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giovedì 25 luglio 2024

Review Party: "Ti Bacio poi Ti Odio poi Ti Amo" - Anna Zarlenga

 


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Titolo: Ti Bacio poi Ti Odio poi Ti Amo

Autrice: Anna Zarlenga

Editore: Newton Compton Editori




Buongiorno lettori,

oggi vi porto con me alla scoperta del nuovo romanzo di Anna Zarlenga.

Per immergerci completamente nella storia, dovremmo prepararci per un viaggio virtuale a Napoli, per assistere a un concerto. Il cantante è Big M, vero nome Marcello, il nuovo astro nascente del panorama musicale.

Marcello è il nuovo sex symbol musicale e sta spopolando tra le ragazze che, ad ogni suo concerto, attendono con trepidazione la parte finale dell'evento, perché quando inizia l'ultima canzone prevista per quella serata, il cantante si strappa la camicia, mandando in visibilio tutte le ragazze e bacia focosamente una delle fans. Ma questa serata sarà particolarmente interessante per noi lettori, perché questa volta il nostro protagonista avrà un incontro inaspettato con uno schiaffo. Sì, avete letto bene, un sonoro ceffone che risuonerà per tutto il locale e verrà ripreso da tutti i telefonini presenti, diventando in poco tempo virale.

Chi ha osato schiaffeggiarlo nel momento tanto atteso dalle fans? Chi, secondo lui, ha osato umiliarlo in questo modo, non gradendo il suo bacio? Lei è Diana Alonzo, la nostra protagonista, che si trova al concerto di malavoglia, trascinata dalla sua migliore amica Paola. Diana non ascolta la radio, non conosce Marcello, non sa nulla del consueto bacio elargito alle fans e, soprattutto, detesta le sorprese così, quando si ritrova le labbra di lui sulle sue, la sua reazione istintiva è di mollargli un sonoro ceffone con annessa una bella ramanzina. Perché se c'è una cosa che caratterizza la ragazza è il suo carattere schietto e sincero.

Tra i due nascono subito scintille.

Marcello  non si aspetta una reazione del genere, si sente umiliato, ferito nel proprio ego. Lui così sicuro di sé e del suo fascino non lo accetta e per ripicca lancia una sfida: far innamorare Diana in 30 giorni.

Ciò che il ragazzo non ha previsto è che lei non è come tutte le altre. È una ragazza razionale fino al midollo, non si lascia andare alle emozioni, non crede più al romanticismo e la sua vita è interamente concentrata al conseguimento dei suoi obiettivi: laurearsi in Scienze politiche, lavorare, viaggiare e realizzare i suoi sogni.

Può lui, egocentrico, sicuro di sé e del suo fascino, amante delle relazioni fugaci, concentrato solo sul godersi il successo tanto cercato e agognato, conquistarla e farla innamorare?

Possono questi due poli opposti incontrarsi senza litigare dopo due secondi?

Riuscirà Marcello a conquistarla e vincere la scommessa?

Riuscirà Diana a resistere al suo fascino?

A voi il piacere di scoprirlo. Ciò che posso consigliarvi è di lasciarvi trascinare da questa storia e dai suoi due protagonisti che, a dispetto delle apparenze, sono divertenti, sarcastici e con una loro interiorità tutta da scoprire.

Le voci narranti del romanzo sono dei due protagonisti che, in un alternarsi di capitoli e punti di vista, ci accompagneranno all'interno dei loro pensieri, facendoci scoprire il loro mondo interiore e la loro dolce e romantica storia d'amore.

Una storia d'amore in grado di farci sognare e di mettere in evidenza non solo le emozioni dei due ragazzi, ma anche alcune tematiche attuali, come ad esempio: l'influenza dei social nella vita delle persone, la gestione del successo, il controllo e lo sfruttamento della carriera e dell'identità artistica, il timore di lasciarsi andare alle emozioni, la mancanza di fiducia in se stessi etc.

