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sabato 5 dicembre 2020

Recensione: "Al passato si torna da lontano" - Claudio Panzavolta

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Titolo: Al passato si torna da lontano
Autore: Claudio Panzavolta
Editore: Rizzoli



Ci sono ricordi e momenti della vita che possiamo superare e comprendere solo analizzando il passato, perché farlo vorrebbe dire affrontare definitivamente quel momento che ha cambiato per sempre le nostre vite, influenzando il nostro presente.

Solo volgendo lo sguardo al passato possiamo comprendere meglio noi stessi e gli altri e, Anita lo sa bene cosa si prova a portarsi dietro qualcosa che ha segnato la sua anima e quella della sua famiglia.

Per comprendere meglio la sua storia e la sua vita, dobbiamo fare un piccolo salto nel tempo e tornare all'anno 1944, quando l'Italia si trova sotto attacco dei tedeschi e delle forze alleate.

Anita ha cinque anni e vive in un piccolo paese romagnolo insieme alla madre, alla zia Ada e alla sorella maggiore Edda. Il padre, partito per la guerra, durante l'armistizio del 1943 viene arrestato e deportato in Germania. La famiglia deve arrangiarsi e sopravvivere come può, tra fame, bombardamenti aerei e le perquisizioni dei fascisti in cerca di sovversivi e partigiani nascosti dalle famiglie locali, come ad esempio lo zio di Anita, nascosto in casa e difeso da tutta la famiglia. Fino a quando, un giorno la vita di Anita viene stravolta, lo zio viene arrestato insieme alla madre della bambina e fucilati. Un dolore intenso che Anita e Edda porteranno sempre nel loro cuore insieme al volto dell'uomo che ha assassinato la loro mamma.

Gli anni passano, la guerra finisce e Anita cresce diventando una donna testarda, forte e alla ricerca di se stessa e della giustizia. Capitolo dopo capitolo la vedremo crescere, maturare, lavorare, innamorarsi e scoprire il mondo che la circonda, partecipando ai cambiamenti politici, sociali e culturali dell'Italia. Con lei attraverseremo e vivremo un ventennio importante per la storia italiana, un periodo di boom economico accompagnato da cambiamenti epocali. Una crescita che influenzerà molte famiglie e darà l'opportunità alla protagonista e a noi lettori di osservare il tutto in prima persona.

“Sono una donna libera. Non appartengo a nessuno, nemmeno a un partito.”

(citazione tratta dal testo)

Anita non sarà l'unico personaggio che ci aiuterà a osservare e comprendere questo periodo storico, perché altri protagonisti, come il padre, la zia Rosa, la maestra, avranno un ruolo importante, facendoci partecipi delle loro vicissitudini. Punti di vista che ci daranno diverse chiavi di lettura fortemente legate al personaggio e alle loro caratteristiche psicologiche, sentimentali etc.

Purtroppo l'alternarsi dei vari soggetti narranti mi hanno confusa parecchio, perché i capitoli dedicati ad Anita sono facilmente identificabili grazie al titolo, presente in ogni capitolo, e alla narrazione in prima persona. Mentre per i personaggi secondari, tutto diventa un po' più difficile, perché la narrazione diventa in terza persona e non c'è nessun titolo di accompagnamento al nuovo capitolo che ci possa far identificare il soggetto narrante in maniera istantanea. Tutto questo mi ha creato uno stato di disagio e nervosismo, rendendomi la lettura lenta, difficile e confusa. Spesso durante la lettura mi sono dovuta fermare per cercare di capire chi fosse il protagonista, facendomi perdere il filo del discorso.

Altro aspetto negativo che non ho apprezzato e ho trovato fuori posto all'interno della narrazione e slegato alla trama, è il capitolo dedicato alla figura del famoso jazzista Chat Baker. Sinceramente non mi è piaciuto e più volte ho avuto la tentazione di saltare le pagine e andare avanti nella lettura.

