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martedì 7 ottobre 2025

Recensione: "Di buone maniere & altri delitti" - Anastasia Hastings

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Titolo: Di buone maniere & altri delitti

Titolo Originale: 

Good Manners & Other Crimes

Autrice: Anastasia Hastings

Editore: Newton Compton Editori




Buongiorno lettori,

oggi il nostro viaggio letterario sarà ricco di misteri da svelare e di un assassino da scoprire ma, prima di iniziare ad indagare, dobbiamo fare un viaggio indietro nel tempo.

Pronti?

Bene!

Prendiamo il libro, sfogliamo le prime pagine e...eccoci catapultati a Londra nel 1885.

È una calda giornata di fine giugno e in una casa dell'alta società c'è grande fermento. Cosa succede? Nulla di preoccupante, la proprietaria della casa, Adelia Henrietta Georgina Tylney Manville, è in partenza con Hamish MacGill, il suo ultimo fidanzato.

Adelia è una donna forte, schietta, stravagante e fuori dagli schemi. Vive tutto con passione e al tempo stesso è una roccia, soprattutto, per le due nipoti Violet e Sephora.

Adelia è una donna dalla forza immutabile ma nasconde un segreto. Un segreto che vuole svelare a Violet prima di partire.

La donna ha una rubrica sulla rivista A Woman's Place, sotto lo pseudonimo di Miss Hermione. Una consulente sentimentale famosa in tutto l'Impero britannico.

Miss Hermione è ammirata e seguita da un folto pubblico che le scrive per ricevere consigli, che lei elargisce con saggezza e un pizzico di ironia. Nessuno conosce la sua vera identità e Adelia vorrebbe continuare a mantenere l'anonimato, ma per riuscirci deve lasciare l'incarico a qualcuno di cui potersi fidare. La sua scelta ricade su Violet, la nipote. In realtà è da un bel po' che Adelia pensa di lasciare la sua attività alla ragazza, la ritiene la persona giusta per quel compito ma, l'imprevedibilità di Hamish e l'organizzazione del viaggio all'ultimo minuto, non le consentono di introdurre gradualmente la nipote al ruolo di consulente sentimentale. Quando svela il segreto a Violet , la ragazza si oppone, non vuole prendere il suo posto, non si sente adatta per quel ruolo e fa di tutto per non accettare la proposta; ma la zia non ha tempo per sentire le sue ragioni e in poco tempo il suo “uragano di energia” lascia la casa per vivere la sua ultima avventura.

Violet è sconcertata. Lei è, caratterialmente, più riservata e meno esuberante della zia. Ama leggere, studiare, in particolare le antiche civiltà dei Paesi Orientali, inoltre, è una persona razionale, piena di buon senso, ben ordinata sia nelle abitudini quotidiane che nella mente e non si vede nel ruolo di consulente sentimentale, non pensa di avere le attitudini e le capacità adatte per elargire consigli e per approcciarsi nel modo più consono alle centinaia di lettere e richieste di aiuto.

Nonostante le sue riserve, si sforza comunque di essere all'altezza del compito e per prima cosa, decide di leggere l'ultimo elaborato della zia per capire e studiare il suo metodo di scrittura e di lavoro. Mentre è intenta a capire come muoversi, le capita tra le mani una lettera scritta da “Una Moglie Disperata ma Piena di Speranza”, una giovane sposa che aveva già scritto a Miss Hermione perché si sentiva a disagio nel suo nuovo ruolo di moglie. Miss Hermione le aveva consigliato di prendersi del tempo per lei, per amare se stessa e poi il marito. Nella seconda lettera, la Moglie Disperata scrive che la situazione è peggiorata al punto da affermare che qualcuno vuole ucciderla e nella missiva nasconde degli indizi che svelano le immagini dei sospettati. Ritagli di giornale del villaggio Willingdale nell'Essex, che ritraggono due uomini e due donne ben inseriti e conosciuti nella comunità locale.

È vero o è solo la follia di una mitomane in cerca di attenzione?

