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martedì 17 giugno 2025

Recensione: "A Roma non ci sono le montagne" - Ritanna Armeni

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Titolo: A Roma non ci sono le montagne.

Il romanzo di via Rasella: 

lotta, amore e libertà

Autrice: Ritanna Armeni

Editore: Ponte alle Grazie



Scrivere per imprimere su carta eventi che hanno influenzato e cambiato la Storia.

Scrivere per ricordare e per ridare voce a una memoria storica che non deve essere dimenticata o sotterrata sotto strati di ignoranza e indifferenza.

Scrivere per far rivivere e conoscere un evento storico che ha segnato, in maniera indelebile, il nostro Paese.

Grazie al lavoro e alla ricerca di alcuni scrittori, storici e giornalisti, oggi possiamo leggere e conoscere, in maniera approfondita e dettagliata, gli eventi che hanno caratterizzato e cambiato il nostro Paese.

Ritanna Armeni è una giornalista e saggista che negli anni ha scritto dei testi significativi che hanno analizzato alcuni episodi storici molto importanti. Nel suo ultimo libro “A Roma non ci sono le montagne”, ad esempio, ha raccontato, utilizzando la forma del romanzo. uno degli episodi più emblematici, riguardanti la città di Roma: l'azione partigiana a Via Rasella.

Tutti sappiamo cosa è accaduto il 23 marzo 1944 a via Rasella.

Tutti conosciamo l'attacco dei partigiani contro un reparto delle forze d'occupazione tedesche.

Tutti sappiamo quali sono state le conseguenze a questo gesto di resistenza; ma se qualcuno ancora ignora questo evento storico o, semplicemente vuole approfondirlo, immergendosi nella scrittura dell'autrice, allora vi consiglio di prendere il libro, rilassarvi e iniziare a leggere, perché il viaggio che intraprenderete sarà intenso e altamente istruttivo.


Roma, 23 marzo 1944

Sono le prime ore del pomeriggio e la gente sta pranzando o ha terminato e si sta riposando.

L'ora in cui il silenzio è rotto di tanto in tanto solo dalla voce della radio.”

(citazione tratta dal testo)

Lungo via Rasella c'è silenzio e nessuno si aggira per la strada, ad eccezione di uno spazzino che con il suo carretto si ferma al numero 156, precisamente davanti al Palazzo Tittoni, ed è intento a svolgere il suo lavoro di pulizia; ma se ci fermiamo ad osservare meglio, notiamo che in realtà, l'uomo lo sta facendo in maniera approssimativa e senza alcuna particolare cura. Si guarda intorno, come se stesse aspettando qualcuno; avrete sicuramente capito che l'uomo fa parte della resistenza romana. Lui è Rosario Bentivegna, detto Sasà e nome di battaglia Paolo. Ha 22 anni, studente di medicina e membro dei Gap, il gruppo di azione patriottica. Un'organizzazione armata del partito, il cui scopo è liberarsi dei nazisti che occupano Roma.

L'organizzazione è formata da piccoli gruppi, che si muovono autonomamente nella città e il cui compito consiste nel colpire i posti di comando tedeschi. Devono attaccare velocemente e inaspettatamente, in modo da cogliere di sorpresa i nazisti, minando, in questo modo, la loro mania d'invincibilità.

I partigiani che partecipano a questi gruppi di azione devono possedere dei requisiti importanti, come ad esempio, resistenza fisica, sangue freddo, capacità di sparare e scappare immediatamente, devono essere disposti a sacrificare molto delle loro vite, in primis la famiglia, perché devono entrare in clandestinità e non avere un posto fisso dove mangiare o dormire.

Non tutti potranno partecipare. Chi ne farà parte deve possedere calma, sangue freddo e tanta resistenza fisica...Essere capace di sparare e sparire in pochi secondi. Di colpire senza tregua, tutti i giorni. Dobbiamo selezionare i migliori. Deve essere chiaro, dobbiamo saperlo tutti: un gappista non avrà più famiglia, né un posto fisso dove mangiare, dormire o dove incontrare gli amici. E non potrà rivelare per nessun motivo il suo nome. Entrerà in clandestinità.”

(citazione tratta dal testo)

Rosario Bentivegna viene scelto per questo compito, proprio perché possiede queste caratteristiche. È un ragazzo di corporatura robusta, sa mantenere la calma ed è veloce a fuggire.

Per concentrarsi abbassa lo sguardo. È stato scelto per questo: perché è robusto, perché quando corre stabilisce record da atleta, perché riesce a rimanere lucido anche dopo due giorni di digiuno. Perché sa mantenere la calma nelle situazioni più difficili. Perché di lui si fidano.”

(citazione tratta dal testo)

Suo è il compito di accendere la miccia della carica esplosiva presente del bidone dell'immondizia, ma non sarà l'unico partecipante, perché per questa azione audace e ad alto rischio servono tutti i membri dei quattro piccoli gruppi che formano il Gap di Roma. Ognuno con un compito ben preciso.

Un compito che porteranno a termine nonostante gli imprevisti che metteranno a rischio l'intera azione.

