Pagine

mercoledì 27 febbraio 2019

Recensione: "Breinen e il segreto della fonte" - Fiammetta Rossi

libro per ragazzi, recensione, mdb, libri il nostro angolo di paradiso

Titolo: "Breinen e il segreto della fonte"
Autrice: Fiammetta Rossi
Editore: Il Seme Bianco


Siamo nel 1918 e l'Europa sta vivendo un periodo bruttissimo. La guerra incombe sulle nazioni e i destini degli uomini, portando morte e distruzione. Il frastuono delle bombe e dei colpi di fucile riecheggiano in maniera assordante, colonna sonora di una guerra che va avanti da molti anni. Morte e dolore sono le protagoniste indiscusse di questo periodo catastrofico per l'umanità. Portatrici di lutti e sofferenze, distruggono intere famiglie, lasciando orfani migliaia di bambini.

La guerra miete milioni di vittime e per cosa? Per far nascere nuovi padroni al posto di quelli vecchi? Circolano voci di una terribile epidemia che sta decimando il mondo e che potrebbe arrivare fin qui, perché? A cosa servono i professori, i denari, le scoperte ingegnose se poi non siamo in grado di vivere in pace?”
(citazione tratta dal libro)

La speranza si affievolisce ogni giorno di più, sparendo completamente dal cuore e dall'anima delle persone, lasciando spazio alla diffidenza e alla negatività. In molti hanno rinunciato a credere o sperare in un cambiamento, sono amareggiati e le loro anime si sono inasprite covando risentimento e sfiducia verso il prossimo e il mondo intero. Ma non tutto è perduto...

Finché una sola persona avrà a cuore la Speranza ne varrà sempre la pena. Una persona sola può fare la differenza, una persona sola, può creare un mondo migliore.”
(citazione tratta dal libro) 

Una piccola fiamma di speranza è rimasta accesa nei cuori dei bambini, che ancora sperano e sognano un futuro migliore. Sono loro a tenerla viva, un piccolo ed esitante tremolio di ali che ancora spera...come il piccolo Breinen.
Probabilmente vi starete chiedendo chi è e cosa c'entra con la storia; un attimo di pazienza e tutto vi sarà svelato.
Breinen è il protagonista del nuovo romanzo di Fiammetta Rossi. Vive in un piccolo paesino della Sassonia, è figlio unico e si è sempre sentito diverso rispetto agli altri coetanei, non solo per il suo aspetto fisico, come ad esempio le orecchie a punta, ma per la nonna materna, considerata da tutto il paese come una strega.
Al bambino è vietato frequentarla, ma sappiamo benissimo che la curiosità dei ragazzini è più forte di tutti gli avvertimenti e divieti degli adulti, così il nostro protagonista, contraddicendo il volere del padre, va a trovare la nonna e instaura con lei un rapporto di fiducia e amore che lo porterà a conoscere meglio se stesso e il mondo che lo circonda. Attraverso i racconti, il dialogo e i lavori manuali, Breinen imparerà a dare importanza e rilevanza a quei valori essenziali per la vita di un individuo, come ad esempio l'umiltà, la giustizia, la forza, il coraggio, la fiducia, il rispetto per la natura e per tutte le creature che l'abitano.

La fiducia è un bene prezioso, caro ragazzo, non si compra, non si eredità...la si può solo guadagnare. Un uomo è ciò che fa. Comportati con onore e i fatti parleranno per te. E sarà lo stesso se ti comporterai con infamia. Il tempo è una grande lente d'ingrandimento e prima o poi tutto viene rivelato.”
(citazione tratta dal libro) 

Breinen imparerà soprattutto a vedere oltre le superficie delle cose e a credere nella magia.

La magia che ci circonda, i piccoli e grandi miracoli di ogni giorno. È tutto qui, intorno a noi, devi solo decidere se vuoi credere alla realtà così come ti viene servita giorno dopo giorno, oppure riscoprirla in un'altra forma. Ma richiede coraggio e soprattutto atto di fede. Dipende solo da te.”
 (citazione tratta dal libro)

Attraverso i racconti della nonna, il bambino conoscerà personaggi fantastici come Piumedargento, posti magici come la Foresta Vergine e capirà che il male è sempre in agguato, pronto a distruggere il sottile equilibrio tra natura e uomo, natura e magia, e tra fiducia e rispetto. Ma tutto questo è solo una parte della storia, perché il bambino si ritroverà a intraprendere un viaggio per cercare una fonte magica in grado di salvare gli abitanti del suo paese.
Ce la farà Breinen a portare a termine la sua missione?
Saprà riconoscere il male, tutelando gli indizi e la mappa che ha con sé?
A voi scoprirlo. Preparatevi ad un lungo viaggio tra gli stati europei e a credere nella magia perché, che lo vogliate o meno, c'è sempre un pizzico di magia in tutto ciò che ci circonda e Fiammetta Rossi ce lo ricorda nei suoi libri e attraverso le sue storie, dalle quali c'è sempre da imparare e riflettere.
La trama è interessante e coinvolgente, infatti, i giovani lettori non avranno modo di annoiarsi durante la lettura, perché grazie alla ricerca, agli indizi e ai misteri che si succedono nel romanzo, si ritroveranno a riflettere su ogni punto della storia e a risolvere i piccoli enigmi che condurranno Breinen al luogo segreto della fonte magica.
L'autrice attraverso la sua scrittura chiara, semplice e diretta, riesce a comunicare con i ragazzi, portandoli a scoprire, non solo mondi magici e misteriosi ma, soprattutto se stessi, ricordando loro di essere coraggiosi e di non perdere mai la speranza. In ogni suo romanzo c'è sempre quel pizzico di magia che ricorda ai ragazzi e noi adulti di guardare oltre le apparenze, andare oltre il semplice significato delle cose e a rispettare ciò che ci circonda, cercando di mantenere inalterato il fragile equilibrio tra natura e uomo.
Riuscirà Breinen a trovare la fonte magica? Sfogliate il libro e accompagnate il bambino in questa nuova avventura.
Buona lettura!!


