mercoledì 19 agosto 2020

Recensione: "Sotto il cielo di Parigi" - Marius Gabriel

 

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Titolo: "Sotto il cielo di Parigi"

Titolo Originale: "The Parisians'"

Autore: Marius Gabriel

Editore: Newton Compton Editori




Parigi, 1939


L'Europa è in grande subbuglio, la Francia è entrata in guerra e gli effetti si fanno sentire in tutta la città, preoccupata per le sorti dei suoi soldati e delle conseguenze politiche ed economiche che ne potrebbero derivare. Ma la fiducia e la speranza aleggiano ancora negli animi dei cittadini francesi, fino a quando qualcosa non li farà sprofondare nella disperazione e in anni segnati da fame, povertà e, cosa ben peggiore, dall'occupazione nemica. Sì, perché la Francia verrà occupata dall'esercito nazista che si aggirerà tra le sue splendide strade, insediandosi in musei, alberghi, palazzi per trasferire parte dell'esercito e delle alte sfere politiche ma, sopratutto, per controllare una parte dell'Europa, un posto strategico e d'eccezione per attaccare il suo cuore e il Regno Britannico.

All'ombra della Torre Eiffel e tra i viali della città, molti destini si scontreranno e incroceranno influenzando molte vite, ma il nostro sguardo e la nostra attenzione si fermeranno, questa volta, in un luogo particolare, ricco di fascino ed eleganza: l'Hotel Ritz.

In questo grande e meraviglioso albergo, conosceremo le protagoniste del romanzo e le forze nemiche, l'esercito usurpatore che segnerà in maniera indelebile le loro esistenze. Tra i personaggi principali troveremo la famosa stilista Coco Chanel che durante la Seconda Guerra Mondiale occupava una delle stanze; Aletty, un'attrice famosa di quegli anni, un personaggio anticonvenzionale che ha fatto della sua carriera un punto di forza. Una donna che per arrivare al successo si è data delle regole ferree e una disciplina seria, lottando strenuamente per emergere dalla povertà e dall'anonimato. Ma il collante tra queste due donne, e la figura che più segnerà il ritmo narrativo, sarà Olivia Olsen, una giovane ragazza americana di origine svedese, trasferitasi nella capitale parigina per inseguire il suo più grande sogno: diventare una pittrice.

Purtroppo i suoi sogni si scontreranno con la dura realtà, fatta di instabilità economica, poco lavoro, un affitto da pagare e i soldi che scarseggiano ogni giorno di più, fino a quando l'amore non busserà alla sua porta e la sua vita prenderà una svolta inaspettata destinandola a lavorare nel più grande e famoso albergo della città. Lo stesso albergo che verrà occupato dall'esercito tedesco, o meglio dalle più alte cariche politiche e militari. Così, tra amori, dolori, segreti, spionaggio e sofferenze il romanzo prende forma, narrandoci una storia ricca di suspense, intrecciando personaggi realmente esistiti con altri inventati, inseriti al centro di una cornice storica che tutti abbiamo studiato ma di cui, ancora oggi, scopriamo elementi e particolari poco noti.

Come si intrecceranno le loro vite?

Quale sarà il loro destino?

A voi dare una risposta sfogliando le pagine del libro, io posso dirvi che, sinceramente, mi aspettavo molto di più. La trama è interessate, il contesto storico e le figure delle tre donne sono gli elementi che mi hanno spinta a voler leggere il testo, ma qualcosa non mi ha convinta del tutto, lasciandomi quella sensazione di incompletezza, insoddisfazione ed esaustività che mi aspettavo.

Un'insoddisfazione su cui ho riflettuto molto e alla fine ho capito che emotivamente mi aveva lasciato bene poco, non attirandomi completamente. Mi aspettavo un maggior legame tra le tre donne, invece, se non per alcuni sporadici intrecci, non si instaura nulla di particolare tra di loro se non in maniera superficiale,, sembrano tre storie distinte che ogni tanto si incontrano, giusto il tempo di qualche evento o qualche pagina per poi tornare a dividersi e prendere il proprio corso di vita separato e distinto.

Ognuna di loro ha la sua personalità forte e al tempo stesso fragile, dovuta a esperienze di vita che le ha segnate profondamente nell'anima, lasciando cicatrici indelebili, che a me purtroppo, emotivamente parlando, ha lasciato bene poco e mi dispiace perché gl elementi per una bella storia c'erano tutti.

Le uniche parti che ho apprezzato nella trama, sono stati solo alcuni elementi storici. Peccato, ma questo non vuol dire che a voi non possa piacere il libro e non possa coinvolgervi al punto di amarlo. Quindi lascio a voi la decisione se leggerlo o meno, io posso solo augurarvi una buona lettura.


 (Marianna Di Bella)



Prodotto fornito dalla casa editrice Newton Compton Editori





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