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venerdì 30 novembre 2018

Recensione: "Gente del Sud" - Raffaello Mastrolonardo

libro, recensione, saga familiare, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, storia italiana
Titolo: "Gente del Sud"
Autore: Raffaello Mastrolonardo
Editore: TRE60


 

Esistono luoghi a cui siamo profondamente legati. Luoghi che ci rappresentano, custodi dei momenti più belli e intensi che abbiamo vissuto. Sono città, paesi, case, appartamenti etc. da cui spesso scappiamo perché sentiamo la nostra identità soffocare, tra regole morali e sociali che non sentiamo più come nostre. Cerchiamo affermazione, indipendenza, identità. Vogliamo allontanarci per diventare finalmente quello che sentiamo di dover essere: noi stessi. Partiamo. Pieni di speranza e fiducia, poniamo le basi della nostra nuova esistenza. Viviamo, felici di ciò che stiamo realizzando, inconsapevoli che prima o poi inizieremo a sentire un piccolo richiamo. Una voce esile ma decisa che diventerà ogni giorno sempre più forte e insistente: il richiamo delle nostre radici.
Torniamo, così, nei luoghi da cui siamo andati via. Ci guardiamo intorno, osservando con molta attenzione ciò che ci circonda, ed è allora che comprendiamo di essere finalmente a casa...di essere finalmente completi.
Per essere noi stessi non serve fuggire, cambiare città o casa, ma affrontare, comprendere e accettare il proprio passato e le proprie radici, perché solo così possiamo capire chi siamo e costruire il nostro futuro.

“Il passato resterà sempre qui ad aspettarti."
(citazione tratta dal testo)


Raffaello Parlante torna a Balsignano, in Puglia, per il funerale dello zio Nello, a cui era profondamente legato. L'uomo gironzola per la casa, osservando tutto con particolare attenzione. Ogni angolo, mobile e stanza gli ricorda il periodo della sua infanzia, vissuta tra la casa degli zii e quella dei nonni. I ricordi si rincorrono velocemente tra una stanza e l'altra, fino a quando il suo sguardo non si posa su un oggetto particolare: il vecchio album di famiglia.

“Mi balzò agli occhi, era sempre stato lì, dimenticato, dove nessuno ne se curava più da anni: un volume di pelle nera con i bordi definiti da una greca continua, l'album di famiglia, muto custode d'un passato che reclamava i suoi diritti.
Ora si mostrava a me.
Lo sollevai, era massiccio, impolverato. Iniziai a sfogliarlo."
(citazione tratta dal testo)


Raffaello sfoglia l'album e il romanzo prende vita, corpo e anima.
La storia inizia nel 1895 a Napoli, durante una nuova epidemia di colera. Il medico Romualdo Parlante ha scoperto dei nuovi focolai dell'epidemia e corre disperatamente tra i vicoli della città per raggiungere la sua dimora e mettere in salvo la sua famiglia. L'uomo obbliga la moglie Palma, incinta del quarto figlio, a partire immediatamente per la Puglia e tornare a Balsignano, il loro paese natio. Il ritorno a casa della donna e dei suoi tre figli, segna l'inizio di una lunga saga familiare.
Protagonista indiscussa del romanzo è la famiglia Parlante e i suoi tantissimi componenti. La storia si sofferma soprattutto su Cipriano, ultimogenito di Romualdo. L'uomo è leale, testardo, coraggioso, onesto, determinato, responsabile verso la famiglia e gli altri, qualità che lo aiuteranno a emergere, portando avanti le attività familiari e ad ottenere quel riscatto sociale e personale che tutti o quasi i suoi parenti hanno fortemente cercato, in modo particolare il nonno Bastiano, capostipite della famiglia Parlante.

“(...) Rappresentava tutto ciò che non aveva potuto o voluto essere.”
(citazione tratta dal testo)

“Gente del Sud” è un romanzo forte, intenso, emozionante e ammaliante. L'inizio è intimo e riservato e il lettore ha come la sensazione di doversi muovere in punta di piedi, rispettando il lutto e il momento privato di Raffaello, ma appena questi apre l'album di fotografie e il romanzo ha inizio, allora la narrazione cambia, diventa più incisiva e il lettore è letteralmente catapultato in un'altra epoca e in un'altra realtà sociale.
Il testo afferra il lettore e non lo lascia più, ammaliandolo con una narrazione scorrevole, avvincente e mai scontata. L'unione tra avvenimenti storici e vita dei protagonisti è perfetta, fluida, chiara, senza risultare pedante, al contrario è interessante e coinvolgente. In sole settecento pagine si ripercorrono cento anni di storia italiana, ricordando le mire colonialistiche nel Nord Africa, l'ascesa del fascismo, le due guerre mondiali, le difficile situazione dei lavoratori, in modo particolare dei braccianti agricoli, il boom economico, gli scontri sociali. La situazione di povertà, le emigrazioni, la vita sociale, le difficili condizioni delle donne, i matrimoni combinati ecc.

“La vita, come la giornata, iniziava presto e, di solito, non andava oltre i quarant'anni."
(citazione tratta dal testo)

Personalmente ho trovato molto bella e coinvolgente la parte dedicata alla prima guerra mondiale. Attraverso l'esperienza e gli stati d'animo di Cipriano, viviamo direttamente quella sensazione di rassegnazione e logoramento che milioni di soldati hanno subito e vissuto in trincea. Uomini spezzati da una lunga e interminabile attesa, dove il futuro non esiste e la morte è l'unica consolazione a una guerra fatta di attacchi, ritirate, attese per la conquista di pochi metri.
Migliaia di giovani vite spezzate in una guerra logorante e disumana.

