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venerdì 20 giugno 2025

Recensione: "La regola dei terzi" - Gemina

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Titolo: La regola dei terzi

Autrice: Gemina



Buon Pomeriggio lettori,

oggi vorrei portarvi alla scoperta di un giallo interessante e coinvolgente, ambientato nella città più bella, carismatica, ricca di arte e storia: Roma.

“Roma aspetta tutti. Con quante cose ti aspetta! Con quanta fiducia sa di non deluderti.”

(citazione tratta dal testo)

Prima di immergerci nella storia, occorre fare un viaggio indietro nel tempo, esattamente nel 1878. Roma è completamente diversa da come la conosciamo oggi. Niente traffico, lavori in corso, smog ma solo la vita quotidiana dell'epoca. Per iniziare al meglio questo viaggio dovrete raggiungere Via di Banchi Vecchi. Una volta arrivati, percorrete la strada fino a quando non trovate la bottega d'arte “Ditta Almaviva. Belle Arti”.

Trovata? Bene.

Entrate. Gironzolate nella bottega, ma attenti a Maritozzo, il gargoyle che accoglie i clienti. Lo so, è strano ma la sua presenza rende il posto ancora più caratteristico. Alcesti vi è affezionata....come? Chi è Alcesti? Giusto, ho dimenticato di presentarvi la proprietaria della bottega e protagonista di questo romanzo.

Alcesti Almaviva ha aperto da poco la sua attività, grazie all'aiuto di Sor Leo, vicino di bottega, nonché amico e locatore dell'immobile. Un personaggio importante che scoprirete durante la lettura. Ma torniamo alla nostra protagonista, la donna è tornata a vivere a Roma, la sua città natale, dopo aver trascorso vent'anni della sua vita in Sicilia. Alcesti era sposata, ma qualcosa nel matrimonio non ha funzionato, ma non esamineremo ora le cause della sua fine perché ciò che ci interessa è conoscere meglio la donna e i personaggi che ruotano intorno alla sua vita e alla bottega.

Alcesti è una donna intensa, carismatica e combattiva. Una donna pronta a tutto pur di essere libera ed economicamente indipendente. Non è più disposta a sottomettersi all'autorità e al volere di un uomo. Non è più disposta ad annullarsi e rinunciare ai suoi sogni, e se non può più diventare un'artista giramondo, creando e firmando le sue opere, può comunque rimanere nel mondo artistico vendendo pennelli, colori, album, aiutando e sostenendo gli altri a creare opere artistiche.

Non pensiate che per lei sia un ripiego, perché ama il suo lavoro, ciò che ha costruito ma, soprattutto, è affezionata ad alcuni clienti che frequentano la sua bottega.

Valentino Carrasco, ad esempio, è un giovane e talentuoso artista e la donna si affeziona immediatamente a questo ragazzo introverso che disegna dei paesaggi magnifici. Per aiutarlo e sostenerlo decide di assumerlo come aiutante, dandogli la possibilità di esporre e vendere le sue opere. Un'opportunità importante che il ragazzo prende al volo, permettendogli di comprare tutto il materiale che gli occorre.

Altro personaggio che frequenta la bottega di Alcesti, ma per altri motivi, è Davi, una ragazzo arguto, ironico e attento, che l'aiuta nel reperire alcuni materiali artistici, come ad esempio il carboncino.

Due ragazzi caratterialmente diversi ma legati da un'amicizia sincera e da un bene filiale che la donna sente per loro.

La loro vita scorre più o meno tranquillamente fino a quando una sera non accade qualcosa che travolge la vita di Alcesti.

Cosa?

Una morte misteriosa.

Di chi?

Attilio Bonadie, un professore di scienze.

Cosa gli è accaduto? Si è sentito male? Ha avuto un incidente? Lo hanno ucciso?

È troppo presto per svelarvi la storia, ciò che posso sicuramente anticiparvi è che Alcesti scopre il cadavere e, suo malgrado, si ritrova a indagare per comprendere e appagare la sua voglia di agire e investigare. Istintivamente prende il suo quaderno da disegno e inizia a riprodurre su carta la scena e...direi basta così, altrimenti svelo troppo, togliendovi il piacere di leggere e scoprire un giallo emozionante e divertente.

“Mi prese d'istinto una frenesia nuova, che con il senno del poi mi parve teatrale e con il senno del mentre un eccentrico colpo di genio. Le mani frugarono nella borsa. Portavo sempre un taccuino da disegno per arte improvvisata, insieme a una matita e alla romanticheria di fermarmi per strada colta dall'ispirazione che offriva Roma. Catturare scorci, vecchiumi, palazzi, stemmi, colonne, mezze colonne da disegnare con l'aria assente degli artisti poveri, poveri aspiranti alla fama dei predecessori.”

(citazione tratta dal testo)

Se amate la città di Roma e volete viverla nella maniera più inconsueta, vi consiglio di leggere il libro per immergervi in una storia ricca di misteri da svelare, scorci mozzafiato da scoprire, personaggi carismatici e interessanti da conoscere e apprezzare.

Personaggi che sapranno ammaliarvi con la loro ironia. Personalmente ho apprezzato Davi, un ragazzo furbo, ironico, arguto e divertente. Sempre pronto ad aiutare e sostenere la nostra protagonista. Altro personaggio che ho apprezzato è Sor Leo. Una figura che, pur non essendo mai in primo piano, riesce ad essere presente, in particolare, nei momenti cruciali. Veglia, protegge e sostiene Alcesti da dietro le quinte, azionando una macchina di protezione efficiente e importante.

Alcesti, la nostra protagonista, è una donna intensa e avanti per quell'epoca. Dopo un matrimonio sbagliato, si ritrova a lottare per la sua libertà di donna e la sua indipendenza economica. Attraverso la vita di questa donna coraggiosa e libera, ci ritroviamo a riflettere su alcune tematiche importanti e delicate, come ad esempio l'impossibilità ad avere figli e il conseguente giudizio e biasimo da parte della società. Alcesti si ritrova a vivere sulla propria pelle il rimprovero e il sentirsi giudicata e sbagliata da un marito e da una società ristretta che preferiscono nascondere e chiudere in convento, piuttosto che comprendere e tutelare. La donna si ribella a tutto questo, non è disposta a lasciare che altri decidano della sua vita, non è disposta a sentirsi giudicata e sbagliata. Vuole dare la precedenza a se stessa e al suo benessere.

Vuole essere libera.

“Ero invecchiata senza vivere, ma consapevole di una giovinezza mentale che non accettava la resa. Il tempo attraversa e consuma, ora, proprio ora, prima che il tempo mi divorasse, lo afferro, lo lego a me, lo vivo. Ci provo, magari quasi ci riesco.”

(citazione tratta dal testo)

“La regola dei terzi” è un giallo intrigante che inizia lentamente per permettere al lettore di entrare in punta di piedi nella storia e nella comprensione della città di Roma. Una città complessa e ricca di sfumature che ha bisogno di tempo per essere compresa pienamente.

Personalmente ritengo che ci siano alcune piccoli errori e questioni da sistemare, ma ciò non toglie che la trama, i personaggi e il contesto storico, artistico e culturale siano interessanti, coinvolgenti e belli da leggere e scoprire.