(Marianna Di Bella)




(Gifted by) Ringrazio l'autrice per la copia del libro.

lunedì 25 febbraio 2019

I Consigli di Mirtilla: "Piccola Orsa" - Jo Weaver

recensione, libro illustrato, mdb, libri il nostro angolo di paradiso
Titolo: Piccola Orsa
Autore: Jo Weaver
Editore: Orecchio Acerbo





È primavera e il bosco si sta lentamente risvegliando. Tutto riprende vita e colore.
Dalla tana invernale, ecco spuntare mamma orsa insieme alla sua piccola orsetta. Hanno trascorso lunghi mesi in letargo, ed ora sono pronte a scoprire il mondo che le circonda.
Molte cose sono cambiate durante la loro assenza, ma mamma orsa è prudente e insegnerà a Piccola Orsa, non solo a osservare tutto ciò che la circonda, ma anche a sopravvivere nella foresta. Le insegnerà a pescare, a nuotare, a percepire il pericolo, a conoscere gli altri animali e valori importanti come la gentilezza.
Mamma Orsa avrà a disposizione molti mesi, prima dell'arrivo dell'inverno, per insegnare a Piccola Orsa a vivere e assaporare la bellezza che la circonda.
Mesi che sfoglieremo e osserveremo attraverso le pagine di questo dolcissimo libro illustrato.
Una dolce e tenera storia, accompagnata da immagini delicate e soavi. Illustrazioni rese ancora più vive e incisive grazie all'utilizzo del bianco e nero che risaltano l'intensità delle emozioni, della storia e del bellissimo rapporto tra mamma e figlia.

Ci sono tante cose da scoprire nel tuo nuovo mondo, Piccola Orsa!” disse Grande Orsa
(citazione tratta dal testo)

Questo libro rappresenta, soprattutto, il viaggio di crescita e maturazione.
Un viaggio intimo, intenso e profondo tra una mamma e il suo cucciolo.
Un viaggio chiamato...Vita.
Buona lettura!


Mirtilla 



(Marianna Di Bella)


lunedì 18 febbraio 2019

Recensione: "Il 6 di Oxford Street" - Deborah Begali

romanzo, recensione, mdb, libri il nostro angolo di paradiso
Titolo: Il 6 di Oxford Street
Autrice: Deborah Begali
Editore: Leggereditore



Quanto è difficile dire la verità?
Quanto può logorare un segreto, taciuto per anni, pur di difendere qualcuno che si ama?
Tanto.
Troppo, se si è Lucas Benedict. Un uomo orgoglioso, spigoloso, scontroso che abbiamo imparato a conoscere nel libro “Georgiana” di Deborah Begali.
Nel primo romanzo, l'autrice ci ha permesso di conoscere i due protagonisti e di vivere la loro intensa e appassionante storia d'amore. Una storia dove l'orgoglio e la testardaggine hanno condizionato le scelte dei due protagonisti, accendendo la scintilla di curiosità nel lettore, tenendolo incollato alle pagine del libro.
Nel tanto atteso seguito, ritroviamo Georgiana e Lucas alle prese con i preparativi del matrimonio. Sì, avete letto bene, i nostri due protagonisti stanno per convolare a nozze. Un matrimonio dove sfarzo e stravaganza sono messi al bando, per lasciare il posto a una cerimonia semplice e con pochi invitati.

“Fu sopraffatto dal desiderio di strapparsi il cuore pur di donarle un matrimonio degno di cotanta grazie, ma doveva fare i conti con quell'altro suo lato indecifrabile che l'aveva portato a organizzare quella cerimonia breve e forse troppo asettica.”
(citazione tratta dal testo)

Georgiana è felice, finalmente sta per sposare l'uomo che ama. Ma gli altri intorno a lei sono strani, sfuggenti, compreso Lucas, cosa sta accadendo? Non ha tempo di pensare o riflettere attentamente su ciò che sta avvenendo, perché terminata la cerimonia i due ragazzi partono subito per il viaggio di nozze. La goletta “Thalia” li aspetta al porto, per un lungo viaggio tra le acque del Mar Mediterraneo, visitando posti e portando avanti gli affari commerciali di Lucas.
Mesi di navigazione dove i due protagonisti litigheranno, faranno pace, litigheranno di nuovo e...vi lascerò navigare con loro tra le pagine di questo nuovo romanzo. Armatevi di tanta pazienza, perché Georgiana e Lucas avranno ancora molto da imparare su come costruire e portare avanti un rapporto di coppia. I loro due caratteri prorompenti, infatti, continueranno a fare scintille, anche se Georgiana tenderà ad essere più accondiscendente, pur di evitare i continui litigi con il marito.

