domenica 22 settembre 2019

Recensione: "Il catalogo delle amiche" - Isabella Bossi Fedigrotti

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Titolo: "Il Catalogo delle Amiche"

Autrice: Isabella Bossi Fedigrotti

Editore:RCS Libri




10 ritratti.
10 donne.
10 amiche.

Dieci sono i capitoli che compongono questo piccolo catalogo scritto da Isabella Bossi Fedigrotti. L'autrice dedica ogni capitolo ad un'amica diversa, descrivendone il carattere e analizzando la sua situazione sentimentale e affettiva, creando un piccolo resoconto sulla loro vita, sulle problematiche, manie, fissazioni e difetti.
Dieci capitoli dedicati a donne caratterialmente e psicologicamente diverse che animano il libro e il loro gruppo. Donne diverse accomunate dal disagio, dal dolore, da una profonda insicurezza e tanta solitudine. Questi ultimi due elementi emergono in ogni storia, tratteggiando donne insicure di se stesse e del proprio aspetto fisico, alla continua ricerca di un uomo che le appaghi e le faccia sentire amate, nascondendo se stesse e appiattendo la loro personalità, pur di tenersi un uomo accanto.
Donne che si annullano per il fidanzato, succubi di madri che riversano sulle loro figlie il loro malcontento e i loro rimpianti, che rivestono il ruolo da infermiere per sentirsi importanti o troppo intente ad aiutare gli altri, per non accorgersi che la figlia adolescente ha seri problemi di accettazione, socializzazione e autostima.
Donne sole, il cui unico sogno è di poter di fuggire e cambiare vita, ma sono talmente ingabbiate e schiacciate dal ruolo che hanno costruito, in base alle aspettative degli altri, da non riuscire a riconoscere più se stesse e i loro sogni. Schiacciate al punto da accontentarsi di quel poco che ricevono, pur di sentirsi riconosciute e viste dagli altri.
Isabella Bossi Fedigrotti descrive con penna arguta, ironica e graffiante, dieci protagoniste con le loro manie, problematiche e imperfezioni, riuscendoci molto bene, ma ahimè, per me si limita solo a questo. Mi spiego meglio.
L'universo femminile è vasto, caratterizzato da molteplici sfaccettature e, per me, limitarsi a descriverne solo le imperfezioni, le manie e le problematiche vuol dire limitare la visione totale della donna. Vuol dire evidenziare elementi che non aderiscono totalmente alla realtà, rischiando di cadere nella trappola delle banalità, dei luoghi comuni e degli stereotipi.
Tratteggiare solo i lati negativi vuol dire non prendere in considerazione i pregi, i tratti positivi e tutto ciò che hanno da insegnare. Vuol dire non rispecchiare la realtà perché, parliamoci chiaro, queste dieci donne non sanno assolutamente cosa vuol dire essere amiche.
L'amicizia è confidenza, aiuto, sostegno, chiacchiere ma anche elementi negativi che donano in ogni rapporto umano, il giusto equilibrio che purtroppo manca in questo testo, perché le protagoniste sono unite da cattiveria e invidia e non da un'amicizia profonda.
Mi aspettavo un testo pù incentrato sulla sfera femminile, dando risalto non solo all'amicizia ma a tutta l'universo femminile, pregi e difetti compresi, ma a parte la scrittura graffiante e ironica dell'autrice, il resto del libro lascia un retrogusto amaro. Non capisco perché per parlare di donne, occorre decrivere ed evidenziare sempre e solo le loro problematiche, insicurezze, imperfezioni, nevrosi, sottolineando la loro continua ricerca di un amore che le faccia sentire appagate, come se la loro identità dipendesse solo da questi elementi. In modo particolare, non riesco ad accettare quelle descrizioni in cui le donne sono sempre l'una contro l'altra in un'eterna lotta tra invidie e gelosie, cadendo negli inevitabili stereotipi.
Sinceramente siamo molto più di questo...siamo altro...
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)

venerdì 20 settembre 2019

Recensione: "Il piccolo negozio degli amori perduti e ritrovati" - Trisha Ashley

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Titolo: "Il piccolo negozio degli amori perduti e ritrovati"

Titolo Originale: "The Little Teashop of Lost and Found"

Autrice: Trisha Ashley

Editore: Newton Compton Editori




Buongiorno lettori!