Un azione che vi invito a leggere e scoprire attraverso questo testo, perché Ritanna Armeni, scegliendo la forma del romanzo, permette a ogni lettore di entrare nel vivo della scena e nel cuore della storia, diventando il testimone diretto e principale dell'evento.

Quella in via Rasella non è un'operazione come le altre. Questa volta sono impegnati tutti e quattro i Gap centrali. Dodici di loro sono sulla strada. Ma altri cinque nei giorni precedenti hanno preparato l'azione, una vera azione di guerra. Una battaglia come mai è stata combattuta nella città occupata dopo l'8 settembre.”

(citazione tratta dal testo)

“A Roma non ci sono le montagne” è un libro bello e importante. Io l'ho apprezzato in ogni sfumatura, regalandomi momenti di pathos, rabbia, solidarietà e molti elementi su cui riflettere.

Ritanna Armeni ci ha donato, grazie alla sua scrittura e alla sua attenzione ai particolari, un romanzo molto importante perché evidenzia, in modo particolare, il lato più intimo e personale di ogni partigiano protagonista. Questo ci permette di conoscerli meglio e capire il loro vissuto, i loro ideali e le azioni intraprese per cacciare gli oppressori e riconquistare la libertà. Partigiani, ma prima di tutto giovani, per lo più studenti universitari, che nel 1943 con l'armistizio e l'occupazione tedesca, non esitano a lasciare studi, casa, famiglia e protezione per entrare in clandestinità e lottare contro il nemico comune. Ragazzi che hanno donato parte della loro giovinezza e spensieratezza per liberare Roma.

Hanno lottato strenuamente andando spesso incontro alla morte.

Hanno dato loro stessi per tutelare un valore fondamentale: la libertà.

Esplorando la loro sfera personale e psicologica, l'autrice li rende più vividi e concreti ai nostri occhi, rendendo il testo ancora più bello ed emozionante.

In ogni libro di Ritanna Armeni si evince un grande studio storico e un'attenzione particolare ai dettagli. Solitamente, ogni capitolo è diviso in due momenti temporali: passato e presente narrativo. Il passato si distingue dal presente narrativo, perché è posto alla fine del capitolo ed è scritto in corsivo. Una netta distinzione che permette al lettore di avere una visione chiara degli elementi storici e di quelli “romanzati”. In questo testo, la divisione tra passato e presente nei capitoli, si focalizza, in particolare, su ogni singolo componente dell'azione a via Rasella e sulle loro azioni personali e collettive durante la fase della Resistenza romana.

Ogni capitolo, inoltre, scandisce il tempo che separa i partigiani e noi lettori, dall'orario dell'azione. Ore e minuti che scorrono lentamente, creando pathos e tensione; trascinando il lettore all'inevitabile epilogo che tutti conosciamo ma che non ci siamo mai fermati a osservare con attenzione e interesse.

Ma possiamo, anche oggi, dopo tanti anni e tante interessate menzogne, percorrere le strade di Roma e ricordarli. Una giornata di marzo. Carla all'angolo della strada che attende. Gli occhi immobili. Le mani contratte. Cola che si toglie il cappello per dare il segnale. Sasà che apre il bidone. Gli altri, le armi in mano, pronti a intervenire. L'odio per l'esercito, che ha tolto dignità alla città, che passa arrogante e minaccioso. La voglia di libertà che il pericolo, la paura non riescono a sopire. E poi l'esplosione.”

(citazione tratta dal testo)

Personalmente, ritengo che Ritanna Armeni scriva magnificamente e anche questa volta ha donato a noi lettori un testo intenso, bello e necessario. Un testo su cui riflettere seriamente. Un libro da leggere e custodire per preservare la memoria storica di questo Paese che tende a dimenticare troppo facilmente.

Buona lettura.



Marianna Di Bella


mercoledì 25 gennaio 2023

Recensione: "Il Secondo Piano" - Ritanna Armeni


romanzo, recensione, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, seconda guerra mondiale

Titolo: Il Secondo Piano

Autrice: Ritanna Armeni

Editore: Ponte alle Grazie



Ci sono scrittori, che hanno la capacità di prendere per mano il lettore e condurlo tra le pagine del libro, facendogli vivere e percepire tutta l'intensità e l'emozione del romanzo. Lo accompagna, pagina dopo pagina, a conoscere storie straordinarie e poco note, per ridare luce a persone ed eventi che la storia ha taciuto, dimenticandoli e negando loro il giusto tributo.

Ritanna Armeni riesce sempre, con i suoi libri, a far riemergere dal passato, ricordi ed eventi che hanno avuto una grande rilevanza, non solo storica, ma anche nella vita di molte persone. Questa volta il suo sguardo si è posato su una storia particolare, avvenuta durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, e la sua penna ha tratteggiato, e ridato vita, alle protagoniste del libro: sette donne piene di fede.