Apprezzo molto la scrittura di Gemina e la sua dedizione alla scrittura e alla creazioni di romanzi gialli accattivanti, complessi e ricchi di misteri. In questo romanzo, ad esempio, riesce ad intrecciare elementi apparentemente diversi regalandoci una storia coinvolgente, con un'investigazione lenta e mai serrata che ci conduce in un'immersione totale nella società romana e in un contesto di ineguagliabile bellezza.

Non so se Gemina ha pensato ad un seguito del romanzo ma, personalmente, mi piacerebbe ritrovare Davi, Sor Leo, Guido, Valentino, Pistacchio, Ottavo Augusto e tutti gli altri personaggi.

“La regola dei terzi” è un inno d'amore dell'autrice alla Città Eterna, all'arte, all'archeologia e a tutte quelle persone che hanno influenzato la sua vita lasciando un segno indelebile nella sua anima e che ritroviamo in alcuni personaggi presenti nel libro.

Un inno d'amore che vi invito a leggere e scoprire.

Buona lettura.




Marianna Di Bella

giovedì 13 febbraio 2020

Recensione: "Mara. Una donna del Novecento" - Ritanna Armeni

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Titolo: "Mara. Una donna del Novecento"
Autrice: Ritanna Armeni
Editore: Ponte alle Grazie




Esistono storie poco conosciute che aspettano il momento opportuno per essere scoperte e portate alla luce. Storie di persone dimenticate tra le pagine dei libri, che hanno bisogno di tempo e studio per riemergere dai recessi della memoria storica per essere conosciute, comprese, rivalutate al di sopra di ogni giudizio o luogo comune.
Storie e persone che si incontrano e si intrecciano, non solo tra le pagine dei libri ma tra le maglie della vita, ricordandoci chi ha lottato con forza e tenacia per difendere i propri valori. Storie e persone che meritano di essere conosciute e ricordate, anche quando differiscono dai nostri ideali, dalle nostre opinioni personali e correnti politiche, perché il confronto con gli altri è necessario per aiutarci a comprendere meglio il passato, il presente e noi stessi. Permettendoci di affrontare la vita in maniera diversa, consapevoli del proprio passato storico e dei privilegi raggiunti, grazie ai sacrifici e alle lotte politiche intraprese da uomini e donne che credevano fortemente nei propri princìpi.
Se poi le protagoniste di queste storie sono donne, allora le loro gesta e le loro voci acquistano un'importanza e un peso determinante, per quanto riguarda i diritti raggiunti, e la nostra attenzione si deve fare più intensa e concentrata. Anche quando le battaglie per i propri diritti sono state intraprese da persone la cui corrente politica ha segnato in maniera negativa il nostro Paese. Correnti politiche che differiscono totalmente da quelle dell'autrice Ritanna Armeni che in questo nuovo testo prende in esame, analizza e affronta una figura femminile del Novecento fascista, esponendone i pensieri, gli ideali e i valori.
L'autrice è del parere che esiste una storia delle donne che si intreccia con quella degli uomini ma che non coincide mai in maniera perfetta, anzi, spesso viene lasciata in un angolo e dimenticata, ma in questo caso Ritanna Armeni ha cercato di farla riemergere dall'oblio della memoria, mettendo da parte i luoghi comuni e tutto ciò che la storia ci ha insegnato mostrando solo una parte della verità. L'autrice ha studiano, analizzato e messo da parte i cliché per far emergere figure femminili, anche contraddittorie, e in questo percorso ha creato Mara, la protagonista del libro.
Il romanzo inizia nel 1933, quando la ragazza ha solo 13 anni e Mussolini è nel pieno della sua potenza e fama politica. Mara vive a Roma con i genitori e due fratelli più piccoli. La sua famiglia non è ricca, ma guadagna quel poco che serve per vivere decentemente. La ragazza è una fervente fascista e ha una passione sfrenata per Mussolini, che considera un grande uomo, protettore degli italiani e delle donne.
La ragazza è giovane ma sa bene cosa vuole dalla sua vita, come ad esempio partecipare con entusiasmo ai sabati fascisti, dove può esprimere il suo fervore attraverso gli esercizi ginnici che esegue in maniera precisa e perfetta. Ama studiare e vorrebbe frequentare l'Università per diventare una scrittrice. Vuole essere libera di uscire quando vuole, recitare a teatro, tagliarsi i capelli secondo i suoi gusti e non chiedere ogni volta il permesso dei suoi genitori. Vorrebbe decidere autonomamente della sua vita, ma l'epoca e il contesto storico-culturale non le permettono questo privilegio, perché le donne erano considerate solo in funzione del loro ruolo di mogli e madri; non avevano privilegi o diritti, non potevano votare, esprimere liberamente il proprio pensiero, avere ruoli di prestigio in ambito lavorativo, potevano solo ambire a ruoli subalterni e sottomesse al marito che decideva anche per lei. È in questo quadro e contesto storico che Ritanna Armeni ha cercato di analizzare le figure femminili fasciste spogliandole di ogni luogo comune, e con uno sguardo il più neutrale possibile, tentando di comprendere il loro modo di pensare e l'ardore con cui idolatravano e amavano Benito Mussolini.

“Il Duce ha dimostrato ancora una volta di meritare la nostra fiducia e il nostro amore. Sì proprio l'amore. Non si può non avere trasporto e un sentimento intenso di devozione per chi ci protegge, ci guida e ha così a cuore il nostro benessere e la nostra felicità.”
(citazione tratta dal testo)

L'autrice volge lo sguardo oltre gli stereotipi e le pagine di storia, che non hanno mai evidenziato queste figure, e le fa emergere in tutta la loro complessità. Si spoglia di ogni pregiudizio e studia, esamina, ricerca e analizza le loro figure, ove possibile, e crea un personaggio femminile che possa fare da intermediario e voce narrante tra la storia e noi lettori: Mara Carucci.
Attraverso il punto di vista di Mara ripercorreremo il periodo storico che va dal 1933 al 1946 ma, soprattutto, scopriremo i cambiamenti della figura femminile nel campo politico, in particolare in quello della corrente fascista.

“Anche nei primi anni del fascismo c'è, quindi, chi rivendica l'autonomia femminile. Donne che vogliono partecipare alla vita pubblica e politica e non si vogliono limitare alla beneficenza e all'assistenza.”
(citazione tratta dal testo)

Cosa spingeva le donne fasciste ad amare e difendere la figura di Benito Mussolini?
Secondo Ritanna Armeni per comprendere questo aspetto occorre risalire al periodo del Risorgimento, quando la donna non aveva nessun diritto e non era minimamente considerata se non per il suo essere una brava casalinga, moglie obbediente e procreatrice...un fantasma fuori e dentro le mura domestiche. Con l'ascesa di Benito Mussolini, le donne fasciste, invece, si sentono protette, riconosciute e considerate, acquisendo più importanza e credibilità all'interno della sfera politica e sociale, perché l'uomo politico chiede loro, non solo di essere mogli e madri perfette, ma pronte a fare sacrifici per la Patria. Un sacrificio che le relega comunque in un ruolo marginale imposto dalle figure patriarcali dell'epoca. Un ruolo che continua a non godere del diritto di voto, di istruzione, della possibilità di lavorare nelle alte gerarchie, di decidere autonomamente ecc. Tutti elementi che ci aiutano a comprendere meglio la complessità delle battaglie femminili fasciste e del loro punto di vista politico, sociale, culturale ecc.

