mercoledì 16 settembre 2020

Recensione: "Gli occhi gialli dei coccodrilli" - Katherine Pancol

 

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Titolo: "Gli occhi gialli dei coccodrilli"

Titolo Originale: "Les yeux  jaunes des crocodiles"

Autrice: Katherine Pancol

Editore: Dalai Editore



Spesso dubitiamo di noi stessi e delle nostre capacità. Ci lasciamo abbattere dal giudizio degli altri e da quello più pericoloso e distruttivo: il nostro.

Permettiamo alla paura di prendere il sopravvento su noi stessi, guidando e influenzando le nostre scelte, il nostro modo di vedere le cose e il mondo che ci circonda. La paura diventa una gabbia da cui difficilmente riusciamo a venire fuori. Una gabbia che si restringe sempre di più ogni volta che le permettiamo di influenzarci, fino a quando non accade qualcosa, spesso un cambiamento impercettibile, che inizia a modificare il nostro modo di relazionarci e vederci. Un piccolo cambiamento che, come una goccia d'acqua, inizia a corrodere la gabbia che ci circonda, rendendoci liberi di conoscere meglio noi stessi, imparando ad apprezzare le nostre capacità e vivere finalmente liberi.


È quando avrai identificato questa paura, proprio questa paura che sta all'origine di tutte le altre, che non avrai più paura di niente e potrai finalmente diventare te stessa.”

(citazione tratta dal testo)


Josephine ha una vita apparentemente tranquilla. È sposata con Antoine, ha due figlie adolescenti e lavora presso il CNR, studiando le donne del XII secolo. È una donna tranquilla, altruista, sempre pronta ad accontentare gli altri, dando la precedenza ai loro problemi che non a se stessa, ma è anche insicura, dubita spesso di sé e delle sue capacità.


Ho paura, ho paura di tutto, sono una bolla di paure...”

(citazione tratta dal testo)


Josephine è una donna che non vede il male che la circonda e la cattiveria delle persone che si approfittano della sua bontà. Purtroppo è circondata da una famiglia che non fa altro che denigrarla e prenderla in giro perché non aderisce perfettamente all'idea di vita che guida la madre, la sorella, la figlia adolescente o il marito. Personaggi che danno più importanza al denaro, al successo, alla bellezza esteriore, alla superficialità della vita, piuttosto che alla bellezza interiore delle persone, fatta di buoni sentimenti e gesti rispettosi ed educati. Ma quello creato dalla famiglia è un castello costruito su basi inesistenti e poco solide che cederanno, poco a poco, sotto il peso dell'egoismo e della superficialità dei personaggi. Josephine è costretta ad aprire gli occhi e agire, così per prima cosa caccia di casa il marito che la tradisce e...il romanzo di Katherine Pancol prende vita presentandoci, non solo la nostra protagonista ma, tutta una serie di personaggi che si alterneranno durante il romanzo mostrandoci la loro storia e il loro modo di pensare e agire.

Un libro da cui mi aspettavo molto di più ma che ho trovato noioso, ripetitivo, poco incisivo. Durante tutta la lettura non c'è stato momento in cui mi sia sentita coinvolta o presa dalla storia. Tutto è piatto e noioso. I personaggi li ho trovati odiosi e di alcuni ne avrei fatto a meno, perché non aggiungono nulla alla trama se non ulteriori pagine da leggere e su cui annoiarsi. Noiosa è anche la protagonista, perché va bene non avere il coraggio di agire e fare alcune cose, di non sentirsi adatti ad alcune situazioni, ma 500 pagine in cui la donna non fa altro che essere il tappetino di tutti, è veramente pesante.

Un romanzo che non regala nulla in termini di crescita personale, ma ruota sempre intorno ai soldi, alla superficialità, all'apparenza, pochi sentimenti e tanto...troppo egoismo.

Un romanzo che non rileggerei ma, come sempre, sta a voi decidere se leggerlo o meno.

Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)


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