Visualizzazione post con etichetta newton compton editori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta newton compton editori. Mostra tutti i post

giovedì 7 maggio 2026

Recensione: "La custode dei libri perduti" - Kelly Rimmer

 la custode dei libri perduti, recensione, mistero, verità, libri il nostro angolo di paradiso, mdb

Titolo: La custode dei libri perduti

Titolo Originale: The Story Keeper

Autrice: Kelly Rimmer

Editore: Newton Compton Editori




“La storia non resta sempre confinata al passato.”

(citazione tratta da libro)


Arriva un momento nella vita in cui si avverte la necessità di fare chiarezza con se stessi, con gli altri e, soprattutto, con il proprio passato.

Si ha bisogno di tornare indietro a eventi o storie che hanno segnato la nostra esistenza, non solo per tentare di porre rimedio ad eventuali sbagli, ma anche per comprendere meglio se stessi e, in alcuni casi, per svelare una verità troppo a lungo celata.

Ci sono storie che non si possono tenere segrete per troppo tempo.

Devono emergere...devono essere conosciute...devono raccontare una verità che forse, non sarebbe poi così sbagliato conoscere.

Una verità ed un passato che si celano tra le pagine di questo misterioso romanzo e premono per venire fuori ed essere conosciuti da noi lettori e dai personaggi del libro.

Prima di svelarli, però, occorre conoscere almeno parte della trama, altrimenti potrebbero nascere malintesi e incomprensioni. Quindi, abbiate ancora un pochino di pazienza e preparatevi ad un salto temporale e ad un viaggio letterario che ci condurranno indietro di circa sedici anni e precisamente in Australia.

Pronti? Bene.

Si parte.


Maggio 2010.

Siamo in Australia, precisamente a Forbes, una piccola e sperduta località nello Stato del Nuovo Galles del Sud.

Fuori dal centro cittadino, si trova la nostra destinazione: Wurimbirra, un'antica dimora in stile vittoriano.

La casa è disabitata da anni, per questo le sue condizioni sono un pochino precarie, infatti, è tutta rovinata e infestata da erbacce e ragnatele. Gli abitanti di Forbes sono convinti che su Wurimbirra vi sia un'aura negativa accompagnata da rumori inquietanti, strane presenze e fantasmi che si aggirano tra le stanze della casa.

È vero o sono solo storie inventate per donare alla villa un'aura di mistero?

Fiona Winslow, la nostra protagonista, nega la presenza di qualsiasi fantasma o altra creatura misteriosa. Infatti, dopo quasi trent'anni, torna a vivere a Wurimbirra, la casa che l'ha vista crescere e vivere i più begli anni della sua infanzia.

La donna è una nota architetta, ha due figlie e sta attraversando un difficile e pesante divorzio.

Tornare a Wurimbirra, le sembra l'occasione giusta, non solo per tornare nella casa della sua infanzia ma, soprattutto, per riprendere in mano la sua vita, ritrovare se stessa e capire cosa fare del suo futuro.

“Forse adesso che sono a casa posso elaborare tutto, sentire fino in fondo la forza della mia rabbia e della mia frustrazione e, magari, un giorno, riuscire a farci pace.”

(citazione tratta dal libro)

Fiona ha sempre desiderato poter restaurare Wurimbirra, così, senza pensarci troppo compra la casa dello zio Tad, un famoso scrittore morto dieci anni prima, e con impegno, pazienza e perseveranza inizia a pulire, riordinare e ristrutturare la casa. Il lavoro è più complicato di quello che si aspettava, ma Fiona è decisa a dare nuova vita alla dimora e, mentre è intenta a ripulire trova, tra i documenti dello zio, un libro pubblicato da una scrittrice sconosciuta: La tenuta di mezzanotte di Charity Wilkie.

Fiona è curiosa, apre il libro, inizia a leggerlo e in pochissimo tempo viene catturata dalla trama e dai personaggi che vi sono custoditi. Una storia che la cattura al punto da suggestionarla e...mi spiace, non andrò oltre altrimenti vi toglierei il piacere di conoscere non una, ma bensì due storie. Due storie che celano un segreto e un mistero da svelare.

“La custode dei libri perduti” è un romanzo coinvolgente, interessante e con alcuni passaggi misteriosi e suggestivi.

L'inizio della lettura non è particolarmente semplice e fluida perché gli eventi da narrare sono tanti e posizionati su spazi temporali diversi, infatti si muovono tra il passato e il presente della protagonista che, per farsi conoscere da noi lettori, deve necessariamente spiegare la sua vita e quella di alcuni abitanti della casa. L'autrice, inoltre, inserisce all'interno della trama, un ulteriore storia con altrettanti personaggi che possono sviare e confondere il lettore, perché il numero dei personaggi cresce e con esso anche gli eventi da conoscere e comprendere. Se poi a tutto questo aggiungiamo anche degli elementi misteriosi e apparentemente sovrannaturali, ecco che la confusione aumenta ancora di più perché, almeno per quanto mi riguarda, ho avuto difficoltà a collocare il genere del romanzo. Però, è altrettanto vero che, superati i primi capitoli e compreso il meccanismo narrativo, la trama diventa più interessante, coinvolgente e riflessiva perché svela delle tematiche attuali e importanti. Tematiche come ad esempio, la violenza di genere, la violenza psicologica, le difficoltà nei rapporti familiari e di coppia, la crisi di una separazione, l'identità, la verità etc. Argomenti importanti che vengono trattati in maniera delicata senza mai eccedere nelle descrizioni e nel linguaggio.

L'autrice, però, affronta anche un altro argomento importante e su cui ruota tutto il romanzo: l'importanza di conoscere e affrontare la verità e il passato.

È importante conoscerli o è meglio celarli se questo vuol dire rischiare di fare del male a qualcuno a cui vogliamo bene? È importante renderli noti anche se la paura del passato e di cosa possa provocare è paralizzante al punto da non riuscire a vedere vie d'uscita o un probabile benessere? Queste sono solo alcune delle domande che si pongono i personaggi e, automaticamente, anche noi lettori. Domande a cui ognuno di noi darà una risposta coerente in base ai propri valori, princìpi e modalità di pensiero. Io non mi addentrerò oltre perché è giusto che siate voi a farvi un'idea della storia e a dare un vostro giudizio.

Posso consigliarvi la lettura. Posso dirvi cosa ho apprezzato e cosa mi ha reso la lettura difficile. Il resto sta a voi...perché voi dovrete entrare a Wurimbirra e conoscere la storia di Fiona e degli altri personaggi. Personaggi che non vi ho presentato perché, non solo sono tanti, ma sono anche interessanti, ben costruiti, con una storia personale intrigante e aspettano solamente che voi apriate il libro per presentarsi personalmente e prendere vita.

Esistono davvero i fantasmi? Cosa si cela realmente tra le mura della casa e le pagine del libro? Quale mistero l'avvolge?

A voi il piacere di leggere, indagare e capire.

Buona lettura.



Marianna Di Bella


(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia dell'ebook.

venerdì 10 ottobre 2025

Recensione: "Miss Winter in Biblioteca con un Coltello" - Martin Edwards

 miss winter in biblioteca con un coltello, romanzo giallo, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, recensione, giallo inglese,  mistery game

Titolo: 

Miss Winter in Biblioteca con un Coltello

Titolo Orginale: 

Miss Winter in the Library with a Knife

Autore: Martin Edwards

Editore: Newton Compton Editori




Buongiorno lettori,

oggi vi porto con me all'interno di un romanzo giallo uscito recentemente per la casa editrice Newton Compton Editori. In questi ultimi mesi leggo spesso romanzi le cui trame celano misteri e delitti da svelare che rimandano ai gialli classici, quelli che riescono a intrattenere e coinvolgere il lettore senza risultare pedanti, eccessivi e violenti. Romanzi in grado di appassionare e allenare la mente con enigmi, indovinelli e omicidi difficili da risolvere. Romanzi gialli che, in questo periodo abbastanza complicato della mia vita, mi aiutano a non pensare ai problemi quotidiani e a estraniarmi da tutto per convogliare la mia attenzione sulla storia e il mistero da svelare; così, quando ho visto questa nuova uscita letteraria, ho deciso di leggerlo immediatamente. Le mie aspettative su questo libro erano sufficientemente alte e, devo essere sincera, sono state deluse. Mi aspettavo un altro tipo di storia e un altro tipo di romanzo, probabilmente una trama che virasse più verso i gialli classici, invece mi sono ritrovata a leggere una trama che sì, prevede un gioco con un delitto da risolvere, ma in realtà nasconde qualcosa di ancora più intricato e ambiguo. Un cambio di rotta che sinceramente non ho apprezzato pienamente ma, prima di proseguire con l'annotazione delle mie opinioni personali, credo sia opportuno accennare qualcosa sulla trama, in modo che possiate capire di cosa sto parlando.

