mercoledì 16 ottobre 2019

WWW Wednesday #5


WWW WEDNESDAY #5


Buongiorno lettori!!
Dopo una settimana di riposo, 
torna l'appuntamento del mercoledì con il 
WWW Wednesday.
Una pausa ricca di riflessioni e letture.
Le vediamo insieme?
Bene!
Che il WWW Wednesday abbia inizio!


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Cosa ho appena finito di leggere?

Lunedì ho terminato, con molta fatica, il libro di Esi Edugyan “Le avventure di Washington Black”. La lettura era iniziata molto bene, storia e personaggi interessanti, colpi di scena, riflessioni e pensieri profondi e poi tutto ha iniziato a perdere di mordente e a rallentare.
Ho veramente fatto molta fatica a finirlo.


Cosa stai leggendo?

Ho iniziato il libro di Paola Cerada “Quella metà di noi”. 
Sono alle primissime pagine quindi non posso ancora pronunciarmi.


Cosa penserai di leggere in seguito?

Leggerò in anteprima “Il priorato dell'albero delle arance” di Samantha Shannon.
Non vedo l'ora!
  


(Marianna Di Bella)

lunedì 14 ottobre 2019

Recensione: "Siamo solo piatti spaiati" - Alessandro Curti

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Titolo: "Siamo solo piatti spaiati"

Autore: Alessandro Curti

Editore: C1V Edizioni




Arroganti.
Superbi.
Spocchiosi.
Attaccabrighe.
Irresponsabili e senza alcun senso della misura.

Questi sono solo alcuni degli aggettivi con cui la società dipinge e descrive gli adolescenti. Si limita a puntare il dito contro di loro, giudicandoli e criticandoli, utilizzando luoghi comuni e stereotipi. Perché? È più semplice non vedere, girare la testa dall'altra parte e criticare, piuttosto che prendere coscienza degli sbagli che la società sta compiendo sulla loro educazione, influenzandone la crescita psicologica ed emotiva.
Non vedere.
Un soluzione semplice, ma non costruttiva.
Eppure basterebbe fermarsi e avere il coraggio di posare lo sguardo in quegli occhi profondi, e leggere le loro insicurezze, paure e sofferenze.
Basterebbe fermarsi, protendere l'orecchio per avvertire quel grido silenzioso e devastante che chiede solamente di essere ascoltato.
I ragazzi di oggi desiderano essere visti, sostenuti, ascoltati. Vorrebbero più attenzione da parte di quegli stessi adulti, che non sono stati in grado di dare loro le giuste regole per sopravvivere a una società ostile, che non ha tempo di aspettare che siano pronti e in grado di stare al passo con i cambiamenti. Adulti che avrebbero dovuto insegnare loro il rispetto per se stessi e per gli altri, a prendersi le proprie responsabilità, a crescere e maturare. Avrebbero dovuto ergersi a guide, invece, di lasciarli in balia di loro stessi, creando solo confusione, sfiducia e paure. Avrebbero dovuto sostenerli e comprenderli, invece, di pretendere perfezione, puntando il dito e criticando al minimo sbaglio o cedimento.
Avrebbero...ma non hanno fatto, troppo presi dalle loro vite e carriere lavorative. Troppo presi dai loro problemi per rendersi conto dei segni indelebili che stanno lasciando nelle anime di giovani adulti, che stanno per affacciarsi al mondo, cercando di camminare da soli. E gli adolescenti cosa fanno? Semplicemente, cercano di arrangiarsi come possono, costruendo un'armatura che li protegga dal mondo esterno, celando il loro vero essere dietro maschere di arroganza e strafottenza. Nascondono, così, le loro paure, sofferenze e imperfezioni che non sono in grado di comprendere e accettare.
Sono ragazzi emotivamente chiusi in se stessi, perché non sono abituati a manifestare i propri sentimenti per paura di essere derisi e ritenuti deboli, non solo dai coetanei, ma da quegli stessi adulti che li hanno resi insicuri.
Sono ragazzi che desiderano solamente essere ascoltati...come Davide, il protagonista del romanzo di Alessandro Curti.
Davide è un giovane diciassettenne costretto dal giudice a seguire un percorso educativo all'interno di una comunità in misura cautelare, in attesa della sentenza definitiva. Il ragazzo è stato colto in flagrante a scuola con dosi di droga, ma non si rende conto della gravità di ciò che ha fatto, al contrario, è convinto di essere innocente e vittima delle circostanze. Non è cosciente delle sue responsabilità, crede che tutto gli sia dovuto e che la famiglia riuscirà a farlo uscire da lì in poco tempo.

