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mercoledì 22 giugno 2022

Recensione: "L'equilibrio delle lucciole" - Valeria Tron

 

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Titolo: L'equilibrio delle lucciole

Autrice: Valeria Tron

Editore: Salani Editore



Ci sono libri che hanno la capacità di sfiorare e far vibrare l'anima di chi li legge. Arrivano silenziosamente, muovendosi lievi come una brezza leggera che avvolge, abbraccia e culla il lettore sussurrandogli all'orecchio storie intense e delicate. Storie in grado di regalare momenti indimenticabili, ma anche di profonda riflessione e insegnamento.

“L'equilibrio delle lucciole” di Valeria Tron ha rappresentato, per me, tutto questo. Leggerlo è stato come ritrovarmi seduta ai piedi di un albero, circondata dalla natura ma, soprattutto, da una serenità interiore dimenticata da tempo. Immergermi tra le sue pagine mi ha isolata da tutto, in particolare dai problemi quotidiani e di salute, dallo stress, dal dolore, che mi hanno allontanata da quella parte di me che cercavo di recuperare da tempo: le mie radici e il giusto equilibrio tra passato e presente.

Ho preso il libro, mi sono seduta, l'ho aperto e l'ho lasciato parlare. Le parole hanno preso vita e, come un soffio di vento, mi hanno raccontato di storie, amori, delusioni, attese, sofferenze. Mi hanno parlato di vita, speranza, fiducia.

Mi hanno parlato ed io ho ascoltato...in silenzio.

Adelaide torna, durante una bufera di neve, nella piccolo borgo in cui è nata, tra le montagne della Val Germanasca. Cerca un rifugio dove curare il suo cuore ferito dalla fine una relazione, ma anche un posto tranquillo dove poter mettere in ordine i propri pensieri e decidere con calma cosa fare della sua vita e del suo futuro. Ad attenderla c'è Nanà, una donna di più di novant'anni, riservata, legata alle montagne, alla natura, alle tradizioni e al dialetto che ancora parla: il patois. La donna parla poco, ma è piena di speranza, attenta alla vita e forte come solo i grandi e saggi alberi sanno essere.

“C'è un richiamo nella lingua madre: scavalca le nebbie e i vuoti, sorvola il dolore e la solitudine dei pensieri e ti riporta a casa, ovunque tu sia stato fino a quel momento.”

(citazione tratta dal libro)

Nanà è l'ultima custode di un piccolo borgo che va piano piano scomparendo, ma che negli anni ha visto nascere amori, amicizie, sofferenze, risate. Un luogo che ha assistito a nascite, matrimoni, partenze, al suo lento spopolamento e a un cambiamento preoccupante della natura. Un posto che sta morendo.

“Una borgata sopravvive di piccoli momenti condivisi e di attenzioni reciproche; altrimenti si sgretola e diventano solo case.”

(citazione tratta dal libro)

Nanà non è solo l'ultima custode di un borgo di poche case disabitate da tempo, lei è la custode dei ricordi e delle vite che hanno animato la sua esistenza e quella del paese. Lei è la chiave, colei che tiene il filo che lega tutte le esistenze delle persone che hanno vissuto lì e che segneranno, con i loro ricordi, la strada che aiuterà Adelaide a ritrovare se stessa e a tornare a casa. Perché:

“Si torna alla propria radice come si può.”

(citazione tratta dal libro)

“Ogni punto di partenza ha bisogno di un ritorno. Meizoun.”

