giovedì 20 marzo 2025

Recensione: "La Strega" - Marie NDiaye

 

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Titolo: La Strega

Titolo Originale: La Sorcière

Autrice: Marie NDiaye

Editore: Prehistorica Editore




Durante la lettura viviamo immersi in un altro mondo, lontani dalla realtà che ci circonda, assorbendo e percependo ogni emozione. Ci indigniamo, ci appassioniamo, ridiamo, piangiamo etc. Le emozioni ci attraversano lasciandoci, a seconda del libro, ricordi belli o brutti. Eh sì, perché alla fine della lettura, sappiamo con precisione se ci è piaciuto o meno e, soprattutto, cosa abbiamo apprezzato e cosa invece critichiamo della trama, della scrittura etc.

Altre volte, invece, ci troviamo in bilico, in uno stato di confusione totale in cui non riusciamo a capire cosa proviamo per quel particolare libro, e allora si affacciano una miriade di domande a cui cerchiamo di dare una risposta. Pensieri e quesiti che si ingarbugliano lasciandoci ancora più confusi e indecisi.

Quando ho letto “La Strega” di Marie Ndiaye mi sono trovata in questo stato di confusione totale. Chiudendo il libro mi sono chiesta: E quindi? Cosa voleva raccontare e comunicare la scrittrice con questa storia? Mi è piaciuto? Sì, no, forse? Perché?

Domande a cui non riuscivo a dare una risposta adeguata e concreta. Ho deciso, così, di utilizzare la confusione come punto di partenza per riflettere, in particolare, sul perché continuassi a pensare alla storia e ai personaggi.

Mi sono fermata, ho messo da parte il libro e ho lasciato che tutto ciò che stavo provando mi entrasse dentro per assorbirlo e metabolizzarlo. Ho lasciato trascorrere alcuni giorni dalla fine della lettura e poi ho trovato la mia risposta, quella che più mi rappresenta: dare semplicemente voce a ciò che mi era arrivato, a cosa avevo vissuto e percepito del romanzo e, soprattutto, cosa avevo apprezzato.

La protagonista del romanzo è Lucie, una donna francese della borghesia, fin qui tutto normale se non che la donna nasconde un segreto: è una strega. Possiede dei poteri di divinazione non particolarmente forti, lei attribuisce questa mancanza alla madre. Una strega molto forte che non ha mai perso troppo tempo ad insegnarli alla figlia. Lucie ha sempre avuto la sensazione che la mamma non si impegnasse più di tanto ad aiutarla a farli emergere e renderli più forti e intensi. Una mancanza che l'ha segnata.

Lei è fiera di essere una strega, per questo motivo ritiene importante tramandare i poteri anche alle sue due figlie gemelle e portare avanti la tradizione delle donne di famiglia.


“...cercavo di trasmettere loro l'indispensabile ma imperfetta potenza di cui erano sempre state dotate le donne della mia stirpe.”

(citazione tratta dal libro)


Quando le due ragazze compiono 12 anni, la donna decide di dare inizio al percorso formativo, impartendo le lezioni nello scantinato di casa, lontano dagli occhi del marito, che non apprezza questo lato misterioso e magico della moglie. Le ragazze imparano velocemente e con ottimi risultati, infatti, dopo soli 11 mesi acquisiscono la facoltà di leggere il passato e il futuro. Lucie è molto fiera di loro e spera che un giorno possano tramandare quest'arte alle loro figlie etc. ma le due ragazze sono disincantate, probabilmente troppo giovani per comprendere appieno i loro poteri. È pur vero che sono due ragazze pragmatiche, aride, egoiste, che amano vivere ad un livello economico più alto di quello che in realtà vive la famiglia.

Tra la donna e le figlie non c'è un dialogo profondo e costruttivo, si rende conto della loro personalità distaccata, fredda, boriosa ma non fa molto per cercare di cambiare le cose. Apprezza il loro potere e sembra concentrata solamente su quello, risultando passiva nei confronti della vita, di ciò che la circonda, delle amicizie, del marito, anche lui borioso, la tratta male, spesso umiliandola etc.