Andiamo con ordine e prepariamoci ad un salto temporale di circa ottant'anni. Torniamo indietro nel tempo, esattamente a Roma nell'ottobre del 1943. Un mese dopo la firma dell'armistizio, la situazione in Italia non è migliorata, gli alleati, sbarcati in Sicilia, nel luglio di quell'anno, procedono lentamente la loro avanzata per la liberazione del paese. L'esercito tedesco li tiene bloccati lungo la linea Gustav, che difendono strenuamente. Roma dichiarata “città aperta” ad agosto, è sotto il controllo dei tedeschi che reprimono e opprimono la popolazione in ogni modo. Rastrellamenti nei quartieri, sospensione dei trasporti, interruzione di gas e luce, coprifuoco e, riduzione dei generi alimentari. La popolazione è affamata, sfiduciata, ma la Resistenza continua la sua lotta contro la feroce repressione dei nazisti.

Per ora lasciamo da parte la Resistenza e volgiamo lo sguardo verso un punto ben preciso della città: il Convento delle Francescane della Misericordia di Poggio Moiano, nel nuovo quartiere sulla via Salaria. Il convento è abitato da sette suore che vivono in povertà e armonia. Una vita semplice scandita dalle preghiere e dalle mansioni quotidiane, ma la tranquillità sta per essere stravolta da un arrivo improvviso. Il 16 ottobre 1943 bussano alla porta due famiglie in cerca di rifugio. Sono due famiglie ebree sfuggite al rastrellamento del Ghetto, avvenuto qualche ora prima. Hanno percorso tantissima strada per giungere a loro, su consiglio delle Maestre Pie delle Botteghe Oscure. Le nostre protagoniste li fanno entrare e dopo un breve consulto con Madre Ignazia, la responsabile del convento, decidono unanimemente di accoglierli e, possibilmente, salvarli.

Il secondo piano diventa il loro rifugio; ed è proprio da questo incontro che prenderà vita il romanzo, facendo rivivere una storia realmente accaduta. La storia di sette sorelle che hanno aperto le porte, non solo del convento, ma della propria anima per accogliere e aiutare 12 persone innocenti.

...Non posso dire che le vostre tribolazioni siano finite...però noi faremo quel che possiamo...non possiamo molto, ma lo faremo.”

(citazione tratta dal testo)

Con questo libro, Ritanna Armeni non racconta una semplice storia di convivenza, ma offre al lettore la possibilità di osservare più da vicino le loro vite, per comprendere le loro azioni, le scelte intraprese, entrando in empatia con i loro pensieri, in particolare con quelli di Madre Ignazia e della novizia Suor Lina. L'autrice intervalla ai paragrafi del romanzo, i diari delle due suore, e questo ci pone in una posizione privilegiata, perché ci permette di entrare in empatia con loro, percependo le emozioni, le paure e i molteplici dubbi che assillano Madre Ignazia e le altre suore.

Le sorelle non hanno avuto alcuna esitazione nel voler aiutare i profughi ebrei, ma ora devono trovare la forza e il coraggio per lottare contro la paura di essere scoperte. Una paura che si tramuta in terrore quando, nelle sale adiacenti al convento, si insedia un'infermeria tedesca. La tensione si fa più pressante, perché questa ulteriore convivenza costringe le nostre protagoniste a trovare altri stratagemmi per tutelare i profughi. Variano parte della loro routine quotidiana, ma in maniera impercettibile per non destare l'attenzione dei tedeschi, che sono sempre più diffidenti verso i preti e le suore.

Ora dobbiamo prendere tutte le precauzioni perché per nessun motivo i tedeschi salgano al secondo piano. Dobbiamo essere pronte in caso di pericolo e dare l'allarme con il campanello vicino alle scale. Non perdere mai di vista i bambini. Fornire a tutte le donne un abito da suore. Erano pronte – ho chiesto, a raddoppiare le attenzioni, a vivere senza perdere mai il controllo, a sacrificare anche quel po' di vita personale che rimane a chi ha scelto di dedicarsi all'amore di Dio? Le ho guardate. Mi aspettavo volti tristi e rassegnati, invece le ho viste rianimarsi. La sfida aveva preso il posto della paura.”

(citazione tratta dal testo)

Le sette suore non sono state le uniche a ospitare ebrei, disertori, ex militari etc., molti altri hanno aperto le porte di seminari, parrocchie, conventi; alcuni nascondendo, addirittura, una tipografia per stampare documenti e carte d'identità false per aiutarli nelle fughe o per ottenere le tessere alimentari, vitali per dar da mangiare a tutti quegli ospiti. Documenti correttamente timbrati dai sigilli ufficiali del Vaticano, grazie ad aiuti esterni e collaborazioni che hanno permesso di salvare moltissime persone. Anche le nostre protagoniste, ricorrono a questi aiuti perché per loro, che vivono grazie alla carità cristiana e ai raccolti dell'orto, è sempre più difficile riuscire a sfamare tutti in maniera adeguata e dignitosa.