“Il mondo dei social è curioso e spietato e il concetto di privacy è molto labile.”

(citazione tratta dal testo)

Anna Zarlenga ha scritto una storia deliziosa, romantica, divertente e mai noiosa. I dialoghi sono frizzanti, ironici, e delicati quando l'autrice decide di farci entrare nel mondo interiore di due protagonisti, svelando le loro paure e insicurezze.

Quelle insicurezze in cui, probabilmente, in molti potrebbero riconoscersi. Diana vive con la costante sensazione di essere invisibile, di non valere nulla, di non meritare ciò che si è guadagnata e ha paura di lasciarsi andare alle emozioni, ai sentimenti rischiando di soffrire e perdere la propria strada. Allo stesso modo, anche Marcello ha il timore di uscire dal suo bozzolo per far valere le sue idee, la sua identità artistica e, anche lui, lasciarsi avvolgere dall'amore.

“Ognuno di noi ha il suo bozzolo. Deve solo trovare un modo per aprirlo e spiccare il volo”

(citazione tratta dal testo)

Devo essere sincera, all'inizio Marcello l'ho trovato odioso, antipatico, egocentrico al punto tale da far fatica a leggere le sue parti. Ma andando avanti con la lettura, sono iniziate ad emergere delle crepe da cui ho iniziato a intravedere il vero Marcello, la vera essenza del suo carattere. Egocentrico ma divertente, pazzo, pieno di vita e con molto da donare agli altri.

“Perché la stella che guida i miei passi sei tu. Senza di te, sono destinato a restare ai margini della strada.”

(citazione tratta dal testo)

I due protagonisti sono psicologicamente ben costruiti e sono circondati da personaggi secondari che, non solo li supportano ma emergono grazie alla loro essere divertenti e carismatici, come ad esempio Alex, Dori, la sorella di Diana etc. Personaggi a cui mi sono affezionata, ad eccezione di Rebecca che nel suo ruolo negativo è perfetta e odiosa al punto giusto, ma non dirò altro.

Ho apprezzato molto il romanzo, mi sono divertita, emozionata, arrabbiata e credo che sarà difficile lasciarli andare. Una parte di loro rimarrà a farmi compagnia; quella parte che mi ricorderà sempre quanto sia importante uscire dal proprio bozzolo per lasciarsi andare alle emozioni e afferrare i propri sogni.

“Concediti la felicità. Ne vale sempre la pena, qualsiasi cosa succeda il giorno dopo.”

(citazione tratta dal testo)

Buona lettura.




Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro

lunedì 9 gennaio 2023

Review Party: "La bambina di Auschwitz" - Tova Friedman; Malcolm Brabant

 



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Titolo: La bambina di Auschwitz
Titolo Originale: The Daughter of Auschwitz
Autori: Tova Friedman  
                 Malcolm Brabant
Editore: Newton Compton Editori



Buongiorno lettori,

inizio questa nuova settimana con un libro intenso che mi ha fatto provare sensazioni forti e contrastanti. Dolore, rabbia, tenerezza, disgusto, terrore sono solo alcune delle emozioni vissute, perché la storia è profondamente toccante e riesce a far emozionare in alcuni passaggi, mentre in altri il sangue si gela nelle vene per la cattiveria, la freddezza e le atrocità perpetrate contro milioni di innocenti.

Un libro intenso sotto ogni punto di vista. Una voce importante che deve essere ascoltata, letta e vissuta con ogni fibra del nostro essere.

Voce narrante di questo testo è Tova Friedman, una donna di 83 anni che decide di aprire la sua anima per raccontare la sua storia. La donna affida, a noi e alle nuove generazioni, i suoi ricordi più importanti e dolorosi perché vengano tramandati e salvati dall'oblio dell'ignoranza e del negazionismo storico.

