giovedì 17 giugno 2021

Recensione: "Per strada è la felicità" - Ritanna Armeni

 

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Titolo: "Per strada è la felicità"

Autrice: Ritanna Armeni

Editore: Ponte alle Grazie




Roma, 1968


C'è grande fermento tra i viali dell'Università La Sapienza di Roma. Centinaia di ragazzi, si sono raccolti ai piedi della scalinata della facoltà di Lettere, ascoltano con interesse e attenzione le parole di altri compagni che espongono il loro malcontento e la loro sfiducia nel sistema universitario. Un sistema obsoleto fatto di docenti superbi che guardano gli studenti e le loro idee con disprezzo, tasse esageratamente alte che segnano sempre di più il divario tra studenti ricchi e poveri, aule piccole etc. I ragazzi chiedono, per questo, dei cambiamenti profondi e un sistema universitario che tenga conto dei loro bisogni e delle loro idee ma, soprattutto, che non vengano più calpestati e ignorati i loro diritti. Sono disposti a tutto pur di raggiungere i loro obiettivi, anche a manifestare e occupare le aule universitarie se necessario. Dopotutto siamo negli anni di pieno fermento politico, sociale e culturale. Anni che segneranno un grande cambiamento per le generazioni future, ma ciò che quei ragazzi non sanno è che le loro idee e le loro gesta entreranno a far parte della storia, rivoluzionando e cambiando la società e la sua mentalità chiusa e obsoleta.

(...) Dicevano che niente funzionava, tutto era ingiusto. Che era ora di ribellarsi contro chi teneva gli studenti imprigionati nelle maglie della cultura borghese, dell'autoritarismo, delle divisioni di classe.”

(Citazione tratta dal testo)

Ma torniamo a quel gruppo di studenti raccolti alla facoltà di Lettere, perché osservando con attenzione ci accorgeremo che tra di loro si aggira una ragazza che osserva tutto e tutti con meraviglia, stupore e curiosità. Lei è Rosa, una studentessa di provincia che conosce poco la realtà dei movimenti studenteschi, della lotta politica e sociale, infatti, guarda tutto come delle esagerazioni, non comprendendo appieno l'importanza e il senso della protesta.

Rosa si è trasferita da poco a Roma, una studentessa fuori sede che viene dalla provincia, da un ambiente in cui ogni persona ha il proprio ruolo stabilito, in particolare le donne che vivono la loro esistenza all'ombra di mariti, padri e fratelli. Donne che accettano il loro destino senza mai ribellarsi, lavorando e lasciando da parte i propri sogni e le proprie idee.

(...) Donne che non chiedevano mai nulla, accettavano quel che veniva e vivevano in una triste passività anche quando erano laboriose e svelte. Donne incapaci di esprimere desideri, di inseguire sogni.”

(Citazione tratta dal testo)

Rosa ha sempre sognato qualcosa di diverso per la sua vita, per questo motivo lascia il proprio paese per studiare a Roma e quella prima manifestazione segnerà l'inizio del suo cambiamento, perché la curiosità la spingerà a partecipare, seguendo quei ragazzi così sicuri di sé e delle proprie idee. Parteciperà alle assemblee e inizierà a studiare per poter comprendere meglio la società che la circonda, ma sarà la scoperta della la figura di Rosa Luxemburg a segnare profondamente il suo pensiero e la sua vita. Nella donna riconoscerà molti tratti in comune e inizierà a studiare non solo le sue idee politiche e sociali ma, in particolare, la persona e il suo essere donna in un ambiente politico composto prevalentemente da uomini.

(...) a oltre cinquant'anni di distanza c'era un filo che legava le giovani donne che avevano scoperto il femminismo alla grande rivoluzionaria polacca: un indomito desiderio di cambiamento, la rivoluzione come ricerca della felicità, l'amore per l'umanità così come è e non come dovrebbe essere.”

(Citazione tratta dal testo)

La nostra protagonista parteciperà alle assemblee, alle manifestazioni, andrà a vivere insieme ad altri compagni in una comune ma, soprattutto, prenderà in mano la propria vita, rivoluzionando se stessa e acquisendo sempre più consapevolezza di sé, delle sue idee e dei suoi sogni. Ma come sempre, ogni cambiamento porta sempre con sé una cicatrice, perché quando si cambia, inevitabilmente qualcosa si rompe, lasciando una ferita profonda che influenzerà la nostra vita.

(...) E lì, strato sotto strato, scoprì alcune piccole ferite, alcune insignificanti contrazioni dell'animo che avvertiva da qualche tempo. Fitte appena percettibili, tristezze di cui non vedeva l'origine, ansie improvvise. Sarebbero passate, pensò...”

(Citazione tratta dal testo)


(...) Non era vero che che l'assenza di dolore coincidesse con la felicità, come aveva detto un filosofo. Il dolore era stato sostituito dal vuoto, e anche nel vuoto c'era tormento e sofferenza. Allora meglio rimanere rannicchiata nello stato in cui la realtà era avvolta nell'ovatta, la coscienza si rifiutava di tornare vigile.”

(Citazione tratta dal testo)

Rosa e le sue compagne prenderanno atto, con il tempo, delle grandi differenze del loro ruolo all'interno del gruppo e delle assemblee, sempre relegate a ruoli minori e mai poste in primo piano. Una consapevolezza che le porterà ad alzare la testa e ribellarsi a questa disparità reclamando parità, indipendenza, rispetto dai propri compagni e dalla società, partecipando ai primi movimenti femministi.

Rosa scoprirà se stessa, le sue debolezze e la sua forza, lottando per il rispetto di sé e per la propria felicità. Una felicità che imparerà a cogliere in ogni piccolo gesto, vivendo appieno ogni attimo della sua vita.

(...) Ebbe voglia di ballare e di abbracciare, di nuove esperienze, di gettarsi nel gorgo, senza timidezze e paure. Assaporando tutto. Godendo di tutto. La felicità era per strada. Doveva solo accoglierla.”

(Citazione tratta dal testo)

Rosa intraprenderà un difficile percorso di consapevolezza che vivremo grazie alle parole di Ritanna Armeni che, ancora una volta, riesce a prendere il lettore e a trascinarlo nel suo romanzo ma, soprattutto, nella Storia. Il suo stile narrativo è sempre coinvolgente e interessante perché riesce a mescolare e ad affrontare con semplicità e profondità, tematiche diverse, serie ed importanti, come ad esempio: i movimenti di lotta studentesca, gli scioperi degli operai, i movimenti femministi, l'aborto, la sopraffazione dell'uomo sulla donna, la figura di Rosa Luxemburg. Tematiche, queste, che affrontate in un romanzo potrebbero risultare estremamente ostiche, annoiando il lettore, invece, grazie alla sue descrizioni, alla fluidità del testo, alla capacità narrativa e alla costruzione approfondita dei personaggi, riesce ad ammaliare e coinvolgere nella lettura dalla prima all'ultima pagina.

Personalmente mi sono sentita parte del romanzo, respirando non solo l'aria di cambiamenti di quegli anni, ma anche l'entusiasmo degli studenti, la loro voglia di rivoluzionare la società, manifestando il proprio dissenso. Ho percepito ogni sentimento che Rosa ha vissuto nel romanzo, comprendendo le sue ansie, i suoi dubbi e i suoi controsensi, vivendo appieno le parole dell'autrice che mi hanno catapultata in un periodo storico che ho conosciuto solo attraverso i libri e i racconti di chi in quegli anni ha realmente lottato e manifestato per i propri e altrui diritti.

Ritanna Armeni ci ha regalato la possibilità di osservare quel periodo storico attraverso gli occhi e i pensieri di una ragazza semplice nella quale è possibile immedesimarsi, perché Rosa rappresenta ognuno di noi. Certo i contesti culturali, politici e sociali sono diversi, ma chi non ha mai lottato, amato, riso, pianto e sofferto nella propria vita? Tutti....indistintamente.

Vi invito a leggere e scoprire il libro, lasciandovi trascinare dalle parole dell'autrice, perdendovi tra manifestazioni e occupazioni, ricordandovi che la felicità va accolta e vissuta appieno.

Buona lettura.


(Marianna Di Bella)


Prodotto fornito dalla casa editrice Ponte alle Grazie


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