Ricerca del cibo, tutela degli ospiti sono solo alcuni dei problemi con i quali dovranno scontrarsi, perché per loro la preoccupazione più grande riguarda il tenere fede ai voti presi e al Santo Padre. Sono dilaniate dai dubbi, perché questa nuova situazione le porta a mentire ai tedeschi per difendere “il secondo piano” e le famiglie presenti. Inoltre, non sanno se ospitare dei profughi ebrei sia vista di buon occhio dalla Santa Sede, perché non ci sono documenti ufficiali che indicano direttive e condotte da seguire, e grazie ai diari di Madre Ignazia possiamo leggere e comprendere le sue lotte interiori, ma anche la forza della sua fede e la devozione alla Vergine Maria.

Madre Ignazia è il personaggio più complesso e, per me, più bello e intenso. Lei è il fulcro del romanzo e di tutti gli altri personaggi, perché è il punto di riferimento, colei che si interfaccia con i tedeschi, che cerca di gestire al meglio il convento cercando di far convivere tutti in armonia. È una donna tenace e al tempo stessa severa e indulgente, cerca, come può, di comprendere e risolvere le varie situazioni che si presentano, mantenendo il giusto equilibrio e facendo sentire e vivere le consorelle tranquille, cercando di calmarle, rassicurarle e rasserenarle, dirigendole verso il giusto, consigliando e redarguendo. Madre Ignazia aiuta incondizionatamente, ma lei stessa ha bisogno di essere rassicurata, sostenuta e consigliata e per questo si rifugia sempre di più nella preghiera e nella fede.

Ogni suora è differente per carattere e compiti all'interno del convento, difficile non affezionarsi alle loro persone. Suor Emilia gestisce l'amministrazione e si occupa di garantire i pasti a ognuno degli ospiti. Suor Maria Rita si occupa delle pulizie; Suor Elisabetta della cucina e poi abbiamo Suor Grazia, Suor Benedetta e, infine Suor Lina, la novizia che ha bisogno di essere guidata e che imparerà molto durante i nove mesi in cui gli ospiti alloggeranno nel convento.

Nove mesi in cui, anche noi, impareremo molto, non solo della vita nel convento, ma anche tutto ciò che avviene fuori, tra le strade di Roma. Rastrellamenti, insurrezioni da parte della Resistenza con attacchi contro le colonne tedesche e le conseguenti rappresaglie dei nazisti per vendicarsi, uccidendo civili spesso innocenti, come ad esempio l'attentato di Via Rasella contro una compagnia tedesca e il conseguente eccidio alle Fosse Ardeatine.

La maestosità della città eterna era avvolta nell'angoscia, sopraffatta dalla prevaricazione. Roma sembrava rassegnata al sopruso. Silenziosa, impotente. A uno sguardo meno timido si sarebbe rivelata anche diffidente, scostante, indocile.”

(citazione tratta dal testo)

La vita in città è sempre più difficile e pericolosa. Ogni giorno, la popolazione è costretta a fare i conti con i bombardamenti degli alleati, i rastrellamenti, gli arresti e le uccisioni da parte dei tedeschi, la fame e un altro nemico, ancora più subdolo e pericoloso: le spie.

All'epoca erano in molti a fare la spia perché le segnalazioni erano ben pagate, basti pensare che, ad esempio per segnalare un uomo si guadagnava 5000 lire, una cifra alta per chi non aveva più nulla e doveva mangiare. Questo fa seriamente riflettere su quanto la guerra e la fame possano trasformare le persone.

Tutte queste informazioni sono perfettamente inserite nel testo, in più, Ritanna Armeni aggiunge, ai capitoli, alcune righe scritte in corsivo, che spiegano nel dettaglio i fatti storici reali, legandoli e contestualizzandoli al momento in cui si svolge la trama. Piccoli frammenti che ci aiutano a comprendere meglio la realtà di quegli anni, aggiungendo ulteriori tasselli e ampliando la nostra conoscenza storica.

Apprezzo molto questi inserimenti storici, perché mi aiutano ad avere un quadro più ampio e completo, permettendomi di comprendere meglio alcune situazioni, alcuni eventi che non conoscevo o su cui non ho mai riflettuto attentamente, come ad esempio i dubbi di Madre Ignazia riguardante il giusto comportamento e l'approvazione del Santo Padre etc. Con questi spunti di riflessione, l'autrice, scardina il pensiero del lettore ponendogli ulteriori punti di vista, lasciandolo riflettere a fondo su ciò che è giusto o sbagliato, su verità e bugia etc. ma soprattutto, gli dona ulteriori chiavi di lettura del periodo storico e dell'animo umano.

L'autrice, anche questa volta, è riuscita a regalare ai lettori una storia diversa, emozionante e istruttiva sotto ogni punto di vista, storico e umano. Una storia scoperta per caso che Ritanna Armeni ha studiato, approfondito fino ad arrivare al convento di poggio Moiano e alla vera storia delle sette suore e degli ospiti ebrei. Inoltre, grazie al diario di Madre Ignazia l'autrice ha potuto approfondire meglio la figura, i pensieri e i dubbi della suora.

Ho capito che, ancora una volta, una vicenda straordinaria che riguardava le donne non era stata narrata. Che le suore e le monache, a cui in tanti dovevano gratitudine, erano state taciute, dalla storia o solo, di tanto in tanto, menzionate.”