Ella voleva conoscere il marito a fondo, sapere tutto di lui, accogliere le sue impressioni, i suoi segreti e ogni aspetto del suo essere...”
(citazione tratta dal testo)

La donna vorrebbe comunicare di più con lui, conoscere il suo passato, i suoi pensieri ma l'uomo tende sempre a nascondersi dietro una corazza fatta di silenzi e sbalzi d'umore. Una corazza difficile da scalfire. Cosa nasconde Lucas? Cosa o chi l'ha reso così burbero e diffidente?
Deborah Begali ci svelerà, finalmente, il segreto di Lucas Benedict, ma per arrivarci dovremmo superare le prime pagine del libro. Un prima parte che ho trovato troppo criptica e non all'altezza del precedente romanzo. I due protagonisti non fanno altro che litigare e fare pace, e questo rapporto altalenante incide sul piacere della lettura, rendendola lenta e a volte difficoltosa.
In questa prima parte lui risulta più odioso, complicato e contraddittorio, mentre lei perde di attrattiva, appiattendosi al volere del marito e lasciando un fugace ricordo della donna forte, concreta e sarcastica che avevamo conosciuto nel primo libro.
Ma....tranquilli, perché Deborah Begali ha nascosto il suo asso nella manica nel seconda parte del romanzo. Travolgendoci con una trama e un intreccio che non ci aspettavamo minimamente.
La scrittura dell'autrice è sempre elegante e ricercata. Le sue descrizioni sono precise e dettagliate. Accurate nei minimi particolari, tanto da farci sentire e provare sulla nostra pelle le torture e condizioni estreme e dolorose delle carceri inglesi nell'Ottocento.
I colpi di scena si susseguono a ritmo incalzante, tenendo sempre desta l'attenzione del lettore, incollandolo letteralmente alle pagine del romanzo e ai destini dei due protagonisti che vedranno sconvolta la propria vita.
Il romanzo diventa, così, inatteso, misterioso e accattivante a tal punto da dimenticare una prima parte fatta di litigi e segreti.
In un continuo oscillare tra bene e male, luce e ombra, verità e bugia, giungeremo a scoprire, finalmente, il segreto di Lucas Benedict e a comprendere le ferite che hanno segnato la sua anima, rendendolo l'uomo arido di emozioni, silenzioso, orgoglioso e scontroso che conosciamo.

“Non c'è nessun “ma”: devo a Lucas tutto ciò che lui deve a me. Siamo entrambi obbligati l'uno all'altra. Debitori di felicità...”
(citazione tratta dal testo)

Quanto è difficile fidarsi degli altri quando nella vita ci sono stati solo tradimenti e sotterfugi?
Quando è difficile aprire il proprio cuore, mettendo a nudo la propria anima, di fronte alla persona che si ama?
Lasciatevi ammaliare dalla scrittura dell'autrice e seguite le nuove avventure di Georgiana e Lucas.
Buona lettura.


Marianna Di Bella



(Gifted by) Ringrazio l'autrice per la copia del libro.

giovedì 14 febbraio 2019

Recensione: "L'aroma nascosto del tè" - Jamie Ford

romanzo, libro, mdb, recensione, libri il nostro angolo diparadiso, ricordi, seattle, cina
Titolo: "L'aroma nascosto del tè"
Autore: Jamie Ford
Editore: Garzanti Libri




In una vecchia camera d'albergo, un uomo sta guardando fuori dalla finestra. Osserva distrattamente il viavai di persone che passano per strada, camminando l'uno accanto all'altro, sfiorandosi impercettibilmente. Vite e anime che si incrociano e scontrano per un tempo infinitamente piccolo. Ma l'uomo è distratto, perso nei suoi pensieri. Nel suo sguardo c'è un velo di malinconia che lo avvolge completamente, la sua mente è altrove, persa tra i problemi del presente e i ricordi del passato. Ricordi che riportano in superficie sensazioni, emozioni, sofferenze depositate in un angolo e lasciate lì, per troppo tempo.

A volte bisogna provare tristezza, provare dolore, per poterseli lasciare alle spalle e trovare pace.
Felicità. Tristezza. Finiscono entrambe come tutto il resto.”
(citazione tratta dal testo)

