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martedì 21 gennaio 2025

Recensione: "Charlotte. La piccola Brontë” - Antonella Iuliano

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Titolo: Charlotte. La piccola Brontë

Autrice: Antonella Iuliano

Editore: Literary Romance Edizioni




“Cosa vuoi fare da grande?”

Quante volte, da bambini e poi adolescenti, ci è stata posta questa domanda?

Tante.

Troppe.

Quando si è giovani è difficile riuscire a comprendere se stessi e i cambiamenti che il corpo sta subendo, figuriamoci se si è in grado di stabilire a quale futura carriera ambire.

Sono pochi i bambini o gli adolescenti che capiscono subito le loro doti e cosa vogliono realizzare. Gli altri sono confusi, indecisi e il senso di impotenza, inadeguatezza e insoddisfazione aumenta e si intensifica. Alcuni hanno la fortuna di avere accanto adulti che, comprendendo questo momento di confusione, li aiutano e li ascoltano. Altri, invece, devono scoprirlo da soli con fatica e sofferenza.

Questo è un momento particolare della vita che deve essere affrontato con delicatezza e sensibilità. Un momento che tutti abbiamo vissuto e attraversato.

Un momento che anche Charlotte Stevens sta vivendo.

Lei è non solo una giovane studentessa inglese degli anni 50, ma anche la protagonista di questo romantico e splendido romanzo.

Siamo a Countville, nel Suffolk, e Charlotte rientra da scuola inquieta e insoddisfatta. Solitamente le basta rifugiarsi nella sua camera e dare sfogo alla sua fervida immaginazione. Creando mondi e storie meravigliose che l'avvolgono e la cullano, estraniandosi completamente dal resto del mondo, dimenticando i problemi quotidiani e adolescenziali della sua vita. Questa volta, però, la sua fantasia non la conforta, perché quel senso di impotenza e insoddisfazione è sempre più forte e non riesce a dare voce e forza a ciò che prova. Non riesce a comprendere appieno se stessa, cosa vuole dal futuro e quali possano essere le sue aspirazioni. Si sente persa e ferma lungo il percorso della sua esistenza.

Accompagnata da questa afflizione interiore si aggira per casa, entrando e uscendo dalle stanze come un'anima inquieta, fino a quando non entra in camera della madre e trova un libro da cui si sente subito attratta. Lo prende, lo sfoglia e scatta un amore travolgente che noi lettori conosciamo benissimo.

Charlotte legge “Cime Tempestose” per la prima volta, ritrovandosi nella storia e nell'inquietudine dei personaggi.

Legge e si innamora.

Legge e si riconosce.

“Quel titolo sembrava capace di comunicare direttamente con la sua anima per mezzo di una strana e a lei sconosciuta magia.”

(citazione tratta dal libro)

Charlotte incontra per la prima volta la scrittura magnetica di Emily Brontë e con lei intraprende un viaggio che le cambia la vita.

Legge con passione e avidità fino ad arrivare all'ultima pagina. Chiude il libro e sente subito la mancanza dei personaggi e della storia. Capisce che rileggere il libro non le farà ritrovare e sentire le stesse sensazioni ed emozioni vissute durante la prima lettura.

È ansiosa e desiderosa di parlarne con qualcuno che lo ha letto, per confrontarsi e confidarsi su ciò che ha provato e vissuto. Vorrebbe conoscere meglio l'autrice, le sue opere e la sua vita.

Ma come fare? Come muoversi in questo mondo che per lei è ancora troppo grande e sconosciuto?

Forse, l'unica soluzione è parlarne con la persona che ha prestato il libro a sua madre: la signora Chloe.

Un giorno decide di  andare a trovarla e quando la incontra avviene qualcosa che cambierà il corso della sua vita e quella di noi lettori; perché la nostra Charlotte incontrerà un'anima affine che l'aiuterà consigliandole molti altri testi letterari, in particolare quelli delle sorelle Brontë, di cui la nostra protagonista si innamorerà follemente; ma cosa più importante, la signora Chloe l'aiuterà a scoprire e comprendere meglio se stessa, le sue idee, il suo valore, facendo emergere il suo vero talento: la scrittura. Un dono che nessuno l'ha mai aiutata a scoprire e coltivare. Charlotte è dotata di una fervida immaginazione, ma deve essere incanalata e guidata per poter esprimersi al meglio per essere riportata su carta.