“Di fronte alle loro storie – ne ho lette tante, tutte dolorose, drammatiche, ostinate - , ho provato sentimenti contrastanti. Finalmente non più vedove e madri colpite dalla guerra o ragazze in attesa di convenienti matrimoni. E neppure donne tranquille perché ignare. Che aspettavano inerti quel che sarebbe avvenuto. Guerriere, invece. Audaci e consapevoli fino in fondo. Disposte a morire per quello in cui credevano. Erano fasciste ma non corrispondevano ad alcun modello femminile sostenuto dal fascismo durante il ventennio.”
(citazione tratta dal testo)

L'autrice ha cercato di dare voce a queste donne mettendo da parte il proprio modo di pensare, spogliandosi temporaneamente della propria visione politica per cercare di immergersi e capire una corrente politica opposta per valori e ideali. Un lavoro complesso, difficile e delicato perché non è sempre facile rimanere neutrali e super partes, spesso si rischia di cadere nella trappola degli stereotipi emettendo giudizi personali che potrebbero influenzare la lettura e la comprensione del testo. Ritanna Armeni è riuscita, in maniera elegante e perfetta a mantenere la sua neutralità costruendo una storia coinvolgente, avvincente e bella. Una storia che ci fa completamente immergere in un periodo storico difficile e incomprensibile, creando una figura femminile interessante che cresce con il trascorrere degli anni, maturando non solo fisicamente ma anche intellettualmente, narrando gli avvenimenti storici e politici dell'epoca. Uno sguardo dapprima adolescenziale e poi sempre più maturo che la porterà a mettere in discussione alcune scelte politiche e di vita.
Il libro si divide su due piani narrativi diversi e complementari. Due voci narranti che si alternano tra un capitolo e l'altro, segnando il ritmo narrativo della trama: la voce narrante di Mara e quella di Ritanna Armeni.
Attraverso la voce di Mara, il romanzo prende vita e anima, narrando, non solo le vicende politiche dell'epoca ma anche la sua esistenza di giovane donna, con i suoi amori, sofferenze, sogni infranti ecc. Mentre la voce dell'autrice è di appoggio alla storia della ragazza, intervenendo e spiegando alcuni dati politici, documenti o presentando alcune figure femminili che hanno segnato quel periodo storico.
La lettura è scorrevole, piacevole, intrigante e l'alternarsi delle due voci narranti non crea disagi o difficoltà durante la lettura, al contrario aiuta il lettore a comprendere meglio alcune parti, lasciandolo riflettere su alcune questioni.
La scrittura è semplice, intensa, vera e arriva al cuore dei fatti e delle persone, coinvolgendole completamente. I personaggi sono tutti ben analizzati e descritti, ognuno con una personalità ben definita. I personaggi che emergono in maniera forte e preponderante sono Mara e Nadia, la sua migliore amica. Due ragazze accomunate dagli stessi ideali, dalla stessa fede politica ma diverse per carattere e modo di agire. Mara è più posata, riflessiva e costretta, dalle vicende della vita, a rinunciare ai suoi sogni, costringendola a crescere e diventare adulta prima del tempo, diventando più critica verso se stessa e il mondo esterno. Nadia, invece, è più passionale, combattiva e irruenta nelle sue idee politiche, infatti seguirà fino alla fine i suoi ideali, difendendoli fino allo stremo delle sue forze, negando spesso la realtà dei fatti, non vedendo gli errori e non accettando la sconfitta, scontrandosi in maniera forte e pesante con la realtà.
“Mara. Una donna del Novecento” è un libro che ho amato moltissimo, non solo perché apprezzo i testi e la scrittura di Ritanna Armeni, ma perché mi ha permesso di spogliarmi dei luoghi comuni, per immedesimarmi in ideali e valori opposti ai miei cercando di comprendere l'altro in ogni sua sfaccettatura.
Vi consiglio la lettura del libro? Assolutamente sì, perché per capire il presente occorre comprendere il passato e i suoi errori, e questo libro ci presenta una visione diversa e interessante. La lotta femminista va studiata a trecentosessanta gradi, analizzando e studiando tutte le forze politiche che hanno fatto la differenza, segnando dei piccoli passi in avanti verso i diritti, l'indipendenza, la libertà e l'accettazione di sé. Quindi non perdete tempo e immergetevi nel testo, lasciandovi guidare dalle voci forti, tenaci e determinate di Mara e Ritanna Armeni.
Buona lettura!!




(Marianna Di Bella)



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro.

giovedì 12 settembre 2019

Ricordi - Mostra Fotografica: "Falcao, Ottavo Re di Roma"

RICORDI
 - 
MOSTRA FOTOGRAFICA: 
"FALCAO, OTTAVO RE DI ROMA"



I ricordi sono foto che scandiscono il ritmo del nostro passato.
Sono fotogrammi che riemergono dalla nostra memoria, riconsegnandoci avvenimenti ed episodi della nostra vita che avevamo temporaneamente dimenticato, in un angolo della nostra mente.
Basta poco per farli riemergere, una canzone, un odore, un sapore o una foto e subito la nostra memoria torna indietro nel tempo a rivivere quei momenti.
Una foto per ricordare o un'intera mostra fotografica per rivivere il passato. Come, ad esempio, quella dedicata a Paulo Roberto Falcao.

La mostra fotografica, patrocinata dalla Fondazione Culturale Italo Brasiliana (FIBRA) e dal Ministero delle Relazioni Estere del Brasile e organizzata dall'Ufficio Culturale dell'Ambasciata Brasiliana in collaborazione con l'A.S Roma, è un omaggio a uno dei più grandi centrocampisti della storia del calcio mondiale.
Un centrocampista centrale elegante, un grande trascinatore, un uomo di grande carisma. Un uomo che ha lasciato un segno indelebile nel cuore e nell'anima dei romanisti e della città. Un rapporto nato con il piede sbagliato, tra incomprensioni, critiche e passi falsi ma, come sempre accade in tutte le storie, si cresce e si matura ponendo basi solide di fiducia e ammirazione. Creando un legame unico e indissolubile tra il calciatore, la tifoseria e la città. Un legame importante che dura ancora oggi, perché l'Ottavo Re di Roma, ha ancora un posto speciale nei cuori dei romanisti.