L'uomo è Ernest Young, ha 64 anni e da più di quarant'anni, ama la sua forte, fiera e indipendente Gracie, sua moglie. La donna purtroppo non ricorda più nulla di sé e della sua vita, una malattia le ha inesorabilmente intaccato i suoi ricordi, facendola vivere in un limbo da cui Ernest non sa come farla riemergere. Stare lontano da lei è insopportabile, ma non essere riconosciuto dalla donna che si ama è un dolore straziante, a cui non ci si abitua mai. Pensare a sua moglie, lo porta inevitabilmente a ripensare alla loro vita insieme, ai ricordi condivisi e quando si riportano alla luce i ricordi e si lascia aperto uno spiraglio, ecco che il passato arriva prepotentemente, pretendendo la massima attenzione. Così i suoi pensieri tornano alla sua infanzia, a un lungo viaggio in nave che lo porta negli Stati Uniti e al suo vero nome Yung Kun-ai.
La stanza dei ricordi si è completamente aperta e piano piano fuoriescono momenti tragici, intensi emozionanti che hanno influenzato la sua vita. L'arrivo in una terra straniera, un viaggio in nave insieme ad altri bambini, il suo sentirsi costantemente emarginato e mai padrone di se stesso, gli anni trascorsi tra college e riformatori, l'amore per Fahn, la bambina che condividerà con lui il viaggio sulla nave, il dolore e l'essere diversi.
Tanti ricordi che come tessere di un mosaico andranno a trovare il loro posticino per dare forma e sostanza al romanzo. Jamie Ford ha preso queste tessere e piano piano ha iniziato a scrivere e raccontare una nuova storia. Anche in questo romanzo si è basato su fatti veri e spesso poco conosciuti, incastonandoli all'interno di una storia dal sapore malinconico. Questa volta ha portato alla luce diverse tematiche, come ad esempio le due esposizioni universali avvenute a Seattle negli anni 1909 e 1962, la vendita di bambini, donne e ragazzi, le case di tolleranza, il proibizionismo, l'emarginazione, il sentirsi diversi, e non essere padroni di decidere per la propria vita. Tutte tematiche interessanti e coinvolgenti che però inserite all'interno del romanzo non mi hanno convinta. Mi piace la scrittura di Jamie Ford, sempre pulita, delicata, e mai sopra le righe nell'affrontare alcune situazioni. Ho apprezzato i salti temporali, gestiti in maniera coerente al procedere della trama, con quel piccolo mistero sulla figura del primo amore che incuriosisce il lettore, ma...eh sì c'è un grande ma ad attendervi...il libro non mi ha lasciato nulla. Nessuna emozione, nessuna empatia con i personaggi, che per la maggior parte del tempo ho trovato insopportabili e noiosi. Un romanzo che ho fatico a leggere perché il mio coinvolgimento era inesistente.
Ho riflettuto molto su questa mancanza di empatia verso il romanzo e i personaggi, perché di solito, cerco sempre di capire le motivazioni che spingono una persona a prendere determinate decisioni, a capirne il carattere, le scelte ma questa volta non ci sono riuscita e rifiutavo continuamente i personaggi, soprattutto la caparbietà di Fahn e la piattezza e passività di Ernest, mai un momento di rabbia o di ribellione considerata la sua infanzia e adolescenza. E poi ho compreso cosa non mi convinceva del tutto nel romanzo, individuando quella piccola nota stonata che non riuscivo a capire da dove provenisse.
Nella seconda parte del romanzo vengono toccate tematiche forti, come ad esempio le case di tolleranza, la prostituzione, la condizione delle donne vendute come pezzi di carne per soddisfare i piaceri e desideri degli uomini, e a parlarne è Ernest, protagonista del romanzo. Una voce piatta, ma soprattutto, è il punto di vista maschile che, seppure dalla parte delle donne, non è incisivo e non regala le emozioni e le sensazioni che esse vivono. Non può descrivere lui il senso di umiliazione, dolore e sofferenza che prova una donna, perché o quelle sensazioni si vivono sulla propria pelle e allora si è in grado di parlarne con cognizione di causa, altrimenti si rischia di affrontare il tema in maniera superficiale e stereotipata. E il personaggio di Ernest, purtroppo, l'ho trovato piatto e superficiale. Una voce che anche quando racconta degli avvenimenti tragici della sua vita privata, sembra sempre che stia descrivendo una normale e tranquilla giornata. Nessuna reazione emotiva sembra scuoterlo. Ed è proprio questo che mi ha lasciata perplessa e infastidita dalla lettura del romanzo.

Non aveva mai avuto la possibilità di scegliere niente, da come si vestiva a quello che mangiava: fino a quel momento aveva passato la vita seguendo l'onda incerta dei desideri e delle aspettative di altri.”
(citazione tratta dal testo)

Naturalmente questo è il mio parere personale e, come sempre, lascio a voi decidere se leggere o meno il testo, perché è importante ricordare e sottolineare che i gusti sono diversi e fortunatamente la lettura ci regala la possibilità di scegliere tra milioni di libri.
Buona lettura!!


(Marianna Di Bella)

martedì 12 febbraio 2019

I Consigli di Mirtilla: "Chiedimi cosa mi piace" - Bernard Waber; Suzy Lee

recensione, mdb, libro per bambini, libri il nostro angolo di paradiso
Titolo: Chiedimi cosa mi piace
Autore: Bernard Waber
Illustratrice: Suzy Lee
Editore: Terre di Mezzo




In un tranquillo pomeriggio autunnale, la nostra protagonista è al parco con il papà. Con la sua piccola giacchetta rossa, gioca con le foglie cadute a terra, mangia un gelato, compra un palloncino e passeggia mano nella mano con il suo papà, scoprendo ogni angolo e meraviglia che il parco nasconde e custodisce.
Ogni piccolo spazio è un paradiso da scoprire con piante e animali da ammirare.
Un pomeriggio di scoperta del mondo e di se stessi, perché la bambina inizia un gioco, la cui richiesta ricorrente è “Chiedimi cosa mi piace”. Una frase, apparentemente semplice e senza alcuna importanza, ma che in realtà nasconde qualcosa di profondo, intenso e ricco di significato.
Il gioco diventa il mezzo per esprimere sentimenti, amori e rassicurazioni. Ad ogni risposta, il papà imparerà a conoscere meglio la sua bambina, scoprendo i suoi gusti, il suo carattere, la sua allegria, il suo stupore nel vedere e scoprire cose nuove. Imparerà dalla figlia la differenza tra piacere e amare, la spontaneità nell'esprimere i sentimenti, il divertimento celato dietro piccoli gesti e capirà che le piccole cose contengono grandi insegnamenti.
Questo piccolo libro illustrato è un gioiellino arricchito da splendide, delicate e significative immagini realizzate da Suzy Lee. I colori caldi dell'autunno emergono dalle pennellate di colore e regalano la sensazione di caldi ed emozionanti abbracci. Il tratto dell'illustratrice è unico e inimitabile e in questo testo accompagna le parole dell'autore Bernard Waber. Parole e immagini che catturano un momento intimo, magico e perfetto. Un momento unico e irrripetibile. Un momento che tutti vorremmo vivere e rivivere.
Rendete le giornate dei vostri bambini uniche e preziose. Rendete magici i vostri momenti insieme e chiedete loro “cosa vi piace?”, le loro risposte vi stupiranno.
Buona lettura!!