Peccato perché la trama è interessante e le descrizioni rendono perfettamente l'idea del periodo storico e dei suoi cambiamenti, inoltre ho apprezzato gli estratti di articoli che riportano i fatti avvenuti in quegli anni e le foto che accompagnano alcuni capitoli perché permettono un'ulteriore comprensione dell'epoca.

Anita è la figura più interessante e coinvolgente grazie alla sua crescita fisica, sociale, culturale e politica. Attraverso lei si avrà modo di osservare più da vicino le lotte per i diritti civili, i cambiamenti per l'emancipazione femminile e in ambito politico un'osservazione in prima persona del partito socialista e comunista.

“..trovare una ragione per non smettere di credere nelle proprie idee.”

(citazione tratta dal testo)

Anita non dimenticherà mai la figura della madre e la necessità di ritrovare il suo assassino. Lo troverà? Riuscirà ad avere un confronto con lui?

A voi scoprirlo.

A voi decidere se continuare la lettura. Io mi fermo qui. Vi ho accompagnato per un tratto di strada spiegandovi cosa ne penso del libro, ma ora sta a voi scegliere se continuare o meno.

A voi seguire il vostro istinto e gusto personale.

Buona lettura.


Marianna Di Bella


(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro.

venerdì 29 marzo 2019

Recensione: "Gilgi, una di noi" - Irmgard Keun

libro, recensione, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, emancipazione femminile, indipendenza, germania
Titolo: "Gilgi, una di noi"
Autrice: Irmgard Keun
Editore: L'orma editore


In una casa della media borghesia di Colonia, la famiglia Korn si sta preparando per iniziare una nuova giornata lavorativa. Una famiglia normale e tranquilla, composta dai due genitori e dalla loro unica figlia, Gilgi.
La ragazza ha vent'anni ed è piena di vita, infatti, sta ultimando i suoi esercizi mattutini per riattivare il corpo e la mente, tenendoli in costante allenamento. La sua vita è ben programmata, esercizi fisici la mattina, colazione con i genitori e il lavoro come stenotopista presso la ditta Reuter & Weber. Il pomeriggio segue corsi di lingua inglese, francese, spagnolo e ogni mese mette da parte dei soldi per poter viaggiare e affinare, così, la sua conoscenza delle lingue.

“...si inorgoglisce un po' del proprio modesto coraggio e della propria autodisciplina. Rispettare il programma. Non discostarsi dal sistema. Non mollare, nemmeno nelle più minuscole minuzie.”
(citazione tratta dal testo)

Gilgi segue tutto disciplina e determinazione, è una ragazza decisa a perseguire i suoi obiettivi e per farlo deve seguire attentamente il suo programma, anche nelle piccole cose. Per questo motivo ha affittato una piccola mansarda dove potersi rilassare e portare avanti i suoi esercizi di traduzione. Ogni pezzo del mobilio è stato scelto e comprato da lei, e dopo l'orario d'ufficio si rifugia lì e finalmente può essere se stessa...libera e indipendente.

“Voglio lavorare, voglio andare avanti, essere autonoma e indipendente – devo arrivarci passo dopo passo. Adesso imparo per bene le lingue, risparmio, e forse entro un paio d'anni avrò un mio appartamento, e magari arriverà ad avere un mio negozio.”
(citazione tratta dal testo)

