giovedì 7 maggio 2026

Recensione: "La custode dei libri perduti" - Kelly Rimmer

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Titolo: La custode dei libri perduti

Titolo Originale: The Story Keeper

Autrice: Kelly Rimmer

Editore: Newton Compton Editori




La storia non resta sempre confinata al passato.”

(citazione tratta da libro)


Arriva un momento nella vita in cui si avverte la necessità di fare chiarezza con se stessi, con gli altri e, soprattutto, con il proprio passato.

Si ha bisogno di tornare indietro a eventi o storie che hanno segnato la nostra esistenza, non solo per tentare di porre rimedio ad eventuali sbagli, ma anche per comprendere meglio se stessi e, in alcuni casi, per svelare una verità troppo a lungo celata.

Ci sono storie che non si possono tenere segrete per troppo tempo.

Devono emergere...devono essere conosciute...devono raccontare una verità che forse, non sarebbe poi così sbagliato conoscere.

Una verità ed un passato che si celano tra le pagine di questo misterioso romanzo e premono per venire fuori ed essere conosciuti da noi lettori e dai personaggi del libro.

Prima di svelarli, però, occorre conoscere almeno parte della trama, altrimenti potrebbero nascere malintesi e incomprensioni. Quindi, abbiate ancora un pochino di pazienza e preparatevi ad un salto temporale e ad un viaggio letterario che ci condurranno indietro di circa sedici anni e precisamente in Australia.

Pronti? Bene.

Si parte.


Maggio 2010.

Siamo in Australia, precisamente a Forbes, una piccola e sperduta località nello Stato del Nuovo Galles del Sud.

Fuori dal centro cittadino, si trova la nostra destinazione: Wurimbirra, un'antica dimora in stile vittoriano.

La casa è disabitata da anni, per questo le sue condizioni sono un pochino precarie, infatti, è tutta rovinata e infestata da erbacce e ragnatele. Gli abitanti di Forbes sono convinti che su Wurimbirra vi sia un'aura negativa accompagnata da rumori inquietanti, strane presenze e fantasmi che si aggirano tra le stanze della casa.

È vero o sono solo storie inventate per donare alla villa un'aura di mistero?

Fiona Winslow, la nostra protagonista, nega la presenza di qualsiasi fantasma o altra creatura misteriosa. Infatti, dopo quasi trent'anni, torna a vivere a Wurimbirra, la casa che l'ha vista crescere e vivere i più begli anni della sua infanzia.

La donna è una nota architetta, ha due figlie e sta attraversando un difficile e pesante divorzio.

Tornare a Wurimbirra, le sembra l'occasione giusta, non solo per tornare nella casa della sua infanzia ma, soprattutto, per riprendere in mano la sua vita, ritrovare se stessa e capire cosa fare del suo futuro.

Forse adesso che sono a casa posso elaborare tutto, sentire fino in fondo la forza della mia rabbia e della mia frustrazione e, magari, un giorno, riuscire a farci pace.”

(citazione tratta dal libro)

Fiona ha sempre desiderato poter restaurare Wurimbirra, così, senza pensarci troppo compra la casa dello zio Tad, un famoso scrittore morto dieci anni prima, e con impegno, pazienza e perseveranza inizia a pulire, riordinare e ristrutturare la casa. Il lavoro è più complicato di quello che si aspettava, ma Fiona è decisa a dare nuova vita alla dimora e, mentre è intenta a ripulire trova, tra i documenti dello zio, un libro pubblicato da una scrittrice sconosciuta: La tenuta di mezzanotte di Charity Wilkie.

Fiona è curiosa, apre il libro, inizia a leggerlo e in pochissimo tempo viene catturata dalla trama e dai personaggi che vi sono custoditi. Una storia che la cattura al punto da suggestionarla e...mi spiace, non andrò oltre altrimenti vi toglierei il piacere di conoscere non una, ma bensì due storie. Due storie che celano un segreto e un mistero da svelare.

“La custode dei libri perduti” è un romanzo coinvolgente, interessante e con alcuni passaggi misteriosi e suggestivi.