(Ritanna Armeni)

“Il secondo piano” è un libro bello, scorrevole e mai pedante. Sa legare a sé il lettore, portandolo tra le strade di Roma, tra i corridoi del convento, in cucina o sulle scale per raggiungere il secondo piano e conoscere le 12 persone nascoste. Ci conduce, in particolare, nei cuori e nelle anime di sette donne che hanno rischiato la loro vita per proteggere degli innocenti, perseguendo sempre la loro fede cristiana, basata sulla carità, l'obbedienza a Dio e l'attenzione verso il prossimo. Hanno sempre posto l'Altro al centro, e mai loro stesse, ma questa volta Ritanna Armeni ha dato loro il giusto merito, ponendole in primo piano e riportando alla luce la loro storia.

Ve lo consiglio? Assolutamente sì, perché questo libro aggiunge un ulteriore tassello storico che ci permette di aprire ancora di più la mente alla conoscenza e a noi stessi, ricordandoci l'importanza dell'amore per il prossimo e il rispetto dell'Altro.

Buona lettura!


Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro.

giovedì 17 giugno 2021

Recensione: "Per strada è la felicità" - Ritanna Armeni

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Titolo: Per strada è la felicità

Autrice: Ritanna Armeni

Editore: Ponte alle Grazie




Roma, 1968


C'è grande fermento tra i viali dell'Università La Sapienza di Roma. Centinaia di ragazzi, si sono raccolti ai piedi della scalinata della facoltà di Lettere, ascoltano con interesse e attenzione le parole di altri compagni che espongono il loro malcontento e la loro sfiducia nel sistema universitario. Un sistema obsoleto fatto di docenti superbi che guardano gli studenti e le loro idee con disprezzo, tasse esageratamente alte che segnano sempre di più il divario tra studenti ricchi e poveri, aule piccole etc. I ragazzi chiedono, per questo, dei cambiamenti profondi e un sistema universitario che tenga conto dei loro bisogni e delle loro idee ma, soprattutto, che non vengano più calpestati e ignorati i loro diritti. Sono disposti a tutto pur di raggiungere i loro obiettivi, anche a manifestare e occupare le aule universitarie se necessario. Dopotutto siamo negli anni di pieno fermento politico, sociale e culturale. Anni che segneranno un grande cambiamento per le generazioni future, ma ciò che quei ragazzi non sanno è che le loro idee e le loro gesta entreranno a far parte della storia, rivoluzionando e cambiando la società e la sua mentalità chiusa e obsoleta.

(...) Dicevano che niente funzionava, tutto era ingiusto. Che era ora di ribellarsi contro chi teneva gli studenti imprigionati nelle maglie della cultura borghese, dell'autoritarismo, delle divisioni di classe.”

(citazione tratta dal testo)

Ma torniamo a quel gruppo di studenti raccolti alla facoltà di Lettere, perché osservando con attenzione ci accorgeremo che tra di loro si aggira una ragazza che osserva tutto e tutti con meraviglia, stupore e curiosità. Lei è Rosa, una studentessa di provincia che conosce poco la realtà dei movimenti studenteschi, della lotta politica e sociale, infatti, guarda tutto come delle esagerazioni, non comprendendo appieno l'importanza e il senso della protesta.

Rosa si è trasferita da poco a Roma, una studentessa fuori sede che viene dalla provincia, da un ambiente in cui ogni persona ha il proprio ruolo stabilito, in particolare le donne che vivono la loro esistenza all'ombra di mariti, padri e fratelli. Donne che accettano il loro destino senza mai ribellarsi, lavorando e lasciando da parte i propri sogni e le proprie idee.

(...) Donne che non chiedevano mai nulla, accettavano quel che veniva e vivevano in una triste passività anche quando erano laboriose e svelte. Donne incapaci di esprimere desideri, di inseguire sogni.”

(citazione tratta dal testo)

Rosa ha sempre sognato qualcosa di diverso per la sua vita, per questo motivo lascia il proprio paese per studiare a Roma e quella prima manifestazione segnerà l'inizio del suo cambiamento, perché la curiosità la spingerà a partecipare, seguendo quei ragazzi così sicuri di sé e delle proprie idee. Parteciperà alle assemblee e inizierà a studiare per poter comprendere meglio la società che la circonda, ma sarà la scoperta della la figura di Rosa Luxemburg a segnare profondamente il suo pensiero e la sua vita. Nella donna riconoscerà molti tratti in comune e inizierà a studiare non solo le sue idee politiche e sociali ma, in particolare, la persona e il suo essere donna in un ambiente politico composto prevalentemente da uomini.

(...) a oltre cinquant'anni di distanza c'era un filo che legava le giovani donne che avevano scoperto il femminismo alla grande rivoluzionaria polacca: un indomito desiderio di cambiamento, la rivoluzione come ricerca della felicità, l'amore per l'umanità così come è e non come dovrebbe essere.”