Sei solo un ragazzo che non ha pensato alle conseguenze delle sue azioni, come spesso accade. Come ti ho già detto gli errori si commettono, la differenza è come si comporta dopo. Tu ora hai una scelta: puoi continuare a urlare al mondo la tua innocenza e che nessuno ti ascolta oppure puoi prenderti la responsabilità delle azioni che hai commesso, ammettere l'errore, provi rimedio e andare avanti.”
(citazione tratta dal testo)

Davide è arrogante, arrabbiato con tutto il mondo, troppo preso da se stesso e dai suoi problemi per rendersi conto delle persone che gli sono accanto. Troppo preso dal suo piccolo universo familiare, fatto di litigi tra i genitori, un padre assente, freddo ed emotivamente distaccato, interessato più alle apparenze che non alle richieste di attenzione del figlio.
Richieste che non rimarranno inascoltate all'interno della comunità, perché i ragazzi e l'educatore Andrea lo aiuteranno a comprendere i suoi punti deboli ma, soprattutto, conoscerà meglio se stesso.
Grazie ad Andrea tornerà ad avere fiducia negli adulti, scoprendo un modo diverso di relazionarsi, un confronto aperto fatto di rispetto, comprensione, dialogo diretto ma sincero. L'uomo è accogliente ma fermo nelle regole da seguire, non giudica ma cerca di far capire le cose attraverso il dialogo, la riflessione e gli esempi, perché è solo con l'esempio che i ragazzi imparano le più importanti lezioni di vita.

«Io ti odio, lo sai?»
«Certo. E credo anche di sapere il perché».
«E allora dai, stupiscimi. Per quale motivo ti detesto?»
«Perché ti obbligo a pensare fuori dagli schemi».”
(citazione tratta dal testo)

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(...) Io sono un educatore. Non sono uno sbirro e non sono un giudice. Sono un educatore. Insieme a me lavorano altri tre educatori. Tutti noi sappiamo da dove arrivi e perché sei qui, ma a noi non interessa se sei colpevole o innocente. Non tocca a noi giudicarti. E io personalmente ne sono felice, perché non so se sarei capace di giudicare una persona. Il nostro lavoro consiste nel rendere produttivo il tempo che passerai qui.”
(citazione tratta dal testo)


Davide intraprenderà un viaggio intenso ed emozionante. Un viaggio che lo cambierà profondamente, mettendolo di fronte alle sue debolezze, ai suoi limiti e alla persona più importante: se stesso.
Un viaggio emotivo che intraprenderemo insieme a lui, imparando a vedere oltre la superficie e dentro quell'anima impaurita e sola. Ed è solo quando ci fermeremo a osservare in profondità che comprenderemo il messaggio del romanzo. Un testo che ho apprezzato e che mi ha piacevolmente colpita, regalandomi una chiave di lettura interessante e sincera.
Lo stile è semplice ma diretto e incisivo. La lettura è fluida, scorrevole e non ci sono momenti di noia. Il testo è composto da frasi brevi che danno ritmo alla lettura e che colpiscono il lettore lasciandolo riflettere su molte tematiche interessanti. La trama non cade nella retorica gratuita e scontata, e non cerca di attirare il lettore con frasi ad effetto, al contrario, cerca di essere vera, efficace e significativa.
Alessandro Curti descrive e delinea i suoi personaggi in tutte le loro sfaccettature, mostrandone i limiti, i lati negativi, evidenziando le loro imperfezioni e mostrandoci la chiave del loro cambiamento psicologico. Tutto questo li rende credibili e perfettamente aderenti alla realtà e il lettore non farà fatica a comprendere le loro diverse caratterialità, strutture psicologiche e crescite emotive.
Davide è, non solo il personaggio meglio descritto, ma anche la voce narrante che ci guiderà all'interno dei suoi pensieri e della sua anima, permettendoci di scoprire, non solo i suoi lati negativi ma il lungo e difficile percorso di cambiamento e maturazione. Pagina dopo pagina cresceremo insieme a lui, sostenendolo anche quando la sua testardaggine e il suo orgoglio lo renderanno insopportabile, antipatico ma vero.
Il testo non è perfetto, presenta degli errori, dei passaggi da migliorare per agevolare al meglio la lettura e non confondere il lettore, come ad esempio un distacco preciso tra il presente e i ricordi del passato, ma tutto questo non toglie nulla alla piacevolezza della lettura, alla bellezza del romanzo e del messaggio che l'autore ci regala.

