giovedì 16 maggio 2019

Recensione: "La donna di ghiaccio" - Robert Bryndza

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Titolo: "La donna di ghiaccio"

Autore: Robert Bryndza

Editore: Newton Compton Editori





In una fredda giornata di gennaio, il corpo ghiacciato di una giovane donna viene ritrovato alla rimessa del lago, situato nel giardino dell'Horniman Museum. La donna era scomparsa da quattro giorni e la stampa si era interessata al suo caso, perché appartenente a una famiglia molto potente e influente nella società inglese. La ragazza, infatti, è la figlia di Lord Douglas Brown, esponente del partito laburista.
Chi ha ucciso la ragazza? Per quale motivo? Cosa si nasconde dietro la sua morte?
A indagare sul caso ci penserà Erika Foster, una donna determinata, rigida e con un passato doloroso alle spalle, le cui ferite non si sono ancora del tutto rimarginate.
Il caso risulterà complicato da risolvere e continuamente osteggiato da una famiglia ricca, potente e...eh no, mi spiace ma le indagini dovrete seguirle voi, perché io non vi aiuterò a scoprire l'assassino. Affidatevi alle parole dell'autore Robert Bryndza e seguite gli indizi che si succederanno lentamente tra un avvenimento e l'altro.
Il romanzo non ha molti colpi di scena e di questo ne risente la trama, perché avrebbero creato più pathos e tensione nella storia e nel lettore.
Lo stile è semplice e segue tutti gli elementi del thriller classico: un omicidio, il ritrovamento del cadavere, indagini e risoluzione del caso, ma tutto questo non è sufficiente per poter rendere il thriller eccezionale.
La lettura è scorrevole, semplice e piacevole ma molti elementi mi hanno lasciata perplessa, in particolare il finale che risulta confusionario e frettoloso. Si arriva a scoprire l'identità dell'assassino solo alla fine e in modo fortuito, perché l'autore non ha lasciato indizi o tracce utili per riuscire a scoprire il colpevole. Il finale doveva essere più curato e affrontato in maniera più attenta e incisiva.
Erika Foster è il personaggio principale meglio descritto, mentre alcuni personaggi risultano stereotipati, sopra le righe, con azioni e comportamenti illogici, risultando spesso odiosi.
Il libro è piacevole ma avrebbe reso di più con un finale più accurato, un'attenzione maggiore ai particolari e colpi di scena ben inseriti all'interno della trama.
Buona lettura!



(Marianna Di Bella)

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