(citazione tratta dal libro)

Il ritorno di Adelaide, protagonista e voce narrante del libro, è doloroso, non solo per la fine della sua relazione, ma perché rimettere piede, dopo tanto tempo, nella vecchia casa familiare, vuol dire venire assalita dai ricordi, quelli dolci e pieni di amore e felicità, ma anche quelli dolorosi, come ad esempio la morte del padre e dell'amata Memè. Sarà Nanà a guidarla tra i ricordi attraverso un piccolo segreto che solo lei e Levì conoscono: uno sgabuzzino. Sì, avete letto bene, un semplice sgabuzzino, situato in una normalissima camera da letto che custodisce al suo interno un tesoro di inestimabile valore. Basterà aprirlo per venire investiti da una folata di vita e speranza, perché al suo interno sono riposti: libri, oggetti, scatole, lettere, piccoli scampoli di vita appartenuti a tutte le persone che Nanà e Adelaide hanno amato e con le quali hanno trascorso parte della loro vita: Memè, Levì, Lena, Irma, bar Tricot etc.

Entrare in quello sgabuzzino vuol dire ritrovare queste persone e sentirle di nuovo vicine attraverso ogni oggetto che parla di loro, dando voce alle loro vite, alle loro sofferenze e speranze, agli amori, ai silenzi e ai rimpianti.

Entrare in quello sgabuzzino, vuol dire per Adelaide, conoscerle veramente, perché spesso ciò che si osserva e si vive da bambini è poco rispetto alla complessità degli adulti. A quell'età non si hanno le giuste capacità e la giusta maturità per comprendere alcune sfumature nei discorsi o nei comportamenti.

“Da bambini, le parole dei vecchi sono uccelli che hanno fretta di migrare e vanno di corsa più delle gambe sbucciate. Non hanno tempo, le parole, quando si è bambini.”

(citazione tratta dal libro)

“Ma è pur vero che quando sei bambino le storie ti passano tra le mani e difficilmente riesci a soppesarle.”

(citazione tratta dal libro)

Difficilmente si riesce a capirne il valore e così si perdono informazioni importanti che da adulti si cercherà di recuperare per ritrovare se stessi e le proprie radici e, come ci insegna Nanà e l'autrice stessa del romanzo, per farlo bisognerà tornare indietro...tornare a casa.

Nanà consegnerà ad Adelaide, e a noi lettori, le chiavi di questo immenso tesoro perché i ricordi possano continuare a vivere e ad essere di insegnamento per tutti.

“«Lo sgabuzino è tutto quello che abbiamo e, se non è molto a prima vista, può bastare per raccontare la nostra casa. Così nessuno si perde e tutti sanno tornare».”

(citazione tratta dal libro)

Se credete che la trama di questo meraviglioso romanzo sia tutta qui, vi sbagliate enormemente perché quello che vi aspetta, all'interno di questo testo, sono le vite di personaggi indimenticabili come Memè, Lena, Irma e tutti gli altri, che pagina dopo pagina, prenderanno corpo e anima, facendovi innamorare di loro e delle loro vicissitudini. Vi prenderanno per mano e non vi lasceranno più, entrandovi nel cuore e nei pensieri per molto tempo. Come non amare la vivacità, il temperamento spensierato e l'impertinenza di Irma; la premurosità e dolcezza di Memè, l'inflessibilità e la rigorosità di Lena o le storie piene di allegria di bar Tricot...è impossibile resistergli.

Tutto questo avviene grazie alla capacità narrativa dell'autrice, Valeria Tron, che saprà ammaliarvi con il suo stile poetico, fluido e delicato, riuscendo a trascinarvi in un viaggio incantevole tra le vite di personaggi indimenticabili. L'autrice riesce a tratteggiare molto bene i differenti caratteri e a dare il giusto spazio a tutti loro in maniera equilibrata e mai invadente. La comparsa di ogni personaggio, nei ricordi di Nanà e Adelaide, avviene sempre in punta di piedi, senza quei salti temporali che spesso, durante la lettura, risultano pesanti, poco fluidi, legandosi male nella narrazione. In questo romanzo, invece, si inseriscono perfettamente nel testo e nel contesto narrativo, rendendo tutto molto fluido e sempre legato al presente delle due protagoniste e alle tematiche che stanno affrontando.

