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sabato 31 marzo 2018

Recensione: "Le assaggiatrici" - Rosella Postorino


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 Titolo: "Le assaggiatrici"
Autrice: Rosella Postorino
Editore: Feltrinelli



Dieci giovani donne sono sedute intorno a un tavolo. Sono silenziose, intimorite, si osservano con curiosità e lasciano cadere lo sguardo sul piatto di ceramica posto davanti a loro. Sono in attesa. Aspettano che le pietanze vengano portate in tavola per iniziare a mangiare. Ed eccole arrivare, il profumo sale nell'aria invadendo la stanza, i sensi si accendono e lo stomaco inizia a reclamare il pasto. La fame si è svegliata e aspetta di venire appagata da quelle portate succulente.
Le ragazze sono affamate ma i loro visi tradiscono ansia, apprensione e puro terrore. Non è certo lo sguardo che ci si aspetterebbe ad un pranzo con amiche. In realtà, le giovani donne si conoscono molto poco e quel pranzo è per loro un lavoro: sono le assaggiatrici di Hitler.
Siamo in Germania nel 1943 e Hitler è convinto che gli alleati vogliano avvelenarlo, così, fa assumere dieci donne che assaggeranno i pasti a lui destinati.
Il cibo diventa la linea di confine tra la vita e la morte.

Il mio stomaco non ribolliva più: si era lasciato occupare. Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame...”
(citazione tratta dal testo)

Rosa Sauer, la protagonista del romanzo, è fuggita dai bombardamenti di Berlino e si è rifugiata a Gross – Partsch, il paesino dove vivono i suoceri. Gregor, il marito, si è arruolato e ora presta servizio presso le fila dell'esercito tedesco.
Rosa viene assunta come assaggiatrice e la sua vita cambia, la paura la segue constantemente ad ogni pasto e ambientarsi non è facile, perché le altre donne la guardano con astio e invidia. Ma il loro destino è unito e accomunato dallo stesso lavoro e dalle stesse pietanze.
Riusciranno le donne a superare l'invidia, fare amicizia e coalizzarsi tra di loro? Cosa accadrà alle loro vite? Gregor tornerà a casa?
Scopritelo piatto dopo piatto, portata dopo portata, lasciandovi avvolgere dai profumi e dalla storia intensa e drammatica.
Rosella Postorino ha dato vita a un romanzo storico meraviglioso. La sua capacità descrittiva è sorprendente, talmente reale da sentire e percepire il terrore delle giovani donne quando assaggiano i piatti o il profumo del burro sciolto, la croccantezza della pasta sfoglia, ma soprattutto quel senso di vuoto e fame nello stomaco.

E quando il profumo delle portate fu sotto il nostro naso, il battito cardiaco picchiò sulle tempie, la bossa si riempì di saliva...”
(citazione tratta dal testo)

Il ritmo narrativo è cadenzato dai momenti di ansia e paura durante i pasti, dalle vite personali delle ragazze, dalla tensione della vicinanza dei soldati tedeschi e dai bombardamenti che risuonano in tutta la Germania. Rendendo, in questo modo, la lettura intrigante, emozionante e intensa.
I personaggi sono ben costruiti, infatti, Rosella Postorino è stata attenta nel dare ad ogni ragazza una caratterialità ben precisa, una profondità psicologica ed emotiva, rendendole talmente vive e reali da risultare familiari all'occhio del lettore. Rosa emerge più di tutte le altre, attraverso di lei, viviamo in prima persona il suo dolore, la sua paura di morire ad ogni pasto, la voglia di annientare se stessa, di non voler vivere per poi riscoprirsi attraverso gli occhi di un uomo.

“Ziegler mi aveva guardata, anzi mi aveva vista. In quel luogo, in quel momento, era stato sufficiente...”
(citazione tratta dal testo)

Lasciatevi avvolgere dal profumo inebriante del cibo, dalla vita della protagonista e da un romanzo storico in grado di regalarci una storia intensa, emozionante, drammatica e con una potenza narrativa che esce prepotentemente dalle pagine, per arrivare direttamente al cuore del lettore.
Buona lettura!!


(Marianna Di Bella)

giovedì 29 marzo 2018

Recensione: "Il meglio di me" - Silvia Sbaffoni

romanzo, recensione, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, paura, insicurezza, crescere
Titolo: Il meglio di me
Autrice: Silvia Sbaffoni




Spesso la vita ci pone davanti a cambiamenti, sfide, avvenimenti che non riusciamo a gestire, controllare e affrontare al meglio. Ci destreggiamo tra soluzioni di facile attuazione e che più si leghino e adattino alle nostre possibilità. Agiamo di conseguenza, seguendo le nostre inclinazioni, il nostro carattere, cercando di non deludere gli altri e dando più di quello che siamo in grado di dare. Molto spesso accontentiamo gli altri, seguiamo il loro volere per paure di fallire, perdendo, così, i nostri sogni, le nostre speranze...noi stessi.
Adele, la nostra protagonista, è una ragazza timida e introversa. Per lei non è facile fare subito amicizia, infatti, in passato è stata emarginata perché trascorreva più tempo sui libri che con i compagni. Ma la sua vita sta per cambiare e purtroppo, saranno gli altri a indirizzare le sue scelte, ritrovandosi legata a una vita e un ruolo che non le appartengono fino in fondo.
Tutto ha inizio quando si trasferisce con la famiglia, in un'altra città, per stare vicino alla nonna malata. Adele è spaventata perchè deve ricominciare tutto daccapo, nuova scuola e nuovi compagni di classe. Lei non è spigliata come i suoi fratelli e questo la destabilizza e la rende oltremodo insicura. Ma avrà la fortuna di conoscere Jay, una ragazza solare, divertente, allegra, esuberante, sempre pronta ad aiutare gli altri, compresa Adele che diverrà la sua migliore amica.
Passano gli anni e le due ragazze crescono, due adolescenti alle prese con i primi amori.
Adele conoscerà Jack, l'amore e...
Cosa accadrà tra i due ragazzi?
Riuscirà Adele a superare le difficoltà che la vita le porrà davanti?
Sarà in grado di prendere le decisioni giuste?
A voi scoprirlo, rimanendo accanto ad Adele durante gli anni della sua crescita, anni che influenzeranno la sua vita e il suo carattere. Sarà un percorso difficile sia per la ragazza che per voi lettori, perché la storia vi porrà di fronte a valutazioni e scelte su cui riflettere attentamente, ma sono sicura che rimarrete accanto ad Adele per sostenerla e rassicurarla.
Silvia Sbaffoni ci ha regalato, attraverso questo romanzo, un piccolo spaccato della gioventù di oggi, ma soprattutto la profonda riflessione sulla paura di crescere, di assumersi le proprie responsabilità e di prendere decisioni riguardanti alcune scelte di vita.
Lasciatevi prendere per mano dall'autrice e fatevi condurre all'interno di questo romanzo delicato e intenso. Perdetevi tra le pagine del libro e della vita di Adele, rimanendole accanto durante il suo percorso di crescita e riflettete a lungo su tutto ciò che accade.
Osservate e riflettete senza giudicare.
Buona lettura!!