La mostra ospita 52 foto a colori e in bianco e nero che ripercorrono la carriera di Falcao, dai suoi
esordi nell'Internacional di Porto Allegre, passando per il quinquennio con la maglia giallorossa, la Nazionale brasiliana e l'uomo lontano dal campo.
52 foto accompagnate da didascalie che ricordano le gesta, gli avvenimenti del calciatore.
52 foto che ci guidano in un viaggio indietro nel tempo.
Entro e con calma e pazienza osservo e leggo tutto, anche se in verità sono affascinata dalle foto. Osservo ogni piccolo particolare, cercando di leggere oltre la superficie, riflettendo sui sacrifici che l'uomo, e non solo il calciatore, ha dovuto affrontare per arrivare a quei traguardi. Ad un certo punto mi fermo e mi accorgo che inconsapevolmente sto sorridendo. Uno di quei sorrisi che nascono dal cuore, spontanei, teneri.
È un sorriso che nasce dal passato. Un sorriso legato ai ricordi della mia infanzia, riportandomi agli anni dello scudetto (stagione 82/83), quando la bambina che sono stata, giocava ancora con le bambole e le domeniche erano sinonimo di famiglia, passeggiate, la Domenica Sportiva e l'immancabile radio con le cronache delle partite come colonna sonora di pomeriggi lunghi e a volte noiosi, perché siamo sinceri avrei preferito guardare i cartoni animati in televisione piuttosto che i gol segnati. Quegli anni sono stati speciali e unici, gli anni di uno scudetto che ha acceso e reso magica ogni cosa. La gioia incontenibile dei tifosi, la voglia di festeggiare insieme nelle strade, condividendo quel momento di unione e felicità. Per una notte le persone si sono unite e abbracciate, aiutate e sostenute, dimenticando per un momento i problemi quotidiani della vita. Una condivisione spontanea e irripetibile.

Una festa speciale e meravigliosa, soprattutto, per noi bambini che guardavamo tutto con meraviglia e stupore, in modo particolare, gli adulti. Li abbiamo visti piangere, ridere, emozionarsi, saltare e gioire per una squadra e una conquista che aspettavano da anni...un regalo sognato e desiderato con tutte le forze.
Uno scudetto indimenticabile per chi l'ha vissuto. Un ricordo e una sensazione che avevo accantonato, ma che questa mostra ha fatto riemergere con tenerezza. E con questi occhi colmi di emozione che continuo a guardare le foto, vedendo sfilare davanti a me grandi personaggi che hanno reso unica questa maglia. Continuo a guardare le foto e ringraziare per questa esperienza che mi ha permesso, non solo di scoprire e riscoprire un grande calciatore, ma di tornare bambina e ritrovare i miei ricordi.
Non lasciatevi sfuggire l'opportunità di vedere la mostra, avete tempo fino al 13 settembre 2019, presso l'ambasciata brasiliana a Piazza Navona.
Entrate, respirate a fondo e poi iniziate la vostra visita, sono convinta che ognuno di voi troverà il suo speciale e particolare ricordo legato all'Ottavo Re di Roma. Un ricordo che avevate accantonato in un angolo della vostra anima e che riemergerà in maniera prorompente facendovi rivivere la vostra infanzia, adolescenza...la vostra vita.
Buona mostra!!



(Marianna Di Bella)

venerdì 5 aprile 2019

Recensione: "Catilina. La fine di un'epoca" - Mario Fadda

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Titolo: "Catilina. La fine di un'epoca"
Autore: Mario Fadda





In una splendida villa immersa nel verde, vive il nostro protagonista, Eric Durand. L'uomo ha un figlio di quasi quattro anni, è sposato con Sandrine, avvocato matrimonialista, ed è un dottore affermato nel campo della Paleografia. Passione nata grazie al padre Hughes, famoso storico e apprezzato docente di Storia Romana, presso l'università la Sorbona.
Eric sta lavorando a una lettera di Sulpicio Severo, è concentratissimo e nulla sembra distoglierlo dai suoi studi, ad eccezione del figlio e di una telefonata da parte del Sovrintendente degli scavi di Ercolano: Ennio De Vecchi. Una telefonata importante che cambierà il corso della sua esistenza. Perché? Be', grazie a sofisticati e moderni mezzi di ricerca, è stato scoperto e riportato alla luce un vecchio documento che potrebbe cambiare la storia, in particolare quella della Repubblica di Roma. Un documento dal valore inestimabile, occultato per venti secoli. Un documento scritto da Flavio Marzio Iovine, il quale nomina spesso Lucio Sergio Catilina. Un memoriale nel quale vuole fare chiarezza, svelando la verità su...e no, basta così. Non posso e non voglio svelarvi altro, perché dovrete essere voi a scoprire questo mistero rimasto celato per oltre due millenni. Dovrete essere voi a vestire gli abiti dei moderni ricercatori, analizzando ogni fatto raccontato, immergendovi completamente nella storia e riportando in superficie un mistero importante. Tranquilli non sarete soli in questa ricerca, perché sarete accompagnati da una guida brava e competente, l'autore del romanzo: Mario Fadda.
L'autore vi guiderà tra i vicoli della città eterna, tra segreti, congiure e tradimenti. In un susseguirsi di avvenimenti ed emozioni che vi terranno letteralmente incollati alle pagine di questo piacevole e interessante romanzo storico.
Il romanzo è strutturato su due piani temporali, il presente di Eric Durand e il passato di Catilina. Ed è quest'ultima parte a conquistarvi e catapultarvi nell'antica Roma. Le descrizioni sono dettagliate, precise e interessanti e da ogni singolo particolare storico si evince la conoscenza e la professionalità dell'autore che riesce a spiegarci bene la vita quotidiana, politica e sociale nell'antica Roma. Con semplicità e chiarezza riesce a spiegarci, mostrarci e farci vivere segreti e intrighi, descrivendoci ogni minimo particolare, anche il più piccolo e apparentemente insignificante, permettendoci in questo modo di immedesimarci completamente con il contesto storico e la vita sociale e politica dei romani.
Al contrario, la parte dedicata al presente perde di attrattiva e forza rispetto alla bellezza del passato, che conquista e ammalia il lettore tenendolo incollato alle pagine del libro. È come se non riuscisse a tenere il passo e a non essere all'altezza della storia e dei fasti romani.
I personaggi sono tutti molto interessanti e intriganti, soprattutto Catilina, il vero protagonista del romanzo, che con la sua forza e determinazione saprà conquistare i lettori. Il personaggio che sinceramente non ho apprezzato è quello della ricercatrice Elisabeth Astley. Ritengo che rappresenti tutti gli stereotipi e cliché che vengono dati negativamente a una donna. No, decisamente non l'ho apprezzato.
La lettura è scorrevole e piacevole. Lo stile non è pomposo o troppo ricercato, al contrario Mario Fadda ci permette di entrare in un periodo storico che, non solo tutti conosciamo e abbiamo studiato durante il periodo scolastico, ma lo fa aggiungendo avvenimenti, scenari, particolari e terminologie che difficilmente troveremo in un semplice testo scolastico. Leggere il romanzo è come assistere a una lezione di storia, dove il lettore non è solo uno spettatore passivo ma diventa parte del romanzo, vivendo gli intrighi e i segreti che aleggiano tra i vicoli di Roma.
Il finale è inaspettato e lascia il lettore non solo sconcertato e impreparato, ma sospeso tra mille dubbi e perplessità. È un finale aperto? Ci sarà un seguito? Oppure lascia libero il lettore di trovare il proprio epilogo?
Non lo so.
Io ci rifletto ancora un po' e, intanto, vi auguro una buona lettura.