Ho amato molto lo stile dell'autrice, quel lato introspettivo che riesce a fare emergere in ogni ricordo e la sensibilità nell'affrontare alcune tematiche importanti e serie come: la perdita di un figlio, il dolore della guerra, la violenza sulle donne, la morte dei piccoli borghi e il grave problema ambientale. L'amore e il rispetto della natura si percepiscono e si respirano in ogni pagina e frase del libro, alcune descrizioni le ho trovate così vive che spesso ho avuto la sensazione di respirare il profumo del bosco, dei fiori o dei funghi.

Valeria Tron è, per me, un'artigiana delle parole e delle emozioni a cui riesce dare vita, forza e amore. Lo stesso amore che provo per questo libro, perché mi ha riportata alle mie radici, mi ha ricordato ciò che cercavo anch'io da tempo: tornare a casa e a quel legame con le persone che mi hanno accompagnata nella mia vita e di cui, forse, non ho compreso pienamente perché, come dice l'autrice, quando si è piccoli si hanno in mano storie che spesso ci lasciamo sfuggire non comprendendone il valore e, quando siamo pronti per capire, spesso le persone a cui vorremmo chiedere spiegazioni o consigli non ci sono più, allora cerchiamo ricordi, o almeno, io cerco quei ricordi che mi aiutino a comprendere meglio me stessa e le mie radici e sarebbe bellissimo avere qualcuno come Nanà pronto ad aprire il suo sgabuzzino per ritrovare coloro che ho amato e chissà, quella parte di me che ho perso e ritrovare la strada.

Una strada che Adelaide inizierà a percorrere, inconsapevolmente, grazie all'aiuto di Nanà e ai ricordi degli altri personaggi, imparando che non dovrà permettere ai rimpianti di condizionare la sua vita, che occorre uscire dai silenzi e dalle attese infinite, liberarsi dal rancore, vivere diversamente da tutti loro, afferrando ogni occasione per essere felice, amando e rispettando se stessa.

Un balsamo per la mia anima dolorante. Un abbraccio e una carezza inaspettati.

Un libro che custodirò gelosamente e rileggerò per ritrovare quei piccoli particolari, quelle sfumature che spesso non si percepiscono ad una prima lettura e per ritrovare le emozioni vissute, come ad esempio la scena dell'accensione delle candele in tutte le case del borgo, piccole lucciole che brillano e segnano la strada, come se riportassero in vita le anime di chi le ha abitate, una scena emozionante per ricordare...no, non aggiungerò altro perché non voglio togliervi il piacere della scoperta di un romanzo meraviglioso che ho amato intensamente.

“...il tremolio della candela accesa attenua la solitudine nelle case.

Trattengo il respiro, vorrei piangere, riportare indietro le lancette e poter dire a tutti quanti che conosco meglio il peso delle loro vite, e che anche i segreti prima o poi si arrendono. Potergli dimostrare che la bellezza non sa morire come un corpo, perché è nell'anima: perciò ben vengano scatole, etichette, mucchi di fascine, canzoni e lettere, poesie e ramanzine, per ritrovarsi piene le mani di umanità e incanto, ben oltre la morte.”

(citazione tratta dal libro)

Prendete il libro, trovate un posto che vi faccia sentire bene, mettetevi comodi e perdetevi tra le sue pagine, alla fine della storia vi renderete conto di essere diversi.

Buona lettura.



Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro

venerdì 28 febbraio 2020

Recensione: "Il circolo delle invincibili sognatrici" - Ana B. Nieto


romanzo, recensione, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, identità, abbandono

Titolo: Il circolo delle invincibili sognatrici
Titolo Originale: El club de las cinquenta palabras
Autrice: Ana B. Nieto
Editore: Adriano Salani Editore




Può il dolore modificare la percezione della realtà, trasformandola e plasmandola in modo da farla aderire alla nostra psiche, compromessa da sofferenze difficili da affrontare e superare, creando un'armatura entro cui nascondere e soffocare il nostro vero essere?
Quanto è labile il confine tra la realtà e l'immaginazione?
Quanto è difficile affrontare avvenimenti tragici senza subirne delle conseguenze psicologiche ed emotive?
Cosa accade quando il dolore colpisce la vita e la psiche di un bambino?
La mente umana è un grande mistero, inesplorato e spesso imprevedibile, in particolare di fronte ad avvenimenti traumatici che modificano la vera lettura e percezione della realtà. Si difende dalle sofferenze creando muri e armature che l'aiutino a tutelare la psiche per non soccombere e soffrire. Cerca di contenere tutto questo per gestirlo e viverlo senza lasciarsi travolgere in maniera traumatica, creando un mondo parallelo dove la fantasia e l'immaginazione prendono il sopravvento rispetto alla realtà nuda e cruda.

"Il mare è indomabile, ma ci sono modi per camuffarsi, quasi a far parte dell'onda, dei pesci e del sale. Serve solo una maschera di vento per raggiungere con loro una meta comune. Ero ancora un bambino quando ho imparato che lottare contro l'oceano significa perdere senza speranza. Bisogna danzare insieme a lui, lasciarsi cingere in vita e farsi guidare. Invece la parola 'sfida' è rischiosa. L'oceano è capace di strapparti tutto in un solo istante."
(citazione tratta dal testo)

David Steer ha solo otto anni quando la sua vita viene stravolta in maniera dolorosa e scioccante. È troppo giovane perché possa difendersi, in maniera adeguata, ai traumi della vita.
È troppo piccolo per affrontare le sofferenze dell'anima e per comprendere l'abbandono della madre.
Andiamo con ordine e cerchiamo di conoscere meglio il nostro protagonista.
David vive con la mamma Alice, in una piccola località balneare spagnola. Una vita tranquilla e serena, dove il piccolo nucleo familiare gode dell'amore e della presenza l'uno dell'altro.

“Il nostro rapporto era così stretto che riuscivamo a capirci sotto il velo del silenzio.”
(citazione tratta dal testo)

Ogni primo mercoledì del mese, la casetta ospita un gruppo di donne che arrivano da ogni parte del paese: il club delle cinquanta parole.
Il circolo si riunisce per parlare di libri, di sé, della vita e intorno a queste figure femminili ruota David, che tra un gioco e l'altro, si abituerà alla loro presenza, al sottofondo delle loro storie alimentando la sua immaginazione.
Un giorno la madre parte improvvisamente e sparisce definitivamente dalla vita del bambino.
Cosa le è accaduto? Dove è andata? Perché non ha portato il figlio con sé? Cosa si nasconde dietro questa misteriosa sparizione?
Domande che assillano e turbano il nostro piccolo protagonista. Il bambino si sente abbandonato, solo e disperato. Non riesce a capire lo strano comportamento della madre e nessuno degli adulti che lo circondano, riesce a dargli delle risposte esaustive che riescano a calmare la sua anima sofferente. David vive prima con Emilia, un'amica della madre e poi affidato alle cure dello zio Javier, il guardiano del faro. Da questo momento in poi, la vita del bambino seguirà il ritmo cadenzato e poetico del mare. Ondate di sofferenza alternate a momenti di serenità e mistero.
La fantasia, compagna di giochi, diventerà presto una sua grande alleata, un'armatura dietro cui nascondersi, creando e trasformando la difficile realtà in un'avventura stimolante, unica e interessante, dove il mare sarà il protagonista, il compagno e quella carezza lieve e delicata in grado di toccare la sua anima.
Un mare che sarà una figura simbolica importante nel romanzo e che farà da ponte tra passato e presente. Realtà e finzione. Dolore e serenità. Ricerca e abbandono.
Un ponte dover poter vivere e rivedere sua madre.
Un ponte che vi consiglio di attraversare, perché solo in questo modo riuscirete a comprendere appieno la complessità psicologica del ragazzo.
Un ponte che vi svelerà una storia intrigante, ricca di mistero, malinconica e delicata: la storia di David.
Prima di tutto, non aspettatevi un testo incentrato sulle figure femminili del circolo di lettura, perché le cinquanta donne non sono le protagoniste e non sono presenti fisicamente nel romanzo, ma la loro essenza aleggerà all'interno del romanzo e nell'anima di David perché le donne rappresentano un elemento simbolico importante e significativo nella vita del ragazzo.