(Marianna Di Bella)

mercoledì 28 marzo 2018

Blogtour: "Tutta colpa di una caloria" - Intervista all'autrice: Sara Carnevale

Buongiorno!!
Eccoci giunti alla seconda tappa del blogtour: “Tutto il peso di una caloria”. 
In ogni tappa avrete modo di conoscere, scoprire e approfondire la magia e la bellezza di questo romanzo.
Oggi conoscerete colei che ha dato vita al libro e ci ha donato un testo meravigliosamente delicato e intenso.
Siete pronti?
Bene!! Allora iniziamo.


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Ciao Sara!! Benvenuta nel mio piccolo blog, innanzitutto, complimenti per il tuo testo e grazie per la sensibilità e delicatezza con cui hai trattato il tema dell’obesità.

🔹 Questo è il tuo primo libro e a tal proposito volevo chiederti, perché hai scelto di parlare di un tema così delicato e al tempo stesso importante?
 
Credo che lo scrittore, oggi più che mai, debba confrontarsi con temi importanti. Abbiamo bisogno di parole che siano una cura. Non ti nascondo che adoro scrivere romanzi d'amore, ma quante belle parole sono state già scritte al riguardo? Tantissime, troppe! C'è invece una realtà orfana di parole, lo scrittore ha il compito di riempire questo vuoto ed essere testimone del suo tempo.

🔹 Qual è stata la maggior difficoltà nel realizzare il libro?

Scendere in profondità, capire veramente cosa nascondeva Paola dietro i suoi chili di troppo. Entrare in contatto con il dolore e tirare fuori le parole giuste, tirarle letteralmente fuori. 
 
🔹 È stato difficile, durante la stesura del testo, mettere da parte la professionista per lasciare spazio alla donna?
Prima di inziare a scrivere ho cercato di dimenticare me stessa ed ho ascoltato solamente il personaggio che raccontava la sua storia. Solo grazie a questo lavoro sono riuscita ad essere autentica, mettendo da parte la professionista.

🔹 Perché hai scelto il diario, come forma narrativa, per questo testo?
Adoro scrivere in prima persona, l'ho sempre fatto. Credo renda le emozioni più vere e più forti, mi piace investire chi legge e lasciare un segno nel suo animo. La lettura di un testo deve lasciarti stordito, aprire un varco che permetta alle parole di entrare e sconvolgere tutte le certezze. 
 
🔹 Perché si continua a pensare alla persone in sovrappeso, come persone sempre allegre, libere e gioiose, legandole in questo modo a uno stereotipo? 
La nostra società ci lascia credere che i beni di consumo, tra cui il cibo, possano riempire il vuoto generato dalla povertà delle relazioni umane che caretterizzano il nostro mondo occidentale. Del resto, offrire un dolce è il modo più semplice, ma non per questo giusto, per consolare qualcuno che amiamo e vederlo felice. La felicità offerta dal cibo è proprio il risultato di questo ragionamento: chi mangia è felice perchè pensa di sentirsi pieno, soddisfatto, appagato. Forse è ancora più solo, ma solo uno sguardo attento può capirlo.

🔹 Perché è difficile considerare l’obesità come una malattia?
Siamo la società del benessere, del consumo, dell'abbondanza, è molto difficile credere che mangiare troppo sia un problema. Inoltre il consumo eccesivo fa parte della nostra economia, sembra un paradosso, non una malattia, e per questo motivo si diffonde come un'epidemia nei paesi occidentali.

🔹 Cosa rappresenta il cibo, per una persona obesa?

Sicuramente è una bellissima ossessione, un incubo dolce e succulento, ma soprattutto la più grande perdita di libertà e autonomia dell'uomo moderno.

🔹 Perché il cibo è considerato un migliore amico? Perché non giudica?
Il cibo stimola il nostro cervello a produrre molecole della felicità, esattamente come una banale droga. In un momento di grande difficoltà emotiva il cibo diviene un grande amico di cui non si può fare a meno. Inoltre il cibo buono si trova ovunque ed è accessibile per tutti. Nel silenzio della proprio stanza, senza nessun testimone, si può fingere la felicità molto bene.

🔹 Mangiare tanto vuol dire colmare un vuoto, lenire un dolore o tutte e due le cose?
Entrambe le cose, nel vuoto si percepisce meglio la mancanza e il dolore. La pienezza ci distrae da noi stessi, ci anestetizza.

🔹 Paola, la protagonista del tuo libro, affronta diversi momenti difficili, durante il percorso di cura. Nella tua esperienza lavorativa, quante persone hanno smarrito la strada, ritornando ad un’alimentazione sbagliata? 
Il problema non è smarrire la strada. Molte persone hanno paura dei cambiamenti positivi e semplicemente scelgono di restare dove sono. In fondo lasciare il proprio dolore è molto difficile perchè lo conosciamo bene e sappiamo come affrontarlo. La felicità può essere spaventosa per chi non l'ha mai provata!