(Marianna Di Bella)



(Gifted by) Ringrazio l'autore per la copia del libro.

giovedì 27 settembre 2018

Review Party: "In nome dei Medici. Il romanzo di Lorenzo Il Magnifico" - Barbara Frale


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Titolo: "In nome dei Medici. Il romanzo di Lorenzo Il Magnifico"

Autrice: Barbara Frale

Editore: Newton Compton Editore



Roma, febbraio 1466.
Lorenzo de' Medici è appena arrivato in città per una missione commerciale affidatagli dal padre Piero de' Medici. Una missione importante e vitale per gli affari della famiglia, ma anche pericolosa e piena di incognite. Formalmente il giovane Lorenzo è a Roma per comprare qualche bel cimelio per arricchire la collezione di famiglia, in realtà deve risolvere la spinosa questione dell'appalto delle miniere di allume sui Monti della Tolfa. Ma non sarà il suo unico problema, perchè qualcuno minaccia alla sua vita, infatti, sotto la sella del suo cavallo è stato rinvenuto un pugnale con l'elsa in argento e un simbolo indecifrabile. Chi lo vuole morto? Per quale motivo?
La famiglia dei Medici è potente, temuta e invidiata, per questo i suoi nemici sono tanti e spesso ignoti, pronti a colpire in qualsiasi momento.

“È una minaccia senza volto, Roberto. Questo mi spaventa più di ogni altra cosa: non avere la più pallida idea di chi sia che mi vuole morto. Non sapere da quale direzione può venire il colpo fatale.”

Lorenzo è preoccupato, per fortuna non è solo, accanto a lui ci sono alleati e amici pronti a proteggerlo come Roberto Malatesta, monsignor Gentile Becchi e lo zio Giovanni Tornabuoni, dirigente della filiale romana del Banco Medici. Ma il nemico è subdolo e spesso porterà il nostro protagonista a dubitare di chiunque gli sia vicino, instillandogli il seme del sospetto e della paura; imparando che niente è come appare, che la verità si nasconde dietro pieghe, corridoi e maschere dorate e che il nemico è abile nel confondere le idee all'avversario, sfruttando le sue paure.
Lorenzo è esuberante, testardo, intelligente, impulsivo, ha uno spiccato talento per la politica e queste sue qualità non lo faranno certo stare fermo e immobile ad aspettare che il nemico si palesi, al contrario, inzia a indagare per scoprire chi lo vuole morto e chi ostacola i suoi piani commerciali. Indagine dopo indagine arriverà a scoprire che: i nemici sono più d'uno e che l'amore arriverà a stravolgergli l'anima e il cuore.


“Capì che era una compagna perfetta, per lui. Perché la vita dei Medici altro non è se non una guerra quotidiana per scampare ai fin troppi nemici sempre in agguato per distruggerli.”

Chi sono i suoi nemici? Come risolverà la situazione? Chi è la donna di cui si innamorerà?
A voi scoprirlo continuando le indagini insieme a Lorenzo Il Magnifico, seguendo gli indizi che Barbara Frale ha sapientemente incastrato tra le righe e la trama di questo romanzo storico, misterioso e avvincente.
L'autrice ci accompagna tra i vicoli e le strade di Roma, facendoci conoscere una città dal duplice volto, bella, maestosa, accogliente ma anche violenta, degradata e sporca. Una città complessa e unica, accogliente e pericolosa. Una città che si lascia amare e odiare allo stesso tempo. Dove il sacro e il profano si intrecciano indissolubilmente e il confine è talmente labile e insidioso che è facile cadere in tentazione e in episodi pericolosi, spesso tragici.
Le sue descrizioni sono attente ai particolari, precise e coinvolgenti al punto che si ha la sensazione di sentire l'odore pungente, putrescente e maleodorante dei vicoli, dove abbondano l'incuria e l'immondizia. Oppure il senso di oppressione, terrore, infelicità, odio e forza che trapela in alcuni personaggi, rendendoci partecipi delle loro emozioni e sensazioni, sentendole come nostre, vivendo empaticamente il loro vivere ed essere.

“...un grumo di angoscia addensato nel petto.”

L'autrice ha una grande capacità narrativa, in grado di coinvolgere attivamente il lettore attraverso le indagini, mantenendo sempre desta la sua attenzione attraverso l'introduzione di indizi che a volte aiutano a comprendere alcuni avvenimenti, mentre altre volte stravolgono completamente l'idea che ci si era costruita fino ad allora.
Barbare Frale ci ha regalato un altro romanzo storico intrigante e travolgente. Ha sapientemente dosato e mescolato le nozioni storiche e politiche dell'epoca insieme alle parti romanzate, creando un giusto equilibrio nella trama, rendendo la lettura fluida e avvincente.
Interessanti sono le parti riguardanti le tradizioni romane, gli usi e costumi dell'epoca, regalandoci una parte del nostro passato ma, soprattutto, una visione d'insieme di ciò che accadeva in quegli anni, sottolineando gli intrighi all'interno del Vaticano, i complessi rapporti politici, la situazione delle donne e i problemi urbani.

“Le donne della nostra condizione sono strumenti nelle mani dei genitori. Come scrigni pieni d'oro che al momento opportuno si possono da in pegno.”

Seguite gli indizi di Brarbara Frale e lasciatevi travolgere dalla personalità affascinante ed esuberante di Lorenzo Il Magnifico. Indagate, osservate, perdetevi tra le bellezze della città di Roma e tra le pagine del libro.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)



Prodotto fornito da Newton Compton Editori



lunedì 24 settembre 2018

Recensione: "Il condominio degli amori segreti" - Livia Ottomani

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Titolo: "Il condominio degli amori segreti"
Autrice: Livia Ottomani
Editore: Newton Compton Editori