“Non pretesi mai di dominare quelle donne. Tentai solo di comprenderle e ascoltarle. Fu così, quando compresi come comunicare con ognuna di loro, che imparai a navigare.”
(citazione tratta dal testo)

I veri protagonisti del romanzo sono il mare, il dolore, l'abbandono, la ricerca, la malinconia e la speranza, e David dovrà gestire questa serie di emozioni per difendersi dalla sofferenza per l'assenza e la separazione dalla madre e lo farà nel modo più adatto alla sua psiche e alla sua anima, costruendo, grazie alla sua immaginazione, una realtà parallela dove poter vivere e sopravvivere.

“Mia madre, come Teti, mi è apparsa ogni volta che ne ho avuto bisogno. Si è trasformata nella protezione e nella fede che mi servivano per superare i limiti che quel mondo sovrumano mi imponeva.”
(citazione tratta dal testo)

“Il circolo delle invincibili sognatrici” è un romanzo che racchiude misteri che si sveleranno piano piano durante la lettura, permettendo, in questo modo, al lettore di entrare lentamente in sintonia con la psiche del bambino, creando un rapporto empatico profondo che lo aiuti a comprenderlo meglio e in maniera più approfondita.
Il ritmo narrativo del romanzo è come il movimento del mare, s'infrange sulla battigia investendo il lettore per poi ritirarsi senza fretta lasciando dietro di sé segni e spunti di riflessione che lo aiuteranno a comprendere la storia. Onda dopo onda la trama si svela e nel lettore nasce la consapevolezza di stare leggendo molto di più della storia di un bambino che cerca di non vedere andare in frantumi la sua identità; il lettore si rende conto che la sua lettura non è altro che un viaggio intenso e malinconico. Un viaggio psicologico ed emotivo, bello e avvincente che, personalmente, ho apprezzato moltissimo. L'inizio non è di facile comprensione, si ha come l'idea che non ci sia un senso logico tra l'alternarsi delle due voci narranti, ma ben presto tutto diventa più chiaro e delineato e la navigazione all'interno del romanzo si fa più tranquilla e piacevole.
Un testo malinconico, introspettivo e con un pizzico di speranza.

“Non ti arrendere mai alla tenebra assoluta. Alimenta una luce, tienila sempre accesa.”
(citazione tratta dal testo)

Un romanzo che mi ha obbligata a osservare e andare oltre le apparenze, oltre le verità assolute per entrare in empatia con la storia e il protagonista.
La scrittura è scorrevole, elegante e coinvolgente. I capitoli si alternano tra passato e presente, seguendo le due voci narranti, quella di David e della giornalista che vuole conoscere meglio la figura dell'uomo. Sì, perché pagina dopo pagina non solo conosceremo David ma lo vedremo crescere e diventare un uomo che navigherà intorno al mondo e all'interno di se stesso, mentre la giornalista sarà la nostra bussola all'interno del romanzo, colei che ci guiderà alla comprensione della trama, perché se David rappresenta l'immaginazione, la donna è la parte razionale.
Ana B. Nieto ha scritto un romanzo piacevole e coinvolgente, ricco di sfumature ed emozioni. La struttura del testo e la narrazione affascinano e ha utilizzato il mare e il viaggio come metafore della vita. Un viaggio che vi consiglio di intraprendere.