Oggi vi porterò in un posto speciale, immerso nella brughiera dello Yorkshire, vi va di venire? Bene. Lasciate perdere valigie o borse, viaggeremo leggeri, muniti solo della nostra fantasia. La nostra meta sarà la piccola cittadina di Haworth; un luogo tranquillo, apparentemente anonimo, ma famoso per un museo: il Brontë Parsonage Museum.
Visitiamo la canonica che ha ospitato le sorelle Brontë, ma vi avverto che non sarà questo il luogo su cui si baserà il romanzo di oggi. La nostra destinazione è un'altra, quindi incamminiamoci e raggiungiamo una piccola sala da tè che sta per aprire al pubblico. I lavori di ristrutturazione sono quasi giunti al termine, ma per noi faranno un'eccezione facendoci entrare e sbirciare nel locale, perché questo sarà il luogo da cui prenderà vita e forma il romanzo.
La sala da té è particolare e unica nel suo genere, perché il té verrà servito solamente di pomeriggo e le cameriere saranno uniche e pittoresche. La proprierataria del locale è Alice Rose, una giovane donna trasferitasi da poco nella cittadina. La ragazza non ha avuto una vita facile, è stata adottata quando era piccolissima ed ha vissuto la sua infanzia circondata dall'amore protettivo del padre e nell'ostilità e freddezza della madre. Con la morte del padre, le cose si complicano e lei si sente persa, sola, e quella sensazione di non appartenenza, abbandono e rifiuto si fa sempre più forte e intensa.
Sensazioni che l'accompagneranno durante la sua esistenza, portandola a cercare spasmodicamente un luogo che la rispecchi e la faccia sentire amata, sostenuta e protetta. Un luogo che può finalmente chiamare casa.


“Alla fine dei conti non è ciò che sei all'inizio a definirti, ma ciò che diventi.”
(citazione tratta dal testo)

Alice ama cucinare dolci e scrivere fiabe riadattate per gli adulti; ma una serie di eventi sfortunati e dolorosi la spingeranno a dover fare chiarezza sul suo passato, ritrovando finalmente se stessa e le sue radici. Partirà così, per Haworth, il luogo in cui è stata abbandonata da piccola e da dove inizierà la sua nuova vita.

“Insomma, come potete vedere tendo a trasformare ogni avvenimento della mia vita in una fiaba dai risvolti tetri: è più forte di me!”
(citazione tratta dal testo)


Riuscirà Alice a trovare la sua vera madre?
Riuscirà a superare il senso di abbandono e rifiuto che l'accompagnano da sempre?
Riuscirà ad aprire il suo locale dando vita a parte dei suoi sogni?
Queste e molte altre domande si affacceranno durante la lettura di questo romanzo semplice e leggero. Un testo con buoni propositi ma che non mi ha convinta del tutto. Leggendolo ho avuto come l'idea di essere sulle montagne russe, in un sali e scendi emotivo tra avvenimenti positivi e negativi, e tra eventi fortunati e altri pieni di difficoltà. Un sali e scendi che per me non ha un giusto equilibrio, una via di mezzo che possa creare stabilità e, in alcune parti, credibilità alla storia.
Il libro è scritto in prima persona e regala al lettore la sensazione di un dialogo diretto con la protagonista, in una confidenza intima e personale della sua vita e delle sue emozioni. Solo che, personalmente, non ho apprezzato la protagonista e non sono riuscita ad entrare in sintonia ed empatia con lei e la sua storia. L' ho sempre sentita in maniera fredda e distaccata, come se non riuscissimo a comunicare e sentire le emozioni. Peccato perché la storia è carina, basata sulla ricerca dell'identità, del superamento del senso di rifiuto e abbandono, ma non è credibile quando gli avvenimenti della sua nuova vita sono sempre e solo positivi.
Piccolo avviso: la voce narrante non sarà solo quella di Alice, ma ci sarà un altro personaggio che si alternerà nei capitoli raccontando e svelando parte del passato della ragazza, ma non vi svelerò la sua identità perché sarete voi a scoprirlo...naturalmente, se deciderete di continuare la lettura.
A voi la scelta.
Buona lettura.