Visitare Roma, vuol dire perdersi tra strade, vicoli, monumenti, chiese e opere d'arte sparsi per la città. Ci vogliono giorni, mesi, anni per conoscerla profondamente e in tutta la sua complessità, eppure ci sarà sempre qualcosa che ci sfuggirà di lei, qualche angolo ancora sconosciuto da visitare e amare.
Questa volta, il nostro viaggio letterario sarà in uno dei suoi tanti quartieri popolari: la Garbatella. Un quartiere ricco di vita, storie, persone che vivono in condomìni e lotti ad alta densità demografica. Dove tutti si conoscono e si respira un'aria familiare, fatta di calore, unione e aiuto reciproco. In uno di questi condomìni, abitano i nostri protagonisti: Anita, Giovanna, Matteo, Diego, Paolo, Rodolfo, Pina, Carlo e la piccola Francesca.
Paolo e Rodolfo convivono nell'attico della palazzina, luogo di ritrovo, per pranzi e cene, tra chiacchiere e confidenze in un'atmosfera familiare e rilassata.
Diego è un fotografo ed è partito per lavoro, lasciando il suo appartamento in affitto.
Carlo e Pina sono sposati e vivono, insieme alla figlia Francesca, sullo stesso pianerottolo di Diego.
Matteo è il tuttologo del gruppo ed è lui che coordina e si prende cura dell'orto condominiale.
Giovanna è vedova e lavora come sarta e vive insieme alla figlia Anita. Una giovane ragazza che lavora come guida turistica ed ha una relazione con Mizuki Murakami.
Questo folto e allegro gruppo rallegrerà la nostra lettura, ma attenzione perché alcuni di loro nascondono dei piccoli segreti che custodiscono gelosamente all'insaputa di altri, e poi c'è Anita colei che inevitabilmente si ritroverà nel mezzo del romanzo e di cui seguiremo la storia in maniera più approfondita. Anita ama il suo quartiere, il condominio in cui vive, e la convivenza con la madre la sente sempre più stretta e soffocante. Vorrebbe essere più libera, ma soprattutto tiene nascosta la sua relazione con Mizuki. Non è ancora pronta per confidarsi con la madre, svelandole i suoi sentimenti, il suo amore per quest'uomo che frequenta da più di un anno. A complicarle le cose, ci penserà Daniele Bracci, il musicista che occuperà per un po' di tempo l'appartamento di Diego. Perché? Chi è Daniele? A voi scoprirlo, lasciandovi catturare dalla avventure e disavventure di Anita e del suo allegro e conviviale gruppo di condòmini.
Il romanzo non è originale e per alcune situazioni anche banale, ma ciò che rende questo libro gradevole e divertente, sono i suoi personaggi e il clima caldo, amichevole e confortevole che sa infondere al lettore.
I protagonisti sono simpatici, veri, spontanei e alcuni anche strampalati, senza per questo cadere nel ridicolo, al contrario la loro stravaganza li rende più veri e più vicini al lettore. La loro costruzione non risulta artificiosa o incastrata in uno stereotipo, è fluida, reale e ognuno di loro è caratterizzato da un particolare che lo rende, unico e familiare.
La trama è semplice, scorrevole e in alcuni punti prevedibile, ma ciò che lo rende piacevole e rilassante è il clima che si respira, fatto di amicizia, aiuto reciproco, familiarità, amore e passione per ciò che si fa.
Ho apprezzato moltissimo le nozioni culturali che si incastrano perfettamente nella trama del romanzo, senza risultare pedante o noioso e quei spunti musicali che si alternano, a volte, tra un avvenimento e l'altro, rendendo la lettura e la storia più armonica e leggera.
Ci sono alcuni libri che nella loro semplicità riescono a regalarci ore e momenti di allegria, piacevolezza e quel senso di calore e abbraccio familiare che in pochi riescono a far provare e questo testo è in grado di far vivere tutte queste emozioni e sensazioni.
Sfogliare e leggere il libro è come fare una passeggiata con gli amici, chiacchierando, ridendo, a volte fermandosi ad aspettare i più lenti o ad asciugare una lacrima, consolando l'amico in difficoltà. Altre volte si rallenta il passo, perché la compagnia è talmente piacevole che si vorrebbe prolungare a lungo quel momento di pace e tranquillità.
Qualunque sia la vostra andatura, incamminatevi con il collettivo di autori che ha dato vita a questo romanzo, lasciatevi avvolgere dalla loro allegria, respirate a pieni polmoni l'amicizia che trapela da ogni pagina e seguite quel vento fresco e birichino che scompiglierà le vite di alcuni dei nostri protagonisti.
Buona lettura!!


(Marianna Di Bella)

martedì 10 luglio 2018

Recensione: "Una questione di cuore" - Karen Swan


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Titolo: Una questione di cuore
Autrice: Karen Swan
Editore: Newton Compton Editori



Tra i vicoli e le strade della città di Roma, si incrociano e rincorrono verità e bugie, luci e ombre, in un lungo e interminabile gioco fatto di equilibri sottili e instabili. Si rincorrono incessantemente, prevalendo l’uno sull’altro, alternandosi reciprocamente: verità e bugie...bugie e verità. Un circolo vizioso che coinvolge tutti, indistintamente e di cui non si conosce l’inizio o la fine.
Verità e bugie che ci condurranno in una piccola piazzetta del centro storico della città eterna. Qui il destino giocherà le sue carte, facendo incontrare e scontrare personaggi apparentemente diversi.
La piazza, ubicata tra Piazza Navona e Campo de’ Fiori, è animata dai turisti e dai suoi abitanti che donano vivacità e allegria al luogo. In un piccolo appartamento vive la nostra protagonista, Francesca Hackett, per gli amici Cesca.
Cesca è una ragazza inglese, vive da pochi mesi a Roma, lavora come guida turistica, scrive per il suo blog, che conta migliaia di followers, e il tempo libero lo trascorre con i suoi tre amici. Una sera, ritrova in un bidone dell’immondizia una borsa firmata, probabilmente rubata e abbandonata dal ladro che l’ha gettata dopo essersi appropriato dei soldi. La borsa custodisce al suo interno una lettera chiusa, indirizzata a una donna di nome Elena. Cesca scopre che la borsa appartiene alla viscontessa Elena Damiani, la proprietaria del prestigioso palazzo azzurro che domina la piazza.
La nobildonna è una figura di spicco nell’alta società romana e il suo passato turbolento e misterioso è sempre stato fonte di pettegolezzi e curiosità. I giornali hanno sempre raccontato la loro versione dei fatti, ma nessuno si è mai avvicinato alla verità. Un velo di mistero avvolge la donna, ma finora nessuno è riuscito a saperne di più. Nessuno è riuscito a conoscere la sua vera anima. Nessuno è riuscito a vedere oltre la superficie, superando le apparenze. Nessuno, prima dell’arrivo di Cesca.
La viscontessa è affascinata dalla ragazza e le offre un lavoro remunerativo e importante: scrivere la sua biografia. Cesca dovrà riuscire a dare un ritratto il più possibile veritiero e aderente alla figura della donna, ma non sarà un’impresa facile perché spesso la verità si nasconde dietro la bugia e viceversa.
Riuscirà Cesca a comprendere la complessa figura della nobildonna? Riuscirà a scoprire cosa si nasconde dietro il suo passato? Chi è questa enigmatica donna? Cosa ha vissuto?
Tranquilli, scoprirete tutto ma solo continuando a leggere il libro. Un romanzo coinvolgente, intrigante e spesso complesso per le innumerevoli informazioni da ricordare e per le vicende che si snodano durante la narrazione.
Karen Swan è riuscita, ancora una volta, a stupirci con un romanzo completamente diverso per trama e personaggi. L’autrice ha ambientato il libro a Roma, regalandoci una storia fresca, coinvolgente, senza cadere nei classici stereotipi con cui veniamo a volte ritratti nei libri o nei film. Al contrario, ha costruito la trama intorno a dei punti cardini importanti, come ad esempio la complessa situazione urbanistica della città, la situazione del sottosuolo e i suoi innumerevoli tesori sepolti da strati e strati di cemento, il confine labile tra verità e bugia, i complessi rapporti familiari e affettivi e molto altro che vi lascerò scoprire, perché questi saranno solo alcuni dei muri portanti che sorreggeranno lo scheletro di questo romanzo affascinante.
Karen Swan ha costruito la trama in un alternarsi di piani temporali, ogni capitolo è un salto tra presente e passato, presentandoci in questo modo il rapporto tra Elena e Cesca, ma soprattutto, il vero passato di Elena, permettendoci di scoprire le innumerevoli problematiche familiari, affettive e personali che la donna ha dovuto affrontare e subire. Nonostante il salto temporale, i capitoli sono legati l’uno all’altro nel continuo della storia, decisivi risultano essere quelli dedicati al passato, perché ci aiutano a comprendere la donna che si cela dietro vestiti e gioielli, permettendoci di sollevare il velo dell’apparenza e della superficialità. L’autrice, inoltre, ha saputo creare momenti di suspense e curiosità, interrompendo alcuni capitoli, proprio nel momento in cui il lettore si sta avvicinando a comprendere alcune punti importanti, accendendo in questo modo, la curiosità e la vena investigativa che si nasconde in ognuno di noi.
I personaggi sono ben costruiti, ognuno con una complessa struttura psicologica, in modo particolare le due protagoniste. Caratteri diversi, storie diverse, età diverse, unite da uno stretto rapporto, non solo lavorativo, e da un passato scomodo e ingombrante.