“Qualcosa sarebbe accaduto di lì a breve e tutti stavano sospesi nel nulla a contare i minuti che non passavano, consapevoli che avrebbero potuto essere gli ultimi della loro vita. Non pensavano a ciò che stava per accadere, il futuro non esisteva: pensavano a casa, alle loro terre lontane, alle madri, alle moglie, ad amori perduti, al sudore della fatica sotto il sole cocente d'agosto, al veleno che avevano sputato per sfamare i figli e che pareva loro un Paradiso perduto rispetto a quell'inferno.
L'attesa. Nulla era più logorante dell'attesa. Qualcuno scriveva un'ultima lettera con la grafia stentata da seconda elementare, qualcuno per dare un ultimo addio, altri per continuare a mentire su quella vita e non far soffrire i propri cari più di quanto la lontananza e il tempo già non facessero. Qualcuno si era fatto scrivere un breve messaggio e lo stava ricopiando, vocale dopo consonante, parola dopo parola, come meglio poteva, volendo farlo arrivare a casa dalle sue mani ignoranti.”
(citazione tratta dal testo)


Il testo ci ricorda che il destino tesse la trama delle nostre vite regalandoci momenti di felicità e serenità, accompagnati spesso da risvolti negativi e dolorosi. Nella vita tutto ha un corrispettivo, nulla ci viene regalato e occorre lottare per ottenere diritti, riconoscimenti, per cambiare la società e noi stessi.

“La vita, il destino tracciano trame complesse che il più delle volte si risolvono in vicende inaspettate.”
(citazione tratta dal testo)

Raffaello Mastrolonardo ha ripercorso parte della sua storia familiare, modificando e unendo i due rami familiari, dando vita a un romanzo meraviglioso, intenso e potente.
Un romanzo pieno di vita e amore. Amore per la famiglia, per la vita, per la terra, per se stessi ecc.
Un romanzo che evidenzia la possibilità di scegliere la propria vita.
Un romanzo dove si respira la forza, il coraggio, la testardaggine di una famiglia e di un paese fiero, orgoglioso e meraviglioso.
Un romanzo che vi consiglio di leggere.
Buona lettura.


(Marianna Di Bella)


martedì 27 febbraio 2018

Recensione: "Le stagioni di Laura" - Giuse Boni



Titolo: 
"Le stagioni di Laura"

Autrice:
Giuse Boni

Editore:
Casa Editrice Kimerik



Noi rappresentiamo la nostra famiglia. Siamo una diramazione delle loro radici, che continua ad esistere e andare avanti nel mondo, portando con noi i loro ricordi, il loro passato, le loro scelte. Quelle radici che spesso dimentichiamo di avere e da cui ci allontaniamo, perché vogliamo contraddistinguerci ed essere diversi, unici e speciali.
Fino a quando non ci rendiamo conto che per essere veramente noi stessi e capire chi siamo, dobbiamo voltarci indietro e osservare il passato, che inevitabilmente influenza le nostre scelte, il nostro carattere, il nostro essere.
Possiamo capire il presente solo se ci impegniamo a comprendere il passato e per capire la storia e la vita di Laura, non possiamo far altro che tornare indietro nel tempo e conoscere la sua famiglia d'origine. Una famiglia che ha segnato profondamente la vita della protagonista e del romanzo stesso.
Laura vive a Genova, ha due figli ed è sposata ad un uomo insoddisfatto di sé, della sua vita lavorativa e familiare. Un uomo irrequieto sentimentalmente e lavorativamente, tanto da portarlo a viaggiare spesso per lavoro, portando con sé la moglie e i figli, facendo conoscere loro altri paesi, altre culture e realtà sociali ecc.
Ma Laura è sensibile, orgogliosa, ha un forte senso della giustizia, ma è insoddisfatta, disillusa, malinconica e smarrita. La sua esistenza non è proprio come la desiderava, i sogni si sono infranti di fronte alla realtà della vita. Da piccola ha risentito della mancanza di affetto, coccole e tenerezze che la madre le ha negato, influenzando in questo modo la sua figura di donna.

“Ma cosa leggi nei miei occhi, di me, della mia vita, chi sono e non quello che sembro, vedi il mare dei miei desideri, l'oceano nel quale mi piacerebbe vivere, libero da costrizioni, scevro di tutte le imposizioni sociali e morali nelle quali sono imprigionata?”

Per questo dobbiamo fare un salto indietro nel tempo e scoprire le sue radici, strettamente legate a quelle della famiglia Cossu, di origine sarda, costretta a emigrare a Genova per problemi economici e...da qui il romanzo inzia e prende vita.
Una saga familiare che ha il sapore dei racconti dei nonni, di storie lontane, fantastiche, storie di altre epoche. Amori, malattie, sofferenze, emigrazione, lavori, matrimoni sono gli ingredienti che, sapientemente mescolati, ci regalano un romanzo bello, intenso e delicato.
Pagina dopo pagina, l'autrice ci presenta tutti i componenti della famiglia Cossu, evidenziando le diverse personalità e l'evolversi della loro vita. Attraverso la narrazione semplice e delicata, ci permette di entrare in punta di piedi all'interno della famiglia e sentirci parte di essa, vivendo con emozione tutti gli avvenimenti che si susseguono via via negli anni.
Spesso la voce narrante cambia durante lo sviluppo della storia e questo confonde il lettore, perché non sempre riesce a individuare colui che sta parlando. Personalmente avrei dato delle indicazioni storiografiche precise, in modo da inserire la trama nel giusto contesto storico, per comprendere meglio la mentalità dell'epoca e dei rapporti familiari che si snodano nel romanzo.
Tutto ciò non toglie nulla all'intensità della storia, quindi prendete il libro, sedetevi e trovate una posizione comoda e poi perdetevi tra i ricordi della famiglia Cossu.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)