Questa sua passività, accondiscendenza e il non voler vedere fino in fondo le problematiche di chi la circonda, mi ha infastidita molto. Capisco la difficoltà nel gestire la sua vera identità, nascondendo la sua vera natura, il timore di essere scoperta e additata come diversa se non peggio, elementi che possono lacerare l'anima di una persona. Un problema particolarmente forte e sentito anche nell'epoca moderna dove ancora oggi si tende a giudicare, denigrare e punire chi è diverso. Ma nel caso specifico di Lucie è diverso, perché ciò che non ho sopportato è il suo carattere, il suo modo di relazionarsi e affrontare i problemi. Questo non mi ha permesso di creare con lei un legame empatico.

Ciò che invece ho apprezzato molto in questo romanzo sono le tematiche di fondo, quelle che secondo me sono le vere protagoniste e gli elementi da evidenziare. La condizione femminile, i rapporti genitoriali, liti familiari, abbandono, separazione, difficoltà di integrazione, accettazione del diverso. Tematiche che, sapientemente inserite in una narrazione semplice e scorrevole non risultano pedanti e noiose. Questa costruzione narrativa fa sì che questi temi entrino in profondità nel lettore, facendolo riflettere sulla società odierna e sull'alienazione dell'essere umano, sul bisogno di accettazione e sul rifiuto del diverso etichettandolo come “mostro”.

Il titolo “La strega” riassume tutto questo. Nel passato, le donne ritenute diverse, intellettualmente, professionalmente, culturalmente venivano additate come “streghe”, perché non si conformavano ai canoni dell'epoca e allora per non essere accusate di stregoneria o peggio si nascondevano, reprimendo la propria identità. Se analizziamo tutto questo all'interno di un contesto moderno ecco che riappaiono le stesse dinamiche, è vero non ci sono le accuse di stregoneria, ma l'isolamento, la prevaricazione, la non accettazione della diversità, l'indifferenza, hanno lo stesso potere distruttivo e di repressione dell'identità. Se poi accompagniamo il tutto aggiungendo la condizione femminile ecco che si inseriscono altre dinamiche che conosciamo benissimo: offese, violenze, tradimenti etc.

Tutte queste tematiche, più un pizzico di magia, rendono il romanzo particolare, interessante e ammaliante, perché nonostante la mia confusione durante la lettura, non riuscivo a smettere di leggere, come se il potere della narrazione e della condizione femminile e umana attirassero la mia curiosità e voglia di capire. Una volta terminata la lettura, mi sono presa del tempo per pensare e mi sono resa conto che, a distanza di giorni, la storia e alcune tematiche tornavano prepotentemente a bussare alla mia mente, ed è allora che le ho lasciate entrare, le ho ascoltate e mi sono resa conto che, quella che ritenevo una storia strana, incomprensibile, in realtà possiede una visione profonda e forte sulla società moderna.

Devo ringraziare la Casa Editrice Prehistorica Editore perché ancora una volta mi ha fatta uscire dalla mia comfort zone ponendomi di fronte un romanzo particolare e interessante. Un viaggio letterario che consiglio di provare, perché spesso serve mettersi in gioco e scoprire altre letture, altre visioni, altri pensieri.

Buona lettura.



Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro

venerdì 14 marzo 2025

Recensione: "Il piccolo negozio della signora Hinata" - Gen Katō

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Titolo: Il piccolo negozio della signora Hinata

Titolo Originale: Custard

Autrice: Gen Katō

Editore: Newton Compton Editori




Ci sono libri che sono delle vere e proprie coccole letterarie. Delle carezze che sfiorano delicatamente l'anima, portando un pochino si serenità e pace. Regalando una piccola pausa ai problemi quotidiani, allontanandoli per un po' dai nostri pensieri. Momenti in cui ci lasciamo avvolgere completamente dal romanzo estraniandoci dal mondo esterno.

Il piccolo negozio della signora Hinata” ha questa capacità; ci prende, ci avvolge e ci culla facendoci dimenticare momenti tristi, rimorsi e rimpianti per un passato che non c'è più e per avvenimenti che non possiamo modificare.

Se state attraversando un momento del genere e avete un rimpianto che non vi abbandona da tempo, vi consiglio di leggere il romanzo e di seguire le voci narranti che si alternano tra un capitolo e l'altro. Queste voci vi condurranno in un viaggio piacevole e delicato. Pronti?