Mirtilla


(Marianna Di Bella)

lunedì 11 febbraio 2019

Percorso Fotografico: "Identità" - Annalisa Marino


Ogni giorno migliaia di sguardi si sfiorano, leggeri, impercettibili, spesso vuoti e inconsistenti.
Sguardi superficiali, assenti. Si guarda senza vedere. Se solo ci fermassimo e posassimo i nostri occhi in quelli di chi abbiamo di fronte, ci renderemo conto della battaglia interiore che quella persona sta affrontando. Riconosceremo in quegli occhi, le ferite invisibili dell’anima in continua lotta con se stessa. Una battaglia silenziosa che ogni uomo sta affrontando in solitudine, cercando di ristabilire quell’equilibrio interiore tra la parte femminile e quella maschile, tra razionale ed emozionale, tra forza e sensibilità. Perché accettare la parte più delicata di se stessi vorrebbe dire ammettere di essere fragili e insicuri, mentre la società li vorrebbe forti, insensibili, sordi al proprio dolore e a quello altrui. Così reprimono le loro emozioni per un’identità fittizia, apparentemente più forte ma incline a malesseri, incertezze e paure.
Costruire e affrontare la propria identità è un processo lungo e faticoso che non tutti sono pronti ad accettare e sostenere, perché mostrare la fragilità della propria anima è un passo importante. Un passo che Annalisa Marino ha cercato di raccontare con il suo ultimo progetto fotografico: “Identità”.

Le sue foto sono le voci narranti di un percorso interiore lungo e faticoso, in cui l’uomo cerca di conciliare e unire il suo stato emozionale con quello razionale. I suoi scatti fotografici sono tocchi delicati, carezze impercettibili in grado di toccare l’anima dei soggetti fotografati e dei visitatori che si accostano alle sue foto incuriositi e inconsapevoli dell’effetto dirompente ed emozionante che quelle immagini possono provocare.
La fotografa, cammina in punta di piedi nell’anima dei soggetti fotografati, con delicatezza e sensibilità li prende per mano e li aiuta a leggersi dentro, tirando fuori quelle piccole vocine interiori indifese e inascoltate, nascoste negli angoli più bui dell’anima. Non tutti sono in grado di farlo, solo un’anima altrettanto sensibile, può riuscire a leggere così in profondità e Annalisa Marino è, non solo una fotografa, ma una persona che ha viaggiato a lungo nella sua anima, affrontando la luce e il buio, le contraddizioni del suo Io e ha saputo leggere ogni piccola riga del suo essere donna, mamma, amica ma soprattutto essere umano. Attraverso le sue foto, la sua voce interiore viene fuori in maniera dirompente, affrontando e raccontando temi importanti con forza e delicatezza e in questo nuovo percorso fotografico è riuscita a raccontare una battaglia interiore in cui tutti possono riconoscersi.

recensione, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, identità, mostra fotografica,
Avvicinatevi alle sue foto, chiudete gli occhi e lasciate il mondo fuori. Estraniatevi da ogni suono o rumore che possa distrarvi, e concentratevi solo su voi stessi, sul battito del vostro cuore e delle vostre emozioni. Respirate a fondo e quando siete pronti, alzate il viso e posate i vostri occhi sulle foto. Fate scorrere il vostro sguardo su ogni singola immagine, seguite il vostro ritmo interiore e danzate tra una foto e l’altra. Scrutate ogni singolo pixel e leggete, no mi correggo, ascoltate il messaggio di Annalisa Marino, fatevi catturare dalla forza del soggetto e allora capirete, nel profondo di voi stessi, quale sia il reale significato, quello che tutti dovremmo imparare ad affrontare.
Ogni foto è uno schiaffo alla nostra anima, uno di quelli in grado di svegliarci dal torpore emotivo in cui spesso ci ritroviamo a vivere.
Ogni foto è un messaggio, un’emozione, un grido lancinante.
Ogni foto è una lettera intima e delicata, scritta con l’inchiostro della sofferenza, dell’insicurezza e sensibilità.
Ogni foto è un dialogo silenzioso e discreto tra Annalisa Marino, il soggetto fotografato e noi osservatori. Un dialogo composto da mille parole inespresse, il cui significato profondo è assopito dentro di noi. Un dialogo che vi invito a scoprire e affrontare perché credetemi, guardare quelle immagini vuol dire regalare consapevolezza a noi stessi e al mondo che ci circonda.
Buon dialogo e buona visione!!



(Marianna Di Bella)


sabato 9 febbraio 2019

Recensione: "La Ragazza del Convenience Store" - Murata Sayaka

libro, romanzo, mdb, recensione, libri il nostro angolo di paradiso, giappone, disagio sociale, accettazone, diversità
Titolo: "La Ragazza del Convenience Store"
Autrice: Murata Sayaka
Editore: Edizioni E/O




Furukura Keiko è una donna di 36 anni e vive in Giappone. È laureata e da 18 anni lavora come commessa part-time in un konbini, un minimarket aperto, solitamente, 24 ore su 24.
Il konbini rappresenta, per la nostra protagonista, un microcosmo in cui vivere e sentirsi tranquilla, normale e protetta. Quelle quattro mura rappresentano per lei un abbraccio protettivo, un rifugio, una posto dove sentirsi finalmente a casa. Le regole del konbini sono ferree e ben precise, questo l'aiuta a sentirsi normale e non tagliata fuori da una società che vuole omologarla ai comportamenti e agli stili di vita degli altri. Una società che non accetta i diversi perché sfuggono alla loro comprensione, non rientrando in quei parametri e in quelle regole che li aiutano a classificare e catalogare le persone come “normali”. Keiko non si è mai considerata “normale”, sin da piccola si è sempre sentita diversa, o meglio gli altri l'hanno etichettata come “strana”, facendola sentire fuori posto, diversa e incompresa. Così, per non creare ulteriori problemi ai suoi genitori, decide di assumere dei comportamenti che la facciano passare inosservata, evitando di prendere iniziative, adeguandosi agli altri in tutto e per tutto, non parlando a sproposito e scegliendo di stare in silenzio e in disparte.

“Me ne stavo sulle mie senza dare sfogo alla mia stravaganza ed evitando di condividere le mie idee con anima viva.”
(citazione tratta dal libro)

Keiko cresce e con lei le aspettative della sua famiglia e della società che la vorrebbero sposata e con un lavoro adeguato alla sua età e al suo titolo di studio. La donna ci ha provato a conformarsi alle loro regole e aspettative, ma l'unico luogo dove finalmente si sente a casa e mai fuori posto è dentro il minimarket.


La scatola rettangolare di vetro luminoso e trasparente mi accoglie dentro di sé. Un mondo perfetto, immutabile, che continua a girare senza sosta. Nutro una fede cieca e assoluta in questo microcosmo lucente.”
(citazione tratta dal libro)


La donna vive e respira nel konbini. Per lei è ossigeno, è casa, è la bussola che regola tutto il suo mondo. È il luogo dove tutto è più semplice, grazie a delle regole che la fanno sentire “normale”, accettata e parte di un gruppo. Ma la sua tranquillità, però, verrà presto scombussolata dall'arrivo di un nuovo collega che le instillerà dei dubbi e perplessità circa la sua vita.
Come reagirà Keiko? Si lascerà convincere a lasciare il konbini, soddisfare le aspettative della sua famiglia e conformarsi alla società? O sceglierà di continuare a lavorare nel minimarket, vivendo secondo le sue inclinazioni?


...sono cambiata, ora sono il risultato del mondo che ho assimilato negli ultimi anni. Dentro di me non resta neanche una goccia dell'acqua che fluiva nel mio organismo in passato. Adesso nel mio corpo scorre un fluido diverso, che ha alterato la mia forma e mi ha tramutato quasi in un'altra persona.”
(citazione tratta dal libro)


Lascerò a voi il piacere di scoprire quali saranno le scelte di Keiko.
Vi lascerò entrare nel konbini per osservare tutto ciò che vi circonda e per capire come funziona.
Vi lascerò in silenzio ad ascoltare i pensieri della protagonista, perché possiate capire la sua personalità.
Vi lascerò il tempo di leggere il libro e scoprire una storia apparentemente semplice, ma con spunti di riflessioni intensi e profondi.
Il libro di Murata Sayaka affronta tematiche sociali attuali, come ad esempio l'alienazione, l'omologazione, la diversità, l'accettazione, e lo fa con uno stile semplice e diretto. L'autrice non si perde dietro frasi ad effetto o contorte per arricchire e abbellire il messaggio, al contrario, la sua scrittura è essenziale, stringata, quasi asettica nel raccontare la storia e la figura di Keiko.
I comportamenti e l'ambientazione sono tipicamente giapponesi e l'autrice racconta una problematica della sua società, fatta di alienazione, disagio sociale e continua ricerca di affermazione e accettazione. Una società in cui è difficile essere se stessi, dove la forma e l'apparenza contano più della sostanza e della profondità di una persona. Ma a ben guardare, questo è un problema che non riguarda solamente la società giapponese ma è ascrivibile a tutta la società contemporanea. Chi non riesce a omologarsi al gruppo, chi non rientra nelle regole e nei parametri sociali imposti, è considerato ed etichettato un “diverso”, un individuo da scansare, da allontanare per il timore di venire contagiati dalla sua voglia di affermare ed essere se stesso. Un individuo da biasimare ed evitare, come Keiko, che per anni si è sentita diversa rispetto alle sue amiche, alla sua famiglia e alla società che la circonda. Ha provato a farsi accettare dal mondo, adeguandosi a parte delle sue regole. Vorrebbe guarire...ma da cosa? Essere diversi non è una malattia e Keiko ha solo un modo tutto suo di pensare, di vivere la sua vita, di fare le sue scelte...di essere se stessa. Pur essendo un personaggio piatto, a volte fin troppo noioso, ha comunque un suo fascino che la rende credibile per il lettore. È un personaggio che lentamente prende coscienza di se stessa fino alla decisione finale. Una scelta che non sta a noi giudicare, ma solo comprendere.
Quale scelta? E no, non posso svelarvi nulla, perché altrimenti vi toglierei il piacere di soffermarvi e riflettere sui tanti spunti di riflessione che l'autrice ci regala durante la narrazione.
Ciò che posso fare è solo consigliarvi la lettura del romanzo, lasciandovi incantare dallo stile giapponese, da una storia profonda e se vogliamo anche crudele per l'animo umano. Una storia apparentemente piatta e monotona, ma che sa colpire dritto al cuore di chi non si ferma all'apparenza, ma sa andare oltre la superficialità delle cose e delle persone.


