venerdì 2 agosto 2024

Recensione: "La bibliotecaria del Castello di Windsor" - Daisy Wood

 

la bibliotecaria del castello di windsor, recensione, seconda guerra mondiale, libro, ebook, inghilterra
Titolo: La bibliotecaria del Castello di Windsor

Titolo Originale: The Royal Librarian

Autrice: Daisy Wood

Editore: Newton Compton Editori






Buongiorno lettori,

oggi voglio parlarvi di un libro che ho apprezzato moltissimo. Solitamente, quando nella trama di un testo leggo le parole: “Seconda guerra mondiale”, la mia curiosità e il mio interesse si accendono, spingendomi a leggere e scoprire un altro testo che mi permetta di ampliare la mia conoscenza di questo periodo storico. Questo romanzo non ha fatto eccezioni perché, appena ho letto la trama, ne sono rimasta affascinata. Desideravo leggerlo consapevole che le aspettative potevano deludermi, rivelandosi un storia poco interessante, scritta male o poco aderente alla realtà dei fatti.

Ho iniziato la lettura con molta calma e senza nessuna aspettativa ma, pagina dopo pagina, la storia mi ha letteralmente catturata. La storia di Sophie, la protagonista, è affascinante, emozionante, intrigante. Coinvolgente al punto da ritrovarmi a leggere pagine su pagine senza interruzione e senza un attimo di noia. Alcuni passaggi ed episodi mi hanno profondamente emozionata e commossa, altri, seppur semplicemente descrittivi, mi hanno regalato un quadro storico particolareggiato e approfondito, come ad esempio la vita all'interno del Castello di Windsor durante il secondo conflitto mondiale.

Non possiamo aspettarci che le perone capiscano ciò che abbiamo vissuto, ma non possiamo nemmeno dimenticare il passato.”

(citazione tratta dal testo)

Ho amato questo romanzo dall'inizio alla fine. Non ci sono state parti che mi hanno annoiata, al contrario hanno sempre tenuto desta la mia attenzione, anche quando la storia compiva un salto temporale, spostandosi al presente.

La storia è costruita su due piani temporali: il 2022 e il 1938.

Nel 1938, troviamo Sophie Klein, la nostra protagonista, una giovane bibliotecaria che vive a Vienna con la sua famiglia, composta da una mamma pasticcera, il papà bibliotecario e la sorellina Hannah. Una famiglia tranquilla, serena con sani principi e per metà ebraica. Una famiglia che viene sconvolta, in poco tempo, dall'arrivo dei nazisti e di Hitler. La città è in pieno fermento ed eccitazione per questo ritorno e gli episodi antisemiti si intensificano notevolmente con azioni violente e umilianti, ed è proprio in uno di questi eventi che suo padre muore, la madre viene arrestata e Sophie si ritrova in poco tempo ad essere responsabile della vita della sorellina. Devono abbandonare Vienna. Hanno i passaporti ma nessuno che faccia loro da garante per poter ottenere i visti e fuggire.

Destino vuole che la sua abilità nel parlare fluentemente inglese, grazie alle origini della madre, venga notato dall'ambasciata inglese che le propone una via d'uscita: trasferire la sorella in America e far lavorare Sophie come spia per i servizi segreti britannici presso la Biblioteca del Castello di Windsor. Deve recuperare e catalogare lettere e documenti delicati, al servizio del bibliotecario reale e, soprattutto, tenere desta l'attenzione e reperire informazioni vitali, perché una grave minaccia grava sulla corona inglese: una cospirazione per destituire il re e mettere un governo fantoccio guidato dai nazisti.

Sarà vero? Se sì, riuscirà Sophie ad aiutare la Corona Inglese e i servizi segreti britannici?

Per ora non possiamo saperlo, perché dobbiamo fare un salto temporale e ritrovarci negli Stati Uniti d'America nel 2022.

Siamo a Filadelfia per seguire le vicissitudini di Lacey, una ghostwriter piuttosto conosciuta, che cela un segreto che non ha confessato a nessuno, nemmeno alla sua amata sorella Jess o alla nonna Gubby. Ma è su Gubby che dovremmo soffermarci perché Lacey scopre casualmente che l'amata nonna è nata a Vienna e si è trasferita negli Stati Uniti prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale. Lacey cerca di avere informazioni dalla nonna, ma quando inizia a fare domande la donna si chiude a riccio. Perché? Cosa nasconde l'anziana signora? E Sophie che fine ha fatto? Le due donne sono legate?

Lascio a voi il piacere di scoprirlo, io non posso e non voglio raccontarvi altro per non togliervi il piacere della scoperta e della lettura.

