martedì 4 dicembre 2018

Recensione: "La felicità del cactus" - Sarah Haywood

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Titolo: "La felicità del cactus"

Autrice: Sarah Haywood

Editore: Feltrinelli




Durante la nostra esistenza viviamo esperienze che ci segnano in maniera indelebile, influenzando il nostro carattere e il nostro modo di rapportarci agli altri e al mondo esterno. Ferite che difficilmente si rimargineranno, ricordi incancellabili di ciò che abbiamo provato e che mai dimenticheremo. Ferite che rimarranno lì, in fondo alla nostra anima come monito di ciò che non vogliamo più provare. Costruiamo, così, una bella corazza che ci protegga dagli altri e dalle emozioni che potrebbero prendere il sopravvento sulle nostre vite. Si diventa insensibili, distaccati, freddi di fronte agli eventi della vita; programmando tutto per evitare brutte sorprese e imprevisti. Ma la vita è più furba e intelligente di noi e non si lascia ingannare da questi piccoli stratagemmi. Ci lascia crogiolare nella nostra pseudo sicurezza e quando meno ce l'aspettiamo, eccola arrivare in maniera dirompente, travolgendo completamente la nostra esistenza, mettendoci di fronte a noi stessi e alle nostre emozioni.

Sentimenti che spazzano via la corazza che hai costruito per proteggerti e ti lasciano lì, nuda e vulnerabile...”
(cit. tratta dal libro)

Susan Green ha 45 anni, vive a Londra in un piccolo appartamento. È laureata in legge ma non ha mai intrapreso la carriera di avvocato, preferendo un tranquillo lavoro come impiegata statale. La sua vita è stabile, serena e solida. Gli imprevisti non sono contemplati nella sua esistenza, perché Susan è una donna che ha deciso da tempo di tenere tutto sotto controllo, in modo particolare le emozioni.

A Londra ho costruito la vita perfetta per me. Ho una casa che soddisfa le mie attuali esigenze, un lavoro adeguato alle mie capacità e facile accesso a stimoli culturali di ogni genere. A eccezione delle ore lavorative, ho pieno controllo su ogni aspetto della mia esistenza.”
(cit. tratta dal libro)

Susan è una donna diretta, ironica, pragmatica, indipendente, organizzata, non ama suscitare compassione negli altri, non ama il contatto fisico con le persone e le relazioni interpersonali troppo strette e intime. Negli anni ha costruito una corazza intorno alla sua persona, in modo tale da non essere toccata e ferita dagli altri. Il passato l'ha segnata profondamente, dovendo destreggiarsi, sin dall'infanzia, tra un padre alcolizzato, una madre che l'ha trascurata e un fratello con cui litiga in continuazione e che considera debole e smidollato.

...ero forte abbastanza e avevo già imparato da tempo a distaccarmi da ciò che mi accadeva intorno e a reprimere qualunque reazione emotiva.”
(cit. tratta dal libro)

Ma la vita di Susan sta per cambiare in maniera imprevedibile, prima la morte della madre e poi una gravidanza inaspettata segneranno il primo passo verso il cambiamento. Una piccola crepa in una corazza apparentemente impenetrabile, che la porteranno ad aprirsi al mondo, agli altri e a se stessa. L'aiuteranno a scoprire e comprendere la sua anima fragile e ferita. L'aiuteranno a...e no il resto lo scoprirete voi, continuando la lettura di questo romanzo, carino, divertente e sarcastico.
Sarah Haywood ha scritto un romanzo piacevole, in alcuni punti divertente ed emozionante ma che non mi ha completamente ammaliata. Leggendo i commenti entusiasti e la sinossi avevo riposto nel testo un'alta aspettativa, purtroppo delusa, perché sinceramente mi aspettavo molto di più. La trama e il finale sono prevedibili, il personaggio di Susan è ben costruito, soprattutto la parte psicologica, ma non riesce a creare empatia con il lettore, conquistandolo definitivamente, al contrario rimane sempre un muro freddo e distaccato tra i due.
Ciò che ho apprezzato del romanzo è il messaggio che vuole mandare ai lettori. Un messaggio e un insegnamento importanti che arriveranno gradualmente, colpendo il cuore del lettore con la sua bellezza e profondità, come il fiore del cactus, meraviglioso e imprevedibile, tale da affascinare chiunque lo guardi. Nessuno si aspetterebbe da una pianta piena di spine, un fiore bello e delicato, così come nel romanzo, il lettore non si aspetta la bellezza del messaggio, nascosto tra le pagine e il sarcasmo della protagonista: non permettere al dolore di rinchiudere noi stessi e le nostre emozioni dentro una corazza, dimenticando chi siamo e la nostra felicità.

All'improvviso il mondo mi sembra più grande e pieno di suoni e colori, molto più di quanto lo fosse appena pochi giorni fa. Ancora non sono certa di aver capito chi sono io in relazione a questo mondo nuovo, ma va bene così.”
(cit. tratta dal libro)

La bellezza della vita è nelle piccole cose, sta a noi scoprirle e viverle appieno.
Buona lettura.



(Marianna Di Bella)

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