Tova Friedman è stata una delle più giovani sopravvissute al campo di sterminio nazista Auschwitz-Birkenau. Quando il lager venne liberato dai russi, nel 1945, lei aveva solamente 6 anni.

“Auschwitz è impresso nel mio DNA. Quasi tutto quel che ho fatto nella mia vita dopo la guerra, tutte le decisioni che ho preso sono state plasmate dalle mie esperienze durante l'Olocausto.”

(citazione tratta dal testo)

Tova Friedman nasce nel 1938 a Gdynia, in Polonia. La sua infanzia è segnata dalla violenza e dalle atrocità perpetrate dai nazisti. Cresce ignorando cosa sia il gioco, il divertimento, la libertà.

Nel 1941, a soli tre anni, vive nel ghetto di Tomaszów Mazowiecki insieme ai suoi genitori, condividendo un piccolo appartamento con altre famiglie, sotto la stretta sorveglianza dei nazisti. Non hanno elettricità, vivono praticamente al buio, perché le finestre devono essere oscurate, lo spazio è piccolo e le condizioni igieniche lasciano a desiderare. A soli tre anni vive prigioniera, con la costante paura di vedere sparire, da un giorno all'altro, amici e parenti.

È una bambina impavida con un innato spirito di resistenza. È ubbidiente e impara presto a seguire le regole impartite dai tedeschi e, in particolare dalla madre, che farà di tutto per salvarla, insegnandole a: non guardare mai negli occhi i soldati nazisti per non scatenare la loro rabbia e cattiveria; cercare di passare inosservata e, cosa più importante, di non piangere o mostrare alcuna emozione davanti a loro per evitare ritorsioni.

La mamma sarà un grande punto di riferimento per lei in quella situazione, la proteggerà in ogni modo, nonostante il grande dolore che ha dovuto seppellire in fondo al suo cuore. La donna ha assistito alla morte di familiari e amici, e questo ha logorato in maniera significativa la sua anima.

“Ricacciò tutte le sue lacrime e il suo tormento nelle profondità della sua anima per non farli uscire più.”

(citazione tratta dal testo)


“Ad ogni nuovo omicidio, una lapide si cementava sulla sua anima.”

(citazione tratta dal testo)

Tova Friedman cresce assistendo, anche lei, all'uccisione di migliaia di innocenti. È costretta, insieme ai suoi genitori, a rimuovere i cadaveri, a eliminare le tracce di massacri, a smistare e inscatolare i vestiti delle persone uccise. È costretta a obbedire per sopravvivere.

La morte e la violenza sono le uniche costanti nella sua infanzia. A questi si aggiungono i continui spostamenti, dal ghetto a una fabbrica di armi e poi, alla destinazione finale: il lager di Auschwitz-Birkenau. Un nome che, ancora oggi, incute terrore e ricorda solo morte.

Tova e la madre cercano di sopravvivere a tutti i costi, perché ogni giorno vissuto in più rappresenta, per loro, un atto di ribellione contro le forze naziste. Fortunatamente ci riescono, e nel 1945 il lager viene liberato dall'esercito russo, ma se pensate che il libro finisca con la liberazione, vi sbagliate di grosso, perché l'autrice, con il suo racconto personale, ci conduce oltre la prigionia. Ci permette di entrare ancora di più nella sua vita, mostrandoci le difficoltà affrontate per reintegrarsi nella vita quotidiana, dopo le esperienze traumatiche vissute nei lager e nei ghetti. Tornare a casa, nella propria città, voleva dire scontrarsi contro un muro di diffidenza, ostilità e odio. Oppure contro la propensione di molti nel non voler ascoltare le loro tragedie, fare finta di nulla per non vedere il loro dolore e, cosa ancora più grave, cercare di dimenticare e far cadere nell'oblio della memoria le atrocità subite da milioni di innocenti.

