mercoledì 6 giugno 2018

Recensione: "Ogni giorno come il primo giorno" - Giorgia Penzo


Titolo:
"Ogni giorno come il primo giorno"

Autrice:
Giorgia Penzo

Editore:
Casa Editrice Nord


Scrivere per raccontare.
Scrivere per ritrovare se stessi.
Scrivere per essere finalmente liberi da dolore.
Scrivere per respirare.
Scrivere per ritornare a vivere.


Perdere la persona che si ama, vederla morire, inermi di fronte all’ineluttabilità della morte, è devastante. Si rimane pietrificati, immobili, come sospesi nel tempo e nello spazio, dove tutto ciò che ci circonda perde di consistenza e forma. Siamo lacerati, un dolore atroce e straziante urla dentro di noi e in ogni fibra del nostro essere. Vorremmo fermare il tempo, riavvolgere il nastro e tornare indietro per cercare di salvare la persona che abbiamo perso, ma l’unica immagine che continuiamo a rivedere incessantemente, è quell’unico e tragico istante in cui il suo cuore si è fermato, per sempre, e con esso anche la nostra voglia di respirare e vivere. Il dolore è inesprimibile, atroce, soffocante.
Ci vorrà del tempo prima di riuscire a reagire, cercando di lenire la sofferenza; ma ognuno di noi lo affronterà in maniera diversa, proprio perché siamo diversi gli uni dagli altri. Alcuni si chiuderanno in loro stessi, ripiegandosi come a volere contenere quell’onda d’urto devastante. Altri si ritroveranno completamente prosciugati, gusci vuoti senza anima, emozioni o sentimenti che possano dar loro la forza per riemergere dall’abisso in cui sono sprofondati. Altri ancora, reagiranno con rabbia e violenza a qualsiasi avvenimento o episodio della vita, pur di dimenticare. Una cosa è certa, in qualunque modo lo si affronti, ciò che cambierà in maniera profonda, sarà il nostro essere.
Petra è troppo giovane per riuscire a gestire le emozioni e le sofferenze che hanno accompagnato e segnato la sua giovane vita. Il dolore che sta provando è atroce, ingestibile. La morte della sorella Cloe, l’ha lasciata piegata sotto il peso del senso di colpa, della sofferenza, della solitudine e della paura. Difficile esprimere a parole o con i gesti, ciò che sta provando, così, inizia a scrivere, affidando a un diario le sue sensazioni, le sue emozioni…la sua vita.
Il diario sarà il tramite tra lei e Cloe, a cui racconterà la sua esistenza senza di lei, cercando di mantenere la promessa che le ha fatto prima di morire: vivere ogni giorno, ogni attimo anche per lei. Promettendole di migliorare se stessa, i brutti voti a scuola, lasciando stare alcool, droga e una vita sbandata e ribelle.
Il percorso non sarà facile, molto spesso sentirà la voglia e l’esigenza di desistere, facendosi riavvolgere dal falso e freddo abbraccio dei suoi demoni, che tenteranno in ogni modo di farla cedere. Dovrà contare solo su stessa e sulla sua forza di volontà perché, purtroppo, la sua famiglia sta cadendo a pezzi, facendola sentire ancora più sola e rifiutata. Ma la vita, riserva anche piccoli regali inaspettati, infatti, Petra avrà al suo fianco due persone importanti: Lore, la nuova compagna di banco e Diego, lo studente universitario che l’aiuta con le ripetizioni di matematica. Lore e Diego, l’aiuteranno a scoprire se stessa, a vedere la vita in maniera diversa, a lottare per le cose importanti e sentirsi finalmente libera.
Libera dai demoni e dalle insicurezze.
Libera di seguire se stessa.
Libera di affrontare il dolore.
Libera di amare ed essere amata.
Il cammino sarà lungo e faticoso, molti saranno gli imprevisti che la rallenteranno e qualcosa potrebbe farla tornare indietro, vanificando tutti i suoi sforzi, ma sono sicura che voi, cari lettori, andrete avanti nella lettura, forti e temerari come Petra. Perché credetemi leggere questo libro, sarà un’esperienza emozionante, avvincente, intensa e solo un’autrice come Giorgia Penzo poteva farci vivere appieno questo romanzo. La sua sensibilità e capacità narrativa, ci permettono di vivere e sentire sulla nostra pelle, la sofferenza della protagonista. Pagina dopo pagina, parola dopo parola il dolore viene fuori potente e devastante, travolgendoci e lasciandoci inermi di fronte a qualcosa di inesprimibile e personale.
Il dolore esige rispetto e Giorgia Penzo ne ha mostrato tanto, narrando con delicatezza e sensibilità l’anima di una ragazza giovane e insicura, creando una storia emozionante senza cadere nello stereotipo delle situazioni scontate o delle frasi fatte. Al contrario, in ogni singola parola c’è grande forza e determinazione e le descrizioni sono vere e non pretenziose.
L’autrice sembra aver intinto la penna nell’inchiostro delle emozioni, muovendosi con eleganza e delicatezza tra le sofferenze della vita, avvicinando il lettore con dolcezza, quasi a prenderlo per mano, mostrandogli la fragilità dell’essere umano.
Giorgia Penzo, mostra in questo romanzo una maturità emotiva importante. È difficile entrare nell’animo umano, analizzarlo in ogni suo aspetto e lasciarlo parlare con franchezza e spontaneità se non si è in grado di leggere e comprendere la sensibilità e la sofferenza degli altri e, soprattutto, senza aver letto, affrontato e compreso la propria sofferenza.
La scrittura è fluida e accattivante, le sue parole sono semplici, toccanti, vere al punto da rendere reali ai nostri occhi ogni scena, ogni dialogo che stiamo leggendo.
Siete pronti a tuffarvi nel romanzo, lasciandovi avvolgere dalle parole dell’autrice?
Siete pronti ad emozionarvi e piangere di gioia, dolore, paura e rabbia?
Siete pronti a lasciarvi attraversare dalle molteplici emozioni che la storia vi farà vivere?
Non esitate. Tuffatevi nel romanzo e nella vita. Sarà il più bel tuffo che eseguirete.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)

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