“…non avevano mai saputo nulla di lei. Per tutti era semplicemente un’immagine, null’altro che un’idea. Nessuno sapeva che dentro di sé si sentiva di ghiaccio, né la cosa importava granché. Era rimasta intrappolata in un mondo che traeva godimento dal punirla di continuo: si sentiva sempre sola, anche in mezzo alla folla, aveva freddo quando si stendeva al sole, sempre all’erta durante il sonno, e affamata ma costantemente in preda alla nausea…”
(citazione tratta dal testo)


Siete pronti ad immergervi in un romanzo intrigante ed enigmatico? Siete pronti a scoprire il passato della viscontessa Elena Damiani? Non vi resta che iniziare a leggere…buona lettura!!!


(Marianna Di Bella)

lunedì 4 giugno 2018

Recensione: "Crioconservazione" - Gabriella Carbone

libro, recensione, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, destino, solitudine, romanzo
Titolo: "Crioconservazione"
Autrice: Gabriella Carbone
Editore: Casa Editrice Kimerik



Tra le strade trafficate di Roma, tra le migliaia di persone che la visitano, la vivono e l'amano, quattro sono i volti che calamitano la nostra attenzione. Quattro persone in grado, di catturare il nostro interesse, permettendoci di entrare nelle loro vite, scoprendo se stessi. Seguiamoli e conosciamoli meglio. Loro sono: Claudia, Marco, Teresa e Mario.
I quattro protagonisti non si conoscono ma, per uno strano gioco del destino, le loro esistenze sono destinate a vivere e svelarsi in questo libro e per tutta la durata della lettura.
Claudia è una studentessa universitaria, originaria della Calabria. Ha da poco perso la nonna a cui era legatissima. Questo episodio non ha fatto altro che accentuare le sue debolezze e insicurezze, facendola cadere nel vortice della bulimia. La sua sofferenza è atroce, ma nessuno sembra rendersi conto del suo dolore che, urla in modo straziante nel suo povero corpo martoriato da una malattia subdola.
Marco, invece, è tornato da poco a Roma. Ha viaggiato per anni, in giro per il mondo, cercando di soffocare il dolore per la perdita del padre, morto in un incidente d'auto. Ha cercato, inutilmente, di riempire quel vuoto che lo accompagna da quando è nato. La sua vita non è stata facile, cresciuto senza la madre, morta poco dopo il parto e senza l'affetto del padre, chiuso nel suo dolore e successivamente perso in un altro rapporto, privando il figlio di quell'affetto e quell'amore che avrebbero potuto colmare, quella sensazione di solitudine e vuoto esistenziale.
Teresa è un'insegnante d'inglese in pensione. La sua vita è trascorsa lezione dopo lezione, anno dopo anno, impegnata tra classi, studenti, interrogazioni ed ora si ritrova sola, con tantissimo tempo libero a disposizione. La sua esistenza e il suo sé sono legati all'insegnamento, e senza di esso si sente vuota, trascurata, abbandonata a se stessa.
Infine, ecco Mario, lui ha sempre amato la fotografia, immortalando istanti da custodire e conservare. È sposato, ha un figlio adolescente e per un bel po' di tempo ha messo da parte la sua passione per dedicarsi alla famiglia. Quando sembra che i suoi sogni stiano per avverarsi, un tragico incidente mette fine a tutte le sue speranze, lasciandolo con gravi problemi alle gambe e una lunga riabilitazione.
Cos'hanno in comune queste quattro persone? La solitudine, il sentirsi persi, inadeguati ai cambiamenti e alla società che li circonda. Si sentono invisibili, con un dolore straziante e persistente, il loro unico desiderio è di poter porre fino a tutto, fino a quando...
Fino a quando non decidiate di continuare la lettura, dando vita e importanza alle loro esistenze, scoprendo i cambiamenti e le svolte del destino.
Leggendo il libro, imparerete a vedere oltre le apparenze, scoprendo un mondo ai margini che spesso tendiamo a ignorare ma, soprattutto, ricorderete quanto è importante la vita. Spesso lo dimentichiamo, lasciandoci distrarre dalla routine quotidiana o lasciandoci sopraffare dalla sofferenza e dalla solitudine, che sanno essere cattive consigliere e non ci permettono di vedere altro, per cui valga la pena sorridere e vivere.
Gabriella Carbone ha tratteggiato con delicatezza i personaggi, evidenziandone le paure, le profonde solitudini e cicatrici. Ha creato una storia apparentemente semplice, dove tutto si svolge in maniera pacata e tranquilla. Ogni avvenimento si manifesta con ordine e calma, così come i personaggi che si alternano nelle loro storie. Ma la forza del romanzo cresce pagina dopo pagina, acquisendo energia e importanza, pronto a colpirci con un finale che non ci aspettiamo, lasciandoci interdetti, con quel senso di amarezza che ci accompagna sin dopo la fine del romanzo.
Un finale su cui riflettere molto attentamente.
Un finale amaro.
Un finale commovente.
Un finale difficile da dimenticare.

“Nella vita, ho capito, ci è permesso tutto, tranne che restare fermi. 
Ognuno deve fare il suo viaggio.”
(citazione tratta dal testo)

Non mi resta che augurarvi una buona lettura e ricordate: siate sempre voi stessi, vivete ogni istante e non fermatevi, continuate a camminare.
Buona lettura!!!



