Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post

venerdì 20 marzo 2026

Recensione: "Sguardi" - Olga Rita Rovai

raccolta poetica, sguardi, poesie, recensione, libri il nostro angolo di paradiso, mdb

Titolo: Sguardi

Autrice: Olga Rita Rovai

Editore: Giovane Holden Edizioni





Dal silenzio

ho sgranato

parole

con la poesia

le ho raccolte.

(Olga Rita Rovai)


Pensieri. Emozioni. Parole.

Abitano dentro di noi e parlano...urlano...sussurrano alla nostra anima. Chiedono di essere ascoltate, accolte. Alcune chiedono di essere custodite e riposte in un angolo del nostro essere, altre, invece, premono per uscire e comunicare con l'esterno.

Premono per prendere forma, così, le posiamo su fogli bianchi e loro prendono vita.

Frasi.

Racconti.

Romanzi.

Diari.

Poesie.

Forme espressive diverse accomunate dalla voglia di comunicare e dare voce al proprio essere. In questa silloge, la poetessa Olga Rita Rovai, ci accompagna all'interno di poesie che descrivono con delicatezza, eleganza e sensibilità la vita che ci circonda. Ci ricorda, inoltre, quanto sia importante posare lo sguardo sul nostro Io più profondo, facendo emergere la nostra parte emotiva, delicata ma, anche l'amore, la paura, la vita quotidiana etc.


Un tocco

un sussurro

un custodire

una vicinanza

una testa accolta

una bocca allentata

una lettera d'amore alla fragilità.

Una crepa nell'ego.


Gocce di caramello

il liquido caldo che si espande.

("La Tenerezza" - Olga Rita Rovai)



Ogni poesia, presente in questo libro, rappresenta un frammento di vita che riporta alla luce ricordi, nostalgie, ma anche riflessioni sulla vita e su tematiche importanti. Tematiche, come ad esempio, la guerra, l'utilizzo dei social, l'amore, la misericordia etc. che, esposte in forma poetica, toccano nel profondo l'animo umano inducendolo a riflettere sulla vita, la società, sull'Altro e su se stesso.


Ti ho vista in ospedale

stamani mattina

ti ho riconosciuta

dallo sguardo

inclinato all'indulgenza


eri con un padre, una madre

un figlio, un vecchio


riempivi uno spazio

ricco di rughe e di mistero

denso di compassione

morbido di amore


avevi la curva

di chi frequenta abbracci

e semina pazienza

agivi la pietà

e ti prendevi cura.

("La Misericordia" - Olga Rita Rovai)


“Sguardi” è una raccolta di poesie che, come abbiamo visto affronta diverse tematiche, ma è anche il mezzo attraverso cui imparare ad ascoltare ciò che ci circonda, in particolare, il silenzio e l'amore. Un amore ricco di sfaccettature, misericordioso, tenero.

L'amore che cura la nostra anima e che tutti, prima o poi, siamo destinati a sentire e vivere.

L'amore per la propria madre di cui si conoscono e riconoscono in noi i gesti, i pensieri che si amalgamo in un unico essere.

“...

Vivo ogni giorno

con una te in me

da amare e combattere

di te sono impastata.”

(estratto della poesia “Mamma” - Olga Rita Rovai)


“Sguardi” è una raccolta poetica che ho apprezzato molto. Alcune poesie le ho sentite mie, il loro messaggio mi ha toccato profondamente e mi sono ritrovata nello stato d'animo descritto e vissuto. Altre, al contrario, non hanno avuto lo stesso impatto emotivo, ma comunicano, comunque, una profondità di pensiero e tematiche su cui occorre riflettere, perché il loro messaggio ci pone di fronte all'anima dell'Altro.

Guardare e sentire l'Altro è importante, perché ci aiuta, non solo a comprendere le diversità, ma soprattutto, ad ed entrare in empatia con il suo essere e la sua vita.

Ci aiuta a crescere e a vedere il mondo in maniera diversa.

Ci aiuta a non cadere nell'aridità emotiva e a comprendere meglio noi stessi.


L'amore non si parla

lo avverti

intimamente dentro

è una piega gentile

dell'animo

bussa alle porte del cuore

dischiude la fiducia

promuove la passione

ed agisce nel contesto.


L'amore è cura

l'amore è adesso.


Quando non sei abitato dall'amore

quando per qualche ragione

gli hai dato lo sfratto

puoi solo metterti in affitto.

("Abitare l'amore" - Olga Rita Rovai)


Lasciatevi avvolgere e cullare dalle poesie di Olga Rita Rovai.

Buona lettura.


Marianna Di Bella


(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro

mercoledì 12 febbraio 2025

Recensione: "Incudini & Farfalle" - Marco Petruzzella

incudini e farfalle, recensione, raccolta poetica, poesia, libri il nostro angolo di paradiso, mdb

Titolo: Incudini & Farfalle

Autore: Marco Petruzzella

Editore: Edizioni La Gru





COSA ACCADE


Cosa accade alla mia Poesia?


Quando la scrivo

la seguo nascosto

Come celato seguo mia figlia


Cosa provate leggendola?

Cosa vi accade guardandola?

Percepite il parapiglia?


Son geloso ma la cedo

son curioso dell'effetto


Cambio una parola

aggiungo un respiro

mi astengo e attendo.