Bene. Iniziamo.

Siamo in Gran Bretagna a pochi giorni dal Natale e 6 persone giungono alla stazione di Midwinter, un piccolo borgo incastonato da alte vette e alberi, nei Pennini del Nord.

I sei visitatori non si trovano lì per caso perché sono stati invitati dalla Fondazione Midwinter per partecipare a un mistery game con delitto; colui o colei che riuscirà a risolvere il gioco entrerà a far parte della fondazione. Occorre precisare che la Fondazione e i suoi membri hanno il compito di promuovere la diversità, l'inclusività e di preservare il borgo e il patrimonio storico-culturale rispettando i valori dei suoi fondatori. Il villaggio è un'oasi di benessere e tranquillità, ideale per tutti coloro che sono in cerca di un posto dove rilassarsi, riflettere, dare voce al proprio pensiero creativo. Un luogo dove cambiare la propria prospettiva di vita.

“È un rifugio sicuro dove guarire, riflettere, pensare alla propria crescita personale.”

(citazione tratta dal testo)

I sei partecipanti non sono stati scelti a caso, al contrario hanno superato una selezione molto accurata da parte della Fondazione. Sei persone accomunate da una grande intelligenza, il lavoro nel settore dell'editoria e del crime e, cosa più importante, hanno tutti compiuto un passo falso nella loro carriera. Cosa? È ancora troppo presto per dirlo, posso però anticiparvi che tutti stanno cercando un modo per rilanciare la propria carriera e il proprio lavoro e questo mistery game potrebbe essere l'occasione giusta che stavano aspettando. Ma come ogni giallo che si rispetti, qualcosa arriva a mettere i bastoni tra le ruote e a rendere il soggiorno e il gioco estremamente pericoloso. Volete sapere cosa? Presto detto, una bufera di neve che blocca i sei partecipanti e i 6 membri della fondazione, isolandoli dal resto del mondo e...una serie di incidenti mortali che vedono coinvolte diverse persone.

Incidenti o delitti?

A voi il piacere di scoprirlo, io posso aiutarvi dandovi solo alcuni piccoli suggerimenti: 1) seguite Harry Crystal, una delle voci narranti; 2) non fidatevi mai di nessuno e mettete in dubbio qualsiasi cosa venga detta, non tutti sono pienamente sinceri; 3) preparatevi a un mistero dentro un mistero dentro un altro mistero; una trama intricata che non si farà comprendere se non alla fine del romanzo.

Come ho già detto all'inizio di questo articolo, non ho apprezzato pienamente questo libro, ed ho iniziato la lettura pensando di immergermi in un giallo tranquillo e coinvolgente ma, l'inizio della lettura è risultata piuttosto lenta e la narrazione articolata al punto da risultare confusa, disordinata. Tutto viene narrato e spiegato senza mai entrare nello specifico delle azioni, delle vite e dei pensieri dei personaggi. Ogni cosa viene accennata e poi lasciata in sospeso, come se si volesse attirare l'attenzione del lettore portandolo a continuare la lettura per capire meglio la trama. Poteva anche andare bene per creare suspense, ma qui è continuativo e slegato fino alla fine del romanzo.

Personalmente ho trovato la narrazione e i personaggi freddi, ermetici e scostanti, come si si volesse mantenere una certa distanza tra loro e il lettore. Tutti mentono. Tutti nascondono qualcosa di sé e del proprio passato. Nessuno di loro è vero fino in fondo, per questo è difficile riuscire a capirli pienamente. Alcuni comportamenti, poi risultano veramente incomprensibili come ad esempio il voler continuare a portare avanti il gioco anche dopo la morte di diverse persone. Muoiono delle persone e non manifestano alcun tipo di reazione, tipo paura, fuga, timore, tristezza etc.? È così forte la necessità di vincere il premio e cambiare la propria vita da non fermare il gioco neanche di fronte alla morte di qualcuno?

Comportamenti e atteggiamenti che io ho trovato incomprensibili e fastidiosi, ma come dico sempre questo riguarda il mio parere personale. Se voi, invece, siete curiosi e volete continuare la lettura per scoprire la verità, non posso far altro che sostenervi e darvi alcuni piccoli suggerimenti, osservate e ascoltare tutto molto attentamente, non date nulla per scontato, neanche le cose più impensabili, non fidatevi di nessuno e Miss Winter...no, meglio di no. Mi fermo qui.

Buona indagine e buona lettura.



Marianna Di Bella




/Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia dell'ebook.

martedì 7 ottobre 2025

Recensione: "Di buone maniere & altri delitti" - Anastasia Hastings

 di buone maniere & altri delitti, romanzo giallo, recensione, ebook, libri il nostro angolo di paradiso, mdb

Titolo: Di buone maniere & altri delitti

Titolo Originale: 

Good Manners & Other Crimes

Autrice: Anastasia Hastings

Editore: Newton Compton Editori




Buongiorno lettori,

oggi il nostro viaggio letterario sarà ricco di misteri da svelare e di un assassino da scoprire ma, prima di iniziare ad indagare, dobbiamo fare un viaggio indietro nel tempo.

Pronti?

Bene!

Prendiamo il libro, sfogliamo le prime pagine e...eccoci catapultati a Londra nel 1885.

È una calda giornata di fine giugno e in una casa dell'alta società c'è grande fermento. Cosa succede? Nulla di preoccupante, la proprietaria della casa, Adelia Henrietta Georgina Tylney Manville, è in partenza con Hamish MacGill, il suo ultimo fidanzato.

Adelia è una donna forte, schietta, stravagante e fuori dagli schemi. Vive tutto con passione e al tempo stesso è una roccia, soprattutto, per le due nipoti Violet e Sephora.

Adelia è una donna dalla forza immutabile ma nasconde un segreto. Un segreto che vuole svelare a Violet prima di partire.

La donna ha una rubrica sulla rivista A Woman's Place, sotto lo pseudonimo di Miss Hermione. Una consulente sentimentale famosa in tutto l'Impero britannico.

Miss Hermione è ammirata e seguita da un folto pubblico che le scrive per ricevere consigli, che lei elargisce con saggezza e un pizzico di ironia. Nessuno conosce la sua vera identità e Adelia vorrebbe continuare a mantenere l'anonimato, ma per riuscirci deve lasciare l'incarico a qualcuno di cui potersi fidare. La sua scelta ricade su Violet, la nipote. In realtà è da un bel po' che Adelia pensa di lasciare la sua attività alla ragazza, la ritiene la persona giusta per quel compito ma, l'imprevedibilità di Hamish e l'organizzazione del viaggio all'ultimo minuto, non le consentono di introdurre gradualmente la nipote al ruolo di consulente sentimentale. Quando svela il segreto a Violet , la ragazza si oppone, non vuole prendere il suo posto, non si sente adatta per quel ruolo e fa di tutto per non accettare la proposta; ma la zia non ha tempo per sentire le sue ragioni e in poco tempo il suo “uragano di energia” lascia la casa per vivere la sua ultima avventura.

Violet è sconcertata. Lei è, caratterialmente, più riservata e meno esuberante della zia. Ama leggere, studiare, in particolare le antiche civiltà dei Paesi Orientali, inoltre, è una persona razionale, piena di buon senso, ben ordinata sia nelle abitudini quotidiane che nella mente e non si vede nel ruolo di consulente sentimentale, non pensa di avere le attitudini e le capacità adatte per elargire consigli e per approcciarsi nel modo più consono alle centinaia di lettere e richieste di aiuto.