Siamo a Tokyo alla fine di una strada in discesa e, incastonato tra alti edifici in cemento, c'è un piccolo ristorante che prepara degli ottimi bentō a un prezzo contenuto. Al suo interno troviamo una giovane donna riservata e schiva, non abbiate timore, lei è la figlia del proprietario del ristorante e una delle protagoniste, ma la sua storia la scopriremo solo alla fine del romanzo.

Una volta entrati, consiglierei di posizionarci in un angolo per osservare meglio la clientela che frequenta il locale, soffermandoci, in particolare, su quattro persone, i protagonisti e le voci narranti del libro. Saranno loro a condurci all'interno delle loro storie personali e nel cuore del romanzo, svelando il potere e la bellezza di questa storia.

Akari Maejima, Shinnosuke Ōsugi, Yūri Sakurada e il tassista sono le quattro voci narranti e clienti abituali del ristorante. Non si conoscono ma vivono e lavorano in zona e amano molto i bentō  preparati nel locale, tanto da frequentarlo spesso, per questo possiedono una tessera punti, al completamento della quale riceveranno un prodotto in omaggio, in questo caso una bibita; ma ciò che i nostri protagonisti non sanno è che insieme al prodotto verrà consegnato anche un piccolo dono custodito in una bustina di carta. Cosa contiene? È ancora troppo presto per svelarlo, ma posso dirvi che ogni persona riceverà un regalo diverso a seconda della loro storia e del rimpianto che si portano dietro. Un dono in grado di far riemergere i ricordi e quella sofferenza che li ha chiusi in se stessi rendendoli infelici.

Ebbene sì, pur essendo diversi, ognuno di loro porta con sé un rimpianto che li ha bloccati lungo il percorso della loro vita. Ad esempio Sakurada ha solo 16 anni eppure da un po' di mesi non frequenta più la scuola e non vuole fare amicizia con nessuno. Si è estraniata e allontanata da tutti, si sente persa e non sa come ritrovare la felicità, così si trascina giorno dopo giorno aspettando di capirlo. Akari, invece non riesce a tenere un lavoro stabile, non ha amici e la sua vita scorre lenta e monotona tra lavoro e casa; Ōsugi , invece, si è allontanato da casa per lavoro ed evita in ogni modo tutte le attenzioni della madre e anche la sua vita scorre lenta e noiosa.

Che cosa li blocca? Quali sono i rimpianti che si portano dietro e che ostacolano il loro percorso esistenziale, bloccandoli in un limbo da cui sembrano non riuscire a riemergere?

Per scoprirlo dovremo aspettare che ognuno di loro completi la tessera punti per poter sbirciare nella busta di carta e comprendere, così, la loro storia personale.

Un'attesa che ci permetterà di conoscere una storia delicata, istruttiva e commovente nella parte finale.

Ho apprezzato molto questo romanzo perché la sua storia mi ha emozionata e mi ha permesso di sognare estraniandomi dal resto del mondo. Per qualche ora ho lasciato fuori i problemi quotidiani e mi sono affidata completamente al contenuto delle pagine, permettendo alla storia di avvolgermi in un caldo abbraccio, respirando i profumi della cucina giapponese e immergendomi in un'atmosfera delicata ed emozionante. Amo questa tipologia di romanzi perché, non solo regalano momenti di delicatezza, ma portano con sé quel pizzico di speranza e positività che manca nella società odierna costellata da brutte notizie, violenza e soprusi. Questo è un romanzo che aiuta i protagonisti e noi lettori a vedere noi stessi e ciò che abbiamo intorno con uno sguardo più comprensivo e sereno. La storia ci ricorda quanto sia importante non fermarsi troppo sul passato e vivere in funzione di esso, ma di affrontarlo e superarlo per poter vivere meglio il presente e mettere le basi per un futuro più sereno. Occorre lasciare andare anche i rimpianti e gli sbagli, perché non farlo vorrebbe dire trasformarli in zavorre che appesantiscono il nostro essere e bloccano il nostro percorso esistenziale. A volte basta un piccolo e semplice passo in avanti per avviare il cambiamento e recuperare gli sbagli, il presente, se stessi e la propria vita. Lo capiranno anche i nostri protagonisti che grazie ai doni della signora Hinata, impareranno dai propri errori a vedere meglio la bellezza in se stessi e in ciò che li circonda ma, soprattutto, faranno quel primo passo che li porterà ad avviare il loro processo di cambiamento.