(citazione tratta dal testo)

La nostra protagonista parteciperà alle assemblee, alle manifestazioni, andrà a vivere insieme ad altri compagni in una comune ma, soprattutto, prenderà in mano la propria vita, rivoluzionando se stessa e acquisendo sempre più consapevolezza di sé, delle sue idee e dei suoi sogni. Ma come sempre, ogni cambiamento porta sempre con sé una cicatrice, perché quando si cambia, inevitabilmente qualcosa si rompe, lasciando una ferita profonda che influenzerà la nostra vita.

(...) E lì, strato sotto strato, scoprì alcune piccole ferite, alcune insignificanti contrazioni dell'animo che avvertiva da qualche tempo. Fitte appena percettibili, tristezze di cui non vedeva l'origine, ansie improvvise. Sarebbero passate, pensò...”

(citazione tratta dal testo)


(...) Non era vero che che l'assenza di dolore coincidesse con la felicità, come aveva detto un filosofo. Il dolore era stato sostituito dal vuoto, e anche nel vuoto c'era tormento e sofferenza. Allora meglio rimanere rannicchiata nello stato in cui la realtà era avvolta nell'ovatta, la coscienza si rifiutava di tornare vigile.”

(citazione tratta dal testo)

Rosa e le sue compagne prenderanno atto, con il tempo, delle grandi differenze del loro ruolo all'interno del gruppo e delle assemblee, sempre relegate a ruoli minori e mai poste in primo piano. Una consapevolezza che le porterà ad alzare la testa e ribellarsi a questa disparità reclamando parità, indipendenza, rispetto dai propri compagni e dalla società, partecipando ai primi movimenti femministi.

Rosa scoprirà se stessa, le sue debolezze e la sua forza, lottando per il rispetto di sé e per la propria felicità. Una felicità che imparerà a cogliere in ogni piccolo gesto, vivendo appieno ogni attimo della sua vita.

(...) Ebbe voglia di ballare e di abbracciare, di nuove esperienze, di gettarsi nel gorgo, senza timidezze e paure. Assaporando tutto. Godendo di tutto. La felicità era per strada. Doveva solo accoglierla.”

(citazione tratta dal testo)

Rosa intraprenderà un difficile percorso di consapevolezza che vivremo grazie alle parole di Ritanna Armeni che, ancora una volta, riesce a prendere il lettore e a trascinarlo nel suo romanzo ma, soprattutto, nella Storia. Il suo stile narrativo è sempre coinvolgente e interessante perché riesce a mescolare e ad affrontare con semplicità e profondità, tematiche diverse, serie ed importanti, come ad esempio: i movimenti di lotta studentesca, gli scioperi degli operai, i movimenti femministi, l'aborto, la sopraffazione dell'uomo sulla donna, la figura di Rosa Luxemburg. Tematiche, queste, che affrontate in un romanzo potrebbero risultare estremamente ostiche, annoiando il lettore, invece, grazie alla sue descrizioni, alla fluidità del testo, alla capacità narrativa e alla costruzione approfondita dei personaggi, riesce ad ammaliare e coinvolgere nella lettura dalla prima all'ultima pagina.

Personalmente mi sono sentita parte del romanzo, respirando non solo l'aria di cambiamenti di quegli anni, ma anche l'entusiasmo degli studenti, la loro voglia di rivoluzionare la società, manifestando il proprio dissenso. Ho percepito ogni sentimento che Rosa ha vissuto nel romanzo, comprendendo le sue ansie, i suoi dubbi e i suoi controsensi, vivendo appieno le parole dell'autrice che mi hanno catapultata in un periodo storico che ho conosciuto solo attraverso i libri e i racconti di chi in quegli anni ha realmente lottato e manifestato per i propri e altrui diritti.

Ritanna Armeni ci ha regalato la possibilità di osservare quel periodo storico attraverso gli occhi e i pensieri di una ragazza semplice nella quale è possibile immedesimarsi, perché Rosa rappresenta ognuno di noi. Certo i contesti culturali, politici e sociali sono diversi, ma chi non ha mai lottato, amato, riso, pianto e sofferto nella propria vita? Tutti....indistintamente.

Vi invito a leggere e scoprire il libro, lasciandovi trascinare dalle parole dell'autrice, perdendovi tra manifestazioni e occupazioni, ricordandovi che la felicità va accolta e vissuta appieno.

Buona lettura.


Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro

giovedì 13 febbraio 2020

Recensione: "Mara. Una donna del Novecento" - Ritanna Armeni

libro, recensione, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, seconda guerra mondiale, femminismo, donne, ritanna armeni

Titolo: "Mara. Una donna del Novecento"
Autrice: Ritanna Armeni
Editore: Ponte alle Grazie