Quanto è difficile decidere quando lasciano a te la scelta.”
(citazione tratta dal testo)

Un testo educativo che ho apprezzato moltissimo e che mi ha profondamente colpita e affascinata.
Un testo che consiglio di leggere per imparare a vedere oltre la superficie delle cose, soffermandoci sugli sguardi dei nostri ragazzi.
Aiutiamoli a trovare se stessi. Accettiamo le loro imperfezioni e i loro limiti. Confrontiamoci in un dialogo aperto e sincero, ne guadagneranno tutti: noi, loro e la società.

«Tu l'hai capito?»
«».
«Uno a zero per me allora. Missione compiuta.»
«Ma parlavi con lui o con me?»
«Io parlo con tutti e per tutti. Sono un gran chiacchierone. L'importante per me non è a quanti parlo, ma quanti mi ascoltano. Se tu mi hai ascoltato vuol dire che non ho sprecato fiato...»
(citazione tratta dal testo)


Buona lettura!



(Marianna Di Bella)

sabato 12 ottobre 2019

Recensione: "La signora dei funerali" - Madeleine Wickham

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Titolo: "La signora dei funerali"

Titolo Originale: "The Gatecrasher"

Autrice: Madeleine Wickham

Editore: Mondadori



Cosa fare per conquistare un uomo ricco appartenente all'alta società britannica?
Frequentare locali esclusivi, club di golf ecc?
No, niente di tutto questo. È tutto superato, passato di moda. Per conquistare quel genere di uomo basta seguire l'esempio di Fleur Daxeny. Quale? Imbucarsi ai funerali o alle veglie funebri e attirare l'attenzione dei ricchi vedovi perché, secondo la donna, sono più vulnerabili in quel momento. Uomini chiusi nel loro dolore, convinti che nessun'altra donna potrà mai eguagliare e prendere il posto della defunta moglie. Ed è proprio in questo particolare stato emotivo che la donna entra in azione con grazia, comprensione e frasi mirate in grado di attirare l'attenzione e la curiosità dei vedovi che si lasciano conquistare e svuotare il portafoglio. Sì, perché l'obiettivo della donna non è la conquista in sé, ma riuscire ad accumulare più denaro possibile, svuotando le carte di credito, svanire nel nulla e ricominciare di nuovo con un altro vedovo inconsolabile.

“Quelli che soffrivano davvero erano i bersagli più facili: gli uomini che non potevano neppure immaginare di potersi innamorare di nuovo, che giuravano di restare fedeli per sempre alla moglie defunta. In base all'esperienza di Fleur, tutto ciò significava che, quando si invaghivano di lei, si convincevano che doveva essere per forza vero amore.”
(citazione tratta dal testo)

Tutto sembra procedere per il meglio, tra una conquista e l'altra e tra una somma di denaro e l'altra, fino a quando sulla sua strada non compare Richard Favour. 
L'uomo ha perso da poco la sua adorata moglie, il suo amore per lei era puro e profondo, ma se ci fermiamo un attimo a valutare meglio la sua figura e il suo matrimonio, ci rendiamo conto che in realtà l'uomo non conosceva l'animo profondo della donna. Una moglie fredda, indifferente e poco amabile nei suoi confronti. Un tiepido interesse che l'ha portato a reprimere le sue emozioni e sensazioni, distaccandosi anche dal rapporto con i figli. Nonostante sia un uomo gentile e premuroso, non è attento, non riesce a vedere la verità nascosta dietro la maschera di finto perbenismo della moglie. Preferisce non vedere, piuttosto che rendersi conto delle problematiche dei figli, delle loro esigenze e dei loro reali sentimenti.