La mia vita. La mia felicità.

Come dovrei fare per afferrarle?

Come si fa concretamente?

Ancora non lo so, eppure nel frattempo la mia vita va avanti.”

(citazione tratta dal testo)

Siete pronti per lasciare andare i rimpianti e immergervi completamente in questo romanzo delicato ed emozionate?

Spero di sì.

Buona lettura.




Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia dell'ebook




martedì 11 marzo 2025

Recensione: "Preziosi indizi tra i libri antichi" - Miranda James

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Titolo: Preziosi indizi tra i libri antichi

Titolo Originale: Classified as Murder

Autore: Miranda James

Editore: Leggereditore




Charlie Harris e il suo amato gatto Diesel sono tornati con una nuova storia e una nuova indagine. Vi va di scoprirla insieme e seguire gli indizi che l'assassino ha lasciato dietro di sé?

Sì, avete letto bene, ci sarà un nuovo omicidio, ma del resto stiamo leggendo un “giallo” e non una semplice storia di vita quotidiana tra un uomo e il suo gatto, quindi prepariamoci per tornare nella cittadina di Athena nel Mississippi.

Siamo in vista delle vacanze primaverili e sono trascorsi alcuni mesi dall'ultimo omicidio che ha visti coinvolti i nostri due protagonisti. La vita ha ripreso a scorrere tranquillamente per gli abitanti di Athena; Charlie e Diesel hanno ripreso i consueti ritmi quotidiani, alternando le loro giornate tra la gestione della casa, il lavoro nella Sala dei libri rari e il volontariato nella biblioteca pubblica. Ed è qui che troviamo i nostri due protagonisti, intenti ad aiutare e prestare servizio.

Tra gli avventori abituali c'è anche un anziano affabile ma riservato. Lui è James Delacorte, un uomo con una grande sete di conoscenza e appassionato di vari argomenti che studia in maniera molto approfondita. In questo momento, ad esempio, vuole fare delle ricerche sulla vita e la famiglia della scrittrice Louisa May Alcott.

La sete di conoscenza può portare a percorrere tante strade interessanti. Io ne ho percorse molte nel corso degli anni. Si potrebbe dire che questa biblioteca è stata il mio agente di viaggio.”

(citazione tratta dal libro)

Charlie è sempre disponibile ad aiutarlo, tra i due c'è un reciproco rapporto di rispetto ma nulla di più perché sono entrambi molto riservati, in particolare il signor Delacorte che tiene molto alla sua privacy, per questo motivo preferisce erigere un muro dietro cui celarsi mantenendo distante il resto del mondo. Si sa poco della sua vita e della sua famiglia, ad eccezione di qualche pettegolezzo che si rincorre tra gli abitanti di Athena, ma a questo ormai ci siamo abituati, conoscendoli sin dal primo romanzo.

Un giorno il signor Delacorte chiede aiuto a Charlie, vuole assumerlo temporaneamente per aiutarlo a catalogare e archiviare la sua personale biblioteca di libri rari, più che altro un inventario per capire quali libri manchino, perché l'anziano è convinto che ci sia qualcuno che rubi dalla sua collezione e vorrebbe mettere fine ai furti.

Charlie accetta l'incarico e dopo qualche giorno il signor Delacorte muore e con lui sparisce anche un'opera di grande valore: il “Tamerlano”, ossia la raccolta di poesie autopubblicata da Edgar Allan Poes intorno al 1827.

Chi ha ucciso James Delacorte? Chi ha rubato la raccolta di poesie di Edgar Allan Poe? L'assassino è anche il ladro o sono due persone distinte? Chi è stato?

Un'indagine complessa che vedrà coinvolto, suo malgrado, anche Charlie, ma questa volta ad aiutarlo ci sarà anche suo figlio Sean che è tornato a vivere con il padre. Il ragazzo, giovane avvocato, ha lasciato misteriosamente il suo lavoro, ma non ne parla volentieri, infatti si è chiuso in un mutismo strano dal quale tiene lontano tutti, soprattutto suo padre.

Cosa gli accaduto? Cosa nasconde?

