mercoledì 19 febbraio 2020

I Consigli di Mirtilla: "L'arcobaleno del tempo" - Jimmy Liao

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Titolo: "L'arcobaleno del tempo"

Autore: Jimmy Liao

Editore: Terre di Mezzo



Esistono luoghi che diventano dei rifugi per la nostra anima.
Luoghi dove nasconderci per affrontare e superare il dolore.
Luoghi dove stare in silenzio, chiudere gli occhi e ascoltare la propria voce interiore, ritrovando noi stessi.
Sono quei luoghi che diventano abbraccio, carezza, rifugio sicuro dove estraniarsi dal mondo, lasciando fuori tutto ciò che ci fa del male e ci perseguita. Posti dove per un po' di tempo possiamo ritrovare noi stessi e le persone che abbiamo perso. Per la protagonista di questo libro illustrato, il rifugio sicuro è il cinema. Lo considera un posto magico, emozionante e rassicurante. Al suo interno si sente protetta, e quel senso di solitudine e abbandono che la perseguitano, si placano. Entra, si siede e magicamente tutto prende vita e colore. I film rappresentano quell'abbraccio caldo e rassicurante che l'aiutano a sentire meno la mancanza della mamma, che ha perso quando era piccola.

Se seguo la luce del proiettore, il buio non è più così spaventoso.”

Appena la bambina avverte quel senso di nostalgia farsi sempre più forte e ingestibile, il papà la porta al cinema e insieme affrontano quella sofferenza che lentamente è entrata ad abitare nei loro cuori e nelle loro anime.
Gli anni passano, la bambina cresce e l'immagine della mamma si affievolisce sempre di più, fino quasi a scomparire negli angoli più bui della memoria, ma il cinema rimane comunque un legame lieve ed etereo con la madre. La ragazza pensa di poterla ritrovare proprio lì dove i sogni sembrano realizzarsi.

C'erano momenti in cui mi sentivo confusa e dovevo affrontare problemi che mi parevano insormontabili.
Mi chiedevo quale direzione prendere.
Per fortuna, quasi per caso, trovavo le risposte nei film, e la vita ricominciava.”

I film scandiscono la sua vita segnando le tappe importanti della sua esistenza: si innamora, si sposa, realizza parte dei suoi sogni e affronta problemi che inevitabilmente si presentano nella vita di tutti. In questo scorrere del tempo e dei film prende vita e anima il libro di Jimmy Liao.
Un autore in grado di creare pura poesia attraverso la delicatezza delle immagini e le parole semplici e toccanti. Ogni tratto, colore e immagine si amalgamo perfettamente alla frasi creando un'atmosfera magica e delicata. I colori si fanno più intensi e suggestivi quando vengono rappresentati i film nella sala del cinema, riproponendo alcune scene famose ed emozionando il lettore. Alcune immagini sono pura emozione come ad esempio: l'abbraccio tra mamma e figlia o il particolare della lacrima di felicità che scivola lungo la guancia della bambina.
In ogni pagina emergono la tenerezza, la nostalgia, la speranza e quella solitudine che aleggia preponderante in tutta la storia.
Una storia drammatica e al tempo stesso piena di speranza.
Una storia che come una dolce carezza, tocca le corde dell'anima facendole vibrare delicatamente.
Una storia che vi consiglio di leggere lasciandovi cullare dalla poesia dei disegni e delle parole.
Buona lettura!


Mirtilla


(Marianna Di Bella)

lunedì 17 febbraio 2020

Recensione: "...che Dio perdona a tutti" - Pif

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Titolo: "...che Dio perdona a tutti"

Autore: Pif

Editore: Feltrinelli




Palermo.
Arturo è un giovane agente immbiliare di 35 anni. Trascorre le sue giornate tra lavoro, partite di calcetto e una passione sfrenata per i dolci. Non ama i grandi cambiamenti, infatti, quando le cose si fanno serie, e deve prendere delle decisioni importanti, fugge a gambe levate, schivando qualsiasi responsabilità ed evitando i problemi.