Nel corso degli anni le emozioni avevano smesso di premere verso la superficie della sua aniima come una clada ondata di marea e si erano ritirate, cristallizzandosi in qualcosa di solido, concreto e ragionevole. E Richard stesso era diventato solido, conreto e ragionevole. Aveva imparato a tenere per sé le proprie sensazioni, a esaminare i propri pensieri spassionatamente e a dire solo la metà di ciò che pensava. Aveva imparato a sorridere quando avrebbe desiderato rifere di cuore, a schioccare la lingua quando avrebbe voluto urlare per la frustrazione e a controllare quanto più ossibile sia se stesso sia le sue folli idee.”
(citazione tratta dal testo)

Fleur riesce in poco tempo a conquistare Richard ma, in realtà è lui a conquistarla con i suoi modi gentili e premurosi...modi che la donna non ha mai conosciuto, perché ha sempre vissuto cercando di non legarsi a nessuno, usando le persone e vivendo senza tenere a debito conto delle emozioni altrui.
Cosa accadrà tra Richard e Fleur? Riuscirà la donna a cambiare, crescere e prendere coscienza degli altri?
A voi scoprirlo.
Il libro mi ha profondamente delusa. Mi aspettavo un romanzo frizzante, brillante e ricco di humour nel tipico stile dell'autrice che tutti conosciamo come Sophie Kinsella. Purtroppo, tra questa pagine non c'è nulla che la ricordi, anche solo vagamente, perché la storia è noiosa, banale, irritante e non mi ha lasciata nessuna emozione positiva. Ho provato solo tanta irritazione, noia, insofferenza e antipatia per la protagonista. Una donna che non ho apprezzato, di cui non condivido nulla dei suoi valori, del suo carattere e del suo atteggiamento verso gli altri. L'ho trovata una figura cinica, senza alcun valore morale, superficiale, antipatica che non prenderà mai coscienza dei suoi sbagli e non affronterà nessuna crescita psicologica e caratteriale all'interno del romanzo.
I personaggi, all'interno del libro, o sono cinici e amorali o stupidi e incapaci, nessuno emerge per interesse o simpatia.
L'autrice, pur mettendo al centro della storia l'alta società con i suoi stereotipi evidenziandone i rapporti superficiali, non riesce a emergere con una storia interessante e coinvolgente. La lettura è noiosa, pedante e ho fatto molta fatica a finire il libro.


Sembrava che quella gente non si parlasse mai: non volevano romprere gli equilibri, davano quasi l'impressione di essere più disposti a perdere tutti i loro soldi puttosto che affrontare l'imbarazzo di un confronto diretto.”
(citazione tratta dal testo)

Il finale è scontato e frettoloso, come se l'autrice non sapesse più cosa scrivere e come porre la parola fine al testo, lo lascia aperto lasciando a noi lettori il compito di immaginare il seguito. Ma ciò che più di tutti ho mal tollerato è stato l'atteggiamento di Richard completamente preso da Fleur, neanche avesse 15 anni, ma completamente estraniato dalla realtà dei figli. Perferisce non vedere oltre la superficie, non fermandosi a conoscerli meglio per poi meravigliarsi delle loro problematiche, dei loro atteggiamenti, comportamenti e affermazioni.
Sono rimasta profondamente delusa da quest'autrice di cui ho sempre apprezzato la leggerezza, la freschezza e la sottile ironia con la quale evidenzia gli stereotipi e i luoghi comuni.
Peccato.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)

giovedì 10 ottobre 2019

Recensione: "PIccoli limoni gialli" - Kajsa Ingemarsson

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Titolo: "Piccoli limoni gialli"