Nonostante le sue riserve, si sforza comunque di essere all'altezza del compito e per prima cosa, decide di leggere l'ultimo elaborato della zia per capire e studiare il suo metodo di scrittura e di lavoro. Mentre è intenta a capire come muoversi, le capita tra le mani una lettera scritta da “Una Moglie Disperata ma Piena di Speranza”, una giovane sposa che aveva già scritto a Miss Hermione perché si sentiva a disagio nel suo nuovo ruolo di moglie. Miss Hermione le aveva consigliato di prendersi del tempo per lei, per amare se stessa e poi il marito. Nella seconda lettera, la Moglie Disperata scrive che la situazione è peggiorata al punto da affermare che qualcuno vuole ucciderla e nella missiva nasconde degli indizi che svelano le immagini dei sospettati. Ritagli di giornale del villaggio Willingdale nell'Essex, che ritraggono due uomini e due donne ben inseriti e conosciuti nella comunità locale.

È vero o è solo la follia di una mitomane in cerca di attenzione?

Violet è colpita dalla lettera e grazie alla sua intelligenza e ad alcuni indizi lasciati dalla donna, capisce che non è tutto frutto dell'immaginazione, perché i ritagli sono veri, le persone sono vere e scopre che il nome della moglie disperata è Ivy.

Cosa fare?

Violet vuole saperne di più. Vuole conoscere e aiutare la donna così, di nascosto dalla sua sorellastra Sephora e dalla fidata domestica Bunty, parte per il villaggio di Willingdale e una volta arrivata scopre di essere in ritardo...Ivy è morta.

Cosa è accaduto? Un incidente oppure qualcuno l'ha realmente uccisa?

Alcune persone nel villaggio affermano che Ivy si sia suicidata, mentre altri credono nella teoria dell'incidente. A chi credere? C'è qualcosa di strano e misterioso che non convince Violet che inizia a indagare e...la mia narrazione finisce qui, perché adesso starà a voi continuare a investigare con Violet per scoprire la verità. Quindi armatevi di pazienza e abilità nel destreggiarvi tra pettegolezzi, segreti e bugie. Non sarà facile, ma sicuramente non vi annoierete.

“Di buone maniere & altri delitti” è un giallo ambientato in epoca vittoriana con la capacità di intrattenere e coinvolgere in un'indagine interessante, mai noiosa,  dove le donne sono le protagoniste assolute. Donna è la protagonista che cerca in ogni modo di scoprire la verità sulla morte di un'altra donna che, nonostante la sua assenza e condizione di defunta, riesce ad essere una presenza costante e importante per le indagini grazie agli indizi lasciati sparsi nel suo diario.

Violet e Ivy sono due donne diverse ma unite dall'esigenza di scoprire la verità.

Una verità che si svelerà lentamente attraverso un romanzo giallo che accompagnerà i lettori in piacevoli ore di lettura in compagnia di personaggi interessanti e di una scrittura semplice e mai noiosa o pomposa.

Per molte persone, questo romanzo può sembrare solo un giallo intrigante, ma se si legge attentamente tra le righe e si va a fondo nella storia, si aprirà un quadro ben più interessante e sfaccettato. Un quadro dove la società patriarcale vittoriana predomina sulla figura femminile, il cui ruolo e riconoscimento in quanto persona è legato sempre e solo alla figura di un uomo, che sia marito, padre, fratello etc.

La donna non poteva possedere nulla, non poteva ribellarsi o esprimere il proprio pensiero, altrimenti subiva delle ritorsioni, come ad esempio essere ritenute folli e rinchiuse in manicomi, oppure raggirate da uomini senza scrupoli o emarginate perché ritenute folli e inappropriate.

Esempi presenti nel romanzo attraverso le storie di diversi personaggi femminili che, con la loro presenza, ci regalano un quadro interessante e profondamente riflessivo.

Donne diverse per età, carattere, stato sociale. Donne lavoratrici, vedove, sole, raggirate, illuse e tradite.

Donne come Ivy, sola e incerta; Sephora che sogna il matrimonio; zia Adelia forte ed esuberante; Violet, la nostra protagonista, una donna forte, intelligente e indipendente. Una ragazza che cerca la sua strada nel mondo e nella società dell'epoca.

Donne che vi invito a leggere e scoprire.

Devo però precisare una cosa per me molto importante, ogni volta che leggo un romanzo giallo, “il piccolo detective incompreso” che è in me, esce fuori e cerca di scoprire l'identità dell'assassino, fallendo miseramente. Questa volta, però, sono riuscita a comprendere la verità e come si sono svolti i fatti e questo, se da una parte mi ha fatto piacere, dall'altra mi ha spiazzata perché, o io sto migliorando romanzo dopo romanzo o l'autrice ha reso la storia e gli indizi estremamente facili e comprensibili. A parte questo però, non posso far altro che consigliarvelo perché è un testo in grado di regalare momenti di tranquillità e piacevoli ore di lettura.

Non esitate, seguite Violet e buona indagine.


Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia dell'ebook.

venerdì 26 settembre 2025

Recensione: "Il banco dei pegni del tempo passato" - Ko Soo-Yoo

 il banco dei pegni del tempo passato, recensione, ebook, libri il nostro angolo di paradiso, corea, mdb, romanzo

Titolo: Il banco dei pegni del tempo passato

Titolo Originale: 

A Peculiar Pawn Shop That Lends Time

Autrice: Ko Soo-Yoo

Editore: Newton Compton Editori



Quante volte abbiamo riflettuto su quanto sia preziosa la nostra vita e il tempo che ci è stato donato? Quante volte abbiamo desiderato poter tornare indietro nel tempo per rivivere un momento particolare e, soprattutto, cambiare una parte del nostro passato, un evento negativo che ha inciso in maniera tragica sul nostro presente?

Quante volte abbiamo pronunciato la frase: “Ah se potessi tornare indietro...”?

Tante...tantissime volte...

Solitamente la diciamo quando che ci rendiamo conto di aver preso una decisione sbagliata, oppure quando abbiamo commesso un grande errore.

La pronunciamo consapevoli che è impossibile tornare indietro nel tempo e che dobbiamo rassegnarci e accettare che ciò che è stato fatto non può essere cambiato, possiamo solo andare avanti cercando di migliorare noi stessi.

E se, invece, fosse possibile? Se ci fosse la possibilità di tornare indietro e modificare parte del passato? Se esistesse un banco dei pegni in cui, invece del denaro, viene dato in prestito del tempo, accettereste?

Sì? No?

Se avete anche solo pensato a rispondere positivamente, aspettate ancora un momento, perché c'è un ulteriore domanda che devo porvi.

Se vi dicessi che per tornare indietro di un giorno dovrete dare in cambio 19 anni e 65 giorni della vostra vita, pensereste ancora di accettare?

Mentre voi riflettete e ponderate la giusta risposta, io vi parlerò del banco dei pegni del tempo passato e del romanzo scritto da Ko Soo-Yoo; chissà che non vi aiuti a scegliere.

Per farlo, però, dobbiamo spostarci dall'Italia e recarci in una cittadina coreana, poco lontana da Seoul. In una stradina piccola e poco frequentata, si trova un vecchio palazzo di due piani. Al primo piano c'è il banco dei pegni del tempo passato, è facilmente riconoscibile dall'insegna scritta in rosso. Saliamo le scale, superiamo la porta blindata ed entriamo nel piccolo locale dove troviamo Chronos, il gatto nero, Kairos, il pappagallo, la pianta della felicità e la direttrice, una signora anziana con un foulard in testa e un bastone. Lei ci guiderà all'interno del romanzo, ci aiuterà a capire meglio le regole del banco e ci farà riflettere sul senso del tempo e il suo valore inestimabile.

“Il tempo ci è stato donato dall'universo e non è qualcosa che l'uomo può possedere: è per questo che non devi finirlo prima che giunga alla sua scadenza naturale e senza averlo usato completamente.”