Come avrete capito, molte saranno le domande a cui trovare una risposta e molti gli enigmi da svelare, ma tranquilli, perché pagina dopo pagina tutto prenderà forma e il mistero si svelerà davanti ai vostri occhi. Naturalmente per scoprire l'intera storia dovrete continuare a leggere il romanzo e seguire Charlie, Sean, Diesel e gli altri personaggi in questo nuovo cozy mistery coinvolgente e intrigante.

“Preziosi indizi tra i libri antichi” è un romanzo che ho apprezzato molto più del primo, per una serie di motivazioni. La prima riguarda l'indagine condotta da Charlie; personalmente l'ho trovata più interessante e complessa. I personaggi sono diversi ed ognuno di loro è ben costruito con lati nascosti da svelare e scoprire. I rapporti familiari e la bramosia per l'eredità e il denaro sono, non solo gli elementi tipici dei romanzi gialli, ma anche il motore che spinge i vari personaggi a muoversi e interagire tra di loro, arrivando all'inevitabile omicidio e, quindi, alla costruzione dell'intera storia.

L'altra motivazione, che mi spinge ad apprezzare di più questo romanzo è per come l'autore ha deciso di inserire, all'interno della storia, il rapporto tra Charlie e Sean. Un rapporto che si sta sfilacciando a causa di incomprensioni, “non detti” e un dolore profondo che tutti e due custodiscono nella propria anima. Un dolore che allontana e ferisce seppur in maniera inconsapevole. Un dolore che si chiude al mondo esterno, trovando riparo nel proprio spazio vitale e nella propria comfort zone, evitando qualsiasi altra sofferenza. L'autore, inserendo questo aspetto, ha permesso a noi lettori, non solo di conoscere meglio Charlie, ma anche di leggere e scoprire un romanzo più riflessivo, introspettivo ed emozionante.

Un romanzo che vi invito a leggere.

Buona indagine.



Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro

venerdì 7 marzo 2025

Recensione: "Delitto tra le pagine - Il gatto tra gli scaffali" - Miranda James

 

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Titolo: Delitto tra le pagine 

Il gatto tra gli scaffali

Titolo Originale: Murder Past Due

Autore: Miranda James

Editore: Leggereditore



Buon Pomeriggio lettori,

oggi vi porto con me all'interno di un cozy mistery piacevole e coinvolgente. Per farlo, però, dobbiamo fare un piccolo viaggio virtuale e trasferirci, grazie alla nostra immaginazione, nella cittadina di Athena, nello stato del Mississippi. Non perdiamo tempo a gironzolare per le stradine del posto e dirigiamoci direttamente alla biblioteca dell'Athena College perché è qui che sicuramente troveremo i due protagonisti del romanzo.

Vediamo...vediamo...ah eccoli lì.

Vedete quel signore distinto, dall'aspetto pacifico e sereno? Beh lui è Charlie Harris, bibliotecario e protagonista di questa storia. Ora abbassate lo sguardo, un pochino più in basso, e voilà ecco a voi Diesel, l'altro protagonista della storia e magnifico gatto main coon.

Loro saranno i nostri accompagnatori per tutta la durata del romanzo e ci aiuteranno a svelare misteri e a trovare l'assassino...ma andiamo con ordine e conosciamo meglio Charlie e Diesel.

Charlie Harris è un uomo tranquillo, rispettoso, sempre disponibile ad aiutare il prossimo. È il bibliotecario dell'Athena College e lavora nella Sala dei libri rari dove ha il compito di catalogare e archiviare i libri. È un uomo tranquillo, rispettoso degli altri e non ama spettegolare. È tornato a vivere nella cittadina di Athena da circa tre anni, vale a dire da quando è rimasto vedovo e ha ricevuto in eredità dalla zia Dottie, anche lei deceduta tre anni prima, una grande casa che accoglie alcuni studenti universitari.

Charlie vive serenamente in compagnia del gatto Diesel. Un animale socievole, intelligente, empatico, ma solo con chi decide lui perché quelli che ritiene antipatici o ostili non li degna di un minimo di attenzione. Diesel è arrivato nella vita di Charlie in un momento molto delicato e di grande sofferenza emotiva. I due sono molto affiatati e difficilmente l'uomo si separa dal suo amato gatto, infatti, lo porta con sé anche al lavoro.

