giovedì 24 ottobre 2019

Recensione: "Un litro di lacrime" - Kitō Aya

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Titolo: "Un litro di lacrime"

Autrice: Kitō Aya

Editore: Rizzoli



Ci sono libri che sono incontri inaspettati, speciali, emozionanti, indimenticabili. Libri in grado di donarci storie che entrano nelle nostre anime scuotendole e toccandole nel profondo, lasciando un segno indelebile che custodiremo e porteremo sempre con noi come insegnamento e ricordo.
Sono i libri di cui ci innamoriamo sin dalle prime pagine e con cui si crea un legame emotivo intenso, a volte inspiegabile, con una storia apparentemente normale, ma che nel profondo si lega a noi in maniera indissolubile, lasciandoci meravigliati e molto spesso compresi nel profondo.
Un litro di lacrime” ha rappresentato per me tutto questo. Un incontro inaspettato, intenso ed emozionante. Una lettura che mi ha lacerato l'anima, scatenando una groviglio di emozioni, facendomi piangere, riflettere e arrabbiare. Un libro che ho amato subito e a cui mi sono legata in maniera profonda, ma adesso che sono qui davanti a questo foglio bianco per parlarne e consigliarlo a voi lettori, mi ritrovo persa, senza parole. Non che non abbia nulla da dire, al contrario, le emozioni che ho provato durante la lettura sono state tante, ma esprimerle a parole è difficile perché c'è la paura di cadere nella banalità, di non esprimere al meglio il messaggio e la bellezza del libro e, cosa ancora più difficile, vorrebbe dire tirare fuori anche parte del mio vissuto e venire a contatto con quelle emozioni che tengo gelosamente custodite in un angolino della mia anima. Ma non farlo, non sarebbe giusto nei confronti di Aya, della sua vita e del suo diario, perché la sua storia merita di essere conosciuta, compresa e amata.

Ma ho deciso come mi comporterò: mostrerò a tutti il mio vero io, sin dall'inizio e senza nasconderlo.”
(citazione tratta dal testo)

Ecco che le parole di Aya mi ritornano in mente aiutandomi a sbloccare questa situazione di impasse e decido, così, di seguire me stessa e lasciare che le emozioni e le parole vengano fuori libere, senza legami o costrizioni. Libere di posarsi su questo foglio facendo rivivere Aya e la sua storia. Sì perché questo libro custodisce le pagine del diario di Kitō Aya, una ragazzina quindicenne che sul finire degli anni Ottanta ha commosso e conquistato il Giappone con la sua vita, minata da una malattia letale.
Il diario venne publicato, all'epoca, dalla mamma come regalo per quella figlia forte e coraggiosa che ha lottato e sofferto a causa di una malattia che l'ha lentamente devastata nel fisico e nell'anima, portandola inevitabilmente alla morte. Una mamma che ha amato profondamente sua figlia, al punto da fare qualsiasi cosa per aiutarla, pur sapendo che il suo destino era segnato, vedendola morire ogni giorno e rimproverandosi di non essere stata una buona madre e di non aver fatto abbastanza per lei e per i suoi figli.
La pubblicazione del diario ha commosso ed emozionato tantissimi lettori giapponesi, che attraverso le parole di Aya hanno conosciuto un'animo delicato, sensibile e al tempo stesso forte e coraggioso. Un'anima fragile che ha saputo essere se stessa fino alla fine, dando voce al dolore, all'umiliazione, alla stanchezza ma anche all'amore per la sua famiglia, alla sua voglia di vivere e a quelle lacrime che hanno rigato spesso le sue guance e che goccia dopo goccia sono entrate nelle nostre anime, lasciandoci spiazzati e commossi.

Ogni persona cova un dolore inesprimibile.
Quando ripenso al passato mi viene da piangere, ed è un guaio.
La vita è stata terribilmente crudele con me, e l'ho attraversata a fatica.
Non mi ha offerto nemmeno un sogno.
Quando immagino il futuro, altre lacrime cominciano a cadere.”
(citazione tratta dal testo)


Aya scopre di essere malata a soli 15 anni, quando si rende conto che il suo corpo non risponde come dovrebbe, dimagrisce, cammina piegata con il busto in avanti, le gambe diventano rigide, non ha buoni riflessi. Una caduta, apparentemente innocua, sarà l'inizio del suo lungo calvario, perché scoprirà, attraverso analisi e ricerche che è affetta da una malattia letale: l'atassia spinocerebellare. Le cellule appartententi al cervelletto, che regolano l'equilibrio, il movimento e i riflessi stanno morendo, provocando l'irrigidimento del corpo e portando il malato alla morte.