Marco Petruzzella, con questo testo poetico, si rivolge direttamente a noi lettori chiedendoci cosa accade alla sua Poesia una volta letta, cosa percepiamo, cosa sentiamo quando le sue parole si allontanano dalla pagina scritta per entrare in contatto con il nostro essere.

Semplicemente, le prendiamo in prestito per un po', le leggiamo e con calma ci immergiamo nelle parole e nei versi, assorbendo sensazioni, emozioni e messaggi che la nostra anima legge e percepisce in un certo modo, quello che corrisponde meglio a noi stessi e al nostro modo di sentire e vivere quel particolare momento della nostra esistenza. O almeno, è così che io vivo e interagisco con la Poesia. Seguo il mio stato d'animo e mi lascio cullare dalle parole, permettendo loro di toccare la mia anima.

Non ho le competenze critiche e letterarie per analizzare e giudicare un testo poetico, ho solamente la mia sensibilità e la mia opinione personale con le quali mi avvicino alla poesia lasciandomi trascinare dalle emozioni che provo, ed è così che mi sono avvicinata alla raccolta poetica di Marco Petruzzella.

Premetto che, prima di iniziare la lettura, non ho voluto leggere la sinossi o altre informazioni per non farmi influenzare da altre opinioni. Ho sfogliato il libro e ho lasciato che i versi mi parlassero.



“Guardo vite facili;

manco me la ricordo

la vita facile.


Perbacco sì, invece.

È dissolta. Direi.

….”


(estratto della poesia “Vite facili”)



I versi di Marco Petruzzella sono interessanti, particolari, delicati e ironici. L'autore utilizza spesso l'ironia per affrontare tematiche importanti e ostiche, come ad esempio il dolore, la morte, i migranti, le condizioni lavorative etc. Drammi che conosciamo molto bene perché, direttamente o indirettamente, segnano le nostre vite e quella della nostra società. Si consumano tra le pareti delle nostre case o in mare aperto. In un cantiere di lavoro o lontano da noi. Drammi che scatenano le più profonde paure e angosce e che spesso arrivano ai limiti del grottesco e, per narrarle e vederle occorre utilizzare l'ironia, l'unica in grado di interagire in maniera diretta con l'Altro e colpirlo nella parte più delicata e indifesa: la sua anima.

La vita stessa è un continuo scontro, o un passo a due, tra dramma e ironia.

Marco Petruzzella ha utilizzato questa dicotomia per esprimere meglio ciò che vede e percepisce nella sua vita e in quella degli altri. La sua, però, è un'ironia accompagnata dalla delicatezza delle parole che non supera mai i confini della volgarità, del pietismo.


“....

Appare prigioniera

la voce mai gridata

Attaccata alle mano che scivola,

al gommone che trema

Anch'essa inadeguata

e stupida

e amorosa.

...”


(estratto della poesia “Cicale”)



In alcune poesie si respira la disperazione dell'infrangersi dei sogni.

Si respira il dolore, il lavoro, il futuro, la quotidianità.

Si respira la vita.

Personalmente, alcune poesie le ho sentite istantaneamente, perché sono riuscite a far vibrare quella parte della mia anima più sensibile e delicata, altre, sinceramente, ho fatto più fatica ad entrarvi dentro. Le ho rilette con più attenzione, non perché fossero incomprensibili o poco piacevoli, ma perché si accordano più all'autore e al suo vissuto che al mio. Spesso quando leggo una poesia cerco di leggere e ritrovare anche me stessa, qualcosa che risponda a me e al mio essere e quando non lo trovo ecco che emerge l'autore e allora la lettura procede per scambi e interscambi che accrescono la mia visione dell'Altro e della sua anima. È questo che mi piace nella poesia, trovare tutto o niente. Trovare me o altro. Trovare anche ciò che non mi aspetto. E questa raccolta ha risposto pienamente alle mie aspettative, regalandomi momenti di profonda riflessione.


DOPO


“Avremo scarpe sporche di Uranio

vestiti logori e visi in frantumi

tra particelle e metalli pesanti

conserveremo guardinghi acqua e sole.”


Sono del parere che la Poesia vada letta e riletta, per questo motivo tornerò a immergermi di nuovo in questa raccolta e sono sicura che il mio sguardo sarà diverso dalla prima lettura.

Buona Poesia.



Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio l'Autore per la copia dell'ebook



giovedì 27 giugno 2024

Recensione: "Canti della gratitudine" - Franco Arminio

canti della gratitudine, raccolta di poesie, libro, poesie, recensione, libri il nostro angolo di paradiso
Titolo: Canti della Gratitudine

Autore: Franco Arminio

Editore: Bompiani




Guarda nel fondo della tua voragine,

solo tu puoi farlo,

altri al massimo possono

girare sull'orlo.

Tra le infinite guerre in corso

c'è anche la tua con te stesso,

ci sono le gioie che vanno via così presto

e c'è questo cielo stasera senza luce.

Stringi la mano a chi è nel fondo

della sua voragine.

(Franco Arminio)






A volte bastano pochi, semplici ma intesi versi per riconoscersi, per trovare risposte ai mille dubbi che ci opprimono. Versi in grado di farci sentire compresi, coccolati, accettati e, leggere questa poesia è stato come ritrovarmi dopo tanto tempo.