...in questo modo aveva oltrepassato una linea. Da un luogo sicuro era entrata in un territorio sconosciuto, e non poteva più tornare indietro.”

(citazione tratta dal testo)

“La bibliotecaria del Castello di Windsor” è un romanzo emozionante e intrigante. La lettura è scorrevole e coinvolgente con colpi di scena che, sinceramente, non mi aspettavo e mi hanno stupita e in alcuni punti commossa, ma non posso dire molto altrimenti vi svelerei la storia. I dialoghi sono ben costruiti così come i personaggi che ho trovato ben strutturati, in particolare la parte psicologica. L'autrice, attraverso il racconto, dà voce e intensità alle loro emozioni, paure, e solitudini.

Molte sono le tematiche trattate: l'amore tra sorelle, la paura della guerra, la mancanza di fiducia in se stessi, la perdita della famiglia, la violenza sulle donne, la felicità etc.

Sophie pensò che la guerra li avrebbe tutti messi alla prova in modi che non potevano prevedere. Alcuni sarebbero stati liberati, altri distrutti, e chi poteva dire in quale campo si sarebbe trovata alla fine di tutto?”

(citazione tratta dal testo)

Realtà e finzione si mescolano e si amalgamo perfettamente e, personalmente, non ho mai avuto la sensazione di leggere qualcosa di artefatto e troppo distante dalla realtà.

E se fosse realmente accaduto? È proprio da questi se che l'autrice è partita per creare una storia avvincente e interessante.

In breve, ho preso alcuni fatti e molta immaginazione, partendo da un gigantesco “e se?”. Spero che i lettori perdoneranno la mia temerarietà e si godranno il viaggio.”

(citazione tratta dal testo)

Io ringrazio l'autrice perché il viaggio me lo sono goduto pienamente e credo che più avanti tornerò a rifugiarmi tra le sue pagine per ritrovare Sophie e tutti gli altri personaggi, in particolare la regina Elisabetta. Tornerò a leggere per rivivere quelle atmosfere e scoprire tutti quei particolari che, ad una prima lettura, possono sfuggire.

Auguro a voi un buon viaggio e una buona lettura.



Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia dell'ebook

mercoledì 31 luglio 2024

Recensione: "La donna del ritratto" - Kate Morton

 

la donna del ritratto, recensione, libro, libri il nostro angolo di paradiso
Titolo: La donna del ritratto

Titolo Originale: The Clockmaker's Daughter

Autrice: Kate Morton

Editore: Sperling & Kupfer




Londra. Estate 2017


Elodie Winslow è una giovane archivista londinese e lavora presso la Stratton-Cadwell & Co, Ama profondamente il suo lavoro; catalogare e archiviare vecchi documenti le regala la sensazione di riportare alla luce la vita delle persone.

Un pomeriggio estivo, durante l'orario lavorativo, decide di controllare, esaminare e catalogare il contenuto di uno scatolone ritrovato nell'edificio. Non si sa da dove provenga, ma appena Elodie lo apre avverte subito una sensazione di familiarità con due oggetti in particolare: un album da disegno e la fotografia di una giovane donna in abiti vittoriani.

Era giovane, con i capelli chiari lunghi, chiari ma non biondi, raccolti in parte in uno chignon; lo sguardo era deciso, il mento un po' sollevato, gli zigomi alti e le labbra arricciate in un'espressione di sollecitazione intelligente, forse persino di sfida.”

(citazione tratta dal testo)

Sfogliando l'album da disegno, Elodie trova un foglietto su cui è scritto:

La amo, la amo, la amo, e se non potrò averla perderò la ragione, perché quando non sono con lei ho paura che....”

(citazione tratta dal testo)

Chi l'ha scritto? A chi è riferito? Si tratta di un amore contrastato o non corrisposto?

Queste sono alcune delle domande che la nostra protagonista si pone guardando affascinata quegli oggetti. Ne è talmente attratta che decide di indagare sul passato e la storia che si cela dietro di loro.

Questo ci porta a fare un salto indietro nel tempo, esattamente nell'estate del 1862. Siamo a Birchwood Manor, una grande casa di campagna situata nell'Oxfordshire. Una casa misteriosa, piena di luce che per quell'estate prenderà vita grazie alla presenza del proprietario e dei suoi ospiti. Un gruppo di artisti guidati da Edward Radcliffe, un giovane appassionato, pieno di vita, eclettico, carismatico, in grado di attirare e accendere gli entusiasmi delle persone che lo circondano. Edward è un promettente pittore, membro illustre della Royal Academy e promesso sposo di una giovane facoltosa.

Il ragazzo decide di invitare i suoi amici e colleghi per un intero mese nella tenuta di campagna, dedicandosi completamente alla pittura, alla poesia, alla scienza, ai racconti, all'invenzione, in un continuo scambio e confronto di idee. Ma il nostro protagonista nasconde qualcosa dietro questa generosa ospitalità. Cosa? È ancora troppo presto per svelarlo, ciò che sappiamo con precisione è che quell'estate verrà interrotta da un tragico evento che sconvolgerà il presente e futuro di tutti gli ospiti e farà calare il buio sul gruppo e i suoi ricordi.

Due ospiti inattesi.

Due antichi segreti.

Uno sparo nel buio.”

(citazione tratta dal testo)

Una rapina, un omicidio, e una sparizione si legheranno per secoli al destino di Birchwood Manor. Un mistero che rimarrà insoluto fino a quando, tra continui salti temporali e l'aiuto del fantasma legato alla dimora, non ci aiuteranno a capire e svelare cosa è accaduto realmente quell'estate del 1862.

Devo essere sincera, per me non è stata una lettura facile e godibile. L'ho trovata particolarmente fastidiosa e macchinosa nella costruzione narrativa. I troppi misteri da svelare, gli eccessivi salti temporali, in anni e epoche diverse, e gli innumerevoli personaggi che si avvicendano nel romanzo, mi hanno creato difficoltà durante la lettura, rendendola ostica e noiosa.

I personaggi apparentemente sembrano non avere nulla in comune, appaiono singolarmente in epoche diverse e gli unici elementi che li legano l'uno all'altro sono la casa e il fantasma. Alcuni sono ben caratterizzati, descritti in maniera accurata e approfondita, mentre per gli altri non ho trovato la stessa attenzione. Sono del parere che alcuni meritassero molto più spazio perché avrebbero facilitato la comprensione della trama, rendendo il romanzo più piacevole.

L'unico personaggio che ho trovato più interessante, rispetto agli altri, è Edward Radcliffe. È carismatico anche quando non è presente, quando viene solamente citato e riportato in luce dai ricordi del fantasma e degli altri personaggi.

I ricordi sono necessari per tenere vive le cose e le persone del passato.”

(citazione tratta dal testo)

La protagonista, che all'inizio sembrava essere Elodie, in realtà si perde nelle storie delle altre persone, tanto da diventare un personaggio piatto e poco influente.

Unica protagonista e voce narrante è Birdie Bell, il fantasma nonché la donna del ritratto. Lei è il filo che lega tutti i personaggi tessendo la trama di questo romanzo. Attraverso i suoi ricordi riusciremo a conoscere e svelare il mistero della casa, ma anche la vera identità del fantasma.

Sono spariti tutti molto tempo fa, lasciandomi sola con le mie domande. Nodi impossibili da sciogliere che mi ostino a rigirare tra le dita, enigmi che tutti hanno dimenticato, tranne me. Perché per quanto mi sforzi, io non dimentico nulla.”

(citazione tratta dal testo)

Questo romanzo non l'ho apprezzato in pieno, secondo me poteva rendere meglio. La prima parte del testo, per intenderci quella della scoperta dell'album da disegno e del ritratto, l'ho trovata bella e coinvolgente, tanto da leggere velocemente le pagine contenta di aver trovato una storia in grado di piacermi subito, ma andando avanti con la lettura mi sono ricreduta. I continui salti temporali, i tantissimi personaggi e la struttura narrativa hanno rallentato la mia lettura, rendendola faticosa e noiosa.

Ho avuto spesso la tentazione di abbandonare il libro, ma la curiosità mi ha spinta a proseguire per conoscere l'autore del delitto e svelare il mistero. Un mistero che, sinceramente, mi ha delusa. Il finale non ha particolari colpi di scena, anzi è piuttosto triste e con degli epiloghi frettolosi e superficiali. Ho chiuso il libro con la netta sensazione che molte cose meritassero più attenzione e una spiegazione più approfondita.

...la verità di una storia dipende sempre dal suo narratore.”

(citazione tratta dal testo)

“La donna del ritratto” è il primo libro che leggo di Kate Morton. So che è molto amata, così come i suoi libri, ma io non ho apprezzato questo romanzo. Darò comunque un'altra possibilità ai suoi testi, perché, nonostante tutto, la prosa e le descrizioni sono belle e particolareggiate.

In attesa di leggere un altro suo libro, vi auguro una buona lettura.




Marianna Di Bella