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lunedì 24 febbraio 2020

Recensione: "Quel che manca di te" - Elena Moretti


romanzo, recensione, mdb, libri il nostro angolo di paradiso
Titolo: Quel che manca di te
Autrice: Elena Moretti
Editore: Ugo Mursia Editore



Due persone, apparentemente diverse e incompatibili, si incontrano e si scontrano.
Due anime fragili che si nascondono dietro maschere e armature per difendersi dal mondo esterno e dai problemi che la vita ha posto sulle loro strade.
Due persone i cui destini si incrociano in maniera imprevedibile, sconvolgendo le loro esistenze e ponendoli di fronte a se stessi, ai loro dubbi e alle loro paure.
Due ragazzi.
Due anime ferite.
Eleonora e Stefano.

“Tutto quello che sono, che ho vissuto, che ho imparato, io l'ho rosicchiato da solo dentro me stesso. E da solo l'ho macinato, impastato e ingoiato.”
(citazione tratta dal testo)

Eleonora ha 22 anni e vive da sola da quando la mamma è morta dopo una lunga malattia. È una ragazza spontanea, semplice e non ha filtri. Ha sempre il sorriso sulle labbra e cerca di trovare il lato positivo nelle cose e negli avvenimenti.che le capitano. Ama cantare, infatti, la musica l'aiuta ad allontanarsi dal mondo esterno, portandola lontano, in un posto fatto di note, emozioni e vibrazioni. Si ritiene insignificante e invisibile, non ama piangersi addosso, dice sempre la verità, ed è sempre disponibile ad aiutare gli altri.
Non ha un impiego fisso, ma vive di piccoli lavoretti che possano permetterle di arrivare a fine mese. Per questo ha accettato di lavorare presso un prstigioso studio di architettura, la paga è buona e questo le permetterà di vivere tranquillamente per almeno 30 giorni

“...di solito la gente mi cerca solo per la mia allegria, per poi schivarmi volentieri quando non sono più in grado di sfoderarla.
No, forse, no-. Non è la gente che si comporta così con me, sono io che cerco gli altri quando son felice e mi rintano quando le ose non vanno, semza mai gridare aiuto, restando a consumare in solitudine il mio veleno.
O, forse, la realtà non è che una combinazione lineare di queste due cose.”
(citazione tratta dal testo)

Sul posto di lavoro incontra l'architetto Stefano Resentini, un trentenne che, invece, ha un carattere totalmente opposto al suo. L'uomo è ombroso, scontroso, esasperante, non ha mezze misure nel relazionarsi con gli altri, ed è esigente e puntiglioso sul lavoro. Ha un caratteraccio che lo porta ad avere continui contrasti con il mondo intero, e sente sempre l'esigenza di rivalersi sulle persone, facendo emergere la sua rabbia e il suo dolore. Un dolore sordo che si porta dentro da anni, conseguenza di un terribile incidente che ha segnato in maniera indelebile la sua anima e il suo corpo.

“Il passato me lo porto dentro e, anche se mi adopero per soffocarlo, non si canellerà mai. Perché ciò che è stato ormai è parte di me, di ciò che sono diventato. Ho lasciato troppi conti in sospeso. Troppe cose indietro da combattere, da guardare in faccia. E ancora non ne ho il coraggio.”

L'incontro con Eleonora sarà importante perché si ritroverà a fare un lungo esame interiore mettendo in discussione i suoi atteggiementi e comportamenti, perché la ragazza è diversa dalle altre, è una voce fuori dal coro, è spontanea e non costruita, una ragazza fuori moda e contesto che piano piano entra delicatemente nella sua anima tormentata portando un po' di serenità. Stefano si aggrappa a lei, trovando sostegno morale e psicologico ma, lo scambio sarà reciproco perché entrambi troveranno aiuto e conforto in un rapporto strano e complesso che li porterà a prendere coscienza di sé.


“...non scappare davanti al dolore mi ha portato freddi frutti da cogliere nella farsa del presente.”
(citazione tratta dal testo)

I due ragazzi riusciranno a trovare il giusto equilibrio nella loro nuova amicizia?
Riusciranno a fidarsi l'uno dell'altro?
Difficile dirlo in poche parole, quello che potete fare è continuare la lettura perché il percorso dei due ragazzi non sarà facile, bensì tortuoso e pieno di imprevisti.
Leggere il romanzo è entrare in profondità nell'animo dei due protagonisti, grazie alla scelta da parte dell'autrice di una narrazione fatta in prima persona dove le due voci narranti si alternano all'interno di ogni capitolo. Un alternarsi che ci permette di entrare nei loro pensieri, dubbi, paure e di comprendere meglio i loro meccanismi mentali e le loro chiusure. Purtroppo questo alternarsi non è sempre di aiuto, perché spesso risulta difficile comprendere chi dei due stia parlando e questo rallenta un po' la lettura, rendendo complicata la comprensione del testo.
I due protagonisti sono ben costruiti e delineati, in particolare la parte psicologica del loro carattere. Stefano è il personaggio più complesso e articolato e l'autrice è riuscita a descriverlo e caratterizzarlo molto bene evidenziandone i difetti, i pregi, ma anche le paure, i tentennamenti e la rabbia che influenza il suo modo di vivere e sentire.
La scrittura è fresca, leggera, semplice che sa colpire con le sue descrizioni incisive ed emozionanti. La lettura è scorrevole, in particolare la prima metà del libro, dopo ci sono una serie di avvenimenti che si ripetono nel loro svolgimento fatto di passi avanti e continui ritorni indietro sulla crescita e consapevolezza dei personaggi. Questo continuo andare avanti e indietro diventa, a mio gusto personale, troppo ripetitivo ed è una cosa che non mi piace nei romanzi. Soffoca il mio entusiasmo e inevitabilmente mi annoia.
Il romanzo rimane, comunque, piacevole e interessante. Un testo che riesce a toccare molti punti importanti e profondamente riflessivi come ad esempio, il problema delle periferie, la riqualificazione urbana, la disabilità, la paura di amare ed essere amati per ciò che si è, la paura di fidarsi dell'altro ecc.
Un romanzo che vi consiglio di leggere nonostante alcune mie piccole titubanze.
Buona lettura!!




(Marianna Di Bella)




(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro.

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