Violet è colpita dalla lettera e grazie alla sua intelligenza e ad alcuni indizi lasciati dalla donna, capisce che non è tutto frutto dell'immaginazione, perché i ritagli sono veri, le persone sono vere e scopre che il nome della moglie disperata è Ivy.

Cosa fare?

Violet vuole saperne di più. Vuole conoscere e aiutare la donna così, di nascosto dalla sua sorellastra Sephora e dalla fidata domestica Bunty, parte per il villaggio di Willingdale e una volta arrivata scopre di essere in ritardo...Ivy è morta.

Cosa è accaduto? Un incidente oppure qualcuno l'ha realmente uccisa?

Alcune persone nel villaggio affermano che Ivy si sia suicidata, mentre altri credono nella teoria dell'incidente. A chi credere? C'è qualcosa di strano e misterioso che non convince Violet che inizia a indagare e...la mia narrazione finisce qui, perché adesso starà a voi continuare a investigare con Violet per scoprire la verità. Quindi armatevi di pazienza e abilità nel destreggiarvi tra pettegolezzi, segreti e bugie. Non sarà facile, ma sicuramente non vi annoierete.

“Di buone maniere & altri delitti” è un giallo ambientato in epoca vittoriana con la capacità di intrattenere e coinvolgere in un'indagine interessante, mai noiosa,  dove le donne sono le protagoniste assolute. Donna è la protagonista che cerca in ogni modo di scoprire la verità sulla morte di un'altra donna che, nonostante la sua assenza e condizione di defunta, riesce ad essere una presenza costante e importante per le indagini grazie agli indizi lasciati sparsi nel suo diario.

Violet e Ivy sono due donne diverse ma unite dall'esigenza di scoprire la verità.

Una verità che si svelerà lentamente attraverso un romanzo giallo che accompagnerà i lettori in piacevoli ore di lettura in compagnia di personaggi interessanti e di una scrittura semplice e mai noiosa o pomposa.

Per molte persone, questo romanzo può sembrare solo un giallo intrigante, ma se si legge attentamente tra le righe e si va a fondo nella storia, si aprirà un quadro ben più interessante e sfaccettato. Un quadro dove la società patriarcale vittoriana predomina sulla figura femminile, il cui ruolo e riconoscimento in quanto persona è legato sempre e solo alla figura di un uomo, che sia marito, padre, fratello etc.

La donna non poteva possedere nulla, non poteva ribellarsi o esprimere il proprio pensiero, altrimenti subiva delle ritorsioni, come ad esempio essere ritenute folli e rinchiuse in manicomi, oppure raggirate da uomini senza scrupoli o emarginate perché ritenute folli e inappropriate.

Esempi presenti nel romanzo attraverso le storie di diversi personaggi femminili che, con la loro presenza, ci regalano un quadro interessante e profondamente riflessivo.

Donne diverse per età, carattere, stato sociale. Donne lavoratrici, vedove, sole, raggirate, illuse e tradite.

Donne come Ivy, sola e incerta; Sephora che sogna il matrimonio; zia Adelia forte ed esuberante; Violet, la nostra protagonista, una donna forte, intelligente e indipendente. Una ragazza che cerca la sua strada nel mondo e nella società dell'epoca.

Donne che vi invito a leggere e scoprire.

Devo però precisare una cosa per me molto importante, ogni volta che leggo un romanzo giallo, “il piccolo detective incompreso” che è in me, esce fuori e cerca di scoprire l'identità dell'assassino, fallendo miseramente. Questa volta, però, sono riuscita a comprendere la verità e come si sono svolti i fatti e questo, se da una parte mi ha fatto piacere, dall'altra mi ha spiazzata perché, o io sto migliorando romanzo dopo romanzo o l'autrice ha reso la storia e gli indizi estremamente facili e comprensibili. A parte questo però, non posso far altro che consigliarvelo perché è un testo in grado di regalare momenti di tranquillità e piacevoli ore di lettura.

Non esitate, seguite Violet e buona indagine.


Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia dell'ebook.

venerdì 20 giugno 2025

Recensione: "La regola dei terzi" - Gemina

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Titolo: La regola dei terzi

Autrice: Gemina



Buon Pomeriggio lettori,

oggi vorrei portarvi alla scoperta di un giallo interessante e coinvolgente, ambientato nella città più bella, carismatica, ricca di arte e storia: Roma.

Roma aspetta tutti. Con quante cose ti aspetta! Con quanta fiducia sa di non deluderti.”

(citazione tratta dal testo)

Prima di immergerci nella storia, occorre fare un viaggio indietro nel tempo, esattamente nel 1878. Roma è completamente diversa da come la conosciamo oggi. Niente traffico, lavori in corso, smog ma solo la vita quotidiana dell'epoca. Per iniziare al meglio questo viaggio dovrete raggiungere Via di Banchi Vecchi. Una volta arrivati, percorrete la strada fino a quando non trovate la bottega d'arte “Ditta Almaviva. Belle Arti”.

Trovata? Bene.

Entrate. Gironzolate nella bottega, ma attenti a Maritozzo, il gargoyle che accoglie i clienti. Lo so, è strano ma la sua presenza rende il posto ancora più caratteristico. Alcesti vi è affezionata....come? Chi è Alcesti? Giusto, ho dimenticato di presentarvi la proprietaria della bottega e protagonista di questo romanzo.

Alcesti Almaviva ha aperto da poco la sua attività, grazie all'aiuto di Sor Leo, vicino di bottega, nonché amico e locatore dell'immobile. Un personaggio importante che scoprirete durante la lettura. Ma torniamo alla nostra protagonista, la donna è tornata a vivere a Roma, la sua città natale, dopo aver trascorso vent'anni della sua vita in Sicilia. Alcesti era sposata, ma qualcosa nel matrimonio non ha funzionato, ma non esamineremo ora le cause della sua fine perché ciò che ci interessa è conoscere meglio la donna e i personaggi che ruotano intorno alla sua vita e alla bottega.

Alcesti è una donna intensa, carismatica e combattiva. Una donna pronta a tutto pur di essere libera ed economicamente indipendente. Non è più disposta a sottomettersi all'autorità e al volere di un uomo. Non è più disposta ad annullarsi e rinunciare ai suoi sogni, e se non può più diventare un'artista giramondo, creando e firmando le sue opere, può comunque rimanere nel mondo artistico vendendo pennelli, colori, album, aiutando e sostenendo gli altri a creare opere artistiche.

Non pensiate che per lei sia un ripiego, perché ama il suo lavoro, ciò che ha costruito ma, soprattutto, è affezionata ad alcuni clienti che frequentano la sua bottega.

Valentino Carrasco, ad esempio, è un giovane e talentuoso artista e la donna si affeziona immediatamente a questo ragazzo introverso che disegna dei paesaggi magnifici. Per aiutarlo e sostenerlo decide di assumerlo come aiutante, dandogli la possibilità di esporre e vendere le sue opere. Un'opportunità importante che il ragazzo prende al volo, permettendogli di comprare tutto il materiale che gli occorre.

Altro personaggio che frequenta la bottega di Alcesti, ma per altri motivi, è Davi, una ragazzo arguto, ironico e attento, che l'aiuta nel reperire alcuni materiali artistici, come ad esempio il carboncino.

Due ragazzi caratterialmente diversi ma legati da un'amicizia sincera e da un bene filiale che la donna sente per loro.

La loro vita scorre più o meno tranquillamente fino a quando una sera non accade qualcosa che travolge la vita di Alcesti.

Cosa?

Una morte misteriosa.

Di chi?

Attilio Bonadie, un professore di scienze.

Cosa gli è accaduto? Si è sentito male? Ha avuto un incidente? Lo hanno ucciso?

È troppo presto per svelarvi la storia, ciò che posso sicuramente anticiparvi è che Alcesti scopre il cadavere e, suo malgrado, si ritrova a indagare per comprendere e appagare la sua voglia di agire e investigare. Istintivamente prende il suo quaderno da disegno e inizia a riprodurre su carta la scena e...direi basta così, altrimenti svelo troppo, togliendovi il piacere di leggere e scoprire un giallo emozionante e divertente.

Mi prese d'istinto una frenesia nuova, che con il senno del poi mi parve teatrale e con il senno del mentre un eccentrico colpo di genio. Le mani frugarono nella borsa. Portavo sempre un taccuino da disegno per arte improvvisata, insieme a una matita e alla romanticheria di fermarmi per strada colta dall'ispirazione che offriva Roma. Catturare scorci, vecchiumi, palazzi, stemmi, colonne, mezze colonne da disegnare con l'aria assente degli artisti poveri, poveri aspiranti alla fama dei predecessori.”

(citazione tratta dal testo)

Se amate la città di Roma e volete viverla nella maniera più inconsueta, vi consiglio di leggere il libro per immergervi in una storia ricca di misteri da svelare, scorci mozzafiato da scoprire, personaggi carismatici e interessanti da conoscere e apprezzare.

Personaggi che sapranno ammaliarvi con la loro ironia. Personalmente ho apprezzato Davi, un ragazzo furbo, ironico, arguto e divertente. Sempre pronto ad aiutare e sostenere la nostra protagonista. Altro personaggio che ho apprezzato è Sor Leo. Una figura che, pur non essendo mai in primo piano, riesce ad essere presente, in particolare, nei momenti cruciali. Veglia, protegge e sostiene Alcesti da dietro le quinte, azionando una macchina di protezione efficiente e importante.

Alcesti, la nostra protagonista, è una donna intensa e avanti per quell'epoca. Dopo un matrimonio sbagliato, si ritrova a lottare per la sua libertà di donna e la sua indipendenza economica. Attraverso la vita di questa donna coraggiosa e libera, ci ritroviamo a riflettere su alcune tematiche importanti e delicate, come ad esempio l'impossibilità ad avere figli e il conseguente giudizio e biasimo da parte della società. Alcesti si ritrova a vivere sulla propria pelle il rimprovero e il sentirsi giudicata e sbagliata da un marito e da una società ristretta che preferiscono nascondere e chiudere in convento, piuttosto che comprendere e tutelare. La donna si ribella a tutto questo, non è disposta a lasciare che altri decidano della sua vita, non è disposta a sentirsi giudicata e sbagliata. Vuole dare la precedenza a se stessa e al suo benessere.

Vuole essere libera.

Ero invecchiata senza vivere, ma consapevole di una giovinezza mentale che non accettava la resa. Il tempo attraversa e consuma, ora, proprio ora, prima che il tempo mi divorasse, lo afferro, lo lego a me, lo vivo. Ci provo, magari quasi ci riesco.”

(citazione tratta dal testo)

“La regola dei terzi” è un giallo intrigante che inizia lentamente per permettere al lettore di entrare in punta di piedi nella storia e nella comprensione della città di Roma. Una città complessa e ricca di sfumature che ha bisogno di tempo per essere compresa pienamente.

Personalmente ritengo che ci siano alcune piccoli errori e questioni da sistemare, ma ciò non toglie che la trama, i personaggi e il contesto storico, artistico e culturale siano interessanti, coinvolgenti e belli da leggere e scoprire.

Apprezzo molto la scrittura di Gemina e la sua dedizione alla scrittura e alla creazioni di romanzi gialli accattivanti, complessi e ricchi di misteri. In questo romanzo, ad esempio, riesce ad intrecciare elementi apparentemente diversi regalandoci una storia coinvolgente, con un'investigazione lenta e mai serrata che ci conduce in un'immersione totale nella società romana e in un contesto di ineguagliabile bellezza.

Non so se Gemina ha pensato ad un seguito del romanzo ma, personalmente, mi piacerebbe ritrovare Davi, Sor Leo, Guido, Valentino, Pistacchio, Ottavo Augusto e tutti gli altri personaggi.

“La regola dei terzi” è un inno d'amore dell'autrice alla Città Eterna, all'arte, all'archeologia e a tutte quelle persone che hanno influenzato la sua vita lasciando un segno indelebile nella sua anima e che ritroviamo in alcuni personaggi presenti nel libro.

Un inno d'amore che vi invito a leggere e scoprire.

Buona lettura.




Marianna Di Bella