(Marianna Di Bella)

martedì 27 marzo 2018

Recensione: "Roma in rima" - Loredana Aureli

libro, poesie, mdb, recensione, roma, città eterna, stornelli romani, libri il nostro angolo di paradiso
Titolo: Roma in rima
Autrice: Loredana Aureli
Editore: Youcanprint Self-Publishing




È difficile riuscire a conoscere e comprendere l'anima di una città, se non si è residenti e non si è nati nella cittadina. Non è sufficiente visitarla per pochi giorni seguendo itinerari turistici, visitando monumenti, chiese, musei, per comprendere la sua profondità culturale, sociale, storica ecc.
Conoscere intensamente una città, vuol dire perdersi tra le sue strade osservando tutto con attenzione e imparzialità. Assaggiare i piatti tipici, conoscere i pregi e i difetti che la contraddistinguono, conoscere i suoi abitanti, il dialetto e soprattutto la storia cittadina.
Conoscere l'anima di una città, vuol dire non fermarsi mai alla superficialità delle cose, ma andare oltre per scoprire un luogo intenso e profondo.
Oggi conosceremo una città meravigliosa, culla della civiltà e capitale italiana: Roma.
Loredana Aureli, sarà la nostra guida, il nostro cicerone, colei che ci prenderà per mano e ci guiderà tra i vicoli e l'anima della città eterna.
Le sue poesie sono mappe che ci aiutano a muoverci e districarci tra i vicoli, il traffico, le buche e le innumerevoli contraddizioni che accompagnano la capitale e i suoi abitanti. Poesie che hanno il sapore e il ricordo nostalgico degli stornelli romani che con musicalità e poeticità ci raccontano di tempi passati, di storie antiche e di personaggi unici e inimitabili.
Loredana Aureli non nasconde nulla della città eterna, ne racconta la bellezza e la bruttezza, le disparità sociali, le problematiche urbane, il rapporto simbiotico del popolo romano con la sua storia e il suo passato glorioso.
Roma è una città che accoglie e abbraccia tutti, anche chi la tratta male e tenta di rovinare la sua bellezza. Una città magica, meravigliosa, ironica, sarcastica e in continua crescita e evoluzione.
Una città che sa essere contemporaneamente una mamma severa ma anche una donna bellissima, elegante e superba.

“...Donna elegante, frivola ma vera
Madre austera, a vorte severa
A noi fiji hai donato'a tua ricchezza
A tutti i posteri 'a tua bellezza...”
(citazione tratta dal testo)

Una città che vi invito a conoscere e scoprire soprattutto attraverso le poesie di Loredana Aureli, che sono delle dolcissime dichiarazioni d'amore.

“Io te leggo Roma mia, te leggo e me'nnamoro
Te guardo, te vedo, te sento e perfino te odoro...”
(citazione tratta dal testo)

Trovate il vostro angoletto romano, osservate ciò che accade intorno a voi, guardate tutto con meraviglia e stupore e poi aprite il libro e seguite le rime baciate di queste poesie meravigliose.
Innamoretevi del libro...innamoratevi delle poesie...innamoratevi di Roma...innamoratevi!!
Buona lettura!!!


(Marianna Di Bella)

mercoledì 21 marzo 2018

Recensione: "Giulia Tofana. Gli amori, i veleni"

libro, romanzo storico, amore, recensione, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, roma, donne
  Titolo: "Giulia Tofana. Gli amori, i veleni"
Autrice: Adriana Assini
Editore:  Scrittura & Scritture



Roma, 1624.
La città eterna è sotto il potere religioso e politico di papa Urbano VIII che detta legge seguendo le sue inclinazioni e le sue ambizioni.
La Santa Inquisizione lavora alacremente, controllando e sorvegliando la popolazione e punendola severamente per ogni sbaglio e infrazione commessa. Ma questo non ferma zingari, vagabondi e ladri che gironzolano nella capitale sfidando le leggi. Nonostante i controlli severi e i divieti, la criminalità, la violenza e il malcontento serpeggiano tra le strade e i quartieri della città cristiana.
Tra queste stradine, precisamente in un appartamento alla Lungara, vive la nostra protagonista: Giulia Tofana.
La giovane donna è arrivata da poco a Roma, insieme a Girolama Spinola, sua sorella di latte, una donna schietta, ruffiana e con spirito pratico che mette spesso in guardia la nostra protagonista sulle scelte e le azioni intraprese.
Giulia è sfrontata, sanguigna, imprevedibile, ribelle, opportunista e possiede una bellezza prorompente. Desidera il rispetto degli uomini, la sua indipendenza, sogna il riscatto sociale e l’amore incondizionato di Manfredi.
È una donna ambiziosa e aspetta il giorno per dimostrare al mondo quanto vale. Non tollera il predominio maschile e le leggi scritte da uomini a discapito delle donne. Per questo aiuta le donne maltrattate, costrette a convivere con uomini violenti, vendendo loro un veleno creato appositamente da lei stessa. Un veleno composto da arsenico e antimonio che non lascia traccia e non desta sospetti.

“…un composto dalle qualità straordinarie, che una volta somministrato alle vittime designate non provoca disturbi di rilievo, se non la febbre e il vomito, effetti comuni ai malanni più diffusi. Era comunque nel finale che si rivelava il meglio dell’opera, allorché il veleno, stroncato il malcapitato con un attacco di cuore, conferiva al suo volto un colorito così roseo da allontanare qualsiasi sospetto di un possibile assassinio.”
(citazione tratta dal testo)

Giulia diventa, così, la paladina delle donne in difficoltà, a dispetto delle leggi “… sfidando il buio dell’animo e la mano del boia, il “male dei francesi” e la scomunica del Papa.” (citazione tratta dal testo)
Per riuscire a comprendere la storia di Giulia e le motivazioni che l’hanno spinta a realizzare un veleno così potente, occorre conoscere e capire il suo passato.

“Per comprendere perché siamo come siamo, bisogna tornare indietro nel tempo.”
(citazione tratta dal testo)

Quindi prendete il libro e preparatevi a questo viaggio nel passato che vi presenterà non solo un’Italia completamente diversa da quella che conosciamo oggi, ma soprattutto la storia di una donna ambiziosa, sfrontata che cerca in tutti i modi di realizzare i suoi progetti, ma la vita la metterà di fronte a se stessa e alle conseguenze delle sue scelte e delle sue azioni.
Leggere questo romanzo storico è come ammirare un’opera d’arte, ogni passaggio, azione o dialogo è una pennellata perfetta e incisiva data sulla tela e sul nostro animo.
Il testo è un quadro che deve essere osservato attentamente, sin nei minimi particolari e per comprenderlo pienamente il lettore deve andare oltre la superficie delle cose e dei pensieri, entrando in profondità nell’anima della protagonista, del romanzo e del periodo storico.
Adriana Assini, ha realizzato un romanzo storico intenso, coinvolgente e altamente riflessivo. Le sue descrizioni, attente e precise, catapultano il lettore direttamente nella trama, facendolo sentire parte della storia e della vita di Giulia.
Ogni capitolo regala emozioni diverse, seguendo un ritmo narrativo avvincente e intrigante. I personaggi sono ben costruiti, ognuno con una caratterialità diversa, una profondità d’animo e di pensiero che li rende unici e importanti. Pagina dopo pagina, pennellata dopo pennellata i personaggi acquistano forza e intensità, alcuni conquistando letteralmente la scena e il cuore del lettore.
Lasciatevi avvolgere dalla storia e dalla bravura dell’autrice, seguite le sue parole, perdetevi tra le strade della Roma barocca, osservate e ascoltate tutto con molta attenzione e godetevi questo meraviglioso romanzo storico.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)