(citazione tratta dal testo)

La direttrice osserva attentamente ogni aura di ogni persona che arriva al banco, accertandosi, prima di tutto, che sia una persona idonea, poi procede a spiegare nei minimi dettagli tutti gli elementi del contratto. Sì, avete letto bene, per poter richiedere del tempo, occorre firmare un contratto, accettando tutte le clausole e le spiegazioni, perché tornare indietro non è semplice e la persona che desidera farlo deve avere perfettamente compreso che, in cambio, deve privarsi di molti anni della sua vita.

Una volta capito tutte le clausole, aver scritto il proprio desiderio e aver firmato il contratto, basta uscire dalla porta per ritrovarsi catapultati nel passato.

Sono tante le persone che si presentano al banco. Persone disperate, sole, avide, malviventi etc. Persone che cercano di tornare indietro per risolvere questioni finanziarie, debiti, storie d'amore finite male etc. Tutte accomunate dalla disperazione, dalla angoscia e dal pensiero di porre fine alla propria esistenza.

Personaggio dopo personaggio ci ritroviamo, non solo a conoscere le loro storie, ma anche a riflettere profondamente sul senso della vita e sull'importanza del tempo che, molti di noi, sprecano dietro a situazioni futili.

“Spesso le persone credono che tornando indietro nel tempo tutti i problemi si riescano a risolvere, ma in realtà anche se ciò accade non è detto che tutto vada bene e senza intoppi. Questo perché il passato resta uguale, ma le nostre menti sono come giunchi in continuo movimento. Solo se decidessimo di seguire il nostro cuore riusciremmo a perseguire i nostri sogni, ma poiché la nostra mente muta di continuo non è sempre facile.”

(citazione tratta dal testo)

“Il banco dei pegni del tempo passato” è un romanzo che ci ricorda, costantemente, quanto sia importante apprezzare ogni attimo della nostra esistenza, perché il tempo che ci è stato donato è prezioso. Un dono unico e inestimabile.

Un romanzo che ha tutte le caratteristiche per colpire e attrarre il lettore ma che, purtroppo su di me, non avuto pienamente effetto. Leggere questo libro è stata un'esperienza strana e incostante. Ho vissuto, in maniera altalenante momenti di riflessione, di curiosità ma anche di angoscia, difficoltà e un pizzico di noia.

La scrittura dell'autrice l'ho trovata fredda, per questo motivo, le descrizioni dei personaggi e delle loro storie non mi hanno emozionata, empaticamente non sono riuscita a legare con nessuno di loro. Questo, naturalmente, ha inciso sull'andamento della mia lettura, inoltre la disquisizione sul tempo, il dharma, il fluire del tempo presente, passato e futuro sono ripetitive e in alcuni capitoli sono piuttosto specifiche e tecniche, risultando pesanti e difficoltose.

Durante tutto il percorso di lettura ho provato un senso di angoscia, perché la morte è sempre presente, una protagonista invisibile e opprimente. Per carità, so benissimo che fa parte della nostra esistenza, ma avendo camminato con lei, fianco a fianco, per un po' di tempo e considerato il difficile periodo storico che stiamo vivendo, non ho vissuto la lettura in maniera leggera e rilassata. Per me è stato molto faticoso, ma mi rendo conto che questo riguarda il mio vissuto personale e la mia esperienza di vita, sicuramente per molti di voi, questo romanzo risulterà intrigante, appassionante ed emozionante. Per questo non me la sento di sconsigliarlo, al contrario di invito a leggerlo perché, indipendentemente dalla mia esperienza, è un romanzo che aiuta a riflettere profondamente sul senso della vita e del tempo sprecato dietro minuzie e cose futili.

“Noi esseri umani siamo fiori senza nome che sbocciano nel campo del tempo. Abbandoni tutte le avidità e sia umile di fronte al tempo, che è assoluto e magnifico. Il tempo: lui sì che non aspetta!”

(citazione tratta dal testo)

Quindi non esitate, prendete il libro, sfogliatelo e lasciatevi coinvolgere dalla direttrice del banco e dalle storie dei diversi personaggi.

Buona lettura e buon tempo...passato, presente e futuro.



Marianna Di Bella




(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia dell'ebook.

martedì 23 settembre 2025

Recensione: "C'è un cadavere a Baker Street" - Vicki Delany

 c'è un cadavere a baker street, indagine, libro giallo, recensione, libri il nostro angolo di paradiso, mdb, ebook

Titolo: C'è un cadavere a Baker Street

Titolo Originale: Body on Baker Street

Autrice: Vicki Delany

Editore: Newton Compton Editori



Siamo alla fine di settembre e l'estate ha lasciato il posto alla stagione autunnale ma, fortunatamente, possiamo goderci ancora il bel tempo perché le giornate sono calde e soleggiate. Perché non approfittiamo di tutto questo per fare una piccola gita letteraria a West London, in Massachusetts? In realtà ci siamo già stati tempo fa, quindi questo è un ritorno in un luogo piacevole con una libreria particolare: “L'Emporio di Sherlock Holmes”.

Ricordate l'emporio di Gemma Doyle e di suo zio Arthur Doyle? Bene, perché è proprio lì che andremo, quindi non indugiamo troppo e dirigiamoci al numero 222 di Baker Street ed entriamo nella libreria a salutare Gemma e tutti i personaggi che abbiamo conosciuto nel primo romanzo “Mistero alla Libreria di Sherlock Holmes”.

Il locale è molto affollato perché sta per avere inizio la presentazione dell'ultimo libro pubblicato dalla famosa scrittrice Renalta van Markoff. La donna ha avuto un notevole successo negli ultimi anni e questa volta ha deciso di presentare il suo ultimo scritto proprio nella libreria di Gemma. La scrittrice è eccentrica, esigente, egoista e le piace compiacersi della fama ottenuta e dell'ammirazione dei suoi fan, infatti ama farsi fotografare insieme ai suoi ammiratori e stare al centro dell'attenzione. Appena la donna entra in libreria, accompagnata dalla fedele assistente Linda Marke e dall'addetto stampa Kevin Reynolds, l'attenzione del pubblico viene immediatamente calamitato dalla donna. La presentazione ha inizio e tutto sembra procedere per il meglio, quando accade qualcosa che sconvolgerà tutti i presenti, nessuno escluso.

Renalta Van Markoff muore misteriosamente davanti a tutti.

Cosa è accaduto?

È ciò che Gemma, la nostra protagonista, dovrà capire perché il principale sospettato è Donald Morris, amico e cliente abituale della libreria, nonché grande conoscitore di Sherlock Holmes e del suo ideatore Sir Arthur Conan Doyle. Sfortunatamente, l'uomo ha avuto un brutto alterco con la scrittrice poco prima che morisse e davanti a tutto il pubblico. Per questo motivo le indagini e le accuse si concentrano tutte su di lui, ma Gemma non crede alla sua colpevolezza, anzi ritiene che tutti siano sospettabili. È stata forse l'assistente? Una fan troppo insistente? Una scrittrice rivale oppure qualcuno che non abbiamo ancora preso in considerazione?

Per saperne di più non dobbiamo far altro che leggere il libro e seguire Gemma durante le sue indagini e la sua meticolosa analisi d'insieme di tutti gli elementi osservati, immagazzinati e rielaborati. In poco tempo ci ritroveremo completamente coinvolti e assorbiti dalla trama e sarà molto difficile tenere a freno “il piccolo detective” che è in noi. Non blocchiamolo e lasciamolo libero di investigare, osservare e fare ipotesi, perché anche questa indagine sarà interessante, intrigante e con quel pizzico di ironia e divertimento che non guastano.

Devo essere sincera e ammettere che adoro Gemma, la sua libreria, la “Sala da tè della Signora Hudson”, gli amici e i clienti abituali. Ho avuto il piacere di conoscerli e affezionarmi a loro con il primo libro, così, quando ho saputo di questa nuova uscita non ho resistito e ho iniziato a leggerlo subito. Adoro questa tipologia di romanzi e di indagini, perché non sono opprimenti, cruenti, al contrario regalano un'atmosfera accogliente, coinvolgente, regalando momenti di riflessione, indagine e divertimento.