Il suo spirito di resistenza la salverà di nuovo, infatti, questa autobiografia ne è la testimonianza. La donna ha sempre vissuto con la consapevolezza di dover vivere in maniera significativa, per onorare tutte quelle persone che sono morte durante l'Olocausto; decidendo, ad un certo punto della sua esistenza, di raccontare la sua storia a tutti, perché è fondamentale ricordare le atrocità del passato e dare voce a coloro che non possono più parlare.

“Sono una sopravvissuta. E per questo ho l'obbligo del sopravvissuto: rappresentare il milione e mezzo di bambini ebrei assassinati dai nazisti...”

(citazione tratta dal testo)

Tova Friedman ci invita a leggere cercando di captare con tutti i nostri sensi la sua storia, perché solo così si può capire come e cosa ha vissuto, e credetemi, questa è una lettura in grado in far provare contemporaneamente molteplici sensazioni: dolore, rabbia, sconforto, tenerezza etc.

Le sue descrizioni sono un pugno nello stomaco, per la crudezza e la freddezza dei nazisti nel voler consapevolmente e sistematicamente sterminare un intero popolo. Ed è proprio questa sistematicità, questa determinazione e freddezza a voler togliere, in ogni modo, la vita e la dignità di milioni di esseri umani, che colpisce e toglie il fiato al lettore.

Fortunatamente, l'autrice non toglie questa dignità, al contrario, la restituisce non entrando mai nei particolari delle uccisioni o delle violenze fisiche, facendo emergere, invece, la disumanizzazione a cui sono stati sottoposti e che, personalmente, ho trovato più agghiacciante.

Leggere questa autobiografia, ha rappresentato per me un altalenarsi di emozioni, ho sofferto e mi sono arrabbiata per quasi tutto il libro e alcune descrizioni mi hanno toccata in maniera particolare, come ad esempio il racconto del viaggio in treno di Tova e sua madre, per raggiungere il lager di Birkenau. Un viaggio disumano, 36 ore in piedi, incastrate con altre centinaia di donne, senza potersi muovere o sedere, senza acqua e con un caldo soffocante. Erano affamate, disidratate, terrorizzate e umiliate. Questa è stata una delle parti che più ha segnato la mia lettura, perché ho percepito distintamente quell'umiliazione e, al tempo stesso, mi sono sentita completamente inerme davanti a tale atrocità. Non vi racconterò altri episodi perché, farlo vorrebbe dire, anticiparvi troppo togliendovi la possibilità di percepire il libro seguendo le vostre personali sensazioni.

“Si nutrivano della nostra debolezza.”

(citazione tratta dal testo)

“La bambina di Auschwitz” è un'autobiografia piena di emozioni, storie, avvenimenti. Tova Friedman si considera una narratrice, non una scrittrice, per questo motivo ha chiesto l'aiuto dell'inviato di guerra, Malcolm Brabant per la stesura del testo. Grazie a un'attenta ricostruzione storica, ai documenti e ai ricordi dell'autrice, il giornalista è riuscito a realizzare un testo scorrevole e leggibile.

“Il tatuaggio è la mia dichiarazione di testimonianza. Ero lì. Avevo visto quello che era successo.”

(citazione tratta dal testo)

È doloroso far riaffiorare i ricordi del passato, in particolare, le atrocità, le violenze subite, per questo ringrazio personalmente l'autrice per aver condiviso la sua vita, le sue sofferenze e i suoi ricordi.

«Ricorda», le disse la mamma quando lasciarono Birkenau da donne sopravvissute e libere.

«Ricorda», ripeto a me stessa e a voi.