“Arriva il giorno in cui tutti dobbiamo tornare e affrontare la realtà.”
(citazione tratta dal testo)

Prendete per mano David e lasciatevi guidare dalle sue parole, dalla sua fantasia e dalla sua personale avventura.
Buona navigazione e buona lettura.


Marianna Di Bella


 

(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro.

giovedì 14 marzo 2019

Recensione: "Per amore" - Valérie Tong Cuong

libro, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, recensione, seconda guerra mondiale, famiglia, amore
Titolo: "Per amore"
Autrice: Valérie Tong Cuong
Editore: Adriano Salani Editore



 
Scegliere il silenzio...per amore.
Indossare una maschera...per amore.
Lasciare andare via...per amore.
Prendere decisioni incomprensibili e dolorose...per amore.
Cosa non si fa per proteggerlo e custodirlo?
Cosa si è capaci di fare pur di seguire e rincorrere quel sentimento immenso e appagante che ci lega alle persone che abbiamo accanto?
Tutto.
Quando si ama profondamente qualcuno, si farebbe di tutto pur di renderla felice, proteggendola dal mondo esterno e da noi stessi.
Ed è proprio l'amore il motore che alimenta e rende vivo questo romanzo. Il muro portante che dà vita e anima a una storia intensa, commovente, emozionante e meravigliosa.
Siamo a Le Havre, durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, la cittadina è il punto cruciale della lotta tra tedeschi, inglesi e francesi. Affacciandosi sul mare è un ottimo punto di snodo, approdo e contatto con la Gran Bretagna. Nel 1940 l'esercito francese cerca di difendere i propri confini ma è allo stremo delle sue forze, gli alleati sembrano non riuscire a fermare l'avanzata tedesca, e gli abitanti di Le Havre sono in balia di loro stessi, tra bombardamenti, tutela della propria cittadina e preoccupazione per se stessi e i familiari partiti per il fronte.
Il 10 giugno 1940, i cittadini sono costretti ad evacuare dalla città, e la fila interminabile di persone inizia a formarsi davanti ai traghetti, in attesa di lasciare il posto che li ha visti nascere, crescere e vivere serenamente. Tra questi poveri esuli, troviamo i nostri protagonisti, Émélie con i figli Lucie e Jean, insieme alla sorella Muguette e i nipoti Marline e Joseph. I rispettivi mariti stanno combattendo nell'esercito francese, e le due donne devono mettere al sicuro i propri figli, allontanandoli dal pericolo e dalla morte. Durante questa lunga traversata conosceremo i sei protagonisti, scoprendone i rispettivi caratteri, pregi e difetti, insicurezze e punti di forza. Ognuno di loro porta con sé un piccolo fagotto fatto di paure, speranze e anche una buona dose di silenzio, come la piccola Marline che da tempo non parla più con nessuno ad eccezione del fratello. La bambina si è ritirata nel suo piccolo guscio, scegliendo la via del silenzio dove custodire sofferenze, delusioni e dispiaceri.

“Lei allora ha alzato gli occhi, senza muovere nessun altro muscolo, nemmeno un sopracciglio, era il suo modo di sorridere, sapeva accendere o spegnere la luce nei suoi occhi come si accende o si spegne una candela...”
(citazione tratta dal testo)