“Non è questa la magia che lei vuole diffondere? Quella che si sprigiona dalle pagine e ti fa dimenticare dove sei e chi sei fino a quando non chiudi il libro? E a volte continua anche dopo?”

(citazione tratta dal libro)

La signora Chloe le regala qualcosa di inestimabile valore, una profonda amicizia e la libertà di esprimere se stessa attraverso le parole, imparando a darsi un'opportunità nella vita.

Inizia così il viaggio di Chloe alla scoperta e all'amore profondo e viscerale per la scrittura, alla scoperta dell'amore e delle prime delusioni e all'incontro con Dylan, ma non aggiungerò altro, perché arrivati a questo punto sarete voi a seguire Charlotte lungo il suo percorso di crescita,

“Charlotte. La piccola Brontë” è un inno d'amore per la scrittura e per le sorelle Brontë.

È un romanzo bello, romantico, commovente e delizioso.

In ogni pagina si evince l'amore che Antonella Iuliano sente verso la scrittura e Charlotte Brontë. Il suo è un inno d'amore che arriva a noi lettori in maniera limpida e decisa. L'autrice apre uno spiraglio nella sua anima per permetterci di osservare e comprendere questo suo amore attraverso parole che danzano e volteggiano posandosi delicatamente sulle pagine, regalandoci emozioni e sensazioni di serenità e piacevolezza.

Personalmente ho amato questo romanzo e posso tranquillamente affermare che tra i libri letti di Antonella Iuliano, questo è in assoluto il mio preferito. L'ho amato in ogni sua sfaccettatura e passaggio narrativo. Ho apprezzato il rapporto che si instaura tra Charlotte e la signora Chloe; un rapporto di reciproco rispetto che si intensifica pagina dopo pagina trasformandosi in un grande amore filiale. Ho sognato e trattenuto il fiato per la storia tra Charlotte e Dylan, anche se in alcuni punti avrei voluto strozzarlo, ma questo lo capirete solo leggendo la storia.

Ho amato ogni personaggio, anche quelli meno incisivi e negativi, perché sono descritti bene e pieni di sfaccettature. Sono sempre coerenti con il contesto e il loro carattere, e non risultano mai stereotipati, neanche nei momenti di dolore o di dolcezza, dove spesso si rischia di cadere in frasi melense e fuori luogo.

Antonella Iuliano ha una bella scrittura e i suoi romanzi non sono mai banali o scontati, al contrario riesce a regalare a noi lettori storie interessanti, profonde, romantiche con dei protagonisti sensibili ma forti. In questo romanzo, Charlotte è un personaggio femminile bello e intenso che cresce pagina dopo pagina acquisendo consapevolezza di sé, delle sue capacità e del suo essere donna, lottando nel perseguire i suoi sogni e i suoi obiettivi. Acquisisce determinazione, competenza senza mai perdere di vista la sua sensibilità, imparando ad alzare lo sguardo e a non sentirsi persa in un mondo difficile che può spaventare e infiacchire, soprattutto la donna che in quegli anni cerca di conquistare i suoi diritti e il suo posto nella società.

“Quello che sto cercando di dirti e che non siamo molto diverse da ciò che erano Charlotte, Emily e Anne. Come loro siamo delle donne che portano pazientemente un carico che la vita ci pone sulle spalle, fatto di sofferenze, di rinunce, di delusioni, di solitudine, ma siamo brave a estraniarci e lo siamo tanto che a volte quel peso è come se non lo avvertissimo più.”

(citazione tratta dal libro)

“Charlotte. La piccola Brontë” è una storia d'amore che fa battere il cuore e che vi consiglio di leggere e scoprire.

Aprite il libro, sfogliate le sue pagine e lasciatevi avvolgere dalla storia di Charlotte e dal suo amore per la scrittura.

Buona lettura.


Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio l'Autrice per la copia dell'ebook.


giovedì 31 ottobre 2024

Recensione: "Doppio Stradivari" - Antonella Iuliano

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Titolo: Doppio Stradivari

Autrice: Antonella Iuliano

Editore: Pubme



C'era una volta...


Potremmo iniziare così, a parlare di questa misteriosa quanto affascinante storia scritta da Antonella Iuliano. Una storia che ci rimanda alle fiabe di una volta, dove il bene e il male si scontrano e la paura dell'ignoto e del mistero attirano e spaventano al tempo stesso.