Quando sono particolarmente triste, giù di morale, oppure ho qualche problema e i mille pensieri girano vorticosamente nella mia testa, senza mai arrestarsi, dandomi quel senso di indecisione e insicurezza, mi rifugio nella poesia. Trovo conforto e sollievo nei versi dei poeti che riescono a descrivere magnificamente lo stato d'animo che vivo e percepisco. La poesia è la medicina alla mia sofferenza, è il balsamo per le mie ferite, è un riparo per la mia anima.

Tempo fa ero in libreria per cercare una raccolta di poesie. Di solito mi lascio ispirare dai versi o dall'istinto, ma questa volta no, non riuscivo a trovare nulla che mi comunicasse qualcosa. Mi giro per andare via quando il mio sguardo si ferma su questo libro. Lo sfoglio per curiosità e la prima pagina su cui mi fermo contiene la poesia che avete letto all'inizio di questo post.

Amore alla prima lettura...no, forse sarebbe meglio dire, “riconoscersi alla prima lettura”.

È lui, il libro di poesie che stavo cercando; la mia anima lo riconosce immediatamente. Lo acquisto e lo leggo subito.

Il poeta Franco Arminio è riuscito, con questa raccolta, a sfiorare la mia sensibilità e la mia anima con delicatezza e profondità attraverso dei versi che fanno riflettere su molte questioni. Una tra tutte: la gratitudine.

Oggi, purtroppo, si tende a dare per scontato tutto: la vita, la quotidianità, gli altri e persino se stessi. Ci si concentra prevalentemente su ciò che non abbiamo e vorremmo possedere, perdendo di vista la bellezza di tutto ciò che ci circonda. Franco Arminio, invece, ci ricorda, in questo testo, quanto sia importante riappropriarsi della sentimento della gratitudine, del piacere delle piccole cose, come ad esempio guardare un tramonto, organizzare le cene con gli amici, ricevere un abbraccio. Piccoli gesti che arricchiscono la nostra anima, riscoprendo la bellezza, la meraviglia, la gioia di essere e sentirsi vivi.

Il poeta ci ricorda quanto tutto questo sia importante, non solamente per noi stessi ma, soprattutto, verso gli Altri. Perché aiutare, sostenere e gioire dell'altrui felicità, ci apre al mondo esterno entrando in empatia con tutto ciò che ci circonda, ricongiungendoci con la nostra umanità.

È semplice? No. Non è facile, ma sappiamo che tutto inizia da un primo piccolo passo, anche sbagliando, ma del resto lo stesso poeta ha impiegato anni per arrivare a queste riflessioni, anni in cui ha affrontato i suoi dubbi, le sue inquietudini, in un profondo e intenso dialogo con se stesso.

In questo dialogo, Franco Arminio ha portato in evidenza la sua anima, i suoi pensieri e alcune tematiche che ritroviamo spesso nelle sue raccolte di poesie. Ad esempio, la difficoltà ad amare e essere amati, il rapporto genitoriale, l'angoscia della morte, lo spopolamento dei paesi etc. e secondo lui, la riposta a tutto questo è la gratitudine che apre a se stessi e agli altri, al senso di comunità, di fratellanza, una lotta contro l'indifferenza della società e del mondo in generale.

Il libro raccoglie molte poesie intense e profonde che sanno parlare al cuore e all'anima di ognuno di noi. Io l'ho amato molto e in alcune poesie ho ritrovato la parte di me che avevo messo in disparte in un angolo della mia anima. Ad ogni verso mi sono sentita coccolata, abbracciata e capita, cosa non facile di questi tempi.

Sicuramente rileggerò spesso questo testo, su alcune poesie mi soffermerò di più, in altre entrerò in punta di piedi tra i loro versi, e soprattutto mi fermerò a riflettere e ascoltare me stessa, perché solo così posso ascoltare in maniera più adeguata gli altri, più di quanto abbia fatto finora.

Buona lettura.



Marianna Di Bella

sabato 28 aprile 2018

Recensione: "Lo scrittore eterno muore ogni quarto d'ora" - Diego Cocco


libro, poesia, recensione, mdb, libri il nostro angolo di paradiso
Titolo: "Lo scrittore eterno muore ogni quarto d'ora"
Autore: Diego Cocco
Editore: Edizioni Amande


Diego Cocco è tornato con un nuovo ed interessante libro. Un testo in grado di toccare le corde della nostra anima, regalandoci pensieri profondi e verità dolorose.
Il libro ci catapulta in un momento particolarmente difficile della vita del protagonista, impegnato a scrivere la sua prossima opera. E mentre cerca di scrivere e trovare l'ispirazione, i suoi pensieri prendono forma e vita adagiandosi tra le pagine di questo libro.
La vita quotidiana che lo circonda, diventa la materia prima delle sue riflessioni. Le sue considerazioni sono intense, profonde e per certi versi dolorose, perchè ci mettono di fronte ai problemi e ai paradossi della società odierna.

“Ci hanno imbottiti di regole
e stiamo soffocando.”
(citazione tratta dal testo)

In questa nuova opera, l'autore ha saputo coniugare poesia e prosa, donandoci un testo originale e profondo. Affrontando temi importanti, come ad esempio, il coraggio di vivere e di dire sempre ciò che ci pensa, la maledizione della verità e della realtà, la banalità nella vita e nella scrittura etc.