L'inizio della lettura non è particolarmente semplice e fluida perché gli eventi da narrare sono tanti e posizionati su spazi temporali diversi, infatti si muovono tra il passato e il presente della protagonista che, per farsi conoscere da noi lettori, deve necessariamente spiegare la sua vita e quella di alcuni abitanti della casa. L'autrice, inoltre, inserisce all'interno della trama, un ulteriore storia con altrettanti personaggi che possono sviare e confondere il lettore, perché il numero dei personaggi cresce e con esso anche gli eventi da conoscere e comprendere. Se poi a tutto questo aggiungiamo anche degli elementi misteriosi e apparentemente sovrannaturali, ecco che la confusione aumenta ancora di più perché, almeno per quanto mi riguarda, ho avuto difficoltà a collocare il genere del romanzo. Però, è altrettanto vero che, superati i primi capitoli e compreso il meccanismo narrativo, la trama diventa più interessante, coinvolgente e riflessiva perché svela delle tematiche attuali e importanti. Tematiche come ad esempio, la violenza di genere, la violenza psicologica, le difficoltà nei rapporti familiari e di coppia, la crisi di una separazione, l'identità, la verità etc. Argomenti importanti che vengono trattati in maniera delicata senza mai eccedere nelle descrizioni e nel linguaggio.

L'autrice, però, affronta anche un altro argomento importante e su cui ruota tutto il romanzo: l'importanza di conoscere e affrontare la verità e il passato.

È importante conoscerli o è meglio celarli se questo vuol dire rischiare di fare del male a qualcuno a cui vogliamo bene? È importante renderli noti anche se la paura del passato e di cosa possa provocare è paralizzante al punto da non riuscire a vedere vie d'uscita o un probabile benessere? Queste sono solo alcune delle domande che si pongono i personaggi e, automaticamente, anche noi lettori. Domande a cui ognuno di noi darà una risposta coerente in base ai propri valori, princìpi e modalità di pensiero. Io non mi addentrerò oltre perché è giusto che siate voi a farvi un'idea della storia e a dare un vostro giudizio.

Posso consigliarvi la lettura. Posso dirvi cosa ho apprezzato e cosa mi ha reso la lettura difficile. Il resto sta a voi...perché voi dovrete entrare a Wurimbirra e conoscere la storia di Fiona e degli altri personaggi. Personaggi che non vi ho presentato perché, non solo sono tanti, ma sono anche interessanti, ben costruiti, con una storia personale intrigante e aspettano solamente che voi apriate il libro per presentarsi personalmente e prendere vita.

Esistono davvero i fantasmi? Cosa si cela realmente tra le mura della casa e le pagine del libro? Quale mistero l'avvolge?

A voi il piacere di leggere, indagare e capire.

Buona lettura.



Marianna Di Bella


(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia dell'ebook.

mercoledì 29 aprile 2026

Recensione: "L'istitutrice di Birkhall Manor" - Fiammetta Murino Rossi

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Titolo: L'istitutrice di Birkhall Manor

Autrice: Fiammetta Murino Rossi

Editore: Morellini 




Dentro di noi celiamo una moltitudine di emozioni, sensazioni, paure e segreti che spesso non riusciamo ad esternare. Viviamo con il costante timore di essere giudicati, incompresi, derisi e respinti per ciò che pensiamo e sentiamo, così ci chiudiamo sempre di più in noi stessi, costruendo intorno alla nostra anima una gabbia solida, apparentemente inespugnabile, dove diventiamo, al tempo stesso, vittime e carcerieri di noi stessi. Una gabbia che ci isola sempre di più dal mondo esterno. Una gabbia entro cui riversiamo tutte le nostre paure, frustrazioni, rimpianti e rimorsi per ciò che abbiamo vissuto e per ciò che ci stiamo lasciando sfuggire. Rimorsi che, se non affrontati e accettati, possono, non solo minare la fiducia in noi stessi, ma corrodere ogni emozione, sentimento e istante di vita.

Il rimorso aleggia in ogni pagina di questo romanzo e negli animi di alcuni personaggi che, durante la storia, dovranno imparare a fronteggiare e accettare, per riuscire a evadere da quella gabbia che li tiene prigionieri. Ma, per comprendere appieno la trama e il passato di ogni personaggio, occorre conoscere bene la loro storia personale e per farlo nel modo corretto dobbiamo fare un piccolo viaggio letterario tornando indietro nel tempo.

Pronti? Si parte.