La loro vita scorre tranquilla, fino a quando un giorno non si presenta nella Sala dei libri rari, Godfey Priest, ex compagno del liceo e ora affermato scrittore di libri thriller. L'uomo si è rivolto a Charlie perché vuole donare le sue opere e tutto il materiale lavorativo ed editoriale all'Università. Un buona notizia per l'Università, considerato il grande successo dell'autore ma a poche ore da questa vicenda, Godfrey Priest viene trovato morto nella sua stanza d'albergo.

Chi l'ha ucciso? Per quale motivo?

È ancora presto per scoprirlo, però, una cosa è certa, l'uomo era odiato da molte persone, compresi i suoi ex compagni di liceo, perché è sempre stato borioso, antipatico, un vero e proprio bullo. Ed ecco che il campo dei sospettati si allarga a macchia d'olio e per gli sceriffi della cittadina sarà un duro lavoro riuscire a dipanare la grande matassa di pettegolezzi e misteri che aleggiano sullo scrittore. Ad aiutare a sbrogliare questa matassa ci penserà Charlie ma non posso aggiungere altro per non svelare troppo, posso solo consigliarvi di seguirlo in questo piacevole e coinvolgente cozy mistery.

“Delitto tra le pagine – Il gatto tra gli scaffali” è un romanzo coinvolgente, piacevole e adatto a tutti. In ogni pagina ho respirato un'atmosfera familiare, avvolgente e uno stato di tranquillità, nonostante il fulcro del romanzo sia basato su un omicidio e la scoperta dell'assassino. Probabilmente questa tranquillità è data dalla figura del protagonista che rende tutto molto rilassato e godibile, un po' come avviene leggendo i libri di Agatha Christie o guardando le puntate del telefilm “La signora in Giallo”. L'atmosfera cittadina, dove la vita scorre serenamente, gli abitanti accoglienti, e due protagonisti simpatici ed empatici rendono il tutto piacevole, familiare e in alcune parti anche divertente.

Charlie è un personaggio positivo, affidabile e interessante ed è difficile non affezionarsi a lui; così come è impossibile non amare Diesel, un gattone che da solo riempie la scena oscurando tutti gli altri personaggi, ad eccezione di Charlie. Diesel è un amico peloso molto intelligente ma con una grande sensibilità, infatti riesce ad avvertire per primo gli stati d'animo delle persone che lo circondano, dando loro il giusto sostegno e affetto.

La scrittura dell'autore è delicata, semplice e, senza tanti fronzoli o colpi di scena irreali, riesce a destare l'attenzione del lettore coinvolgendolo in un'indagine interessante. Devo ammettere che per buona parte del romanzo ero convintissima di aver capito l'autore e il movente dell'omicidio, ed ero anche alquanto delusa da questo andamento, invece, non avevo capito nulla. Meglio così. Va beh, devo arrendermi, non sono brava nel risolvere i misteri. Sono negata. A parte questo mio tentativo investigativo, posso affermare che durante la lettura, la costruzione narrativa dell'indagine non si avverte, perché Charlie ha un modo particolare e personale di investigare, che rispecchia moltissimo il suo carattere, vale a dire la semplicità e il dialogo con le persone. Si avvicina a loro con rispetto e sensibilità, dialogando tranquillamente senza essere invadente e, cosa importante, prestando la giusta attenzione. Attraverso questa apertura comunicativa, la gente si confida, dando sfogo a pensieri e pettegolezzi, disegnando, in questo modo, un quadro più completo della vittima e del carattere degli altri personaggi. Molti sono i segreti che si celano dietro ognuno di loro e che piano piano emergono dalla sottile nebbia che li avvolge, svelandoci la verità.

Ho apprezzato molto questo romanzo. È uno di quei libri in grado di regalare piacevoli ore di lettura, senza creare quello stato di ansia e angoscia.

Un cozy mistery che vi invito a scoprire e leggere.

Buona indagine.



Marianna Di Bella      

martedì 4 marzo 2025

Recensione: "Le piccole libertà" - Lorenza Gentile

 

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Titolo: Le piccole libertà

Autrice: Lorenza Gentile

Editore: Feltrinelli


Il più bel regalo che una persona può farci è permetterci di essere noi stessi accettando chi siamo realmente, in tutte le nostre sfaccettature, pregi e difetti compresi. Alcuni, invece, si creano un'immagine di noi che non esiste, vedendo solo ciò che vogliono, limitandosi alla superficie senza mai rischiare di scendere in profondità, in quell'abisso dove è situato il nostro vero Io, la nostra vera essenza. È troppo rischioso confrontarsi con qualcuno diverso da loro.