“Gli altri non si fanno scrupoli e perdono ogni freno davanti a tutto ciò che esce dall'ordinario, pretendono delle spiegazioni e sono convinti di avere il diritto di sapere tutto. Lo trovo assurdo, di un'arroganza esasperante.”
(citazione tratta dal libro)


Io non do fastidio a nessuno ma gli altri si permettono di violare la mia vita privata, solo perché sono diverso e in minoranza.”
(citazione tratta dal libro)


Buona lettura!!




(Marianna Di Bella)

venerdì 8 febbraio 2019

Recensione: "A cosa servono le ragazze" - David Blixt

recensione, romanzo biografico, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, nellie bly, giornalismo, femminismo
Titolo: A cosa servono le ragazze
Autore: David Blixt
Editore: La Corte Editore





Pittsburgh, 14 gennaio 1885.
È una normale e tranquilla giornata in casa Cochrane. La mamma prepara la colazione, mentre i figli, seduti intorno al tavolo, si preparano per iniziare una nuova giornata lavorativa. Mentre mangiano, ascoltano la voce di Elizabeth intenta a leggere un nuovo articolo pubblicato sul “Dispatch”, il giornale locale. Le piace leggere la rubrica del Quieto Osservatore, la trova ben scritta con commenti ed osservazioni divertenti, ma non questa volta, non l'ultimo articolo che considera un insulto alle donne.
È infuriata, non accetta i commenti offensivi e la poca considerazione che gli uomini hanno sulle donne, considerando le loro vite solo in base ai pettegolezzi, al loro interesse per i bei vestiti e le serate a teatro. E le altre donne? Quelle che sono costrette a lavorare? Perché non si parla di loro?
Elizabeth è una ragazza schietta, impulsiva, ostinata, grintosa che non si arrende di fronte a un piccolo ostacolo e questo suo carattere, considerato all'epoca un pregio per gli uomini ma negativo per le donne, la porta a seguire il suo istinto e scrivere una lettera di risposta al Quieto Osservatore.

“Non scrivo tutto ciò per avere la vostra compassione, ma per correggere le vostre idee sbagliate secondo le quali l'unico mondo della donna sarebbe la casa. Se la mia casa fosse il mio mondo, smetterei presto di orbitare intorno al sole, e preferirei piuttosto caderci dentro fino a incenerirmi.
Sono determinata a voler lavorare finché non avrò scoperto il mio mondo e diventare economicamente indipendente così come lo sono nell'anima.”
(citazione tratta dal testo)

Una lettera dallo stile semplice, forse con alcuni errori grammaticali, ma la schiettezza e la passione di Elizabeth vengono fuori in maniera prorompente. Le sue idee e il suo diverso punto di vista attirano l'attenzione del direttore del giornale che vuole incontrarla e conoscerla.
Cosa farà Elizabeth? Accetterà di incontrarlo?

“Sì, avevo il coraggio di rischiare”
(citazione tratta dal testo)

Lo stesso coraggio che la porterà a cambiare totalmente la sua vita. Sì, perché l'incontro con il direttore Madden, segnerà la nascita di una grande giornalista: Nellie Bly. La prima donna a cambiare le regole del giornalismo, seguendo inchieste importanti, infiltrandosi nei luoghi inaccessibili e lavorando sotto copertura.

“Dovevo trovare i fatti per confermare ciò che avevo detto. Dovevo vedere le cose con i miei occhi. Provarle sulla mia pelle. Così nessuno avrebbe potuto accusarmi di mentire o trascrivere semplicemente emozioni.”
(citazione tratta dal testo)

Una giovane donna apparentemente gracile, ma sorprendentemente forte. Determinata a seguire le sue idee e i suoi obiettivi: essere economicamente indipendente e diventare una brava giornalista. La strada è lunga e spesso piena di ostacoli, soprattutto morali perché non è facile per l'epoca accettare la presenza di donne nelle redazioni, ma Nellie è caparbia, intelligente, intraprendente, impulsiva e pur avendo momenti di crisi, ritroverà sempre la forza per inseguire tenacemente i suoi sogni. Affronterà tematiche importanti, come ad esempio la questione lavorativa femminile, le leggi sul divorzio, la situazione delle donne nei manicomi e delle operaie nelle fabbriche, diventando la voce di tutte quelle donne senza diritti. Donne oppresse e umiliate. Donne senza nome.

“Nella mia vita, mi è stato detto anche troppe volte che sono pazza. Pazza perché non voglio sposarmi. Perché non voglio dei figli. Perché voglio lavorare. Perché non voglio ciò che ci si aspetterebbe che io voglia, e perché voglio le cose che mi vengono negate. Sono stata chiamata pazza perché sono difficile, rumorosa, curiosa...scomoda. È questo che hanno in comune tutte queste donne. Sono scomode. Per i loro mariti, per i loro figli, per le loro relazioni sociali, per la loro comunità. Per la società. Sono scomode, e troppo povere per poterselo permettere.”
 (citazione tratta dal testo)

Una voce che ha costretto i lettori dell'epoca a non distogliere lo sguardo dalla dura realtà sociale e dalle categorie oppresse.
Una voce che a distanza di anni continua ad essere forte e incisiva.
Una voce che prende vita tra le pagine di questo romanzo biografico, scritto da David Blixt.
L'autore americano ha fatto un grande studio di ricerca storica, leggendo testi a lei dedicati, reperendo materiali e articoli di giornali scritti dalla stessa giornalista. Articoli che permettono di comprendere meglio il suo carattere, la sua forza e la sua determinazione.

“Quasi 150 anni dopo, la sua indignazione è ancora palpabile. La sua energia, la sua grinta, la sua vanità, la sua vitalità, la sua vulnerabilità. Sta tutto lì, allo scoperto nelle pagine delle sue storie.”
(citazione tratta dal testo)

David Blixt ha analizzato soprattutto gli inizi della sua carriera, evidenziandoli nel romanzo, narrando il momento e le ragioni che condussero Nellie Bly a muovere i primi passi nel giornalismo. Accompagnando, in questo modo, il lettore alla piena comprensione della complessa figura della protagonista.
L'autore ha saputo creare un'ottima cornice sociale e storica intorno alla sua figura, coniugando perfettamente le prime inchieste giornalistiche, il passato violento e il periodo storico, risaltando le origini del femminismo e le idee della giovane donna. Idee che la spingeranno a seguire i suoi obiettivi, lottando per ciò in cui crede.
Lo stile narrativo è semplice e diretto, nonostante sia un romanzo biografico di notevoli dimensioni, la lettura è fluida e scorrevole, e il lettore non avrà mai modo di annoiarsi, perché la storia di questa giovane donna è interessante e avvincente. Il suo carisma esce in ogni pagina del testo, ammaliando il lettore che si ritroverà completamente avvinto dalla trama e dalla sua figura.
Un testo che ho amato profondamente. Un romanzo biografico che mi ha permesso di conoscere meglio la figura di Nellie Bly e la situazione femminile dell'epoca, dandomi molti punti su cui riflettere. Un testo che custodirò gelosamente e che rileggerò più avanti con calma per cogliere quelle sfumature e quei passaggi che spesso sfuggono a una prima lettura.
Un libro che consiglio a tutti, in modo particolare alle donne, perché nonostante Nellie Bly sia vissuta più di 150 anni fa, ha ancora molto da insegnare.
Ogni sua parola è un grido all'indipendenza, alla giustizia e alla parità di genere. Un grido che non accetta l'indifferenza o di passare sotto silenzio. No. È un grido che colpisce dritto al cuore di tutti quei lettori che credono nei propri ideali e che non si arrendono di fronte alle avversità della vita.
La storia di Nellie Bly ci ricorda quanto lavoro c'è ancora da fare, quanta forza dobbiamo mettere nel perseguire i nostri obiettivi e quanto è importante dare voce a tutti, soprattutto, a coloro che non hanno più la forza di farsi sentire o che sono costretti al silenzio.


“Lo dite solo perché voi vi considerate alla pari di tutti gli altri. Mentre io, come donna, non lo sono. Per la leggere, io valgo meno di voi. È giusto? È equo? Vi piacerebbe se la vostra vita fosse determinata da qualcosa che non dipende dal vostro controllo, come il vostro sesso o il colore della pelle?”
(citazione tratta dal testo)

Lasciatevi ammaliare dalle parole, dai pensieri e dalla vita di una donna tenace, forte e coraggiosa. Una donna che saprà conquistarvi sin dalla prima pagina di questo splendido romanzo.
Buona lettura!!


(Marianna Di Bella)




(Gifted by) Ringrazio la Casa Editrice per la copia del libro.

sabato 2 febbraio 2019

I Consigli di Mirtilla: "Dentro gli occhi cosa resta" - Mara Cerri

libro per bambini, libro illustrato, recensione, mdb, libri il nostro angolo di paradiso, i consigli di mirtilla
Titolo: "Dentro gli ochi cosa resta"
Autrice: Mara Cerri
Editore: Fatatrac



I ricordi sono una parte importante della nostra vita, custodi di tutto ciò che abbiamo vissuto e di chi siamo. Scandiscono il nostro passato, riportando alla mente momenti lieti, allegri, spiacevoli, dolorosi...momenti indimenticabili che hanno influenzato la nostra vita.
Sono lievi come piume che si posano delicatamente sulla nostra anima, accarezzandola e coccolandola, riportando in superficie momenti e sensazioni importanti.
Attraverso questo piccolo e delicato libro illustrato, l'autrice Mara Cerri dona ai piccoli e grandi lettori, momenti importanti della sua infanzia, riportando alla luce quegli istanti pieni di stupore, curiosità, incanto e meraviglia. Momenti in cui era facile perdersi e sognare a occhi aperti.
Momenti che diventano delle piccole pietre preziose da raccogliere e custodire.
Giocare sulla sabbia.
Asciugare i capelli al sole.
Trascorrere le giornate con la nonna.
Piccoli attimi di pura e semplice felicità.
Ogni pagina custodisce un ricordo a cui i bambini possono facilmente accostarsi e riconoscersi, mentre gli adulti possono rivivere e riportare in superficie quell'anima fanciullesca che spesso dimenticano di aver vissuto. I testi sono brevi, intensi e sanno arrivare al cuore dei lettori. Ogni ricordo è accompagnato da immagini delicate che trasmettono quel senso di nostalgia e maliconia verso qualcosa che si è vissuto e perso.

I capelli cresciuti sono il segno del tempo trascorso e quelli di mia nonna sono capelli lunghi. Sono la sua vita grigia che ha fatto doppie punte e che lei raccoglie con le forcine. Ferma tutti i capelli nella sua crocchia, a far più brevi le distanze tra i ricordi vicini e lontani...”
(citazione tratta dal testo)

Buon ricordo e buona lettura!

Mirtilla


(Marianna Di Bella)