Gilgi è una ragazza forte, determinata, che non si perde in cose superficiali, non pensa alla politica, alla collettività. È completamente concentrata su se stessa, fino a quando qualcosa o qualcuno non stravolgerà i suoi piani.
L'amore arriverà improvvisamente, stravolgendole la vita e facendole perdere le basi della sua tranquillità; insegnandole che amare, a volte, vuol dire perdere parte di sé per unirla a un'altra realtà, diversa e contrapposta, e tutto questo l'aiuterà a riflettere profondamente su se stessa e il mondo che la circonda.
Sicuramente vi starete chiedendo dov'è la particolarità di questo romanzo, sembrerebbe una storia come tante, be' non è così perché il romanzo è stato scritto e ambientato nel 1930, quando il nazismo era già apparso in Germania e le ragazze non avevano idee così indipendenti e libere. I primi segni di emancipazione della protagonista, le tematiche scottanti, le idee ultra moderne hanno fatto sì che il romanzo venisse bandito dal nazismo. E a ben vedere le tematiche femminili, presenti nel testo, sono ancora oggi molto attuali e Gilgi potrebbe rappresentare una qualsiasi ragazza moderna in cerca della sua strada e della sua indipendenza.
Un romanzo che sorprende, non solo per i temi trattati, ma anche per il sarcasmo nel descrivere la media borghesia e la società di quegli anni, e per lo stile apparentemente leggero e frivolo. A un primo colpo d'occhio si ha la sensazione di leggere un romanzetto semplice e di poche pretese, ma è un grande errore perché la storia è complessa, intensa, drammatica, intrigante e con una punta di cinismo che rende il libro godibile e profondo.
Il romanzo è ben scritto e pagina dopo pagina cresce di intensità, introspezione e riflessione. Il testo cresce al crescere della protagonista, che ci permetterà di entrare nell'intimità dei suoi pensieri, delle sue riflessioni e dei dubbi riguardo se stessa, l'amore che sta vivendo, la passione incontrollabile e la precarietà della vita lavorativa e sociale.
Un'altalena di emozioni, pensieri e dubbi che ci trascinano in un vortice emotivo da cui ci sentiremo persi e indifesi, ma che ci permetteranno di comprendere al meglio le molteplici sfaccettature del carattere di Gilgi, che saprà coinvolgerci nella sua vita e nelle sue riflessioni.

“Da quella notte in Gilgi si è rotto qualcosa. Certo, è cosa buona voler bene a qualcuno – amare qualcuno, pure. Ma essere innamorata, essere innamorata con tutta se stessa è una condizione straziante. Dovrebbe esserci una medicina per chi si trova in quello stato. Si finisce per essere svuotati, separati dalle persone e dagli oggetti, non si vede più niente, non si sente più niente, tutto s'inabissa, tutto diventa profondamente indifferente. Lo sforzo per conservare qualcosa di significativo diviene uno strazio snervante.”
(citazione tratta dal testo)

Vedremo Gilgi perdersi dietro un amore travolgente, dubitare di se stessa ma, soprattutto, la vedremo e sentiremo crescere emotivamente e psicologicamente.
La storia non è così convenzionale come sembra, e il fatto di essere stata scritta nel 1930 la rende ancora più interessante. La società è ben descritta e alcune tematiche diventano dei veri e propri spunti di riflessione, come ad esempio: l'aborto, il matrimonio, la convivenza, l'indipendenza e la precarietà della condizione femminile all'interno del contesto storico, sociale ed economico della Germania degli anni trenta.
Ho apprezzato molto la figura di Gilgi, la sua naturalezza, la sua spontaneità, la sua determinazione e il suo essere estremamente moderna in una società chiusa. Altra particolarità che ho apprezzato del romanzo, sono i tre puntini di sospensione che, per alcuni potrebbero essere fastidiosi ma, per me danno il giusto ritmo al romanzo, creando quelle pause in cui sottolineano e danno enfasi agli avvenimenti e ai pensieri della ragazza, creando ancora più pathos e interesse
Riuscirà Gigli a non perdere se stessa nel vortice dell'amore?
Riuscirà a non perdere di vista il suo futuro?
A voi il piacere di rispondere, scoprendo la bellezza del romanzo, lo stile moderno e l'intensità della nostra protagonista.

“La tiene stretta nelle mani, Gilgi, la sua piccola vita.”
(citazione tratta dal testo)

Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)