Siamo in Gran Bretagna, nel 1864, nella contea di Lancashire, più precisamente nel villaggio di Road Hill. Lo so, vorreste visitare il posto, ma non è il momento adatto, perché la nostra destinazione finale è poco lontano dal paese. Dobbiamo camminare ancora un po' e raggiungere una grande e signorile dimora: Birkhall Manor.

La tenuta è grande, elegante e si respira un'aria misteriosa e cupa. Alcune voci affermano che, nella serra, si aggiri il fantasma di una donna, morta in un tragico incidente che ha segnato il destino e le vite dei residenti della dimora.

La storia è vera oppure sono solo pettegolezzi? Esiste realmente un fantasma?

È ancora troppo presto per dirlo, però non dobbiamo lasciarci influenzare e affascinare da queste voci e dall'atmosfera gotica, perché dobbiamo mantenere desta la nostra attenzione per poter seguire le vicende e i passi della nostra protagonista: Elizabeth Seville.

Elizabeth è una donna intelligente, paziente ed è un'attenta osservatrice.


C'è un intero mondo da osservare e se lo sa cogliere saprai chi mente e chi no.”

(citazione tratta dal testo)


Ha imparato nel tempo a dominare la sua rabbia. Una rabbia legata a un evento accaduto nel passato che ha segnato profondamente la sua vita e il suo carattere.

Cosa è accaduto?

Non posso dire nulla perché spetta ad Elizabeth decidere quando e come raccontare la sua storia. Per ora limitiamoci a conoscerla e ad accompagnarla al suo primo giorno di lavoro a Birkhall Manor. La donna, infatti, deve prestare servizio come istitutrice di Tiffany Parker, la nipote di Lady Westbur. Tiffany è una ragazzina paralizzata e traumatizzata dalla morte dei suoi genitori. Inoltre ha diversi problemi caratteriali e comportamentali accompagnati da crisi isteriche, di rabbia, catatoniche etc.

La situazione non è facile per Elizabeth che, non solo deve scontrarsi con il difficile carattere di Tiffany, ma deve anche contrastare la continua e dispotica interferenza da parte di Felicia Beaufort, la dama di compagnia della bambina, che controlla e gestisce tutto in maniera autoritaria e invadente.

Il lavoro non è facile ma, la nostra protagonista, non è una sprovveduta ed è pronta ad accettare l'incarico anche se questo potrebbe far emergere qualcosa di misterioso e oscuro, qualcosa che potrebbe cambiare le sorti e il futuro di alcuni personaggi.

Quali? Come? Cosa? Perché?

Purtroppo non posso dire altro, perché la storia deve essere svelata con calma e una buona dose di attenzione. Dovrete essere voi, insieme ad Elizabeth, a sollevare il velo di mistero che si è posato su Birkhall Manor.

L'unica cosa che posso fare è darvi il mio modesto parere e dirvi cosa ne penso di questo romanzo.

La lettura è piacevole, fluida e avvincente. Sin dalle prime pagine mi sono ritrovata completamente immersa nella trama e nell'atmosfera misteriosa che aleggia su Birkhall Manor.

Fiammetta Murino Rossi, l'autrice, ha uno stile coinvolgente e mai pedante, infatti riesce a mantenere sempre desta l'attenzione del lettore. Personalmente ho apprezzato molto le descrizioni riguardanti il contesto storico, ambientale e il lato introspettivo della protagonista, una giovane donna intelligente, arguta e piena di sfaccettature. Elizabeth è una donna vera e imperfetta che non si nasconde dietro il suo passato, non usa i suoi sbagli come giustificazione ai comportamenti che hanno segnato la sua esistenza. Ha attraversato momenti di grande dolore e sofferenza; si è lasciata avvolgere dalla rabbia ma lentamente e, grazie a un aiuto esterno, è riuscita a riemergere dalla voragine in cui era caduta.

Ha scelto la vita.

Ha scelto se stessa.

Cambiano le epoche, i contesti storici ma la difficoltà a mantenere il sottile e precario equilibrio tra accettazione di sé, del proprio passato e degli sbagli è sempre presente, seppur con sfumature diverse.

I personaggi sono tutti ben costruiti ma, devo essere sincera, per uno di essi ho provato una forte antipatia e insofferenza. Felicia Beaufort è, non solo antipatica, ma disturbante, insopportabile, falsa; un personaggio che ho fatto fatica a tollerare e leggere. Se l'obiettivo dell'autrice era di renderla così odiosa allora devo dire che ci è riuscita perfettamente.