Altri ancora, invece, cercano di manipolare gli altri, decidendo per loro ciò che è giusto o sbagliato, come devono vivere, cosa deve piacere o meno. Questi sono i più pericolosi e i più subdoli perché, nascondendosi dietro la frase “è per il tuo bene”, fanno passare i consigli per obblighi, annientando l'altra persona.

Oliva, la nostra protagonista, vive tra questi due estremi.

La ragazza ha trent'anni, è insoddisfatta della sua vita, sente di non aver realizzato nulla e di essere sempre un passo indietro rispetto agli altri. La sua vita è monotona, non ha un lavoro stabile, vive ancora con i genitori ed è fidanzata con Bernardo. Non ha mai fatto nulla di folle o ribelle, ha sempre cercato di compiacere i genitori e il fidanzato, rispondendo alle loro aspettative, a quell'immagine che hanno creato e voluto vedere. Si è adattata alle loro scelte, al loro volere, mettendo da parte i suoi sogni e i suoi desideri. Ha scelto di seguire i loro consigli, le loro ansie, perdendo se stessa.

Questo continuo reprimere se stessa è sfociato, negli ultimi mesi, in una sensazione di vuoto incolmabile, in attacchi di tachicardia, insonnia e psoriasi. È seguita da una psicologa, ma Oliva sente di non poter essere pienamente se stessa, neanche con lei, forse perché è un'amica della mamma? Sicuramente.

Oliva è in una fase di impasse, vorrebbe riempire quel vuoto, ma al tempo stesso si è talmente adagiata alle scelte degli altri da non riuscire più a distinguere cosa è giusto per lei e cosa no.

Cosa deve fare? Come può ritrovare se stessa?

È ancora presto per svelarlo, ma il destino sta per entrare in scena scombinando e travolgendo la vita della nostra protagonista.

Un giorno le arriva un pacco accompagnato da una lettera. Oliva rimane sorpresa e sconcertata perché la mittente è la zia Vivienne, sparita da 16 anni.

Cosa le è accaduto? Perché ha deciso di ripresentarsi nella sua vita dopo tanto tempo e cosa vuole? La spiegazione è trascritta nella lettera, così Oliva la apre, la legge e scopre che la zia vorrebbe vederla al più presto. Deve raggiungerla a Parigi, alla libreria “Shakespeare and Company” e portare il pacco con sé.

Cosa fare? Partire o lasciar perdere? Oliva ci pensa un po' e poi decide di partire perché vuole ascoltare cosa ha da dirle la zia e capire le motivazioni che hanno spinto la donna a sparire.

La ragazza sente molto la mancanza di zia Vivienne, uno spirito libero sempre impegnata a scoprire e vivere pienamente ogni passione. Una donna che ha sempre cercato di insegnare alla nipote a vivere pienamente la vita, rendendo ogni attimo indimenticabile e degno di essere vissuto, perché la vita è una sola e il tempo a disposizione è breve.

Giunta al luogo dell'appuntamento, la nostra protagonista riceve un'amara sorpresa perché la zia non si presenta. Perché? Cosa le è accaduto? Oliva non ha molto tempo per riflettere perché deve trovare un luogo dove passare la notte e capire cosa fare di sé, ed ecco che il destino torna a giocare con lei, presentandole un gruppo di ragazzi che vive e lavora nella libreria e che l'accolgono con calore e amicizia.

È, forse, giunto il momento per Oliva di affrontare le sue paure, uscire dalla sua comfort zone e scoprire le meraviglie del mondo e di se stessa? Per scoprirlo non dobbiamo far altro che seguire Oliva in questa avventura che si rivelerà un viaggio alla scoperta di sé, riportando finalmente alla luce il suo vero Io.

Una bella metafora per il nostro Io.”

(…)

a volte rimane sepolto una vita, ma se scavi lo trovi lì, ancora palpitante, pronto a sorprenderti.”