“Ci sono situazioni che non puoi affrontare (…) perché consumeresti tutte le forze e ti ammaleresti. Allora far credere qualcosa che non è resta l'unica via di uscita.”
(citazione tratta dal testo)

È single e ha teorie disfattiste sulle relazioni di coppia. È convinto che avere una donna accanto sia un impedimento nel coltivare la propria passione, perché ritiene che quando si ha una relazione, inevitabilmente, si deve rinunciare a qualcosa, a una parte della propria vita; e lui non può e non vuole rinunciare alla sua passione per i dolci con la ricotta. Sono la sua ragione di vita. Li ama talmente tanto da non voler scendere a nessun compromesso...fino a quando la sua strada non incrocia quella di Flora, una giovane pasticcera che realizza dei dolci alla ricotta buonissmi.
Dopo una serie di disavventure e peripezie, i due ragazzi iniziano una relazione, vanno a convivere e tutto procede bene, senza litigi o problemi seri che possano intaccare o rovinare il loro rapporto; ma inaspettatamente, qualcosa si incrina. Una crepa profonda inizia a segnare e danneggiare la loro relazione: l'indifferenza religiosa che, tra bugie e sotterfugi, Arturo è riuscito a nascondere a Flora, cristina praticante. La ragazza non può accettare questo suo disinteresse e allora cosa farà Arturo? Scapperà, evitando come al solito i problemi, o cercherà di trovare una soluzione per non perdere la sua Flora?
Questa volta non scapperà, anzi, è determinato a dimostrarle di poter essere un buon cristiano praticante, e per tre settimane seguirà alla lettera la parola di Dio. Questa suo suo cambiamento, invece, di agevolare il rapporto, lo incrina ancora di più...perché? Beh, perché nel mettere in pratica alla lettera gli insegnamenti cristiani lo fa risultare, agli occhi della sua fidanzata e degli altri, un tipo eccentrico, strano, anticonformista. Bizzarro al punto da essere considerato uno fuori di testa e quindi da emarginare.

“Dire la verità, oggi, è rivoluzionario.”
(citazione tratta dal testo)

Qualcosa cambia nel ragazzo, inizia piano piano a provare gioia e serenità nell'aiutare il prossimo senza ricevere nulla in cambio se non la felicità dell'altro. Un cambiamento che vi consiglio di seguire continuando la lettura del romanzo d'esordio di Pif, che tra ironia, leggerezza e pensieri profondi ci guida all'interno della storia.
Pif è un regista e autore televisivo che tutti abbiamo imparato a conoscere e apprezzare attraverso i suoi film e programmi tv. L'autore ha realizzato negli anni reportage profondamente riflessivi, affrontando argomenti seri come la mafia, narrandoli con ironia, sensibilità e leggerezza, regalandoci uno sguardo lieve e profondo su tematiche intense.
Utilizzando il taglio cinematografico, il linguaggio e la struttura narrativa che lo contraddistinguono, l'autore ha costruito un romanzo apparentemente semplice ma, che inaspettatamente colpisce e fa riflettere nel modo e nel momento giusto.
La prima pagine del testo sono lente e forzate, in particolare, nel voler presentare Arturo nella sua tragicomicità, sembra quasi volerlo proporre per forza come un personaggio divertente e spassoso. Devo essere sincera, in questa prima parte ho avuto difficoltà a ritrovare lo stile narrativo di Pif, infatti, ho avuto la tentazione di abbandonare il testo. Fortunatamente, non ho ceduto e ho continuato la lettura, e pagina dopo pagina sono arrivate l'ironia e la leggerezza che lo contraddistinguono.
La seconda parte è incentrata nell'evidenziare e colpire con ironia i cattolici che si professano praticanti ma solo a parole, perché a conti fatti è più facile parlare e accusare gli altri, piuttosto che farsi un esame di coscienza mettendo effettivamente in pratica gli insegnamenti critiani. Pif analizza con leggerezza questa ipocrisia, mostrando i comportamenti contradditori di alcuni benpensanti che praticano la religione cristiana solo in situzioni di emergenza come ad esempio quando qualcuno sta male, quando si ha bisogno di sostegno ecc. ma la religione non è interpretabile per un proprio tornaconto personale, non si può personalizzare come se fosse un pacchetto viaggi o di studio, e soprattutto non si può pensare di aiutare solo chi è come noi lasciando indietro chi è diverso. Putroppo nella vita di tutti i giorni e nella società odierna si preferisce dare la precedenza al proprio Io, dimenticandosi del benessere del prossimo.
L'autore analizza questa falsa moralità con la sua consueta levità, ironicità e delicatezza, regalandoci diversi spunti di riflessione, colpendo il lettore in maniera imprevista con argomenti seri e profondi.
La lettura, ad eccezione delle prime pagine, è scorrevole e leggera. Il romanzo è divertente, ironico, anche se in alcuni punti cade troppo facilmente nei luoghi comuni, nella banalità di alcuni atteggiamenti e modi di pensare.
Pif ha una grande capacità narrativa e la sua scrittura è pulita e delicatata. Una scrittura che non si prende troppo sul serio pretendendo di essere rivoluzionaria, ma aiuta il lettore a porsi innumerevoli domande, facendolo riflettere su alcune questioni e donando una visione diversa su alcune tematiche.
“...che Dio perdona tutti” è un romanzo che vi consiglio di leggere e mi raccomando, non arrendetevi alle prime pagine, superate lo scoglio e divertitevi a scoprire le peripezie e i cambiamenti di Arturo.
Buona lettura!!