Un romanzo che ci porta con la fantasia in un castello situato alle porte di Vienna.

L'atmosfera intorno a questo vecchio maniero è austera e rigida, come la sua padrona: la contessa Zsofia Von Grath. Una donna che incute timore negli altri e non si preoccupa del benessere degli abitanti del villaggio.

Vive nel castello con la contessina Katharina Von Grath, circondata da uno stuolo di domestici che non considera minimamente.

Nel villaggio però, circolano diverse storie e leggende riguardanti il maniero e la torre.

Non si sa bene cosa dicono, però possiamo seguire una figura incappucciata che in una fredda notte di inizio febbraio sale, con passo esitante, le scale della torre.

La misteriosa figura è Lena Reiter, una domestica del castello. Ha un incarico importante e segreto datole dalla contessa stessa. Nessuno deve sapere di cosa si tratta.

Fortunatamente noi non viviamo nel castello e non siamo alle dipendenze della contessa, quindi possiamo continuare a seguire la ragazza, per scoprire che il suo compito consiste nel portare, ogni sera, il pasto alla persona imprigionata nella torre.

Di chi si tratta?

Di una giovanissima fanciulla dai capelli corvini, dall'aria spaurita e con uno sguardo limpido e innocuo. Un'anima buona e indifesa. Lei è Larissa, la nostra protagonista e vittima della storia

Cosa le è accaduto? Perché la contessa la tiene prigioniera nella torre?

Quello che per ora posso dirvi, senza svelarvi tutta la trama, è che le due ragazze legheranno immediatamente e l'unico desiderio di Larissa è di poter riabbracciare il violino nero appartenuto al padre.

“Trova il violino nero e portamelo. Lascia che lo veda un'ultima volta.”

(citazione tratta dal libro)

Il violino nero veniva suonato in coppia con un meraviglioso violoncello bianco, costruiti entrambi dal famoso Stradivari.

“...comunicavamo tra noi a colpo di archetto. La musica era come una lingua comune, che soltanto io e mia sorella potevamo comprendere e al contempo un balsamo sulla grande ferita nel cuore di nostro padre. Suonare riempiva il vuoto lasciato dalla mamma: in quei momenti era come se lei fosse presente.”

(citazione tratta da libro)

Notte dopo notte Lena scoprirà la storia di Larissa e dei due strumenti musicali, mentre noi lettori non possiamo fare altro che continuare a sfogliare il libro e scoprire il mistero che si cela nel castello.

Lasciatevi guidare dalla scrittura di Antonella Iuliano e dalla melodia dolce e malinconica dei due strumenti, perché vi condurranno all'interno di una storia fiabesca, dolce, intrigante e misteriosa.

“Si amarono le note feconde, si accarezzarono le corde tese, gli archetti veloci s'infiammarono...il bianco, il nero, le loro labbra.”

(citazione tratta dal libro)

È sempre piacevole farsi avvolgere dalla scrittura dell'autrice perché le sue descrizioni accurate e coinvolgenti fanno sentire il lettore come parte della storia. Si partecipa con emozione alla disavventura di Larissa entrando in empatia con lei e con Lena, una ragazza che, grazie alla sua sensibilità e al suo coraggio, aiuterà e sosterrà Larissa nei momenti di sconforto e timore.

“La melodia era per Lara evasione dall'opprimente realtà in cui era confinata.”

(citazione tratta dal libro)

Leggere il romanzo è stato per me come ritrovarmi all'interno di una favola, dove il bene e il male entrano in conflitto e i personaggi cattivi si scontrano con quelli buoni. Tutto accompagnato da una melodia avvolgente e rassicurante.

Una lettura che vi consiglio se amate il mistero, le favole, un segreto da scoprire e qualcuno da salvare. Una lettura perfetta anche per questo periodo dell'anno.

Seguite la melodia e...buona lettura.



Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio l'Autrice per la copia dell'ebook


venerdì 16 giugno 2023

Recensione: "Ljubov'. La neve tra le betulle" - Antonella Iuliano

 

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Titolo: Ljubov' - La neve tra le betulle

Autrice: Antonella Iuliano

Editore: Genesis Publishing



L'amore è imprevedibile. Si presenta alle porte del nostro cuore quando meno ce l'aspettiamo, quando non lo vogliamo nelle nostre vite, quando pensiamo che ormai sia troppo tardi per innamorarsi e siamo convinti che non esista nessuno adatto a noi, nessuno in grado di amarci come vorremmo o meriteremmo. Arriva e stravolge tutto: noi stessi, le nostre vite.