(citazione tratta dal testo)

“Le piccole libertà” non è solo un romanzo, ma un viaggio introspettivo nell'anima di Oliva e, per certi versi, anche di noi stessi. Attraverso le sue avventure e le sue conoscenze impariamo a conoscerla meglio e a riflettere su noi stessi e la nostra esistenza, ponendoci domande scomode e vitali, come ad esempio: Siamo felici? È questa la vita che vogliamo vivere? Siamo liberi di esprimere appieno chi siamo senza subire costrizioni o senza sentirsi in dovere di compiacere gli altri?

Hai il diritto di tradire le aspettative.

(…)

Le aspettative appartengono agli altri, non a te. Sei libera di essere ciò che credi. Devi smettere di fare quello che gli altri credono giusto per te, o addirittura quello che tu credi che loro credano giusto per te, se ti fa stare male. Solo tu puoi sapere per cosa sei fatta, e una volta che l'hai scoperto dovrai insegnarglielo.”

(citazione tratta dal testo)

La società di oggi, purtroppo, ci impone di adeguarci a tutti gli altri, di essere intraprendenti, di raggiungere molteplici obiettivi, soprattutto fama e successo, di dare sempre il meglio e non mostrare mai segni di debolezza, di vincere a discapito degli altri etc. ma è ciò che vogliamo? Sappiamo chi chiamo veramente?

È questo ciò che abbiamo il diritto e il dovere di scoprire e perseguirlo.

Siamo esseri umani in continua evoluzione e mentre leggiamo il libro, e anche questo scritto, ci rendiamo conto che siamo diversi; non siamo più chi eravamo quando abbiamo iniziato la lettura e continueremo a cambiare per tutto il tempo e anche oltre. Basta volgere lo sguardo indietro per rendersi conto dei passi che abbiamo compiuto, delle sfide che abbiamo affrontato e delle gioie che abbiamo vissuto; guardiamo indietro e vediamo chi eravamo e chi siamo ora, in questo preciso momento.

Cambiamo anche insieme alla protagonista perché, accompagnandola in questo viaggio saremo i testimoni diretti dell'evoluzione del suo essere donna, figlia, fidanzata...del suo essere se stessa.

Ho amato questo romanzo, prima di tutto perché è una bellissima storia di rinascita, consapevolezza, amicizia e amore profondo per la vita e per se stessi. La storia mette in risalto le paure che ogni individuo porta con sé, ma anche il rispetto per le proprie fragilità, perché la vita è un continuo sali e scendi di emozioni e situazioni, dove i problemi si alternano a momenti di serenità, felicità, sofferenza...ma è questo il bello della vita. Vivere pienamente ogni attimo, anche quello più difficile perché è proprio in quel momento che emerge la nostra forza e la nostra vera essenza.

Ci sono piccole libertà che ci cambiano per sempre.

(…)

Perché tante piccole libertà ne fanno una grande.”

(citazione tratta dal testo)

Lorenza Gentile ci ha regalato un libro bello, intenso, istruttivo e commovente nella parte finale. Ci ha accompagnati all'interno della famosa libreria “Shakespeare and Company” permettendoci di sbirciare e sognare, facendoci vivere, seppur virtualmente, un'esperienza magica. Ma, soprattutto, ci ha permesso di entrare nell'anima e nelle fragilità di una protagonista che, personalmente ho amato e per cui ho provato molta tenerezza. Una giovane donna che si è persa lungo il percorso della sua esistenza per ritrovarsi grazie all'amore e al rispetto di una persona cara.

Ho apprezzatole descrizioni dell'autrice e i vari personaggi, in particolare i ragazzi della libreria, li ho trovati intensi, folli ma credibili. Ho amato gironzolare tra le strade di Parigi, ma più di tutto ho amato ciò che ho fatto mio della storia. Ciò che inconsciamente stavo cercando e che avevo relegato in un angolo sperduto della mia anima: la consapevolezza. Non entrerò nel dettaglio della mia vita, perché non è il luogo e neanche il momento, ma una cosa è certa, non posso pretendere di tornare ciò che ero prima di... ma posso lasciare andare e accogliere il cambiamento come parte della mia evoluzione e accettare chi sono ora.

...l'unica vera responsabilità che abbiamo è essere felici.”

(citazione tratta dal testo)

Buona lettura.



Marianna Di Bella