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venerdì 20 gennaio 2023

Recensione: "A proposito di lei" - Banana Yoshimoto

 

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Titolo: A proposito di lei

Titolo Originale: Kanojo ni tsuite

Autrice: Banana Yoshimoto

Editore: Feltrinelli




Buongiorno e buon venerdì,

oggi torno qui sul blog per parlarvi di un libro di Banana Yoshimoto. Mi piacciono i suoi libri, i temi trattati, le atmosfere e, soprattutto, la sua scrittura. Ogni volta che leggo qualcosa di suo ho sempre la sensazione di tornare a casa o in un posto tranquillo e sicuro, infatti, quando mi capitano i “momenti no” della vita, mi rifugio nei suoi testi.

Questa volta la mia scelta è andata su “A proposito di lei” perché, leggendo la trama, pensavo di scoprire un storia delicata e riflessiva, invece, mi sono ritrovata a leggere una storia che mi ha sorpresa e destabilizzata. Un romanzo con sfumature tragiche, cupe, surreali e con un mistero da svelare.

La lettura, inizialmente, mi ha disorientata ma ho continuato, nonostante l'atmosfera cupa che si andava respirando pagina dopo pagina. Una volta terminata e aver scoperto il finale, mi sono presa del tempo per metabolizzare le sensazioni vissute e riflettere sulla storia e, sinceramente, questa pausa mi ha aiutata facendomi apprezzare il libro pur con qualche riserva; ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire di cosa parla questo testo.

I protagonisti sono Yumiko e Shōichi, due cugini che non si vedono da tantissimi anni, più o meno dall'infanzia. Da bambini giocavano insieme e andavano molto d'accordo. Le madri erano sorelle e per questo si incontravano spesso, poi, per qualche misterioso motivo le due donne litigano e si allontanano definitivamente, interrompendo, così, anche la frequentazione dei due bambini.

Dopo molti anni, Shōichi riappare nella vita di Yumiko per rispettare le ultime volontà della madre: prendersi cura della cugina e aiutarla a ricordare. Cosa? Beh è questo il mistero che dovrà svelare la ragazza e con esso il lettore, perché Yumiko non ricorda il suo passato, soffre di amnesia e la sua memoria presenta dei grandi buchi neri che non le permettono di ricordare alcuni fatti salienti del suo tragico passato. Sì, avete letto bene, tragico perché la sua esistenza è segnata dalla morte dei genitori e dall'efferato omicidio commesso dalla madre.

È solo in momenti come questi che capisco la portata dello choc che avevo subìto. Per quanto cerchi di chiuderli in una scatola, facendo finta che non esistono, questi buchi della memoria si aprono dentro di me come enormi trappole.”

(citazione tratta dal testo)

Cosa è accaduto? È ciò che dovrà scoprire Yumiko attraverso un difficile percorso di riappropriazione della memoria e di sé. Un viaggio introspettivo che la vedrà, non solo affrontare i fantasmi del passato, ma anche riscoprire se stessa e il rapporto con il cugino, che non la lascerà mai sola in questo percorso di scoperta.

Yumiko è una ragazza particolare, non ha un lavoro fisso, vive grazie all'aiuto degli amici, quando è giù di morale i suoi pensieri sono cupi e non ama i legami, perché non vuole coinvolgere nessuno nel suo oscuro passato.

Non è facile esprimere alle persone la sensazione di essere una specie di agente patogeno. Il mio solo esistere fa sì che ogni luogo si tinga sottilmente di un'ombra di morte, e in questo non vi è niente di buono, se non il fascino di aggiungere al rapporto tra uomo e donna una sfumatura cupa. Vivere così, dopo aver fallito in tante cose e senza alcuna capacità, in realtà è di una tristezza infinita.”

(citazione tratta dal testo)

Inoltre, la ragazza ha una grande capacità nello sconfiggere la tristezza e ritrovare il piacere nelle piccole cose della vita, nella loro bellezza e nella voglia di vivere.

Un personaggio strano e, per certi versi complesso, che saprà conquistare l'attenzione e la curiosità del lettore.

...voglio vivere, mi dico con tenacia. Voglio continuare a vedere cose belle come queste per un po' di tempo...”

(citazione tratta dal testo)

Banana Yoshimoto ha scritto un libro dalla trama particolare e con un finale imprevedibile ma, non aspettatevi un testo dai grandi colpi di scena o azioni particolari, al contrario, è lento. Una lentezza che ci permette di entrare meglio tra le pieghe dell'anima della protagonista e della sua storia.

L'autrice, anche in questo romanzo, ha inserito gli elementi tipici della sua narrazione: il tema della morte, l'analisi dell'animo umano, la natura come elemento di guarigione, gli elementi magici, la dolcezza, il dolore e la speranza. Tutti questi elementi fusi insieme, mescolati con un pizzico di surrealismo, inquietudine e tragicità hanno dato vita a questo romanzo. Un testo che, pur essendo diverso, strano e imprevedibile, offre molti punti su cui riflettere, come ad esempio l'importanza di ricordare e rievocare il passato, anche se si corre il rischio di venire sommersi dal dolore.

Rievocare il passato è doloroso ma è anche prova di coraggio, perché ci costringe a lottare e superare la sofferenza, ed è quello che si ritroverà a fare la protagonista, accompagnata dal cugino che, con pazienza e dolcezza, l'aiuterà a svelare e ritrovare il suo passato e se stessa, scoprendo anche qualcosa che forse non avrebbe voluto sapere, ma non vi dirò altro. Per saperne di più dovete solo continuare la lettura.

Sapere non è mai un male.”

(citazione tratta dal testo)

Buona lettura.




Marianna Di Bella

lunedì 6 dicembre 2021

Recensione: "Le sorelle Donguri" - Banana Yoshimoto

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Titolo: Le sorelle Donguri

Titolo Originale: Donguri shimai

Autrice: Banana Yoshimoto

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore




Ci sono libri che entrano nella nostra vita in maniera del tutto casuale e nei momenti più importanti. Arrivano in silenzio, senza destare troppo scalpore, e aspettano, buoni e tranquilli, di essere letti. Non scalpitano per essere scelti e letti per primi, ma attendono pazientemente che arrivi il loro turno per regalare emozioni e quell'abbraccio e quel conforto che cercavamo da tempo.

Sono libri che sembrano riuscire a leggere nel nostro cuore e nella nostra anima, donandoci quelle parole che aspettavamo di sentirci dire. Sono libri che entrano in maniera delicata nella nostra vita e vi rimangono per sempre, come dolci abbracci, sempre pronti a confortarci e rassicurarci.

Libri magici...speciali.

Tutto ciò l'ho provato con questo testo di Banana Yoshimoto. Adoro l'autrice, così, in un momento di sconforto mi sono affidata alle sue parole, sicura che vi avrei trovato almeno un po' di serenità e un posto sicuro e tranquillo dove estraniarmi dal mondo circostante e dalla mia vita. Quello che non mi aspettavo è che la dolcezza e quel senso di malinconia che aleggiano nel romanzo, mi avvolgessero in un caldo abbraccio, ponendomi di fronte a risposte e a un modo diverso di reagire al dolore. Quel dolore forte e lacerante che mi accompagna da un anno e mezzo a questa parte, un dolore che sto imparando a convogliare e trasformare in altro.

Mi ero chiusa in me stessa quando sentivo di non poter fare altrimenti per poi rimettermi in moto al momento opportuno.”

(citazione tratta dal testo)

“Le sorelle Donguri” è un romanzo triste, malinconico, delicato e confortevole al tempo stesso, che affronta il tema della perdita e del dolore. Temi che non vengono posti al centro del libro come protagonisti assoluti cadendo nella pesantezza e nel pietismo, al contrario, l'autrice li accompagna a quel senso di rinascita che diventa il fulcro principale del testo. Da ogni sofferenza e perdita c'è sempre da imparare, l'importante è non lasciarsi sopraffare, permettendogli di avvelenare il nostro cuore rendendoci cattivi, ma bisogna imparare a trasformarlo in maniera positiva, ad esempio aiutando gli altri, amando se stessi etc. E le sorelle Donguri hanno sofferto molto nella loro vita, perdendo entrambi i genitori in un incidente quando erano piccole. Le bambine vengono affidate ai parenti, andando a vivere con diversi zii e vivendo esperienze che le segneranno profondamente, fino a quando non verranno presi in custodia dal nonno di cui si prenderanno cura amorevolmente, e proprio questo prendersi cura dell'altro le porterà a creare un sito di posta del cuore per aiutare, con messaggi e consigli, tutte quelle persone che hanno bisogno di aiuto, regalando conforto e serenità.

Quando restiamo troppo a lungo in un posto che non è adatto a noi, ciò che custodiamo nel cuore a poco a poco si consuma finché ci ammaliamo: quella sera scoprii la forza delle persone e la fragilità.”

(citazione tratta dal testo)

Le sorelle sono Guriko e Donko, diverse ma accomunate dalla stessa voglia di aiutare l'altro. Donko è più energica e indipendente anche se scappa dall'amore. Lavora nella redazione di una rivista femminile ed è lei che si occupa di scrivere e rispondere alle mail. Guriko, invece, è più solitaria e taciturna. È lei che si occupa di controllare tutto il lavoro della posta del cuore, archivia, controlla, invia i messaggi e pensa a cosa rispondere. Guriko è la voce narrante del libro, il flusso di coscienza, la voce che ci permetterà di entrare nella storia e nella sua anima. Un'anima sofferente, che ha bisogno di chiudersi in se stessa lasciando il mondo fuori per assaporare ogni attimo, per vivere ogni stato d'animo o emozione e poi tornare a emergere. Lei sarà la nostra guida nel comprendere che la morte non deve essere vista solo in maniera negativa, un abbandono assoluto, ma come una ricrescita per la persona che rimane in vita. Ci ricorda che si può affrontare il presente solo se si ha il coraggio di affrontare il passato, perché solo così si può tornare a riemergere. Ci insegna che non si può fuggire dai problemi e dalla sofferenza, ma che bisogna imparare ad accoglierli, interiorizzarli e trasformarli in qualcosa di positivo, come ad esempio prendendosi cura degli altri come fanno le sorelle Donguri, oppure amando e perdonando se stessi.

(...) il colore della sofferenza è diverso per ognuno di noi.”

(citazione tratta dal testo)

Banana Yoshimoto ci ha regalato un altro piccolo gioiellino, un libro breve e dalla storia minimale. Un romanzo introspettivo che ci pone davanti a noi stessi, stimolando i nostri pensieri e le nostre sensazioni.

Banana Yoshimoto ha scritto un testo delicato e triste che affronta temi importanti come la morte, il dolore, la rinascita, regalando sempre speranza, e lo fa con la sua consueta leggerezza che non è superficialità, ma il suo modo particolare di creare e regalare storie profonde senza risultare pesante e angosciante.

Un libro che ho amato tantissimo e che ho percepito come un balsamo per le mie sofferenze e fragilità. Un libro che mi ha aiutata ad avere una visione diversa del dolore e che è arrivato al momento giusto e con la giusta dose di delicatezza e sensibilità.

Un testo che consiglio caldamente, chissà che non possa aiutare anche voi a trovare quel briciolo di speranza e forza che state cercando. Saluto Guriko e Donko e mi avvio alla prossima lettura e al prossimo passo della mia vita con una speranza e un abbraccio in più.

Buona lettura.



Marianna Di Bella