“Birkhall Manor” è un romanzo coinvolgente con delle sfumature misteriose e gotiche che rendono la lettura avvincente. Un romanzo che vi consiglio di leggere e scoprire.


Sii una persona nuova e non guardarti più indietro.”

(citazione tratta dal testo)


Tutti commettiamo degli sbagli e conviviamo con un passato che, in alcuni casi, vorremmo dimenticare, ma ciò che ci contraddistingue è come conviviamo e reagiamo a tutto questo. Non tutti, purtroppo, imparano dai propri sbagli, al contrario si lasciano influenzare al punto da cambiare in maniera negativa, lasciandosi sopraffare dalla rabbia e da un rancore che li porta a cercare vendetta compiendo cattiverie e misfatti. Si smette di lottare per il bene e per se stessi. Si sceglie la parte sbagliata della propria storia.

Voi, invece, da che parte della storia volete essere?

Buona lettura.



Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio l'Autrice per la copia del libro

venerdì 20 marzo 2026

Recensione: "Sguardi" - Olga Rita Rovai

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Titolo: Sguardi

Autrice: Olga Rita Rovai

Editore: Giovane Holden Edizioni





Dal silenzio

ho sgranato

parole

con la poesia

le ho raccolte.

(Olga Rita Rovai)


Pensieri. Emozioni. Parole.

Abitano dentro di noi e parlano...urlano...sussurrano alla nostra anima. Chiedono di essere ascoltate, accolte. Alcune chiedono di essere custodite e riposte in un angolo del nostro essere, altre, invece, premono per uscire e comunicare con l'esterno.

Premono per prendere forma, così, le posiamo su fogli bianchi e loro prendono vita.

Frasi.

Racconti.

Romanzi.

Diari.

Poesie.

Forme espressive diverse accomunate dalla voglia di comunicare e dare voce al proprio essere. In questa silloge, la poetessa Olga Rita Rovai, ci accompagna all'interno di poesie che descrivono con delicatezza, eleganza e sensibilità la vita che ci circonda. Ci ricorda, inoltre, quanto sia importante posare lo sguardo sul nostro Io più profondo, facendo emergere la nostra parte emotiva, delicata ma, anche l'amore, la paura, la vita quotidiana etc.


Un tocco

un sussurro

un custodire

una vicinanza

una testa accolta

una bocca allentata

una lettera d'amore alla fragilità.

Una crepa nell'ego.


Gocce di caramello

il liquido caldo che si espande.

("La Tenerezza" - Olga Rita Rovai)



Ogni poesia, presente in questo libro, rappresenta un frammento di vita che riporta alla luce ricordi, nostalgie, ma anche riflessioni sulla vita e su tematiche importanti. Tematiche, come ad esempio, la guerra, l'utilizzo dei social, l'amore, la misericordia etc. che, esposte in forma poetica, toccano nel profondo l'animo umano inducendolo a riflettere sulla vita, la società, sull'Altro e su se stesso.


Ti ho vista in ospedale

stamani mattina

ti ho riconosciuta

dallo sguardo

inclinato all'indulgenza


eri con un padre, una madre

un figlio, un vecchio


riempivi uno spazio

ricco di rughe e di mistero

denso di compassione

morbido di amore


avevi la curva

di chi frequenta abbracci

e semina pazienza

agivi la pietà

e ti prendevi cura.

("La Misericordia" - Olga Rita Rovai)


“Sguardi” è una raccolta di poesie che, come abbiamo visto affronta diverse tematiche, ma è anche il mezzo attraverso cui imparare ad ascoltare ciò che ci circonda, in particolare, il silenzio e l'amore. Un amore ricco di sfaccettature, misericordioso, tenero.

L'amore che cura la nostra anima e che tutti, prima o poi, siamo destinati a sentire e vivere.

L'amore per la propria madre di cui si conoscono e riconoscono in noi i gesti, i pensieri che si amalgamo in un unico essere.

...

Vivo ogni giorno

con una te in me

da amare e combattere

di te sono impastata.”

