lunedì 28 ottobre 2019

Recensione: "Paddy Clarke ah ah ah!" - Roddy Doyle

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Titolo: "Paddy Clarke ah ah ah!"

Autore: Roddy Doyle

Editore: Guanda





Irlanda, 1968.
Paddy Clarke ha dieci anni e trascorre le sue giornate in compagnia dei suoi amici, gironzolando per il quartiere e combinando malefatte e scherzi. Scorribande caratterizzate da piccoli furti nei negozi, costruire capanne, scavalcare i muretti dei giardini, incendiare piccole oggetti e scherzi...scherzi e angherie agli amici e al fratello Sinbad.
Paddy vive nel quartiere di Barrytown con i genitori, il fratellino e le due sorelline. Gioca a calcio, odia il suo insegnante e ammira la figura di Geronimo, considerato l'ultimo dei rinnegati. Nonostante la giovane età, avverte distintamente la tensione che aleggia in casa, captando i primi segnali di litigi o incomprensione tra i suoi genitori, vorrebbe che la smettessero di litigare ma è impossibile, gli adulti sembrano non rendersi conto del dolore e della sofferenza che provocano a un bambino così piccolo.
Paddy cerca di sopravvivere come può a un'infanzia giocosa ma non idilliaca. Ha una sua visione del mondo influenzata non solo dal clima familiare, ma anche dalla realtà sociale, politica e culturale in cui vive.
Seguire le sue scorribande nel quartiere, ci permette di conoscere la sua realtà e il percorso di crescita e cambiamento, grazie anche agli avvenimenti e alle vicende che si susseguono nel testo e ci fanno entrare nel cuore del romanzo di Roddy Doyle.
Il libro è scritto bene con uno stile narrativo interessante che riesce a dare risalto ai pensieri e alle descrizioni del mondo, raccontate dal punto di vista di Paddy. Lo stile narrativo si adegua al linguaggio e alle espressioni di un bambino di 10 anni rendendo, in questo modo, la storia credibile e aderente alla realtà dell'epoca. Il punto di vista di Paddy risulta sincero, credibile, con opinioni, pensieri e descrizioni a volte tristi, malinconiche, sfacciate e irriverenti tipiche dell'eta.
Purtroppo ci sono delle parti del testo che non ho apprezzato, come ad esempio le angherie e le violenze verso il fratellino e alcuni suoi amici, oppure il lungo e interminabile elenco di avvenimenti ed eventi. Episodi inseriti senza una separazione temporale, provocando nel lettore una grande confusione, perché non c'è una separazione netta tra passato e presente. I fatti si mescolano senza dare una visione chiara e decisa su cosa avviene prima o dopo.
Memorie inserite senza alcuna logica narrativa, dando a volte l'idea di essere legati ad un filo conduttore, mentre altre appaiono completamente slegati tra di loro, al contesto e alla narrazione, creando dispersione e smarrimento. In questo modo, le emozioni non emergono mai in maniera decisa e non aiuta il lettore ad entrare in completa empatia con la storia, ritrovandosi a vivere un avvicendarsi di momenti toccanti, noiosi, banali e ripetitivi. Si ha costantemente la sensazione di trovarsi in un limbo, in attesa di un cambiamento, un'evoluzione, una crescita che ci conduca al cuore della trama che non arriva mai. Pagine su pagine in cui non avviene nulla di eclatante e vitale per lo svolgersi della trama.
Il testo è comunque ben scritto, istruttivo ma si perde nell'uso ripetitivo e illogico degli avvenimenti, rendendo la lettura troppo lunga e noiosa.
Come sempre lascio a voi il piacere di scoprire il testo...buona lettura!!


(Marianna Di Bella)

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