sabato 1 dicembre 2018

Le Recensioni di Mirtilla: "L'autobus di Rosa" - Fabrizio Silei; Maurizio A. Quarello

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Titolo: "L'autobus di Rosa"

Autori: Fabrizio Silei - Maurizio A. Quarello

Editore: Orecchio Acerbo

Età di lettura: da 9 anni


 
Una giornata come tante nella città americana di Detroit. Alla stazione dei pullman, troviamo i nostri due protagonisti, nonno e nipote, appena arrivati in città dopo un lungo viaggio. Scopo del viaggio è visitare l'Henry Ford Museum. Una volta entrati, il nonno conduce il nipote Ben a vedere un vecchio autobus di linea. Fa salire il ragazzo e poi lo fa sedere in un posto ben preciso.
Ben è confuso, non capisce perché è costretto a stare su quel vecchio autobus, quando può girare per il museo e vedere le tantissime automobili presenti nell'edificio.
Ciò che il ragazzo non sa è che il posto che sta occupando, ha segnato il cambiamento nella lotta dei diritti civili degli afroamericani.
Quello è il posto occupato da Rosa Parks.
Chi è Rosa Parks? Shhhh fate silenzio e prestate attenzione, perché il nonno sta per raccontare la storia di questa donna forte e orgogliosa.
Nel 1955, negli Stati Uniti d'America, le discriminazioni razziali costringevano gli afroamericani a vivere e subire la prepotenza e l'odio dei bianchi. Sugli autobus, i sedili davanti erano riservati ai bianchi e gli afroamericani potevano sedersi negli altri posti a condizione che non ci fossero persone in piedi.
Il 1°dicembre 1955, su uno dei tanti autobus che girano in città, sale Rosa Parks, una donna di 42 anni dal portamento dignitoso, che dopo una giornata di lavoro lunga ed estenuante, decide di sedersi, riposarsi e non cedere il posto a nessuno. Il suo rifiuto sarà decisivo e potente tanto da spezzare la consuetudine del sedile riservato ai bianchi, scatenando proteste e scioperi. L'anno dopo, la Corte Costituzionale dichiarerà incostituzionale la segregazione razziale sui mezzi di trasporto.
Un NO decisivo e potente.
Un NO contro i soprusi e le prepotenze.

“Dunque non servono muscoli, non serve la forza.
Servono forse quegli occhi grandi e quel sorriso sereno.
Serve per vincere la paura e sapere di essere nel giusto.”


Il libro, realizzato con il sostegno di Amnesty International, ci ricorda un momento storico a cui tutti dovremmo guardare, prendendo esempio dal gesto di questa piccola e immensa donna, lottando ogni giorno per il rispetto e la difesa dei nostri diritti e per quelli degli altri. A volte basta un piccolo gesto per innescare un processo di cambiamento, una piccola voce fuori dal coro che gridi il suo “No” per porre fine al giogo e al sopruso dei prepotenti.
Il testo insegna ai ragazzi che per ribellarsi e lottare non serve ricorrere alla violenza ma, utilizzare forza, coraggio e determinazione per perseguire il bene, affidandosi ai propri valori e principi morali, nel rispetto dell'altro e di se stesso.
Rosa Parks non deve essere dimenticata, ma usata come esempio per le nuove generazioni, convinte di poter ottenere tutto semplicemente puntando i piedi e lamentandosi. I ragazzi devono imparare a non abbassare la testa, ma a lottare per ciò in cui credono, diventando i protagonisti attivi della loro vita e non spettatori passivi. Ma per farlo, devono avere come esempio persone forti, coraggiose, con valori importanti che hanno cambiato il mondo nel rispetto di se stessi e degli altri.
Consiglio lettura di questo testo a tutti, nessuno escluso, perché per affrontare meglio il presente, è importante ricordare i grandi cambiamenti del passato e porre, così, le basi per un futuro migliore

“Pensavamo fosse matta, e invece i matti eravamo noi, abituati ad abbassare la testa e a dire sempre di sì.
Per questo ti ho portato qui oggi, per ricordarti che c'è sempre un autobus che passa nella vita di ognuno di noi.
(…) Tu tieni gli occhi aperti: non perdere il tuo.”

Buona lettura!!

Mirtilla



(Marianna Di Bella)

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