🔹 È più difficile affrontare il dolore e se stessi o diminuire l’apporto di cibo?
Affrontare il proprio dolore e le conseguenze del cambiamento.

🔹 Nel libro affermi che la cura dipende da noi e sono pienamente d’accordo con te, però mi chiedo: perché molto spesso i familiari e le persone che ci sono intorno, sembrano non capire il momento particolare che stiamo vivendo e piuttosto che sostenerci ci remano contro? Hanno paura di scoprire e affrontare chi siamo realmente o è il timore di non saper gestire i cambiamenti nella loro quotidianità?
Quando decidiamo di affrontare un percorso di questo tipo le persone accanto a noi possono avere paura di non riconoscerci, di non poter controllare il cambiamento. Del resto dimagrire cambia il nostro corpo, e soprattutto il nostro modo di gestire le emozioni e le relazioni generando timori e resistenze. La cosa importante è non farsi influenzare dagli altri, ma restare fermi sul proprio percorso.

🔹 Nell’appendice del tuo libro scrivi: “…C’era bisogno di una voce che desse voce a tutte quelle donne che non ce la fanno a dimagrire. Parlo di donne, perché nelle mie esperienze sono le voci senza voce.” 
Perché le donne sono sempre “le voci senza voce”?

I fatti di cronica e la piaga sociale del femminicidio ci dimostrano come oggi le donne sono le voci senza voce, le loro denuncie e proteste infatti non trovano ascolto. La parola di una donna vale ancora, purtroppo, un po' di meno della parola di un uomo. Mentre negli Stati Uniti l'arrivo di Trump alla Casa Bianca ha risvegliato le associazioni di donne e la lotta per i diritti, oggi in Italia tutto rimane fermo e non c'è una vera mobilitazione nazionale per contrastare la violenza sulle donne. Nel mio piccolo, spero di aver risvegliato qualche coscienza.

🔹 Sono del parere che tutti dovrebbero leggere questo testo, soprattutto i ragazzi nelle scuole, cosa diresti per avvicinarli al tuo libro?
Direi che tutti soffriamo, e che le parole più del cibo possono curare le nostre ferite.

🔹 Prima di concludere questa intervista, volevo conoscere la tua parola preferita, quella che ti piace, ti rappresenta o ti regala un’emozione particolare e perché.
Ritmo. Tutto nella vita deve essere passione; quando fai una cosa devi sentirne il ritmo. Credo che nascere il 16 agosto abbia lasciato dentro di me un'incredibile voglia di cercare sempre il sole.

Grazie di cuore per questo incontro scritto, per il tuo testo e per la delicatezza delle tue parole.
Grazie per la tua capacità di comprendere senza giudicare. 






Grazie a voi lettori per averci seguito e tenuto compagnia.
Vi ricordo che il 4 aprile 2018, ci sarà la terza tappa del blogtour.  Vi aspettiamo!!






(Marianna Di Bella) 

martedì 27 marzo 2018

Recensione: "Roma in rima" - Loredana Aureli

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Titolo: Roma in rima
Autrice: Loredana Aureli
Editore: Youcanprint Self-Publishing




È difficile riuscire a conoscere e comprendere l'anima di una città, se non si è residenti e non si è nati nella cittadina. Non è sufficiente visitarla per pochi giorni seguendo itinerari turistici, visitando monumenti, chiese, musei, per comprendere la sua profondità culturale, sociale, storica ecc.
Conoscere intensamente una città, vuol dire perdersi tra le sue strade osservando tutto con attenzione e imparzialità. Assaggiare i piatti tipici, conoscere i pregi e i difetti che la contraddistinguono, conoscere i suoi abitanti, il dialetto e soprattutto la storia cittadina.
Conoscere l'anima di una città, vuol dire non fermarsi mai alla superficialità delle cose, ma andare oltre per scoprire un luogo intenso e profondo.
Oggi conosceremo una città meravigliosa, culla della civiltà e capitale italiana: Roma.
Loredana Aureli, sarà la nostra guida, il nostro cicerone, colei che ci prenderà per mano e ci guiderà tra i vicoli e l'anima della città eterna.
Le sue poesie sono mappe che ci aiutano a muoverci e districarci tra i vicoli, il traffico, le buche e le innumerevoli contraddizioni che accompagnano la capitale e i suoi abitanti. Poesie che hanno il sapore e il ricordo nostalgico degli stornelli romani che con musicalità e poeticità ci raccontano di tempi passati, di storie antiche e di personaggi unici e inimitabili.
Loredana Aureli non nasconde nulla della città eterna, ne racconta la bellezza e la bruttezza, le disparità sociali, le problematiche urbane, il rapporto simbiotico del popolo romano con la sua storia e il suo passato glorioso.
Roma è una città che accoglie e abbraccia tutti, anche chi la tratta male e tenta di rovinare la sua bellezza. Una città magica, meravigliosa, ironica, sarcastica e in continua crescita e evoluzione.
Una città che sa essere contemporaneamente una mamma severa ma anche una donna bellissima, elegante e superba.

“...Donna elegante, frivola ma vera
Madre austera, a vorte severa
A noi fiji hai donato'a tua ricchezza
A tutti i posteri 'a tua bellezza...”
(citazione tratta dal testo)

Una città che vi invito a conoscere e scoprire soprattutto attraverso le poesie di Loredana Aureli, che sono delle dolcissime dichiarazioni d'amore.

“Io te leggo Roma mia, te leggo e me'nnamoro
Te guardo, te vedo, te sento e perfino te odoro...”
(citazione tratta dal testo)

Trovate il vostro angoletto romano, osservate ciò che accade intorno a voi, guardate tutto con meraviglia e stupore e poi aprite il libro e seguite le rime baciate di queste poesie meravigliose.
Innamoretevi del libro...innamoratevi delle poesie...innamoratevi di Roma...innamoratevi!!
Buona lettura!!!


(Marianna Di Bella)

domenica 25 marzo 2018

Recensione: "La forma dell'acqua. The shape of water" - Guillermo Del Toro; Daniel Kraus

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Titolo: "La forma dell'acqua - The shape of water"
Autori: Guillermo Del Toro - Daniel Kraus
Editore: Tre60



Invisibili agli occhi degli altri, ci muoviamo su questo palcoscenico, che è il mondo e la nostra vita, come se fossimo delle semplici comparse. Lo sguardo degli altri ci scivola addosso come se non avessimo forma o spessore. Indifferenti alle nostre emozioni, sofferenze o paure, ci sentiamo soli e incompresi. Ci chiediamo come sarebbe bello poter sentire, almeno per una volta, l'attenzione e il calore di un altro essere umano, qualcuno che si accorga di noi o ci veda per quello che siamo, pregi e difetti compresi.


“Chissà com'era sentirsi importante? Trovarsi improvvisamente a esistere non solo nel proprio mondo, ma anche in quello di qualcun'altro?”
(citazione tratta dal testo)

Vogliamo essere accettati, compresi, amati...visti.
Lo vorrebbe anche Elisa Esposito, la nostra protagonista. Una ragazza muta sin dalla nascita, abbandonata sull'argine di un fiume quando era piccolissima e cresciuta in un orfanotrofio. Il suo carattere e la sua forza si sono formati proprio all'interno di quel luogo inospitale, sopravvivendo alle angherie dei compagni e delle istitutrici.
Elisa, vive in un piccolo appartamento sopra il cinema Arcade di Baltimora e lavora come inserviente presso il Centro di Ricerca Aerospaziale di Occam. Lavora soprattutto nel turno di notte, insieme alla collega e amica Zelda. La donna è molto protettiva nei confronti di Elisa, e sin dal suo primo giorno di lavoro ha imparato il linguaggio dei segni per poter comunicare con la ragazza.
Tutto sembra scorrere in modo tranquillo, fino a quando non accade qualcosa che cambierà le vite di tutti i personaggi.

Al centro di ricerca è arrivata una creatura rara, un anfibio catturato nel cuore della foresta Amazzonica: il Deus Brânquia. Una scoperta eccezionale per gli scienziati del centro e per il mondo intero. Una scoperta che dovrà rimanere top secret, fino alla fine degli esperimenti. È stato creato un laboratorio apposito dove tenere in vita la creatura e l'entrata è vietata ai non addetti ai lavori, anche a Elisa e Zelda che dovrebbero pulire anche quella parte dell'area.
Elisa è attratta da quella stanza, sente che deve entrare e capire cosa accade al suo interno, ma soprattutto deve vedere quella creatura. Appena la vede, capisce che c'è qualcosa che li lega, qualcosa che li unisce al di là delle parole e dei discorsi. Riesce a percepire l'umore, le sensazioni e le emozioni della creatura.

Vuole con tutto il cuore che lui capisca. Se non funziona, quella creatura che sembra essersi materializzata direttamente dal tessuto dei suoi sogni non può esistere appieno nella sua realtà...”
(citazione tratta dal testo)

Inizia, così, questa misteriosa e per alcuni incomprensibile amicizia...cosa succederà quando si renderanno conto che Elisa ha violato il sistema pur di vedere il Deus Brânquia? Come evolverà il loro rapporto? A quale destino andrà incontro la creatura?
Queste sono solo alcune, delle domande che vi porrete durante la lettura di questo libro magico e intrigante. Un libro che racchiude non solo una storia d'amore struggente, ma anche molti spunti di riflessione, infatti, diverse sono le chiavi di lettura racchiuse al suo interno. Il desiderio dell'uomo di controllare e sopraffare la natura, il dominio e il predominio di una nazione sull'altra, le sperimentazioni scientifiche sugli esseri viventi, l'emarginazione, la solitudine e il vuoto esistenziale della società moderna, la discriminazione e soprattutto l'amore in ogni sua forma.
Ogni capitolo è una scena del film che appare magicamente davanti ai nostri occhi e fotogramma dopo fotogramma, i personaggi e la storia prendono vita. I personaggi sono ben costruiti, accomunati da un bisogno di sentirsi parte di qualcosa, dal desiderio di essere visti come esseri umani dotati di pregi e anche difetti e non semplici comparse, perlopiù invisibili. Hanno una complessa struttura psicologica che li rende interessanti e intriganti, alcuni hanno più forza e caratterialità degli altri, tanto da irrompere e occupare la scena con la loro presenza.
Il ritmo narrativo sembra seguire le emozioni e le sensazioni che stanno vivendo i personaggi, ad esempio tranquillo e pacato, quando c'è Elisa; irruento, forte, violento quando appare il personaggio di Strickland.
Leggere il libro, è come nuotare in un mare di emozioni e sensazioni, che ci fanno sentire leggeri e in pace con noi stessi.
Ho trovato bellissima la storia d'amore tra Elisa e il Deus Brânquia, una storia fatta di silenzi e sguardi profondi. Sguardi in grado di leggere l'anima, di percepire l'emozioni e le sofferenze dell'altro. Una storia in cui non si hanno bisogno di parole dietro cui nascondersi per conoscere e accettare l'altro, al contrario, l'amore e la conoscenza tra i due protagonisti, avviene ad un livello più intimo e profondo di quanto possa sembrare.
Ci fermiamo troppo spesso alle apparenze e alla superficialità, non pensiamo ad andare oltre le cose e i muri che alcune persone costruiscono per difendersi da un mondo ostile. Dovremmo imparare ad andare oltre, a sentire di più le persone e vederle realmente per come sono, ad amare al di là dell'aspetto fisico e delle parole. Dovremmo, semplicemente, imparare a rispettare il mondo in cui viviamo, gli esseri viventi e noi stessi.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)



venerdì 23 marzo 2018

Recensione: "C'era un volta...Il Bosco Incantato" - Eleonora Grimaccia

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  Titolo: "C'era una volta...Il Bosco Incantato"
Autrice: Eleonora Grimaccia





C’era una volta, anzi c’è ancora, un posto magico e meraviglioso. Un luogo dove gli alberi crescono forti e rigogliosi, le casette sono colorate e a forma di fiore e un lungo, lunghissimo fiume si snoda e scorre placido e tranquillo. Qui regna la pace, l’armonia, la serenità e gli animali che vi abitano, vivono ogni giorno magiche avventure.
Volete sapere come si chiama?
Presto detto…Il Bosco Incantato.
Dove si trova?
Nessuno lo sa con precisione, ma esiste una formula magica per poterlo visitare e per realizzarla occorrono pochi ed essenziali ingredienti:

  • una decina di risate contagiose;
  • un sacchetto di spirito d’avventura;
  • una bottiglia di stupore e meraviglia;
  • un pizzico di follia;
  • una manciata di allegria;
  • due o tre cucchiai di simpatia e tanta tanta fantasia.

Mescolate il tutto, chiudete gli occhi, respirate profondamente e pensate a una cosa che vi rende felici e voilà eccovi arrivati nel Bosco Incantato.
Oggi non sarete soli, avrete al vostro fianco una guida di inestimabile valore. Una ragazza che conosce molto bene il bosco e tutti gli animali che vi abitano. Eccola laggiù, seduta sotto un maestoso albero, è completamene assorta a scrivere sul suo quaderno colorato.
Cosa sta scrivendo?
Le filastrocche che compongono questo dolcissimo e meraviglioso libro.
Lei è Eleonora Grimaccia e grazie alla sua sensibilità, delicatezza e tanta fantasia ha deciso di donare ai bambini e agli adulti, questo piccolo gioiellino da leggere e custodire.
L’autrice ha creato delle allegre filastrocche, facili da ricordare e amare. Filastrocche apparentemente semplici, che custodiscono al loro interno insegnamenti di grande valore. Attraverso il racconto delle avventure degli animaletti del bosco, i bambini possono confrontarsi con le proprie paure e insicurezze e capire, attraverso il gioco, che non devono temere di sbagliare, di essere giudicati o derisi. Le filastrocche incoraggiano i bambini a non arrendersi, a inseguire i propri sogni e soprattutto a ricordare che al loro fianco avranno sempre degli alleati importanti, pronti a sostenerli, proteggerli e amarli: la famiglia e gli amici.
L’autrice con poche e semplici parole, riesce ad arrivare dritta alla questione, riuscendo a toccare il cuore dei bambini, perché sappiamo benissimo che loro non hanno bisogno di tanti giri di parole per esprimere ciò che sentono. Sono diretti, concisi e veri, mentre noi adulti ci nascondiamo dietro paroloni, per evitare di mostrare debolezze, emozioni e sentimenti. Questo libro, quindi, è dedicato anche a quegli adulti che dimenticano cosa vuol dire lasciarsi andare al divertimento, alle nuove scoperte, a guardare le cose con meraviglia e stupore e a realizzare i propri sogni anche quando la vita rema contro.
Prendete il libro e leggetelo insieme ai vostri bambini, lasciatevi guidare dalla fantasia verso il meraviglioso mondo del Bosco Incantato, realizzate il più bel tuffo in coppia con Mandy l’ippopotamo, saltate sulla palla rossa e navigate il fiume, salite sulla barchetta di carta ed esplorate nuove terre e orizzonti. Cercate il camaleonte postino, chissà che non abbia per voi una lettera o un invito per qualche festa nel bosco.
Avventuratevi nel bosco e in voi stessi, sfidate le vostre paure e inseguite i vostri sogni.
Buona lettura!!!



(Marianna Di Bella)

mercoledì 21 marzo 2018

Recensione: "Giulia Tofana. Gli amori, i veleni"

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  Titolo: "Giulia Tofana. Gli amori, i veleni"
Autrice: Adriana Assini
Editore:  Scrittura & Scritture



Roma, 1624.
La città eterna è sotto il potere religioso e politico di papa Urbano VIII che detta legge seguendo le sue inclinazioni e le sue ambizioni.
La Santa Inquisizione lavora alacremente, controllando e sorvegliando la popolazione e punendola severamente per ogni sbaglio e infrazione commessa. Ma questo non ferma zingari, vagabondi e ladri che gironzolano nella capitale sfidando le leggi. Nonostante i controlli severi e i divieti, la criminalità, la violenza e il malcontento serpeggiano tra le strade e i quartieri della città cristiana.
Tra queste stradine, precisamente in un appartamento alla Lungara, vive la nostra protagonista: Giulia Tofana.
La giovane donna è arrivata da poco a Roma, insieme a Girolama Spinola, sua sorella di latte, una donna schietta, ruffiana e con spirito pratico che mette spesso in guardia la nostra protagonista sulle scelte e le azioni intraprese.
Giulia è sfrontata, sanguigna, imprevedibile, ribelle, opportunista e possiede una bellezza prorompente. Desidera il rispetto degli uomini, la sua indipendenza, sogna il riscatto sociale e l’amore incondizionato di Manfredi.
È una donna ambiziosa e aspetta il giorno per dimostrare al mondo quanto vale. Non tollera il predominio maschile e le leggi scritte da uomini a discapito delle donne. Per questo aiuta le donne maltrattate, costrette a convivere con uomini violenti, vendendo loro un veleno creato appositamente da lei stessa. Un veleno composto da arsenico e antimonio che non lascia traccia e non desta sospetti.

“…un composto dalle qualità straordinarie, che una volta somministrato alle vittime designate non provoca disturbi di rilievo, se non la febbre e il vomito, effetti comuni ai malanni più diffusi. Era comunque nel finale che si rivelava il meglio dell’opera, allorché il veleno, stroncato il malcapitato con un attacco di cuore, conferiva al suo volto un colorito così roseo da allontanare qualsiasi sospetto di un possibile assassinio.”
(citazione tratta dal testo)

Giulia diventa, così, la paladina delle donne in difficoltà, a dispetto delle leggi “… sfidando il buio dell’animo e la mano del boia, il “male dei francesi” e la scomunica del Papa.” (citazione tratta dal testo)
Per riuscire a comprendere la storia di Giulia e le motivazioni che l’hanno spinta a realizzare un veleno così potente, occorre conoscere e capire il suo passato.

Per comprendere perché siamo come siamo, bisogna tornare indietro nel tempo.”
(citazione tratta dal testo)

Quindi prendete il libro e preparatevi a questo viaggio nel passato che vi presenterà non solo un’Italia completamente diversa da quella che conosciamo oggi, ma soprattutto la storia di una donna ambiziosa, sfrontata che cerca in tutti i modi di realizzare i suoi progetti, ma la vita la metterà di fronte a se stessa e alle conseguenze delle sue scelte e delle sue azioni.
Leggere questo romanzo storico è come ammirare un’opera d’arte, ogni passaggio, azione o dialogo è una pennellata perfetta e incisiva data sulla tela e sul nostro animo.
Il testo è un quadro che deve essere osservato attentamente, sin nei minimi particolari e per comprenderlo pienamente il lettore deve andare oltre la superficie delle cose e dei pensieri, entrando in profondità nell’anima della protagonista, del romanzo e del periodo storico.
Adriana Assini, ha realizzato un romanzo storico intenso, coinvolgente e altamente riflessivo. Le sue descrizioni, attente e precise, catapultano il lettore direttamente nella trama, facendolo sentire parte della storia e della vita di Giulia.
Ogni capitolo regala emozioni diverse, seguendo un ritmo narrativo avvincente e intrigante. I personaggi sono ben costruiti, ognuno con una caratterialità diversa, una profondità d’animo e di pensiero che li rende unici e importanti. Pagina dopo pagina, pennellata dopo pennellata i personaggi acquistano forza e intensità, alcuni conquistando letteralmente la scena e il cuore del lettore.
Lasciatevi avvolgere dalla storia e dalla bravura dell’autrice, seguite le sue parole, perdetevi tra le strade della Roma barocca, osservate e ascoltate tutto con molta attenzione e godetevi questo meraviglioso romanzo storico.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)

lunedì 19 marzo 2018

Recensione: "I tre giorni di Eva" - Simona Petrecca


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Titolo: I tre giorni di Eva
Autrice: Simona Petrecca
Editore: Aletti Editore




Oggi ho nostalgia del passato, dei ricordi riposti in un angolo, lasciati lì come in attesa di qualcosa di importante. Prendo la scatola che in questi anni li ha custoditi e protetti, sospiro, la apro ed eccoli fuoriuscire, liberi di volteggiare, rincorrersi e danzare. Li guardo divertita, sono come bambini emozionati, felici e impazienti di giocare e scoprire il mondo intorno a loro. Sono vento caldo che riscaldano la mia anima, lasciata per troppo tempo priva del loro calore.
Guardo gli oggetti uno ad uno, osservo le foto incantata dai sorrisi e momenti felici, a volte una lacrima scivola lungo la guancia, segnando il tempo che passa e non dimentica. Non dimentica le persone che ho avuto la fortuna di incontrare e avere al mio fianco, non dimentica gli amori vissuti, l'infanzia, ma soprattutto non dimentica quegli istanti che hanno cambiato e influenzato la mia vita per sempre. Ed è solo in questo momento che riesco a fare mio il libro, che entra nella pelle e scivola tra le pieghe della mia anima.
Il testo svela la sua bellezza e poeticità, pagina dopo pagina, come il fiore che accarezzato dal sole, si apre mostrando la bellezza dei suoi petali. Incantati, rimaniamo a fissare i petali e le immagini che Simona Petrecca riesce a evocare attraverso la delicatezza delle sue parole e la bellezza delle descrizioni.
L'autrice ci prende per mano e ci accompagna in questo viaggio che ha il sapore della nostalgia e del calore familiare. Le sue parole ci guidano dolcemente lungo i sentieri segreti e privati dell'anima di Eva, svelando tre momenti fondamentali della sua vita.
Tre giorni indimenticabili.
Tre splendide emozioni.
Tre perle preziose.
Tre brividi che scorrono lungo la schiena.
Tre racconti che compongono questa piccolo gioiellino.
Il romanzo racchiude e conserva tre piccoli episodi che con la loro energia e il grande impatto emotivo, descrivono perfettamente e accuratamente la vita e l'anima di Eva. Una donna che ha amato, sofferto e pur con tutte le sue debolezze, ha vissuto intensamente le sue emozioni, con la piena consapevolezza di sé.

“...Tre visioni.
Tre immagini.
Tre emozioni disarmanti nella loro ovvietà.
Tanti furono i momenti che composero il mio mosaico,
ma solo quelli furono i tasselli mancanti che mi permisero di poter dire:
Io sono Eva
e questo sono stata!”
(citazione tratta dal testo)


Lasciatevi ammaliare dall'anima di Eva, abbandonatevi ai suoi ricordi e dopo aver finito di leggere, chiudete il libro e i vostri occhi. Respirate profondamente e permettete ai vostri ricordi di affiorare dal buio e illuminare il sentiero che vi condurrà a voi stessi e alla vostra anima.
Buona lettura!!



(Marianna Di Bella)

venerdì 9 marzo 2018

Recensione: "16 modi per spezzarti il cuore" - Lauren Strasnick

16 modi per spezzarti il cuore, ebook, recensione

Titolo: 16 modi per spezzarti il cuore
Autrice: Lauren Strasnick
Editore: HarperCollins




Oggi ci prendiamo del tempo per noi e con la fantasia voliamo a Los Angeles, la grande città californiana. Visitiamo Hollywood, le innumerevoli spiagge e dopo aver gironzolato un po', entriamo in un bar per riposarci. Ci sediamo, ordiniamo e ci guardiamo intorno catturando e memorizzando tutto ciò che vediamo. Questo non è un bar scelto a caso, perché è il luogo in cui inizierà la nostra storia. Come? Un attimo di pazienza e poi scoprirete tutto. Lo vedete quel tavolino giù in fondo al locale? Quello di vimini, un po' traballante dove è seduta quella giovane ragazza? Bene, rimanete fissi su di lei, perché la sua vita di adolescente sta per cambiare, sta per incontrare l'amore, infatti, eccolo, il nostro protagonista maschile che la urta con l'espositore dello zucchero, rovesciandoglielo addosso e sporcando la sua divisa. Questo incontro segnerà l'inizio della loro storia d'amore.
Lei è Natalie Fierro, 17 anni, studia in una scuola privata e vuole diventare un'artista famosa. I suoi collage iniziano ad avere un discreto successo. È una ragazza vulnerabile, bisognosa di attenzioni, non sta mai ferma, è piena di energia, vivace, forte ma al tempo stesso fragile, viziata, a volte egoista, insicura e molto gelosa.
Il protagonista maschile è Dan Jacobson, 17 anni, studia in una scuola pubblica, lavora e sta realizzando un film documentario. È il classico bravo ragazzo, con sani princìpi, con la tendenza a scappare quando le cose si complicano, immaturo, egoista, non si sente all'altezza della genialità di Natalie.
Come faranno due ragazzi all'apparenza così diversi a innamorarsi e andare d'accordo?
Come proseguirà la loro storia?
Lo scoprirete voi, perché credetemi questo romanzo vi saprà catturare sin dalla prima lettera. Sì, avete letto bene, la particolarità di questo libro è che le lettere formeranno parte del testo.
Natalie scrive 16 lettere a Dan, nelle quali ripercorre tutta la loro storia, partendo dalla fine della loro relazione.
Lo so, vi starete chiedendo perché, cosa è successo tra l'inizio idilliaco e la fine della storia d'amore, tranquilli perché saranno proprio le lettere a condurvi a una parte della verità. L'altra versione dei fatti, verrà raccontata da Dan, mostrando l'altra parte della medaglia.
In amore non esistono vincitori e vinti, solo due persone che soffrono profondamente per la fine della loro relazione.
I nostri protagonisti vivranno un amore più grande della loro età, un amore totalizzante spesso distruttivo e Lauren Strasnick ce lo descrive in maniera perfetta, mostrandoci il punto di vista dei giovani, la loro difficoltà ad esprimere i propri sentimenti, enfatizzandoli a volte fino allo stremo, scambiando spesso il possesso per amore.
L'autrice è stata sincera, non solo nel descriverci la storia d'amore in modo completo, ma soprattutto con i protagonisti, mostrandoci tutte le sfaccettature del loro carattere senza omettere quei lati negativi che potrebbero farli risultare odiosi o fastidiosi, al contrario li rende più credibili e veri nelle loro azioni e scelte.
I due protagonisti sono ben costruiti, hanno una loro anima e una forte presenza scenica, in particolare Natalie, la cui vitalità e genialità viene fuori lettera dopo lettera.
Leggere il romanzo è come salire sulle montagne russe, quando pensiamo che tutto proceda bene, in pace e armonia ecco arrivare le salite, le difficoltà, gli ostacoli e le cadute che provocano un senso di euforia, energia, ma che possono anche far male. Un continuo salire e scendere emotivo, umorale e affettivo che ci permettono di comprendere appieno le due personalità, profondamente insicure e complicate.
Ottima la scelta da parte dell'autrice di costruire la trama del libro utilizzando lettere, e-mail e sms, perché rendono i messaggi e i pensieri più diretti e personali, dando ampio spazio alle proprie riflessioni, emozioni e incertezze.
Lasciatevi prendere per mano dall'autrice, fatevi condurre tra le pagine di questo libro e tra le 16 lettere che segneranno il tempo del romanzo e della storia d'amore.
Leggete, sognate, riflettete, alcune storie d'amore sono difficili da vivere e fanno soffrire a qualsiasi età.
Buona lettura!!



Marianna Di Bella

mercoledì 7 marzo 2018

Recensione: "Alla fine dell'orizzonte" - Stella Bright

Alla fine dell'orizzonte - romance - storia d'amore - Scozia - sogni -


Titolo: 
"Alla fine dell'orizzonte"

Autrice:
Stella Bright

Editore:
Triskell Edizioni





Ci sono momenti nella nostra vita in cui nulla va come dovrebbe, ci sentiamo stanchi, insoddisfatti, tutto ci sembra pesante e difficoltoso. Dentro di noi sentiamo l'urgenza di cambiare, di riprendere in mano le redini della nostra esistenza, iniziando a realizzare i nostri sogni.
Quei sogni che teniamo rinchiusi nel cassetto da tantissimi anni. La paura di doverli affrontare e realizzare ci ha fatto sempre desistere e i sogni sono rimasti lì, rinchiusi in quella prigione di legno.
Questa volta, però, la nostra voglia di cambiare è più forte di qualsiasi paura, così tendiamo la mano e apriamo il cassetto, ed eccoli lì i nostri sogni; negli anni ne abbiamo accumulati tanti, ma adesso sappiamo cosa fare e con molta calma iniziamo a realizzarli.

...la volontà, la passione, la determinazione sono il carburante più potente affinché i nostri sogni, i nostri desideri più grandi possano infine realizzarsi...”

Francesca e Senna, le nostre protagoniste, sono migliori amiche, diverse nell'aspetto fisico e nel carattere ma hanno in comune lo stesso sogno da realizzare: visitare la Scozia. Le due ragazze amano in modo viscerale questa terra, la sentono loro fin dentro l'anima. Una terra magica, aspra, ricca di leggende e tradizioni, con paesaggi meravigliosi e montagne silenziose.
Francesca e Senna organizzano la vacanza e finalmente partono verso quello che sarà un viaggio che cambierà profondamente le loro vite. 
Come?
A voi scoprirlo continuando la lettura, perché io non vi racconterò nulla e non aggiungerò particolari che possano farvi scoprire la storia. Questo piccolo dolce romanzo merita tutta la vostra attenzione e curiosità, ma tranquilli non sarete soli, perché avrete una guida esperta: Stella Bright.
L'autrice, attraverso le sue parole e descrizioni vi farà scoprire non solo dei panorami suggestivi, ma una dolce storia d'amore.
Le descrizioni sono attente e curate, in ogni riga e pagina si evince tutto l'amore che Stella Bright ha per questa terra all'apparenza fredda, ma ricca di leggende, paesaggi spettacolari e posti in grado di incantare anche i turisti e lettori più scettici.
Un piccolo romanzo che custodisce lezioni importanti da ricordare: realizzare i propri sogni, lasciarsi andare all'amore e soprattutto non permettere alla paura di bloccarci di fronte alle opportunità che si presentano...la vita è una sola e va vissuta intensamente e senza rimpianti.
Vivete!
Amate!
Buona lettura!!


(Marianna Di Bella)

lunedì 5 marzo 2018

Recensione: "La locanda degli amori sospesi" - Viviana Picchiarelli

la locanda degli amori sospesi, amore, libri, seconde possibilità

Titolo:
"La locanda degli amori sospesi"

Autrice:
Viviana Picchiarelli

Editore: 
Newton Compton Editori


Nel cuore dell'Umbria, tra il verde di questa terra meravigliosa, è adagiato e incastonato un gioiello blu di inestimabile valore: il lago Trasimeno. Su una delle sue sponde, si affaccia una casa colonica recentemente ristrutturata e trasformata in una locanda. Salici piangenti circondano l'edificio in un tenero abbraccio, regalando ai visitatori una vista mozzafiato e un'atmosfera suggestiva e romantica.
Prendetevi del tempo prima di iniziare la lettura di questo libro, tempo per immergervi completamente nell'atmosfera delicata, a volte malinconica, del romanzo e del posto. Sedetevi su questa panchina in pietra, osservate la calma del lago e lasciatevi ammaliare dalla sua anima magica. Dietro di voi, si trova il casolare divenuto negli anni un punto di riferimento per gli amanti dei libri. Sì, avete letto bene...libri.
Questa è la famosa “Locanda dei libri”, gestita da due donne forti e fragili allo tempo stesso, che hanno deciso di ridare un senso alle proprie vite, creando un posto unico nel suo genere. Un luogo per gli amanti della lettura e scrittori, ma sopratutto un posto in grado di regalare pace, calma e tranquillità a tutti coloro che hanno bisogno di ritrovare del tempo per se stessi.
Ecco le due proprietarie: Emma e Matilde. Due donne che hanno sofferto molto e che portano i segni nelle loro anime delicate e sofferenti. Emma ha perso la figlia in un brutto incidente con la moto ed è in pessimi rapporti con l'altro figlio, Riccardo. Matilde, invece, sta elaborando il divorzio e non ha mai smesso di dimenticare Matteo Rossini, conosciuto trent'anni prima quando erano due giovani universitari.
Cosa ne è stato di Matteo? È diventato avvocato e negli ultimi anni un noto scrittore di libri gialli, è divorziato e i suoi rapporti con la figlia Ginevra sono in precario equilibrio. Anche Matteo non ha mai smesso di pensare a Matilde.
Come si intrecceranno le loro vite?
Semplice, aprite il libro e sfogliate le sue pagine perché i destini dei nostri protagonisti, volteggeranno e si libreranno tra le righe di questo testo dolce, romantico e malinconico. Si incontreranno, intrecciandosi l'uno all'altro accompagnati dall'atmosfera unica e magica della Locanda dei libri. Un luogo che regalerà la possibilità di recuperare se stessi e la propria vita, salendo sul treno delle seconde possibilità, realizzando così, ciò che per paura si erano negati per troppo tempo.
La trama è ben costruita e le storie di ogni singolo personaggio, si intrecciano e si amalgamano perfettamente rendendo la storia fluida e scorrevole.
L'alternarsi delle storie e dei personaggi avviene in modo naturale ed equilibrato, evitando quella sensazione di distacco forzato e senza senso, al contrario intervallare le storie, permette al lettore di riflettere meglio su alcune situazioni, accendendo ancora di più la sua curiosità.
I protagonisti sono descritti in ogni loro sfaccettatura, facendo emergere anche i lati negativi, rendendoli più veri e vicini alla realtà. Ho apprezzato il lato introspettivo di ogni personaggio, perché permette di comprendere meglio il loro pensiero e le loro paure.
Viviana Picchiarelli ci fa dono di un testo delicato, dove la speranza è sempre pronta a far capolino in ogni pagina, nascondendosi dietro sofferenza, amori perduti e mai dimenticati, amicizia, solitudine e la paura di lasciarsi andare a nuovi amori e nuove possibilità.

Quelli come noi sono coloro che hanno vissuto una vita che credevano l'unica possibile, l'unica praticabile, quella auspicabile, quella che si adattava per lo più a esigenze di comodo. Quelli come noi sono coloro che poi, a un certo punto, hanno dovuto fare i conti con le proprie paure e hanno dovuto riconoscere i propri fallimenti. Quelli come noi sono coloro che pensano di essere in credito con la vita e provano a ricominciare daccapo, nonostante le cicatrici.”

Lasciatevi incantare dalla bellezza del romanzo e fatevi cullare dalle parole delicate e rassicuranti di Viviana Picchiarelli. Scoprirete, così, una storia dolce e romantica, una storia che vi farà commuovere...preparate i fazzoletti e buona lettura!!


(Marianna Di Bella)