“...alcuni ragazzi ci danno dentro con la tastiera ogni
notte
per mantenere viva la fiamma
e non essere sepolti
e non marcire del tutto nella banalità...”
(citazione tratta dal testo)


Diego Cocco riesce con la sua scruttura graffiante a toccare la nostra anima, lasciandoci ogni volta spaesati e con la certezza che quelle parole e quelle frasi torneranno a colpirci nello stomaco, facendoci riflettere su alcune verità, più o meno celate e condivisibili.
Non abbiate paura e lasciatevi coinvolgere dal testo e dalla sua scrittura poetica e incisiva. Lasciatevi avvolgere dalle sue verità e dalle sue riflessioni.
Perdetevi tra le sue pagine, tra le sue parole e...buona lettura!!


(Marianna Di Bella)

venerdì 13 aprile 2018

Recensione: "Poesia e breve excursus sull'uomo" - Giuseppe Palumbo


recensione, libri il nostro angolo di paradiso, mdb, poesie
Titolo: Poesia e breve excursos sull'uomo
Autore: Giuseppe Palumbo
Editore: Casa Editrice Kimerik




Uomo.
Natura.
Relazioni.
Rapporto con la natura e con l'uomo
Abbondanza.
Scarsità.

Questo non è un semplice elenco, bensì sono alcuni dei temi che si rincorrono e si affrontano, all'interno di questo piccolo testo poetico.
Un libro che racchiude al suo interno, non solamente poesie dedicate alla Natura, ai suoi colori, agli elementi atmosferici che rendono questo mondo meraviglioso. Ma sono accompagnate e precedute, da una breve e semplificata indagine sull'uomo e il suo comportamento nei confronti di un altro essere umano.
Giuseppe Palumbo, dichiara:

“Credo che l'uomo che si esprime poeticamente sia lo stesso di sempre, che il modo di vivere sociale e l'evoluzione culturale non abbiano modificato nel tempo il modo di sentire, di percepire ed esprimere nella loro essenzialità le emozioni vissute nella Natura a cui spontaneamente si relaziona ché quegli aspetti di fatto non interferiscono..”


Ma afferma, altresì, che gli stessi aspetti, sono determinati dal comportamento dell'uomo verso l'uomo e...non posso e non voglio svelarvi ulteriori informazioni sull'indagine svolta dall'autore. Questo piccolo accenno, sarà l'inizio del vostro cammino per scoprire un'indagine e uno studio incisivo, breve e intrigante. Regalandovi un'interessante chiave di lettura sociale, culturale, economica della società contemporanea, spiegandovi l'evoluzione dall'uomo primitivo ad oggi.
Uno studio che non solo aiuta ad avere una visione ampliata e profonda, ma accompagna il lettore, verso la seconda parte del testo, che contiene le poesie. Qui, la Natura esce prepotentemente da ogni pagina, ammaliando e catturando il lettore con i colori, le descrizioni e le sensazioni che solo lei è in grado di regalare.
Un libro che vi consiglio di scoprire e leggere, soprattutto, se amate testi diversi, particolari e profondamente riflessivi.
Buona lettura!!


(Marianna Di Bella)

martedì 27 marzo 2018

Recensione: "Roma in rima" - Loredana Aureli

libro, poesie, mdb, recensione, roma, città eterna, stornelli romani, libri il nostro angolo di paradiso
Titolo: Roma in rima
Autrice: Loredana Aureli
Editore: Youcanprint Self-Publishing




È difficile riuscire a conoscere e comprendere l'anima di una città, se non si è residenti e non si è nati nella cittadina. Non è sufficiente visitarla per pochi giorni seguendo itinerari turistici, visitando monumenti, chiese, musei, per comprendere la sua profondità culturale, sociale, storica ecc.
Conoscere intensamente una città, vuol dire perdersi tra le sue strade osservando tutto con attenzione e imparzialità. Assaggiare i piatti tipici, conoscere i pregi e i difetti che la contraddistinguono, conoscere i suoi abitanti, il dialetto e soprattutto la storia cittadina.
Conoscere l'anima di una città, vuol dire non fermarsi mai alla superficialità delle cose, ma andare oltre per scoprire un luogo intenso e profondo.
Oggi conosceremo una città meravigliosa, culla della civiltà e capitale italiana: Roma.
Loredana Aureli, sarà la nostra guida, il nostro cicerone, colei che ci prenderà per mano e ci guiderà tra i vicoli e l'anima della città eterna.
Le sue poesie sono mappe che ci aiutano a muoverci e districarci tra i vicoli, il traffico, le buche e le innumerevoli contraddizioni che accompagnano la capitale e i suoi abitanti. Poesie che hanno il sapore e il ricordo nostalgico degli stornelli romani che con musicalità e poeticità ci raccontano di tempi passati, di storie antiche e di personaggi unici e inimitabili.
Loredana Aureli non nasconde nulla della città eterna, ne racconta la bellezza e la bruttezza, le disparità sociali, le problematiche urbane, il rapporto simbiotico del popolo romano con la sua storia e il suo passato glorioso.
Roma è una città che accoglie e abbraccia tutti, anche chi la tratta male e tenta di rovinare la sua bellezza. Una città magica, meravigliosa, ironica, sarcastica e in continua crescita e evoluzione.
Una città che sa essere contemporaneamente una mamma severa ma anche una donna bellissima, elegante e superba.

“...Donna elegante, frivola ma vera
Madre austera, a vorte severa
A noi fiji hai donato'a tua ricchezza
A tutti i posteri 'a tua bellezza...”
(citazione tratta dal testo)

Una città che vi invito a conoscere e scoprire soprattutto attraverso le poesie di Loredana Aureli, che sono delle dolcissime dichiarazioni d'amore.

“Io te leggo Roma mia, te leggo e me'nnamoro
Te guardo, te vedo, te sento e perfino te odoro...”
(citazione tratta dal testo)

Trovate il vostro angoletto romano, osservate ciò che accade intorno a voi, guardate tutto con meraviglia e stupore e poi aprite il libro e seguite le rime baciate di queste poesie meravigliose.
Innamoretevi del libro...innamoratevi delle poesie...innamoratevi di Roma...innamoratevi!!
Buona lettura!!!


(Marianna Di Bella)

venerdì 23 marzo 2018

Recensione: "C'era un volta...Il Bosco Incantato" - Eleonora Grimaccia

libro, filastrocche, recensione, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, poesia, libro per bambini

  Titolo: "C'era una volta...Il Bosco Incantato"
Autrice: Eleonora Grimaccia





C’era una volta, anzi c’è ancora, un posto magico e meraviglioso. Un luogo dove gli alberi crescono forti e rigogliosi, le casette sono colorate e a forma di fiore e un lungo, lunghissimo fiume si snoda e scorre placido e tranquillo. Qui regna la pace, l’armonia, la serenità e gli animali che vi abitano, vivono ogni giorno magiche avventure.
Volete sapere come si chiama?
Presto detto…Il Bosco Incantato.
Dove si trova?
Nessuno lo sa con precisione, ma esiste una formula magica per poterlo visitare e per realizzarla occorrono pochi ed essenziali ingredienti:

  • una decina di risate contagiose;
  • un sacchetto di spirito d’avventura;
  • una bottiglia di stupore e meraviglia;
  • un pizzico di follia;
  • una manciata di allegria;
  • due o tre cucchiai di simpatia e tanta tanta fantasia.

Mescolate il tutto, chiudete gli occhi, respirate profondamente e pensate a una cosa che vi rende felici e voilà eccovi arrivati nel Bosco Incantato.
Oggi non sarete soli, avrete al vostro fianco una guida di inestimabile valore. Una ragazza che conosce molto bene il bosco e tutti gli animali che vi abitano. Eccola laggiù, seduta sotto un maestoso albero, è completamene assorta a scrivere sul suo quaderno colorato.
Cosa sta scrivendo?
Le filastrocche che compongono questo dolcissimo e meraviglioso libro.
Lei è Eleonora Grimaccia e grazie alla sua sensibilità, delicatezza e tanta fantasia ha deciso di donare ai bambini e agli adulti, questo piccolo gioiellino da leggere e custodire.
L’autrice ha creato delle allegre filastrocche, facili da ricordare e amare. Filastrocche apparentemente semplici, che custodiscono al loro interno insegnamenti di grande valore. Attraverso il racconto delle avventure degli animaletti del bosco, i bambini possono confrontarsi con le proprie paure e insicurezze e capire, attraverso il gioco, che non devono temere di sbagliare, di essere giudicati o derisi. Le filastrocche incoraggiano i bambini a non arrendersi, a inseguire i propri sogni e soprattutto a ricordare che al loro fianco avranno sempre degli alleati importanti, pronti a sostenerli, proteggerli e amarli: la famiglia e gli amici.
L’autrice con poche e semplici parole, riesce ad arrivare dritta alla questione, riuscendo a toccare il cuore dei bambini, perché sappiamo benissimo che loro non hanno bisogno di tanti giri di parole per esprimere ciò che sentono. Sono diretti, concisi e veri, mentre noi adulti ci nascondiamo dietro paroloni, per evitare di mostrare debolezze, emozioni e sentimenti. Questo libro, quindi, è dedicato anche a quegli adulti che dimenticano cosa vuol dire lasciarsi andare al divertimento, alle nuove scoperte, a guardare le cose con meraviglia e stupore e a realizzare i propri sogni anche quando la vita rema contro.
Prendete il libro e leggetelo insieme ai vostri bambini, lasciatevi guidare dalla fantasia verso il meraviglioso mondo del Bosco Incantato, realizzate il più bel tuffo in coppia con Mandy l’ippopotamo, saltate sulla palla rossa e navigate il fiume, salite sulla barchetta di carta ed esplorate nuove terre e orizzonti. Cercate il camaleonte postino, chissà che non abbia per voi una lettera o un invito per qualche festa nel bosco.
Avventuratevi nel bosco e in voi stessi, sfidate le vostre paure e inseguite i vostri sogni.
Buona lettura!!!