Come vivrò? Ho poche strade di fronte a me, e di certo saranno tutte ripide, ma ho deciso di guardare avanti e non mollare, anche se dovessi percorrerle strisciando. Non posso permettermi di esitare.”
(citazione tratta dal testo)

Aya è giovane, delicata, dolce, sensibile, dedita allo studio e sempre pronta a impegnarsi per raggiungere i suoi obiettivi, e a quindici anni è troppo giovane per accettare una malattia del genere, rassegnandosi al lento declino e irrigidimento del suo corpo. Così, decide di porsi dei piccoli obiettivi da raggiungere per rallentare la malattia, lottando per non darsi per vinta, anche se spesso dovrà rinunciare alla maggior parte dei suoi sogni. Ma avrà accanto una famiglia e una mamma che l'aiuteranno a spronarla nei momenti di difficoltà, vietandole di crogiolarsi nel dolore e nell'autocommiserazione, esortandola a non darsi per vinta, ad assumere una visione diversa della vita e a lottare. E lei affronterà tutto con coraggio, forza e dignità, lasciandosi andare ai momenti di tristezza, disperazione e umiliazione. Sì umiliazione, perché vivrà sulla sua pelle la difficile condizione di disabile, gli sguardi curiosi e pieni di pietà che la gente le rivolgerà vedendola arrancare sulle scale quando cercherà di raggiungere le aule scolastiche, le prese in giro per la sua camminata strana, le difficoltà nell'articolare le parole e parlare in maniera fluida e comprensibile ecc.
Ma lei non mancherà mai di rivolgersi agli altri con educazione, rispetto e quel sorriso aperto e naturale che la faranno amare da chiunque avrà avuto la fortuna di incontrarla e conoscerla.

Tutto ciò che posso fare è rispondere all'amore con un sorriso.”
(citazione tratta dal testo)

Attraverso i capitoli del libro percorreremo i suoi dieci anni di malattia, crescendo con lei e maturando attraverso il tempo, passando da giovane adolescente a donna in un disequilibrio tra lato infantile e maturo.
Il diario è scritto con semplicità così come semplice era Aya. Una scrittura delicata come l'anima della ragazzina che ha riversato sulle pagine del diario i suoi pensieri, trovando conforto e forza nello scrivere le sue emozioni e sofferenze.
Una disperazione che viene fuori con semplicità e intensità senza farsi mai coinvolgere e condizionare dalla rabbia, ma facendo emergere forza, determinazione e dignità per continuare a lottare e vivere.

A me non è concesso la libertà di amare o essere amata?”
(citazione tratta dal testo)

Io sono lenta in tutto, anche nelle reazioni. A volte mi sembra quasi di non riiuscire a entrare in contatto con la mes tessa disabile.
Ho toccato il fondo. Eppure non desidero la morte. Penso che, prima o poi, arriveranno tempi felici...”
(citazione tratta dal testo)

Leggere il suo diario è un'esperienza unica e struggente. Non si può rimanere impassibili davanti alla sua storia e al suo dolore. Ogni pagina trasuda forza e amore, avvinghiandoci a sé fino alla fine del testo quando, con le lacrime agli occhi, chiuderemo il libro e la saluteremo augurandoci che ora possa finalmente camminare sulle gambe e non gattonare come era costratta a fare in questa vita terrena.
Chiuderemo il libro consapevoli di aver ricevuto un dono enorme. Un insegnamento da custodire, ricordandoci di non cedere mai alle avversità della vita, ma di continuare a sorridere mantenendo la propria sensibilità e dolcezza senza farsi abbruttire e incattivire dalla rabbia e dalla malattia.
Chiuderemo il libro rivolgendo un pensiero pieno di affetto e dolcezza a una giovane donna che ha saputo conquistare il nostro cuore con la sua sensibilità e dignità.
Chiuderemo il libro e ognuno vivrà le sue emozioni...io seguirò le mie, lasciandomi condurre in quell'angolino della mia anima dove le ho accantonate per un po'.

Che problema c'è a cadere?
Puoi sempre rialzarti.
Quando cadi, solleva gli occhi al cielo.
Anche oggi si stende sopra di te, azzurro e sconfinato.
Riesci a vederne il sorriso?
Sei vivo”
(citazione tratta dal testo)

Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)




Prodotto fornito dalla casa editrice Rizzoli

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