Buona lettura


Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro

martedì 8 ottobre 2019

Review Party: "Questo amore sarà un disastro" - Anna Premoli





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Titolo: Questo amore sarà un disastro
Autrice: Anna Premoli
Editore: Newton Compton Editori



Buongiorno lettori!
La settimana è iniziata da pochi giorni, ma lo stress non ci abbandona mai, quindi vi va di venire con me in un posto dove rilassarci e purificarci da negatività, nervosismo e affaticamento?
Bene, vestitevi comodi e partiamo alla volta di Stresa, sul Lago Maggiore. La nostra meta sarà un centro olistico, situato in un posto isolato che raggiungeremo a piedi, perché la strada è accidentata e non facilmente percorribile in auto. Una bella camminata che ci aiuterà a rilassarci e a prepararci a entrare nello spirito del nuovo romanzo di Anna Premoli.
Respirate profondamente e non distraetevi troppo perché...lo vedete quell'uomo vestito elegantemente che cammina davanti a noi? Lui è Edoardo Gustani, il protagonista maschile del libro, e anche lui sta cercando di raggiungere il casolare.
Perché? Bhe un attimo di calma e lo scoprirete.
Edorado vive a Milano e lavora nel ramo della finanza insieme ai due soci, si occupano di ristrutturare, rilanciare e rivendere partecipazioni. Sono bravi nel loro campo, soprattutto Edoardo, che ha dedicato la sua vita al lavoro, lasciando da parte la vita privata. Non crede nell'amore e nei legami sentimentali. È un uomo che si è fatto da solo, emergendo dalla periferia e raggiungendo in poco tempo il successo e la stabilità economica, grazie alla sua determinazione, intelligenza e al carattere forte.

“Il mio percorso in salita, lungo ed estremamente faticoso, è quello che mi ha formato e mi ha insegnato a non mollare mai.”
(citazione tratta dal testo)

È un uomo scaltro, menefreghista, egoista, opportunista, sarcastico ma sempre vero, schietto e sincero, anche se inevitabilmente ferisce le persone. Il suo stile di vita è sbagliato, beve, fuma troppo e mangia male, ma a lui non importa perché vuole godersi ogni cosa fino alla fine.
Allora perché sta cercando di raggiungere il casolare “Il buon ritiro”? Ha deciso di cambare stile di vita, riequilibrando il suo stato fisico e mentale?
No. È qui per uno scopo ben preciso e naturalmente riguarda il suo lavoro.
Il suo obiettivo è riuscire a rilevare la maggioranza dell'azienda Health Green, ma per farlo deve convincere Elena Longo, la proprietaria del centro olistico e nipote delle azioniste della società. Senza l'approvazione della ragazza, le quattro donne non accetteranno l'accordo. Edoardo è deciso a tutto pur di raggiungere il suo obiettivo, le sfide per lui sono ossigeno e pane quotidiano. L'uomo è convinto di poter convincere la ragazza in poco tempo, ma quello che ancora non sa è che Elena gli darà del filo da torcere, perché è una donna altrettanto forte, determinata e combattiva.
Laureata in Farmacia, ha lavorato per anni nell'azienda di famiglia, accanto al padre, pronta a prendere il suo posto e a dirigerla negli anni futuri, ma il padre sceglie il fratello e questo sarà motivo di distacco e allontanamento della donna dalla sua famiglia. Decide, così, di voltare pagina e fondare il centro olistico, un luogo di pace e traquillità dove poter riposare, rilassarsi e ricaricare le energie fisiche e mentali.

“...mi piace pensare che certe batoste arrivino per un valido motivo, oltre che per la fortificazione caratteriale.”
(citazione tratta dal testo)