(Marianna Di Bella)

giovedì 15 febbraio 2018

Recensione: "Chicchi di melograno" - Giovanna Cetola


chicchi di melograno, poesie, recensione, libro
Titolo: Chicchi di melograno
Autrice: Giovanna Cetola
Editore: Casa Editrice Kimerik




Prendete una copia del libro e scegliete un luogo che vi ispiri serenità. Un posto che amate e dove vi sentite al sicuro, in pace e tranquillità. Bene, ora sedetevi e prima di iniziare la lettura chiudete gli occhi e respirate profondamente, buttate via tutti i pensieri negativi, i problemi familiari, scolastici o lavorativi. Rilassatevi e ascoltate ciò che vi circonda, fatevi abbracciare e cullare dai suoni intorno a voi. Ascoltate voi stessi, i vostri sogni, la vostra anima.
Ora riaprite gli occhi e guardatevi intorno, fermate con lo sguardo tutte le cose meravigliose che vedete. Il cielo limpido, gli alberi, i fiori, i bambini che giocano gioiosi e pieni di vita. Osservate tutto, riempite i vostri occhi di meraviglia e poi prendete il libro, apritelo e immergetevi nei versi di Giovanna Cetola.
Ogni poesia è un viaggio nell'anima di una donna sensibile e delicata. Un viaggio tra ricordi dolorosi che lasciano segni indelebili e incidono sulla visione del mondo, sul carattere e sul cammino di vita intrapreso. Un cammino che non è sempre lineare e tranquillo, al contrario, come spesso accade, ci si imbatte in curve improvvise, ostacoli, stanchezza, disorientamento, imprevisti e pericoli a cui far fronte. La meraviglia del viaggio e della vita è proprio questo, affrontare le cose e riscoprire se stessi, i propri limiti e la propria forza.

“Nulla deve andare perso nella viaggio della vita...
tutto diventa un pezzettino di te...
non ci sono fermate vuote d'anima...
tutto fortifica e ci rende vivi.
Anche la teatralità di un attimo...
quindi che lo spettacolo continui.”

(tratto dal testo)

Si cammina ammirando ciò che ci circonda, respirando a pieni polmoni ogni sensazione ed emozione che sentiamo e viviamo. Raccogliamo e custodiamo ricordi che rendono la nostra anima e la nostra vita più bella e intensa.
Camminiamo e viviamo.
Camminiamo e scopriamo tutto questo attraverso le dolci e delicate poesie di Giovanna Cetola.
Una donna dall'anima gitana, sempre in movimento nel cercare se stessa, l'amore, la vita.

“...Come una gitana ballo su questa vita
che non smette di regalarti sogni
se non perdi la fantasia di sognare
con gli occhi di un bambino,
anche ora che una piccola paura tocca il cuore
ma non lo smuove.”

(tratto dal testo)

Le sue poesie sono libere da ogni vincolo di struttura, di metrica e da regole imposte. Sono poesie libere di esprimere i propri pensieri, sentimenti, emozioni seguendo il ritmo del proprio cuore e della propria anima. Urlano il dolore provato, sussurrano versi dolci e romantici, raccontano viaggi e scoperte.
L'autrice ci prende per mano e attraverso i suoi versi ci fa ballare, cantare, sognare, emozionare, ricordare, ma soprattutto riesce a far riaffiorare le nostre più profonde emozioni, dando voce e forza all'amore verso se stessi e la vita.

“Ogni mio passo è un viaggio verso me stesso...”

(tratto dal testo)


Buon viaggio e buona lettura.




Marianna Di Bella

martedì 13 febbraio 2018

Recensione: "Coraggiosamente fragili" - Katy G. e Daniella Sasso



Titolo:
 "Coraggiosamente fragili"

Autrici: 
Katy G 
- 
Daniela Sasso




Due donne.
Due anime.
Due voci.
Due scrittrici.
Katy G. e Daniela Sasso, hanno deciso di unire e intrecciare le loro anime e le loro parole, per dare vita a questa piccola raccolta di poesie.
Poesie che sono un grido di dolore, un graffio nell'anima, ma anche un abbraccio rassicurante per tutte quelle donne che hanno vissuto i loro amori intensamente, faticosamente, dolorosamente.
L'amore è il filo che lega, unisce e ricama questo piccolo testo.
Un tema profondo, intenso, emozionante.
Un tema che tutti conosciamo, che tutti abbiamo vissuto e viviamo ogni giorno.
Un tema che riempie le nostre vite, regalandoci sensazioni uniche, magiche ed emozionanti, ma al tempo stesso anche lacrime, sofferenze e cicatrici.
Le due autrici danno voce e corpo all'amore in ogni sua forma. Descrivono amori complessi da vivere e capire. Amori su cui ci si getta a capofitto, lasciandosi trasportare dalla passione e vivendo al massimo, fino all'estremo, ogni emozione e sensazione. Un lancio senza paracadute, che porta a conseguenze catastrofiche, ferite profonde e segni indelebili nell'anima.
Amori che si trascinano, senza forze, consapevoli che il sentimento che li teneva uniti non esiste più. Ma ci si ostina a voler rimanere legati all'altra persona per paura della solitudine, di soffrire, di ricominciare. Quando basterebbe imparare a rispettare se stessi, gli altri e soprattutto imparare a lasciarsi.
Le due autrici affrontano quell'amore confuso, eccessivo, illusorio. Quell'amore che non si dà pace per la fine del rapporto e cerca in ogni modo di tenerlo vivo, attraverso ricordi e abitudini quotidiane.

