sabato 2 novembre 2019

Recensione: "La sarta di Mary Lincoln" - Jennifer Chiaverini

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Titolo: "La sarta di Mary Lincoln"

Titolo Originale: "Mrs. Lincoln's Dressmaker"

Autrice: Jennifer Chiaverini

Editore: Beat




Washington, 1861.
La città è in grande fermento, Abraham Lincoln, il sedicesimo presidente degli Stati Uniti d'America sì è appena insediato nella Casa Bianca. Uno dei presidenti più importanti e popolari nel panorama politico americano, sta per cambiare il destino di un'intera nazione, facendo emergere gli ideali di libertà e democrazia, abolendo la schiavitù, riunendo la nazione, guidandola fuori dalla Guerra di Secessione, una delle guerre più cruente mai esplosa fino ad allora...ma andiamo con ordine perché, non solo il nuovo presidente è appena stato eletto, ma molte di queste cose avverrano durante gli anni del suo mandato.
Il 1861 segnerà l'inizio di grandi cambiamenti politici, sociali e culturali e darà il via al romanzo. Una storia vera incentrata sulla figura di Elizabeth Keckley, una donna indipendente, libera, autonoma, imprenditrice di successo, ex schiava e amica di Mary Lincoln.
Dopo anni di sacrifici e duro lavoro, Elizabeth riesce a comprare la libertà per sé e suo figlio, regalandogli una vita e un futuro diverso e ricco di possibilità. Un traguardo importante per l'epoca, un sogno che non tutti sono riusciti a raggiungere e realizzare, ma la donna è determinata, forte e combattiva. Si trasferisce a Washington e, adeguandosi alle limitazioni imposte agli schiavi emancipati (rispettare il coprifuoco, procurarsi la licenza pagando una tassa entro 30 giorni dall'arrivo in città ecc.), riesce con intraprendenza e determinazione a trovare il suo spazio lavorativo. La donna è una sarta di notevole bravura, apprezzata dalle mogli degli esponenti dell'elite politica e sociale della città che la cercano per la realizzazione di abiti per cerimonie e ricevimenti. Il suo nome e la sua bravura giungono fino alla first lady che la sceglierà come sarta personale. Elizabeth confezionerà per lei spledidi abiti ma, soprattutto, diventerà sua grande amica e confidente.
Un'amicizia strana e inconsueta, perché le due donne sono completamente diverse.
Mary Lincoln è impulsiva, volubile, spontanea, non si preoccupa mai di come possano essere interpretate le sue parole e le sue azioni. Snobbata dalle alte sfere politiche, viene costantemente criticata e considerata volgare e priva di buone maniere.
Elizabeth, invece, è generosa, intraprendente, piena di grazia e dignità. È una donna sempre pronta ad aiutare e sostenere gli altri, in particolar modo gli schiavi emancipati che, in arrivo dalle piantagioni, hanno bisogno di aiuto e sostegno economico per riuscire a sopravvivere alla situazione di estrema povertà e analfabetismo.
Le due donne stringeranno una profonda e sincera amicizia, affrontando e condividendo sofferenze, problemi, disagi e tragedie familiari che negli anni colpiranno la famiglia Lincoln e quella di Elizabeth, il tutto incastonato all'interno di un contesto politico complicato e delicato, caratterizzato dalla guerra di Secessione, il divario tra Nord e Sud, tra schiavi e abolizionisti.
Un quadro storico e sociale complesso, affrontato e narrato da Jennifer Chiaverini in maniera efficace e determinante perché ci permetterà di comprendere, non solo una parte importante della storia americana, ma anche i difficili giochi politici che si nascondono dietro una guerra cruenta e complicata.
L'autrice riesce a narrare un complesso periodo storico, rimanendo il più possibile fedele ai fatti, soffermandosi su documenti, discorsi, editti, battaglie che spiegano al meglio la difficile situazione politica, districando nodi, disaccordi ed equivoci, rendendo facilmente fruibile la comprensione del testo,soprattutto per chi non conosce al meglio la storia americana. Una parte ben costruita, interessante e coinvolgente per chi è interessato a quel periodo storico. Purtroppo, la capacità e abilità dell'autrice, nel narrare eventi storici precisi e aderenti ai fatti, rendendo il tutto facilmente comprensibile, non si estende nella parte dedicata al rapporto di amicizia tra le due donne. Qui la narrazione rimane superficiale, i dialoghi sono contenuti, stringati e non creano particolari emozioni o legami empatici. Le vicissitudini delle due donne sembrano sempre dare l'idea di rimanere ai margini della storia, non evidenziandone il loro complesso e articolato tratto psicologico. Non si crea empatia, partecipazione, legame affettivo ed emotivo con le loro storie, soprattutto, non si evidenza il forte impatto psicologico delle tragedie familiari che si abbattono sulle due donne. Tutto sembra sempre freddo e distaccato. Personalmente, mi sarei aspettata una maggiore concentrazione sulla figura di Elizabeth, una donna indipendente, caparbia che ha inseguito i suoi sogni, la sua libertà, rimanendo sempre fedele alla first lady e al valore dell'amicizia. Nel romanzo sembra sempre messa ai margini di un contesto storico più incisivo e importante, mentre in realtà è stata una donna influente e determinante per chiunque l'abbia conosciuta...una storia personale a cui avrei dato più spazio e importanza.
Tutto questo, purtroppo, rende la lettura un po' lenta e pesante, ma rimane comunque un ottimo testo storico che consiglio a tutti coloro che apprezzano la storia americana e vogliono comprendere al meglio la Guerra di Secessione e gli intrighi di potere che si celano dietro documenti e battaglie. 
Un romanzo che non vi lascerà indifferenti.
  
"«Sono nata schiava, ma ho comprato la mia libertà e non devo quindi la mia emancipazione a Lincoln» puntualizzò. «Però gli volevo bene per la sua gentilezza nei miei confronti e per aver compiuto un gesto splendido: concedere la libertà al mio popolo. So cos'è la libertà perché ricordo cosa fosse la schiavitù».
(...)
«Voi che non avete mai sofferto non potete capire pienamente il significato della libertà».
(citazione tratta dal testo)

Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)

1 commento:

  1. Concordo con te!

    Storia bella e che meriterebbe di essere più conosciuta, ma narrazione appesantita dai troppi fatti storici.

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