Esistono storie poco conosciute che aspettano il momento opportuno per essere scoperte e portate alla luce. Storie di persone dimenticate tra le pagine dei libri, che hanno bisogno di tempo e studio per riemergere dai recessi della memoria storica per essere conosciute, comprese, rivalutate al di sopra di ogni giudizio o luogo comune.
Storie e persone che si incontrano e si intrecciano, non solo tra le pagine dei libri ma tra le maglie della vita, ricordandoci chi ha lottato con forza e tenacia per difendere i propri valori. Storie e persone che meritano di essere conosciute e ricordate, anche quando differiscono dai nostri ideali, dalle nostre opinioni personali e correnti politiche, perché il confronto con gli altri è necessario per aiutarci a comprendere meglio il passato, il presente e noi stessi. Permettendoci di affrontare la vita in maniera diversa, consapevoli del proprio passato storico e dei privilegi raggiunti, grazie ai sacrifici e alle lotte politiche intraprese da uomini e donne che credevano fortemente nei propri princìpi.
Se poi le protagoniste di queste storie sono donne, allora le loro gesta e le loro voci acquistano un'importanza e un peso determinante, per quanto riguarda i diritti raggiunti, e la nostra attenzione si deve fare più intensa e concentrata. Anche quando le battaglie per i propri diritti sono state intraprese da persone la cui corrente politica ha segnato in maniera negativa il nostro Paese. Correnti politiche che differiscono totalmente da quelle dell'autrice Ritanna Armeni che in questo nuovo testo prende in esame, analizza e affronta una figura femminile del Novecento fascista, esponendone i pensieri, gli ideali e i valori.
L'autrice è del parere che esiste una storia delle donne che si intreccia con quella degli uomini ma che non coincide mai in maniera perfetta, anzi, spesso viene lasciata in un angolo e dimenticata, ma in questo caso Ritanna Armeni ha cercato di farla riemergere dall'oblio della memoria, mettendo da parte i luoghi comuni e tutto ciò che la storia ci ha insegnato mostrando solo una parte della verità. L'autrice ha studiano, analizzato e messo da parte i cliché per far emergere figure femminili, anche contraddittorie, e in questo percorso ha creato Mara, la protagonista del libro.
Il romanzo inizia nel 1933, quando la ragazza ha solo 13 anni e Mussolini è nel pieno della sua potenza e fama politica. Mara vive a Roma con i genitori e due fratelli più piccoli. La sua famiglia non è ricca, ma guadagna quel poco che serve per vivere decentemente. La ragazza è una fervente fascista e ha una passione sfrenata per Mussolini, che considera un grande uomo, protettore degli italiani e delle donne.
La ragazza è giovane ma sa bene cosa vuole dalla sua vita, come ad esempio partecipare con entusiasmo ai sabati fascisti, dove può esprimere il suo fervore attraverso gli esercizi ginnici che esegue in maniera precisa e perfetta. Ama studiare e vorrebbe frequentare l'Università per diventare una scrittrice. Vuole essere libera di uscire quando vuole, recitare a teatro, tagliarsi i capelli secondo i suoi gusti e non chiedere ogni volta il permesso dei suoi genitori. Vorrebbe decidere autonomamente della sua vita, ma l'epoca e il contesto storico-culturale non le permettono questo privilegio, perché le donne erano considerate solo in funzione del loro ruolo di mogli e madri; non avevano privilegi o diritti, non potevano votare, esprimere liberamente il proprio pensiero, avere ruoli di prestigio in ambito lavorativo, potevano solo ambire a ruoli subalterni e sottomesse al marito che decideva anche per lei. È in questo quadro e contesto storico che Ritanna Armeni ha cercato di analizzare le figure femminili fasciste spogliandole di ogni luogo comune, e con uno sguardo il più neutrale possibile, tentando di comprendere il loro modo di pensare e l'ardore con cui idolatravano e amavano Benito Mussolini.

Il Duce ha dimostrato ancora una volta di meritare la nostra fiducia e il nostro amore. Sì proprio l'amore. Non si può non avere trasporto e un sentimento intenso di devozione per chi ci protegge, ci guida e ha così a cuore il nostro benessere e la nostra felicità.”
(citazione tratta dal testo)

L'autrice volge lo sguardo oltre gli stereotipi e le pagine di storia, che non hanno mai evidenziato queste figure, e le fa emergere in tutta la loro complessità. Si spoglia di ogni pregiudizio e studia, esamina, ricerca e analizza le loro figure, ove possibile, e crea un personaggio femminile che possa fare da intermediario e voce narrante tra la storia e noi lettori: Mara Carucci.
Attraverso il punto di vista di Mara ripercorreremo il periodo storico che va dal 1933 al 1946 ma, soprattutto, scopriremo i cambiamenti della figura femminile nel campo politico, in particolare in quello della corrente fascista.

Anche nei primi anni del fascismo c'è, quindi, chi rivendica l'autonomia femminile. Donne che vogliono partecipare alla vita pubblica e politica e non si vogliono limitare alla beneficenza e all'assistenza.”
(citazione tratta dal testo)

Cosa spingeva le donne fasciste ad amare e difendere la figura di Benito Mussolini?
Secondo Ritanna Armeni per comprendere questo aspetto occorre risalire al periodo del Risorgimento, quando la donna non aveva nessun diritto e non era minimamente considerata se non per il suo essere una brava casalinga, moglie obbediente e procreatrice...un fantasma fuori e dentro le mura domestiche. Con l'ascesa di Benito Mussolini, le donne fasciste, invece, si sentono protette, riconosciute e considerate, acquisendo più importanza e credibilità all'interno della sfera politica e sociale, perché l'uomo politico chiede loro, non solo di essere mogli e madri perfette, ma pronte a fare sacrifici per la Patria. Un sacrificio che le relega comunque in un ruolo marginale imposto dalle figure patriarcali dell'epoca. Un ruolo che continua a non godere del diritto di voto, di istruzione, della possibilità di lavorare nelle alte gerarchie, di decidere autonomamente ecc. Tutti elementi che ci aiutano a comprendere meglio la complessità delle battaglie femminili fasciste e del loro punto di vista politico, sociale, culturale ecc.