Il romanzo mi ha catturata sin dalle primissime pagine e anche questa volta ho trovato l'indagine coinvolgente e interessante. A onor del vero, devo ammettere che la trama non è originale, però il connubio tra la scrittura dell'autrice, semplice e mai pomposa, l'atmosfera accogliente che si respira nel romanzo, i personaggi interessanti, ben costruiti e ironici e, infine, un'indagine intrigante, rendono questo libro piacevole e avvincente.

Gemma, la nostra protagonista, l'ho trovata più leggera rispetto al precedente romanzo, forse perché sta cercando di superare la sua introversione aprendosi un pochino di più con gli altri, allentando la sua meticolosità d'analisi, almeno davanti alle altre persone. Per il resto è sempre uguale, una donna di grande intelligenza, con una spiccata attenzione per i particolari ed è sempre oggetto dei continui dispetti di Moriarty, il gatto che vive nella libreria. Dispetti che regalano momenti di divertimento durante la lettura e che vi invito a scoprire e leggere, perché, se non si è capito, ho adorato anche questa secondo libro della serie e ve lo consiglio caldamente.

Prendete il libro, una bella tazza di tè e trovate un posto tranquillo dove potervi accomodare e poi, con calma, iniziate a leggere e investigare insieme a Gemma.

Salutatemi Moriarty, Violet e tutti gli altri personaggi e....buona indagine.



Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia dell'ebook



martedì 3 giugno 2025

Recensione: "Le Bibliotecarie di Lisbona" - Suzanne Nelson

le bibliotecarie di lisbona, recensione, ebook, seconda guerra mondiale, portogallo, libri il nostro angolo di paradiso, mdb

Titolo: Le Bibliotecarie di Lisbona

Titolo Originale: The Librarians of Lisbon

Autrice: Suzanne Nelson

Editore: Newton Compton Editori




I libri sono macchine del tempo che ci portano in epoche passate alla scoperta di storie, eventi e personaggi poco conosciuti o dimenticati dalle grandi pagine di Storia.

I libri sono viaggi che tutti possiamo fare, non servono grandi preparativi, occorre solo una buona dose di intraprendenza, curiosità e un testo che ci guidi aiutandoci a districarci tra gli eventi che si succedono pagina dopo pagina. Una mappa entro cui muoversi per vivere un'avventura meravigliosa e indimenticabile.

Quando ho letto la trama del romanzo “Le Bibliotecarie di Lisbona” di Suzanne Nelson, sapevo che per me avrebbe rappresentato, non solo un viaggio in un periodo storico interessante, la Seconda Guerra Mondiale, ma anche un ampliamento del mio bagaglio di conoscenza, scoprendo particolari ed aspetti per me sconosciuti.

Pur essendo un'opera di fantasia, il romanzo si è ispirato a fatti, luoghi e persone che sono realmente esistiti, dando, in questo modo al romanzo, un'impronta storica più interessante e incisiva. Il romanzo, infatti, è ambientato in Portogallo, una nazione che, durante tutto il periodo della guerra, si dichiarò neutrale, giocando un ruolo fondamentale per le sorti del conflitto. Accolse rifugiati, e la città di Lisbona divenne l'epicentro per lo spionaggio, per gli affari clandestini, per il contrabbando di tungsteno e il mercato nero di visti, documenti etc.

Lisbona è stato il cuore delle più rischiose operazioni di spionaggio da parte degli Alleati. Numerose spie si sono incrociate, scontrate, sfiorate tra le vie della città, per raccogliere importanti informazioni sul nemico, ribaltando, in questo modo, le sorti del conflitto. Donne e uomini che coraggiosamente hanno messo a repentaglio la propria vita per salvarne altre.

Protagoniste di questo romanzo sono due spie. Due donne americane che, pur essendo diverse per carattere, estrazione sociale e storia personale, si ritrovano in un periodo particolare della loro vita e diventano amiche. Grandi amiche.

Bea e Selene vivono e lavorano a Boston come bibliotecarie fino a quando il destino non le porterà ad essere ingaggiate dai servizi segreti americani e mandate in missione a Lisbona per raccogliere informazioni e segreti sul nemico, dando in questo modo il loro contributo alla causa bellica e a una guerra atroce e disumana.

Bea è una ragazza molto intelligente, ha una eccezionale memoria visiva ed è bravissima a decifrare i codici. Ama la vita tranquilla, i libri e ha accettato l'incarico in Europa perché vorrebbe ritrovare il fidanzato, catturato dai nazisti.

Il suo incarico a Lisbona, consiste nel recuperare tutti i manuali che spieghino l'utilizzo dei mezzi e delle armi nemiche e tutte le pubblicazioni straniere scampate alla censura tedesca. Ma la sua genialità e le sue doti mnemoniche non passano inosservate e la ragazza viene ingaggiata dall'agenzia di intelligence più segreta ed enigmatica della Gran Bretagna per una missione di vitale importanza: scoprire il doppiogiochista che vende il tungsteno ai nazisti.

“Aveva passato la vita a rendersi più piccola, più silenziosa, per risparmiarsi il disagio di essere notata. Ciò che aveva fatto per autoconservazione si era in qualche modo trasformato in un talento invidiabile.”

(citazione tratta dal testo)

Selene, invece, è una ricca ereditiera caduta in disgrazia ridotta a lavorare in una biblioteca pubblica di Boston. Quando si imbatte nel manifesto di reclutamento del dipartimento della guerra, la ragazza non esita neanche un secondo e si arruola. Ha bisogno di allontanarsi da quella città e da chi la conosce, ha bisogno dell'anonimato e raggiungere l'Europa è la soluzione ideale. Selene cerca la fuga, l'anonimato, il brivido. Il suo compito è di inserirsi nel jet set della città per scovare la spia che fa uccidere i rifugiati e i personaggi importanti.

Riusciranno le due ragazze nel loro compito? È ancora troppo presto per svelarlo, posso però dirvi che in questo gioco di spionaggio e controspionaggio si inserisce una variabile instabile e pericolosa per i soggetti interessati: l'amore. Un sentimento bellissimo che, inserito in un gioco così delicato e pericoloso, sbilancia e influenza il lavoro, l'imparzialità e le scelte delle due ragazze.

“Siate intelligenti e scoprirete dei segreti. Siate fiduciose e vi ritroverete morte.”

(citazione tratta dal testo)

Di chi fidarsi? Di nessuno? Di tutti?

Una decisione difficile che, però, lascerò a voi scoprire.

“Le bibliotecarie di Lisbona” è un romanzo piacevole, interessante ma, personalmente, ho trovato alcune parti poco entusiasmanti e scontate. La storia di Selene, ad esempio, l'ho trovata prevedibile, banale, poco emozionante e con dei dialoghi superficiali. Il suo personaggio non trasmette quella serietà e quella professionalità che ci si aspetta da una spia che si trova a vivere in costante pericolo e impegnata a carpire informazioni vitali per le sorti della guerra. È, più che altro. una ragazzina che gioca a fare la spia e a inseguire il suo amore romantico e poco credibile.

Bea, al contrario, è il personaggio che ho apprezzato di più perché ha una crescita personale più significativa ed emozionante. Bea arriva in Portogallo come una semplice ragazza che cerca di superare le proprie sofferenze e passo dopo passo imparerà a conoscere se stessa e a prendere consapevolezza delle sue capacità e della sua forza. Una crescita personale che la porterà, non solo a prendere consapevolezza di sé, ma anche a scoprire e seguire i suoi sogni, i suoi desideri. Scoprendo una donna piacevole, indipendente e coraggiosa. I capitoli dedicati alla sua storia sono quelli che ho apprezzato di più. Mi hanno emozionata e incuriosita talmente tanto da non vedere l'ora di leggerli, desiderando saltare, a volte, quelli dedicati a Selene

Non ho apprezzato la scelta, da parte dell'autrice, di focalizzare il romanzo sulle storie d'amore, perché le ho trovate superficiali, poco coinvolgenti e poco credibili. Personalmente avrei dato più profondità e spazio al loro lavoro di spie, soffermandomi sulla pericolosità e l'ambiguità del lavoro e dei rapporti interpersonali. Avrei dato più spazio alla parte storica che ho trovato molto più interessante e incisiva perché affronta tematiche poco conosciute, come ad esempio il contrabbando del tungsteno, un materiale molto ricercato per la costruzione del materiale bellico; il ruolo del Portogallo come paese neutrale ma invischiato in giochi di potere e sotterfugi clandestini e fulcro di spie e contrabbandieri pericolosi. Oppure il ruolo delle bibliotecarie del congresso americano che avevano il delicato compito di trovare i libri condannati a sparire dalla censura nazista o i manuali dei mezzi bellici tedeschi. Un compito estremamente delicato, pericoloso e di vitale importanza per l'andamento della guerra. Una parte storica, questa, poco conosciuta e che merita il giusto riconoscimento e la giusta attenzione. Personalmente l'ho apprezzata molto e credo che la prossima ricerca verterà proprio su queste tematiche.

Peccato per le parti che non ho apprezzato, perché il romanzo poteva essere ancora più interessante ed entusiasmante.

Buona lettura.


Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia dell'ebook

venerdì 14 marzo 2025

Recensione: "Il piccolo negozio della signora Hinata" - Gen Katō

il piccolo negozio della signora hinata, ebook, recensione, libri il nostro angolo di paradiso, mdb, giappone, romanzo

Titolo: Il piccolo negozio della signora Hinata

Titolo Originale: Custard

Autrice: Gen Katō

Editore: Newton Compton Editori




Ci sono libri che sono delle vere e proprie coccole letterarie. Delle carezze che sfiorano delicatamente l'anima, portando un pochino si serenità e pace. Regalando una piccola pausa ai problemi quotidiani, allontanandoli per un po' dai nostri pensieri. Momenti in cui ci lasciamo avvolgere completamente dal romanzo estraniandoci dal mondo esterno.

“Il piccolo negozio della signora Hinata” ha questa capacità; ci prende, ci avvolge e ci culla facendoci dimenticare momenti tristi, rimorsi e rimpianti per un passato che non c'è più e per avvenimenti che non possiamo modificare.

Se state attraversando un momento del genere e avete un rimpianto che non vi abbandona da tempo, vi consiglio di leggere il romanzo e di seguire le voci narranti che si alternano tra un capitolo e l'altro. Queste voci vi condurranno in un viaggio piacevole e delicato. Pronti?

Siamo a Tokyo alla fine di una strada in discesa e, incastonato tra alti edifici in cemento, c'è un piccolo ristorante che prepara degli ottimi bentō a un prezzo contenuto. Al suo interno troviamo una giovane donna riservata e schiva, non abbiate timore, lei è la figlia del proprietario del ristorante e una delle protagoniste, ma la sua storia la scopriremo solo alla fine del romanzo.

Una volta entrati, consiglierei di posizionarci in un angolo per osservare meglio la clientela che frequenta il locale, soffermandoci, in particolare, su quattro persone, i protagonisti e le voci narranti del libro. Saranno loro a condurci all'interno delle loro storie personali e nel cuore del romanzo, svelando il potere e la bellezza di questa storia.

Akari Maejima, Shinnosuke Ōsugi, Yūri Sakurada e il tassista sono le quattro voci narranti e clienti abituali del ristorante. Non si conoscono ma vivono e lavorano in zona e amano molto i bentō  preparati nel locale, tanto da frequentarlo spesso, per questo possiedono una tessera punti, al completamento della quale riceveranno un prodotto in omaggio, in questo caso una bibita; ma ciò che i nostri protagonisti non sanno è che insieme al prodotto verrà consegnato anche un piccolo dono custodito in una bustina di carta. Cosa contiene? È ancora troppo presto per svelarlo, ma posso dirvi che ogni persona riceverà un regalo diverso a seconda della loro storia e del rimpianto che si portano dietro. Un dono in grado di far riemergere i ricordi e quella sofferenza che li ha chiusi in se stessi rendendoli infelici.

Ebbene sì, pur essendo diversi, ognuno di loro porta con sé un rimpianto che li ha bloccati lungo il percorso della loro vita. Ad esempio Sakurada ha solo 16 anni eppure da un po' di mesi non frequenta più la scuola e non vuole fare amicizia con nessuno. Si è estraniata e allontanata da tutti, si sente persa e non sa come ritrovare la felicità, così si trascina giorno dopo giorno aspettando di capirlo. Akari, invece non riesce a tenere un lavoro stabile, non ha amici e la sua vita scorre lenta e monotona tra lavoro e casa; Ōsugi , invece, si è allontanato da casa per lavoro ed evita in ogni modo tutte le attenzioni della madre e anche la sua vita scorre lenta e noiosa.

Che cosa li blocca? Quali sono i rimpianti che si portano dietro e che ostacolano il loro percorso esistenziale, bloccandoli in un limbo da cui sembrano non riuscire a riemergere?

Per scoprirlo dovremo aspettare che ognuno di loro completi la tessera punti per poter sbirciare nella busta di carta e comprendere, così, la loro storia personale.

Un'attesa che ci permetterà di conoscere una storia delicata, istruttiva e commovente nella parte finale.

Ho apprezzato molto questo romanzo perché la sua storia mi ha emozionata e mi ha permesso di sognare estraniandomi dal resto del mondo. Per qualche ora ho lasciato fuori i problemi quotidiani e mi sono affidata completamente al contenuto delle pagine, permettendo alla storia di avvolgermi in un caldo abbraccio, respirando i profumi della cucina giapponese e immergendomi in un'atmosfera delicata ed emozionante. Amo questa tipologia di romanzi perché, non solo regalano momenti di delicatezza, ma portano con sé quel pizzico di speranza e positività che manca nella società odierna costellata da brutte notizie, violenza e soprusi. Questo è un romanzo che aiuta i protagonisti e noi lettori a vedere noi stessi e ciò che abbiamo intorno con uno sguardo più comprensivo e sereno. La storia ci ricorda quanto sia importante non fermarsi troppo sul passato e vivere in funzione di esso, ma di affrontarlo e superarlo per poter vivere meglio il presente e mettere le basi per un futuro più sereno. Occorre lasciare andare anche i rimpianti e gli sbagli, perché non farlo vorrebbe dire trasformarli in zavorre che appesantiscono il nostro essere e bloccano il nostro percorso esistenziale. A volte basta un piccolo e semplice passo in avanti per avviare il cambiamento e recuperare gli sbagli, il presente, se stessi e la propria vita. Lo capiranno anche i nostri protagonisti che grazie ai doni della signora Hinata, impareranno dai propri errori a vedere meglio la bellezza in se stessi e in ciò che li circonda ma, soprattutto, faranno quel primo passo che li porterà ad avviare il loro processo di cambiamento.

“La mia vita. La mia felicità.

Come dovrei fare per afferrarle?

Come si fa concretamente?

Ancora non lo so, eppure nel frattempo la mia vita va avanti.”

(citazione tratta dal testo)

Siete pronti per lasciare andare i rimpianti e immergervi completamente in questo romanzo delicato ed emozionate?

Spero di sì.

Buona lettura.




Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia dell'ebook




martedì 18 febbraio 2025

Recensione: "Dolci Misteri alla Libreria Cinnamon Bun" - Laurie Gilmore

dolci misteri alla libreria cinnamon bun, libro, recensione, romance, libri il nostro angolo di paradiso, mdb

Titolo: Dolci Misteri alla Libreria Cinnamon Bun

Titolo Originale: The Cinnamon Bun Book Store

Autrice: Laurie Gilmore

Editore:
Newton Compton Editori




La nostra vita è un enorme foglio bianco su cui scriviamo, anno dopo anno, le nostre esperienze, i nostri amori, i nostri pensieri. Un foglio su cui tessiamo parole e frasi, creando il romanzo della nostra esistenza. Noi siamo gli autori del nostro unico e meraviglioso libro.

“Le piaceva la sua vita. Ma non poteva fare a meno di sentire che le mancava qualcosa. Che tutti quei buchi nei suoi ricordi si stavano trasformando in qualcosa di molto simile a rimpianti. Rimpianti che non voleva portare con sé nei suoi trent'anni.”

(citazione tratta dal libro)

Hazel Kelly sente un vuoto dentro di sé, la consapevolezza di non aver vissuto pienamente la sua vita. Vorrebbe anche lei vivere una storia come quelle che legge nei libri, fatta di avventure, romanticismo, misteri da svelare e tesori da trovare. Vorrebbe uscire dalla sua comfort zone, da quell'angoletto dentro cui si è rifugiata per sentirsi al sicuro.

La sua vita scorre in maniera ordinaria, dividendosi tra casa, lavoro e i suoi amati libri. Ama ciò che ha costruito. ma alla soglia dei trent'anni sente che le manca quel pizzico di follia e avventura da cui si è sempre sottratta.

È arrivato forse il momento di lasciarsi andare e divertirsi? Forse le serve una piccola spinta per spiccare il volo, così, quando trova dei misteriosi indizi all'interno dei libri, ecco che scatta qualcosa e l'avventura ha inizio. Ma non corriamo troppo e procediamo con ordine, cercando di capire, prima di tutto, dove ci troviamo e chi è Hazel.

Siamo tornati nella piccola cittadina di Dream Harbor, la ricordate?

L'abbiamo scoperta e amata nel libro “Amori e Segreti al Pumpkin Spice Cafè” con la dolce e romantica storia d'amore tra Jeanie e Logan. Abbiamo gironzolato nella cittadina, scoprendo vie, locali e parte degli abitanti, tra questi anche la protagonista di questo secondo volume scritto da Laurie Gilmore.

Hazel Kelly, amica d'infanzia di Logan, lavora da 15 anni nella libreria “Cinnamon Bun”, ama leggere e trascorrere il suo tempo libero in compagnia degli amici e della sua famiglia.

“A Hazel piaceva la sua libreria. Le piacevano le tazze di camomilla, i giorni di pioggia e il cruciverba della domenica mattina. Le piaceva la sua vita tranquilla.”

(citazione tratta dal libro)

Hazel è dolce, intelligente, crede poco in se stessa e non pensa di piacere alle persone. Questa sua insicurezza non le permette di vedere chi, invece, l'apprezza veramente ed è segretamente infatuato di lei: Noah Barnett.

Abbiamo conosciuto anche lui nel precedente libro, amico di Logan e proprietario e capitano dell'unica barca in città a offrire tour di pesca ai turisti.

Noah, al contrario di Hazel, è uno spirito libero, ama divertirsi e ha la fama di essere un don giovanni ma, nasconde una ferita profonda, un rimorso che lo perseguita da tempo.

Il ragazzo ha una cotta per Hazel, infatti, da mesi frequenta la sua libreria comprando libri su libri pur di vederla e conoscerla meglio. Lui è convinto di non avere alcuna possibilità con lei, perché la considera più intelligente, affascinante, seria e adorabile, mentre lei, intrappolata nelle sue insicurezze, non ritiene di poter interessare ad un uomo come Noah.

Riusciranno i due ragazzi a trovare il modo di avvicinarsi e conoscersi meglio?

È ancora troppo presto per scoprirlo, perché qualcosa di strano sta per accadere in libreria.

Una tranquilla mattina di agosto, mentre tutti sono al mare o in vacanza, Hazel decide di approfittare di quel momento di calma per riordinare la libreria, in particolare, un libro posizionato in maniera strana e con un angolo della pagina piegato, come se qualcuno avesse interrotto la lettura e messo un segno. La ragazza, arrabbiata e incuriosita, apre il libro alla pagina piegata e si accorge che una frase è stata evidenziata. Per lei è inaccettabile un comportamento del genere, chi è stato?

Non si sa, però leggendo attentamente la frase sottolineata, Hazel pensa che forse quella frase potrebbe essere un messaggio per lei.

“Vieni con me, ragazza, se vuoi un'avventura.”

(citazione tratta dal libro)

Chi ha sottolineato il libro e perché?

Al momento Hazel pensa che si tratti di uno scherzo di pessimo gusto, così, mette da parte il libro e continua con la sua vita ordinaria e tranquilla. Due giorni dopo, però, trova un altro libro posizionato male, con la pagina piegata e una frase sottolineata.

“Il gusto dei mirtilli le esplose in bocca, aspro e intenso. Sapeva d'estate e di nuovi inizi.”

(citazione tratta dal libro)

Quella frase è un indizio lasciato da uno sconosciuto per lei, perché?

Hazel vuole scoprirlo e pur avendo mille dubbi, decide di seguire questa misteriosa caccia al tesoro e inspiegabilmente si fa aiutare da Noah.

È forse giunto il momento per Hazel di vivere la sua avventura e per i due ragazzi di conoscersi meglio? Riusciranno a superare le loro differenze e i loro limiti? Riuscirà Hazel a lasciarsi andare al divertimento senza pensare alle conseguenze e trovare la fiducia che le manca per guardarsi in una luce diversa, apprezzando le sue capacità e se stessa?

A voi scoprirlo, seguendo i vari indizi e trascorrendo un'estate all'insegna del divertimento e della scoperta di sé.

Hazel e Noah impareranno molto di se stessi. Entrambi non si sentono all'altezza delle aspettative degli altri, e credono di non essere abbastanza e di non valere molto; ma nonostante tutto sono aperti alla vita, alla scoperta di se e, all'amore. Sono pieni di sogni, speranze e voglia di mettersi in gioco. Tutto questo rende il romanzo più interessante, dal mio punto di vista, perché queste loro insicurezze, accompagnate dal desiderio di vivere e amare, li rendono più veri e aderenti alla realtà quotidiana. Personalmente ho apprezzato questo lato del loro carattere e il desiderio di aprirsi all'altro nonostante la paura di essere feriti, incompresi e non accettati. Sono insicuri ma dolci al tempo stesso e non ho potuto fare a meno di affezionarmi a questi due ragazzi e alla loro storia d'amore.

“Dolci misteri alla libreria Cinnamon Bun” è una storia piacevole, dolce, romantica con una percentuale più alta di scene spicy che si mescolano bene con la trama perché non sono esagerate e fuori contesto, al contrario regalano quel giusto pizzico di croccantezza che serve per rendere il romanzo e la lettura più accattivanti, coinvolgenti e mai noiosi.

La storia è carina e anche questa volta Laurie Gilmore è riuscita, con una semplice e romantica storia, a farmi vivere dei tranquilli e piacevoli momenti di lettura. Un libro coccola che rassicura e avvolge come un caldo abbraccio. Devo però fare un appunto, in questo testo mi sono mancate quelle scene ironiche che, nel primo romanzo mi avevano divertita, rendendo la lettura più leggera. Va beh spero di ritrovarle nella prossima visita a Dream Harbor con il terzo volume della saga.

In attesa, vi consiglio di passeggiare tra le strade della cittadina, chiacchierare con il club del libro, fermarvi a bere una buona tazza di caffè e ad entrare nella libreria Cinnamon Bun.

“Perché di cos'altro si aveva bisogno, quando si avevano buoni amici, buoni libri e ogni tanto un dolcetto alla cannella?”

(citazione tratta dal libro)

Il profumo dei cinnamon bun aleggia per tutta la libreria e tra le pagine di questo dolce romanzo, trasportandoci in un altro mondo e in una cittadina che vorremmo esistesse sul serio per poterla, non solo visitare, ma anche per farla diventare il nostro rifugio nei momenti di stanchezza, tristezza e malinconia.

Lasciatevi avvolgere dal caldo e travolgente abbraccio degli abitanti di Dream Harbor e da una storia romantica. Regalatevi un momento di buon umore e tranquillità e seguite Hazel e Noah in questa misteriosa e divertente caccia agli indizi.

Buona lettura.  



Marianna Di Bella

martedì 14 gennaio 2025

Recensione: "Il falsario di Auschwitz" - Paul Schiernecker

 il falsario di auschwitz, ebook, recensione, libri il nostro angolo di paradiso, mdb, recensione,  seconda guerra mondiale
Titolo: Il falsario di Auschwitz

Titolo Originale: The Counterfeiter of Auschwitz

Autore: Paul Shiernecker

Editore: Newton Compton Editori



Ogni storia è unica e irripetibile. Possono esserci elementi similari, eventi che potrebbero rimandare ad altri ricordi o altre storie ma ognuno di loro è unico, soprattutto per la persona che l'ha vissuto.

Georg Gottlieb ha vissuto pienamente la sua vita, affrontando momenti tragici e traumatici. Momenti che nessuno avrebbe dovuto vivere e affrontare. Momenti che ancora oggi ricordiamo attraverso ricorrenze, documenti, testimonianze. Olocausto, i campi di concentramento etc.

Georg Gottlieb è il protagonista e la voce narrante di questo romanzo. Colui che ci guiderà attraverso le pagine di un libro complesso, interessante e basato su eventi reali. Cosa sia vero e cosa sia falso non è importante, perché la nostra attenzione verrà catturata da due tematiche importanti e vitali di questo romanzo: il profondo amore di Georg per sua moglie e l'Unità di contraffazione creata dai nazisti per colpire gli Alleati.

Ma procediamo con ordine e ascoltiamo, anzi leggiamo, le parole di Georg e seguiamo le sue vicende personali.

Siamo a Londra, nella casa di riposo Golders Green. Qui vive Georg e in questo momento è in compagnia di Rebekah Braham, una giovane giornalista che vuole intervistarlo per scoprire la verità sull'Operazione Bernhard, l'Unità di contraffazione composta da 140 prigionieri ebrei e la misteriosa sparizione, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, di trecento milioni di sterline contraffatte.

Perché proprio lui?

Perché è l'ultimo sopravvissuto di quella operazione.

Con la sua caratteristica ironia, l'uomo inizia a raccontare la sua vita. Nel 1939 è un giovane tipografo che trascorre la sua esistenza a Praga, lavorando e uscendo con gli amici. Una sera incontra casualmente Rose Izelis e si innamora perdutamente di lei. Come ogni giovane innamorato cerca in ogni modo di impressionarla e conquistarla. Arrivando, addirittura, a far parte del partito Comunista, dove lei svolge operazioni segrete e illegali. La partecipazione del ragazzo diventa sempre più attiva e abbraccia gli ideali di libertà e lotta contro i nazisti. Riesce a conquistare Rose e a sposarla, ma i nazisti occupano Praga e la caccia ai nemici si fa sempre più serrata.

Un giorno Rose e Georg vengono arrestati e condotti su un treno diretti ad Auschwitz. Giunti a destinazione i due ragazzi vengono separati e costretti a seguire l'iter di ingresso che prevede la rasatura, la doccia, il tatuaggio. Un percorso il cui scopo è alienare e distruggere la dignità umana di ogni singolo individuo.

“I giorni non significano più nulla quando non sei più umano.”

(citazione tratta dal libro)

Georg è preoccupato perché sente di dover tutelare, sostenere e prendersi cura di sua moglie, e ora che li hanno separati non sa come fare. Nasce, così, la sua determinazione a ritrovare la moglie, trasferita a Birkenau, e salvarla a qualsiasi costo, facendo qualsiasi cosa, anche falsificare il numero del suo tatuaggio e scappare, così, da Auschwitz.

La sua caparbietà, la sua intelligenza e la sua abilità di falsificazione lo premiano, perché miracolosamente riesce a raggiungere Birkenau e rivedere Rose ma, il tanto agognato momento dura pochissimo perché l'uomo viene prelevato dalle guardie naziste che, scoperto l'inganno, lo rintracciano e...no, non lo uccidono perché le sue abilità di tipografo e falsificazione sono utili per un'operazione segreta che si sta svolgendo in un altro campo di concentramento, lontano da occhi e orecchie indiscrete.

A Konzentrationslager Schlier, un campo satellite di Mathausen, è stato costruito un reparto segreto dove vengono falsificati e stampati documenti, passaporti e, in particolare, le monete dei paesi nemici. Qui nasce l'Operazione Bernhard, un'unità di contraffazione composta da 140 prigionieri ebrei, esperti del settore, il cui scopo principale è contraffare e minare dall'interno l'economia degli inglesi e degli americani. Uomini esperti costretti a lavorare senza libero arbitrio con l'unico scopo e premio di avere salva la vita. È qui che viene condotto Georg ed è qui che dovrà mettere a frutto le sue abilità e la sua intelligenza se vuole vivere e salvare la sua amata Rose.

“Devi sopravvivere.

Devi trovare tua moglie.

Devi andartene da qui.”

(citazione tratta dal libro)

Riuscirà Geog a scappare e salvare Rose?

A voi scoprirlo seguendo le sue avventure e i suoi piani, spesso, fallimentari e pericolosi.

“Il falsario di Auschwitz” è un romanzo interessante, coinvolgente, sarcastico e piuttosto complesso e articolato. Finzione, contraffazione e realtà si rincorrono per tutte le pagine del racconto, regalandoci una storia interessante, per me troppo lunga e con una serie di eventi, spesso improbabili, che mi hanno più volte portata a chiedermi se non fosse un po' troppo costruito e artefatto rispetto alla realtà e al contesto dell'epoca. A parte queste mie personali opinioni, il romanzo è comunque interessante e coinvolgente e non si può fare a meno di volerne sapere di più sulla storia di Georg e sui suoi piani di evasione. Piani che spingono sempre al limite il protagonista, e i suoi compagni, in queste imprese folli, pericolose e spesso mortali per chi lo segue.

Georg è un personaggio complesso, intelligente, caparbio e a volte superficiale nelle scelte. Per tutto il romanzo è guidato dal profondo e intenso amore per Rose. Un amore che lo aiuterà a non arrendersi di fronte agli ostacoli e a creare piani di fuga sempre più articolati e pericolosi. Spesso, però, le sue scelte sono guidate da un pizzico di egoismo che non lo fanno riflettere sulle conseguenze negative che possono ripercuotersi sui suoi amici e compagni, mettendo in pericolo le loro vite. Questa sua superficialità verso il prossimo mi ha molto infastidita ma, riflettendo sul contesto storico e l'impulso alla sopravvivenza a cui era spinto l'essere umano in quelle condizioni, forse è comprensibile o almeno non giudicabile o criticabile.

L'amore e la speranza sono gli elementi principali su cui ruota il romanzo e la vita del protagonista che, attraverso la sua voce ironica e pungente, ci racconta una storia interessante e poco conosciuta. L'ironia è la sua armatura, il suo modo per sopravvivere e proteggersi dagli orrori che ha visto e vissuto. Ed è proprio con questo spirito che la narrazione procede pagina dopo pagina, rendendo il romanzo paradossalmente ancora più drammatico. Descrivere alcune scene violente utilizzando l'ironia creano un effetto emotivamente sconvolgente, come un pugno nello stomaco, lasciando in questo modo il lettore tramortito e traumatizzato, perché seppur inserite nel contesto di un romanzo. sappiamo che quelle atrocità sono state effettivamente inflitte a milioni di esseri umani.

“Il falsario di Auschwitz” è un romanzo che vi consiglio di leggere, nonostante alcuni difetti, che personalmente non ho gradito. È importante ricordare il passato, soprattutto in quest'ultimo periodo storico. È importante ricordare gli errori, le atrocità commesse ad altri esseri umani e cercare di imparare la lezione o quantomeno a riflettere sul rispetto dell'Altro e su quanto la vita sia breve.

Georg ci ha insegnato che è impossibile falsificare l'amore; e il suo amore per Rose è stato vero, intenso, profondo e unico.

“...non ci sarà mai una replica esatta dell'amore che abbiamo condiviso. È la mia storia e non c'è molto che si possa fare per cercare di duplicarla. In fondo al cuore, dove conta, sappiamo sempre cosa abbiamo davvero da dare al mondo.”

(citazione tratta dal libro)

“Promettimi che arriveranno sempre le otto di sera, qualunque cosa succeda e ovunque saremo.”

“Te lo prometto. Arriveranno sempre le otto di sera”

(citazione tratta dal libro)

Buona lettura!


Marianna Di Bella


(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia dell'ebook.