I tedeschi occupano la Normandia, e la Francia si arrende, firmando un armistizio, un atto di resa che permette ai cittadini di tornare a Le Havre, ritrovando una città distrutta, devastata, ma questo sarà solo l'inizio di un lungo percorso che li vedrà in balia di bombardamenti, fame, morte e miseria. Cinque anni in cui molte cose cambieranno, soprattutto, nell'animo dei nostri protagonisti che dovranno prendere decisioni importanti, spesso dolorose, per amore dei propri familiari. Ed è proprio seguendo il filo sottile dell'amore che scopriamo un romanzo emozionante e meraviglioso. Un testo che ho amato intensamente e che ha saputo toccare le corde della mia anima, senza cadere nella trappola dei sentimentalismi.
Valérie Tong Cuong ha scritto un testo che riesce a coniugare perfettamente la testimonianza storica e la finzione, creando un romanzo corale che sa afferrare l'attenzione del lettore per tutta la durata della lettura. Gli avvenimenti storici sono ben descritti e trattati con cura e attenzione. L'autrice ha riportato in superficie, dopo un lungo lavoro di ricerca, un episodio sconosciuto a molti, l'evacuazione dei bambini in Africa o altri paesi per metterli in salvo dai bombardamenti, evidenziando, nel romanzo, il senso di disperazione e dolore che si celano dietro le decisioni prese dai genitori, che per amore decidono di salvarli da morte e distruzione.
Tutti gli avvenimenti storici si amalgamano perfettamente all'interno della trama, narrati in maniera semplice e diretta, rendono la lettura scorrevole e appassionante.

“Non c'era più dritto o rovescio, torto o ragione, buoni o cattivi: tutte queste cose erano scomparse nel frastuono della sconfitta.
D'ora in poi ci sarebbero state solo la vita e la morte.”
(citazione tratta dal testo)

Ogni capitolo è raccontato da una voce narrante diversa mostrandoci, in questo modo, non solo il loro diverso punto di vista, ma anche la verità che si nasconde dietro comportamenti e scelte incomprensibili agli altri familiari e spesso a noi lettori. Questo ci aiuta a comprendere meglio i sentimenti che si celano dietro ogni decisione presa, scoprendo la sensazione di vuoto e tristezza nel dover mentire alla propria famiglia per proteggerla dal nemico, il dolore atroce e inspiegabile di una madre che decide di lasciar andare i propri figli per proteggerli dalla morte e da se stessa, il rimorso nel desiderare con tutte le forze di vivere ogni istante della propria vita, cercando di sopravvivere alla guerra e alla distruzione. Evidenziare questi stati d'animo permette di creare un rapporto profondamente empatico con il lettore, aiutandolo a comprendere lo stato d'animo di ognuno di loro e l'amore che si nasconde dietro gesti apparentemente incomprensibili e situazioni pericolose.
L'autrice ha dato voce a ogni personaggio, donando a ognuno di loro una caratterialità ben definita e specifica, e una profonda introspezione psicologica.

“La nostra famiglia sprofondava nella sconfitta e io ero impotente. Una cosa era lottare contro un nemico, contro le circostanze, un'altra era adattarsi al vuoto. Eravamo perduti, inermi nell'attesa di un ipotetico cambiamento, senza uno scopo, senza speranze per il futuro...”
(citazione tratta dal testo) 

Valérie Tong Cuong riesce a scavare in profondità nell'animo umano e nei sentimenti, portando in superficie non solo le debolezze, ma anche la speranza e la forza di ogni personaggio e avvenimento storico.

“Non vergognarti di voler vivere, di cercare di proteggere chi ami, nessun altro lo farà per te.”
(citazione tratta dal testo) 

Questo romanzo è una saga familiare che prende vita e forza pagina dopo pagina, regalandoci un piccolo gioiellino che ho amato intensamente in ogni suo capitolo e personaggio.
Dove si nasconde l'amore nei tempi di guerra?
Nei silenzi di una bambina piccolissima.
Nel dolore di una mamma.
Nel cambiamento di un padre che cerca di proteggere la sua famiglia.
Nell'allegria di un adolescente che cerca di far sorridere la madre e la sorella.
Nell'istinto di sopravvivenza di una giovane ragazza.
Nell'amore profondo e intenso per la propria famiglia.
Seguite i protagonisti nelle loro vicende e scoprite con i vostri occhi dove si cela la bellezza di questo romanzo e l'amore in ogni sua forma.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro.