lunedì 29 ottobre 2018

Recensione: "I gemelli Gheddafi" - Marco Ubezio

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Titolo: "I gemelli Gheddafi"

Autore: Marco Ubezio

Editore: Bookabook





Tra le strade di Milano, i destini di alcune persone stanno per scontrarsi e intrecciarsi in maniera imprevedibile e inconsueta.
Verità celate dietro maschere di finto perbenismo stanno per essere sollevate, svelando segreti e piccoli intrighi.
Due morti sospette e un misterioso legame che unisce i due cadaveri, stanno per dare vita a un'indagine singolare tra personaggi strani e misteriosi.
Cosa sta accadendo? È ciò che proverà a capire Matteo Riflessi, il protagonista del romanzo.
Matteo è avvocato e una mattina viene chiamato dal suo amico Marco, “un prete di prestigio della Curia milanese”, per chiedergli aiuto. Don Renzo Rossi, fermato alla frontiera con dei libri antichi rubati, viene accusato di ricettazione e Matteo dovrà assumere l'incarico di difenderlo insieme all'avvocato penalista Galli. Ma Don Renzo muore misteriosamente, chi è stato? Cosa nascondeva il prelato? Matteo vorrebbe indagare ma Marco cerca di fermarlo e dissuaderlo, perché?
Matteo e Marco si conoscono sin dai tempi della scuola materna. La loro amicizia è sempre stata forte, solida al punto che spesso venivano chiamati “I gemelli Gheddafi”; piccoli bulletti che tra scorribande e ragazzate hanno vissuto insieme ogni attimo della loro infanzia e adolescenza, fino a quando le loro strade non si sono divise. Marco decide di prendere i voti e con gli anni Matteo diventa avvocato. Dopo 30 anni sono ancora amici pur con carriere diverse, ma questa volta un'indagine porterà Matteo ad andare oltre e a non seguire il suggerimento dell'amico d'infanzia.
Tra intrighi, sospetti, personaggi strani e spesso surreali, porteranno Matteo a cercare una verità ben nascosta dietro maschere di falsità e ipocrisia. Maschere che una volta tolte mostreranno la vera essenza delle persone, celate dietro il finto perbenismo. Identità fittizie. Identità create per mostrare chi si vuole, interpretando un personaggio che prima o poi inghiottirà il vero “Io” o lo costringerà a prendere atto di chi si è realmente.

Non sempre la luce svela, più spesso occulta. È più facile intuire i contorni di un'ombra nel buio che ciò che si cela dietro una maschera indossata alla luce del giorno. Giorno dopo giorno.”

Marco Ubezio ha creato un romanzo dove verità e bugia si rincorrono tra le strade di Milano, scontrandosi e nascondendosi dietro vicoli, volti e maschere che il lettore si ritroverà a inseguire e svelare per poter capire la storia e il personaggio di Matteo. L'autore ha creato un personaggio ben caratterizzato e non il solito protagonista perfetto, buono, educato, un eroe senza macchia e paura. Al contrario, è un uomo pieno di dubbi, non attento alla propria salute, schietto e con una buona dose di sarcasmo e ironia che l'aiuteranno a tirarsi fuori da situazioni particolari ma allo stesso tempo a crearne altre surreali, spesso comiche. Un uomo che pur non volendo si ritroverà a capire meglio se stesso e a tirare fuori un segreto che non pensava di avere.
A dispetto del titolo, Matteo è il vero protagonista, mentre Marco ha un ruolo marginale, messo totalmente in disparte, se non per alcune situazioni, così come l'indagine sembra non avere quel peso che invece ci si aspetterebbe dal testo. Un'indagine che prenderà forma verso la metà del libro, che non sarà mai la protagonista del romanzo, destabilizzando il lettore che letta la sinossi, si aspetterà un'indagine degna dei più grandi libri investigativi ma che a conti fatti occuperà ben poche pagine all'interno del romanzo. Ed è un peccato, perché il testo è intrigante, profondamente introspettivo, le descrizioni sono belle e incisive, inoltre, l'autore ha saputo utilizzare bene sarcasmo e ironia, per rappresentare il protagonista e per affrontare alcune tematiche, sdrammatizzando alcune situazioni con arguzia e sagacia.
Rimango sempre perplessa e delusa quando leggo un libro la cui sinossi mi prepara a una particolare storia e invece trovo altro, e questo testo mi ha lasciata così: dubbiosa, amareggiata e insoddisfatta.
Buona lettura.


(Marianna Di Bella)


Copia omaggio fornita da Bookabook


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