Di fronte alle loro storie – ne ho lette tante, tutte dolorose, drammatiche, ostinate - , ho provato sentimenti contrastanti. Finalmente non più vedove e madri colpite dalla guerra o ragazze in attesa di convenienti matrimoni. E neppure donne tranquille perché ignare. Che aspettavano inerti quel che sarebbe avvenuto. Guerriere, invece. Audaci e consapevoli fino in fondo. Disposte a morire per quello in cui credevano. Erano fasciste ma non corrispondevano ad alcun modello femminile sostenuto dal fascismo durante il ventennio.”
(citazione tratta dal testo)

L'autrice ha cercato di dare voce a queste donne mettendo da parte il proprio modo di pensare, spogliandosi temporaneamente della propria visione politica per cercare di immergersi e capire una corrente politica opposta per valori e ideali. Un lavoro complesso, difficile e delicato perché non è sempre facile rimanere neutrali e super partes, spesso si rischia di cadere nella trappola degli stereotipi emettendo giudizi personali che potrebbero influenzare la lettura e la comprensione del testo. Ritanna Armeni è riuscita, in maniera elegante e perfetta a mantenere la sua neutralità costruendo una storia coinvolgente, avvincente e bella. Una storia che ci fa completamente immergere in un periodo storico difficile e incomprensibile, creando una figura femminile interessante che cresce con il trascorrere degli anni, maturando non solo fisicamente ma anche intellettualmente, narrando gli avvenimenti storici e politici dell'epoca. Uno sguardo dapprima adolescenziale e poi sempre più maturo che la porterà a mettere in discussione alcune scelte politiche e di vita.
Il libro si divide su due piani narrativi diversi e complementari. Due voci narranti che si alternano tra un capitolo e l'altro, segnando il ritmo narrativo della trama: la voce narrante di Mara e quella di Ritanna Armeni.
Attraverso la voce di Mara, il romanzo prende vita e anima, narrando, non solo le vicende politiche dell'epoca ma anche la sua esistenza di giovane donna, con i suoi amori, sofferenze, sogni infranti ecc. Mentre la voce dell'autrice è di appoggio alla storia della ragazza, intervenendo e spiegando alcuni dati politici, documenti o presentando alcune figure femminili che hanno segnato quel periodo storico.
La lettura è scorrevole, piacevole, intrigante e l'alternarsi delle due voci narranti non crea disagi o difficoltà durante la lettura, al contrario aiuta il lettore a comprendere meglio alcune parti, lasciandolo riflettere su alcune questioni.
La scrittura è semplice, intensa, vera e arriva al cuore dei fatti e delle persone, coinvolgendole completamente. I personaggi sono tutti ben analizzati e descritti, ognuno con una personalità ben definita. I personaggi che emergono in maniera forte e preponderante sono Mara e Nadia, la sua migliore amica. Due ragazze accomunate dagli stessi ideali, dalla stessa fede politica ma diverse per carattere e modo di agire. Mara è più posata, riflessiva e costretta, dalle vicende della vita, a rinunciare ai suoi sogni, costringendola a crescere e diventare adulta prima del tempo, diventando più critica verso se stessa e il mondo esterno. Nadia, invece, è più passionale, combattiva e irruenta nelle sue idee politiche, infatti seguirà fino alla fine i suoi ideali, difendendoli fino allo stremo delle sue forze, negando spesso la realtà dei fatti, non vedendo gli errori e non accettando la sconfitta, scontrandosi in maniera forte e pesante con la realtà.
“Mara. Una donna del Novecento” è un libro che ho amato moltissimo, non solo perché apprezzo i testi e la scrittura di Ritanna Armeni, ma perché mi ha permesso di spogliarmi dei luoghi comuni, per immedesimarmi in ideali e valori opposti ai miei cercando di comprendere l'altro in ogni sua sfaccettatura.
Vi consiglio la lettura del libro? Assolutamente sì, perché per capire il presente occorre comprendere il passato e i suoi errori, e questo libro ci presenta una visione diversa e interessante. La lotta femminista va studiata a trecentosessanta gradi, analizzando e studiando tutte le forze politiche che hanno fatto la differenza, segnando dei piccoli passi in avanti verso i diritti, l'indipendenza, la libertà e l'accettazione di sé. Quindi non perdete tempo e immergetevi nel testo, lasciandovi guidare dalle voci forti, tenaci e determinate di Mara e Ritanna Armeni.
Buona lettura!!




(Marianna Di Bella)



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro.