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lunedì 14 ottobre 2019

Recensione: "Siamo solo piatti spaiati" - Alessandro Curti

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Titolo: "Siamo solo piatti spaiati"
Autore: Alessandro Curti
Editore: C1V Edizioni




Arroganti.
Superbi.
Spocchiosi.
Attaccabrighe.
Irresponsabili e senza alcun senso della misura.

Questi sono solo alcuni degli aggettivi con cui la società dipinge e descrive gli adolescenti. Si limita a puntare il dito contro di loro, giudicandoli e criticandoli, utilizzando luoghi comuni e stereotipi. Perché? È più semplice non vedere, girare la testa dall'altra parte e criticare, piuttosto che prendere coscienza degli sbagli che la società sta compiendo sulla loro educazione, influenzandone la crescita psicologica ed emotiva.
Non vedere.
Un soluzione semplice, ma non costruttiva.
Eppure basterebbe fermarsi e avere il coraggio di posare lo sguardo in quegli occhi profondi, e leggere le loro insicurezze, paure e sofferenze.
Basterebbe fermarsi, protendere l'orecchio per avvertire quel grido silenzioso e devastante che chiede solamente di essere ascoltato.
I ragazzi di oggi desiderano essere visti, sostenuti, ascoltati. Vorrebbero più attenzione da parte di quegli stessi adulti, che non sono stati in grado di dare loro le giuste regole per sopravvivere a una società ostile, che non ha tempo di aspettare che siano pronti e in grado di stare al passo con i cambiamenti. Adulti che avrebbero dovuto insegnare loro il rispetto per se stessi e per gli altri, a prendersi le proprie responsabilità, a crescere e maturare. Avrebbero dovuto ergersi a guide, invece, di lasciarli in balia di loro stessi, creando solo confusione, sfiducia e paure. Avrebbero dovuto sostenerli e comprenderli, invece, di pretendere perfezione, puntando il dito e criticando al minimo sbaglio o cedimento.
Avrebbero...ma non hanno fatto, troppo presi dalle loro vite e carriere lavorative. Troppo presi dai loro problemi per rendersi conto dei segni indelebili che stanno lasciando nelle anime di giovani adulti, che stanno per affacciarsi al mondo, cercando di camminare da soli. E gli adolescenti cosa fanno? Semplicemente, cercano di arrangiarsi come possono, costruendo un'armatura che li protegga dal mondo esterno, celando il loro vero essere dietro maschere di arroganza e strafottenza. Nascondono, così, le loro paure, sofferenze e imperfezioni che non sono in grado di comprendere e accettare.
Sono ragazzi emotivamente chiusi in se stessi, perché non sono abituati a manifestare i propri sentimenti per paura di essere derisi e ritenuti deboli, non solo dai coetanei, ma da quegli stessi adulti che li hanno resi insicuri.
Sono ragazzi che desiderano solamente essere ascoltati...come Davide, il protagonista del romanzo di Alessandro Curti.
Davide è un giovane diciassettenne costretto dal giudice a seguire un percorso educativo all'interno di una comunità in misura cautelare, in attesa della sentenza definitiva. Il ragazzo è stato colto in flagrante a scuola con dosi di droga, ma non si rende conto della gravità di ciò che ha fatto, al contrario, è convinto di essere innocente e vittima delle circostanze. Non è cosciente delle sue responsabilità, crede che tutto gli sia dovuto e che la famiglia riuscirà a farlo uscire da lì in poco tempo.

Sei solo un ragazzo che non ha pensato alle conseguenze delle sue azioni, come spesso accade. Come ti ho già detto gli errori si commettono, la differenza è come si comporta dopo. Tu ora hai una scelta: puoi continuare a urlare al mondo la tua innocenza e che nessuno ti ascolta oppure puoi prenderti la responsabilità delle azioni che hai commesso, ammettere l'errore, provi rimedio e andare avanti.”
(citazione tratta dal testo)

Davide è arrogante, arrabbiato con tutto il mondo, troppo preso da se stesso e dai suoi problemi per rendersi conto delle persone che gli sono accanto. Troppo preso dal suo piccolo universo familiare, fatto di litigi tra i genitori, un padre assente, freddo ed emotivamente distaccato, interessato più alle apparenze che non alle richieste di attenzione del figlio.
Richieste che non rimarranno inascoltate all'interno della comunità, perché i ragazzi e l'educatore Andrea lo aiuteranno a comprendere i suoi punti deboli ma, soprattutto, conoscerà meglio se stesso.
Grazie ad Andrea tornerà ad avere fiducia negli adulti, scoprendo un modo diverso di relazionarsi, un confronto aperto fatto di rispetto, comprensione, dialogo diretto ma sincero. L'uomo è accogliente ma fermo nelle regole da seguire, non giudica ma cerca di far capire le cose attraverso il dialogo, la riflessione e gli esempi, perché è solo con l'esempio che i ragazzi imparano le più importanti lezioni di vita.

«Io ti odio, lo sai?»
«Certo. E credo anche di sapere il perché».
«E allora dai, stupiscimi. Per quale motivo ti detesto?»
«Perché ti obbligo a pensare fuori dagli schemi».”
(citazione tratta dal testo)

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(...) Io sono un educatore. Non sono uno sbirro e non sono un giudice. Sono un educatore. Insieme a me lavorano altri tre educatori. Tutti noi sappiamo da dove arrivi e perché sei qui, ma a noi non interessa se sei colpevole o innocente. Non tocca a noi giudicarti. E io personalmente ne sono felice, perché non so se sarei capace di giudicare una persona. Il nostro lavoro consiste nel rendere produttivo il tempo che passerai qui.”
(citazione tratta dal testo)


Davide intraprenderà un viaggio intenso ed emozionante. Un viaggio che lo cambierà profondamente, mettendolo di fronte alle sue debolezze, ai suoi limiti e alla persona più importante: se stesso.
Un viaggio emotivo che intraprenderemo insieme a lui, imparando a vedere oltre la superficie e dentro quell'anima impaurita e sola. Ed è solo quando ci fermeremo a osservare in profondità che comprenderemo il messaggio del romanzo. Un testo che ho apprezzato e che mi ha piacevolmente colpita, regalandomi una chiave di lettura interessante e sincera.
Lo stile è semplice ma diretto e incisivo. La lettura è fluida, scorrevole e non ci sono momenti di noia. Il testo è composto da frasi brevi che danno ritmo alla lettura e che colpiscono il lettore lasciandolo riflettere su molte tematiche interessanti. La trama non cade nella retorica gratuita e scontata, e non cerca di attirare il lettore con frasi ad effetto, al contrario, cerca di essere vera, efficace e significativa.
Alessandro Curti descrive e delinea i suoi personaggi in tutte le loro sfaccettature, mostrandone i limiti, i lati negativi, evidenziando le loro imperfezioni e mostrandoci la chiave del loro cambiamento psicologico. Tutto questo li rende credibili e perfettamente aderenti alla realtà e il lettore non farà fatica a comprendere le loro diverse caratterialità, strutture psicologiche e crescite emotive.
Davide è, non solo il personaggio meglio descritto, ma anche la voce narrante che ci guiderà all'interno dei suoi pensieri e della sua anima, permettendoci di scoprire, non solo i suoi lati negativi ma il lungo e difficile percorso di cambiamento e maturazione. Pagina dopo pagina cresceremo insieme a lui, sostenendolo anche quando la sua testardaggine e il suo orgoglio lo renderanno insopportabile, antipatico ma vero.
Il testo non è perfetto, presenta degli errori, dei passaggi da migliorare per agevolare al meglio la lettura e non confondere il lettore, come ad esempio un distacco preciso tra il presente e i ricordi del passato, ma tutto questo non toglie nulla alla piacevolezza della lettura, alla bellezza del romanzo e del messaggio che l'autore ci regala.

Quanto è difficile decidere quando lasciano a te la scelta.”
(citazione tratta dal testo)

Un testo educativo che ho apprezzato moltissimo e che mi ha profondamente colpita e affascinata.
Un testo che consiglio di leggere per imparare a vedere oltre la superficie delle cose, soffermandoci sugli sguardi dei nostri ragazzi.
Aiutiamoli a trovare se stessi. Accettiamo le loro imperfezioni e i loro limiti. Confrontiamoci in un dialogo aperto e sincero, ne guadagneranno tutti: noi, loro e la società.

«Tu l'hai capito?»
«».
«Uno a zero per me allora. Missione compiuta.»
«Ma parlavi con lui o con me?»
«Io parlo con tutti e per tutti. Sono un gran chiacchierone. L'importante per me non è a quanti parlo, ma quanti mi ascoltano. Se tu mi hai ascoltato vuol dire che non ho sprecato fiato...»
(citazione tratta dal testo)


Buona lettura!



(Marianna Di Bella)

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