati dalla necessità di trovare e accettare se stessi difendendo la propria magia.
Avete riconosciuto i nomi? Sì? Bravi, sono proprio loro, due dei creatori del pianeta Benux, conosciuti nel libro “La figlia della leggenda”. Nel romanzo abbiamo conosciuto i loro discendenti e parte della loro storia, mentre in questo prequel, conosceremo la loro storia e il loro passato.
Lodovico gira per i paesi del Nord Europa insieme al cugino Axel, unico superstite della sua famiglia. I due ragazzi non sono ancora pienamente consapevoli della loro forza magica, di se stessi e della propria identità.

(...) Non dovrete più sentirvi fuori posto o timorosi di nascondere ciò che siete. Voi siete dei maghi, avete sulle spalle un grosso potere e anche grandi responsabilità; ma, malgrado tutto, voglio che capiate che questo nostro essere non va nascosto. Dovete conoscervi, dovete comprendere come usare le vostre potenzialità, ampliare la mente e innalzarvi agli esseri superiori quali siete.
(…)
Avete il diritto di vivere senza paura.”


Titania, invece, ci porta a conoscere un lato della sua vita, in un'epoca in cui le donne non avevano diritti, solo doveri. Non poteva intervenire nelle decisioni degli uomini, rimettendosi al loro volere e alle loro decisioni. Non poteva esprimere liberamente il suo pensiero o le sue idee.

Avrei tanto voluto nascere uomo, fare parte di quel gruppo attivo di persone che avevano l'opportunità di decidere della propria vita, combattere per i propri ideali ed avere una voce nella comunità.”

Quando scopre di essere una fata, si riappropria della sua identità, non solo magica ma anche di donna, padrona di se stessa e del proprio destino.

Sapevo, però, che ora le cose per me erano cambiate con la Trasformazione: non ero più una semplice donna in mezzo alle tante, imbavagliate dal giogo degli uomini. Potevo essere in qualche modo libera di essere ciò che ero, ossia una fata.”

Come si incontreranno i due protagonisti, come si evolveranno le cose e come nascerà il pianeta Benux lo lascerò scoprire a voi lettori, affidandovi alle parole di Giulia Ottoni. Parole intense, profonde e mature. In questo prequel, la sua scrittura è maturata, regalando descrizioni più dettagliate, attente ai particolari e alle emozioni dei protagonisti. Le sue descrizioni trasportano il lettore all'interno del romanzo, facendogli vivere appieno le paure e i molteplici dubbi che attanagliano i protagonisti del libro.
Nuovi personaggi si avvicenderanno all'interno della storia, due in particolare attireranno l'attenzione del lettore: Axel e Aaron. Due ragazzi diversi caratterialmente, ma accomunati dall'amore profondo per la propria famiglia. Due ragazzi la cui sola presenza catturerà l'attenzione del lettore, diventando ben presto i beniamini della storia.
I personaggi sono ben costruiti e la loro struttura psicologica è più matura e complessa.
Devo essere sincera, avevo dei dubbi nell'affrontare questo prequel, perché parte della storia di Lodovico e Titania era già stato svelato nel primo romanzo, quindi avevo timore di leggere qualcosa di già noto e annoiarmi durante la lettura. Invece, Giulia Ottoni mi ha piacevolmente stupita con una trama che non mi aspettavo, descrivendo avvenimenti importanti e toccando punti e situazioni che non solo approfondiscono la storia, ma la rendono intensa e coinvolgente.

Ma il destino irrompe nelle vite di tutti con una prepotenza inarrestabile, scaraventando via qualsiasi tentativo di normalità che ci si era imposta e mettendoci davanti ad una delle scelte più difficili della vita: decidere ed accettare le conseguenze del futuro.”

Accettazione di sé, destino e amore sono i fili che uniscono i personaggi e creano una trama bella e profonda.

Amore per se stessi e per la propria anima magica.
Amore per la vita.
Amore in ogni sfaccettatura.
Semplicemente...amore.
Buona lettura!



(Marianna Di Bella) 



Prodotto fornito da Gruppo Albatros Il Filo