 (Marianna Di Bella)


Prodotto fornito dalla casa editrice Newton Compton Editori

giovedì 19 settembre 2019

Recensione: "Eleanor Oliphant sta benissimo" - Gail Honeyman

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Titolo: "Eleanor Oliphant sta benissimo"

Titolo Originale: "Eleanor Oliphant is Completely Fine"

Autrice: Gail Honeyman

Editore: Garzanti



Ci sono esperienze che segnano la nostra esistenza, spesso in maniera irreversibile. Lasciando cicatrici che segnano la nostra anima, ricordandoci cosa abbiamo subito ma, soprattutto, cosa abbiamo affrontato per essere le persone che siamo diventate. Percorrendo strade difficili, irte di ostacoli da superare. Purtroppo, non sempre si è pronti e disposti ad affrontare il passato. Non sempre si è disposti ad accettare il dolore che si cela dietro le nostre ferite. Ma basta un piccolo inizio, un passo in avanti, uno sguardo diverso per renderci conto della bellezza, dell'amore e dell'affetto che ci circondano e che non vedevamo perché non eravamo pronti a vedere oltre la superficie, accettando noi stessi.
Accettare le cicatrici e convivere con la sofferenza. Eleanor sa bene cosa vuol dire convivere con le sue cicatrici. Quelle che deturpano il suo volto e, spesso, sono oggetto della curiosità degli altri. Ma lei è abituata agli sguardi curiosi degli altri e non ci fa caso, o almeno così afferma o forse tenta di convincere se stessa?
Le sue cicatrici sono il segno di un passato che non ricorda. La sua mente ha archiviato il tutto in un angolo remoto della sua memoria dimenticando ogni evento doloroso.

“Sul mio cuore ci sono cicatrici altrettanto spesse e deturpanti di quelle che ho in viso. So che ci sono. Spero che resti un po' di tessuto integro, una chiazza attraverso la quale l'amore possa penetrare e defluire. Lo spero...”
(citazione tratta dal testo)

Eleanor vive sola, lavora come contabile in un'agenzia di grafica e design. È ironica, sarcastica, schietta, non ha filtri e dice sempre quello che pensa. Non è abituata a interagire con gli altri e non si adatta facilmente alle comuni regole di interazione sociale e convenzionali, per questo non lega molto con i colleghi in ufficio e con le altre persone.
La sua vita scorre monotona, seguendo un ritmo abitudinario scandito da giornate fatte di lavoro, casa, letture serali e cene diverse a seconda del giorno della settimana. Il mercoledì riceve la telefonata della madre dal carcere, una donna che critica e denigra ogni aspetto della figlia, facendola vivere, sin da quando era piccola, nella perenne insicurezza di se stessa e del suo aspetto fisico. Il fine settimana, invece, si concede della vodka, con cui cerca di zittire quella vocina interiore che le chiede aiuto e attenzione.

“Il dolore è facile, il dolore mi è familiare. Mi rifugiai nella stanzetta bianca che c'è nella mia testa, quella del colore delle nuvole. Sa di cotone pulito e di coniglietto. L'aria lì è di un pallido rosa confetto e si sente una musica dolcissima.”
(citazione tratta dal testo)

Cosa è accaduto a Eleanor?
Cosa si nasconde nel suo passato?
Come si è procurata le cicatrici che rovinano il suo volto?
Cosa accade quando l'amore, l'affetto e l'amicizia arrivano in maniera inaspettata nella sua vita?

Accade che Eleanor inizierà a cambiare impercettibilmente...piano piano...riscoprendo l'amore per sé e per gli altri. Scoprirà e apprezzerà i piccoli gesti di tenerezza che sfioreranno la sua anima delicata e sofferente. Permetterà al suo passato di riemergere dal profondo della sua anima, affrontandolo definitivamente.