Elena e Edoardo.
Due persone determinate e forti.
Due persone che non sanno che, una volta aperta la porta del centro, le loro vite cambieranno inesorabilmente...perché il destino ha deciso di giocare con loro, mettendoli di fronte a se stessi, alle loro paure ma, soprattutto, di fronte all'amore. E voi, cari lettori, sarete i testimoni di ciò che accadrà tra Elena e Edorado. Preparatevi a uno scontro verbale frizzante e sarcastico, perché i due ragazzi sapranno tenersi testa con intelligenza e arguzia, regalandoci momenti divertenti e pieni di ironia.
Anna Premoli torna con un nuovo romanzo e una nuova storia d'amore in grado di allietare le nostre ore di lettura, donandoci una storia leggera e piacevole, con spunti interessanti su cui riflettere.
La lettura è fluida, ad eccezione delle prime pagine, dove viene spiegato il complesso lavoro di Edoardo e le terminologie economiche e finanziarie riguardanti le acquisizioni e le varie società. Le spiegazioni e le varie terminologie risultano complesse e incomprensibili per chi non è del settore, rendendo difficile la lettura, rischiando in questo modo di annoiare il lettore. Superate, però, le prime pagine, il testo inizia a prendere ritmo e fluidità, trasportandoci in un romanzo divertente con quella punta di ironia che non guasta. I dialoghi e gli scontri tra i due protagosti, ad esempio, sono affilati, pungenti e pieni di brio.
Elena e Edoardo sono non solo i due protagonisti, ma anche le due voci narranti, coloro che ci accompagneranno all'interno della storia, alternandosi tra un capitolo e l'altro, permettendoci in questo modo di entrare nei loro pensieri, per comprendere al meglio le loro emozioni, paure ecc. i capitoli sono narrati in prima persona, e questo ci da l'idea di un racconto intimo e personale, mettendo a nudo se stessi e le proprie emozioni. In questo modo riusciamo a entrare in empatia con i personaggi, anche con Edoardo che risulta sin da subito egoista, antipatico e...sicuri che sia realmente così? O la sua è solo un'armatura per difendersi?
Quello che posso dirvi è che l'autrice è riuscita a descriverli bene, evidenziando non solo i pregi ma anche i difetti, i limiti e le paure rendendoli in questo modo credibili, veri e aderenti alla realtà.
La trama è semplice, leggera e piacevole, ma proprio per questo riesce a regalare momenti di serenità e tematiche su cui riflettere attentamente, come ad esempio la paura di lasciarsi andare ai sentimenti, lo stress psico-fisico, il ruolo delle donne nelle alte sfere dirigenziali ecc. L'autrice riesce ad alleggerire queste tematiche, giocando sottilmente con i luoghi comuni evidenziando il modo sbagliato di pensare delle persone, affrontando in questo modo i pregiudizi e gli stereotipi in maniera lieve e ironica.
Il romanzo è carino e piacevole e ha saputo regalarmi momenti sereni e divertenti.
A voi il piacere di scoprirlo.
Buona lettura.



Marianna Di Bella




(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro

giovedì 27 settembre 2018

Review Party: "In nome dei Medici. Il romanzo di Lorenzo Il Magnifico" - Barbara Frale


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Titolo: "In nome dei Medici. Il romanzo di Lorenzo Il Magnifico"

Autrice: Barbara Frale

Editore: Newton Compton Editore



Roma, febbraio 1466.
Lorenzo de' Medici è appena arrivato in città per una missione commerciale affidatagli dal padre Piero de' Medici. Una missione importante e vitale per gli affari della famiglia, ma anche pericolosa e piena di incognite. Formalmente il giovane Lorenzo è a Roma per comprare qualche bel cimelio per arricchire la collezione di famiglia, in realtà deve risolvere la spinosa questione dell'appalto delle miniere di allume sui Monti della Tolfa. Ma non sarà il suo unico problema, perchè qualcuno minaccia alla sua vita, infatti, sotto la sella del suo cavallo è stato rinvenuto un pugnale con l'elsa in argento e un simbolo indecifrabile. Chi lo vuole morto? Per quale motivo?
La famiglia dei Medici è potente, temuta e invidiata, per questo i suoi nemici sono tanti e spesso ignoti, pronti a colpire in qualsiasi momento.

“È una minaccia senza volto, Roberto. Questo mi spaventa più di ogni altra cosa: non avere la più pallida idea di chi sia che mi vuole morto. Non sapere da quale direzione può venire il colpo fatale.”