(Marianna Di Bella)

giovedì 13 febbraio 2020

Recensione: "Mara. Una donna del Novecento" - Ritanna Armeni

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Titolo: "Mara. Una donna del Novecento"

Autrice: Ritanna Armeni

Editore: Ponte alle Grazie




Esistono storie poco conosciute che aspettano il momento opportuno per essere scoperte e portate alla luce. Storie di persone dimenticate tra le pagine dei libri, che hanno bisogno di tempo e studio per riemergere dai recessi della memoria storica per essere conosciute, comprese, rivalutate al di sopra di ogni giudizio o luogo comune.
Storie e persone che si incontrano e si intrecciano, non solo tra le pagine dei libri ma tra le maglie della vita, ricordandoci chi ha lottato con forza e tenacia per difendere i propri valori. Storie e persone che meritano di essere conosciute e ricordate, anche quando differiscono dai nostri ideali, dalle nostre opinioni personali e correnti politiche, perché il confronto con gli altri è necessario per aiutarci a comprendere meglio il passato, il presente e noi stessi. Permettendoci di affrontare la vita in maniera diversa, consapevoli del proprio passato storico e dei privilegi raggiunti, grazie ai sacrifici e alle lotte politiche intraprese da uomini e donne che credevano fortemente nei propri princìpi.
Se poi le protagoniste di queste storie sono donne, allora le loro gesta e le loro voci acquistano un'importanza e un peso determinante, per quanto riguarda i diritti raggiunti, e la nostra attenzione si deve fare più intensa e concentrata. Anche quando le battaglie per i propri diritti sono state intraprese da persone la cui corrente politica ha segnato in maniera negativa il nostro Paese. Correnti politiche che differiscono totalmente da quelle dell'autrice Ritanna Armeni che in questo nuovo testo prende in esame, analizza e affronta una figura femminile del Novecento fascista, esponendone i pensieri, gli ideali e i valori.
L'autrice è del parere che esiste una storia delle donne che si intreccia con quella degli uomini ma che non coincide mai in maniera perfetta, anzi, spesso viene lasciata in un angolo e dimenticata, ma in questo caso Ritanna Armeni ha cercato di farla riemergere dall'oblio della memoria, mettendo da parte i luoghi comuni e tutto ciò che la storia ci ha insegnato mostrando solo una parte della verità. L'autrice ha studiano, analizzato e messo da parte i cliché per far emergere figure femminili, anche contraddittorie, e in questo percorso ha creato Mara, la protagonista del libro.
Il romanzo inizia nel 1933, quando la ragazza ha solo 13 anni e Mussolini è nel pieno della sua potenza e fama politica. Mara vive a Roma con i genitori e due fratelli più piccoli. La sua famiglia non è ricca, ma guadagna quel poco che serve per vivere decentemente. La ragazza è una fervente fascista e ha una passione sfrenata per Mussolini, che considera un grande uomo, protettore degli italiani e delle donne.
La ragazza è giovane ma sa bene cosa vuole dalla sua vita, come ad esempio partecipare con entusiasmo ai sabati fascisti, dove può esprimere il suo fervore attraverso gli esercizi ginnici che esegue in maniera precisa e perfetta. Ama studiare e vorrebbe frequentare l'Università per diventare una scrittrice. Vuole essere libera di uscire quando vuole, recitare a teatro, tagliarsi i capelli secondo i suoi gusti e non chiedere ogni volta il permesso dei suoi genitori. Vorrebbe decidere autonomamente della sua vita, ma l'epoca e il contesto storico-culturale non le permettono questo privilegio, perché le donne erano considerate solo in funzione del loro ruolo di mogli e madri; non avevano privilegi o diritti, non potevano votare, esprimere liberamente il proprio pensiero, avere ruoli di prestigio in ambito lavorativo, potevano solo ambire a ruoli subalterni e sottomesse al marito che decideva anche per lei. È in questo quadro e contesto storico che Ritanna Armeni ha cercato di analizzare le figure femminili fasciste spogliandole di ogni luogo comune, e con uno sguardo il più neutrale possibile, tentando di comprendere il loro modo di pensare e l'ardore con cui idolatravano e amavano Benito Mussolini.

Il Duce ha dimostrato ancora una volta di meritare la nostra fiducia e il nostro amore. Sì proprio l'amore. Non si può non avere trasporto e un sentimento intenso di devozione per chi ci protegge, ci guida e ha così a cuore il nostro benessere e la nostra felicità.”
(citazione tratta dal testo)

L'autrice volge lo sguardo oltre gli stereotipi e le pagine di storia, che non hanno mai evidenziato queste figure, e le fa emergere in tutta la loro complessità. Si spoglia di ogni pregiudizio e studia, esamina, ricerca e analizza le loro figure, ove possibile, e crea un personaggio femminile che possa fare da intermediario e voce narrante tra la storia e noi lettori: Mara Carucci.
Attraverso il punto di vista di Mara ripercorreremo il periodo storico che va dal 1933 al 1946 ma, soprattutto, scopriremo i cambiamenti della figura femminile nel campo politico, in particolare in quello della corrente fascista.

Anche nei primi anni del fascismo c'è, quindi, chi rivendica l'autonomia femminile. Donne che vogliono partecipare alla vita pubblica e politica e non si vogliono limitare alla beneficenza e all'assistenza.”
(citazione tratta dal testo)

Cosa spingeva le donne fasciste ad amare e difendere la figura di Benito Mussolini?
Secondo Ritanna Armeni per comprendere questo aspetto occorre risalire al periodo del Risorgimento, quando la donna non aveva nessun diritto e non era minimamente considerata se non per il suo essere una brava casalinga, moglie obbediente e procreatrice...un fantasma fuori e dentro le mura domestiche. Con l'ascesa di Benito Mussolini, le donne fasciste, invece, si sentono protette, riconosciute e considerate, acquisendo più importanza e credibilità all'interno della sfera politica e sociale, perché l'uomo politico chiede loro, non solo di essere mogli e madri perfette, ma pronte a fare sacrifici per la Patria. Un sacrificio che le relega comunque in un ruolo marginale imposto dalle figure patriarcali dell'epoca. Un ruolo che continua a non godere del diritto di voto, di istruzione, della possibilità di lavorare nelle alte gerarchie, di decidere autonomamente ecc. Tutti elementi che ci aiutano a comprendere meglio la complessità delle battaglie femminili fasciste e del loro punto di vista politico, sociale, culturale ecc.

Di fronte alle loro storie – ne ho lette tante, tutte dolorose, drammatiche, ostinate - , ho provato sentimenti contrastanti. Finalmente non più vedove e madri colpite dalla guerra o ragazze in attesa di convenienti matrimoni. E neppure donne tranquille perché ignare. Che aspettavano inerti quel che sarebbe avvenuto. Guerriere, invece. Audaci e consapevoli fino in fondo. Disposte a morire per quello in cui credevano. Erano fasciste ma non corrispondevano ad alcun modello femminile sostenuto dal fascismo durante il ventennio.”
(citazione tratta dal testo)

L'autrice ha cercato di dare voce a queste donne mettendo da parte il proprio modo di pensare, spogliandosi temporaneamente della propria visione politica per cercare di immergersi e capire una corrente politica opposta per valori e ideali. Un lavoro complesso, difficile e delicato perché non è sempre facile rimanere neutrali e super partes, spesso si rischia di cadere nella trappola degli stereotipi emettendo giudizi personali che potrebbero influenzare la lettura e la comprensione del testo. Ritanna Armeni è riuscita, in maniera elegante e perfetta a mantenere la sua neutralità costruendo una storia coinvolgente, avvincente e bella. Una storia che ci fa completamente immergere in un periodo storico difficile e incomprensibile, creando una figura femminile interessante che cresce con il trascorrere degli anni, maturando non solo fisicamente ma anche intellettualmente, narrando gli avvenimenti storici e politici dell'epoca. Uno sguardo dapprima adolescenziale e poi sempre più maturo che la porterà a mettere in discussione alcune scelte politiche e di vita.
Il libro si divide su due piani narrativi diversi e complementari. Due voci narranti che si alternano tra un capitolo e l'altro, segnando il ritmo narrativo della trama: la voce narrante di Mara e quella di Ritanna Armeni.
Attraverso la voce di Mara, il romanzo prende vita e anima, narrando, non solo le vicende politiche dell'epoca ma anche la sua esistenza di giovane donna, con i suoi amori, sofferenze, sogni infranti ecc. Mentre la voce dell'autrice è di appoggio alla storia della ragazza, intervenendo e spiegando alcuni dati politici, documenti o presentando alcune figure femminili che hanno segnato quel periodo storico.
La lettura è scorrevole, piacevole, intrigante e l'alternarsi delle due voci narranti non crea disagi o difficoltà durante la lettura, al contrario aiuta il lettore a comprendere meglio alcune parti, lasciandolo riflettere su alcune questioni.
La scrittura è semplice, intensa, vera e arriva al cuore dei fatti e delle persone, coinvolgendole completamente. I personaggi sono tutti ben analizzati e descritti, ognuno con una personalità ben definita. I personaggi che emergono in maniera forte e preponderante sono Mara e Nadia, la sua migliore amica. Due ragazze accomunate dagli stessi ideali, dalla stessa fede politica ma diverse per carattere e modo di agire. Mara è più posata, riflessiva e costretta, dalle vicende della vita, a rinunciare ai suoi sogni, costringendola a crescere e diventare adulta prima del tempo, diventando più critica verso se stessa e il mondo esterno. Nadia, invece, è più passionale, combattiva e irruenta nelle sue idee politiche, infatti seguirà fino alla fine i suoi ideali, difendendoli fino allo stremo delle sue forze, negando spesso la realtà dei fatti, non vedendo gli errori e non accettando la sconfitta, scontrandosi in maniera forte e pesante con la realtà.
“Mara. Una donna del Novecento” è un libro che ho amato moltissimo, non solo perché apprezzo i testi e la scrittura di Ritanna Armeni, ma perché mi ha permesso di spogliarmi dei luoghi comuni, per immedesimarmi in ideali e valori opposti ai miei cercando di comprendere l'altro in ogni sua sfaccettatura.
Vi consiglio la lettura del libro? Assolutamente sì, perché per capire il presente occorre comprendere il passato e i suoi errori, e questo libro ci presenta una visione diversa e interessante. La lotta femminista va studiata a trecentosessanta gradi, analizzando e studiando tutte le forze politiche che hanno fatto la differenza, segnando dei piccoli passi in avanti verso i diritti, l'indipendenza, la libertà e l'accettazione di sé. Quindi non perdete tempo e immergetevi nel testo, lasciandovi guidare dalle voci forti, tenaci e determinate di Mara e Ritanna Armeni.
Buona lettura!!




(Marianna Di Bella)



Prodotto fornito dalla casa editrice Ponte alle Grazie