Si presenta inaspettatamente e nei luoghi più strani e inconsueti, come ad esempio: un cimitero.

Non sto scherzando, avete letto bene: un cimitero. Più precisamente quello degli Artisti di Tichvin, in Russia, davanti alla tomba del famoso scrittore Fëdor Michajlovič Dostoevskij. Qui si incontrano due ragazzi, si guardano, un accenno di sorriso e poi ognuno prende la sua strada, inconsapevoli di ciò che il futuro ha in serbo per loro. Non si conoscono, non sanno nulla l'uno dell'altro, eppure i loro cuori sono stati toccati in maniera indelebile.

Si incontreranno di nuovo? Di solito spetta al destino decidere dove e quando ma, questa volta, possiamo scoprire tutto e subito, grazie alla penna di Antonella Iuliano che per questa volta si sostituisce al destino, tornando a scrivere e farci sognare con una nuova storia d'amore.

Ricordate Pasha, Aleksandra e Yurij, i protagonisti del libro: “Ushanka”? Vi ricordate le loro storie? Sì? Bene, perché sono tornati ad allietare le nostre ore di lettura con una nuova intrigante e romantica storia.

Sono trascorsi tre anni da quando li abbiamo lasciati nel primo libro. Molte cose sono cambiate nelle loro vite. Pasha e Aleksandra si sono sposati e hanno un bellissimo bambino di nome Sasha. Il bimbo adora e ama incondizionatamente suo zio Yurij, che ricambia questo amore puro e totalizzante. Attraverso Sasha, il ragazzo sembra aver trovato un po' di serenità, dopo la brutta esperienza accaduta tre anni prima, nella quale rischiò di spezzare, e perdere per sempre, il rapporto con il fratello.

Yurij ha imparato molto dai suoi errori, si sta comportando bene, in maniera più assennata e giudiziosa...sta maturando. Ma se ci soffermiamo a osservarlo con più attenzione, ci renderemo conto che qualcosa non va, il ragazzo non è completamente sereno, è come se avesse perso vitalità, fiducia. Gli manca qualcosa.

Gli manca un amore tutto suo da vivere appieno ma, dopo ciò che ha combinato in passato, sente di non meritare l'amore di un'altra persona e, così, trascorre i suoi giorni tra il lavoro, la vita famigliare e il prendersi cura del suo amato nipotino. Ed è qui che ci mette lo zampino il destino, sempre pronto a giocare con le nostre esistenze, facendoci fare degli incontri, apparentemente insignificanti ma destinati, invece, a cambiare per sempre le nostre vite.

Destino vuole, alias Antonella Iuliano, che Yurij viva finalmente la sua vita e il suo amore, donandogli quella possibilità di rinascita che abbiamo intravisto nel primo libro. La rinascita si presenterà nei panni di Nina, una misteriosa ragazza che il nostro protagonista incontrerà nel cimitero di Tichvin, davanti alla tomba del famoso scrittore russo Fëdor Michajlovič Dostoevskij.

Entrambi i ragazzi amano i suoi libri, ma devono stare attenti a leggerli e a non manifestare troppo questa loro simpatia per lo scrittore, perché condannato dal regime sovietico come reazionario, quindi i suoi libri sono considerati illegali.

Yurij e Nina si incontrano davanti alla sua tomba ma, il loro sarà più che altro un incontro silenzioso fatto di sguardi e nulla di più, almeno fino a quando, un giorno, per caso, le loro strade non si incroceranno e il romanzo e la storia prenderanno vita e intensità.

Conoscendo la scrittura e la creatività di Antonella Iuliano, prepariamoci a una storia romantica, intrigante, ricca di difficoltà e misteri da svelare. Se c'è una cosa che abbiamo imparato dal libro “Ushanka” è che le vite dei fratelli Metjanov non sono mai semplici e lineari, in particolare le loro storie d'amore. L'autrice ama regalare ai protagonisti, e a noi lettori, il piacere di scoprire storie romantiche accompagnate da quel pizzico di difficoltà e mistero che le rendono intriganti, sempre in bilico tra un passato e un presente che continuano a intrecciarsi, ricordandoci che quel filo rosso, che abbiamo imparato a seguire nel primo libro, è sempre lì pronto a tirare le fila della trama, mettendo alla prova la resistenza e l'amore dei protagonisti.

In questo secondo romanzo, avremo il piacere e dispiacere di conoscere i nuovi personaggi che lo animano. In tutte le storie e, soprattutto, nella vita, esiste sempre una figura cattiva e poco raccomandabile, solo che in questo testo si ha il dispiacere di conoscerne più di una. Figure negative a cui è inevitabile rivolgere tutto il nostro disprezzo e astio, ma tranquilli, perché queste spiacevoli emozioni cambieranno non appena, sfogliata qualche pagina, ci imbatteremo nella presenza della piccola sorellina di Nina: Polina. Una bambina dolce, delicata e silenziosa. Un trauma, vissuto anni prima, le ha fatto sparire la voce ma, questo non le impedisce di trasmettere e comunicare tutto l'amore che prova per la sorella, di riconoscere, apprezzare e amare le persone buone e pure d'animo. Una bambina che si lascia amare sin dalle prime pagine, ha un'intensità e una dolcezza che emergono in maniera decisa e il lettore non può fare a meno di volerle bene e provare un forte senso di protezione. Basta guardarla negli occhi per leggere la sua anima e scoprire che nasconde un segreto, un incubo che le ha portato via non solamente la voce, ma anche...no, lascerò a voi scoprire questo mistero e per farlo dovrete perdervi tra gli alberi di betulla, nelle anime complicate dei personaggi e tra le pagine di questo romanzo.

Antonella Iuliano ci ha regalato, anche questa volta, una storia tenera, delicata e intrigante, con quel pizzico di mistero che ci tiene incollati alle pagine del libro. A differenza del libro “Ushanka", in questo testo non ci sono salti temporali o capitoli interamente dedicati al passato. La trama è più lineare, ma non per questo è priva di ostacoli e momenti critici da superare. Lacrime, rimpianti, segreti, sofferenze, sono solo alcuni dei temi trattati e l'amore è l'elemento principale, quello che lega tutti i personaggi. È il sentimento protagonista, sempre presente, anche quando sembra che tutto sia finito. L'amore in ogni sua forma e sfumatura: amore fraterno, di coppia, familiare, amicale etc.; ogni pagine ne è intriso, sempre in maniera delicata e mai stucchevole.

I personaggi sono psicologicamente ben delineati, hanno una loro personalità e uno spessore che non li rende piatti e noiosi. Personalmente ho un debole per Polina, la ritengo una figura narrativamente interessante e una calamita per il lettore, perché nonostante i suoi silenzi comunica molto più di tutti i personaggi, i suoi stati d'animo arrivano immediatamente basta uno sguardo, una postura e il suo messaggio arriva chiaro e forte.

Sono contenta, inoltre, che l'autrice abbia dato la possibilità a Yurij di redimersi dai suoi sbagli, facendo emergere, in questo libro, tutta la positività del suo carattere, che avevo percepito nell'altro libro. Ho apprezzato un pochino meno la figura di Nina, non so ancora bene il motivo, ma empaticamente non ho legato con lei. Capisco il motivo del suo carattere schivo, il fatto che erga dei muri per tenere a debita distanza tutti, probabilmente questo celarsi dietro una corazza non mi ha permesso di comprenderla appieno o, probabilmente, mi sono talmente affezionata alla sorella che ho perso di vista la sua figura. Può capitare durante la lettura di provare più empatia per un personaggio rispetto ad un altro.

Sono contenta di ritrovare anche in questo libro, le descrizioni attente e accurate di ogni particolare della storia, dalla descrizione del bosco di betulle, dove si ha la sensazione di vivere e respirare l'atmosfera di silenzio e magia che il bosco riesce a regalare; alle interessanti informazioni sociali riguardanti lo stato di famiglia e la patria potestà di un minorenne, perché ci aiutano a comprendere, in primis la cultura e poi le norme che regolano la società e il vivere quotidiano, almeno per quanto riguarda quegli anni. Conoscere il contesto storico e sociale è importante ai fini di una storia, perché ci permette, non solo di collocare bene l'evento all'interno di un quadro e di una scena definita, ma soprattutto di comprenderne gli avvenimenti, i comportamenti e le scelte intraprese dai personaggi. Apprezzo questo particolarità di Antonella Iuliano, questa sua attenzione nelle descrizioni, perché mi permette di entrare in profondità nella trama e di imparare qualcosa di nuovo di una cultura che, purtroppo, conosco poco.

Lasciatevi prendere per mano dalla piccola Polina e sedetevi su un tronco, guardatevi attorno, osservate la bellezza degli alberi di betulla che vi circondano, respirate a fondo e poi lasciatevi avvolgere dalla storia di Yurij e Nina.

Buona lettura!



Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio l'Autrice e la Casa Editrice per la copia del libro

mercoledì 7 giugno 2023

Recensione: "Ushanka. I ponti di Leningrado" - Antonella Iuliano

 

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Titolo: Ushanka.

            I Ponti di Leningrado

Autrice: Antonella Iuliano

Editore: Genesis Publishing



Buongiorno lettori!

Oggi vorrei portarvi con me alla scoperta di una storia romantica, dolce e intrigante. Per farlo, però, dovrete fare un piccolo viaggio temporale e fisico. 

Vi va di intraprendere questa nuova avventura letteraria? Sì? Bene, allora allacciate le cinture, tenetevi ben saldi alle pagine del libro e partiamo per la Russia, più precisamente nella città di Leningrado.

Siamo all'inizio degli anni Sessanta e, naturalmente, la città è ben diversa da quella che conosciamo oggi, dal punto di vista politico, economico, sociale e urbanistico. Lo so, capisco che vogliate visitare la città e scoprire le sue bellezze artistiche, ma non abbiamo molto tempo, dobbiamo trovare Pasha Metjanov, il protagonista della storia.

Eccolo. È quel ragazzo con l'aria afflitta. Poverino, sta soffrendo terribilmente per la fine della sua storia con Aleksandra, l'amore della sua vita.

“Si erano persi alla prima tempesta, scoprendosi fragili. Lei aveva lasciato la sua mano per un'altra e adesso lui era lì solo come non lo era mai stato, a correre il lungo fiume dei ricordi, incapace di strapparsela dal cuore.”

(citazione tratta dal testo)

I ricordi lo stanno tormentando e consumando. Non riesce a dimenticare la ragazza, i momenti belli trascorsi insieme e, soprattutto, non riesce a dimenticare il tradimento subito dalla fanciulla e da suo fratello Yurij. La sua mente torna ripetutamente indietro per cercare di capire come sia potuto accadere, cosa ha sbagliato e perché tra tutte le persone proprio suo fratello ha tramato alle sue spalle per portargli via la sua amata.

Cosa è accaduto? Perché questo tradimento?

Queste e altre domande tormentano il povero Pasha e anche noi lettori che, inevitabilmente, ci ritroviamo coinvolti nella sua sofferenza perché, devo ammetterlo, ci si affeziona immediatamente al giovane uomo. Si viene conquistati dalla sua dolcezza, affidabilità, onestà, generosità e dal profondo amore che nutre per Aleksandra. È un ragazzo che ha sempre messo al primo posto gli altri, sacrificando se stesso, i suoi desideri e la sua vita. Ama suo fratello Yurij, accettandone pregi e difetti che lo rendono, al contrario di Pasha, un ragazzo impulsivo, temerario e facile a lasciarsi trascinare in amicizie ambigue, poco raccomandabili, come ad esempio quella con Ivan Orlev.

Chi è? Cosa vuole da Yurij? È invischiato anche lui con la rottura del rapporto tra Pasha e Aleksandra?

Lo scopriremo presto, perché lui sarà il “cattivo” di questo romanzo. L'uomo che metterà zizzania tra i personaggi, che instillerà in Yurij pensieri e consigli poco raccomandabili, facendogli credere che tutto ciò che dice e le azioni che compie siano giuste e sincere. Un uomo che odierete istantaneamente, ma che dovrete seguire per comprendere alcuni misteri che aleggiano nel romanzo perché, se credete che tutto si limiti al solo ostacolo amoroso di Pasha e Aleksandra vi sbagliate di grosso. C'è molto altro da scoprire, misteri da svelare e intrecci da sciogliere, perché se c'è una cosa che la vita riesce a fare perfettamente è coinvolgere le vite e le storie di diverse persone in maniera strana e imprevedibile. Gioca con i loro destini facendoli incontrare, sfiorare, incrociare casualmente, legandole a un filo sottilissimo che li seguirà per anni.

Seguendo questo filo a ritroso nel tempo, ci ritroveremo catapultati nel 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale. La Russia e la città di Leningrado si stanno preparando a difendersi dalla minaccia dall'esercito tedesco giunto alle porte della nazione. I giovani soldati vengono richiamati al fronte per difendere la propria terra, anche Andrej, soldato semplice dell'esercito russo. Il ragazzo è innamorato di Tatiana, una giovane di buona famiglia. Vorrebbe sposarla, ma la loro unione è ostacolata dalla madre della ragazza, una donna egoista che vuole farla sposare a un membro del partito per un proprio tornaconto economico e di prestigio. Ciò che la donna non sa è che la guerra bloccherà i suoi tentativi di ascesa con il matrimonio combinato e, soprattutto, non sa che Tatiana è incinta del suo amato Andrej.

Come si legano le storie di Pasha, Aleksandra, Tatiana e Andrej?

Semplice: seguite il filo che lega tutte le vite dei personaggi. Quel filo che la vita si diverte ad intrecciare legando tutti noi in modi e nodi imprevedibili. Quel filo che Antonella Iuliano, l'autrice, ha donato ai lettori, tessendo una trama romantica e intrigante al tempo stesso.

La sua scrittura è accurata, delicata e coinvolgente. È molto attenta ai dettagli, in particolare a quelli storici, urbanistici e folkloristici che, non solo arricchiscono la trama, ma la rendono più fruibile e comprensibile per chi non conosce molto bene la cultura russa. Le sue descrizioni sono così attente ai dettagli che, leggendo il romanzo, si ha la sensazione di trovarsi realmente a passeggiare tra strade, ponti e monumenti, respirando quell'atmosfera algida e romantica che solo la città di Leningrado riesce a donare.

L'autrice, inoltre, ha delineato molto bene i tratti psicologici di tutti i personaggi, donando loro spessore, carattere, mostrando pregi e difetti, come ad esempio con Yurij. Il ragazzo all'inizio, sembra una figura molto negativa, risultando subito antipatico, ma entrando meglio nella storia, il suo personaggio prende maggior forma e spessore, mostrandoci, in realtà, un ragazzo emotivamente immaturo, dovuto anche alla giovane età, e con un lato positivo tutto da scoprire. Questo non giustifica il suo gesto e il comportamento sleale verso il fratello, ma l'autrice dona al lettore la possibilità di vedere oltre la superficie del personaggio, aiutandolo a comprendere le sue azioni e i suoi pensieri.

Pasha, Aleksandra e Yurij non sono solo i protagonisti della storia, ma anche le voci narranti che, alternandosi capitolo dopo capitolo, ci accompagneranno all'interno della trama e delle loro anime, donandoci la possibilità di vedere la storia da diversi punti di vista.

Amori, rimpianti, tormenti, riscatti, rabbia, delusione, questi sono solo alcuni dei tratti affrontati nella storia, elementi che Antonella Iuliano ha mescolato e integrato all'interno della trama in maniera attenta e misurata, evitando di cadere nella trappola dell'utilizzo di eccessivo sentimentalismo, pietismo, o della creazione di scene melense, rabbiose o troppo violente. Questo gioco di equilibri ci permette di affrontare la lettura in maniera gradevole, fluida e mai pesante, godendo, in questo modo, di un romanzo tenero, appassionante e con quel pizzico di mistero che non guasta.

È stato difficile staccarmi da Aleksandra, Yurij e Pasha, il mio personaggio preferito, ma so che Antonella Iuliano ha scritto un altro libro con i nostri protagonisti ed io non vedo l'ora di tornare nelle loro vite e scoprire l'evolversi delle loro esistenze personali e chissà, qualche altra sorpresa o storia d'amore. Lo spero.

Perdetevi tra le strade di Leningrado, fermatevi sul Ponte Blu e aspettate che la storia si mostri davanti a voi con tutta la sua dolcezza e, non dimenticate, seguite il filo rosso del vostro destino, chissà chi troverete dall'altro capo.

Buona lettura



Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio l'Autrice e la Casa Editrice per la copia del libro