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venerdì 20 marzo 2026

Recensione: "Sguardi" - Olga Rita Rovai

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Titolo: Sguardi

Autrice: Olga Rita Rovai

Editore: Giovane Holden Edizioni





Dal silenzio

ho sgranato

parole

con la poesia

le ho raccolte.

(Olga Rita Rovai)


Pensieri. Emozioni. Parole.

Abitano dentro di noi e parlano...urlano...sussurrano alla nostra anima. Chiedono di essere ascoltate, accolte. Alcune chiedono di essere custodite e riposte in un angolo del nostro essere, altre, invece, premono per uscire e comunicare con l'esterno.

Premono per prendere forma, così, le posiamo su fogli bianchi e loro prendono vita.

Frasi.

Racconti.

Romanzi.

Diari.

Poesie.

Forme espressive diverse accomunate dalla voglia di comunicare e dare voce al proprio essere. In questa silloge, la poetessa Olga Rita Rovai, ci accompagna all'interno di poesie che descrivono con delicatezza, eleganza e sensibilità la vita che ci circonda. Ci ricorda, inoltre, quanto sia importante posare lo sguardo sul nostro Io più profondo, facendo emergere la nostra parte emotiva, delicata ma, anche l'amore, la paura, la vita quotidiana etc.


Un tocco

un sussurro

un custodire

una vicinanza

una testa accolta

una bocca allentata

una lettera d'amore alla fragilità.

Una crepa nell'ego.


Gocce di caramello

il liquido caldo che si espande.

("La Tenerezza" - Olga Rita Rovai)



Ogni poesia, presente in questo libro, rappresenta un frammento di vita che riporta alla luce ricordi, nostalgie, ma anche riflessioni sulla vita e su tematiche importanti. Tematiche, come ad esempio, la guerra, l'utilizzo dei social, l'amore, la misericordia etc. che, esposte in forma poetica, toccano nel profondo l'animo umano inducendolo a riflettere sulla vita, la società, sull'Altro e su se stesso.


Ti ho vista in ospedale

stamani mattina

ti ho riconosciuta

dallo sguardo

inclinato all'indulgenza


eri con un padre, una madre

un figlio, un vecchio


riempivi uno spazio

ricco di rughe e di mistero

denso di compassione

morbido di amore


avevi la curva

di chi frequenta abbracci

e semina pazienza

agivi la pietà

e ti prendevi cura.

("La Misericordia" - Olga Rita Rovai)


“Sguardi” è una raccolta di poesie che, come abbiamo visto affronta diverse tematiche, ma è anche il mezzo attraverso cui imparare ad ascoltare ciò che ci circonda, in particolare, il silenzio e l'amore. Un amore ricco di sfaccettature, misericordioso, tenero.

L'amore che cura la nostra anima e che tutti, prima o poi, siamo destinati a sentire e vivere.

L'amore per la propria madre di cui si conoscono e riconoscono in noi i gesti, i pensieri che si amalgamo in un unico essere.

“...

Vivo ogni giorno

con una te in me

da amare e combattere

di te sono impastata.”

(estratto della poesia “Mamma” - Olga Rita Rovai)


“Sguardi” è una raccolta poetica che ho apprezzato molto. Alcune poesie le ho sentite mie, il loro messaggio mi ha toccato profondamente e mi sono ritrovata nello stato d'animo descritto e vissuto. Altre, al contrario, non hanno avuto lo stesso impatto emotivo, ma comunicano, comunque, una profondità di pensiero e tematiche su cui occorre riflettere, perché il loro messaggio ci pone di fronte all'anima dell'Altro.

Guardare e sentire l'Altro è importante, perché ci aiuta, non solo a comprendere le diversità, ma soprattutto, ad ed entrare in empatia con il suo essere e la sua vita.

Ci aiuta a crescere e a vedere il mondo in maniera diversa.

Ci aiuta a non cadere nell'aridità emotiva e a comprendere meglio noi stessi.


L'amore non si parla

lo avverti

intimamente dentro

è una piega gentile

dell'animo

bussa alle porte del cuore

dischiude la fiducia

promuove la passione

ed agisce nel contesto.


L'amore è cura

l'amore è adesso.


Quando non sei abitato dall'amore

quando per qualche ragione

gli hai dato lo sfratto

puoi solo metterti in affitto.

("Abitare l'amore" - Olga Rita Rovai)


Lasciatevi avvolgere e cullare dalle poesie di Olga Rita Rovai.

Buona lettura.


Marianna Di Bella


(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro

martedì 17 marzo 2026

Recensione: "Poesie per una donna" - Brice Grudina

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Titolo: Poesie per una donna

Autore: Brice Grudina

Editore: Giovane Holden Edizioni




“La vita ti sottopone a delle prove

per testare la tua forza.

Più andrai avanti col tempo

e più difficile sarà la prova,

ma più forte sarà la tua armatura.

Non temere la solitudine,

il tuo rifugio, il caos, il tuo pensiero,

sarà un passo necessario.

Limitati a coloro che ti amano davvero,

per quello che tu sei e per quello in cui tu credi:

ti applaudiranno quando un giorno

avrai vinto le tue lotte.

E ricordati, dovrai a loro non la spada,

ma la tua armatura.”


(“L'armatura” – Brice Grudina)


Negli ultimi sei anni la poesia è diventata il mio rifugio, il posto dove nascondermi per lenire il dolore profondo e lacerante che ha segnato, in maniera indelebile, la mia anima.

La poesia mi ha aiutata a guarire, a vedere il mondo e me stessa in modo diverso.

Ho ritrovato la mia essenza tra i versi poetici.

Ho ritrovato me stessa.

Quando ho iniziato a leggere “Poesie per una donna” di Brice Grudina, non sapevo quale viaggio poetico mi aspettasse. Ho aperto il libro e, poesia dopo poesia, mi sono ritrovata all'interno di un'anima sensibile, delicata, intensa ed empatica.


Poesie semplici. Delicate.

Poesie che arrivano dritte al cuore, svelandoci parte dell'anima dell'autore. Un'anima che parla alle nostre emozioni, permettendoci di rispecchiarci in esse e sentirle nostre.

Attraverso i suoi versi, non solo entriamo in contatto con una parte profonda di noi stessi, ma ritroviamo ciò che alcuni di noi tengono celato in un angolo della propria anima: delicatezza e comprensione dell'altro e di se stessi. Solo attraverso l'ascolto, l'attenzione, l'empatia possiamo tornare a comprendere e a prenderci cura di noi stessi e degli altri.

Cura ed empatia, infatti, sono le parole che meglio descrivono le poesie di Brice Grudina.

Il poeta dà voce ai silenzi, al tempo, all'amore. Fa emergere i sospiri, le emozioni, i sentimenti, la memoria ma anche la sofferenza, le urla di dolore e le cicatrici che segnano i volti e i corpi di molte donne.


“Per tuo orgoglio

il mio trucco si sciolse

e divenne un gran livido

nella terra senza vita

dove un tempo di amavo”


(“Per tuo orgoglio” - Brice Grudina)


“Poesie per una donna” è una raccolta poetica che celebra la donna.

È un inno, una carezza, una denuncia.

Un canto che celebra la figura femminile, sia essa donna, madre, figlia, amica, vittima di femminicidio.

Donne reali.

Immaginate.

Sconosciute.

Donne uniche che abitano questo mondo con coraggio e determinazione, perennemente in lotta per affermare se stesse.


“Ad ogni metro mi voltavo da lei

lei stava in piedi

agitava la mano

sempre più forte

e mi guardava

col timore

della sua ultima volta

del suo ultimo addio

consapevole

delle sue infinite lotte

delle sue mille battaglie

delle sue immense sofferenze

della mutabilità del nostro destino...”


(estratto da “Amore ma (E)terno” - Brice Grudina)


Personalmente ho apprezzato molto questa raccolta poetica. È vero, alcune poesie comunicano più di altre, ma questo è soggettivo, ed è legato più che altro al nostro vissuto e alla nostra sfera emotiva.

Posso però affermare in tutta sincerità che sarà difficile non trovare una poesia che non riesca a toccare le corde della nostra anima e a comunicare con la parte più profonda del nostro essere, perché sono versi che rappresentano il nostro vivere e sentire l'amore, noi stessi e l'Altro.


“Ricerca l'inchiostro

dentro una pagina stropicciata,

vale molto di più

di mille fogli puliti e stesi sul bianco.


Ritroverai l'essenza,

il piacere dell'Altro.


Ti accorgerai che in fondo,

dentro a un cosmo celeste,

tu seguirai sempre e solo una stella.”


(“Essenza” - Brice Grudina)


Tornerò sicuramente a immergermi tra i versi di Brice Grudina, perché sono convinta che ci sia ancora altro da scoprire e comprendere.


Lasciatevi avvolgere dai suoi versi e...buona lettura



Marianna Di Bella




(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro

venerdì 16 dicembre 2022

Recensione: "Il cobra fuma la pipa" - Marisa Piccioli

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 Titolo: Il cobra fuma la pipa

Autrice: Marisa Piccioli

Editore: Giovane Holden Edizioni




Sono tante le storie riguardanti il periodo della Seconda Guerra Mondiale, molte si conoscono, altre sono state dimenticate, perse tra i cassetti della memoria. È importante ricordare e preservare questi eventi, perché rappresentano, non solo il bagaglio storico di una nazione o di un popolo, ma anche una preziosa eredità per le generazioni future.

Ricordare per non commettere gli stessi sbagli.

Ricordare per dare nuova luce a episodi conosciuti da pochi, per dare il giusto valore a imprese compiute da donne e uomini valorosi che hanno dato la propria vita per la libertà di un Paese, di una popolazione.

Io, ad esempio, non sapevo nulla della F.E.B., Força Expedicionária Brasileira, le forze brasiliane presenti in Italia durante il secondo confitto mondiale. I soldati, guidati dal generale Joao Batista Mascarenhas, sbarcarono a Napoli nel 1944, in appoggio all'esercito statunitense, per liberare il territorio italiano dalla presenza nazifascista. Molti di loro decisero di arruolarsi non solo per liberare l'Italia, ma perché avvertivano l'esigenza di difendere la terra dei propri avi.

Queste divisioni non facevano parte dell'esercito regolare brasiliano e per questo motivo non avevano un addestramento e un equipaggiamento idonei, così, vennero aiutati dall'esercito statunitense. Tra di loro vi erano diverse difficoltà comunicative e relazionali perché i soldati brasiliani non conoscevano l'inglese, invece, grazie alla conoscenza di alcune parole in italiano, retaggio delle loro origini, riuscirono a creare un buon legame con la popolazione civile, che li accolse in maniera aperta e affabile.

Come tutte le forze militari, anche loro avevano il proprio simbolo e grido di battaglia: “il cobra fuma la pipa”. Termine legato a delle maldicenze che affermavano che era più facile vedere un cobra fumare che i brasiliani combattere in Europa; ma, a dispetto delle voci, loro erano lì e si sono fatti valere contribuendo alla liberazione di alcuni territori della Toscana, sconfiggendo i nazisti sui campi della Linea Gotica

La loro presenza, sul territorio italiano, si lega in modo particolare alla città di Pistoia, ed è proprio qui che si svolgerà il romanzo scritto da Marisa Piccioli. Un testo dedicato alla F.E.B. e all'amichevole rapporto creatosi con la popolazione civile. Un legame fatto di sostegno e amicizia.

Protagonista del romanzo è il tenente Manuel Amèrico de Almeida, giornalista nella vita e nell'esercito. Il suo compito consisteva nel redigere resoconti sugli avvenimenti vissuti e intrapresi dall'esercito brasiliano. Il suo destino di uomo e soldato, si intreccerà con le vite dei suoi commilitoni, i civili e i partigiani. Intrecci che daranno vita a delle vere e proprie amicizie che dureranno anche oltre la fine della guerra.

Nel romanzo, Manuel, si ritroverà, insieme al sergente Miguel a cercare Elisa.

Chi è Elisa? Beh posso svelarvi, senza anticipare nulla, che Elisa è la sorella di Lina, amica del nostro protagonista. Quando la ragazza scompare misteriosamente, Lina chiederà aiuto a Manuel per ritrovarla. Una ricerca difficile per l'uomo, perché si sa poco degli spostamenti della ragazza, l'unica cosa certa è che voleva raggiungere e salutare Matteo, il fidanzato, in partenza per unirsi con le forze partigiane. Ma accadrà qualcosa durante il tragitto, perché Elisa verrà catturata e portata via.

Dove? Da chi? È questo il mistero che dovranno sbrogliare Manuel e Miguel avvalendosi dell'aiuto dei partigiani e, in particolare, della popolazione civile.

Il romanzo inizia proprio con il capitolo dedicato alla cattura di Elisa, ma il lettore rimarrà subito perplesso e pieno di domande perché tutto è avvolto dal mistero e dalla poca chiarezza. Le domande, purtroppo, non avranno subito delle risposte esaustive perché il capitolo successivo cambierà totalmente registro narrativo, presentando le forze brasiliane. Qui verranno date nozioni riguardanti il motivo della loro presenza nel territorio italiano, la spiegazione del nome, del grido di battaglia e di come è nato il simbolo. Tutte informazioni interessanti ma, ad essere sincera, questo cambio narrativo, mi ha lasciata perplessa, perché non riuscivo a capire quale fosse la struttura scelta dall'autrice: romanzo, testo storico, romanzo storico etc. Ho continuato a leggere spinta più che altro dalla curiosità ma, piano piano, ogni pezzetto è andato al suo posto dandomi, così, la visione d'insieme dell'intera storia e lasciandomi piacevolmente sorpresa.

La trama è interessante, incalzante nonostante la confusione iniziale e dei dialoghi, a mio parere, ridotti all'essenziale. Avrei preferito un po' più di approfondimento, non dal punto di vista storico, ma per quanto riguarda una costruzione psicologica e caratteriale dei personaggi, dando risalto ai loro pensieri; ma questo è semplicemente il mio parere personale, mentre probabilmente l'autrice voleva dare al testo un ritmo più incalzante alle indagini e alla ricerca. Questo, però, non vuol dire che il romanzo non mi sia piaciuto, al contrario l'ho trovato gradevole e scorrevole nella lettura. Ho apprezzato, in modo particolare, la scelta da parte dell'autrice di evidenziare il rapporto che si instaura tra le forze brasiliane e i civili, e di dare risalto ad alcuni elementi come: l'amicizia, la speranza, il tradimento, lo spionaggio e la voglia di vivere e combattere per la libertà.

Marisa Piccioli ci ha regalato, anche questa volta, la possibilità di conoscere qualcosa in più sul secondo conflitto mondiale, presentandoci protagonisti diversi dai soliti eserciti inglesi, americani, tedeschi o russi. Amo studiare il periodo della Seconda Guerra Mondiale, e questo ennesimo libro mi ha aiutata ad aggiungere un ulteriore tassello alla conoscenza di questo periodo storico.

Chi ha preso Elisa? Riusciranno Manuel, Miguel e Matteo a ritrovarla? A voi la scoperta, io non dirò nulla se non...Buona lettura!!



Marianna Di Bella




(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro

mercoledì 13 novembre 2019

Recensione: "Little Big River" - Marisa Piccioli

libro, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, esercito indiano, seconda guerra mondiale, partigiani, italia, alleati
Titolo: "Little Big River"
Autrice: Marisa Piccioli
Editore: Giovane Holden Edizioni




La Seconda Guerra Mondiale ha rappresentato nel panorama mondiale e storico, un periodo estremamente violento, doloroso e di grandi stravolgimenti. Una guerra combattuta su più fronti, che ha visto impegnati soldati di tutto il mondo, intervenuti per riportare pace lì dove qualcuno, invece, ha seminato solo atrocità, morte e distruzione. Un conflitto che ha visto eventi intrecciarsi e concatenarsi, creando pagine su pagine di storia. Episodi ancora oggi sono poco conosciuti che piano piano riprendono vita grazie a storici e autori che decidono di far riemergere, attraverso libri, saggi e romanzi, avvenimenti e persone che rischierebbero di finire nell'oblio della memoria della storia.
Marisa Piccioli ha recuperato una parte di questa storia trasformandola in un romanzo in cui racconta le gesta dei partigiani e degli alleati anglo-americani giunti sull'Appennino tosco – emiliano per sferrare l'attacco e superare la Linea Gotica.
Attraverso documenti ufficiali e ricerche storiche, l'autrice ha narrato la situazione dell'Italia centrale e dell'esercito indiano, collocandolo e contestualizzandolo all'interno di un romanzo in cui sono presenti anche i partigiani e i civili che, con il loro aiuto, hanno sostenuto l'avanzata, lottando contro un nemico comune.
Gli Alleati giunti nella zona dell'Appennino tosco emiliano, trovarono una situazione territoriale completamente diversa da quella studiata sulle mappe: ponti distrutti dai tedeschi durante la ritirata, montagne difficili da superare, pioggia, fiumi esondati che bloccavano il passaggio delle jeep e dei rifornimenti, rallentando e ostacolando l'avanzata. Così, dopo una lunga riunione strategica tra le forze alleate, si decise che il compito dell'Ottava Divisione Indiana, insieme al supporto canadese e neozelandese, consistesse nel ricostruire le vie di collegamento per assicurare di nuovo il passaggio dei rifornimenti e dei mezzi di trasporto. Questo perché i sepoy, soldati semplici di fanteria, erano veloci, rapidi sulle montagne e dotati di iniziativa e capacità negli interventi sui campi di battaglia.

“Ali e i suoi compagni si sentivano uniti e questo si avvertiva ogni volta nelle azioni militari. Avevano acquisito solidarietà e spirito di appartenenza alla squadra pronta in ogni momento, ma erano stanchi della guerra. Non vedevano l'ora di tornare a casa.”
(citazione tratta dal testo)

Nello stesso scenario di intervento dell'esercito indiano, c'erano anche i partigiani che con i loro attacchi e opere di sabotaggio ostacolarono le attività dei tedeschi.
Tra i partigiani della Brigata Garibaldi troviamo Andrea, il fidanzato di Anna, la protagonista del libro. Anna è una giovane ragazza che, prima della guerra, conduceva una vita tranquilla fatta di lavoro e uscite in compagnia delle amiche per andare a ballare o al cinema. Una vita semplice fatta di sogni, spezzati e interrotti da un conflitto atroce e crudele.

“Quella sera fu importante per lei e la ricordò spesso quando i tempi divennero difficili. Quegli istanti di gioia, di serenità coinvolgevano tutti, niente di più importante per unire le persone e farle sentire vicine le une alle altre. Da quel momento si sarebbero sentiti chiamati in causa, responsabili gli uni per gli altri, pronti a intervenire nei momenti del bisogno, disposti a rischiare la propria vita per quella altrui.”
(citazione tratta dal testo)

In questo scenario si snoda il romanzo e la storia dei diversi protagonisti che la compongono.
Un romanzo breve che arricchisce la nostra conoscenza storica di un ulteriore tassello. Il libro si divide in quattro parti, ognuna dedicata a un personaggio o episodio storico. Nella prima parte, la protagonista è Anna che con la sua storia e il suo sostegno ai partigiani ci permette di comprendere meglio la situazione di quei luoghi. La seconda parte, invece, è dedicata all'esercito indiano, e qui la narrazione è più descrittiva e per me più interessante perché amo conoscere e scoprire ogni aspetto del secondo conflitto mondiale, arricchendo di ulteriori nozioni la mia conoscenza storica. Mentre nella terza e quarta parte vengono narrati i momenti della liberazione delle città e l'epilogo finale.
I capitoli sono brevi e la narrazione è stringata, telegrafica, spesso asettica, sembra quasi di leggere dei bollettini di guerra in cui vengono elencati avvenimenti senza alcun coinvolgimento emotivo e, sinceramente, mi aspettavo più empatia con i fatti narrati e i protagonisti, in particolare con Anna di cui avrei voluto conoscere meglio, e in maniera più approfondita, il suo lato emotivo, i suoi pensieri e le sue sensazioni.
Personalmente avrei dato più spazio agli avvenimenti riguardanti l'esercito indiano, per evidenziare il loro supporto militare, spiegando in maniera più approfondita i loro compiti, così come mi aspettavo un legame e un intreccio più consistente tra i vari protagonisti, invece, di sembrare storie a se stanti.
Dal punto di vista storico è estremamente interessante ma, a mio parere, manca di coinvolgimento empatico con il lettore e la storia.

“Non è semplice per gli alleati, né per chi conosce queste zone. Noi ci spostiamo a piedi nei luoghi in cui siamo cresciuti e conosciamo ogni anfratto o grotta in cui nasconderci, ma ci sono bombardamenti continui e scontri armati che rendono difficile ogni movimento.”
(citazione tratta dal testo)

Buona lettura!



(Marianna Di Bella)



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro.

giovedì 8 agosto 2019

Recensione: "I pasticci di Leonardo" - Simona Bertocchi

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Titolo: "I pasticci di Leonardo"
Autrice: Simona Bertocchi
Editore: Giovane Holden





Cosa hanno in comune un vecchio quaderno, i dolci e Leonardo Da Vinci?
Apparentemente nulla, ma il mistero e gli enigmi, non ancora risolti, che circondano la figura del grande artista, rendono questi tre elementi ancora più interessanti, al punto da stuzzicare la nostra curiosità.
Tre elementi che amalgamati e impastati bene dalle sapienti parole di Simona Bertocchi, danno vita a questo romanzo stuzzicante, fresco e piacevolmente interessante.
Ma andiamo con ordine, altrimenti rischiamo di creare solo confusione.
Siamo a Vinci, un comune situato nel cuore della Toscana alle pendici del Montalbano, un massiccio collinare ricco di vigneti e oliveti. Un comune piccolo e accogliente, che ha dato i natali al grande artista Leonardo da Vinci.
In questa piccola località vive anche uno dei nostri protagonisti, Ascanio Righi, un pasticcere la cui vita è segnata da alti e bassi. Durante un trasloco, trova un vecchio quaderno ingiallito, apparentemente di poco valore, le cui pagine custodicono pensieri confusi, disegni e ricette di dolci.
Ricette in grado combinare profumi e sapori in maniera originale e innovativa, dando vita e forma a dolci singolari, audaci e dai poteri taumaturgici.
Ricette insolite e stravaganti come il suo creatore: Leonardo Da Vinci.
Una scoperta che darà inizio a una lunga ricerca sulla veridicità del taccuino, sulla vita dell'artista e sulle sue ricette che cambieranno la vita di Ascanio.
Come? Be' per capire cosa è accaduto in passato e cosa accade nel presente, dovrete lasciarvi incantare dalle parole dell'autrice che vi catapulterà all'interno di un romanzo avvicente e particolare.

“Leonardo era un uomo di pensiero che godeva a lasciare inconclusa l'opera per il piacere di cercarne continuamente l'anima e l'essenza. L'elaborazione di un'idea era più potente di tutto, anche il più grande capolavoro per Leonardo era migliorabile, nulla era perfetto.”
(citazione tratta dal testo)

Leggere il libro vuol dire intraprendere un viaggio temporale tra passato e presente, dove le storie di Ascanio e Leonardo si snoderanno e intrecceranno, svelandoci la vita dell'artista, evidenziando alcuni punti importanti che ci permetteranno di comprendere meglio la sua figura poliedrica e stravagante.
Figlio illeggittimo del giovane notaio Piero da Vinci e di Caterina, una modesta ragazza, cresce con il nonno paterno Antonio da Vinci, che si occuperà della sua istruzione ed educazione.
Essere figlio illeggittimo ha sempre influenzato la sua vita, in modo particolare il suo carattere malinconico, curioso, creativo, stravagante, anarchico, con un senso del gusto e dell'olfatto molto sensibili. Tutte queste caratteristiche gli hanno permesso di sviluppare una grande sensibilità e una visione dell'arte, delle scienze e della tecnica completamente diversa dai canoni dell'epoca.

“L'arte di Leonardo andava oltre, raggiungeva l'inspiegabile, esprimeva il genio visionario del suo pittore, i personaggi e l'ambiente fluivano unendosi armoniosamente sulla tela, i movimenti non erano artificiosi, la natura trovava respiro, la luce e le ombre si stendevano per esaltare, nascondere o velare di malinconia.”
(citazione tratta dal testo)

Un artista in continua esplorazione del mondo, la cui espressività, tecnica e stile hanno caratterizzato e influenzato la sua vita e le sue opere, permettendo a Simona Bertocchi di dare vita a un romanzo in cui evidenzia un lato sconosciuto a molti, dando risalto al suo lato più intimo e creativo, dove la cucina e i dolci in particolare, sono i protagonisti assoluti.
L'autrice è riuscita, anche questa volta, a coniugare in maniera brillante l'arte, la storia e la fantasia, creando un romanzo piacevole, coinvolgente e molto interessante.
I dolci sono il filo conduttore che legano e avvolgono i protagonisti, segnando e scandendo il ritmo di lettura e i passaggi della vita di Leonardo.
Le descrizioni sono attente, precise, vere e ci permettono di contestualizzare il periodo storico, comprendendo la situazione politica, sociale e culturale dell'epoca, vivendo appieno la vita fiorentina, tra botteghe, feste e intrighi politici.
La lettura è fluida e coinvolgente e Simona Bertocchi è riuscita, attraverso la sua scrittura, a trasmettere al lettore il suo grande amore per l'arte, la sua capacità descrittiva, ammaliandolo pagina dopo pagina, tenendo sempre accesa la sua curiosità.

“I suoi disegni erano l'espressione del tormento e delle illusioni che smuovevano il suo essere, le linee e le sfumature sembravano tracciate da un artista di professione.”
(citazione tratta dal testo)

Lasciatevi conquistare dalla creatività e curiosità di Leonardo da Vinci.
Lasciatevi ammaliare dalla figura del grande artista.
Sfogliate il libro e immergetevi tra le sue pagine, il viaggio sarà piacevole e interessante.
Buona lettura!



(Marianna Di Bella)


(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro.

mercoledì 2 agosto 2017

Recensione: "Lola Suàrez" - Simona Bertocchi


Titolo: "Lola Suàrez"
Autrice: Simona Bertocchi
Editore: Giovane Holden Edizioni



Volete venire con me in un viaggio unico e irripetibile?
Un viaggio, in grado di toccare le più profonde corde della vostra anima?
Siete pronti a conoscere una terra passionale e malinconica, un passato doloroso e una famiglia distrutta?
Bene, preparatevi perché quando ritornerete, vi renderete conto di essere cambiati profondamente, il vostro sguardo si poggerà sulle cose e sulle persone con la consapevolezza che dietro ogni essere umano, esiste un passato fatto di lacrime silenziose, dolore e malinconia.
Ora chiudete gli occhi e lasciate andare i vostri pensieri e i vostri problemi, accantonateli da una parte, per un po' di tempo non pensate a loro, in questo momento vi serve solo tanta immaginazione e sensibilità d'animo. Pronti?
Bene, siamo a Buenos Aires, precisamente a Plaza de Mayo. Una delle piazze più famose, il cuore della città. Volgete lo sguardo intorno a voi e vedrete la Cattedrale, la sede del governo, il Banco della Naciòn Argentina. Da lontano si vedono arrivare un gruppo di donne, marciano in silenzio tenendo in mano un foulard bianco con sopra scritto un nome. Sono le Donne di Plaza de Mayo. Il loro silenzio è un urlo straziante e al tempo stesso battagliero, verso quel governo che ha nascosto per anni la morte dei loro figli, scomparsi nel nulla.
Donne che dal 1977 marciano per conoscere la verità su quelle sparizioni.
Donne coraggiose che in quegli anni e in un paese maschilista, affrontarono il governo contestando silenziosamente, sventolando un foulard bianco con su scritto il nome del figlio o della figlia scomparsi.
Donne che ancora oggi lottano perché il governo si assuma le responsabilità del passato e per ritrovare i nipoti, adottati illegalmente dalle famiglie di quei militari che hanno torturato e ucciso i loro figli.
Donne che non vogliono sotterrare il loro passato, al contrario cercano di ridare identità ad un popolo sofferente e a nipoti mai conosciuti.
Donne che popolano questo libro, dando forza e carattere a questo romanzo.
La nostra protagonista è Lola Suàrez, figlia di Matilde Gonzales, desaparecida. Matilde era una donna coraggiosa, passionale, madre e moglie amorevole, giornalista impegnata, indipendente, una guerriera impegnata per la libertà di pensiero.
Nel maggio del 1977, un gruppo di uomini/militari mascherati, irrompono in casa Suàrez, prendono Matilde e la portano via per essere interrogata. L'interrogatorio non è altro che una parola dietro cui si nascondono torture, violenze fisiche e psicologiche, sevizie e alla fine morte. Il tutto nel più completo silenzio da parte dell'opinione pubblica, tenendo all'oscuro tantissime famiglie che dall'oggi al domani non vedono più i loro figli.
Diego Suàrez, marito di Matilde, si rende conto che lui e sua figlia Lola sono in pericolo e senza perdere tempo organizza la fuga, lasciandosi dietro un paese sofferente e la sua adorata moglie.
Fuga che li vedrà prima nascondersi in casa di amici fidati, per poi raggiungere il Canada paese che li ospiterà per alcuni anni per poi stabilirsi definitivamente a Barcellona.
Diego e Lola, riprendono in mano le loro vite senza dimenticare ciò che si sono lasciati dietro. Un dolore che porteranno sempre con loro, tatuato per sempre nel cuore.
Diego apre un piccolo ristorante; un locale che apre per gli aperitivi e chiude a notte tarda. Un posto che diventa ben presto luogo di ritrovo e punto di riferimento per tutti coloro che amano non solo mangiare, ma parlare di poesia, di politica, dove si canta, un luogo in cui i versi di Pablo Neruda e Garcia Lorca prendono vita e voce tra le mura del ristorante. Luogo dove si finisce sempre per ascoltare Lola, suonare la fisarmonica della madre. Musica che riporta tutti a quella terra lontana, che amano e sentono scorrere in modo impetuoso e passionale nelle loro vene.
Lola a volte aiuta il padre al ristorante, ma lei è soprattutto una pittrice. Realizza quadri meravigliosi che non hanno una tecnica precisa, non seguono nessuna corrente artistica, perché lei è una donna che segue l'istinto, vive di emozioni e sensazioni intense e dolorose.
Nonstante gli orrori che ha visto da piccola, ha mantenuto la gioia di vivere. È una donna bellissima, con grandi occhi castani, capelli indomabili e lunghi. Una donna passionale, impetuosa, dolce, piena di immaginazione, educata alla lealtà e generosità, divertente, ma al tempo stesso fragile e confusa.
Ha dentro di sé il fuoco dell'Argentina, che riesce a tirare fuori attraverso la pittura, la musica e il tango. Un ballo che l'aiuta a mantenere vivo il legame con la sua terra. Un ballo che è anima, passione, malinconia, è un modo di sentire la vita.
Vita che le scorre impetuosa nelle vene, vita che le ha tolto molto ma che forse potrebbe ridarle parte del suo passato. Come? Il giorno in cui Matilde venne presa e portata via, era incinta di sette mesi. Il trauma subito l'ha fatta entrare in travaglio, partorendo un bel bambino con una macchia rossa sul braccio destro. Matilde non sopravvive al parto e il bambino sparisce. Di tutto questo, si verrà a conoscenza solo molti anni più tardi, grazie al ritrovamento di un rapporto della polizia militare dell'epoca. Ritrovamento che riaccenderà la speranza di Lola nel cercare disperatamente suo fratello.
Che fine ha fatto il bambino? A chi è stato affidato? Riuscirà Lola a scoprire la verità su quella tragica notte?
Lo scoprirete voi, perchè il viaggio che avete intrapreso finora è solo la punta dell'iceberg di questo romanzo ricco di avvenimenti e scoperte. Sono sicura che non vi tirerete indietro e accompagnerete Lola e la sua famiglia durante la ricerca del fratello scomparso; continuerete la lettura di questo romanzo meraviglioso, perché la storia ha la capacità di attrarvi, catturarvi e ammaliarvi come un tango.
Il tango è un ballo passionale, malinconico, dove i due ballerini si attirano, si fondono, si abbandonano per poi tornare a cercarsi. Allo stesso modo questo romanzo saprà attirarvi a sé, fondendovi l'uno all'altro, lo sentirete sulla vostra pelle e nella vostra anima per poi allontanarvi e abbandonarvi perché possiate cercare il vostro spazio vitale, dove riflettere e metabolizzare il tutto per poi tornare a cercarvi di nuovo, continuando la lettura, arrivando alla fine della storia e del ballo con la consapevolezza di essere diversi.
Ballerete e volteggerete al ritmo delle parole di Simona Bertocchi che con maestria saprà condurvi fino al cuore del romanzo, toccando l'anima della storia, dei protagonisti e anche la vostra. Fatevi guidare dalla sua grande capacità narrativa, sono convinta che ne rimarrete affascinati e ammaliati.
Prendete il libro e preparatevi a volteggiare con passione tra le pagine di questo meraviglioso romanzo.
Buona lettura!!!


(Marianna Di Bella)

lunedì 15 maggio 2017

Recensione: "L'ultima rosa di aprile" - Simona Bertocchi


Titolo: "L'ultima rosa di aprile"
Autrice: Simona Bertocchi
Editore: Giovane Holden Edizioni



Oggi voglio portarvi a visitare Firenze, alla scoperta di una città totalmente diversa da quella che conosciamo oggi. Sarà una visita un po' particolare e lo faremo in un modo altrettanto particolare. Viaggeremo indietro nel tempo. Pronti? Sì? Allora buon viaggio!!
Siamo nella seconda metà del Quattrocento, la famiglia dei Medici è tornata dall'esilio più forte di prima e Firenze sta vivendo un buon momento, sia sul piano politico che su quello artistico. La città è bellissima, unica, magica, grazie alla sua architettura e al trionfo dell'arte. Oggi come all'ora riesce a stupire e incantare qualsiasi visitatore, compresi noi “viaggiatori letterari”.
In questo viaggio scopriremo la famiglia dei Medici, gironzoleremo tra le corti alla scoperta di segreti e intrighi, ci fermeremo a curiosare nella bottega del grande artista Sandro Botticelli, ammirandone le opere e la loro realizzazione. Ma scopo del nostro viaggio, sarà quello di conoscere la storia di una donna che con la sua bellezza ha incantato Firenze e ha ispirato Botticelli in moltissime opere, famose in tutto il mondo.
Si sa poco della sua vita e della sua storia personale, per questo intorno a lei sono nate tantissime leggende, ma con questo libro si cercherà di capire la donna dietro l'immagine dell'icona dell'epoca. Di chi sto parlando? Di Simonetta Cattaneo Vespucci. No, non scuotete la testa pensando: “Io non la conosco”, perché almeno una volta nella vostra vita avete avuto occasione di vederla e ammirarla. Lei è stata la musa ispiratrice delle opere: “La nascita di Venere” o “La primavera” di Botticelli.
Simonetta Cattaneo Vespucci, nasce in Liguria il 28 gennaio del 1453. Nel 1468, sposa giovanissima Marco Vespucci, appartenente a una ricca famiglia di notai e banchieri fiorentini. Con Marco conosce i primi batticuori, i primi baci e i primi tormenti d'amore. Il loro è un matrimonio d'amore e non solo di convenienza tra le due famiglie. Simonetta è contenta di questo, purtroppo la realtà si scontra con i sogni e la felicità coniugale dura poco, perché crescendo Marco Vespucci diventa un arrivista senza scrupoli e marito infedele.
Simonetta è una donna malinconica, triste, parla poco, sorride abbassando lo sguardo, splende di grazia, testarda, ha una personalità complessa e la sua bellezza la renderà un'icona del Rinascimento. Amata e ammirata dal popolo fiorentino e dalla famiglia de' Medici. La sua bellezza divina è considerata intoccabile.
Proprio alla corte dei Medici conosce e s'innamora di Giuliano, fratello di Lorenzo Piero de' Medici. Giuliano sarà l'unico a conoscere e amare la donna e non l'icona. Appena i loro sguardi si incrociano, l'amore che provano li legherà in maniera indissolubile. Simonetta conoscerà l'amore ma anche la solitudine e la sofferenza che comporta amare un uomo che non potrà avere tutto per sé, e allo stesso tempo, dovrà lottare contro intrighi di corte che la vogliono usare come mezzo per arrivare ai potenti. Tutto questo sarà fonte di grande sofferenza, rendendola ancora più sola.
Riuscirà ad amare liberamente Giuliano? Mi spiace, ma il resto della storia dovrete scoprirlo voi. Vi ho accompagnato per un tratto di strada, ora vi lascio proseguire il viaggio insieme a Simona Bertocchi e al suo libro.
Ho letteralmente amato questo testo, non solo per la capacità dell'autrice di raccontarci e descriverci il contesto storico dell'epoca, ma anche per la figura di questa donna sola e malinconica.
Simona Bertocchi è riuscita a rendere questo viaggio storico piacevole, grazie a una scrittura coinvolgente, intrigante e lineare. Ha saputo coniugare e unire in maniera omogenea la storia della donna con la situazione storica, politica ed economica dell'epoca, senza per questo far risultare la lettura ostica e difficile. Al contrario è talmente coinvolgente da ritrovarsi a leggere il libro tutto d'un fiato, senza rendersi conto di essere arrivati alla fine.
In ogni pagina e riga di questo testo si respira l'attenzione nei particolari e uno studio approfondito da parte dell'autrice nel creare e proporre questo libro bellissimo.
Leggetelo e guardate i quadri ispirati a questa figura, capirete la malinconia che si cela dietro quegli occhi.
Lasciatevi catturare dagli sfarzi e dalla magia dell'epoca...ma soprattutto lasciatevi catturare da Simonetta e dall'ultima rosa di aprile...buona lettura!!!


(Marianna Di Bella)