Titolo Originale: "Små citroner gula"

Autrice: Kaja Ingemarsson

Editore: Mondadori




Ci sono momenti nella vita in cui tutto sembra andare male, anzi no, malissimo. I problemi si susseguono uno dietro l'altro, spesso accavallandosi e creando ancora più confusione nella nostra esistenza. Ci sentiamo soffocare. Cerchiamo di trovare soluzioni veloci ed efficaci per dipanare la matassa e risolvere la situazione. E mentre siamo impegnati ad affrontare i problemi con forza e determinazione, accade qualcosa di cui neanche ci rendiamo conto: cambiamo.
Cambia il nostro modo di approcciarci alla vita.
Cambia il nostro modo di agire.
Cambiano i nostri desideri.
Cambiamo e cresciamo.
Spesso i problemi, gli sbagli, i cambiamenti ci aiutano a comprendere cosa vogliamo veramente dalla vita e cosa no, aiutandoci a prendere consapevolezza di noi stessi e della nostra crescita interiore.
Agnes, la protagonista del romanzo, si trova a vivere un momento particolare della sua esistenza, tutto ciò che ha creato e costruito sembra crollare, come un castello di carta, davantì ai suoi occhi.
Viene licenziata, dopo essere stata molestata dal suo datore di lavoro, il fidanzato la lascia con una telefonata e la fabbrica dove lavorano i suoi genitori, sta per chiudere, mandandoli in prepensionamento. Un momento delicato e difficile da affrontare e superare. Un momento che richiede forza di volontà e determinazione per rimettere in piedi la sua vita.
Agnes decide così, di ricominciare cercando un nuovo lavoro. La ragazza lavora da tempo nel campo della ristorazione. Ha iniziato come cameriera per acquisire, negli anni, compentenze e professionalita, salendo vari livelli fino a ricoprire l'ambito ruolo di maitre di sala. Trovare lavoro non è facile, soprattutto per riverstire quel ruolo, fino a quando un suo vecchio amico, collega e cuoco le offre la possibilità di aiutarlo per l'apertura e la gestione del suo nuovo locale: “Piccoli limoni gialli”.
Cosa farà Agnes? Accetterà il nuovo lavoro? È realmente ciò che cerca?
E se...no, va bene non aggiungerò altro, perché sarete voi a decidere se continuare a leggere e scoprire la storia. Ciò che posso dirvi è che da questo romanzo mi aspettavo qualcosa di diverso, probabilmente una trama più frizzante, allegra e con più movimento.
La storia l'ho trovata scontata, stringata e in molti punti poco credibile. La scrittura è fredda, asettica e non mi ha lasciata nessuna emozione. All'interno del romanzo non ho trovato elementi che mi legassero alla trama o ai personaggi che ho trovato banali, poco caratterizzati e poco incisivi, in modo particolare la protagonista. Agnes è una ragazza insicura, irrisoluta e nel romanzo ha comportamenti contrastanti, passa dall'essere passiva e assertiva nei confronti dell'ex fidanzato, accettando da lui qualsiasi comportamento sempre pronta a perdonarlo, per poi diventare aggressiva verso il il tranquillo e pacato vicino di casa che non le ha fatto mai nulla di negativo. La ragazza non fa altro che criticarlo, soprattutto, riguardo ai suoi gusti musicali che trova insignificanti e brutti e...vi dico solo che stiamo parlando dei grandi della musica mondiale, alcuni delle vere e proprie icone, quindi potrete immaginare quanto sia strana e poco credibile.
La ragazza, nonostante i problemi, non ha un'effettiva e chiara crescita personale, sembra rimanere statica nelle sue posizioni, ferma al punto di partenza, al contrario del finale che, invece, è troppo veloce, frettoloso e deludente.
Un romanzo che non mi ha colpita in maniera positiva...peccato.
Buona lettura!


(Marianna Di Bella)