Lorenzo è preoccupato, per fortuna non è solo, accanto a lui ci sono alleati e amici pronti a proteggerlo come Roberto Malatesta, monsignor Gentile Becchi e lo zio Giovanni Tornabuoni, dirigente della filiale romana del Banco Medici. Ma il nemico è subdolo e spesso porterà il nostro protagonista a dubitare di chiunque gli sia vicino, instillandogli il seme del sospetto e della paura; imparando che niente è come appare, che la verità si nasconde dietro pieghe, corridoi e maschere dorate e che il nemico è abile nel confondere le idee all'avversario, sfruttando le sue paure.
Lorenzo è esuberante, testardo, intelligente, impulsivo, ha uno spiccato talento per la politica e queste sue qualità non lo faranno certo stare fermo e immobile ad aspettare che il nemico si palesi, al contrario, inzia a indagare per scoprire chi lo vuole morto e chi ostacola i suoi piani commerciali. Indagine dopo indagine arriverà a scoprire che: i nemici sono più d'uno e che l'amore arriverà a stravolgergli l'anima e il cuore.


“Capì che era una compagna perfetta, per lui. Perché la vita dei Medici altro non è se non una guerra quotidiana per scampare ai fin troppi nemici sempre in agguato per distruggerli.”

Chi sono i suoi nemici? Come risolverà la situazione? Chi è la donna di cui si innamorerà?
A voi scoprirlo continuando le indagini insieme a Lorenzo Il Magnifico, seguendo gli indizi che Barbara Frale ha sapientemente incastrato tra le righe e la trama di questo romanzo storico, misterioso e avvincente.
L'autrice ci accompagna tra i vicoli e le strade di Roma, facendoci conoscere una città dal duplice volto, bella, maestosa, accogliente ma anche violenta, degradata e sporca. Una città complessa e unica, accogliente e pericolosa. Una città che si lascia amare e odiare allo stesso tempo. Dove il sacro e il profano si intrecciano indissolubilmente e il confine è talmente labile e insidioso che è facile cadere in tentazione e in episodi pericolosi, spesso tragici.
Le sue descrizioni sono attente ai particolari, precise e coinvolgenti al punto che si ha la sensazione di sentire l'odore pungente, putrescente e maleodorante dei vicoli, dove abbondano l'incuria e l'immondizia. Oppure il senso di oppressione, terrore, infelicità, odio e forza che trapela in alcuni personaggi, rendendoci partecipi delle loro emozioni e sensazioni, sentendole come nostre, vivendo empaticamente il loro vivere ed essere.

“...un grumo di angoscia addensato nel petto.”

L'autrice ha una grande capacità narrativa, in grado di coinvolgere attivamente il lettore attraverso le indagini, mantenendo sempre desta la sua attenzione attraverso l'introduzione di indizi che a volte aiutano a comprendere alcuni avvenimenti, mentre altre volte stravolgono completamente l'idea che ci si era costruita fino ad allora.
Barbare Frale ci ha regalato un altro romanzo storico intrigante e travolgente. Ha sapientemente dosato e mescolato le nozioni storiche e politiche dell'epoca insieme alle parti romanzate, creando un giusto equilibrio nella trama, rendendo la lettura fluida e avvincente.
Interessanti sono le parti riguardanti le tradizioni romane, gli usi e costumi dell'epoca, regalandoci una parte del nostro passato ma, soprattutto, una visione d'insieme di ciò che accadeva in quegli anni, sottolineando gli intrighi all'interno del Vaticano, i complessi rapporti politici, la situazione delle donne e i problemi urbani.

“Le donne della nostra condizione sono strumenti nelle mani dei genitori. Come scrigni pieni d'oro che al momento opportuno si possono da in pegno.”

Seguite gli indizi di Brarbara Frale e lasciatevi travolgere dalla personalità affascinante ed esuberante di Lorenzo Il Magnifico. Indagate, osservate, perdetevi tra le bellezze della città di Roma e tra le pagine del libro.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)



Prodotto fornito da Newton Compton Editori



lunedì 11 giugno 2018

Review Party: "Cerco Te" - Mauro Mogliani

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Titolo: Cerco Te
Autore: Mauro Mogliani
Editore: Leone Editore


 
 
A Tolentino, comune della provincia di Macerata, si respira un’aria surreale, carica di tensione e paura. Le donne non girano più da sole, sono costantemente scortate da mariti, familiari e amici. Il terrore si aggira tra le stradine e si annida tra gli animi dei cittadini.
Cosa sta succedendo? Cosa o chi turba la tranquillità di questo piccolo comune?
Nessuno.
Nessuno, è il nome di colui che sta creando il panico tra la popolazione e le forze dell’ordine.
Nessuno, è colui che ha iniziato un gioco, strano e pericoloso, con l’ispettore Nardi, quando in una tranquilla giornata di febbraio, fa recapitare una lettera, il cui messaggio è:


“(…) voglio fare un gioco con lei. Mi voglio divertire un po’.
Una alla volta, prenderò prigioniere quattro donne. Non si preoccupi, dopo sette giorni le rilascerò. E non appena le avrò rilasciate, le assicuro che staranno meglio di prima.
Il gioco inizierà tra due giorni. Prenderò la prima donna, la terrò una settimana in cura qui con me, poi la libererò. Dopo altri due giorni, toccherà alla seconda. I tempi saranno sempre gli stessi ispettore…”
(citazione tratta dal testo)


La situazione è difficile e pericolosa, l’ispettore Nardi dovrà usare bravura, tecnica, intelligenza e pazienza, per riuscire a scoprire l’identità delle quattro donne e gli elementi che le legano l’una all’altra. Un’indagine che risulterà complessa e misteriosa.
Cosa vuole realmente, Nessuno? Solo giocare? Perché ha scelto l’ispettore Nardi? Perché sceglie di rapire le donne e non gli uomini? Su che basi sceglie le donne?
Queste saranno solo una parte delle domande che emergeranno durante la lettura. Ogni risposta, informazione, avvenimento permetteranno al lettore di avvicinarsi alla verità e all’identità del misterioso Nessuno. Piccoli pezzi di puzzle, che si incastreranno perfettamente l’uno all’altro, svelando una realtà ed un messaggio inaspettati. Il colpo di scena finale sarà spiazzante, ma la sua profondità psicologica, porterà il lettore a riflettere sull’importanza delle apparenze, dell’emarginazione, della solitudine e dell’incomprensione.
Una verità che solleverà il velo dell’ipocrisia, della superficialità e mostrerà al lettore quanto poco si conoscono gli altri, quanta poca attenzione si pone sulla loro vita, i loro problemi e malesseri.
Una verità che…no, basta, non mi dilungherò oltre, perché il testo merita di essere scoperto, analizzato e compreso in ogni minima parte.
La trama è ben costruita e gli avvenimenti si susseguono in maniera fluida e veloce. Non ci sono momenti di noia, non c’è trascuratezza nei particolari e come ogni buon thriller che si rispetti, ci sono quegli elementi che servono a depistare l’indagine e l’attenzione del lettore, creando tensione, interesse e una serie di domande che andranno ad accumularsi ai molti dubbi che attanagliano la nostra curiosità.
I dialoghi e le descrizioni non si dilungano troppo, con il rischio di risultare noiose e troppo prolisse, al contrario, sono accattivanti, brevi, essenziali, rendendo il ritmo della lettura vivace e scorrevole.
Mauro Mogliani ha creato un bel thriller ma, soprattutto, ha acceso il riflettore su un tema importante e delicato su cui riflettere seriamente, quale? A voi scoprirlo.
Osservate e ascoltate tutto con molta attenzione, non trascurate nessun indizio e...buona lettura!!



(Marianna Di Bella) 
 
 
 
 (Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro