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venerdì 29 novembre 2024

Recensione: "Quanti miracoli" - Nicholas Sparks

 

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Titolo: Quanti miracoli

Titolo Originale: Counting Miracles

Autore: Nicholas Sparks

Editore: Sperling & Kupfer




Leggere per tornare a casa. È così che mi sento ogni volta che mi immergo in uno dei tanti romanzi scritti da Nicholas Sparks. La sua scrittura fluida e coinvolgente, le sue storie romantiche e mai stucchevoli, le tematiche attuali e riflessive, insieme a personaggi interessanti. creano una bolla dentro cui amo rifugiarmi per lasciarmi cullare e avvolgere dimenticando i problemi della vita quotidiana. Leggere i suoi libri diventa per me un'esperienza emotivamente intensa, coinvolgente, regalandomi una sensazione di serenità e familiarità. A volte mi basta leggere poche pagine per sentirmi completamente immersa nella storia e nella vita dei personaggi, sentendomi partecipe dei loro problemi e delle loro disavventure, come se fossero degli amici o dei parenti distanti.

Questo senso di familiarità e ritorno a casa l'ho avvertito anche con quest'ultimo romanzo. Un testo in cui troviamo, oltre alla consueta storia d'amore, anche tematiche profondamente riflessive e attuali come ad esempio: la difesa della natura, il difficile rapporto genitori-figli, il rapporto con la fede, la ricerca di sé etc.


Tanner Hughes è un ex ranger dell'esercito che ha vissuto gran parte della sua esistenza nelle basi militari o in missione. Sempre in viaggio per il mondo, seguendo incarichi in zone pericolose e ad alto rischio. Non ha mai sentito la necessità di fermarsi per vivere a lungo in un posto tanto da poterlo definire “casa”. Non ha mai voluto mettere radici. Perché? È ancora troppo presto per comprendere le sue scelte, siamo solo all'inizio del romanzo e ci sono ancora moltissime cose da conoscere. Ciò che sappiamo sin da subito è che Tanner è cresciuto con i nonni e con l'esercito.

Prima di morire, la nonna, gli consegna due messaggi importanti, il primo è

“Trova il posto a cui appartieni e fallo tuo”

(citazione tratta dal testo)

Il secondo messaggio, il più importante, gli svela il nome del padre biologico.

Tanner è sorpreso, non capisce perché la nonna gliel'abbia nascosto fino ad allora, ma spinto dalla voglia di conoscere il padre inizia la sua ricerca e si reca nella cittadina di Asheboro, North Carolina.

Giunto nella cittadina si imbatte in Kaitlyn, dottoressa e madre di due splendidi ragazzi: Mitch di nove anni e Casey un'adolescente in piena contestazione e affermazione di sé.

L'incontro tra i due protagonisti accende in loro qualcosa, un'interesse reciproco che li spinge a volersi conoscere meglio.

“Questa donna ha una storia da raccontare e io voglio conoscerla.”

(citazione tratta dal testo)

Tanner e Kaitlyn iniziano a conoscersi, ma non sono i soli protagonisti perché c'è un altro personaggio che entra in scena e merita la nostra attenzione. È Jasper, un uomo di 80 anni, dal carattere schivo e riservato che non ama il contatto con la gente e preferisce vivere nella tranquillità della sua baita. Una dimora tranquilla e immersa nella natura. L'uomo vive solo in compagnia del cane Arlo e con un passato doloroso che ha segnato profondamente la sua anima e il suo corpo.

Quando un cervo bianco viene avvistato nel parco, si scatena l'interesse e la caccia da parte dei bracconieri che ambiscono ad uccidere e possedere una preda così rara. Un animale ritenuto sacro nella mitologia di molte popolazioni e protagonista di molte leggende. Jasper non è disposto a lasciare che il cervo venga ucciso, così, decide di difenderlo ad ogni costo.

Riuscirà nell'intento?

Cosa lega tutti questi personaggi?

Vi consiglio di seguire il cervo bianco e scoprire la storia.

“Quanti miracoli” è un romanzo in cui l'amore è sempre il protagonista assoluto. L'amore inteso in tutte le sue sfaccettature. Amore per la natura, per la famiglia, per se stessi, per l'Altro etc. Del resto, l'amore è sempre stato il protagonista di ogni libro di Nicholas Sparks; l'ingrediente principale di ogni sua storia insieme ad una buona dose di romanticismo, un pizzico di sofferenza e un legame profondo con la famiglia e la fede. Mescolati bene, questi elementi rendono i suoi romanzi intensi ed emozionanti. Anche con questo testo, l'autore riesce a entrare nei nostri cuori, anche se sono del parere che non potrà mai essere allo stesso livello dei primi e indimenticabili romanzi.

La sua scrittura è sempre fluida, misurata e mai volgare. Attenta e sensibile quando affronta argomenti particolarmente delicati, come ad esempio la perdita di un familiare o di un amore, le menomazioni fisiche, la sofferenza per la fine di un amore etc. Grazie a questa sua attenzione e premura, riesce a entrare, con rispetto, nel vissuto dei personaggi regalando al lettore, una chiave di lettura per comprendere le sue azioni e i suoi pensieri. Proprio per questo la struttura psicologica e caratteriale di ogni personaggio e ben costruita e approfondita. Anche le descrizioni paesaggistiche risentono di questa sensibilità, infatti sono sempre precise, particolareggiate e coinvolgenti. Mi è capitato spesso, durante la lettura dei suoi libri, di voler visitare i luoghi da lui descritti.

Ho apprezzato molto il romanzo, in particolare la parte dedicata a Jasper. Trovo la sua storia più coinvolgente, introspettiva, spirituale ed emotivamente intensa. Jasper è un uomo con una profonda fede e nonostante le innumerevoli tragedie che si sono abbattute sulla sua vita, non si è mai arreso, non ha mai smesso di credere, ha sempre atteso un miracolo...uno solo, quello in grado di infondere un po' di pace nella sua anima sofferente.

Sinceramente, la sua storia l'ho amata molto più di quella di Tanner che, pur avendo un passato interessante non è riuscito a coinvolgermi appieno.

“Quanti miracoli” è un romanzo riflessivo, introspettivo, romantico. È un invito a non rimandare la propria vita, ma viverla con amore, passione, rispetto e altruismo.

Un romanzo che vi consiglio di leggere, anzi no, vi consiglio di seguire le orme del cervo bianco, perché sicuramente vi condurranno in un luogo immerso nella natura, dove potrete ritrovare voi stessi, Jasper e tutti gli altri personaggi della storia.

Buona lettura.



Marianna Di Bella

martedì 5 novembre 2024

Recensione: "Il giardino dei segreti" - Kate Morton

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Titolo: Il giardino dei segreti

Titolo Originale: The Forgotten Garden

Autrice: Kate Morton

Editore: Sperling & Kupfer





Buongiorno lettori,


Prima di parlarvi di questo libro, che presenziava da anni nella mia libreria in attesa di essere scelto e letto, devo premettere una cosa fondamentale: non amo particolarmente questa autrice. Mi spiego meglio per non correre in fraintendimenti. Quando ho deciso di leggere questo testo, sapevo che stavo dando una seconda possibilità ai romanzi scritti da Kate Morton. Il primo libro letto “La donna del ritratto”, mi aveva delusa a causa della scelta, presa dall'autrice, di strutturare la storia su diversi piani temporali, snodando la trama su diversi anni e con diversi personaggi. Una scelta che, personalmente, non ho gradito, rendendo la mia lettura faticosa e noiosa. Però, avendo apprezzato le descrizioni e la scrittura, avevo deciso che volevo provare a darle una seconda possibilità, leggendo un altro libro. La mia scelta cade inevitabilmente su “Il giardino dei segreti” e....prima dirvi la mia opinione, mi sembra corretto svelarvi parte della trama.

Australia, 1913.

Sulla banchina del porto c'è una bambina di quattro anni con una valigetta bianca che aspetta tutta sola. Chi è? Perché è sola? Dove sono i suoi genitori?

Non sappiamo nulla di lei, poverina. Non ricorda nulla se non che “l'Autrice” le ha detto di aspettarla e di non svelare a nessuno il suo nome.

Il mistero si infittisce e anche la nostra preoccupazione per lei.

Fortunatamente viene ritrovata da Hugh, un uomo che lavora al porto, che si prende cura di lei adottandola. La bambina prende il nome di Nell e cresce felice, con due genitori che la amano profondamente, ma inconsapevole del suo passato.

“ I segreti trovano sempre il modo di rivelarsi”

(citazione tratta dal testo)

Un passato che torna in maniera travolgente quando Hugh decide di raccontarle la verità. Nell è grande, ma questo la fa sprofondare nel dolore e nell'incertezza della sua identità, sentendosi sola e smarrita.

Chi è realmente? Chi sono i suoi genitori? Da quale paese o nazione proviene?

Inizia, così, la ricerca delle origini di Nell e il mistero che circonda la sua vita. Tra continui salti temporali in anni diversi con protagoniste diverse, il mistero si dipana e la storia prende vita. Ogni donna ha molto da raccontare di sé, ma anche molto da regalare per comprendere l'intricata trama. Abbiamo Nell, Cassandra sua nipote, Rosa ed Eliza Makepeace la scrittrice del libro di favole “Racconti magici per fanciulli e fanciulle”, che Nell aveva con sé nella sua piccola valigia bianca.

Eliza è una ragazza orfana cresciuta in estrema povertà tra le strade malfamate di Londra, fino a quando lo zio non la trova e l'accoglie in casa. La sua vita cambia radicalmente. Non è più sola al mondo. Ora ha una cugina, Rosa, con cui instaura un legame importante e per lei indissolubile. Siamo nel 1900, prima della nascita di Nell e del suo abbandono ma...la storia vira inevitabilmente verso un altro capitolo e un altro anno, catapultandoci nel 1975, quando una Nell più adulta inizia la ricerca sulle sue origini, arrivando in Gran Bretagna. Ma quando sembra che stiamo per comprendere qualcosa, ecco che il capitolo cambia e con esso anche l'anno, ritrovandoci nel 2005 e qui conosciamo Cassandra, sua nipote, che eredita dalla nonna un cottage a Tregenna, in Cornovaglia, comprato negli anni Settanta.

Il mistero si infittisce sempre di più e la storia si complica.

Quale legame unisce queste donne? Cosa nasconde il loro passato?

A voi il piacere di scoprirlo, io posso affermare, molto sinceramente che ho continuato la lettura solo perché volevo scoprire il mistero del passato di Nell, altrimenti avrei abbandonato il libro. Questa scelta narrativa non fa per me, non è nelle mie corde. Ho fatto fatica a leggere, più volte mi sono fermata lasciando per giorni il libro sul comodino. Ripeto, ho continuato solo per curiosità.

Devo essere sincera fino alla fine e dire che, come per “La donna del ritratto” anche qui la scrittura e le descrizioni di Kate Morton sono affascinanti. Le sue descrizioni sono meravigliose e minuziose, tanto da far percepire al lettore le emozioni provate dalle protagoniste, ma anche la bellezza delle ambientazioni, della natura e quell'aria malsana che si respirava nella Londra nei primi anni del Novecento.

Ogni personaggio è ben costruito, in particolare la parte psicologica che ho trovato complessa e profonda. Il personaggio che, secondo me, emerge e affascina, rispetto agli altri, è quello di Eliza. Una donna forte, carismatica, temeraria, uno spirito libero che sogna di viaggiare e spiegare le ali per vivere la sua vita e realizzare i suoi sogni.

“E' lei la chiave per aprire la porta del mio passato, sono sicura. Se trovo lei, troverò me stessa.”

(citazione tratta dal testo)

Le protagoniste femminili hanno tutte in comune un forte senso di solitudine, la ricerca di se stesse, la perdita di un figlio e la ricerca della maternità a tutti i costi. Tematiche importanti e delicate che, l'autrice, affronta con rispetto, delicatezza e sensibilità.

Tutto il romanzo ruota intorno alla ricerca di sé attraverso il passato, perché affrontarlo e conoscerlo sono elementi essenziali per andare avanti senza rimorsi o rimpianti. Conoscere il passato per ritrovare le proprie radici...la propria famiglia.

“La memoria è una dama crudele con cui tutti dobbiamo imparare a danzare”

(citazione tratta dal testo)

Tutto questo, però, non è riuscito a superare quella parte, per me negativa, riguardante la costruzione narrativa, rendendo il tutto noioso e faticoso.

No, il mio rapporto con i libri di Kate Morton, purtroppo, termina qui. Mi dispiace, ma non riesco a legare con loro. Tutto questo, naturalmente, riguarda me e il mio gusto personale. Non lasciatevi condizionare e leggeteli, perché molto probabilmente li apprezzerete più di me.

Buona lettura.



Marianna Di Bella

mercoledì 31 luglio 2024

Recensione: "La donna del ritratto" - Kate Morton

 

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Titolo: La donna del ritratto

Titolo Originale: The Clockmaker's Daughter

Autrice: Kate Morton

Editore: Sperling & Kupfer




Londra. Estate 2017


Elodie Winslow è una giovane archivista londinese e lavora presso la Stratton-Cadwell & Co, Ama profondamente il suo lavoro; catalogare e archiviare vecchi documenti le regala la sensazione di riportare alla luce la vita delle persone.

Un pomeriggio estivo, durante l'orario lavorativo, decide di controllare, esaminare e catalogare il contenuto di uno scatolone ritrovato nell'edificio. Non si sa da dove provenga, ma appena Elodie lo apre avverte subito una sensazione di familiarità con due oggetti in particolare: un album da disegno e la fotografia di una giovane donna in abiti vittoriani.

“Era giovane, con i capelli chiari lunghi, chiari ma non biondi, raccolti in parte in uno chignon; lo sguardo era deciso, il mento un po' sollevato, gli zigomi alti e le labbra arricciate in un'espressione di sollecitazione intelligente, forse persino di sfida.”

(citazione tratta dal testo)

Sfogliando l'album da disegno, Elodie trova un foglietto su cui è scritto:

“La amo, la amo, la amo, e se non potrò averla perderò la ragione, perché quando non sono con lei ho paura che....”

(citazione tratta dal testo)

Chi l'ha scritto? A chi è riferito? Si tratta di un amore contrastato o non corrisposto?

Queste sono alcune delle domande che la nostra protagonista si pone guardando affascinata quegli oggetti. Ne è talmente attratta che decide di indagare sul passato e la storia che si cela dietro di loro.

Questo ci porta a fare un salto indietro nel tempo, esattamente nell'estate del 1862. Siamo a Birchwood Manor, una grande casa di campagna situata nell'Oxfordshire. Una casa misteriosa, piena di luce che per quell'estate prenderà vita grazie alla presenza del proprietario e dei suoi ospiti. Un gruppo di artisti guidati da Edward Radcliffe, un giovane appassionato, pieno di vita, eclettico, carismatico, in grado di attirare e accendere gli entusiasmi delle persone che lo circondano. Edward è un promettente pittore, membro illustre della Royal Academy e promesso sposo di una giovane facoltosa.

Il ragazzo decide di invitare i suoi amici e colleghi per un intero mese nella tenuta di campagna, dedicandosi completamente alla pittura, alla poesia, alla scienza, ai racconti, all'invenzione, in un continuo scambio e confronto di idee. Ma il nostro protagonista nasconde qualcosa dietro questa generosa ospitalità. Cosa? È ancora troppo presto per svelarlo, ciò che sappiamo con precisione è che quell'estate verrà interrotta da un tragico evento che sconvolgerà il presente e futuro di tutti gli ospiti e farà calare il buio sul gruppo e i suoi ricordi.

“Due ospiti inattesi.

Due antichi segreti.

Uno sparo nel buio.”

(citazione tratta dal testo)

Una rapina, un omicidio, e una sparizione si legheranno per secoli al destino di Birchwood Manor. Un mistero che rimarrà insoluto fino a quando, tra continui salti temporali e l'aiuto del fantasma legato alla dimora, non ci aiuteranno a capire e svelare cosa è accaduto realmente quell'estate del 1862.

Devo essere sincera, per me non è stata una lettura facile e godibile. L'ho trovata particolarmente fastidiosa e macchinosa nella costruzione narrativa. I troppi misteri da svelare, gli eccessivi salti temporali, in anni e epoche diverse, e gli innumerevoli personaggi che si avvicendano nel romanzo, mi hanno creato difficoltà durante la lettura, rendendola ostica e noiosa.

I personaggi apparentemente sembrano non avere nulla in comune, appaiono singolarmente in epoche diverse e gli unici elementi che li legano l'uno all'altro sono la casa e il fantasma. Alcuni sono ben caratterizzati, descritti in maniera accurata e approfondita, mentre per gli altri non ho trovato la stessa attenzione. Sono del parere che alcuni meritassero molto più spazio perché avrebbero facilitato la comprensione della trama, rendendo il romanzo più piacevole.

L'unico personaggio che ho trovato più interessante, rispetto agli altri, è Edward Radcliffe. È carismatico anche quando non è presente, quando viene solamente citato e riportato in luce dai ricordi del fantasma e degli altri personaggi.

“I ricordi sono necessari per tenere vive le cose e le persone del passato.”

(citazione tratta dal testo)

La protagonista, che all'inizio sembrava essere Elodie, in realtà si perde nelle storie delle altre persone, tanto da diventare un personaggio piatto e poco influente.

Unica protagonista e voce narrante è Birdie Bell, il fantasma nonché la donna del ritratto. Lei è il filo che lega tutti i personaggi tessendo la trama di questo romanzo. Attraverso i suoi ricordi riusciremo a conoscere e svelare il mistero della casa, ma anche la vera identità del fantasma.

“Sono spariti tutti molto tempo fa, lasciandomi sola con le mie domande. Nodi impossibili da sciogliere che mi ostino a rigirare tra le dita, enigmi che tutti hanno dimenticato, tranne me. Perché per quanto mi sforzi, io non dimentico nulla.”

(citazione tratta dal testo)

Questo romanzo non l'ho apprezzato in pieno, secondo me poteva rendere meglio. La prima parte del testo, per intenderci quella della scoperta dell'album da disegno e del ritratto, l'ho trovata bella e coinvolgente, tanto da leggere velocemente le pagine contenta di aver trovato una storia in grado di piacermi subito, ma andando avanti con la lettura mi sono ricreduta. I continui salti temporali, i tantissimi personaggi e la struttura narrativa hanno rallentato la mia lettura, rendendola faticosa e noiosa.

Ho avuto spesso la tentazione di abbandonare il libro, ma la curiosità mi ha spinta a proseguire per conoscere l'autore del delitto e svelare il mistero. Un mistero che, sinceramente, mi ha delusa. Il finale non ha particolari colpi di scena, anzi è piuttosto triste e con degli epiloghi frettolosi e superficiali. Ho chiuso il libro con la netta sensazione che molte cose meritassero più attenzione e una spiegazione più approfondita.

“...la verità di una storia dipende sempre dal suo narratore.”

(citazione tratta dal testo)

“La donna del ritratto” è il primo libro che leggo di Kate Morton. So che è molto amata, così come i suoi libri, ma io non ho apprezzato questo romanzo. Darò comunque un'altra possibilità ai suoi testi, perché, nonostante tutto, la prosa e le descrizioni sono belle e particolareggiate.

In attesa di leggere un altro suo libro, vi auguro una buona lettura.




Marianna Di Bella


giovedì 30 maggio 2019

Recensione: "La posta del cuore di Mrs Bird" - AJ Pearce

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Titolo: "La posta del cuore di Mrs Bird"
Autrice: AJ Pearce
Editore: Sperling & Kupfer




1940 – Seconda Guerra Mondiale

Sotto i cieli di una Londra bombardata dai tedeschi, la gente cerca vivere la propria vita normalmente, portando avanti le attività quotidiane e lavorative. La maggior parte dei ragazzi e degli uomini inglesi sono stati arruolati e impegnati al fronte, cercando di fermare l'avanzata tedesca che minaccia l'Europa. Il resto della popolazione londinese cerca di andare avanti come può, lavorando, andando a scuola, sostenendo la famiglia e la patria attraverso piccoli gesti e opere di volontariato.
Tutti contribuiscono come possono, soprattutto le donne a cui è richiesto uno sforzo maggiore, mostrandosi forti, determinate e raggianti per accogliere sorridenti e tranquille i loro uomini in licenza. Emotivamente e psicologicamente non è facile, soprattutto, quando si viene costantemente bombardati, i generi alimentari scarseggiano e le possibilità economiche vanno diminuendo. È difficile dimostrare felicità e tranquillità quando la paura e le preoccupazioni prendono il sopravvento. È difficile affrontare tutto senza lasciarsi sopraffare dal timore di non farcela, di non sentirsi all'altezza della situazione e sentirsi completamente sole. Nessuno sostegno o aiuto; nessuna parola di conforto ad alleggerire i loro cuori.
E allora che fare? Semplice. Scrivere. Sì, avete letto bene...scrivere è la soluzione perfetta per chi ha bisogno di sfogare le proprie paure. Affidare a un foglio di carta i propri dubbi, incertezze, paure e problemi è sempre stato negli anni una valvola di sfogo per tutti, soprattutto per quelle donne che, durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, hanno cercato aiuto e conforto nella posta del cuore di molte riviste femminili. Attraverso le lettere hanno affidato se stesse e parte della loro anima. Lettere intrise di speranza, dubbi e paure. Lettere piene di quesiti, problemi economici, affettivi e sentimentali da risolvere. Lettere piene di vita che Emmeline si ritrova a leggere, archiviare e...come? Chi è Emmeline? Be', lei è la nostra protagonista, vive a Londra, in un appartamento all'ultimo piano di una palazzina, insieme alla sua migliore amica Bunty. Tre notti a settimana presta opera di volontariato presso la caserma dei vigili del fuoco, rispondendo al telefono e registrando le chiamate di soccorso, soprattutto, durante i bombardamenti notturni. Il suo sogno nel cassetto è di poter diventare una reporter di guerra e aiutare, in questo modo, il suo paese. Per questo, quando legge l'annuncio pubblicato sul “London Evening Chronicle” per un posto di praticante, non esita a rispondere e accettare immediatamente il lavoro. La ragazza è al settimo cielo, finalmente i suoi sogni stanno per avverarsi, non solo diventerà un'affermata giornalista ma aiuterà concretamente la sua nazione con articoli e reportage dalle zone di guerra.
La sua penna sarà graffiante, vera e...purtroppo i suoi sogni stanno per scontrarsi con la dura realtà, perché la sua irruenza e la sua voglia di lavorare in un giornale, l'hanno talmente abbagliata da non rendersi conto che ha appena accettato un lavoro per la rivista femminile “Women's Friend”. Nessuno articolo da scrivere, nessuno reportage, dovrà solamente aiutare la direttrice Mrs Bird a smistare, scegliere e battere a macchina le lettere da pubblicare per la rubrica della posta del cuore. Un lavoro apparentemente semplice, ma il carattere impossibile e indisponente della direttrice rendono tutto più difficoltoso, per non parlare delle ferree regole morali e la lista di argomenti inaccettabili che Emmeline deve seguire nella scelta delle lettere da pubblicare. Regole talmente ferree che costringono la ragazza a cestinare la maggior parte delle lettere perché ritenute inopportune e offensive.

“Le persone che scrivevano aprivano il loro animo con franchezza e lo trovavo molto coraggioso. Mrs Bird era un'estranea che lavorava in una rivista, eppure le lettrici le raccontavano i propri segreti. Alcune sembravano seriamente in difficoltà: mogli sole con i mariti al fronte, oppure a casa ma indifferenti, o semplicemente giovani donne in cerca di una guida. Era dura per tutte in quel periodo, e la ritenevo una mancanza da parte di Mrs Bird non rispondere.”
(citazione tratta dal testo)

Lettere strappate e cestinate. Voci interrotte da chi ritiene che i problemi di quelle donne non siano da prendere in considerazione perché non rispondono alle regole morali della direttrice, convinta che se quelle donne si trovano nei guai è solo per causa loro, devono incolpare se stesse e risolvere i problemi da sé.

“I giornali non parlavano di donne come quelle che scrivevano a Mrs Bird. Donne il cui mondo era stato stravolto dalla guerra, che soffrivano per l'assenza del marito o si sentivano così sole da innamorarsi dell'uomo sbagliato. O, ancora, donne che erano semplicemente giovani e ingenue e avevano perso la testa in un momento difficile. Certi problemi erano sempre esistiti, solo che adesso, in un mondo sottosopra, ci si aspettava che le donne li affrontassero senza cedimenti.
E chi dava loro una mano?”
(citazione tratta dal testo)

Emmeline è turbata da questa censura e dalla mancanza di tatto e sensibilità della donna, la ragazza sente di dover aiutare quelle povere ragazze che hanno solo bisogno di qualcuno che le aiuti a vedere chiaro nella loro vita, di una parola di incoraggiamento che le aiuti a superare un momento di crisi. Hanno bisogno di un'amica che le capisca, come Emmeline. La ragazza non riesce a voltare le spalle a quelle grida di aiuto, deve fare qualcosa, così prende carta e penna e inizia a rispondere e...non lasciate Emmeline da sola. Aiutatela in questa azione sovversiva, appoggiatela in questa sua scelta e sostenetela nei momenti di difficoltà.

“Non ero minimamente qualificata, ma se non altro potevo mostrarmi solidale, pensai, far sapere alle lettrici che non erano sole.”
(citazione tratta dal testo)

Prendete il libro e lasciatevi avvolgere dalle sue parole e da quelle di AJ Pearce. Perdetevi tra le pagine di questo romanzo delizioso, emozionante e divertente che vi farà innamorare, ridere e piangere allo stesso tempo.
Delicatezza, intensità, ironia, amicizia e speranza sono gli ingredienti principali che mescolati bene dalla penna, dalle parole e dalla fantasia dell'autrice ci regalano un romanzo bello e divertente. Un romanzo da leggere e custodire.
La lettura è scorrevole e seppur affrontando un periodo storico importante e drammatico, l'autrice riesce a coniugare ironia, sensibilità e tristezza in maniera equilibrata senza risultare superficiale e immatura. Al contrario, affronta tematiche importanti e serie a cui spesso non si è riflettuto, ponendo l'attenzione sulle donne e le loro problematiche quotidiane durante gli anni della guerra. Durante la stesura del romanzo, l'autrice si è documentata leggendo molti libri, giornali e riviste dell'epoca, riuscendo ad avere una visione del contesto sociale e culturale dell'epoca, riproponendo i dilemmi delle donne, affrontandoli con sensibilità e delicatezza. Evidenziando, inoltre, il notevole contributo del corpo ausiliario dei vigili del fuoco e delle donne che prestavano servizio nelle caserme, rispondendo alle innumerevoli chiamate di soccorso durante i raid aerei, mantenendo calma e compostezza durante momenti di pericolo, aiutando tutti con forza e coraggio.
L'amicizia, la speranza e la forza delle donne sono i motori che danno vita e forza a questa storia, la cui voce della nostra protagonista viene fuori dapprima timidamente, quasi timorosa di farsi avanti, per poi acquisire sempre più forza e determinazione, senza dimenticare quella sottile vena ironica che la contraddistingue.

“...come ripeteva sempre la mamma, la nonna non aveva passato metà della sua vita a incatenarsi alle ringhiere solo perché la donna di oggi sprecasse il suo tempo in sognante attesa di qualche uomo disposto a prendersi cura di lei.
Proprio no.”
(citazione tratta dal testo)

“La posta del cuore di Mrs Bird” è un romanzo in grado di far ridere, riflettere e piangere. Un romanzo in grado di regalare emozioni contrastanti ma intense.
Leggerlo fa bene al cuore e all'anima. È ritrovarsi a fine lettura con il sorriso sulle labbra e le lacrime agli occhi. È delicatezza e intensità. È un testo che ho amato tantissimo e per me ha rappresentato una carezza nell'anima in un momento di totale sconforto, donandomi la forza per guardare le cose in maniera diversa e con il sorriso, regalandomi serenità e allegria.

“Scopra in cosa è brava, e poi si migliori ancora di più. È questo il segreto.”
(citazione tratta dal testo)

Scoprite le vostre qualità e seguite la vostra strada.
Buona lettura!!




(Marianna Di Bella)



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro.

giovedì 24 gennaio 2019

Recensione: "Donne che leggono libri proibiti" - Lisi Harrison

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Titolo: "Donne che leggono libri proibiti"
Autrice: Lisi Harrison
Editore: Sperling & Kupfer




Pearl Beach è una piccola cittadina californiana che si affaccia sul mare. Il clima e la posizione geografica, la rendono il luogo ideale per gli amanti del surf e di tutti coloro che cercano un posto tranquillo e assolato in cui vivere. Una cittadina per alcuni noiosa, per altri ricca di opportunità se si riesce a guardare oltre la superficie delle cose. Ed è proprio oltre quella superficie che dobbiamo volgere il nostro sguardo, fermandoci a osservare le vite di otto protagoniste femminili, le cui storie si intrecceranno tra le strade del luogo, dando vita a un romanzo i cui temi principali saranno: amicizia, solitudine, accettazione e scoperta di sé.
Otto donne che tra passato e presente ci sveleranno le loro vite, sostenendosi in una fase cruciale della loro esistenza, tra dubbi, paure e incertezze.
Gloria, Dot, Marjorie e Liddy sono le fondatrici del Club dei libri proibiti. Un club segreto nato nel 1962 perché le quattro donne sentivano l'esigenza di trovare delle risposte esaustive ai molteplici dubbi che avevano su se stesse, in modo particolare, sulla sfera sessuale. Un argomento tabù per quegli anni e per una società convenzionale e chiusa che vedeva le donne incastonate nel ruolo di brave mogli e mamme, reprimendo, in questo modo, il loro essere donna a 360º.
Il Club rafforzerà la loro amicizia, nata sui banchi di scuola, e le salverà dai problemi e dagli avvenimenti e imprevisti della vita.
Cinquant'anni dopo, altre quattro donne verranno aiutate dallo stesso club, grazie alle loro fondatrici storiche che lasceranno in eredità i loro libri proibiti, per sostenere e salvare altre donne. 
Britt, Addie, Jules e May June erediteranno questo segreto, ma la difficoltà maggiore sarà riuscire a creare un solido legame di amicizia, considerato che non si conoscono e non sanno nulla l'una dell'altra, ad eccezione del nome. Un compito difficile da portare avanti perché per confrontarsi e aiutarsi occorre fiducia, rispetto e voglia di aprirsi all'altro. Riusciranno a diventare amiche?
Seguite May June, la protagonista principale su cui ruota la narrazione, una donna in carriera che ha lasciato New York e il suo lavoro rifugiandosi in California dal suo fidanzato e...scoprirete come entrerà in contatto con le fondatrici del club e le sue nuove amiche. Io vi lascerò continuare la lettura ma senza troppo entusiasmo perché, purtroppo, questo romanzo mi ha delusa. Avevo grandi aspettative su questa storia, perché aveva tutti gli ingredienti giusti per essere una lettura piacevole ed emozionante: protagoniste femminili, amicizia tra donne, riscoperta e affermazione di sé. Purtroppo, così non è stato.
La protagonista l'ho trovata noiosa, emotivamente piatta e non in grado di creare un legame empatico con il lettore. Le sue nuove amiche, sono personaggi che vengono tratteggiati ma mai seriamente approfonditi. Addie, ad esempio, è un personaggio forte, incisivo, intenso e profondo ma non le è stato dato uno spazio adeguato per emergere completamente. Al contrario, le quattro donne del passato che hanno creato il club e che materialmente sono presenti solo attraverso le lettere, sono i personaggi meglio costruiti, delineati e con una forte presenza scenica. Seppur indirettamente riescono a creare un legame profondo con il lettore.
Ho trovato la trama poco sviluppata e approfondita, l'argomento dei libri proibiti viene trattato con superficialità. Un argomento che meritava più spazio e approfondimento, perché avrebbe aiutato il lettore a comprendere meglio le difficoltà delle donne degli anni Sessanta in merito alle problematiche sessuali e di rapporti tra i coniugi. Un piccolo confronto tra le due epoche avrebbe aiutato il lettore a capire i cambiamenti culturali e sociali e le diverse modalità di pensiero delle otto donne. Perché parlare di libri proibiti negli Sessanta come risposta ai dubbi sessuali è convincente e comprensibile, un po' meno quando poi viene inserito in un'epoca moderna.
Questo è solo il mio parere personale, quindi lascio a voi il piacere di leggere e scoprire la trama e le sue protagoniste.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)

martedì 27 novembre 2018

Recensione: "Uomini che restano" - Sara Rattaro

romanzo, recensione, libri il nostro angolo di paradiso, mdb, dolore, amicizia, speranza
Titolo: Uomini che restano
Autrice: Sara Rattaro
Editore: Sperling & Kupfer






“La vita, quando arriva, crea un frastuono incredibile.”
(citazione tratta dal testo)

La vita è spesso imprevedibile, misteriosa e meravigliosa. Ci dona istanti bellissimi, emozionanti e pieni di amore, ma anche momenti di infelicità, amarezza e sofferenza. Ricordandoci che nulla dura in eterno e che dobbiamo godere di ogni singolo istante che ci viene donato. Lezioni e momenti, questi, che ci aiuteranno a comprendere meglio noi stessi e gli altri, fortificando il nostro carattere, la nostra anima, vivendo appieno ogni istante della nostra esistenza.

“Una delle poche certezze che abbiamo è che questa vita arriverà alla fine. Quello che possiamo sperare è che nel frattempo sia accaduto qualcosa di veramente speciale.”
(citazione tratta dal testo)

Durante il nostro cammino, capiterà di incrociare altre strade, incontrando moltissime persone. Non tutte lasceranno un segno indelebile nella nostra vita, alcune ci sfioreranno impercettibilmente, altre passeranno così velocemente da non renderci conto della loro presenza, altre ancora percorreranno un tragitto di strada con noi regalandoci lezioni importanti. Con alcune, invece, i rapporti si intrecceranno in maniera indissolubile, in legami intensi e profondi.
Amicizie forti e indistruttibili, come quella di Fosca e Valeria. Due donne che vivono in città diverse e che non si conoscono. Due donne a cui la vita ha riservato momenti di sofferenza e un incontro casuale sulla terrazza di una palazzina. Una terrazza che guarda verso il mare. Quel mare infinito che porta con sé risposte a tantissime domande, espresse a volte inconsapevolmente. Una terrazza che si affaccia su una città forte e superba: Genova.
Fosca e Valeria si trovano su quella terrazza, luogo di silenzio, calma e pace. Ma anche rifugio per le loro anime tormentate e afflitte da problemi e sofferenze.
Fosca è nata a Genova ma si è trasferita a Milano con il marito Lorenzo. Una vita apparentemente tranquilla, dedicata al lavoro e alla vita di coppia, ma a Lorenzo questa vita inizia a diventare stretta...troppo stretta. 
Stretta al punto da decidere di lasciare la moglie perché non può continuare a mentire a se stesso, reprimendo la sua sessualità.

“Io non voglio più essere qualcuno che non conosco.”
(citazione tratta dal testo)

Lorenzo vuole riappropriarsi di se stesso, della sua vita, ma dirlo a Fosca non è facile, così come non è facile per lei accettarlo. La donna si sente umiliata, tradita, presa in giro da un uomo che credeva di amare. Le sembra di aver vissuto una vita falsa, costruita su ripieghi, seconde scelte e bugie. Decide, così, di allontanarsi da Milano per rifugiarsi tra le braccia della sua città natale. Mettere chilometri di distanza, per capire cosa le sta accadendo e curare le sue ferite. Torna a casa dei suoi genitori, su quella terrazza dove tante volte, in passato, si è rifugiata e trovare Valeria, la nuova vicina di casa. Anche lei sta affrontando un momento di grande sofferenza, ha un tumore e il compagno l'ha lasciata perché non riesce a prendersi cura di lei. Fugge vigliaccamente dalla moglie e dalle responsabilità.
Valeria è una donna ottimista, ironica, sincera, aperta alla vita, al mondo e agli altri. Con schiettezza e sincerità, aiuterà Fosca a vedere la sua storia con altri occhi e da angolazioni diverse, ma soprattutto affronterà la sua malattia con determinazione e forza.
Tra le due donne nascerà un'intesa profonda e un'amicizia fortissima che le aiuterà a guardare meglio se stesse e la vita. Perché nonostante le avversità e il dolore, è importante non chiudersi alla felicità, all'amore e a tutto ciò che la vita saprà ancora regalarci

“Ci siamo guardate e siamo scoppiate a ridere. Ridevamo come se non ci fosse rimasto altro da fare, ridevamo perché la vita è così crudele da sembrare disegnata apposta, così assurda da diventare ridicola.”
(citazione tratta dal testo)

Sara Rattaro ci regala, in questo nuovo libro, parole vere, intense e sincere. Ci ricorda che spesso per trovare le risposte ai nostri molteplici dubbi, ci basta tornare alle nostre radici, per ritrovare ciò che abbiamo perso e lasciato indietro durante la nostra esistenza. Ritrovare noi stessi tra le strade, i vicoli, gli angoli della nostra città, prendendo forza da quei posti che ci hanno visto nascere, crescere e vivere.

“(...) Siamo la parte infinitesimale di un pianeta, ma è proprio questo concetto di insieme in cui siamo coinvolti che diventa importante per capire chi siamo, perché il luogo in cui nasci determinerà sempre chi diventerai e sapere da dove vieni è l'unico modo per poterti ritrovare.”
(citazione tratta dal testo)

L'autrice affronta sempre temi attuali e moderni. Racconta la vita con sincerità, a volte in maniera diretta, senza edulcorarla o creando necessariamente il lieto fine. La straordinarietà di questa autrice è la sua capacità di narrare gli avvenimenti, anche i più dolorosi, con tatto e sensibilità. Creando un legame e un'empatia con il lettore, al punto da farlo sentire parte del romanzo, vivendo sulla propria pelle le emozioni e gli stati d'animo dei personaggi, descritti meravigliosamente bene.
Questo libro è commovente ed emozionante. Un viaggio intenso nell'anima degli esseri umani. Un viaggio in cui capita di perdersi, cadere, toccare il fondo e trovare la forza per riemergere dal buio nel quale si è sprofondati per riprendere a vivere. Un viaggio che ci ricorda che non tutte le persone sono in grado di rimanere accanto a un'altra, in momenti particolari della vita. Non tutti sono in grado di farlo, ma è pur vero che esistono altrettante persone che non scappano, rimangono per affrontare insieme il problema e l'ostacolo.


“Si scappa per paura, per viltà o per punizione. Si ritorna per coraggio, malinconia o per restituire qualcosa che si era portato con sé.”
(citazione tratta dal testo)

Lasciatevi avvolgere e cullare dalle parole dell'autrice e perdetevi tra le pagine di un romanzo intenso ed emozionante.
Buona lettura.




(Marianna Di Bella)

lunedì 19 novembre 2018

Recensione: "Andiamo a vedere il giorno" - Sara Rattaro

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Titolo: Andiamo a vedere il giorno
Autrice: Sara Rattaro
Editore: Sperling & Kupfer






Quanto è difficile prendere le decisioni giuste?
Quanto è difficile essere sempre responsabili, affidabili, forti e rispondere alle aspettative degli altri?
Quanto è difficile comportarsi sempre bene?
Tanto. Troppo.



La difficoltà maggiore per le persone forti e responsabili non è fare la cosa giusta, ma trovarsi relegati in un ruolo che non hanno scelto, costretti ad avere un comportamento sempre perfetto e irreprensibile. La bellezza dell'essere umano è data dal suo essere imperfetto, dall'avere pregi e difetti che lo rendono diverso e unico, dalla possibilità di sbagliare e rimediare. Invece, le sue qualità diventano delle prigioni da cui non si può evadere. Prigioni che diventano ogni giorno sempre più piccole e asfissianti, dove gli aguzzini sono coloro che si aspettano sempre quel determinato comportamento, perché gli sbagli non sono ammessi. Così la persona incriminata inizia un lungo processo contro se stessa, sentendosi sbagliata, disgustata dai suoi comportamenti, perdendo in questo modo la libertà di essere se stessa e il diritto di commettere degli errori.
Alice Mainardi è sempre stata una ragazza responsabile, forte, giudiziosa, testarda. Sorella affidabile, figlia e moglie perfetta ha sempre rappresentato il fulcro della famiglia, pronta a sostenere, comprendere, aiutare e dare consigli. Non ha mai creato problemi, nonostante le gravi difficoltà familiari: il tradimento del padre, la crisi matrimoniale dei suoi genitori e la sordità del fratello Matteo.
Ha lottato per tenere in piedi la famiglia. Ha lottato per sostenere e rendere indipendente il fratello.
Ha lottato per gli altri e mai per se stessa, spesso rinunciando a seguire il suo cuore. Ma arriva sempre il momento in cui la vita ci mette alla prova e questa volta Alice si lascerà andare a una passione travolgente che la porterà a tradire, mentire, a rompere con i suoi schemi, ritrovandosi in balia delle emozioni, senza punti fermi a cui aggrapparsi.

“Avevo passato tutta la vita a essere come volevano gli altri.”
(citazione tratta dal testo)

Commettere lo stesso errore del padre la farà sentire sbagliata, inadatta, sconfitta, disgustata da se stessa e l'unica soluzione a questo stato di malessere è fuggire, lontano da tutto e tutti. Prenota, così, un volo per Parigi e sorprendentemente sua madre, Sandra, è su quell'aereo, decisa a non lasciarla sola e accompagnarla in un viaggio che sarà di vitale importanza per le due donne. Un viaggio che le metterà a confronto l'una con l'altra, superando i silenzi e le cose non dette. Un viaggio interiore, tra debolezze, paure e sofferenze. Un viaggio dove il passato, l'amore, il perdono e la scoperta di sé saranno gli elementi principali che guideranno le due donne e i lettori all'interno di un romanzo intimo, emozionante e intenso.

“Siamo due donne ferite in modo diverso: lei, portatrice sana di dolore; io, solo un ibrido di risonanza. Se puoi definire il dolore, è perché l'hai saputo affrontare.”
(citazione tratta dal testo)


Sara Rattaro è riuscita, anche questa volta, a creare un romanzo pieno di sentimenti ed emozioni. Le sue storie non si discostano mai dalla vita reale, perché il suo stile è naturale, vero, concreto e non crea illusioni per attirare il lettore, al contrario, rappresenta l'essere umano nelle sue mille sfaccettature, con tutti i suoi pregi e difetti, rendendolo vero agli occhi di chi legge.
Le sue parole sono semplici e dirette. Sono carezze delicate e un abbraccio caldo e confortevole per l'anima. Sono piccoli sussurri di incoraggiamento di fronte agli imprevisti e alle sofferenze della vita.

“Le aspettative sono sempre legate all'incertezza. Se sapessimo dove mettere i piedi, non ci chiederemmo di continuo se siamo sulla strada giusta e se presto riceveremo la nostra ricompensa. La verità è che raramente sappiamo dove siamo diretti, quasi mai prevediamo quello che accadrà, ma a volte ci ritroviamo felici per qualcosa di inatteso. È la vita.”
(citazione tratta dal testo)


Il libro è meraviglioso, poetico, incantevole. Un testo da leggere tutto d'un fiato, lasciandosi ammaliare e catturare dalla storia, dallo stile e dalla delicatezza dell'autrice.
Sono del parere che solo una persona con una grande sensibilità e un profondo rispetto per l'essere umano, può descriverlo nelle sue molteplici sfaccettature senza emettere giudizi.
Sara Rattaro entra in punta di piedi, nella vita dei lettori e dei suoi personaggi, narrando le vicende con tatto e delicatezza. Racconta senza giudicare e alternando le voci narranti permette a chi legge, di conoscere e comprendere i diversi punti di vista, i personaggi e i loro caratteri. Ricordando, che nella vita è importante ascoltare e comprendere, invece di puntare il dito e giudicare.

“Se un giorno scopriste di essere traditi, cosa fareste? Intendo oltre la rabbia, il rancore e il vuoto - perché quelli non vengono risparmiati a nessuno – come reagireste?
Si possono rincollare i pezzi per un'ipotesi di vita almeno accettabile? Si può ricominciare come se nulla fosse, come se il potere del perdono non appartenesse solo a Dio? Si possono allontanare davvero sentimenti di vendetta e risoluzione?
Le verità è una sola. La vostra.”
(citazione tratta dal testo)


Tutti possono sbagliare. Nessuno è perfetto. L'importante è non perdere se stessi, la capacità di amare e perdonare.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)

giovedì 13 luglio 2017

Recensione: "L'amore addosso" - Sara Rattaro

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Titolo:  L'amore addosso
Autrice: Sara Rattaro
Editore: Sperling & Kupfer




 
Amore materno.
Amore fraterno.
Amore familiare.
Amore profondo...intenso...
amore semplice...complesso..
doloroso...difficile...
Amore in ogni forma.
Amore in ogni sfumatura di colore.
Amore, cuore pulsante delle nostre vite.
Protagonista assoluto anche quando è complicato e doloroso; anche quando c'è un vuoto difficile da colmare.
Amore che ci dà la forza e la spinta per ritornare a noi stessi e al nostro vero essere.
Giulia, la protagonista del libro è una donna divisa a metà, da una parte la moglie fortunata e dall'altra la donna che vive una passione travolgente per un altro uomo.
Una donna divisa tra ciò che è e ciò che si è lasciata dietro lungo il sentiero della sua esistenza. Il dolore è suo compagno di vita da molti anni. Un dolore intenso e invalidante che non le permette di vivere appieno la sua vita, facendole dimenticare parte di sé lungo il sentiero.
Giulia è titolare di una piccola agenzia di comunicazione. Sposata da 14 anni con Emanuele, ha una sorella più piccola di 13 anni, Ilaria e una madre ingombrante, manipolatrice, forte, volitiva che gestisce la sua famiglia come i ristoranti di famiglia. È una donna che riesce a ottenere tutto ciò che vuole, come vuole lei e deve sempre avere l'ultima parola su ogni questione. Uno dei suoi princìpi consiste nel non mettere mai in imbarazzo la famiglia e tutto ciò che accade deve rimanere in casa, meglio se nascosto, celato agli altri e a se stessi. Gli scontri tra Giulia e la madre, hanno il solo risultare di far uscire a pezzi la giovane donna.
Una madre che sarà causa del profondo dolore di Giulia.
Un giorno, durante la presentazione di un libro, la donna conosce Federico. Poco a poco, tra i due nasce una profonda e intensa passione e diventeranno amanti. Fino a quando il destino non decide di giocare con la nostra protagonista.
Ironia della sorte, nello stesso giorno e nello stesso ospedale vengono ricoverati suo marito e il suo amante. Lei è al capezzale di Federico, sentitosi male mentre erano insieme, mentre il marito ha avuto un incidente automobilistico. La sua auto è uscita fuori strada schiantandosi contro un albero ma...l'uomo era in compagnia di un'altra donna.
L'inizio della fine...o solo inizio?
Di cosa?
Come gestire la situazione?
Cosa si nasconde dietro l'immenso dolore di Giulia che non riesce a confessare a nessuno?
Riuscirà Giulia a trovare la sua interezza? Perdonerà se stessa?
Le risposte sono tra le pagine di questo libro meraviglioso. Un testo ricco di emozioni e sentimenti che solo una penna delicata e un'anima sensibile come quella di Sara Rattaro poteva scrivere e narrare.
La sua scrittura è elegante, incisiva e delicata. L'autrice riesce a regalarci frasi e pagine indimenticabili, profonde, intense. Alcune di queste frasi le ritroviamo alla fine di ogni capitolo come piccoli e dolci consigli da tenere a mente e nel cuore.
La storia è bella ed emozionante, un'attenta analisi sui rapporti di coppia e familiari, ma è soprattutto un libro introspettivo, dove la vita e l'anima di questa donna si mostrano in maniera trasparente, nuda e vera come mai lo è stata con la famiglia e con suo marito.
Gli argomenti trattati nel testo sono forti e intensi, narrati con estremo tatto e delicatezza senza eccedere o cadere nello stereotipo.
Un libro in grado di attirare e catturare l'attenzione del lettore già dalla copertina, emblema delle mille sfaccettature e tonalità di colore dell'anima e dell'amore di una donna.
Un libro che è amore...amore addosso...ma pur sempre amore.
Buona lettura!!!


Marianna Di Bella