“Le feci un sorriso. Per due volte in un giorno ero stata oggetto di ringraziamenti e sguardi calorosi. Non avrei mai sospettato che qualche piccola azione potesse suscitare reazioni così sincere e generose. Sentii un piccolo bagliore dentro di me – non un incendio, ma più una specie di piccola fiammella costante.”
(citazione tratta dal testo)

Il suo sarà un percorso lento, spesso doloroso, con punte di ironia che ci permetteranno di conoscere e apprezzare la donna. Sì, perché leggere questo romanzo, vuol dire conoscere un'anima pulita, sofferente, che seppur nella sua stravaganza, atipicità e insofferenza verso gli altri, saprà farsi amare da noi lettori. Regalandoci la sua visione strana e sagace del mondo, insieme a momenti di battute e frasi ironiche che ci lasceranno, a volte perplessi, altre volte con il sorriso sulle labbra.
Eleanor è un personaggio che ameremo e apprezzeremo grazie alla scrittura dell'autrice Gail Honeyman che l'ha resa vera agli occhi del lettore. Descritta perfettamente, in modo particolare, la parte psicologica che ho trovato completa e perfettamente in sincrono con il personaggio e la trama. Con le sue descrizioni, l'autrice ci permette di entrare in punta di piedi nella psiche della donna, mostrandocela in tutta la sua complessità, anche se a onor del vero, alcune situazioni sono facilmente prevedibili, ma questo non toglie nulla alla bellezza del romanzo.
La lettura è fluida e scorre velocemente. Non ci sono momenti di noia, al contrario, Eleanor riesce ad attirare e ammaliare il lettore, prendendolo per mano e conducendolo nella sua vita, ma lo farà sempre secondo il suo carattere, prima con riluttanza e poi con estremo piacere, aprendo le porte della sua anima.
Questo è un libro in grado di ricordarci cosa si nasconde dietro gli occhi e gli atteggiamenti di persone che non comprendiamo. Ci ricorda di non fermarci all'apparenza delle cose, ma di andare sempre oltre e che forse, un gesto di affetto e un sorriso rappresentano, per alcune persone, un salvagente in un mondo superficiale, indifferente e scostante verso chi non si conforma alla massa. Ed Eleanor è una persona che non si conforma a nessuno e ce lo ricorda in ogni momento, anche quando leggendo i suoi comportamenti stravaganti, spesso non ne comprendiamo i motivi, perché troppo abituati alle convenzioni sociali, a comportarci come gli altri si aspettano, per non essere additati, derisi e osservati.

“Ai giorni nostri la solitudine è il nuovo cancro, una cosa vergognosa e imbarazzante, così spaventosa che non si osa nominarla: gli altri non vogliono sentire pronunciare questa parola ad alta voce per timore di esserne contagiati a loro volta, o che ciò possa indurre il destino a infliggere loro il medesimo orrore.”
(citazione tratta dal testo)

Eleanor rappresenta la sofferenza, il dolore e li porta con orgoglio senza preoccuparsi degli altri. Eleanor ha un solo e unico desiderio inespresso che l'accomuna a tutti: essere amata.

“Soffro fisicamente per il desiderio di un contatto umano.”
(citazione tratta dal testo)

Lasciatevi ammaliare dal suo sarcasmo, scoprite le sue cicatrici, le sue sofferenze, non ve ne pentirete.
Fate entrare Eleanor nella vostra vita e regalate a lei e a voi stessi un gesto d'affetto.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)

mercoledì 18 settembre 2019

WWW Wednesday #2

WWW WEDNESDAY #2



Buongiorno lettori!!

Oggi è mercoledì, quindi.....WWW Wednesday!!
Siete pronti a scoprire nuove e vecchie letture?
Bene! Iniziamo! 


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Cosa ho appena finito di leggere?

Lunedì ho terminato la lettura del thriller di Adrian McKinty: “The Chain”.
Devo essere sincera, era iniziato molto bene, le prime pagine erano coinvolgenti e piene di suspense, ma mi sono dovuta ricredere subito perché tutto si è sgonfiato come un palloncino, lasciandomi perplessa e profondamente delusa. In poche parole non mi è piaciuto, ma ve ne parlerò meglio nella recensione .


Cosa stai leggendo?

Da qualche giorno sono alle prese con il romanzo di Madeleine Wickham “La signora dei funerali”, anche qui alcune cose non mi piacciono e convincono, ma prima di pronunciarmi, aspetterò di terminare la lettura e scoprire come si evolveranno alcuni avvenimenti.


Cosa pensi leggerai in seguito?

Anche questa volta ho scelto un libro che staziona nella mia libreria da troppo tempo, vale a dire: “Il caso dei libri scomparsi” di Ian Sansom. 
Speriamo bene!


Voi cosa state leggendo?


Alla prossima settimana con nuovi e, speriamo, entusiasmanti libri.




(Marianna Di Bella)