(estratto della poesia “Mamma” - Olga Rita Rovai)


“Sguardi” è una raccolta poetica che ho apprezzato molto. Alcune poesie le ho sentite mie, il loro messaggio mi ha toccato profondamente e mi sono ritrovata nello stato d'animo descritto e vissuto. Altre, al contrario, non hanno avuto lo stesso impatto emotivo, ma comunicano, comunque, una profondità di pensiero e tematiche su cui occorre riflettere, perché il loro messaggio ci pone di fronte all'anima dell'Altro.

Guardare e sentire l'Altro è importante, perché ci aiuta, non solo a comprendere le diversità, ma soprattutto, ad ed entrare in empatia con il suo essere e la sua vita.

Ci aiuta a crescere e a vedere il mondo in maniera diversa.

Ci aiuta a non cadere nell'aridità emotiva e a comprendere meglio noi stessi.


L'amore non si parla

lo avverti

intimamente dentro

è una piega gentile

dell'animo

bussa alle porte del cuore

dischiude la fiducia

promuove la passione

ed agisce nel contesto.


L'amore è cura

l'amore è adesso.


Quando non sei abitato dall'amore

quando per qualche ragione

gli hai dato lo sfratto

puoi solo metterti in affitto.

("Abitare l'amore" - Olga Rita Rovai)


Lasciatevi avvolgere e cullare dalle poesie di Olga Rita Rovai.

Buona lettura.


Marianna Di Bella


(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro

martedì 17 marzo 2026

Recensione: "Poesie per una donna" - Brice Grudina

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Titolo: Poesie per una donna

Autore: Brice Grudina

Editore: Giovane Holden Edizioni




La vita ti sottopone a delle prove

per testare la tua forza.

Più andrai avanti col tempo

e più difficile sarà la prova,

ma più forte sarà la tua armatura.

Non temere la solitudine,

il tuo rifugio, il caos, il tuo pensiero,

sarà un passo necessario.

Limitati a coloro che ti amano davvero,

per quello che tu sei e per quello in cui tu credi:

ti applaudiranno quando un giorno

avrai vinto le tue lotte.

E ricordati, dovrai a loro non la spada,

ma la tua armatura.”


(“L'armatura” – Brice Grudina)


Negli ultimi sei anni la poesia è diventata il mio rifugio, il posto dove nascondermi per lenire il dolore profondo e lacerante che ha segnato, in maniera indelebile, la mia anima.

La poesia mi ha aiutata a guarire, a vedere il mondo e me stessa in modo diverso.

Ho ritrovato la mia essenza tra i versi poetici.

Ho ritrovato me stessa.

Quando ho iniziato a leggere “Poesie per una donna” di Brice Grudina, non sapevo quale viaggio poetico mi aspettasse. Ho aperto il libro e, poesia dopo poesia, mi sono ritrovata all'interno di un'anima sensibile, delicata, intensa ed empatica.


Poesie semplici. Delicate.

Poesie che arrivano dritte al cuore, svelandoci parte dell'anima dell'autore. Un'anima che parla alle nostre emozioni, permettendoci di rispecchiarci in esse e sentirle nostre.

Attraverso i suoi versi, non solo entriamo in contatto con una parte profonda di noi stessi, ma ritroviamo ciò che alcuni di noi tengono celato in un angolo della propria anima: delicatezza e comprensione dell'altro e di se stessi. Solo attraverso l'ascolto, l'attenzione, l'empatia possiamo tornare a comprendere e a prenderci cura di noi stessi e degli altri.

Cura ed empatia, infatti, sono le parole che meglio descrivono le poesie di Brice Grudina.

Il poeta dà voce ai silenzi, al tempo, all'amore. Fa emergere i sospiri, le emozioni, i sentimenti, la memoria ma anche la sofferenza, le urla di dolore e le cicatrici che segnano i volti e i corpi di molte donne.


Per tuo orgoglio

il mio trucco si sciolse

e divenne un gran livido

nella terra senza vita

dove un tempo di amavo”


(“Per tuo orgoglio” - Brice Grudina)


“Poesie per una donna” è una raccolta poetica che celebra la donna.

È un inno, una carezza, una denuncia.

Un canto che celebra la figura femminile, sia essa donna, madre, figlia, amica, vittima di femminicidio.

Donne reali.

Immaginate.

Sconosciute.

Donne uniche che abitano questo mondo con coraggio e determinazione, perennemente in lotta per affermare se stesse.


Ad ogni metro mi voltavo da lei

lei stava in piedi

agitava la mano

sempre più forte

e mi guardava

col timore

della sua ultima volta

del suo ultimo addio

consapevole

delle sue infinite lotte

delle sue mille battaglie

delle sue immense sofferenze

della mutabilità del nostro destino...”


(estratto da “Amore ma (E)terno” - Brice Grudina)


Personalmente ho apprezzato molto questa raccolta poetica. È vero, alcune poesie comunicano più di altre, ma questo è soggettivo, ed è legato più che altro al nostro vissuto e alla nostra sfera emotiva.

Posso però affermare in tutta sincerità che sarà difficile non trovare una poesia che non riesca a toccare le corde della nostra anima e a comunicare con la parte più profonda del nostro essere, perché sono versi che rappresentano il nostro vivere e sentire l'amore, noi stessi e l'Altro.


Ricerca l'inchiostro

dentro una pagina stropicciata,

vale molto di più

di mille fogli puliti e stesi sul bianco.


Ritroverai l'essenza,

il piacere dell'Altro.


Ti accorgerai che in fondo,

dentro a un cosmo celeste,

tu seguirai sempre e solo una stella.”


(“Essenza” - Brice Grudina)


Tornerò sicuramente a immergermi tra i versi di Brice Grudina, perché sono convinta che ci sia ancora altro da scoprire e comprendere.


Lasciatevi avvolgere dai suoi versi e...buona lettura



Marianna Di Bella




(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro

mercoledì 18 febbraio 2026

Recensione: "Non è vero che in campagna c'è silenzio" - Martina Salvai

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Titolo: Non è vero che in campagna c'è silenzio

Autrice: Martina Salvai

Editore: Golem Edizioni



Buongiorno!

È passato moltissimo tempo dalla pubblicazione dell'ultima recensione. Un tempo scandito da profonde riflessioni e da problemi di salute che hanno rallentato e poi bloccato la mia presenza qui sul blog. Uno spazio che per me rappresenta un angolo di pace e tranquillità in cui rifugiarmi, ma non questa volta e non in questa particolare situazione. Comunque, voltiamo pagina e veniamo al consueto appuntamento con la recensione del giorno, o come preferisco definirla: “la mia personale opinione”.

Prima di parlarvi di questo nuovo libro, però, devo premettere che, proprio a causa della mia situazione personale ho deciso di non accettare collaborazioni, se non per alcune eccezioni e in maniera sporadica. Quando l'autrice di questo romanzo mi ha contattata per una collaborazione, mi sono presa del tempo per leggere con calma e attenzione la mail e la trama del libro per avere un quadro completo e, il connubio amore per le investigazioni e una trama interessante, mi hanno convinta ad accettare.

Volete un piccolo anticipo?

Certo, vi aiuto volentieri, ma prima dobbiamo trasferirci in Campania, precisamente a Torre del Greco, una cittadina distante circa mezz'ora da Napoli.

È il 16 maggio 2022 e quella che sembra una normale mattina, si rivela, invece, un caso per la polizia locale perché nella pineta viene ritrovato il corpo senza vita di un uomo.

Chi è? Cosa gli è accaduto?

È difficile riuscire a sapere qualcosa perché i poliziotti sono intenti a circoscrivere la zona, reperire indizi e non rilasciano informazioni a noi “lettori curiosi”. Dobbiamo trovare, quindi, un'altra fonte e....un momento...eccola lì. La vedete la giovane donna che sta parlando con il poliziotto? Bene, perché lei è la protagonista del romanzo e la guida che ci condurrà all'interno di un mistero intricato e profondamente riflessivo.

Amanda Sifri è una scrittrice freelance e collabora con i giornali locali che le affidano articoli di cronaca e recensioni. Vive nel quartiere dove è stato ritrovato il cadavere, insieme al suo amico Pietro e ai due cani dai nomi particolari e divertenti: Ade e Scabbia.

La ragazza è intraprendente, riflessiva e pensa che occuparsi costantemente di cronaca l'abbia fatta diventare insensibile, invadente e pronta a fare qualsiasi cosa per un'esclusiva. Quindi non c'è da meravigliarsi se in questo momento sta cercando di parlare con la polizia, dopotutto, non capita tutti i giorni di ritrovarsi davanti casa un omicidio e un articolo pronto per diventare uno scoop.

Amanda conosce l'identità dell'uomo perché vive nel quartiere a poche case di distanza, in una villa che condivide con la madre malata di Alzheimer.

L'uomo è Leonardo Pardi, un noto avvocato di circa sessant'anni.

Perché qualcuno l'ha pugnalato, lasciandolo nella pineta? Cosa è accaduto?

È ciò che si domanda Amanda che inizia ad indagare, collaborando, inizialmente, con la poliziotta Mara Mennella.

Domanda dopo domanda, articolo dopo articolo ecco che la storia prende forma, catapultandoci all'interno di un'indagine e un romanzo intriganti e coinvolgenti.

Non posso svelarvi nulla riguardo l'identità dell'assassino, non sarebbe corretto nei vostri riguardi, però posso dirvi che, personalmente, ho apprezzato molto questo testo.

Iniziare la lettura di un libro, solitamente, rappresenta un viaggio verso l'ignoto, dove le uniche cose certe sono la data d'inizio, il nome dell'autore, il titolo, il numero delle pagine; informazioni che non ci aiutano a prevedere cosa e chi incontreremo durante la lettura; ma non sarà questo a fermarci, perché la curiosità e il piacere della scoperta saranno il motore che ci spingeranno a leggere e immergerci nella storia.

Quando ho iniziato la lettura di questo romanzo, sapevo di dover investigare insieme alla protagonista della storia, ciò che non mi aspettavo è che in poche pagine mi sarei ritrovata catapultata all'interno di una trama intrigante ma anche profondamente riflessiva. Ciò che coinvolge maggiormente non è tanto la costruzione dell'indagine, quanto: le tematiche affrontate, la personalità di Amanda e la sua capacità di analisi dell'animo umano che la porta ad avere uno sguardo e un esame profondo di se stessa e delle persone che la circondano.

Martina Salvai ha scritto un romanzo che non si ferma alle apparenze e a una semplice indagine, ma va oltre la superficie, sollevando il velo di ipocrisia dietro cui si copre il finto perbenismo, affrontando tematiche attuali e importanti come ad esempio: la violenza sulle donne, lo sfruttamento, la manipolazione dell'altro, le dinamiche di possesso e controllo, l'affermazione di sé e della propria identità.

L'autrice affronta ed elabora queste tematiche con sensibilità, intelligenza ed obiettività, evitando di cadere nella trappola della stereotipizzazione dei personaggi e degli argomenti.

La sua scrittura è coinvolgente, diretta e introspettiva, in particolare per quanto riguarda la tematica dell'identità, dell'accettazione di sé che passa attraverso la comprensione, la conoscenza, il rispetto e l'ascolto di se stessi.

Conoscere e rispettare se stessi, vuol dire crescere e non aver timore di scegliere e dimostrare chi si è e chi si ama.

Ma l'amore non basta a ricominciare se sei stata costretta a una scelta dilaniante per sopravvivere.”

(citazione tratta dal libro)

L'autrice ci prende per mano e ci guida all'interno di tematiche profondamente riflessive e lo fa attraverso un'indagine che vede come protagonista una donna intraprendente, che ha imparato, durante l'infanzia, a tenere a bada i suoi desideri e ad accontentare gli altri, e oggi deve imparare ad ascoltare meglio se stessa.

Il personaggio di Amanda è ben costruito, in particolare la parte psicologica. È vera e non nasconde i suoi difetti che, in questo caso, diventano un punto di forza. È difficile non affezionarsi a lei e al suo passato. Un passato che impariamo a conoscere grazie a un espediente narrativo utilizzato dall'autrice, inserendolo tra un capitolo e un altro. In questo modo veniamo a conoscenza della sua infanzia e del suo rapporto strano e burrascoso con il padre, una figura che, sospetto debba ancora rivelare tanto di sé.

Forse in un altro romanzo e in una seconda avventura con Amanda Sifri e le sue indagini?

Non lo so, personalmente mi auguro di sì, perché sono convinta che la donna abbia ancora molto da dire e svelare.

In attesa di saperne di più, vi invito a leggere il libro e scoprire l'assassino di Leonardo Pardi.



Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio l'Autrice per la copia dell'ebook