martedì 21 febbraio 2017

Recensione "La distanza da Helsinki" di Raffaella Silvestri


Titolo: "La distanza da Helsinki"
Autrice: Raffaella Silvestri


Due solitudini.
Due malesseri.
Due ragazzi...Un'amicizia.
Viola e Kimi.
Si conoscono sedicenni a Londra, durante una vacanza studio e nonostante l'apparente diversità stringeranno un'amicizia che durerà negli anni.
Viola è italiana e come tutti i sedicenni è alla ricerca di sé, di un gruppo di cui far parte e in cui riconoscersi, cercando di respingere il vuoto e il dolore per la perdita della madre e la figura di un padre assente che non l'accetta per quello che è, pregi e difetti compresi. Solo con Kimi sente di poter essere se stessa senza essere giudicata.
Kimi invece è finlandese, genio della musica e con la sindorme di Asperger. Non ama stare in mezzo agli altri, per lui non è importante stringere amicizia al contrario cerca di proteggere i suoi spazi cercando conforto e rassicurazione nella regolarità delle cose, come appunto la musica.
I due ragazzi sono come due calamite che si attraggono ma al tempo stesso talmente simili da respingersi, allontandandosi l'uno dall'altra. Questo continuo avvicinarsi e allontanarsi insieme a parole non dette e gesti non fatti aleggiano per tutto il libro trascinandoci lungo il progredire della loro vita. Durante gli anni si rincorrerranno evitando quello che provano l'uno per l'altro o forse inconsciamente facendolo di proposito...chissà.
I due ragazzi rispecchiano il malessere, il disagio e la solitudine che aleggia tra i giovani, una continua insoddisfazione a cui non sanno dare una spiegazione e che al tempo stesso non cercano di affrontare, al contrario la subiscono passivamente preferendo una vita di non scelte. Cercando, invece, aiuto nelle cose sbagliate come pasticche, alcol e medicinali che alleviano temporaneamente il loro senso di frustrazione senza però farlo sparire completamente.
Ho apprezzato moltissimo questo libro, in modo particolare questo spaccato sociale che porta il lettore a una continua riflessione socio-culturale sui nostri giovani e perché no anche su noi stessi. Quanti di noi hanno preferito una soluzione di comodo piuttosto che affrontare qualcosa che ritenevamo più grande di noi o forse semplicemente non ritenendoci adeguati alla situazione; quante occasioni mancate abbiamo sprecato per paura, timore e poca fiducia in noi stessi; quante volte ci siamo sentiti trascinati dal corso degli eventi senza far nulla per cambiarli o modificarli almeno in parte. La vita ci pone di fronte a tutto questo ma l'esperienza, l'età ci portano a comprendere meglio noi stessi e correggere i nostri sbagli. Qui sembra di vivere in un circolo vizioso senza via di uscita, ma non l'ho trovato fastidioso al contrario è coerente alla complessa figura psicologica dei due ragazzi. Così come ho apprezzato la scelta di non affrontare il loro rapporto riducendolo a una storiella romantica, l'amore non è sempre facile e non è detto che due persone all'apparenza perfette lo siano anche nella realtà.
Un grazie speciale a Raffaella Silvestri per aver scritto il libro e avermi permesso di conoscere Viola e Kimi a cui mi sono affezionata e che più volte durante la lettura ho avuto la voglia e la tentazione di aiutare e proteggere.
Non vi svelerò il finale ma lo ritengo giusto, corrispondente alla storia, il finale che mi aspettavo.
Buona lettura!!

(Marianna Di Bella)

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