“...Oggi, ho ripercorso a memoria, i nostri ricordi.
A testa alta ed occhi pieni.
Ho scelto, di non dimenticare.”

Amori diversi, unici, malati, raccontati e descritti da due donne dall'animo sensibile e dalla penna delicata.
Le due autrici ci hanno regalato delle poesie che sono messaggi di dolore, sofferenza ma anche di speranza, perché si può continuare e tornare ad amare di nuovo.

“Ho semplicemente scelto di permettere a me stessa,
di lasciarmi amare.
Ho scelto me,
ho scelto di volermi bene.
Ho scelto di smettere di consentire
a chiunque,
di potermi ferire."

Buona lettura!!


(Marianna Di Bella)

sabato 16 dicembre 2017

Recensione: "La bulimia dell'immagine" - Sabrina Monno


 
Titolo: 
“La bulimia dell'immagine”

Autrice: 
Sabrina Monno

Editore: 
Casa Editrice Kimerik





Futuro incerto.
Disastro sociale.
Eogismo.
Vuoto esistenziale.
Fenomeni mediatici.
Sentimenti effimeri.

Questi sono solo alcuni degli elementi che sembrano descrivere meglio la società contemporanea, composta da personaggi vuoti e di celluloiode che invadono la televisione con la loro presenza, non dando nulla se non messaggi negativi.
Società dove gli uomini sono sempre più soli, o meglio lasciati soli, abbandonati in questo turbine di immagini, violenza e sentimenti azzerati, dove ognuno pensa unicamente a se stesso, gli altri sembrano essere solo elementi di contorno.
In questo testo poetico, l'autrice Sabrina Monno, affronta tutti questi elementi senza fare sconti a nessuno. Il suo messaggio è forte, delinea una realtà dura, orrenda, violenta e ogni poesia è un pugno nello stomaco di fronte alla realtà dei fatti. I versi non fanno altro che confermare quello che molti pensano, coscienti di vivere in una realtà che non condividono, a dispetto della massa che è sopraffatta o si lascia sopraffare da migliaia di immagini che ogni giorno inondano la televisione e la vita con atteggiamenti e comportamenti sempre più violenti, egoistici, aggressivi, orribili.
C'è speranza per coloro che sono coscienti di ciò che accade? Sì, perché nonostante il messaggio forte, l'autrice riesce, attraverso l'utilizzo delle sue poesie a mandare un messaggio di speranza. Utilizza le sue poesie come valvole di sfogo, prese di coscienza della realtà di oggi e distacco da ciò che accade.
Nonostante tutto, la speranza è sempre presente, un puntino luminoso che aspetta solo di trovare la forza necessaria per uscire fuori.

“...Ed eccoti così, mio impavido
eroe, camminare sul ruvido
e amaro asfalto, sempre solo,
sempre felice e coraggioso.
Insegnaci ad accorgerci del
tuo calore, così da vederti in volto.”

Buona lettura!!!



(Marianna Di Bella)

lunedì 20 novembre 2017

Recensione: "Firmato tua F." - Katyg

Firmato tua F. libro di poesie, amore, amore malato, donna
Titolo: "Firmato tua F."
Autrice: Katyg
Editore: Casa Editrice Kimerik


Un incontro come tanti.
Due persone come tante.
Una relazione come tante o forse no.
Questo testo di poesie, inizia e prende corpo proprio da un incontro tra un uomo e una donna che si riconoscono, si piacciono, stanno insieme e si amano...forse...
Attraverso questo testo, Katyg ci permette di assistere all'evolversi di questa storia, che si snoda e prende vita grazie alle sue poesie, che esprimono la forza e la potenza di questo sentimento per certi versi malato.
Lui è un uomo narcisista, aspetta di essere idolatrato, compiaciuto, affermato dalla sua donna attraverso continue lusinghe, apprezzamenti, gesti d'attenzione, dichiarazioni d'amore per poi sparire una volta raggiunto il suo scopo.
Lei donna dal carattere contrastante, che ama follemente quest'uomo che non la ricambia con la stessa intensità e passione. Una donna che sa perfettamente delle mancanze del compagno ma continua a cercare, chiedere conferme e attenzioni, in un continuo cambio di umore.
Katyg ci afferra e trascina nel vortice di questo sentimento intenso e doloroso, facendoci sentire e vivere sulla nostra pelle la passione, la felicità del rapporto ma anche la sofferenza per l'amore negato, il dolore e il tormento quando l'uomo sparisce lasciandola sola con i tanti dubbi che affollano la sua mente e la sua anima. La lascia come una barca in mezzo al mare, in balia delle onde e senza punti di approdo e salvezza. Ma come tutte le donne, troverà la forza per rialzarsi, lottare per se stessa e salvarsi e anche la sua consapevolezza prenderà vita nelle poesie.

“quando decisi di lasciarmi cadere
mi accorsi all'improvviso di avere le ali.”

Katyg ha descritto in modo poetico e delicato, sensazioni ed emozioni che tutte abbiamo vissuto e affrontato. Ha utilizzato versi brevi e intensi per dare luce e forza ai sentimenti della donna e per descrivere un amore malato. Un amore sbagliato, un amore tormentato, un amore che non vive il giusto equilibrio di coppia, un amore che forse non è amore...

“Io non sono la mia carne
io non sono la mia pelle
io non sono le mie labbra
io non sono il mio seno
io sono tutto ciò che i tuoi occhi non guardano.”


Lasciatevi afferrare dai versi di Katyg e perdetevi dall'intensità delle sue poesie.
Buona lettura!!


(Marianna Di Bella)

domenica 17 settembre 2017

Recensione: "1789" - Matteo Preve

Titolo: "1789"
Autore: Matteo Preve
Editore: Casa Editrice Kimerik


Trovate un posto tranquillo dove leggere e portate con voi questo libro.
Leggete le poesie con molta attenzione, fermatevi e fate un respiro profondo, guardatevi attorno e poi leggete di nuovo...dall'inizio. Chiudetelo, lasciate che le poesie vi entrino nell'anima. Per un po' di tempo, dimenticatevi del libro, lasciatelo da qualche parte e quando vi sentirete pronti, riprendetelo e leggetelo ancora e ancora. Perché questo testo va letto più di una volta, non perché il suo significato è difficile da comprendere o non si capisce il messaggio insito nelle poesie, al contrario perché deve riuscire a entrare fin nella profondità del nostro essere.
64 poesie che racchiudono il malessere del mondo e di questa società.
64 poesie che affrontano il tema dell'esteriorità in lotta con l'interiorità, perché si può cambiare continuamente il nostro aspetto esteriore, ma la battaglia più difficile è riuscire a trovare se stessi.
La morte, la vita, il dolore, l'amore aleggiano e danzano tra le pagine di questo testo.
64 poesie dove la moderna società, povera di valori e ideali, viene rappresentata bene dalle parole dell'autore.
64 poesie che come massi, lanciati in uno stagno, affondano nella nostra anima per rimanere lì e farci riflettere su noi stessi e sul mondo che ci circonda.
Prendete il libro e leggetelo, lottate contro voi stessi e lasciatevi catturare dalle poesie di Matteo Preve e riflettete...a lungo. Buona lettura!!


(Marianna Di Bella)

venerdì 26 maggio 2017

Recensione: "Il collante dell'umanità chiamalo dolore" - Diego Cocco



Titolo: "Il collante dell'umanità chiamalo dolore"
Autore: Diego Cocco
Editore: Alcheringa Edizioni



Dolore.
Chi non l'ha vissuto sulla propria pelle?
Tutti.
Indistintamente.
Prima o poi ci ritroviamo a fare i conti con lui e con noi stessi. Perché il dolore arriva all'improvviso, non chiede permesso, entra prorompente nelle nostre vite, colpendo duramente.
Ci mette di fronte alle nostre fragilità emotive e psichiche, costringendoci a lottare contro di lui, per cacciarlo dalla nostra anima e ritrovare così un po' di serenità. Non tutti però riescono a lottare e sconfiggerlo, non ne hanno la forza e soccombono piegandosi a esso.
Il dolore è sempre presente in ogni angolo del mondo. Sembra che nella odierna società, provare dolore sia necessario e vitale.
Dolore è parte del titolo del libro e tema su cui ruotano le 57 poesie di Diego Cocco. 
Com'è il libro? Beh non è sempre facile esprimere un'opinione o un giudizio sulle poesie, sono del parere che siano talmente personali, da toccare in maniera diversa ognuno di noi. Leggendo, a volte, messaggi diversi a seconda dello stato d'animo in cui ci troviamo in quel preciso momento. Quindi lasciatemi spiegare cosa ho provato leggendo il testo di Diego Cocco.
Poche volte mi capita di leggere un libro, finirlo, chiuderlo e tenerlo con me per molto tempo. Lo tengo stretto, come se lasciarlo volesse dire lasciare andare le emozioni e sensazioni che in quel momento non riesco ad esprimere a parole. Non perchè non mi sia piaciuto, al contrario perché la sua profondità e bellezza, mi hanno lasciata con un mare di emozioni da gestire e veicolare. Emozioni da assorbire e tenere con me.
Nel caso della raccolta di poesie di Diego Cocco è accaduta la stessa cosa. Ho tenuto il libro con me per diversi giorni e l'ho riletto diverse volte. La profondità dei testi, le parole a volte graffianti ti afferrano e non ti lasciano, aspettano il momento opportuno per rifarsi vivi e colpirti allo stomaco.
Cinquantasette splendide poesie, belle al punto da ferire nell'anima per la verità che cela in ogni verso. Poesie che riflettono e indagano sull'animo umano, sull'indifferenza, l'invidia, l'umiliazione, la perdità di umanità nei confronti di tutto ciò che ci circonda.
Diego Cocco ci regala poesie e versi che difficilmente riusciremo a dimenticare. Versi in grado di piantare profonde radici nel nostro animo, facendoci riflettere su noi stessi e sul mondo.
Aprite le pagine a caso e fatevi catturare dalla poesia, leggetelo più volte, leggetelo a distanza di tempo, leggetelo in momenti diversi della vostra giornata, leggetelo seguendo i vostri stati emotivi...semplicemente...leggetelo.
Buona lettura!!


(Marianna Di Bella)